mercoledì 1 dicembre 2021

Da quel momento coloro che possiedono la terra non saranno più potenti, né superiori e non potranno osservare il volto dei santi, poiché il Signore degli Spiriti fa risplendere la sua luce sul volto dei santi, degli eletti e dei giusti.

 


IL LIBRO DI ENOCH 


Tre parabole


Enoch 37 

Seconda visione della sapienza, che osservò Enoc, figlio Jared, figlio di Mahalelel, figlio  Kianan, figlio di Enos, figlio di Seth, figlio di Adamo. Questo è l’inizio del discorso di  sapienza, che levando la voce io voglio comunicare e raccontare agli abitanti della terra  ferma. Patriarchi ascoltate e discendenti apprendete, i santi discorsi che vi riferirò di  fronte al Signore degli Spiriti. Sarebbe meglio raccontarli solo i patriarchi, ma non  vogliamo privare della vera sapienza neanche i discendenti. Fino ad ora tale sapienza non  era mai stata comunicata a un uomo dal Signore degli Spiriti, così come io l’ho ricevuta  per il mio intelletto e per la benevolenza del Signore degli Spiriti, che ha decretato per me  un destino di vita eterna. Mi furono comunicate tre parabole, e io ho levato la mia voce,  per raccontarle agli abitanti della terra ferma. 

 

Enoch 38 

Quando sarà visibile la comunità dei giusti, e i peccatori verranno puniti per le loro colpe  e saranno cacciati dalla superficie della terra ferma, e quando apparirà il giusto di fronte i  giusti e agli eletti, le cui opere sono state conservate dal Signore degli Spiriti, e la luce  illuminerà i giusti e gli eletti che abitano sulla terra, dove sarà la dimora dei peccatori e il  luogo di riposo di coloro che hanno disprezzato il Signore degli Spiriti? Sarebbe stato  meglio per loro se non fossero mai nati!  Quando verranno rivelati i misteri dei giusti,  allora verranno puniti i peccatori, e i malvagi saranno allontanati dai giusti e dagli eletti.  Da quel momento coloro che possiedono la terra non saranno più potenti, né superiori e  non potranno osservare il volto dei santi, poiché il Signore degli Spiriti fa risplendere la  sua luce sul volto dei santi, degli eletti e dei giusti. I re e i potenti saranno annientati in  quel tempo e consegnati nelle mani dei giusti e degli eletti. Allora nessuno dei malvagi  potrà più implorare misericordia dal Signore degli Spiriti, poiché la loro vita è giunta al  termine. 

 

Enoch 39 

In questi giorni molti degli eletti e dei santi figli scenderanno dall’alto dei cieli, e il loro  seme si unirà con quello dei figli degli uomini. In quei giorni Enoc ricevette gli scritti  dello zelo e dell’ira, gli scritti del turbamento e dello sgomento.  Ad essi non sarà  concessa misericordia , disse il Signore degli Spiriti. Allora una nuvola e un turbine di  vento mi rapirono dalla terra e mi deposero al confine del cielo. Io qui osservai un’altra  visione: le dimore dei giusti e i luoghi di riposo dei santi. Qui i miei occhi osservarono le  loro dimore presso gli angeli e i loro luoghi di riposo presso i santi. Essi pregavano,  presentavano intercessioni e pregavano per i figli degli uomini. La giustizia sgorgava da  loro come acqua, e la misericordia come rugiada sulla terra: così è tra loro per tutta l’eternità. In quel luogo i miei occhi osservavano gli eletti dei giusti e dei fedeli. Nei loro  giorni dominerà la giustizia e innumerevoli eletti e giusti saranno per sempre di fronte a  lui. Io vidi le loro dimore sotto le ali del Signore degli Spiriti. Tutti i giusti e gli eletti  brillano di fronte a lui come bagliori di fuoco; la loro bocca è piena di parole di  benedizione, le loro labbra lodano il nome del Signore degli Spiriti e la giustizia non  cessa mai di stare davanti a lui. Qui desideravo abitare e la mia anima provava desideri  per quella dimora. Qui c’era già prima la mia eredità, perché così era stabilita per me dal  Signore degli Spiriti. In quei giorni lodavo ed esaltavo il nome del Signore degli Spiriti  parole di benedizione e con canti di lode, perché mi ha destinato benedizione e onore  nella sua benevolenza. I miei occhi osservarono quel luogo per lungo tempo, e io lo  benedissi e l’esaltai dicendo:  Sia benedetto e onorato dal principio fino all’eternità! Di  fronte a lui non c’è termine. Egli sa che cosa sia il mondo, prima ancora che fosse creato,  e che cosa diverrà di generazione in generazione. Ti lodano coloro che non dormono mai;  essi stanno di fronte alla tua gloria, ti lodano, glorificano ed esaltano, dicendo: Santo,  santo, santo il Signore degli Spiriti; egli riempie la terra di spiriti.  Qui i miei occhi videro  come tutti quelli che non dormono mai stavano davanti a lui, lo lodavano e dicevano:  Sia  tu lodato e benedetto sia il nome del Signore per tutta l’eternità!  E il mio volto si  trasformò, finché non potei più vedere. 


Enoch slavo 18 

Gli uomini mi presero di là e mi innalzarono al quinto cielo. Là vidi una numerosa  milizia, gli Egrigori, il loro aspetto (era) come un aspetto umano, la loro grandezza  maggiore (di quella) di giganti grandi  e i loro visi tristi e le loro bocche silenziose. Non  c'era servizio che avesse luogo al quinto cielo. Dissi agli uomini che erano con me:  "Perché questi sono tristissimi e i loro visi sono afflitti e le loro bocche silenziose e non  c'é servizio in questo cielo?".  Gli uomini mi risposero: "Questi sono gli Egrigori che da  sè si sono separati, due prìncipi e duecento hanno camminato al loro sèguito  e sono  discesi sulla terra e hanno infranto la promessa sul dorso del monte Hermon  per  insozzarsi con le donne degli uomini  e dopo essersi insozzati il Signore li ha condannati.  Questi piangono sui loro fratelli e sull'oltraggio (fatto) loro". 

Io dissi agli Egrigori: "Io ho visto i vostri fratelli e ho conosciuto le loro azioni e so le  loro preghiere e ho pregato per loro. Ecco il Signore li ha condannati (a stare) sotto la  terra finché finiranno i cieli e la terra;  perché aspettate i vostri fratelli e non siete a  servire (davanti) al volto del Signore? Riprendete i servizi di prima, servite (davanti) al  volto del Signore per timore di irritare il Signore Dio vostro (così da) precipitarvi da  questo luogo".  Ascoltarono il conforto del mio ammonimento e si disposero in quattro  ordini nel cielo. Ed Ecco mentre io stavo (là) quattro trombe risuonarono insieme e gli  Egrigori si misero a servire come con una sola voce e la loro voce salì al volto del  Signore.


Enoch slavo 20 

Gli uomini mi alzarono di là e mi sollevarono al settimo cielo. Là vidi una grande luce e  tutte le milizie di fuoco degli angeli incorporei e gli Ofanim che stavano brillanti ed ebbi  paura e tremai. Gli uomini mi misero in mezzo a loro ed essi mi dissero: "Coraggio,  Enoc, non temere".  Mi mostrarono da lontano il Signore seduto sul suo trono.. 

Tutte le milizie celesti, radunate per gradi, avanzando, s'inchinavano al Signore  e di  nuovo si allontanavano e andavano al loro posto in gioia e in letizia in una luce senza  misura  (C'erano) i Gloriosi che lo servivano.


 Enoch slavo 21 

non scostandosi di notte, nè‚ allontanandosi di giorno, (ma) stando davanti al volto del  Signore, facendo la sua volontà. Tutte le milizie dei Cherubini (stavano) intorno al suo  trono, senza scostarsi e (gli angeli) con sei ali coprivano il suo trono, cantando davanti al  volto del Signore. 

Mentre vedevo tutto questo, i due uomini si allontanarono da me e non li vidi più. Mi  lasciarono solo all'estremità del cielo ed ebbi paura e caddi sul mio volto. Il Signore mi  mandò uno dei suoi Gloriosi, Gabriele ed egli mi disse: "Coraggio, Enoc, non temere.  Alzati e vieni con me e sta davanti al volto del Signore nei secoli".  Gli risposi e gli dissi:  "Ahimé, signore, la mia anima si é ritirata da me per il timore  Chiamami gli uomini che  mi hanno portato fino a questo luogo perché in loro avevo confidenza e con loro andrò  davanti al volto del Signore".  Gabriele mi sollevò come una foglia sollevata dal vento e  mi trascinò e mi pose davanti al volto del Signore.. 


Se il soldato romano di guardia dormiva era punito con la morte. Gesù si limita a indirizzare un dolce rimprovero ai suoi apostoli: "Come! non avete potuto vegliare un'ora sola con me!"

 


20 dicembre 1945, Vigilia di San Tommaso. 

Gesù sceglie per accompagnarlo nella sua agonia tre privilegiati:  Pietro, Giacomo e Giovanni.  Quale testimonianza unica di confidenza e di onore, e com'è poco apprezzata dai prescelti.  Messi a  guardia, essi dormono. Se il soldato romano di guardia dormiva era punito con la morte.  Gesù si limita a indirizzare un dolce rimprovero ai suoi apostoli: "Come! non avete potuto vegliare un'ora sola con me!"   Il nemico poteva arrivare da un momento all'altro e sorprendere  Gesù annientato: la guardia dormiva. E noi, quando Dio ci affida  una missione, quando ci manda una chiamata, che facciamo noi  troppo sovente?  Facciamo orecchie da mercante, quando addirittura non dormiamo; manchiamo al nostro compito, tradiamo l'attesa di Dio, lasciamo passare il nemico...  E il nemico viene e cattura i fratelli sui quali dovevamo vegliare e prende anche noi.  Noi  siamo, per la nostra inadempienza alla grazia, colpevoli della morte di molti amici e meritiamo noi stessi la morte; talora il nemico dà la morte alla nostra anima col peccato, giacché la perdita di una  grazia ha sovente per conseguenza una caduta positiva.  Quale non è l'indulgente bontà di Dio di perdonarci!  A tre riprese, gli apostoli hanno la stessa debolezza e Gesù testimonia loro sempre la stessa benevolenza.  Così, Dio troppo spesso deve darci  il suo perdono non tre, ma innumerevoli volte: siamo incorreggibili. 

Oh!  mio Dio, donaci, ti prego, di essere più vigilanti e perciò d'essere più amanti. Ah!  Se Ti  amassimo solo un po' non avremmo che un desiderio: quello di cogliere tutte le occasioni di  piacere a Te, Te da cui abbiamo tutto!  E ciò che fa che Tu ami tanto il Tuo divin Figlio, è la  Sua perfetta corrispondenza alla Tua santa Volontà che te lo rende così caro e che, se fosse possibile, accrescerebbe senza fine il Tuo amore per Lui. Ecco il segreto per essere piu amati da Te:  la fedeltà alla Grazia.  Temiamo che Dio, stanco di aver vanamente ricorso a noi, non faccia  come Gesù nella terza visita ai suoi apostoli: ci lasci dormire.  Da questo sonno non più turbato  dai richiami e dai rimorsi, liberaci Signore. Ecco il grande rischio: non aver più coscienza del  pericolo e vivere in una pace ingannatrice che fa dimenticare la tristezza.  Noi non abbiamo abbastanza il dolore per ciò che soffre Dio; la causa di Dio non è la nostra; siamo indifferenti all'avvento di Dio nelle anime, ai trionfi di Satana, agli insuccessi di Dio.  Dovremmo essere divorati di zelo per Dio e allora non potremmo avere riposo, non essere contenti finché Dio non regnerà.  Signore!  donaci lo zelo amante della Tua causa. 

Adesso Gesù è confortato dal cielo: non ha più bisogno del conforto degli apostoli: "dormite pure",  dice loro. Così, in generale, quando noi abbiamo lasciato perdere l'occasione di agire, Dio ci dice: "dormi!". É che qualcuno ha preso il nostro posto: siamo diventati servi inutili; non meritiamo  più che di essere gettati via come un sale insipido.  Poi Gesù aggiunge: "ma è venuta l'ora in cui il Figlio  dell'Uomo deve essere innalzato.  Alzatevi".  Bontà del divin Maestro!  Non che abbia bisogno di essere difeso: Agnello destinato al macello, non vuole far resistenza ai suoi uccisori.  Ma il suo avvertimento è solo  nell'interesse dei suoi infedeli apostoli: li mette in guardia per la loro sicurezza.  Nel momento  del suo maggior pericolo dimentica se stesso per pensare a quelli che lo dimenticano.  Magnanimità di Gesù, siimi d'esempio... 

Ma la vita che è resa alla divina Vittima non gli è resa che per più soffrire, perché abbia forza di  soffrire all'estremo. 

Anche l'uomo colpevole non era morto subito, ma ha dovuto soffrire prima di morire.  Accettiamo dunque amorosamente con Gesù agonizzante le pene di questa vita mortale, preghiamo  con fervore per poterle sopportare, sicuri che Dio invierà il suo Angelo affinché ci aiuti a superare tutti i passi difficili.  Giacché è questa la vera vittoria, e non è un trionfo amaro; sì, il vero  trionfo è l'accettazione della debolezza, dell'umiliazione, della tristezza per Dio, senza curarsi di  ciò che ne diranno gli uomini.  Ecco la grande lezione del Getsemani.   Mio Gesù, grazie! 

meditazioni, ritrovate tra i suoi scritti Fernand Crombette 

Voglio che siate felici, felici della Mia gioia e non delle ricchezze umane...

 


16 maggio 1999

Vieni, scriviamo, ora che hai tempo per Me. Ti benedico per essere venuta, nonostante le difficoltà, a ricevere la Mia Santa Eucaristia questa mattina. Tu rimpiangi di non essere venuta con un cuore sereno, perché dovevi prenderti cura delle tue figlie che sono molto agitate. Non ti preoccupare, il tuo desiderio per Me è sufficiente affinché Io te dia le Mie grazie. Lascia che ti guardi fino al fondo del tuo cuore, un giorno voglio potermi riflettere in lui come in un cristallo purissimo. Lasciami venire in te, fammi più spazio possibile e vedrai come colmo le anime affamate della Mia divina Presenza.  Scriviamo per il mondo ora. Scrivi ciò che ti dice Gesù, figlio di Dio e della Santissima Vergine Maria. Voglio dare la Mia Pace al mondo, ma pochissimi vogliono credere che solo Io, Cristo Salvatore, possa dare la pace se voi Me la chiedete con fede e speranza. Io sono quello che può tutto. Io sono l'Onnipotenza di Dio. Il Mio sigillo è su colui che Mi sceglie, su colui che ha accolto l'Amore di Dio che ho posto in lui, colui nel quale posso glorificarmi e fare le Mie delizie nella sua anima. 

Anima generosa lo sei... Sì! E tutti i tesori d'amore che hai conservato fino ad ora a causa di un timore sbagliato dell'amore dovuto a ferite d'infanzia, li verserai sul mondo quando te lo dirò. Vuoi operare per la Mia Gloria? Ti benedico della risposta dal tuo cuore. Sì, sei pronta a fare tutto ciò che ti dirò e ti riempirò del Mio Amore e della Mia Pace. So che ti rendi conto di quanto sarà ripido il cammino e tuttavia tu scegli la fiducia, per questo ti benedico e ti dico che ti amo. Tu consoli la Mia Anima divina così rifiutata da così tanti tuoi fratelli. O Mia amata, vieni da Me appena puoi, perché risponderai sempre alla Mia chiamata così.

Ecco, le tue lacrime di gioia sono il segno del dono della Mia Pace, della Mia Benedizione e della Mia Presenza. Lasciati andare con fiducia all'abbandono che ti chiedo. Ti piacerebbe vedere "in chiaro" il Mio sguardo posato su di te... Ti darò quello che vuoi quando sarai cresciuta ancora un po'. 

"Mio Dio, Gesù..." Mi dici spesso, perché tu aspiri solo a sentire la Mia Presenza e a fare la Mia Volontà su di te. Rivolgi sempre il tuo sguardo d'amore verso di Me e Io ti porterò al Mio Sacro Cuore, questo giardino celeste dove Io aspetto ogni anima. Tu Mi dici che non capisci cosa rappresenta il Mio Sacro Cuore... Amami, e passo dopo passo ti guiderò verso la comprensione di questo Mistero. Sì, è un po' come questo paradiso che immaginate, e anche la Mia Presenza, ma è molto più di questo, il serbatoio del Mio Amore, la matrice della Vita, "l'utero divino" da cui scaturisce la fonte di tutti i beni. 

In Lui siamo Padre, Figlio e Spirito Santo.

In Lui è la Mia Santa Madre accompagnata da tutti i santi.

In Lui, vi aspetto tutti. 

Mio agnello dal cuore puro che vuole consolare il tuo Dio... Ti benedico e ti dico: continua il tuo cammino verso il Cuore del tuo Dio e vedrai lo splendore divino e i tesori che la Trinità riserva a tutti coloro che Lo amano.

Bambina mia, non aver paura quando ti dico che tu Mi consolerai con il tuo amore per Me, con il tuo desiderio di consolarmi attraverso i tuoi fratelli che ti darò di amare per Me. Abbi fiducia. 

Sai, puoi confidarmi tutto, sì, i tuoi interrogativi sul futuro per quanto riguarda la vita della tua famiglia. A te e tuo marito chiedo all'atto di fede di credere che Mi prenderò cura di tutto, quindi anche del vostro commercio. Vi metterò sulla Mia strada per non lasciarmi più, ma pazienza e fiducia. 

Faccio sempre ciò che è meglio per l'anima e la famiglia che si rivolgono a Me per conoscere la Mia Volontà su di loro. Mi avete affidato, così come a Maria, Mia Santa Madre, le vostre persone, i vostri figli, i vostri affari e i vostri progetti. Guarda già la casa che vi ho procurato, anche se non state cercavate più! 

So che tuo marito è "stufo" delle difficoltà e crede ancora che vi voglio sofferenti. Ma no! Voglio che siate felici, felici della Mia gioia e non delle ricchezze umane... Tuttavia non vi mancherà nulla, perché quando l'anima risponde alla Mia chiamata urgente per servirmi, Mi prendo cura di tutto. 

A ogni anima che dubita del Mio Amore e della cura che ho di lei, dico questo: è davvero il demone che ti travolge davanti alla contrarietà, per distoglierti da Me, perché egli non sopporta che le anime gli sfuggono, che scelgono di servirmi. 

Bambina! "Metti la tua speranza nel Signore". Non lasciarti abbattere. "Combatti il buon combattimento". Abbi fede, ama, vieni a ricevermi nella Santa Eucaristia e potrò rivelarti ciò che aspetto da te. Se tu scappi da Me, come ti darò quello che tu aspetti da Me? Se combatti contro di Me, Io, tuo Dio, come ti armerei per il combattimento contro la menzogna e l'iniquità?  [...] San Paolo ha combattuto contro di Me prima di combattere per Me. Tra i due, egli ha vissuto un tempo di deserto per essere preparato a servirMi. Egli doveva essere formato e crescere nel Mio Amore. Allora bambina, ti dico anche a te: accetta questo tempo di deserto necessario, questa vita che non è più sufficiente per te, e cresci amandomi sempre di più. Allora potremo operare per il Mio Regno.

Vai in Pace, piccola figlia.

Gesù Cristo


(stesso giorno, più tardi)

Vuoi lavorare per Me? Sì, solo vuoi questo, al punto che se non ti aiuto, ti hai difficoltà ad assumere la quotidianità della tua esistenza!

Vai in Pace, figlia Mia che amo così tanto che ti dico: ti desidero felice, sempre vicino a Me. Continua a desiderare il tuo Dio sempre più forte e avrai il Cielo sulla Terra: la Mia Presenza costante nel tuo cuore. Io cerco riflettori d'amore su questa Terra di tenebre. La Mia Luce ha bisogno di servitori devoti... Vuoi? "Sì", Mi stai dicendo. Ti benedico. Tu Mi dici che non te ne senti capace, e Io ti rispondo: in Me sarai capace di tutto perché sono Io che opererò in te. Ti chiedo solo tutto il tuo amore per Me, il resto lo farò. Hai fiducia! Allora Io sono felice, ti abbraccio. Sì, abbraccio il tuo cuore di ardente amore per Me quando abbandoni la tua volontà alla Mia.

Sì, dimmi semplicemente: "Ti amo e ti do il mio cuore", ciò Mi basta per venire in te. Non sempre hai coscienza di questo, ma credilo, quando tu Me dici questo, vengo. Capirai più tardi...

Io sono felice per l'amore che Mi offri, anche se ti sembra poco. Va'.

Gesù Cristo

SUPREMO APPELLO

 


 ... Si, vi amo, la mia vita è Amore. Voglio accendere i cuori di Me, ad uno ad uno, come in cielo si accendono le stelle. Più è oscuro l'orizzonte, più si addensa il buio, più essi risplenderanno cantando le glorie del Signore. Voglio forzarli a dire: Veramente grande è il Signore, e mirabile nei santi suoi!

Io purificherò tutti nel fuoco del mio amore, li avvolgerò nelle mie fiamme, saranno splendenti come soli, saranno altri Gesù!

Oh! dove sono i miei piccoli Gesù? Io ardo di averli qui contro il mio Cuore, di comunicare loro la mia rassomiglianza, di riscaldarli col mio alito, d'infonder loro il mio Spirito.


TU IN NOI NELL'EUCARISTIA

 


Hai nascosto il tuo tesoro nel nostro corpo,
per mezzo della grazia
che dimora nella mensa eccelsa
dei tuoi misteri:
donaci di vedere il nostro rinnovamento, 
poiché noi ti abbiamo sepolto,
mio Signore, in noi stessi.

Grazie alla tua mensa spirituale,
noi potremo sentire all' opera,
Signore nostro,
il rinnovamento futuro.
Per mezzo di quella tua bellezza spirituale 
che è all' interno del nostro essere mortale 
e che in esso muove i segni immortali, 
vedremo la nostra bellezza.

Disc X, 9-10


Preghiera di Isacco di Ninive


Verranno i giorni del grande lutto, ma seguiranno anche le grandi vittorie.

 


11/18/2021

1:30

Figlia mia, saranno le voci dei Miei figli che verranno a far tacere il nemico. La battaglia per i miei piccoli è iniziata quando giacevo in una mangiatoia molto tempo fa ed è proseguita nel grembo delle madri. Ci sono molti Erode che vagano su questa terra e sanno che il loro tempo sta rapidamente diminuendo. Non vedete che quando gli eventi cominciano ad accelerare a grandi passi è perché il nemico ha paura di perdere il suo potere sul mio popolo? Figli miei, ho già ottenuto una grande vittoria per voi attraverso la mia passione, morte e risurrezione. Non avete nulla da temere se espiate i vostri peccati e venite alla mia grande fonte di misericordia. Questo tempo di divisione non può continuare. Verranno i giorni del grande lutto, ma seguiranno anche le grandi vittorie. Volgetevi a vostra madre, figli miei, e seguite il suo esempio perché quando vi rifugiate in lei, vi rifugiate in Me, perché Io sono Gesù e sono la mia misericordia e la mia giustizia che prevarranno.

Jennifer


11/18/2021

ORE 13.45

Figlia mia, chiedo ai Miei figli che ogni giorno all'ora della misericordia, a partire dalla prima domenica d'Avvento e fino alla festa della Mia Divina Misericordia, i Miei figli recitino una coroncina per coloro che non sono preparati ad incontrarmi nell'ora della loro morte.

Chiedo ai Miei figli di recitare anche un Rosario, particolarmente in quest'ora, se possibile, pregando per la protezione delle famiglie mentre meditano i misteri.

Chiedo ai Miei figli di recitare la preghiera di San Michele per la forza e la protezione dagli attacchi del nemico.

Ora andate avanti e riferite al mondo le mie richieste, perché io sono Gesù e la mia misericordia e la mia giustizia prevarranno.

(Per chi non lo sapesse, l'ora della misericordia è alle 15:00)

MEDITAZIONI sui tratti del Volto del Padre

 


LA FEDE

Cos'è la fede? La fede è una fiducia assoluta in Dio, il Dio che ha voluto parlare all'uomo mediante le Sacre Scritture, e rivelarsi in Gesù Cristo; un Dio che ci ama tutti, e che ha dimostrato il suo amore fino alla Croce! Egli ci ha amati mentre ancora noi non Lo amavamo e ha offerto la propria vita per chiunque mette tutta la propria fiducia in Lui.

Applicata alle opere, la fede è la radice e l'albero mentre le opere sono i frutti.

Cerchiamo il Volto del Padre nella Sua Parola accogliendola con fede e Amore.

Matteo 6,30: "Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?"

Matteo 8,10: "All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande."

Matteo 8,13: "E Gesù disse al centurione: «Va, e sia fatto secondo la tua fede». In quell'istante il servo guarì."

Matteo 8,26: "Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia."

Matteo 9,2: "Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati»."

Matteo 9,22 : "Gesù, voltatosi, la vide e disse: «Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita». E in quell'istante la donna guarì."

Matteo 9,29: "Allora toccò loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede»."

Matteo 14,31: "E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»."

Matteo 15,28: "Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita."

Matteo 16,8:              "Accortosene, Gesù chiese: «Perché, uomini di poca fede, andate dicendo che non avete il pane?"

Matteo 17,20: "Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile."

Matteo 21,21: "Rispose Gesù: «In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di li e gettati nel mare, ciò avverrà."

Matteo 21,22: "E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete»."

Siamo dunque chiamati a credere che la fede in Dio è la fonte della beatitudine presente e futura.

Quando abbiamo poca fede, abbiamo paura! Questo accade perché confidiamo in noi stessi.

Matteo 8,26: "Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia."

Matteo 10,28: "E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. " Matteo 14,26: I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura."

Matteo 14,27: "Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura»."

Aggiungiamo ora questi versetti con San Paolo:

"E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!»."

Romani 8,15

Come gli apostoli preghiamo dicendo: Signore, aumenta la nostra fede! Luca 17,6


« Mi amate come Io vi amo? Mi accettate come vostro Salvatore? »

 


Potete mentire, potete mentirvi, potete nascondervi, potete sparire dalle vostre case, dalle vostre famiglie; ma mai dalla Mia Vista, mai dal Mio Cuore. 

Voi siete le Anime della Mia Anima, le piccole Fiamme del Mio Spirito Santo. 

    Il vostro Amore deve rispondere al Mio Amore. È forse così duro amare l’Amore sino a farMi languire nell’attendere il vostro appello? Non Mi avete ancora risposto e l’Ora arriva. Dio deve ricevere questa conferma da tutto il vostro essere: 

« Mi amate come Io vi amo? 

Mi accettate come vostro Salvatore? » 


    La Mia Croce continua il Suo pellegrinaggio terreno : come Io percorsi la Mia Terra, così essa avviene a voi tutti per dirvi :      

« Svegliatevi! Mi accettate? Riconoscete voi in Me la vostra guarigione? Io vi ho salvati dalla morte eterna. Vi rifiuterete ancora di vederMi, di comprenderMi e di amarMi? 

La verità su ciò che è realmente accaduto alla Chiesa cattolica dopo il Vaticano II

 


Perché il terzo segreto di Fatima dovrebbe essere più chiaro nel 1960?

Fu il 25 gennaio 1959 che Giovanni XXIII annunciò di avere un'ispirazione speciale per convocare improvvisamente un nuovo concilio ecumenico. (Il 25 gennaio, a proposito, fu lo stesso giorno in cui la luce sconosciuta che illuminò il mondo prima della Seconda Guerra Mondiale illuminò i cieli d'Europa. Questa luce sconosciuta che apparve il 25 gennaio 1938 fu predetta dalla Madonna di Fatima come un avvertimento che Dio stava per punire il mondo con le cose che furono rivelate nella seconda parte del segreto. Il fatto che Giovanni XXIII abbia indetto il Vaticano II il 25 gennaio è stato un avvertimento dell'imminente punizione descritta nel terzo segreto?) 

Questo concilio convocato da Giovanni XXIII nel 1959 sarebbe risultato essere il Vaticano II, i cui risultati disastrosi sono il soggetto di questo libro. È la convocazione di questo concilio nel 1959 la ragione per cui la Nostra Madre ha chiesto che il terzo segreto di Fatima fosse rivelato entro il 1960? Ci stava forse avvertendo direttamente dell'apostasia che sarebbe risultata da questo concilio, che ha veramente dato vita ad una nuova e falsa Chiesa Controcattolica, come vedremo in questo libro? In verità, l'unico segno importante che era avvenuto nel 1960, riguardo alla tremenda apostasia che stiamo vivendo ora e che avrebbe reso le cose più "chiare", era che Giovanni XXIII aveva annunciato la sua intenzione di convocare un nuovo concilio nel 1959. Dal nostro punto di vista, è abbastanza ovvio che il terzo segreto di Fatima riguarda l'apostasia derivante da un falso concilio; altrimenti il terzo segreto non avrebbe avuto più senso nel 1960, come la Nostra Madre aveva detto.


GENESI BIBLICA EVOLUZIONE O CREAZIONE? CAINO E’ LA CHIAVE DEL MISTERO

 


I Parte della visione: Il primo Pioniere,  “IL CAMPIONE”  

***

La misurazione della statura degli ancestri  


* Misurazione degli ancestri  

a) Il quadro in alto, sovrapposto alla ‘vetrina’ e situato più in alto della metà delle sue  colonnine, prende per intero la figura degli ancestri. b) Il quadro ravvicina l’immagine  fino alla grandezza naturale. Però ora esso comprende la testa ma esclude le gambe degli  ancestri.  

c) Il quadro si abbassa, mantenendo inalterata l’immagine, fino a quando il bordo superiore  del quadro viene a trovarsi esattamente sotto la metà delle colonnine.  

d) Il riquadro si sposta orizzontalmente a sinistra fino a sovrapporsi alla portiera delle  scale, mantenendo sempre la testa degli ancestri a contatto del bordo superiore del  riquadro.  

e) Il quadro scende a livello del pavimento escludendo ora la testa, ma includendo i  piedi. Tutto questo gioco per rendere certa la loro altezza e per mettere in evidenza le  gambe degli ancestri sproporzionatamente corte.  


La femmina ancestre, equivocata con la Donna, sta per partorire la  Bambina, la prima vera Donna, la futura moglie di Adamo  

§ 64 Ora questi esseri neri e pelosi, tutti a statura eretta, si muovevano intorno a  quell’essere bianco e senza pelo, la femmina dalla pelle giallastra e nuda che  sembrava la caricatura più feroce della donna.  
– OSSERVALA – mi disse dentro.  
La femmina bianco-gialla e nuda uscì dalla fila e avanzò di alcuni passi, forse un  metro e mezzo o due. Subito la solita Voce forte di uomo mi disse da destra: – È IN  LUCE. – Credevo che uscisse dall’ombra di piante che non vedevo.  
Non capivo che voleva dire che era ‘posta in evidenza’, cioè che era quella che doveva  interessarmi più delle altre.  
Capii l’espressione solo dopo alcuni mesi ascoltando la televisione quando  quest’espressione fu usata per una diva del cinema.  
Capii che essa era “in luce” perché su di lei stava per aprirsi il sipario e stava per  essere svelato il mistero che per tanti secoli l’aveva circondata: la sua vera identità.  
Poi in sordina:  

§ 65 – HO RISPOSTO ALLA TUA DOMANDA (“Come ha fatto Adamo a trovare sua  moglie?”) DICENDOTI: PRIMA, “DA UN SEGNO”; POI, “DALLA VOCE”; E  ORA, CHE “HA SENTITO LA SUA VOCE, QUELLA DELLA MADRE CHE SI  LAMENTA PER LE DOGLIE. STA PER PARTORIRE LA BAMBINA”. –   Compresi allora che colei che era “in luce” era “la madre”, la madre della Bambina.  Ma continuavo a pensare a quel “segno” e avevo ancora l’idea fissa di trovare ‘il  segno’, cioè il passo della Genesi che parla della Donna.  

Non avevo capito che quel ‘segno’ era “la voce” e che l’ordine era: “prendi in mano  la bibbia” e non “studia la bibbia”.  
Mentre il Signore mi parlava, sentivo la Sua Voce come di persona che mi parlasse  all’orecchio destro. Ero arrivato presso la sedia, quando sentii la parola “bambina”.  
Al sentire la parola “bambina” fui molto contento, ed esclamai:  
– Grazie, Signore! Questo potevate dirmelo solo Voi! – Vidi che la femmina biancogiallastra uscita dalla fila urlava tenendosi il ventre.  
Dall’estremità opposta della schiera, forse ubbidendo ad un ordine dell’Uomo, si  mosse la femmina più magra grigio-brizzolata. Si avvicinò a quella nuda, l’abbracciò  e la fece calare al suolo lentamente, con delicatezza. Non potei vederla adagiata  perché…  

Dagli scritti di  Don Guido Bortoluzzi  

I giorni di grande lutto stanno arrivando.

 


11/15/2021

Figlia mia, questo mondo è molto diviso. C'è chi si fida per paura e c'è chi teme di fidarsi. Dovete amare il Signore vostro Dio con tutto il vostro cuore, mente e anima, tutto il vostro essere senza riserve. Quando un'anima manca di una di queste cose, non può veramente fidarsi. Per fidarti, devi arrenderti a tutto. Fai ascolto ad Adamo ed Eva: avevano tutto ma non si fidavano del piano di Mio Padre. Questo mondo sta per perire in un grande tumulto per la sua mancanza di fiducia e l'abbandono alla paura. Io non sono il Dio della paura, sono il Principe della Pace. I giorni di grande lutto stanno arrivando. Molti non saranno in grado di cercare la Mia Misericordia perché non la conoscono veramente. Le madri anelineeranno ai loro figli e i padri piangeranno perché vedranno come si sono ciecamente fidati dell'autore dell'inganno. Questo mondo ha un grande bisogno della Mia Visitazione. Questo mondo ha bisogno di prendere le suppliche di Mia Madre e riconoscere che è solo prendendo la sua mano che sarete guidati a suo figlio, perché Io Sono Gesù. Dove correrete, figli Miei, quando la grande muraglia d'acqua inaugurerà nuove coste e città che una volta c'erano non ci sono più? Dove vi rifugierete quando inizierà il grande scuotimento e risuonerà in tutto il mondo? A cosa ti arrenderai quando vedrai l'inganno in cui hai permesso alla tua anima di essere guidata quando inizieranno i veri dolori del travaglio? Figli Miei, il vostro unico rifugio è nel Mio Sacratissimo Cuore. È tempo di arrendersi alla verità e allontanarsi da un mondo che cerca di divorare il tuo cuore, la tua mente e la tua anima. Il diavolo usa la mente per ingannare il corpo per intrappolare l'anima. Se permettete a Me di rifugiarvi nel vostro cuore e allo Spirito Santo di guidarvi, allora non avete nulla da temere. Ora andate avanti, perché Io sono Gesù, e siate in pace perché la Mia Misericordia e Giustizia prevarranno.

Jennifer

Le forze occulte che manovrano il mondo - Gravi documenti

 

Gravi documenti

Quanto urga la necessità di stare in guardia dalla perfidia ebraica, bene ce lo comprova il seguente delittuoso documento, che non si peritò di pubblicare la rivista israelita «Revue des études Juives».

E' la lettera programmatica di risposta, scritta, il 21 Novembre 1489, dal Principe degli Ebrei, residente a Costantinopoli, al rabbino di Arles, allorché costui gli chiedeva istruzioni sul da farsi, in merito alla espulsione degli Ebrei dalla Provenza, decretata da Luigi XII.

L'autenticità del presente documento è dimostrata dall'abate Chaubauty, nella sua opera «Les Juifs nos maîtres», con argomenti così potenti da fare crollare ogni specie di dubbio o sofisma che, in proposito, si possa mettere in campo. E' del seguente tenore:

«A quel che voi dite, il Re di Francia vi obbligherebbe a farvi cristiani: fatelo; ma che la Legge di Mosè sia conservata nei vostri cuori.

«L'assimilazione non fa paura, scriveva il «Bauembündler», un ebreo, pur battezzato, non cessa mai dall'essere Ebreo.

La Francia è già nelle nostre mani, ora è la volta dell’Austria.

«A quel che voi dite, vi si vorrebbe spogliare dei vostri beni: fate i vostri figli mercanti, acciocché a poco a poco, essi spoglino i cristiani dei loro.

«A quel che voi dite, si attenterebbe alle vostre vite: fate i vostri figli medici e farmacisti, acciò ch'essi tolgano ai cristiani le loro vite.

«A quel che voi dite, essi distruggerebbero le vostre Sinagoghe: fate i vostri figli canonici e chierici, acciò che essi distruggano le loro chiese.

«A quel che voi dite, vi farebbero molt'altre vessazioni: fate in modo che i vostri figli siano avvocati, notai, e che essi sempre si immischino negli affari di Stato, acciocché, mettendo i cristiani sotto il vostro giogo, voi dominiate il mondo e possiate vendicarvi di loro.

«Non vi scostate da quest'ordine che vi diamo, perché vedrete con l'esperienza, che di abbassati che siete voi, arriverete al fastigio della potenza». Il 21 Kisleu 1489


V.S.S.V.F.F.

Si legge in un libro di A. Romanini, che sviscera a fondo la questione ebraica, il seguente testo:

«Non è esagerata l'affermazione di Joe Chamberlain e di altri, che Ebrei, sedicenti convertiti, riescano a raggiungere alte cariche nell'Anglicanesimo, nel Protestantesimo, nell'Ortodossia e perfino (?) nelle alte cariche ecclesiastiche Cattoliche. E' accertato che i più grandi inquisitori di Spagna furono di origine ebraica».

In merito alle conversioni giudaiche sarà bene non dimenticare, che la circospezione non è mai troppa. Tanto più che nel Talmud espressamente si comanda: «Fingetevi al bisogno anche cristiani per meglio trappolarli»1 e lo storico ebreo Cecil Roth, nella sua opera «Storia del Popolo Ebraico» (p. 229) non esita ad affermare: «Naturalmente, nella maggior parte dei casi, le conversioni erano finte». (Se tali furono, perché tuttora non sono?).

Quanto, poi, i surriferiti ordini — specie quello di togliere la vita ai Cristiani servendosi della medicina — siano stati prontamente eseguiti, facilmente si argomenta dai seguenti fatti:

Secondo narra l'Echio, al Capo 13 del suo libro «Contro gli ebrei», l'ebreo Giovanni Pfeffercorn di Colonia, condannato a morte per i suoi orrendi delitti, sul punto di morire — in Hall di Sassonia nel 1514 — confessò spontaneamente che «sotto il titolo di medicina, esercitando quell'arte, egli stesso aveva uccisi col veleno otto cristiani».

Dagli Atti della Vita del B. Bernardino da Feltre (N. 266 degli Atti, presso i Bollandisti), il quale in tutta la sua esistenza predicò contro il pericolo giudaico, si rileva come, predicando egli in Siena nel 1489, narrò dal pulpito che: Un Senese gli aveva narrato che un medico ebreo, morendo in Avignone, gli aveva detto di morire contento perché, ordinando false medicine, aveva ucciso molte migliaia di cristiani: «Praescriptis dolosis pharmacis occidit multa milia christianorum». Vi furono molti che volevano morire piuttosto che pigliare da lui medicina. E guarirono per grazia di Dio. Del succitato documento desidero inoltre sottolineare, con quale incredibile disinvoltura gli stessi Giudei ci confessano, come, fino dall'anno 1489, la Francia fosse già caduta nelle loro mani e, intorno a quell'epoca, si stessero divorando l'Austria.

Siccome la cosa, in effetti, si è più che verificata, credo doveroso richiamare l'attenzione come, in prosieguo di tempo ed esattamente nella seconda metà del 1700, ancora l'Inghilterra, la Germania ed altre nazioni d'Europa caddero, con l'ausilio della setta massonica e di altre sette segrete, fra gli artigli di quei signori.

La stessa sorte ebbe a subire l'Italia, ma solo al tempo del Risorgimento. L'ultima delle grandi potenze europee costretta ad inginocchiarsi davanti al prepotere giudaico fu la Russia degli Zar nel 1917.

E adesso, per essere in ogni punto prevenuti, ritengo doveroso riportare il testo integrale di un discorso-programma, d'eccezionale importanza, tenuto a Praga, nel 1880, dal rabbino Reichhorn, nel grande raduno dei rabbini che essi chiamano il «Kaleb», e che solennizzano ogni cento anni. Ci mostrerà la grande analogia esistente tra il suo contenuto ed i «Protocolli dei Savi Anziani di Sion», che, come avanti fu detto, i Giudei tentarono in ogni modo di rinnegare. A Sir John Radcliff, che lo pubblicò sul «Le Contemporain», il 1° luglio 1886. per avere fatto ciò, ebbe a costargli la vita. Tale discorso fu ripetuto nella sinagoga di Simscrol da un rabbino, che per questo ebbe un processo: esso inoltre perfettamente concorda con quello tenuto a Lemberg, in occasione del congresso della gioventù ebraica, pubblicato dal giornale «Bauernbündler» di Vienna (n. 133, del 1° Nov. 1912). Eccolo:

Sono diciotto secoli che i nostri sapienti lottano coraggiosamente, con una perseveranza che nulla può frangere, contro la Croce, che ci ha rapito la potenza promessa ad Abramo.

Diciotto secoli appartennero ai nostri nemici; il secolo presente e i secoli da venire debbono essere nostri.

E' questa la decima volta che, lungo mille anni di lotta atroce ed incessante coi nostri nemici, si riuniscono in questo cimitero e presso la tomba del nostro gran maestro, santo rabbino Simeon Ben Jhuda, gli eletti di ogni generazione del popolo di Israele, per concertarsi sui mezzi di trar vantaggio, per la causa nostra, dai grandi sbagli e dai grandi falli che non cessano di commettere i nostri nemici, i cristiani.

Ogni volta il nuovo Sinedrio ha proclamato e predicato la lotta senza tregua contro questi nemici.

Allorché saremo resi unici possessori di tutto l'oro della Terra, la vera potenza passerà nelle mani nostre, ed allora si compiranno le promesse fatte ad Abramo.

L'agricoltura sarà sempre la ricchezza di ogni paese. Il possesso delle grandi proprietà terriere apporterà sempre in ogni epoca grandi onori e grande influenza ai loro titolari.

Conviene quindi predisporre le cose in modo che i nostri fratelli in Israele possano fare importanti acquisti terrieri. E’ pertanto essenziale privare l’aristocrazia delle sue terre, a qualunque costo. L'aristocrazia, in quanto proprietario di terreni, costituisce sempre un pericolo per noi, poiché le sue rendite le assicurano l'indipendenza.

Per raggiungere lo scopo, il modo migliore è quello di far aumentare le tasse e le imposte, provocare crisi di sovrapproduzione e tutti quegli altri mezzi che servono a mandare i prezzi dei terreni al livello più basso possibile.

Gli aristocratici dei gentili («goim»), i quali, date le loro abitudini ereditarie, sono incapaci di accontentarsi di poco, andranno presto in rovina2.

La Chiesa Cristiana, essendo uno dei nostri più pericolosi nemici, noi dobbiamo lavorare con perseveranza a diminuire l'influenza sua. Conviene, dunque, imprimere nell'intelligenza di coloro che professano la religione cristiana le idee di libero pensiero, di scetticismo, di scisma e provocare dispute religiose cosi naturalmente feconde, di divisioni e di sette nel Cristianesimo. Logicamente, conviene cominciare col disprezzare i ministri di quella religione, dichiarando loro guerra aperta, provocando sospetti sulla loro devozione, sulla loro condotta privata; col ridicolo e con la satira si distruggerà quel rispetto che va congiunto con lo stato e l'abito loro.

Ogni guerra, ogni rivoluzione, ogni scotimento politico-religioso avvicina il momento in cui raggiungeremo lo scopo al quale tendiamo. Tutti gli impieghi pubblici devono essere accessibili agli Israeliti, ed una volta che noi siamo diventati i titolari, noi sapremo, con l'ossequiosità e con la perspicacia che sono nostre doti, penetrare fino alle prime sorgenti della vera influenza e del vero potere. Ben inteso che qui solo si tratta di quegli impieghi ai quali vanno congiunti onori, potenza e privilegi; giacché, quanto a quelli che esigono sapere, fatiche e pene, possono e debbono esser lasciati ai Cristiani.

La magistratura è per noi un'istituzione di primaria importanza. La carriera dei tribunali e quella che meglio svolge la civiltà e ci mette a parte più facilmente degli affari dei nostri nemici naturali, ed è per mezzo di essa che noi possiamo ridurli in nostro potere.

Il popolo d'Israele deve dirigere la sua ambizione verso quell'alto grado di sapere, dal quale sgorgano le considerazioni e gli onori, e uno dei mezzi più sicuri per giungervi è quello di avere in pugno tutte le operazioni industriali, finanziarie e commerciali. Nella scelta di queste speculazioni si userà grande prudenza e tatto, cose queste che sono la proprietà della nostra attitudine atavica negli affari.

Tutti i rami della scienza, dell'arte, delle belle lettere, ecc... dovranno essere un vasto campo in cui i successi mostreranno la nostra attitudine. Quanto alle scienze, medicina e filosofia, debbono far parte ugualmente del nostro dominio intellettuale.

Un medico è iniziato ai più intimi segreti della famiglia ed ha, come tale, fra le mani la salute e la vita dei nostri mortali nemici, i Cristiani.

Noi dobbiamo incoraggiare le unioni matrimoniali fra Israeliti e Cristiani che possiedono ascendenza e potere. Per tal modo otterremo influenza sopra quanto ci circonda e ci renderemo arbitri dei loro destini.

Se l'oro è la prima potenza di questo mondo, la seconda è senza dubbio la stampa. Ma che cosa può la seconda senza la prima?

Siccome noi non possiamo ottenere quanto dicemmo di sopra, senza il soccorso della stampa, conviene che i nostri presiedano alla direzione di tutti i giornali quotidiani in tutti i paesi.

Il possedere l’oro e i giornali ci renderanno gli arbitri dell'opinione pubblica e ci daranno l’impero delle masse.

Così, camminando grado a grado in questa via, con la perseveranza che è la nostra grande virtù, noi respingeremo i cristiani e renderemo nulla la loro influenza.

Noi detteremo al mondo ciò che deve credere, ciò che deve onorare e ciò che deve maledire. Forse alcune individualità si leveranno contro di noi, ma le masse, docili ed ignoranti ascolteranno noi e prenderanno le nostre parti. Una volta che saremo padroni assoluti della Stampa, noi potremo mutare le idee che corrono circa l’onore, la virtù, la rettitudine del carattere, portando il primo colpo a quella istituzione tenuta fin qui sacrosanta: la famiglia, e ne compiremo la distruzione. Noi potremo estirpare le credenze e la fede per tutto ciò che i nemici nostri, i Cristiani hanno fino a questo momento venerato; facendoci un'arma della forza delle passioni, noi dichiareremo guerra aperta a quanto quelli rispettano e venerano. Che tutto ciò sia ben compreso, notato, e che tutti i figlioli d'Israele, ben si compenetrino di questi veri princìpi. Allora la potenza nostra crescerà come un albero gigantesco, i cui rami porteranno quei frutti che si chiamano godimento, ricchezza, potere, in compenso di quella inferiore condizione che, per secoli, fu l'eredità del popolo d'Israele.

Il nostro interesse richiede che noi almeno simuliamo zelo per le questioni sociali che corrono, quelle soprattutto che riguardano il miglioramento della sorte dei lavoratori! ma in realtà gli sforzi nostri debbono tendere a renderci padroni di quel movimento dell'opinione pubblica e a dirigerlo. La cecità delle masse, la disposizione loro a darsi in balìa dell’eloquenza, tanto vuota quanto sonora, che risuona nei trivii, ne fanno una preda facile ed è per noi un doppio istrumento di popolarità e di credito.

Noi troveremo senza difficoltà fra i nostri, l'espressione dei sentimenti fittizi e tanta eloquenza quanta ne trovano i Cristiani sinceri nel loro entusiasmo.

Conviene, per quanto è possibile, occuparci del proletariato e sottometterlo a quelli che maneggiano il danaro.

Con questo mezzo noi solleveremo le masse a nostro piacere. Noi le spingeremo agli sconvolgimenti, alle rivoluzioni, ed ognuna di queste catastrofi farà avanzare di un gran passo i nostri scopi e ci ravvicinerà all'unico nostro fine, quello cioè di regnare sulla terra, come ci era stato promesso dal nostro padre Abramo».

Roba — come si vede — degna d'associazione a delinquere; altro che «nostro padre Abramo»!

Non per nulla San Giovanni Crisostomo, nel suo «Sermone contro gli Ebrei», afferma, esplicitamente: «La Sinagoga è un luogo di convegno per dei criminali».


(1) Jore dea, 2 Hagah.

(2) Chi ha acume d'intelletto già intravede i veri fini che nascondono certe leggi di riforma agraria. Non si mira al palliativo della sorte dei contadini, bensì all'annientamento di chi possiede le terre.

(3) Dopo tale fiore di dottrina, mi sembrerebbe doveroso fare un po' di statistica, per renderci conto a quanti ammontino gli Ebrei che, ai dì nostri, esercitano l'arte medica, specie negli ospedali, cominciando dal Presidente degli Ospedali Riuniti di Roma, il medico giudeo D. Tedeschi. Forse ne potrebbe venire fuori una sorpresa.

“Vermijon”

LETTERE D'UN EREMITA

 


L'ASIL0

Pio IX non si tenne pago d'erigere il Faro che deve illuminare il mondo; egli edificò l'asilo che deve servire di rifugio ai fedeli in questi tempi procellosi. Egli proclamò il dogma dell'Immacolata Concezione della SS. Madre di Dio. La proclamazione di questo dogma è un avvenimento di un'immensa importanza. Perchè un nuovo dogma, si disse, in un secolo in cui i dogmi antichi trovano già tanti increduli ? A questa domanda rispondo quel che io vi diceva ultimamente a proposito del Sillabo. Nulla ostava che questo dogma ricevesse la sanzione formale della Chiesa in uno dei secoli precedenti; eppure il fatto sta ch'esso fu promulgato soltanto nel 1854. Così ha voluto la Provvidenza, la quale ora, come sempre, aveva le sue buone ragioni. La proclamazione di questo dogma era già stata predetta da alcuni. Qui fa d'uopo ch'io dichiari che non si tratta più di profezie tratte dai libri sacri. Figlio obbediente alla Chiesa, io mi sottometto di tutto cuore alle savie prescrizioni di Urbano VIII intorno alla fede che si può prestare a quelle predizioni, che non ricevettero la sanzione formale dall'unica autorità competente. Tuttavia i libri a cui sto per ricorrere, sebbene non abbiano una sanzione formale, non sono però rifiutati dalla Chiesa, giacchè uscirono alla luce colla licenza dell'autorità ecclesiastica. Ed inoltre io mi attengo strettamente alla regola posta da Sant'Agostino: cerco in queste predizioni quali sono i fatti che si sono avverati, prima di emettere un'ipotesi qualsiasi su quelli che dobbiamo ancora aspettare. Ecco quello che si legge nell'opera Nova Floresta franciscana della venerabile Maria Maddalena della Croce, fondatrice ed abbadessa del monastero di Santa Chiara a Macao: « La concezione purissima della Madre di Dio sarà definita in una settimana che non avrà venerdì; questo fatto sarà preceduto da una vasta rivoluzione in tutta la China, e da grandi guerre tra i principi cristiani. Nella stessa maniera che l'incarnazione del verbo e la redenzione degli uomini avvennero di venerdì, così pure di venerdì avrà luogo la diffinizione del mistero della concezione. Nel mentre che il Sommo Pontefice celebrerà la festa di questa diffinizione, tutti gli idoli della China, del Giappone e del mondo sentiranno una forte scossa; essa sarà seguita da molte conversioni nell'impero Chinese, dalla caduta dell'impero Ottomano, e dalla conquista della casa di Dio in Gerusalemme, conquista che sarà dovuta ad un eroe di casa d'Austria, il quale non avrà altro che la sua spada ed il suo scudo, e ciò non ostante, sarà un nuovo Alessandro per la rapidità della sua marcia trionfale alla testa dei suoi soldati. Verso cotesto tempo una sinagoga di Marocco, ed un'altra dell'Egitto saranno date alla Chiesa. Gli austriaci solleciteranno particolarmente la definizione del dogma che ricondurrà la pace universale tra i principi cristiani, delle ferme alleanze e tutte le felicità ai popoli, ecc. ) - Molti dei fatti qui sopra accennati, i quali non erano che profezie nel 1640, quando la venerabile Maria Maddalena della Croce scriveva la sua Nova Floresta franciscana sono diventati fatti storici nell'anno di grazia 1868. Tutti sanno che la definizione dogmatica della dottrina dell'immacolata concezione ebbe luogo a dì 8 dicembre 1854, in giorno di venerdì. Il Santo Padre, in questa occasione, dispensò i fedeli dall'astinenza delle carni, imitando in ciò uno dei suoi predecessori, il quale in un venerdi nel quale occorreva un'altra simile grande solennità, rispose: Ebbene, si continui a fare il giovedì. Dura tuttavia a Roma il ricordo di questo fatto già antico, e la settimana in cui questo avvenne, la si chiama la settimama dei tre giovedi, essendo che l'indulto del Papa si estendesse ancora al sabbato della medesima. Sono pochi anni che la grande rivoluzione dei Taipings contro il figlio del cielo venne a stupire il mondo, ed all'ora in cui siamo non è per anco terminata. Quanto alle guerre tra i principi cristiani, noi le abbiamo viste, e non è certo che non abbiamo a vederne ancora in un avvenire ben vicino. E finalmente, per motivo delle recenti spedizioni fatte dalla Francia e dall'Inghilterra insieme nelle acque lontane della China e del Giappone, un novello avvenire si è aperto in quei vasti imperi al cristianesimo, il quale non può mancare di finire colla rovina degl'idoli. Ecco tutti i fatti di questa profezia che noi vediamo già compiuti. Che cosa dice inoltre la Venerabile? Che la definizione del dogma sarà seguita dalla caduta dell'impero Ottomano. Questo è il primo avvenimento che noi dobbiamo aspettarci nell'ordine cronologico. Vi sembra egli, o signore, che esso sia molto lontano? Io so che gli uomini di stato, dopo la battaglia di Sadowa, hanno cominciato a parlare della rinuncia dell'Austria al primato in Alemagna, per estendersi in Oriente, ed ivi esercitare una missione d'incivilimento. Questo fa ben altro che rendere inverosimili le previsioni di Maria della Croce intorno alla parte che sarebbe chiamato a rappresentare in Gerusalemme un eroe di casa d'Absburgo. Quanto alle altre rivelazioni contenute nel passo su riferito - io non ho nulla a dire, non essendo io dotato nè di spirito profetico, nè del dono dell'interpretazione delle profezie. Prendo nota soltanto della pace universale che ci è promessa, perchè questo soggetto mi tornerà presto sotto la penna. La diffinizione di questo dogma ha già prodotto un effetto, che si può considerare come un pegno di quella pace universale che deve stabilirsi nella cristianità, e questo effetto è la pace in grembo della Chiesa. Pio IX ha potuto proclamare questo dogma assistito da un numero considerevolissimo di vescovi e di prelati venuti dalle cinque parti del mondo, ed ha potuto proclamarlo come l'espressione del pensiero di tutti. A mala pena, nelle riunioni prepara torie si fecero sentire alcune rispettose osservazioni. Tutte le nazioni ascoltarono la voce del padre dei fedeli, riconobbero la sua autorità, si fecero una tenera sollecitudine di accettare la sua proclamazione, e, cosa straordinaria in un secolo in cui un tale atto poteva parer temerario, il dogma dell'Immacolata Concezione fu ricevuto dappertutto senza proteste e senza discussione. Tutti gli ordini religiosi, sia quelli che per secoli avevano sostenuto questo dogma, sia quelli che lo avevano combattuto, si diedero la mano per inginocchiarsi insieme ai piedi del vicario di Cristo, e chinando la fronte a terra esclamarono con voce unanime: Credo ! credo ! credo ! Qui non sette, non scismi, non dispute: il culto a Maria concepita senza peccato, si trovò acceso d'un tratto, come da scintilla elettrica, nel cuore di tutti i fedeli. E da quel giorno benedetto, dacchè sorse quell'aurora benefica dell'8 dicembre, la pace nel seno della Chiesa si fece qualche cosa di più elevato, di più angelico, per dir così, che tutte le paci di cui parlino fin qui gli annali ecclesiastici. La pace talvolta può essere una pura assenza di contraddizione e non altro, e questa è già una bella fortuna. Questa pace brillava sull'augusto vegliardo quand'egli annunziò questa idefinizione dal Vaticano.

Essa era un primo raggio del cielo che scendeva su lui. Ma in seguito!... Ove pigliar le parole per descrivere la fusione delle anime che si fece in tutta la cattolicità sotto l'influenza di quel primo raggio benefico? Ove trovare un accordo più affettuoso, più unanime, più assoluto, più generale di tutti i pastori col pastore supremo, e di tutti i fedeli coi primi e con quest'ultimo? Quasi quasi a questo sublime spettacolo si potrebbe esclamare: L'unum ovile e l'unus pastor che ci si annunziava, ecco che noi l'abbiamo ! Mirate, signore! Eccoli venire da tutte le parti della terra i vescovi, gli ecclesiastici, i fedeli per celebrare il centenario di San Pietro. Che cosa è che li spinge verso Roma dall'America, dall'Oceania, dall'Affrica, dal l'Asia? Che cosa è che li determina a sfidare le tempeste del mare, gli ostacoli, le fatiche, le privazioni, le spese d'un lungo viaggio, dal quale non sono certi di ritornare? È forse un ordine formale del Sommo Pontefice? Niente affatto. Pio IX non fece che un invito cordiale, non espresse che un semplice desiderio. E questo semplice desiderio di lui commuove l'intero mondo cristiano. In faccia al mondo pagano ed ateo che sprezza o minaccia questo movimento, i cristiani si commuovono in una maniera irresistibile, sprezzando i pericoli della persecuzione e le risa degli scettici; la cattolicità accorre a Roma e viene ad onorare San Pietro baciando il piede del suo glorioso SUICCESSO. Il raggio disceso dal cielo al momento della proclamazione del dogma dell'Imma colata Concezione è dunque stato fecondo. Quando il soffio del serpente attossica il mondo intiero e lo sconvolge, quando Roma è stretta da suoi nemici, e non sa da qual parte le possa venire il soccorso, quando la guerra contro la Chiesa è tale che non ve n'è stata mai una più ostinata, più accanita, quando la sua salvezza, sotto l'aspetto puramente umano, non è mai stata in termini più disperati, ecco, oh prodigio ecco la Madre di Dio che tiene sotto il suo piede verginale la testa del serpente. Mirate: giammai la Chiesa non ha, come ora, goduta una pace così profonda.

E questa strettissima unione, o signore, questa santa armonia delle anime di tutti i pastori col sommo pastore, questa perfetta comunione di sentimento non è solo tra i fedeli che appartengono all'alta gerarchia. Al di sotto di questa, iscorgete un movimento analogo per tutta la terra: dappertutto una santa agitazione, una direi quasi effervescenza d'amore. Questo amore, quest'agitazione, questo movimento attirano i fedeli verso Roma; è a lei che si fissano tutti gli sguardi, è verso di lei che si tendono tutte le mani. Roma è divenuta il pensiero dominante dell' umanità. Roma strappa ad un secolo avaro dei tesori di elemosina; ad un secolo egoista dei tesori di sacrifizi; ad un secolo ateo dei tesori di fede. Essa svelle i bambini dalle braccia delle tenere madri, i ricchi ai piaceri del l'opulenza, i poveri all'umiliazione della miseria, per elevarli tutti alla più nobile missione che sia dato agli uomini di compiere sulla terra, a quella di metter la vita per la difesa del vero. Esaminate le date, signore, ed osservate da quando è incominciata questa visibile trasformazione del mondo, che va di giorno in giorno estendendosi, e poi dite, se il dogma dell'Immacolata Concezione non è un grande avvenimento. Questi giovani che da tutte le parti del mondo convengono attorno al vecchio Pontefice per fargli scudo dei loro petti, ignorano forse tutta l'importanza del loro sacrifizio, e la tela ammirabile che la provvidenza ha ordito sopra il loro eroismo. Essi offrono la loro vita sull'altare di Dio, senza aver altra mira, e basta. Quanti sono, fra questi generosi figli di Francia, di Olanda, del Belgio, d'Irlanda, del mondo intiero, fra questi soldati della fede, quanti sono coloro che abbiano qualche cognizione delle profezie di San Francesco di Paola? Eppure il loro eroismo è stato esaltato sin da quattro secoli fa da questo Santo nelle lettere che egli scriveva a Simone della Limena signore di Montalto, oriundo spagnuolo. - Queste lettere sono in numero di sette, ed io non le posso qui tutte trascrivere. Mi restringo a tradurre la quarta ed a dar alcuni estratti delle altre, avvertendo eziandio che di queste lettere è fatta menzione nel Tesoro delle opere spirituali di G. G. Courvoi sier, nei Prolegomena in apocalypsim di V. Fussari, ed in Cornelio A Lapide, Commenti sull'apocalisse (c. XVII). « Dal principio della creazione del mondo, dopo fatto il primo uomo, sino a che finirà l'umana generazione, sempre si sono viste e si vedranno cose maravigliose sopra la terra. Non passeranno quattrocento anni che la divina maestà visiterà il mondo con una nuova religione molto necessaria, la quale farà più frutto al mondo che tutte le altre insieme unite. Sarà l'ultima e la migliore di tutte. Procederà con le armi, con le orazioni e con la santa ospitalità. Il Capo e fondatore di tal gente sarà uno della vostra stirpe, e questo sarà il gran riformatore della Chiesa di Dio. « Spezzano, 13 gennaio 1489. « FRANCESCO DI PAOLA. » Eccovi alcuni brani delle altre lettere. Nella quinta il Santo così si esprime: « O ciechi degli occhi dell'anima coloro che pongono il loro fine nelle cose terrene niente pensando alle cose di Dio! Oh sventurati! Peggio assai degli animali bruti che vivono secondo il senso, poichè in loro non può essere ragione; ma gli uomini ragionevoli, per aver dimesso l'uso della ragione, sono divenuti bestiali, vivranno sempre in confusione. Apparecchinsi pertanto i principi del mondo ad aspettare il grandissimo flagello sopra di loro... Ma quando sarà talcosa? Quando si vedranno le croci colle stimmate, e si vedrà sopra lo stendardo il – crocifisso. – » Questa lettera ha la data del 25 marzo 1490. Francesco di Paola parla ancora della visita di Dio al mondo per opera de' suoi crociferi in un'altra lettera indirizzata allo stesso personaggio colla data del 7 marzo 1495. Egli parla di nuovo dello stendardo col crocefisso: « Stendardo meraviglioso agli occhi dei giusti, deriso sul principio dagl'increduli, mali cristiani e pagani. Vedute le meravigliose vittorie contro i tiranni, eretici ed infedeli, il loro riso si convertirà in pianto. » Dopo aver descritta la strage che i santi Crociati faranno dei ribelli alla Divina Maestà, il santo soggiunge: « Tal pena meriteranno tutti coloro che saranno trasgressori dei divini precetti, e con nuove e false dottrine procureranno di corrompere il genere umano contro i ministri del culto di Dio. » Il 13 agosto 1496 il Santo scrive di nuovo al signore di Montalto che dalla sua stirpe deve uscire un uomo, il quale in sua gioventù sarà un gran peccatore, ma che Dio chiamerà al bene come San Paolo. « Egli sarà il fondatore, torna a scrivere, di una nuova religione differente da tutte le altre, quale scompartirà in tre ordini, cioè di cavalieri armigeri, di sacerdoti solitari, e di ospitalieri piissimi. » Egli dichiara ancora una volta che quest'ordine sarà l'ultimo, e seguita in questi termini: «Costui distruggerà la setta maomettana, estirperà tutti gli eretici e tiranni del mondo, piglierà per forza d'armi un gran regno, e sarà un ovile ed un pastore, e ridurrà il mondo ancora ad un vivere santo e regnerà sino alla fine dei secoli. Il mondo tutto non avrà che dodici re (e il veggente di Patmos annunzia la stessa cosa), un Imperatore ed un Papa e pochissimi signori, e questi saranno tutti santi. Viva Gesù Cristo benedetto, poichè a me, indegno e povero peccatore si è degnato darmi spirito profetico con chiarissime profezie non oscure, come agli altri suoi servi ha fatto scrivere oscuramente e dire. So che dagl' increduli e gente prescita sarà fatto beffe delle mie lettere, e non saranno prese per tali, ma si dai fedeli spiriti cattolici che aspirano al paradiso. » Mettendo qui coteste citazioni, io non ho la pretensione d'inferirne che le predizioni di San Francesco di Paola si siano già avverate alla lettéra, o che noi siamo alla vigilia di vederne il compimento. Le sue parole si riferiscono ad un tempo che non è certo lontano, e di cui mi resta a parlarvi, come ho già detto; ma intorno a questo tempo noi non possiamo ancora portare un giudizio, non possiamo che farcene un'idea dai germi che ne vediamo. Uno di questi germi è senza dubbio il formarsi d'un esercito della Chiesa portante il Crocifisso sulla sua bandiera.

di J. E. DE CAMILLE

O Prigioniero d’amore

 


O Prigioniero d’amore, Tu te ne stai qui, ed io Ti adoro e tanti atti di adorazione intendo  farti, per quante stelle stanno in cielo, per quanti atomi (esistono) e per quanti uccelli volano  per l’aria. Vergine Immacolata, bacio i tuoi piedi; liberami dalle insidie del demonio e drizza  tutti i passi delle creature a Gesù. 

Serva di Dio LUISA  PICCARRETA