sabato 22 agosto 2020

Perché è giunta l’ora della dissacrazione, è giunta l’ora dell’errore, il tempo della menzogna e della confusione, che arriverà fino ai pulpiti della Chiesa, fino agli altari, con sacerdoti, vescovi e cardinali



Messaggio della Santissima Vergine Maria, ricevuto da Discipulo, il 25 agosto –  in Tehuacán Puebla.

Io, Discipulo, stavo meditando alcune cose che mi erano state dette ed ero un pò confuso e dubbioso. Per questo volevo vederti, Madre, e volevo che mi parlassi e che parlassi a tutti delle cose che stanno succedendo nella Chiesa, nella sua Gerarchia, tra le alte sfere.

In questo momento c’è la Santissima Vergine con il Bambino tra le braccia, è la Madonna del Rosario, con Lei c’è San Giuseppe.
Sono così belli, splendenti​, perché riflettono la semplice bellezza della castità ed io, Discipulo, credo che tutte le anime emettano raggi di santità, di purezza, quando sono in Grazia di Dio, perché è la Grazia di Dio quella che ci libera dal cadere in peccato, nella ribellione nella quale cadde il diavolo.

Adesso sento la Tua presenza, Madre mia e ti chiedo di sostenere il tuo fedele strumento, Discipulo, nel corso della battaglia spirituale, che oggi è la parte più dura che dobbiamo affrontare con coraggio, però sappiamo che i Tuoi Angeli, mamma, sono qui con noi.


Miei figli amati… Io Sono la vostra Madre del Rosario… Io Sono la Fonte della Conoscenza di Dio, perché è tramite il Mio Cuore Immacolato che filtrano tutte le Benedizioni e le Grazie, tutta la forza e la luce delle quali avete bisogno per illuminare il cammino che l’umanità intera sta ora attraversando, come se si trattasse di un enorme esodo, di rimpatriati, di uomini e donne che abbandonano un paese quando c’è la guerra, quando ci sono difficoltà, quando ci sono problemi.
Nella Vita Spirituale, chi si allontana dal cattivo cammino, chi crede nel Mio Cuore Immacolato come Fonte di tutte le Grazie, procede sicuro, perché la Mia Luce lo illumina, la Luce del Mio Cuore è così intensa, che può illuminare i sentieri ed i cammini più oscuri, cosicché i vostri piedi non si feriscano, perché non sbagliate strada e non andiate su cammini che sono vie di dispersione, di dubbio, di confusione, di incredulità.

A questo punto, io Discipulo, dico: Madre mia, apri le tue braccia e le tue mani e lascia che questa Luce del Tuo Cuore, giunga a tutti i popoli e a tutti i paesi della terra, dove c’è tanta confusione, tanto dubbio ed incredulità.​
....Quindi, Madre, qual è il Tuo Messaggio?
Io, Discipulo, sento nuovamente la voce della Vergine Maria.  Lei è veramente bella. I Suoi raggi, le Sue Fattezze così delicate e fini e la tenerezza che emana dal Suo Sguardo, fanno sì che la mia anima ritrovi la pace ed inizi a vedere chiaro nelle cose…
....Perché una Luce si sta diffondendo su tutto il mondo. Ed è il Fascio Glorioso della Fiamma d’Amore della Mia Madre Santissima, la Vergine Maria!

I Tesori più sacri, puri e santi, sono custoditi nel Mio Cuore: I misteri della Fede​. Io li faccio conoscere al mondo, nelle forme e nei modi che Mi vengono permessi da vostro Padre che è nei Cieli. Lui avrà misericordia nei tempi più duri della tribolazione e della purificazione.

Lui vi assiste con la Divina Provvidenza e la Sua potente e soprannaturale protezione verrà su tutti i Miei figli che soffrono le prove attraverso la tribolazione e la purificazione!

Il mondo, cari figli, è avvolto nelle tenebre e solamente la Luce del Mio Cuore, illuminerà il cammino di coloro che vagano nelle ombre della morte, della confusione, del dubbio e presto bisognerà prendere una determinazione ed una decisione totale.

Voi siete veri pastori, siete veri figli Miei, dei veri araldi che annunciano la Pace, la vita di grazia e la virtù, voi siete i veri strumenti del Cielo che annunciano benedizione​ e come giungono le piogge ai campi secchi, la benedizione ci sarà.
Guardate il paesaggio che hanno lasciato i nemici di Mio Figlio Gesù Cristo… arido, secco, pieno di spine, di pietre, con l’aria viziata da una contaminazione che non vi permette di respirare, che non vi permette di scoprire dentro di voi l’attuale momento tanto terribile che vi trovate ad affrontare, che la Mia Chiesa sta affrontando, della quale Io Sono Madre.

Nell’ora della decisione finale, le eresie si saranno propagate in tutte le parti del mondo, senza che rimanga un solo luogo salvo. La contaminazione dell’eresia e dell’errore arriverà fino ai pulpiti, fino all’insegnamento dei Miei sacerdoti. Dal modo in cui la trasmetteranno e da come la vivranno, voi saprete, figli Miei, ​qual è l’errore e qual è la Verità, chi saranno quelli che sono nella menzogna e quelli che sono nella Verità della Luce del Sacro Cuore del Mio Figlio amato, nell’Essenza più fine e pura.

Figlio Mio, ti dico queste cose anche perché l’umanità le sappia e rifletta!

Io, Discipulo, chiedo alla nostra Madre Santissima: perché nella mia mente, durante le ore di riposo, è apparsa infinite volte la parola “transustanziazione”?

​E la Santissima Vergine dice: questo è un mistero di Fede, che i Suoi figli possono comprendere e capire soltanto attraverso il Suo Cuore Immacolato.
E dice: Perché fui Io che portai il vostro Salvatore al mondo, l’Emmanuele, il Dio con noi, nel quale non c’è inganno, né menzogna, né margine d’errore.
Figlio Mio, Lui è veramente presente nelle Sacre Specie del Pane e del Vino, per questo voi dovete adorarlo, perché l’adorazione perpetua frantumerà qualsiasi tenebra, qualsiasi mito, qualsiasi battaglia, qualsiasi guerra spirituale che ci sia in atto.

Io personalmente, piccolo Mio, ti istruirò su​ queste cose, affinché nel momento in cui dovrai dirlo, lo farai!
​Perché è giunta l’ora della dissacrazione, è giunta l’ora dell’errore, il tempo della menzogna e della confusione, che arriverà fino ai pulpiti della Chiesa, fino agli altari, con sacerdoti, vescovi e cardinali che saranno collusi e diranno, commenteranno, prenderanno decisioni!
È giusto abbracciare tutte queste cose, oppure continuare a essere fedeli e obbedire, o disobbedire? Perché la disobbedienza dei Miei consacrati a Mio Figlio Gesù Cristo, causa un grande dolore al Mio Cuore e le Mie Manifestazioni, attraverso segnali e segni delle Mie Immagini che piangono o che hanno pianto sangue, che hanno essudato olio, sono una manifestazione palpabile del dolore del Mio Cuore.

Per questo faccio un appello a tutti i Miei consacrati, ovunque si trovino, indipendentemente dall’ordine religioso o dal credo diocesano al quale appartengono, indipendentemente dalla formazione che hanno ricevuto, che prendano una decisione!

​E quanto vorrei che fosse la migliore!

Io li sto aspettando, come il cuore di una madre che aspetta che i propri figli prendano una buona decisione. Io li sto aspettando come il cuore di una madre che sta aspettando una buona risposta da parte dei suoi figli.
Che la Mia petizione non cada nel vuoto!

​I Miei sacerdoti, i Miei amati strumenti amati dal Cielo, da Mio Figlio Gesù, l’Emmanuele, Dio con noi e nostro Padre, il Padre Buono e Amorevole!
Cari figli consacrati, che questo appello non rimanga vano.
Condividetelo, perché è giunta l’ora di prendere posizione!
​E di prendere una decisione ben ponderata e ben valutata, perché il diavolo ne sta ingannando molti, molti di quelli che credono di vivere nella verità ed erroneamente difendono questa pretesa verità ed accusano coloro che mettono allo scoperto la menzogna. Non permettete, Miei consacrati, che questo succeda nella Mia Chiesa.

Voi dovete parlare e dovete dire la Verità a tutti quelli che assistono alle Messe, di cuore, che arriverà il momento in cui non ci sarà Il Sacrificio Perpetuo, l’Alimento per l’anima e per lo spirito, che è la Parte Essenziale e la Più Importante della vostra Fede.
 

​Abbiate cura della vostra Messa, rispettate la vostra Messa, rispettate l’autorità che il Cielo ha posto fin dal principio nell’Ordine e nella creazione della Chiesa, negli insegnamenti, nella vera purezza, nel vero, nitido e puro significato del Mistero che si celebra in ogni Eucaristia, in qualsiasi parte del mondo.
Siate diligenti sacerdoti Miei, piccoli strumenti che dirigete comunità, città, paesi. Vostra Madre vi invita a continuare la recita del Rosario, perché il sacerdote che non prega il Rosario, è sprovvisto delle grazie ed il diavolo lo attacca duramente e sarà tentato da tutte quelle cose che il diavolo gli propone.

I sacerdoti devono digiunare, devono fare sacrificio e penitenza, come tutti quanti.
Così dice La Parola: che non mancherà sapienza al sacerdote per insegnare, né mancherà conoscenza al profeta per far conoscere quello che presto succederà e che sta già succedendo…
Siete agli albori dell’entrata, dell’inizio della tribolazione e della purificazione spirituale e quello che non sarà gradito al vostro Padre Celeste, sarà cancellato totalmente dalla faccia della terra e il separarsi dalla terra sarà doloroso, come mai prima, perché non c’è mai stata una purificazione e una tribolazione spirituale… e presto vi troverete in un deserto, come qualcuno che cammina senza cibo e senz’acqua, che in breve inizia ad avere allucinazioni e gli sembra di vedere un’oasi, un palmeto, l’acqua chiara, ma è solamente un miraggio.
 

Ah… Figli Miei, Io Sono la vostra Signora del Rosario, ricevete la Benedizione del Mio Divino Bambin Gesù e quella di San Giuseppe, puro e casto sposo.
Ave Maria Purissima concepita senza peccato
Ave Maria Purissima concepita senza peccato
Ave Maria Purissima concepita senza peccato

I NUOVI MODERNISTI DELLA DELLA “NOUVELLE THÉOLOGIE”



1962 RIVOLUZIONE NELLA CHIESA

***

Tutti gli “amici” del de Lubac

Da sottolineare, infine, il ruolo assolutamente fondamentale per lo sviluppo della nouvelle théologie svolto da due dei principali amici del de Lubac e, a loro volta, suoi “maestri di pensiero”: il filosofo Maurice Blondel e il gesuita Pierre Teilhard de Chardin. 

Per inquadrare la persona e le idee di Maurice Blondel, modernista pertinace e collaboratore della rivista modernista del p. Laberthonnière, basterà riportare qui quanto vi scriveva già nel lontano 1906:

«All’astratta e chimerica “adaequatio rei et intellectus” (l’adeguamento della mente con l’oggetto conosciuto) si sostituisce la ricerca metodica di questo diritto, “l’adaequatio realis mentis et vitae” (l’adeguamento reale dell’intelletto con la vita)»7.

Il che, tradotto nel linguaggio dei comuni mortali, stava a significare che la verità, e dunque anche la verità religiosa, non sarebbe stata un qualcosa di esterno all’uomo da comprendersi con l’intelletto - cosa definita chimerica dal Blondel - bensì un qualcosa che si poteva solo modernisticamente sentire riflettendo sugli intimi moti vitali della coscienza umana, ovviamente in perpetua evoluzione. Si era dunque in pieno immanentismo, nell’àmbito del quale il
Blondel aveva sviluppato una sua apologetica, basata appunto sul metodo d’immanenza e nella quale l’intero Cristianesimo finiva per essere fondato su esperienze puramente interiori, mentre le prove esterne di credibilità della Rivelazione, i miracoli, ad esempio, venivano dissolte nelle nebbie del soggettivismo:
“Volendo andare a fondo - scriveva infatti il Blondel - non c’è dubbio che nel miracolo non c’è niente di più che nel più insignificante dei fatti ordinari, ma altresì nel più ordinario dei fatti non c’è niente di meno che nel miracolo”8, con la conseguenza che se tutto è miracolo, nulla lo è più in realtà. E infatti per il Blondel i miracoli sarebbero stati così ‘invisibili’ da poter essere percepiti solo da chi... fosse già credente:
“I miracoli, quindi, sono miracolosi soltanto allo sguardo di coloro che sono già disposti a riconoscere l’azione divina negli avvenimenti e negli atti più consueti”. (ibidem)
Tanto basti per capire a quale “fede” conducesse una simile “apologetica”, peraltro poi condannata dall’Enciclica Pascendi.9 D’altra parte il Blondel non si sentiva propriamente la coscienza a posto, e temeva di essere scoperto, cadendo così sotto le censure della Chiesa. 
Alcuni anni dopo, infatti, in una lettera all’amico de Lubac, il
Blondel svelerà la sua tattica ipocrita, tipica dei modernisti, messa in atto per sfuggire alla vigilanza delle Autorità ecclesiastiche:

“Quando più di 40 anni fa ho affrontato problemi per i quali non ero sufficientemente armato, regnava un estrinsecismo (= realismo della filosofia di San Tommaso, sostenuta dal Magistero della Chiesa: n.d.r.) intransigente e se io avessi detto allora ciò che Lei si augura,
avrei creduto di essere temerario e avrei compromesso tutto lo sforzo da fare, tutta la causa da difendere, affrontando censure che sarebbero state quasi inevitabili e certamente ritardanti. Bisognava trovare il tempo di maturare il mio pensiero e di ammansire gli spiriti ribelli (cioè il Papa, il Sant’Uffizio, i teologi fedeli alla Santa Sede: n.d.r.). (...) Lei sa le difficoltà, i rischi, ancora presenti, in mezzo ai quali ho perseguito
un piano che le prove di salute e gli impegni professionali o gli stessi consigli di prudenza e di attesa, che mi venivano prodigati, rendevano ancora più gravoso”.10

***

sac. Andrea Mancinella

NATURA DELL'UMILTÀ



Non già che dobbiamo desiderare di essere gli ultimi nell'amore di Dio, o i più negligenti nel progredire nella perfezione; nè che dobbiamo dire come certe anime vili: « Purchè mettiamo piede in Paradiso; questo ci basta », nè si curano di essere più sante; questo sarebbe metterci, in pericolo di non essere mai santi e di stare anche fuori del Paradiso. Al contrario; bisogna sospirare di amare Dio quanto Egli lo desidera, con ardore e fedeltà, e tendere con tutte le nostre forze quel grado di gloria e di felicità che Egli ci tiene preparato.
Colui che commette la minima colpa per umiliarsi farebbe una sciocchezza: così pure, colui che tralasciasse il minimo bene per essere  in Paradiso, avrebbe grave torto. Intendo parlare soltanto di ciò che concerne la piccolezza di se stessa, essa deve essere sempre così amabile per noi che l'apprezziamo dovunque la troviamo, nè dobbiamo fare nessuna azione col proposito di grandi e di emergere dalla piccolezza.
La nostra superbia è così sottile che quando trova una porta chiusa, se ne apre qualcuna da un'altra parte; quando si è soffocato il desiderio della grandezza in questo mondo, la desidera nell'altro; quando si è rinunciato alla grandezza delle cose grossolane della terra, la superbia la cerca nelle cose dello spirito e della grazia. Appena ci siamo liberati dalla brama di essere grandi e pregiati negli onori e nelle ricchezze del secolo, la superbia subito ci porta a ricercare di essere grandi e pregiati nella grazia e nelle cose dello spírito. Essa ricerca e desidera i doni superiori e le illuminazioni più eccellenti, le grazie appariscenti e i talenti straordinari; così la superbia sempre ricerca la grandezza.
Se noi riusciamo a riconoscere, - in questo desiderio dei pregi spirituali, un fine contrario all'umiltà e lo superiamo, allora la superbia ricerca un'altra eccellenza, vale a dire quella della gloria, e aspira ad un posto elevato in Paradiso. Ottima cosa per verità, quando non si desideri per ispirito di superbia; ma troppo spesso avviene che noi amiamo la piccolezza su la terra, per segreto desiderio di superbia, sperando con questo mezzo di esser grandi in Paradiso: In tal caso, poichè l'umiltà sulla terra è la semente dell'esaltazione in Cielo, noi facciamo ancora le nostre opere buone allo scopo di essere grandi, e ci consoliamo nelle nostre umiliazioni con una tale prospettiva; strano e stupendo spirito quello della grandezza, o in un tempo o in un altro, o in un modo o in un altro.
L'anima veramente umile, invece, desidera di non essere niente, tanto ai propri occhi come nello spirito degli altri; non si cura di comparire in nulla, ama di rimanere nascosta e sconosciuta, si compiace di essere considerata come un niente. Gesù Cristo solo deve comparire, e noi restar nell'ombra; bisogna distruggere il nostro, essere proprio e rivestirci di Gesù Cristo per non comparire che sotto di Lui e in Lui. Questo sentimento ci darà un desiderio ed una santa affezione dì non operar nulla da noi medesimi; ci renderà fedeli a rinunziar interiormente a noi stessi, studiandoci di mortificare in ogni occasione il nostro spirito proprio e la nostra volontà. In tal modo dobbiamo arrivare sino a vivere in questo spirito di morte interiore dimodochè non operiamo più secondo la nostra volontà propria, e non facciamo altro che cooperare semplicemente allo Spirito Santo, che animerà il nostro interiore e vivificherà le "tre facoltà. Allora vivremo in uno spirito di vero annientamento di noi medesimi: Dio solo vivrà e regnerà in noi; è questo il motivo per cui Dio ama così tanto le anime umili e in esse stabilisce così assolutamente il suo trono e il suo dominio. Dio, infatti, nell'anima annientata trova piena libertà di fare quanto gli piace e si prende una sovrana compiacenza nel sacrificio di tutto quell'essere creato, il quale, nell'umiltà, immola se stesso ed è divinamente consumato.

Mandaci oggi il tuo Spirito!



Oggi, o Dio, noi ti preghiamo:
mandaci oggi il tuo Spirito!
E sia per noi un fuoco ardente e luminoso,
illumini le nostre tenebre
e ravvivi una volta ancora il nostro amore.

Sia per noi un alito soave,
consoli e tranquillizzi
la nostra pusillanime trepidazione per futuro.

Sia per noi una brezza forte,
ci faccia navigare arditamente
e indirizzi a nuovi orizzonti il nostro cammino.
Sia per noi tempesta che rende l'aria pura.

Sia per noi acqua,
che fa crescere fiori nuovi dopo la siccità.

O Signore della nostra vita
e della nostra storia,
il tuo Spirito ci faccia toccare con mano
che l'antica missione,
che in verità tu ci hai affidato,
può ancora trasformare il mondo
in questi tempi nuovi.

IL CASTIGO



Amata sposa, il mondo è ormai giunto al momento della grande prova: anche il grande dolore che si prepara al mondo è volto alla salvezza del mondo, ogni uomo si prepari a lasciarsi purificare a fondo; può accedere alla salvezza solo colui che docile accetta il Mio volere ...(26-08-98) L’uomo osa quello che mai dovrebbe osare: sta chiamando su di sé il grande castigo. Amata sposa, se il castigo dovesse essere in proporzione al peccato, certo sarebbe peggiore del diluvio;
il castigo ormai ci sarà: ... tutto deve mutare, tutto in breve deve mutare!... .(04-02-1999)
Sentirete parlare di guerre e di distruzioni, di terremoti e sconvolgimenti che avvengono in tutto il mondo: quello che avviene deve avvenire, è stato tutto preannunciato. (Gesù 23-12-98)
Non vi turbate, figli tanto amati, se sentirete parlare di guerre, di distruzioni, di moti tellurici: questo deve accadere; chi vive in Dio non ha nulla da temere...(19-08-98)
Gli uomini nel nascondimento preparano armi di grande potenza, armi di grande distruzione; il mio nemico ha infuocato i cuori di odio tremendo; enormi arsenali bellici sono pronti per scatenare la più feroce guerra che mai ci sia stata....
I grandi della terra sono armati fino ai denti: il ventre della terra nasconde armi potenti e micidiali... (12-98)
Soffiano sulla terra tremendi venti di guerra, in molte parti vi sono focolai che il vento può ampliare fino a travolgere tutto…(La Mamma 10-04-1999)
Io, Io Gesù sono il Giudice davanti al quale ognuno deve comparire; presto, sposa amata, milioni e milioni di anime avranno simultaneamente il Giudizio….(03-01-1999)
Le sperimentazioni genetiche che si compiono sono grandi offese a Me; ecco, per questo l’uomo
conoscerà la Mia grande ira.... ( 14-01-1999)
Figli cari e tanto amati, non temete, il terzo conflitto mondiale non ci sarà, ma le nubi nere nere che i peccati hanno fatto divenire fitte, le nuvole nere prima di andarsene devono scaricare il contenuto; solo dopo, figli amati, solo dopo diverranno cirri rosei e quindi scompariranno completamente... (La Madonna 29-03-1999)
Amata, la terra non sarà distrutta, la terra non sarà annientata come è nel progetto del Mio nemico: non avviene ciò che Io non voglio, non accade quello che Io non permetto; la terra continuerà a vivere ma in maniera differente da ora, assai differente! Le potenze umane verranno eliminate, i poteri degli uomini più non saranno. Regnerò Io, Io Gesù con la Mia Potenza e la Mia Gloria;
ridurrò a nulla ogni potere umano; tremino i grandi della terra, tremino coloro che oggi detengono il potere perché saranno ridotti a nulla e ciò entro brevissimo spazio di tempo...(20-08-98)
 Ecco: la rovina che il mondo si è chiamata, la rovina che il mondo si è cercata, ecco, giunge dall’oriente, giunge come il fuoco che in un attimo investe tutte le sterpaglie secche, procede, procede e nessuno riesce a fermarlo!… (26-08-98)
 Piccola, vedo la grande tristezza del tuo viso, leggo il tuo pensiero nascente, è questo: Gesù adorato, allora ormai il castigo, il grande castigo è inevitabile, le preghiere e le suppliche dei Tuoi amici, l’intercessione della Madre Tua Santissima non possono in alcun modo evitarlo?”
Con Dolore ti devo rispondere che ormai esso è inevitabile, è vicino, è severo! Il mondo l’ha voluto con la sua disobbedienza, il mondo non ha ascoltato la Mia Parola, non ha colto i Miei Avvertimenti, il mondo ha contratto con Me un debito assai forte, deve essere saldato, ogni debito deve essere saldato fino all’ultimo spicciolo... (03-03-1999)
Il Mio popolo santo non perirà del tutto, ci sarà un piccolo resto cosi robusto e forte da moltiplicarsi in poco tempo fino a divenire numeroso come le stelle del Cielo... (09-08-98)
Nel dolore e nella penitenza forzata, gli uomini ammetteranno i propri errori, piegheranno il capo e piangeranno i loro peccati... (03-10-98)

Opera della Divina Sapienza per gli Eletti degli ultimi tempi.


TRATTATO DI DEMONOLOGIA



GERMANA CELE, NATAL, SUDAFRICA 1906-1907


***
Prime manifestazioni diaboliche

Nel 1906 Germana aveva 17 anni. Nell’estate di quell’anno si manifestarono in lei e nella. sua  compagna Monika Mohletsche — in misura però inferiore in quest’ultima — dei fenomeni strani e  insoliti che non trovavano nessuna spiegazione o motivazione naturale. I suoi occhi avevano preso  un’espressione strana e conturbante. Di notte spesso si agitava e gridava: «Sono dannata! Mi sono  confessata e comunicata indegnamente. Voglio ammazzarmi, impiccarmi. E satana che mi chiama». 

Tutte le raccomandazioni erano inutili. Si calmava per qualche tempo e poi riprendeva con violenza  ancora maggiore. Un giorno fece avere al padre Erasmo, superiore della missione, un biglietto: era  l’attestato firmato col suo sangue nel quale era detto che si era data al diavolo. Come fosse arrivata  a tanto nessuno lo potè mai sapere. Da allora trascurò quasi del tutto i sacramenti. Il 20 agosto 1906  il furore e l’agitazione arrivarono al parossismo.

Essa digrignava i denti in modo spaventoso, abbaiava come un cane e domandava aiuto:

— Suora, fa venire il padre Erasmo. Voglio confessarmi e dir tutto. Fa presto perché satana mi sta  ammazzando. Non ho più nulla per difendermi, la medaglia che mi avevi dato l’ho buttata via.

Suor Giuliana si affrettò a metterle al collo un’altra medaglia miracolosa e una di san Benedetto e  ad aspergerla con acqua benedetta. La ragazza gridava ancora più spaventata:

— Tu mi bruci. Fa venire presto il padre Erasmo, egli solo mi può aiutare.

Arrivato il padre Erasmo il diavolo si manifestò in altro modo facendo sentire, attraverso la bocca  della giovane, la sua voce:

E venuta adesso la nostra ora — diceva cori voce cavernosa — adesso verremo in gran quantità  sulla terra per tentare, sedurre e tormentare gli uomini. Guai a te, Germana! Finora ero io solo a  tormentarti, d’ora in poi saremo in molti.

— Che cosa volete da me? — rispondeva la giovane —. E stata la suora a chiamare il padre, io non  c’entro. E non gli ho neppur detto il più fino a questo momento.

Padre Erasmo la benedisse. Essa proseguì parlando sempre col demonio:

— Devo dir tutto al padre. Sì, glielo dico. Mi sento sfinita, non ne posso più. Tu mi tormenti troppo. Il padre ha in mano il foglio firmato che tu vuoi indietro, egli ora lo ha con sè. Satana mi tormenta  in modo insopportabile.

Il padre abbordò direttamente il demonio:

- Chi sei?

— Sono io e basta.

— Sei tu Germana?

— No, non sono Germana. Devo lasciarla fra poco, tuttavia è mia e resta mia. Io tornerò a  impossessarmi di lei. Togli via quell’immagine, l’immagine di Maria. Essa ci ha schiacciato il capo. Gettala via! Vedi il serpente ai suoi piedi? Quello è uno di noi, è il drago.

E scoppiò in una risata gelida, sarcastica.

Germana continuò:

— Sì, sono stata io a chiamare il demonio ed egli è venuto. Per quattro volte ho fatto la comunione  degnamente, ma dopo di allora l’ho fatta sacrilegalmente senza mai confessarlo e senza dire che  avevo chiamato il demonio. Sono disperata, sono dannata.

E cominciò a mugolare, a piagnucolare, a grugnire, a abbaiare, a strepitare.

Il padre interrogò di nuovo il demonio:

- Chi sei?

— Sono satana, il nostro re è Lucifero. Il suo potere è immenso, ha sotto di sè molti sudditi che lo  servono. Siamo stati cacciati dal cielo anche se i nostri peccati erano meno numerosi di quelli degli  uomini.

Ma c’è un inferno?

— Sì, c’e un inferno. Il fuoco li non risplende come da voi, non ha nessun confronto col vostro  fuoco, ma anche nell’oscurità più profonda noi ci vediamo e ci riconosciamo tra noi. Cristo con la  sua morte in croce ci ha sconfitti, ma ora siamo in tanti sulla terra per ingannare e perdere gli  uomini. Cristo verrà ancora una volta nell’ultimo giorno e noi saremo giudicati una seconda volta  davanti a tutto il mondo. Noi crediamo in Dio, ma lo odiamo cordialmente.

E Germana dicendo questo digrignava i denti orribilmente. Talvolta, ma non sempre, si rendeva  conto del suo stato e di quello che avveniva in lei, si raccomandava ai presenti perché pregassero e  offrissero la Messa per la sua liberazione. Il diavolo la interrompeva brutalmente:

— Taci. Tu sei mia. Taci, altrimenti ti capiterà di peggio.

Altre volte diceva:

— Tu credi in Dio? Sciocchezze! L’hai mai visto il tuo Dio? Come puoi credere in un Dio che non  hai visto? Tu credi ciò che non hai veduto.

E rideva in modo sfrenato.

***

Paolo Calliari