sabato 27 novembre 2021

Il modo meraviglioso in cui il Piano di Dio si sta adempiendo [per condurci nell'Età della Pace]

 


Il 13 ottobre 1884, 6 anni dopo aver iniziato il suo pontificato di 25 anni, Papa Leone XIII ebbe le famose visioni di una miriade di demoni che attaccavano il Vaticano. 

Insieme allo strano dialogo in cui Satana sfidò Gesù Cristo, dicendogli che poteva distruggere la Chiesa; e il Signore accettò la sfida.

E poi Satana gli chiede di permettere a lui e ai suoi servitori di avere più potere di tentare gli esseri umani, e il Signore gli dà 100 anni.

C'è una discussione su quando quei 100 anni hanno iniziato a correre, è al di là del punto qui.

Ma la verità è che visto dal punto di vista umano, il Signore ha permesso una prova massiccia di fedeltà a Dio tra gli esseri umani, con lo scopo della nostra purificazione.

Poiché il diavolo non può costringere nessuno ad allontanarsi da Dio, a peccare, può solo persuaderlo, tentarlo.

E allora l'uomo deciderà, con il suo libero arbitrio, se consumare la tentazione o meno.

L'uomo ha la libertà, data da Dio, di esserGli fedele o di metterlo da parte in ogni decisione che prende.

Leone XIII conosceva la fragilità del popolo, il declino della fede che era in atto e come i servitori del maligno fossero già cresciuti nel loro tempo; Conoscevo il pericolo che era in agguato in noi.

E poi scrive la famosa preghiera a San Michele Arcangelo chiedendo protezione, che inizia dicendo "San Michele Arcangelo ci difendi in battaglia..."

Quella che veniva recitata dopo ogni Messa, fino alla riforma liturgica, come conseguenza del Concilio Vaticano II, toglieva quella protezione.

Tuttavia, da qualche tempo questa preghiera sta tornando con forza in alcune diocesi, su suggerimento di Giovanni Paolo II.

Ed esattamente 33 anni dopo, il 13 ottobre 1917, l'ultima apparizione di Fatima avviene con il miracolo del Sole; apparizioni che erano iniziate 5 mesi prima.

Quei 33 anni esatti tra le visioni di Leone XIII e il miracolo del sole non possono essere una coincidenza.

In quella fine apoteosi delle apparizioni, il cielo ci ha dato tre messaggi, che sono stati poco notati, perché predominava la tendenza a vedere in quel prodigio solare, solo un miracolo di Dio.

Il primo messaggio era quello di dare prova dell'esistenza di Dio e della sua potenza, di fronte all'incredulità regnante.

Poiché il miracolo del sole è stato avvertito che sarebbe accaduto settimane prima, non era che in quel momento ci fossero una serie di condizioni atmosferiche inaspettatamente, era stato pianificato.

E lì Dio ci ha mostrato il Suo potere di apportare cambiamenti nella natura quando lo ritiene necessario e che è onnipotente.

Il secondo messaggio è l'avvertimento che in qualsiasi momento Egli può lasciare che una catastrofe cosmica passi sulla terra.

E il terzo, il timore che il sole si schiantasse sulla terra, fece sì che i presenti si inginocchiassero e pregassero con tutte le loro forze per avere misericordia.

A cui Dio rispose affermativamente, cessando la prova e dandoci l'insegnamento che dovremmo chiedere con fiducia il Suo aiuto in modo permanente, ed Egli risponde.

E alla fine dobbiamo abbandonarci a Lui.

Questa apparizione di Fatima, che la Chiesa considera una delle più importanti che siano accadute nella storia, ci ha dato praticamente lo stesso messaggio che Leone XIII ci stava dando nel suo magistero.

Il magistero di Leone XIII e i messaggi della Madonna a Fatima sono fondamentalmente gli stessi.

In molte delle sue encicliche, Leone XIII non ha usato mezzi termini sui pericoli del comunismo e della massoneria e sul loro corso distruttivo.

Quattro decenni prima Marx ed Engels avevano pubblicato il Manifesto del Partito Comunista che aveva generato un grande impatto.

La loro ideologia stava devastando la fede, perché chiedevano di costruire il regno di giustizia sulla terra, di fare affidamento solo sulle risorse umane, di prendere il potere civile attraverso una sanguinosa ribellione e di allontanarsi dalla religione promuovendo una visione materialistica del mondo.

Ideologia che avrebbe avuto il suo momento di gloria nella rivoluzione bolscevica in Russia pochi mesi dopo le apparizioni di Fatima.

Fu proprio sull'ideologia della rivoluzione bolscevica che la Madonna venne ad avvertire, avvertendo degli errori che avrebbe diffuso nel mondo. 

E dandoci l'antidoto che se il Papa insieme a tutti i vescovi consacrassero la Russia al Cuore Immacolato di Maria il pericolo scomparirebbe e verrebbe un tempo di pace, cosa che non è mai avvenuta.

Questa disobbedienza è sorta come conseguenza del criterio umano prevalente nella gerarchia della Chiesa.

Ciò può essere spiegato dalla predicazione e dalle azioni dell'altro grande avversario che Leone XIII avrebbe denunciato.

Ha messo in guardia con forza durante il suo pontificato sulla Massoneria, perché era in pieno attacco pubblico alla Chiesa.

Ad esempio, 3 decenni prima delle visioni che abbiamo raccontato, i carbonari, un gruppo massonico italiano, hanno chiesto l'infiltrazione nella Chiesa, cosa che sappiamo essere avvenuta più tardi.

Ma in aggiunta, gli avvertimenti di Leone XIII sulla Massoneria furono confermati a Fatima.

Perché sono stati i massoni, non i comunisti e i socialisti, ad attaccare più ferocemente queste apparizioni.

I massoni portoghesi fecero prendere in custodia i veggenti il 13 agosto 1917, quindi la quarta apparizione avvenne il 19 agosto e non il 13 agosto.

E hanno anche saccheggiato il luogo delle apparizioni e lo hanno distrutto, e poi hanno fatto una manifestazione per le strade mostrando i trofei che avevano rubato da lì.

Anche a Fatima, Leone XIII fece appello alla preghiera.

Ha detto che è assolutamente necessario che la voce cattolica gridi instancabilmente a Dio di fronte ai pericoli.

Ha invitato i fedeli a pregare non solo nelle loro case, ma in pubblico e riuniti in chiesa.

Perché liberi la Chiesa dagli uomini malvagi e restituisca la sapienza e la ragione, la luce e l'amore di Cristo, ai popoli e alle nazioni che sono turbati.

Anche come a Fatima, il suo magistero ci ha chiesto di rivolgerci a Maria perché è l'intermediario attraverso il quale ci vengono distribuite le misericordie di Dio.

E non esitò a chiamare la Beata Vergine il glorioso intermediario.

Inoltre, Leone XIII ha incitato a pregare il rosario nelle sue 10 encicliche sul Rosario, come ha fatto la Madonna a Fatima.

Perché Egli ha detto che ripetendo instancabilmente le stesse preghiere, imploriamo fortemente il Nostro Padre Celeste di venire nel regno della Sua grazia.

anche come a Fatima ha chiamato a pregare il rosario per i peccatori, perché la Vergine Santa ci aiuti nella sua conversione,facendo catechesi sulla potenza del rosario nella lotta contro le eresie, come accadde all'inizio quando lo donò a San Domenico.

E come il rosario è venuto in soccorso dei cristiani, fornendo una notevole prova di salvaguardia contro grandi pericoli e benedizioni nel corso della storia.

E infine Leone XIII ha invitato a non scoraggiarsi, perché Dio ha un piano, che forse non comprendiamo al momento, ma che sarà rivelato.

a Fatima la Madonna ha detto che il piano di Dio passa attraverso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria che ci porterà un'era di pace.

Piano che sarebbe poi stato dettagliato nelle apparizioni di Garabandal, che ci ha mostrato che l'avvertimento e il miracolo sono eventi che ci porteranno a quel trionfo.

E più tardi sarebbe stato ulteriormente specificato nelle apparizioni di Medjugorje, raccontandoci di una serie di eventi che spezzeranno il potere di Satana sulla terra, porteranno alla sua purificazione e infine alla conversione degli esseri umani.

Bene, finora quello che volevamo parlare di come il piano di Dio per l'umanità è stato rivelato e come si sta adempiendo in mezzo a marce e contromarche.

LA VERGINE MARIA

 


I dolori di Maria la costituirono Regina, perché erano animati dal “Fiat” Divino 

Stavo pensando ai dolori della mia Mamma Celeste, ed il mio amabile Gesù, movendosi nel mio interno,  mi ha detto: “Figlia mia, il primo Re dei dolori fui Io, ed essendo Io uomo e Dio, dovevo accentrare tutto  in Me per avere il primato su tutto, anche sugli stessi dolori. Quelli della mia Mamma non erano altro  che i riverberi dei miei, che riflettendo in Lei le partecipavano tutti i dolori miei, i quali, trafiggendola, la  riempirono di tale amarezza e pena da sentirsi morire ad ogni riverbero dei miei dolori; ma l’Amore la  sosteneva e le ridava la vita. Perciò, non solo per onore, ma con diritto di giustizia fu la prima Regina  dell’immenso mare dei suoi dolori”.  

Onde, mentre ciò diceva, mi pareva di vedere la mia Mamma di fronte a Gesù, e tutto ciò che conteneva  Gesù, i dolori e le trafitture di quel Cuore SS., riflettevano nel Cuore dell’Addolorata Regina e a quei riflessi si  formavano tante spade nel Cuore della trafitta Mamma. Queste spade erano suggellate da un ‘FIAT’ di luce, in  cui Ella restava circonfusa, in mezzo a tanti ‘FIAT’ di luce fulgidissima, che le davano tanta gloria, che  mancano i vocaboli per narrarla.  

Quindi Gesù ha ripreso il suo dire: “Non furono i dolori che costituirono regina la mia Mamma e la  fecero rifulgere di tanta gloria, ma il mio ‘FIAT’ Onnipotente, che intrecciava ogni suo atto e dolore e si  costituiva vita di ogni suo dolore. Sicché il mio ‘FIAT’ era l’atto primo che formava la spada, dandole  l’intensità del dolore che voleva. Il mio ‘FIAT’ poteva mettere in quel Cuore trafitto quanti dolori voleva,  aggiungere trafitture a trafitture, pene sopra pene, senza l’ombra della minima resistenza; anzi, si  sentiva onorata che il mio ‘FIAT’ si costituisse vita anche di un suo palpito. Ed il mio ‘FIAT’ le diede  gloria completa e la costituì vera e legittima Regina.  

Ora, chi saranno le anime in cui possa riflettere i riverberi dei miei dolori e della mia stessa vita?  Quelle che avranno per vita il mio ‘FIAT’. Questo ‘FIAT’ assorbirà in loro i miei riflessi ed Io sarò largo  nel partecipare ciò che il mio Volere opera in Me. Perciò nella mia Volontà aspetto le anime, per dar loro  il vero dominio e la gloria completa di ogni atto e pena che possano soffrire. Fuori della mia Volontà,  l’operare e il patire Io non li riconosco; potrei dire: «Non ho che darti; qual è la volontà che ti ha  animato nel fare e soffrire ciò? Da quella fatti ricompensare». Molte volte il fare il bene, il patire, senza  che la mia Volontà entri in mezzo, possono essere misere schiavitù, che degenerano in passioni,  mentre solo il mio Volere dà il vero dominio, le vere virtù, la vera gloria, da trasmutare l’umano in  divino”. (15°, 23-3-1923) 

 scritti di Luisa Piccarreta

L'invito di Dio Padre per tutte le anime - Per Me, ora è giunto il tempo di reclamare il Mio Glorioso Regno. Il Nuovo Paradiso sulla Terra durerà mille anni

 


Primo Messaggio da Dio Padre: Per Me, ora è giunto il tempo di reclamare il Mio Glorioso Regno. Il Nuovo Paradiso sulla Terra durerà mille anni


Nota della veggente: “Poco prima di ricevere questo Messaggio, avevo appena finito di recitare la Divina Misericordia, quando improvvisamente lo Spirito Santo mi annunciò che stavo per ricevere un Messaggio da Dio Padre. Stavo tremando dall’agitazione. Allora io feci la seguente domanda: “Nel Nome di chi vieni?”. La risposta fu la seguente:

Io vengo nel Nome del Mio diletto Figlio, Gesù Cristo, il Salvatore dell’umanità. Io Sono Dio Padre e parlo con te per la prima volta. Figlia Mia eletta, ti parlo oggi, così che Io possa informare l’umanità dell’Amore che ho per tutti.

Molti non Mi conoscono. Pensano di conoscerMi, ma per milioni di figli Miei, Io Sono semplicemente un’entità senza volto. Essi sanno così poco circa il Mio desiderio di permettere loro di farsi Amare da Me nel modo in cui ciò dovrebbe essere.

Nel mondo, il Mio Nome viene usato genericamente da molti di coloro che non riconoscono il fatto che fu a causa della Mia Mano che il mondo e le sue creature furono create. Quanto a coloro che lo riconoscono, essi sono confusi su Chi Io Sia e piuttosto spaventati rispetto a Me. Io non Sono da temere, poiché il Mio Puro Amore è per ognuno dei Miei figli. Io vi amo così tanto, che ho fatto il Sacrificio più grande di tutti, per riportarvi tra le Mie Braccia e darvi l’opportunità di essere salvati dall’ingannatore. Ho mandato nel mondo il Mio diletto Figlio, Gesù Cristo, affinché poteste capire la Verità dell’Amore. Questo Amore, quando lo accetterete, vi salverà tutti.

Il Mio Cuore è spezzato per il modo in cui moltissimi di voi non torneranno a Me e non Mi mostreranno il loro amore. Io desidero ardentemente che voi torniate semplicemente e Mi chiediate aiuto. Non c’è alcun bisogno di temere il Mio Amore, poiché fu a causa di esso, che riceveste il vostro primo respiro. Io creai ciascuno di voi a Mia Immagine così che potessi avere una famiglia. Io creai il mondo a motivo del Mio Puro Amore affinché voi, i Miei figli, poteste condividere questo Paradiso con Me. Esso fu creato così amorevolmente tanto da essere edificato con cura in ogni singolo dettaglio. Io ero così felice, quando fu creato il Paradiso sulla Terra, che gli angeli esultarono ed il Cielo si accese con tali fiamme d’amore, che nessun essere umano avrebbe mai potuto immaginare. E poi fu distrutto dal peccato, causato dal serpente.

Figli Miei, lasciateMi spiegare: per Me è giunto il tempo di reclamare il Paradiso che Io ho amorevolmente creato, così che noi possiamo, di nuovo, diventare una sola famiglia.

Una famiglia che diventerà unita e che sarà mantenuta insieme grazie ai potenti legami dell’amore.

Questo Nuovo Paradiso sulla Terra viene preparato adesso, per tutti i Miei figli.

Durerà mille degli anni sulla Terra e nessuno dev’esserne escluso, poiché ciò Mi spezzerebbe il Cuore. Il Mio diletto Figlio, Gesù Cristo e lo Spirito Santo, stanno cercando intensamente di riportarvi nel Mio amorevole ovile, così che il Paradiso, creato in principio, possa ancora una volta emergere quale Dono più grande di tutti, affinché i Miei figli ne possano godere.

Questo Paradiso sarà un luogo d’amore, bellezza, gloria e sarà la casa di tutti coloro che sono puri di cuore e d’anima. Esso è per ogni singola anima sulla Terra ed è la meta di tutte le anime, incluse quelle di coloro che non se ne rendono conto.

Mio Figlio parla al mondo e si prepara a mostrare la Sua grande Misericordia durante l’Avvertimento, per dare a tutti i peccatori la possibilità di godere del Nuovo Paradiso sulla Terra.

Dovete ascoltare la Mia Voce. Faccio appello a tutti voi perché prestiate attenzione. Tornate indietro, verso Me. Accettate il fatto che Io Esista, che Io Sia la Fonte di tutta la vita, di tutta la Creazione e di tutta la gloria. Se lo farete, voi sarete accolti nel Mio Paradiso sulla Terra, che vi offrirà qualsiasi cosa avreste mai potuto sognare. Date ascolto a Mio Figlio e al Messaggio che Egli da al mondo per convertirvi tutti. Quanto a coloro che non vorranno ascoltare nemmeno allora, o che continueranno nella scellerata via del peccato, non sarà mostrata alcuna Misericordia.

Io Sono l’Iddio di tutta la Creazione, Io Sono l’Iddio dell’Amore e della Compassione. Io Sono anche l’Iddio della Giustizia. La Mia Mano si abbatterà sull’umanità, che a causa della malvagia fedeltà al maligno, rifiuterà di seguire la via dell’Amore e della Verità.

Per Me, ora è giunto il tempo di reclamare il Mio Glorioso Regno che nessun uomo, potrà fermare attraverso il peccato. Qualora dovesse provarci, sarà perso per sempre.

Io Sono il vostro Dio ed il vostro Creatore. Il Mio Amore non muore mai, è ardente e pieno di profonda tenerezza per voi al fine di riportarvi a Me e all’eredità che Io ho tanto amorevolmente creato. A causa del peccato, molti dei Miei figli dovranno rinunciare al loro diritto a questa eredità ed indietreggeranno, per consentire a coloro che veramente Mi amano di oltrepassarne le porte senza intralci.

Vi prego figli, non ignorate le Mie Suppliche per l’umanità. Accettate la Misericordia che ora viene offerta dal Mio diletto Figlio.

Accettatela a braccia aperte.

Dio Padre
Creatore e Artefice di Tutte le Cose

Chiamati alla Mia Santa Croce

 


Chiamati alla Mia Santa Croce, voi verrete, perché è là che il Mio Sacro Cuore vuole interrogarvi. 

Il Purgatorio e il Paradiso

 


Il dannato e l'anima purgante

Il dannato, nel passaggio alla vita eterna, si trova in uno stato di estrema miseria, e per la perdita della grazia di Dio, non solo non ha slanci di amore verso di Lui, come li ha l'anima purgante, ma l'odia e ne rifugge. E’ terribile, senza dubbio, ma è uno stato di esistenza che non può mutarsi, e che l'anima dannata non vuol mutare, anche se lo potesse, anche se la misericordia divina lo volesse. L'anima dannata è oramai nello stato di dannazione, ha anche una libertà in quello stato, ed è la libertà di odiare e di far male, pena spaventosa dell'abuso della libertà fatto in vita, colpa tutta sua, non dell'inesorabilità della giustizia di Dio.

  Come un impulso di moto continua per quel fenomeno fisico che si chiama inerzia, senza ulteriore spinta, così le colpe e le degradazioni della vita del dannato, continuano per inerzia nell'Inferno, senza speranza di mutamento, perché diventano lo stato del dannato, come nella vita terrena erano lo stato del peccatore.

L'anima purgante, fuori del corpo non è in uno stato, ma è ancora pellegrina, perché è in grazia, tende a Dio con immenso amore, e non può ancora raggiungerlo. Per questo da tutte le rivelazioni delle anime purganti, si rileva che la loro purificazione è computata sul nostro tempo: dieci, venti, cento anni. Il dannato è come un corpo pesante che cade nell'eterno abisso e vi sta, vi rimane; l'anima purgante è come un razzo che tende ancora a salire, ma che rimane nell'atmosfera, finché non funziona lo scoppio del razzo vettore che lo spinge in alto. Essa non è capace che di dolore, perché il dolore soltanto può riparare le sue colpe, ed i suoi slanci di amore diventano fuoco urente, pena e rammarico di amore, che le fa riguardare come grazia il potersi purificare.

  Il morto è morto, e non aspira, per così dire, alla vita, ma alla putredine. Questo è il dannato. L'infermo invece aspira alla salute, si sottopone a tormentose cure, e le soffre volentieri, pur lamentandosi, ed invoca aiuto per essere alleviato. Questa è l'anima purgante; è un'inferma. Le sue medicine tormentose sono la purificazione nel fuoco, nell'angoscia della lontananza da Dio e nei singoli tormenti per ogni particolare colpa. Per un infermo nel corpo, sono di sollievo gli anestetici, i calmanti, e le amorose cure di chi l'assiste; per l'anima purgante i suffragi di preghiere e di sacrifici che per essa si offrono, sono il suo sollievo.

Sac. Dolindo Ruotolo


PREGHIERA

 


Mio Dio, Padre della mia vita, fate che, in tutta la perfezione accessibile al mio essere, oggi e tutti i giorni della mia vita, docile alla grazia del vostro Spirito Santo e fedele ai miei mezzi di santificazione, resti incessantemente conforme alle disposizioni della vostra Provvidenza ed esatto nei doveri del mio stato, affinché per voi prima di tutto, e per voi solo, io cresca in Gesù Cristo, mediante l'operazione della verità nella carità, e mi rallegri della somma ed unica gloria del vostro nome. Così sia. 

(Don François Pollion)


Molte anime stanno perendo all‟Inferno per il peccato di pornografia.

 


PECCATO 

Mia amata figlia prediletta ascolta la Mia Santissima Parola perché vorrei avvertire l‟umanità dell‟urgenza di implorare Mio Padre per la remissione dei loro peccati. 

Il tempo è breve ora che l‟Avvertimento è quasi su di noi. Mai rimandare a domani quello che è necessario fare oggi. E‟ fondamentale sentire il rimorso per i vostri peccati prima di chiedere perdono. Perché senza un autentico rimorso esso è inutile. 

Figlia Mia, vedo nel vostro mondo così tante anime annerite. C‟è poca luce e se vedeste l‟abisso in cui l‟uomo è caduto rimarreste scioccati. Così tanti milioni di Miei bambini ogni giorno si tuffano in un abisso di corruzione peccaminosa da cui non riusciranno ad uscire se voi non pregate per loro. Essi sono ciechi alla verità e anche se vedessero la Mia luce ora si vergognerebbero e si nasconderebbero da Me. Pregate per loro. 

I Miei figli che si sono resi colpevoli di odiosi peccati godono del fatto che il loro comportamento malvagio viene applaudito come divertimento. La pornografia si diffonde in così tante case nel mondo attraverso emittenti televisive che presentano queste atrocità come un innocuo e divertente svago. Questi stessi canali si rifiutano di pronunciare il Mio nome. 

Anche la violenza è resa affascinante non solo in televisione ma anche nei giochi rendendola così accettabile, tanto che oggi le persone considerano l‟atto di violenza una cosa naturale. 

I demoni di satana, quando entrano nelle anime, iniziano a manifestarsi nel corpo umano in modo che i loro atti diventano chiaramente visibili ai Miei seguaci che inorridiscono per ciò che devono testimoniare. Il corpo umano, infestato da demoni Satanici, si comporterà grottescamente. I loro movimenti fisici saranno distorti ed emuleranno i messaggi Satanici richiesti dal maligno per sedurre le persone deboli come loro. Le anime deboli, prive di amore per Dio, saranno attratti verso di essi e alla fine li imiteranno, in modo che anch‟essi onoreranno Satana e faranno tutto quello che  lui vorrà. 

Bambini non riuscite a vedere come lavora satana? I Miei seguaci devono spiegare a coloro che non lo capiscono come egli lavora nel business pornografico. Questo è quello che satana fa per distruggere le anime e risucchiare i partecipanti nel fuoco eterno. Coloro che si sono resi colpevoli di comportamenti sessuali deviati e coloro che sfoggiano i loro corpi in un modo osceno ed immorale soffriranno di dolori strazianti per l‟eternità. 

Aiutatemi a salvarli ora bambini, perché non hanno idea di come la loro immorale impudicizia Mi disgusta. Sono ricoperti dalle tenebre. Portateli a Me in modo che la Mia luce possa abbracciarli e salvarli dal fuoco dell‟inferno. 

I peccati della carne Mi ripugnano. Così tante anime stanno perendo all‟Inferno per il peccato di pornografia e atti sessuali deviati. Fate loro sapere quale sarà il loro destino se non proveranno rimorso. 

Il vostro amato Salvatore, 

Gesù Cristo. 

28 Agosto 2011

I Dieci Comandamenti

 


Alla luce delle Rivelazioni a Maria Valtorta

Il settimo Comandamento: “Non rubare”. 


E ancora dice Gesù: 

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Isaia cap. 10°. 134 

«Voi vi fate strumenti di Satana compiendo opere di nequizia. 135 

Grandi od umili, non siete diversi nell’agire. Prepotenti e ladri siete. I grandi con grande prepotenza e ladroneccio. I piccoli con prepotenza e ladroneccio sempre più grande di quanto la loro condizione farebbe pensare che potesse permettere lo fossero, e ancora non si sentono contenti e anelano ad essere qualcosa di più per opprimere e rubare di più.  

Non vi è categoria sociale immune da colpa. E quelli fra voi che sono onesti per legge morale o santi per amore di Dio, sono le vostre vittime più grandi perché, capovolgitori come siete della Legge dell’amore, voi date compensa d’odio a chi vi dà amore e bontà, voi siete cattivi coi buoni e torturatori di chi, in nome del suo Dio, non vi rende male per male. 

Ma se anche non vi sembra, non pensate di restare impuniti. Le folle vedono la punizione del grande e sfugge loro quella del piccolo, perché il grande che cade fa molto rumore e il piccolo invece passa inosservato fra i molti casi del mondo. Ma impuniti non rimanete fin da questa vita. Vi prendo quando e dove meno ve lo pensate. Il resto verrà poi nell’altra vita dove per i duri di cuore non vi sarà pietà. 

Ma voi, voi che ora siete grandi, che farete quando, in proporzione al vostro malfare, vi si solleverà contro l’ira di Dio e degli oppressi? Non la sentite incombere già su voi e montare come nube carica di folgori e piena che supera le dighe? E quando la nube si aprirà e l’onda traboccherà, dove andrete voi che avete sparso l’odio, il dolore, l’ingiustizia sul vostro cammino, seminatori folli e demoniaci, usurpatori dell’altrui pane e distruttori dell’altrui bene? 

A che non avete pensato 136 , mentre avevate il tempo a vostro servizio, a farvi, delle ricchezze ingiuste, un rifugio presso i cuori degli uomini e di Dio? Quanto bene potevate fare, e vivere benedetti e passare benedetti alla Vita della vera gloria! E come potrete, voi senza fede e senza amore, vivere quando sarete ridotti come avete ridotto? 

Voi vi fate strumenti di Satana. Ma Io, più potente di Satana, quando giudico esser l’ora di un nuovo diluvio, vi prendo e vi uso gli uni contro gli altri: nazioni contro nazioni e, nel piccolo: parenti o amici contro parenti e amici, per fare dell’uomo la punizione dell’uomo, punendo le colpe dell’uomo attraverso le colpe dell’uomo suo simile. Voi opprimete? E Io permetto ad altri di opprimervi. Voi rubate una patria? Ed Io permetto ad altri di rubarvi la patria. Bene dice 137 Isaia: “Bastone e verga della collera di Dio”. Questo siete l’uno con l’altro quando passate la misura. 

Onde bene sarebbe che coloro a cui è propizia la lotta e amica la vittoria non si credessero prediletti in eterno da Dio e tanto meno non si credessero tanto perfetti da meritare da Dio ogni riuscita umana. 

No. Se colui che trionfa fa mal uso del suo trionfo Io lo percuoterò e lo abbatterò nella polvere. Io sono il Re e il Signore e nessuno è più grande di Me. Io sono il Giusto e non conosco parzialità. Il mio sguardo vede tutti con una luce uguale. 

Uguale è il ceppo da cui venite, uguali i vostri obblighi verso Dio, Creatore vostro, e uguale il suo pensiero per tutti voi. Il più civile fra voi è per Me come il meno civile, come il selvaggio che ignora tutto che non sia il suo bosco vergine. 

Scrutatore come sono della verità dei vostri pensieri e della innocenza dei vostri sentimenti, guardo tante volte con amore il selvaggio che si prostra adorando la forma che per lui è dio e per essa forma si fa buono, e torco lo sguardo con sdegno dal civile che nega Dio, a lui cognito, con la parola blasfema, il pensiero negatore e le opere maledette. 

Quando l’ora del castigo è passata, Io dico il mio “Basta” e raccolgo le folle percosse e disperse, do loro pace e pane, poiché sono Padre, non dimenticatevelo, e se non foste ebbri di sangue o intossicati dal desiderio di berlo vi darei sempre pace e pane. Tanto più presto e tanto più abbondante e sicuro do pane e pace quanto più fra le torme di folli sono numerosi i giusti di Dio, travolti nel comune castigo non per loro punizione, ma per vostra redenzione. Perché il Bene per fiorire ha sempre bisogno di lacrime di santi e di olocausti di redentori. 

Oh! beati questi cristi che voi ignorate, ma che il mio Cuore raccoglie come gemme in uno scrigno! Oh! beati questi angeli che sanno, fra il coro delle bestemmie e delle oscenità nel quale perite, cantare il “Gloria” e il “Sanctus” al loro Dio! Purificatori di questa terra dai miasmi che le vostre colpe creano, vivono ardendo come turiboli e offrono a Dio il fuoco più sacro: quello dell’amore. Per questi Io compierò ancora il miracolo del perdono, il miracolo di radunare i resti del mio popolo e di far loro comprendere che soltanto in Dio è salute. Gli altri, coloro che non vogliono essere mio popolo - e ricordate che Io non misuro con la vostra misura - continueranno a seguire l’insegna del loro re. 

Non deve morire il mondo senza che l’esercito di Cristo sia raccolto sotto il suo comando. Dispersi, percossi, abbattuti, fatti simili ad arena che il vento sparge sui lidi del mare, udrete il comando e verrete a Me, perché un momento verrà in cui Io sarò Re di questi poveri regni senza corona e di questi sudditi senza re. Già vedo gli spiriti di quel tempo volgersi alla chiamata e venire lottando contro tutti gli ostacoli seminati da secoli di errore, venire verso la Luce e verso la Verità. Dico “spiriti”, perché solo i viventi dello spirito potranno conoscere la Voce che li chiama. 

O voi che ora siete già viventi dello spirito, precursori del Cristo nella sua seconda venuta, antitesi dei precursori dell’Anticristo che operano in suo nome l’opera preparatoria della desolazione, preparatemi le vie col vostro olocausto. I precursori del figlio di Satana hanno veste di dignità umana; i precursori del Figlio di Dio hanno la stessa corona del loro Re, e loro trono e cattedra sono la croce e il dolore. 

Ma come sempre, e come specialmente nell’ora in cui il Dolore dovette vincere il Peccato, è sempre il dolore quello che salva, è sempre il sacrificio quello che redime. Ed ora il mondo, per essere redento, ha bisogno non tanto di esser coperto di spighe quanto di anime eroiche, di vittime di carità.» 

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Potremmo concludere questa lettura valtortiana dicendo che “chi è causa del suo mal pianga se stesso”. 

Se i “Grandi” rubano è perché i piccoli per una ragione o per l'altra glielo consentono. E se pur i piccoli non rubano lo fanno solo perché non gliene capita l'opportunità o perché temono di finire in galera. 

Alla fine però - anche nel corso della storia - grandi e piccoli ladri riceveranno da Dio il loro “salario” perché Dio punirà intere nazioni. 

Purtroppo a farne le spese saranno anche i “giusti” ma, attenzione, anche questa è Misericordia di Dio, se al momento della “mietitura” i “retti” soffriranno ingiustamente dal punto di vista umano, grande sarà il loro merito da quello divino, perché essi saranno stati vittime di espiazione per cooperare alla redenzione dei peccatori e guadagneranno grande gloria in Cielo perché Dio li ripagherà di quanto essi hanno ingiustamente sofferto. 

a cura del Team Neval 

Riflessioni di Giovanna Busolini 

LA GIOIA DI UNA COSCIENZA RETTA

 


L'Imitazione di Cristo 

1.     Giusto vanto dell'uomo retto è la testimonianza della buona coscienza. Se sarai certo, in coscienza, di aver agito rettamente, sarai sempre nella gioia. La buona coscienza permette di sopportare tante cose ed è piena di letizia, anche nelle avversità. Al contrario, se sentirai in coscienza di aver fatto del male, sarai sempre timoroso ed inquieto. Dolce riposo sarà il tuo, se il cuore non avrà nulla da rimproverarti. Non rallegrarti se non quando avrai fatto del bene. I cattivi non godono mai di una vera letizia e non sentono mai la pace dell'anima, giacché "non c'è pace per gli empi", dice il Signore (Is 48,22; 57,21). E se la gente dice: "siamo in pace, non ci accadrà alcun male (Mic 3,11), chi mai oserà farci del male?", non creder loro; ché improvvisa si leverà la collera di Dio, "e quello che hanno fatto andrà in fumo, e i loro piani svaniranno" (Sal 145,4). Per colui che ama Iddio, non è difficile trovare la propria gloria nella sofferenza, poiché ciò significa trovarla nella croce del Signore. La gloria data o ricevuta dagli uomini dura poco; e una certa tristezza le si accompagna sempre. Invece la gloria dei giusti viene dalla loro coscienza, non dalle parole della gente; la loro letizia viene da Dio ed è in Dio; la loro gioia viene dalla verità. Colui che aspira alla gloria vera ed eterna non si preoccupa di quella temporale; invece colui che cerca questa gloria caduca, anziché disprezzarla dal profondo dell'animo, evidentemente ama di meno la gloria celeste. Grande serenità di spirito possiede colui che non bada alle lodi né ai rimproveri della gente; giacché, se ha la coscienza pulita, si sentirà facilmente contento e tranquillo. 


  2.     Tu non sei maggiormente santo se ricevi delle lodi, né maggiormente cattivo se ricevi dei rimproveri; sei quello che sei, e non puoi essere ritenuto più grande di quanto tu non sia agli occhi di Dio. 

Se fai attenzione a quello che tu sei in te stesso, interiormente, non baderai a ciò che possano dire di te gli uomini. L'uomo vede in superficie, Dio invece vede nel cuore; l'uomo guarda alle azioni esterne. Dio giudica invece le intenzioni. Agire bene, sempre, e avere poca stima di se medesimi, è segno di umiltà di spirito; non cercare conforto da alcuna creatura è segno di grande libertà e di fiducia interiore. Chi non cerca per sé alcuna testimonianza dal di fuori, evidentemente si abbandona del tutto a Dio. Infatti, come dice S. Paolo, "non riceve il premio colui che si loda da sé, ma colui che è lodato da Dio" (2Cor 10,18). Procedere tenendo Dio nel cuore, e non essere stretto da alcun legame che venga di fuori, ecco la condizione dell'uomo spirituale.

Ciò che vi aspettavate presto svanirà come una bolla di sapone!

 


Figlia Mia. Comunica oggi ai Nostri figli quanto segue:

Figli Miei. Miei amatissimi figli. Le profanazioni in tutto il mondo continuano e Noi vediamo tristemente i cuori “raffreddati “che Ci causano tanto dolore. Il diavolo li sfrutta per portare nel vostro mondo freddezza, confusione, perdita della fede, amore per sé stessi; tutte queste vie infatti conducono direttamente a lui e non permettono una vita con Gesù.

Figli Miei. Miei amatissimi figli. Fermatevi perché siete i servitori del maligno e molti di voi non se ne avvedono! Voi che seguite il diavolo a voi sia detto: Noi preghiamo giorno e notte per voi in modo che riconosciate la Verità il diavolo infatti  vi sfrutta, vi truffa, v’inganna ma voi non ve ne accorgete e vedete soltanto ciò che egli vi mostra ma non quello che vi tiene nascosto!

Svegliatevi e trovate la Luce perché soltanto con Gesù vivrete in eterno, cioè come la vostra anima desidera. Sulla via che avete intrapreso la vostra anima  invece incontrerà sofferenza eterna, ma voi siete talmente ingannati dal diavolo che credete alle sue bugie e non al vostro Gesù!

Figli, attenti perché molto presto anche a voi saranno “aperti gli occhi” ma in quel momento, figli smarriti, sarà troppo tardi! Non appena la fine è qui non avrete più alcuna chance per convertirvi quindi sfruttate questo tempo che ancora resta prima che sia veramente troppo tardi per voi.

Il diavolo mente, inganna, seduce, corrompe- la lista è infinita- ma siate certi di questo: egli non manterrà mai la parola data e la vostra aspettativa di ricchezza, di feste, sesso e potere per tutta l’eternità molto presto svanirà come una bolla di sapone!

Non siate stupidi e non fatevi imbrogliare dalle sue bugie perché il diavolo “ama” soltanto se stesso e il suo diletto è il tormento e la sofferenza degli altri, la sua soddisfazione è solo questa, ma egli non è mai contento e per questo tutta la sofferenza del mondo non è paragonabile con ciò che vi aspetta nel suo inferno!

Figli fermatevi perché chi Ci profana non ha alcun diritto al Regno Celeste, chi dice blasfemie andrà in rovina senza speranza di salvezza!

Figli fermatevi e onorate Mio Figlio! DimostrateGLI il rispetto e l’onore che Gli sono dovuti perché EGLI è il Figlio dell’Onnipotente e il vostro Salvatore.

EGLI è misericordioso e le Sue grazie sono grandi ma senza il vostro SI per LUI, EGLI non vi potrà salvare.

Regalate dunque il vostro SI a Gesù e liberatevi dalla “prigione” del maligno infatti da tempo siete suoi schiavi, ma non ve ne accorgete!

Non continuate a profanare perché ciò causerà la vostra rovina, fermatevi!

Noi, il Cielo intero preghiamo per voi in modo che ritroviate la via per Gesù e riconosciate la Verità! Nessun figlio di Dio deve andare perduto, per questo Noi preghiamo per la conversione e illuminazione dei figli tanto smarriti che -agli occhi umani -appaiono ormai perduti.

Unitevi a Noi: la vostra Mamma Celeste, i Santi della comunità dei Santi e i santi Angeli del Signore, nella preghiera, Mio amato esercito rimanente, in modo che ancora molti figli siano salvati e trovino la via per Mio Figlio il vostro Gesù. Amen.

La Mia chiamata è urgente perché il tempo stringe. Amen.

Con amore,

La vostra Mamma Celeste.

Madre di tutti i figli di Dio e Madre della Salvezza.

Amen.

19 maggio 2015

I SEGNI DEI TEMPI - IL PIANO DI SALVEZZA

 


IL PIANO DI SALVEZZA 

L'attesa del Salvatore è iniziata praticamente dal momento in cui i nostri primi genitori hanno sentito le sentenze di condanna e il piano di salvezza che Yahweh ha pronunciato in paradiso. Eva può aver sperato che uno dei suoi figli sarebbe stato il salvatore promesso, ma come sappiamo, non fu così. 

Il tempo passa e il mondo si trova nelle mani di Satana, l'umanità vive i suoi momenti peggiori da quando è stata creata. La maggior parte degli uomini vivono come animali; regnano il disordine, il caos, l'immoralità e il male in generale; esattamente come il maligno desiderava. Il livello di degradazione è tale che molti popoli sono arrivati agli estremi del cannibalismo e altri al sacrificio umano, presumibilmente per placare l'ira degli dei. Con questi sacrifici sporchi e abominevoli, Satana voleva imitare e insultare il Grande Sacrificio che sapeva che avrebbe dovuto avere luogo ad un certo punto della storia. 

Il Signore Yahweh, pentito di aver creato l'uomo, vorrebbe sterminarlo completamente; ma... questo sarebbe dare piacere al maligno. Per fortuna c'è un uomo giusto che non si è contaminato come gli altri, servirà per ricominciare. 

"Quando il Signore vide quanto la malvagità dell'uomo era aumentata sulla terra e il suo cuore non escogitava altro che congegni malvagi per tutto il giorno.... Il Signore era dispiaciuto di averli fatti e di averli messi sulla terra... e il Signore disse: "Distruggerò dalla terra l'uomo che ho creato". Ma Noè trovò grazia agli occhi dell'Eterno". (Genesi 6) 

I discendenti di Noè ripopolarono poi la terra; finché, dopo molti anni, il Signore trova un altro uomo giusto, Abramo, e decide di separarlo dal resto dell'umanità e usarlo per formare in seguito un popolo che serva da base al suo piano di salvezza. 

Yahweh disse ad Abramo: "Parti dal tuo paese, dalla tua stirpe, dalla casa di tuo padre, verso il paese che io stabilirò per te". Farò di voi un grande popolo, vi benedirò e renderò grande il vostro nome, e sarà una benedizione. 

Benedirò coloro che vi benediranno e maledirò coloro che vi malediranno. E in voi saranno benedette tutte le famiglie della terra". (Genesi 1:2) 

Il Signore crede che sia assolutamente necessario che l'uomo che ha scelto, Abramo e la sua discendenza, rimanga completamente separato dagli altri popoli e nazioni; per evitare i cattivi costumi, e in generale la corruzione e le tenebre che sono nel genere umano. Perciò comanda loro di eseguire vari riti, leggi e costumi che manterranno l'unione tra loro e la separazione dagli altri popoli, fino a quando il tempo sarà propizio e il Signore potrà manifestarsi al mondo.  

Dio disse ad Abramo: "Tu manterrai la mia alleanza da parte tua, tu e la tua progenie dopo di te, per tutte le loro generazioni". D'ora in poi circoncidete ogni maschio, circoncidete la carne del vostro prepuzio, e questo sarà il segno della mia alleanza tra me e voi. (Genesi 17, 9-11)  

Dopo la morte di Abramo, suo figlio Isacco continuò a godere delle stesse grazie, promesse e consigli che suo padre ebbe dal Signore.  

"Io sono il Dio di Abramo, tuo padre, non temere, io sono con te, ti benedirò e ti darò molti discendenti perché l'ho promesso al mio servo Abramo". (Genesi 26, 24) 

Così fu per Giacobbe, figlio di Isacco, poi chiamato Israele. 

"Il tuo nome è Giacobbe, ma d'ora in poi sarai Israele". Io sono il tuo Dio onnipotente; avrai molti figli e da te discenderanno nazioni". (Genesi 35, 10) 

Così vediamo come a poco a poco i discendenti dell'uomo che Dio scelse aumentarono fino ai 12 figli d'Israele, che formarono 12 tribù, dalle quali divennero un popolo e una nazione. 

Sebbene Israele fosse il popolo di Dio, non era esente da discordia e divisione.  Israele era duro e testardo, abbandonando continuamente il Signore, ignorando i suoi comandi e seguendo le vie corrotte degli altri popoli. Ecco perché il Signore ha quasi sempre innalzato profeta dopo profeta, punizione dopo punizione, per ricondurli a sé.  Per Yahweh era molto importante tenere queste persone separate dalle altre, guidandole e prendendosi cura di loro in modo che attraverso le diverse fasi della loro vita si rendessero conto del simbolismo che la loro vita rappresentava, soprattutto per le generazioni future. 

Molte tappe della vita degli Ebrei simboleggiavano la situazione che esisteva nel mondo; la lotta tra il bene e il male, e i piani che il Signore si proponeva di fare per restaurare l'uomo. 

Così, per esempio, quando il popolo ebraico viveva maltrattato, schiavizzato e soffrendo ogni sorta di umiliazioni sotto la tirannia egiziana (simbolicamente la forza del male che opprime e schiavizza l'uomo), Dio, per farli uscire da uno stato così miserabile, suscita tra loro un capo, un liberatore, Mosè (simbolicamente il Messia, Gesù). Mosè, con il potere che Dio gli ha dato, ha liberato il suo popolo dalla schiavitù che soffriva in Egitto. (Gesù, figlio di Dio, ha liberato tutta l'umanità dal potere del male). Il faraone si rifiutò ostinatamente di lasciar partire gli ebrei, nemmeno le piaghe che Dio mandò attraverso Mosè gli fecero cambiare idea (il nemico si aggrappa per schiavizzare l'uomo). Ma una cosa costrinse il faraone a lasciare liberi gli ebrei. "L'agnello della Pasqua" (una cosa costringe il diavolo a liberare l'umanità, "l'agnello di Dio"). 

"Il Signore parlò a Mosè dicendo: 

Prendete ogni uomo secondo le case dei padri un manzo più giovane per ogni casa; il manzo dovrà essere senza difetti, maschio primitivo, agnello o capretto. 

Tutta la comunità d'Israele li scannerà tra due luci, prenderanno il sangue e ungeranno gli stipiti e l'architrave di ogni casa d'Israele dove si mangia l'agnello; il sangue sarà un segno nelle case dove sarete; io vedrò il sangue e passerò oltre, e non ci sarà peste mortale per voi quando colpirò il paese d'Egitto". (Esodo 12) 

Il Signore dice che il bestiame sarà senza macchia. (Gesù era perfetto e senza macchia). Con il sangue dipingeranno le porte delle loro dimore, affinché l'angelo distruttore veda che hanno mangiato l'agnello e vi hanno sparso il suo sangue e non li distrugga, (chi crede nel figlio di Dio, come l'Agnello venuto nel mondo per espiare i peccati, non morirà ma avrà la vita eterna). 

"In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede in colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non è giudicato, perché è passato dalla morte alla vita". (Giovanni 5:24) 

Dopo essere fuggito dalla tirannia egiziana, Mosè li conduce attraverso il deserto, dove rimangono per 40 anni prima di raggiungere la Terra Promessa. Mosè avrebbe potuto portare il suo popolo per una via più diretta, ma il viaggio fu un giro lungo, tortuoso e faticoso, dove soffrirono la fame, la sete e la fatica, (indicando che prima di essere degni del cielo, è necessario soffrire in questa vita e superare le prove necessarie per raggiungere la meta agognata). Il Signore nutrì il popolo d'Israele con la manna durante il viaggio nel deserto. (Così Gesù ha lasciato alla sua chiesa l'Eucaristia, come cibo spirituale). 

"Gesù prese del pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli, e disse: 

Prendi e mangia, questo è il mio corpo". (Matteo 26, 26) 

Mentre il popolo ebraico avanzava verso il suo destino, Mosè lo istruiva, lo consigliava, lo ammoniva e lo castigava; per mantenere il popolo di Dio libero dalle influenze del male, oltre a insegnargli i comandamenti della legge di Dio; come base per le nuove dottrine di amore e di pace che il Messia avrebbe portato. 

 

Non avrai altro Dio all'infuori di me. 

Non userai il nome di Jahvè, tuo Dio, falsamente. 

Tu santificherai le feste. 

Onora tuo padre e tua madre. 

Non uccidere 

Non commettere adulterio 

Non rubare 

Non rendere falsa testimonianza contro il tuo prossimo. 

Non desiderare la moglie del tuo vicino. 

Non desiderare i beni altrui. 

(Esodo 20) 

 

Dopo che Israele si stabilì nella Terra Promessa, nonostante i prodigi e i miracoli che il Signore operò per loro, lo dimenticarono continuamente, per andare dietro a divinità straniere inventate dal nemico, dietro i costumi dei popoli pagani e dietro la malvagità dei loro cuori mal guidati. Ecco perché sono venuti i castighi, per riportarli sulla retta via, e i profeti, per ammonirli e per annunciare loro la venuta del Figlio di Dio; per salvare l'umanità, schiava del male. 

Padre Ernest Ben Odevecq 

I Padri Apostolici con Giustino Martire e Ireneo

 


Capitolo VI.-Continuazione. Molti altri martiri.

A questi uomini che hanno speso la loro vita nella pratica della santità, c'è da aggiungere una grande moltitudine di eletti, che, avendo sopportato per invidia molti oltraggi e torture, ci hanno fornito un esempio eccellente. Per invidia, quelle donne, le Danaidi31 e Dircæ, perseguitate, dopo aver sofferto terribili e indicibili tormenti, finirono il corso della loro fede con stedfastness,32 e sebbene deboli nel corpo, ricevettero una nobile ricompensa. L'invidia ha allontanato le mogli dai loro mariti, e ha cambiato quel detto del nostro padre Adamo: "Questo è ora osso delle mie ossa e carne della mia carne".33 L'invidia e la lotta hanno rovesciato grandi città e sradicato nazioni potenti.


Capitolo VII.- Un'esortazione al pentimento.

Queste cose, amati, vi scriviamo, non solo per ammonirvi del vostro dovere, ma anche per ricordare a noi stessi. Perché stiamo lottando sulla stessa arena, e lo stesso conflitto è assegnato ad entrambi. Perciò abbandoniamo le vane e infruttuose preoccupazioni e avviciniamoci alla 7 alla gloriosa e venerabile regola della nostra santa chiamata. Occupiamoci di ciò che è buono, piacevole e accettabile agli occhi di Colui che ci ha formati. Guardiamo fermamente al sangue di Cristo, e vediamo quanto sia prezioso per Dio quel sangue,34 che, essendo stato versato per la nostra salvezza, ha posto la grazia del pentimento davanti al mondo intero. Guardiamo a tutte le epoche passate e impariamo che, di generazione in generazione, il Signore ha concesso un posto di pentimento a tutti coloro che si sarebbero convertiti a Lui. Noè predicò il pentimento e tutti quanti lo ascoltarono furono salvati.35 Giona proclamò la distruzione ai Niniviti;36 ma essi, pentendosi dei loro peccati, propiziarono Dio con la preghiera e ottennero la salvezza, sebbene erano stranieri [all'alleanza] di Dio.


Capitolo VIII.-Continuazione riguardo al pentimento.

I ministri della grazia di Dio hanno parlato, per mezzo dello Spirito Santo, del pentimento; e il Signore di tutte le cose ha dichiarato egli stesso con un giuramento al riguardo: "Come io vivo, dice il Signore, non voglio la morte del peccatore, ma piuttosto il suo pentimento "37, aggiungendo, inoltre, questa graziosa dichiarazione: "Pentiti, o casa d'Israele, della tua iniquità.38 Di' ai figli del mio popolo: Anche se i vostri peccati vanno dalla terra al cielo e sono più rossi39 se vi rivolgete a Me con tutto il vostro cuore e dite: "Padre! Io vi ascolterò, come a un popolo santo40". E in un altro luogo Egli parla così: "Lavatevi e diventate puri; allontanate la malvagità delle vostre anime dai miei occhi; cessate dalle vostre vie malvagie e imparate a fare il bene; cercate il giudizio, liberate l'oppresso, giudicate l'orfano, e fate giustizia alla vedova; e venite, e ragioniamo insieme. Egli dichiara: "Anche se i vostri peccati sono come il porpora, io li renderò bianchi come la neve; anche se sono come lo scarlatto, io li imbiancherò come la lana. E se sarete disposti e mi obbedirete, mangerete il bene della terra; ma se rifiutate e non mi ascolterete, la spada vi divorerà, perché la bocca del Signore ha detto queste cose".41 Desiderando, quindi, che tutti i Suoi amati siano partecipi del pentimento, Egli ha, per Sua onnipotente volontà, stabilito [queste dichiarazioni].

Ti chiedo di rinnovare la mia Chiesa. Dove altri hanno fallito, tu servirai. Dove altri hanno abbattuto la mia Chiesa, tu la solleverai.

 


28 giugno 2005 

Gesù

Una grande luce trafigge le tenebre del peccato. Io sono quella grande Luce. Io, Gesù Cristo, ritorno al mondo attraverso le anime dei miei fedeli apostoli. Ai primi apostoli fu dato tutto necessario per diffondere la mia Chiesa. A te sarà dato tutto ciò di cui hai bisogno per reclamare la mia Chiesa.  Per essere efficace come giovane apostolo, devi vivere la tua fede. Il mondo vorrebbe farvi credere che potete fare tutte le scelte che volete. Cari apostoli, questo non è vero. Io, il vostro Dio, vi ho dato molte scelte. Ma non è mai la scelta giusta peccare contro di me. È sempre un errore commettere il peccato. Non fatevi guidare dal mondo. Fatevi guidare da me.  Fatevi guidare dalla mia Chiesa. Voi dite che la mia Chiesa non è sempre buona. C'è chi mi ha tradito e ha danneggiato la mia Chiesa.  Questo è vero. Ci saranno sempre quelli che scelgono il peccato. Non preoccupatevi di questo perché ora è il momento di rinnovare questa Chiesa. E ho bisogno di voi per farlo. Voglio che tu sia un portatore della mia Luce, della mia Verità. Voglio che gli altri ti guardino e dicano: "Questa Chiesa deve essere una buona cosa. Guarda la santità di questo apostolo. Sicuramente la gioia in quest'anima viene da Dio". Mi capisci, carissimo?  Ti chiedo di rinnovare la mia Chiesa. Dove altri hanno fallito, tu servirai. Dove altri hanno abbattuto la mia Chiesa, tu la solleverai. Può essere un male per te, aiutare Gesù? Questo può essere solo buono per te, solo giusto per te. Tu dici: "Sì, ma Signore, a cosa dovrò rinunciare?". Ti assicuro che rinuncerai solo alle cose che ti fanno male e che minacciano di farti sprofondare in un'amara solitudine. 

L'amore che il mondo ti offre è difettoso. 

Questo amore distorto ti lascia triste. Vivi in unione con me. Vivi in unità con la tua Chiesa. 

Le mie grazie riempiranno la tua anima e gli altri torneranno a me attraverso di te.

ILLUSTRAZIONI DI UNA SERVA DI DIO SULL'APOCALISSE DI S. GIOVANNI

 







signor Le Maitre de Sancy