mercoledì 2 novembre 2022

PANE DI VITA ETERNA E CALICE DELL’ETERNA SALVEZZA

 


Dio opera con la sua potenza

– Nella trasformazione della sostanza del pane e del vino nel Corpo e Sangue del  Signore «il Damasceno dice: “Poiché gli uomini hanno l’abitudine di mangiare il pane e di  bere il vino, Dio ha unito a queste cose la sua divinità e le ha fatte Corpo e Sangue suo”. E  più sotto: “Il pane della comunione non è semplice pane, ma è pane unito alla divinità”... 

Dio ha unito “la sua divinità”, ossia la sua virtù divina, al pane e al vino, non perché essi  rimanessero in questo sacramento, bensì allo scopo di farne il suo Corpo e il suo  Sangue»[382]. 

«S. Agostino afferma: “Dio non è la causa della tendenza al non essere”. Ma questo  sacramento si compie per virtù divina. Dunque in essa la sostanza del pane e del vino non  viene annichilata»[383].

Dio realizza una conversione soprannaturale: «Questa conversione però non è simile  alle conversioni naturali, ma è del tutto soprannaturale, compiuta dalla sola potenza di  Dio»[384]. 

La conversione che si realizza in ogni Eucaristia è assolutamente singolare e sempre  e in ogni caso è realizzata dalla potenza infinita di Dio: «È chiaro infatti che ogni ente  opera in quanto è in atto. Ma ogni agente creato è limitato nel suo atto, appartenendo a un  dato genere e a una determinata specie. Quindi l’azione di qualsiasi agente creato si limita  a un determinato atto. Ora, la determinazione di qualsiasi cosa al proprio essere in atto  dipende dalla forma. Perciò un agente naturale o creato non può causare che una  trasmutazione di forma. E quindi ogni conversione, che si compia secondo le leggi naturali,  è un cambiamento soltanto formale. Dio invece è atto infinito, come abbiamo spiegato nella  Prima Parte. Perciò la sua azione si estende a tutta la natura dell’ente. E quindi può  produrre non soltanto delle conversioni formali, in cui in un medesimo soggetto si  succedono forme diverse; ma può trasmutare tutto l’ente, in modo che tutta la sostanza di  un ente si converta per intero nella sostanza di un altro. Ciò appunto avviene per virtù  divina in questo sacramento»[385].

«Questa conversione si compie per una virtù infinita, della quale è proprio operare  istantaneamente […]. E per questi tre motivi la conversione di cui parliamo è istantanea: –  Primo, perché la sostanza del Corpo di Cristo, alla quale termina questa conversione, non  ammette un più e un meno. – Secondo, perché in questa conversione non c’è un soggetto da  preparare gradualmente. – Terzo, perché viene compiuta dall’infinita virtù di Dio»[386].

«...questa conversione non si compie in virtù della potenza passiva della creatura, ma solo in virtù della potenza attiva del Creatore»[387]. 

«Il Corpo di Cristo rimane in questo sacramento, non solo fino all’indomani, ma  anche oltre, finché durano le specie sacramentali. Quando esse cessano, smette di esistere  in esse il Corpo di Cristo, non perché dipenda da esse, ma perché viene a mancare il suo  legame con quelle specie. Allo stesso modo in cui Dio cessa di essere Signore di una  creatura quando questa viene a mancare»[388].

«...in questo sacramento la consacrazione della materia consiste in una miracolosa conversione della sostanza, che Dio solo può compiere»[389].

Qui Dio opera efficacemente e sacramentalmente, cioè per significazione: «Nella  creazione agì la stessa parola di Dio che opera anche in questo sacramento, ma in modo diverso. Infatti qui essa opera sacramentalmente, ossia secondo la forza della  significazione. Perciò è necessario indicare in questa forma l’ultimo effetto della  consacrazione mediante un verbo sostantivo, di modo indicativo e di tempo presente.  Nella creazione delle cose invece la parola di Dio operò soltanto come causa efficiente: e  l’efficienza deriva dal comando della sua sapienza. Ecco perché nella creazione delle  cose la parola di Dio si esprime con un verbo di modo imperativo, p. es.: “si faccia la  luce: e la luce fu” [Gen 1,3]»[390].

– Nel sostentare gli accidenti senza soggetto proprio: «Perciò si deve concludere che in  questo sacramento gli accidenti rimangono senza soggetto. E la cosa è possibile per virtù  divina. Perché, dipendendo l’effetto dalla causa prima più ancora che dalla causa seconda,  Dio, causa prima della sostanza e dell’accidente, con la sua infinita virtù può conservare in  essere l’accidente anche quando sia venuta meno la sostanza, la quale lo conservava in essere  come causa propria; così come può produrre senza le cause naturali altri effetti delle cause  naturali: come formò, p. es., un corpo umano nel seno della Vergine “senza seme  virile”»[391].

– Nel poter agire gli accidenti senza la forma sostanziale: «L’agire della forma  accidentale dipende dall’agire della forma sostanziale, come l’essere dell’accidente  dipende dall’essere della sostanza. Quindi come per virtù divina è concesso alle specie  sacramentali di poter essere senza la sostanza, così è concesso loro di poter agire senza la  forma sostanziale per la virtù di Dio, da cui, come da primo agente, dipende l’agire di ogni  forma sia sostanziale che accidentale»[392]. 

«Poiché l’ente non è un genere, non può l’essere stesso costituire l’essenza della  sostanza o dell’accidente. La frase quindi “ente per sé senza soggetto” non è la definizione  della sostanza. Né è definizione dell’accidente “ente in un soggetto”; ma piuttosto diremo  che alla quiddità o essenza della sostanza “compete di avere essere senza un soggetto”, e  alla quiddità o essenza dell’accidente “compete di avere essere in un soggetto”. Ora, in  questo sacramento non viene concesso agli accidenti di essere senza soggetto in forza della  loro essenza, ma per la virtù divina che li sostenta. Quindi non cessano di essere accidenti;  perché né si toglie ad essi la definizione di accidenti, né compete ad essi la definizione della  sostanza»[393].

«Questi accidenti hanno acquistato la loro individualità dalla sostanza del pane e  del vino e, dopo che questa si è cambiata nel Corpo e nel Sangue del Cristo, si conservano  per virtù divina nella loro individualità di prima. Rimangono perciò singolari e  sensibili»[394]. 

«Rarefazione e densità sono qualità che i corpi derivano dall’avere essi dentro le  loro dimensioni poca o molta materia: al pari di tutti gli altri accidenti esse derivano dai  principii della sostanza. Perciò, come sparendo la sostanza vengono conservati per virtù  divina gli altri accidenti, così sparendo la materia si conservano per virtù divina le qualità  derivanti dalla materia, cioè la rarefazione e la densità»[395]. 

– L’Eucaristia ci unisce a Dio: «Questo sacramento ha di suo la virtù di conferire la  grazia: cosicché nessuno prima di aver ricevuto questo sacramento possiede la grazia, se  non dipendentemente da un qualche desiderio di esso, o personale, come nel caso degli  adulti, o della Chiesa, come nel caso dei bambini, secondo quello che si è già detto. Si deve  quindi all’efficacia della virtù di questo sacramento che con il solo suo desiderio uno possa  conseguire la grazia che lo vivifica spiritualmente. Ne segue perciò che, quando si riceve  realmente il sacramento stesso, la grazia aumenti e la vita soprannaturale raggiunga la sua  perfezione. Diversamente però da quanto avviene nel sacramento della cresima, in cui la  grazia aumenta e si perfeziona per consentirci di resistere contro gli assalti esterni dei  nemici di Cristo. Nell’Eucaristia invece aumenta la grazia e si perfeziona la vita spirituale  in modo che l’uomo sia perfetto in se stesso mediante l’unione con Dio»[396].

«Questo sacramento conferisce spiritualmente la grazia assieme alla virtù della  carità. Per cui il Damasceno paragona questo sacramento al carbone acceso visto da Isaia:  “Come il carbone non è legno soltanto, ma legno unito al fuoco, così anche il pane della  comunione non è pane soltanto, ma pane unito alla divinità”. Ora, come osserva S. Gregorio,  “l’amore di Dio non rimane ozioso, opera bensì grandi cose, se c’è”. Perciò con questo  sacramento, per quanto dipende dalla sua efficacia, l’abito della grazia e delle virtù non  viene soltanto conferito, ma anche posto in attività, conforme alle parole di S. Paolo: “La  carità di Cristo ci sospinge” [2Cor 5,14]. Ecco perché in forza di questo sacramento l’anima  spiritualmente si ristora, in quanto rimane deliziata e quasi inebriata dalla dolcezza della  bontà divina, secondo l’espressione dei Cantici: “Mangiate, amici; bevete, inebriatevi,  carissimi” [Cnt 5,1]»[397].

La Messa si offre a Dio: «in quanto rappresenta la passione di Cristo, nella quale  egli, secondo l’espressione di S. Paolo, “offrì se stesso come vittima a Dio” [Ef 5,2], ha  natura di sacrificio»[398]. 

La potenza dell’Agente principale opera attraverso le altre potenze partecipate e usate  da Lui: «La virtù sacramentale risiede in più elementi e non in uno soltanto: la virtù del  Battesimo, p. es., sta nelle parole e nell’acqua. Perciò anche la virtù di consacrare non  risiede soltanto nelle parole, ma anche nel potere conferito al sacerdote nella sua  consacrazione o ordinazione, quando gli vien detto dal vescovo: “Ricevi il potere di offrire  nella Chiesa il sacrificio tanto per i vivi quanto per i morti”. Infatti la virtù strumentale  risiede nei molteplici strumenti per mezzo dei quali agisce l’agente principale»[399]. 

I fedeli cristiani laici, a motivo del Battesimo, sono resi capaci di offrire sacrifici  spirituali a Dio: «Un laico giusto è unito a Cristo spiritualmente per mezzo della fede e  della carità, ma non per mezzo del potere sacramentale [del Ordine Sacro]. Possiede perciò  il sacerdozio spirituale per offrire le ostie spirituali di cui parla il Salmista: “È sacrificio  dinanzi a Dio un cuore contrito” [50,19]; e anche S. Paolo: “Offrite i vostri corpi come  ostia vivente” [Rm 12,1]. Ecco perché S. Pietro attribuisce a tutti “un sacerdozio santo per  offrire vittime spirituali” [1Pt 2,5]»[400]. 

Ai sacerdoti ministeriali spetta il consacrare e l’offrire: «La distribuzione del Corpo  del Signore appartiene al sacerdote... perché, come si è detto, egli consacra nella persona di Cristo. Ora, Cristo, come consacrò da sé il proprio Corpo, così da sé lo distribuì agli  altri. Quindi come al sacerdote appartiene la consacrazione del Corpo di Cristo, così  appartiene a lui distribuirlo… [e] perché il sacerdote è costituito intermediario tra Dio e il  popolo. Perciò come spetta a lui offrire a Dio i doni del popolo, così tocca a lui dare al  popolo i doni santi di Dio»[401].

Il cattivo sacerdote ha il potere di consacrare, ma non deve accostarsi all’altare: «Il  sacerdote, come abbiamo visto sopra, consacra questo sacramento non per virtù propria,  ma quale ministro di Cristo. Ora, uno non cessa di essere ministro di Cristo per il fatto che  è cattivo; perché il Signore possiede ministri o servi buoni e cattivi. Nel Vangelo infatti il  Signore si domanda “qual è mai quel servo fedele e prudente, ecc.?”; e poi aggiunge: “Se  quel servo cattivo dice dentro di sé, ecc.” [Mt 24,45.48]. E l’Apostolo scrive: “Ci  considerino come ministri di Cristo” [1Cor 4,1]; e tuttavia dice più sotto: “Non ho  coscienza di alcun mancamento, ma non per questo mi sento giustificato” [4,5]. Egli  dunque era certo di essere ministro di Cristo, sebbene non fosse certo di essere giusto. Uno  può dunque essere ministro di Cristo senza essere giusto. E ciò mette in risalto l’eccellenza  di Cristo, perché a lui come a vero Dio servono non solo le cose buone, ma anche quelle  cattive, che la sua Provvidenza indirizza alla propria gloria. È chiaro dunque che i  sacerdoti, anche se non sono buoni ma peccatori, sono in grado di consacrare  l’Eucaristia»[402].

Nella questione 83 San Tommaso utilizza circa 40 volte la parola «Dio» e le sue variazioni, ma credo che possa bastare quello che abbiamo detto.

Padre Carlos Miguel Buela

LA FINE DI OGNI SCANDALO È LA MORTE

 


          Oggi qui ad Aparecida, figlio mio, voglio liberamente che tu scriva le mie parole affinché arrivino nelle mani dei sacerdoti e dei vescovi, che la mia via viene deviata dalla mancanza di controllo nelle loro diocesi, dove non dovrebbe essere così. Le pecore si stanno snaturando con comportamenti sbagliati; non prestano più tanta attenzione ai luoghi sacri; arrivano ed entrano senza essere preparate. Sono figli e figlie che si lasciano condurre, secondo quanto è già stato scritto: "Non saprete cosa chiedere; ma dopo avermi conosciuto, non dovete tornare indietro". Le vostre abitudini non le avete buttate via, siete rimasti nello stesso. Io, Gesù, vi ho detto che molti hanno voluto passare attraverso questa Porta e non ci sono riusciti. Mi hai onorato fino a un momento, poi sei tornato a leccarti nella stessa sporcizia. Non sapete che il vostro corpo è il tempio di Dio e che non vi accetterei mai con un abito del genere? Donna: Ricorda che non verrai mai a Me se il tuo corpo è scoperto. Uomo: non mettermi in imbarazzo con il tuo corpo peloso davanti a tuo padre e a tua madre, tanto meno davanti al mio. La fine di tutti gli scandali è la morte, questa morte di cui vi parlo è eterna, non ci sarà più ritorno.

          Figlio mio Benedetto, non è il discepolo più grande del capo, ma il capo, superiore a tutti (Lc 6,40). Il mio Corpo Santo si trasforma nel pane sull'altare. Il significato di questo mistero è solo mio. L'uomo non può vedere nulla, eppure, non potendo vedere, mi tocca come se fossi un pane qualunque. Per questo motivo ho lasciato solo i sacerdoti, i vescovi, i cardinali e il Papa a consacrare il mio Corpo; un altro non può toccarlo. È un mistero della Divinità, che ha lasciato solo i discepoli scelti; sono loro che hanno il permesso di toccarmi, gli altri sono invitati a partecipare a questa Santa Cena, ma non a toccarla. Mentre si fa la distribuzione, è solo l'arciprete che serve a tavola, ma se un ospite è vestito male, deve essere portato fuori, perché tutto quello che ho detto deve essere rispettato. In Matteo, capitolo 22, chiarisce ciò che ho detto nella Grande Cena. Oggi la Mia Casa Mi porta molta tristezza, perché vedo un popolo fuorviato, che non sa cosa sia giusto o sbagliato. Sono come bambini senza genitori, che fanno quello che gli passa per la testa. Questo non è il mio Regno, perché chi non fa la mia volontà non può essere mio ospite. Nel momento in cui viene distribuita l'Ostia Santa, i miei figli non devono toccarla, se non con la lingua, affinché Io, Gesù, possa entrare nel vostro cuore. Guardate bene! Quando siete venuti nella Mia Casa, le vostre mani hanno attraversato molte cose impure, soprattutto il denaro, per il quale molte vite sono state uccise, per il quale le donne vendono i loro corpi, per il quale sono stato venduto da Giuda, e dopo, vengo ricevuto con la stessa moneta che mi ha ucciso. Quindi, amati figli, fate questo atto d'amore per il mio Corpo Santo: non toccatemi se le vostre mani non sono state pulite. Ricordate che io sono Luce, ma se vi gettate dentro qualche impurità, a poco a poco si spegnerà. Io, Gesù, non volevo che mi riceveste così. La mia pace sarà con voi, ma non toccatemi prima di aver riconosciuto che Io sono il Santo dei Santi, perché la mia Divinità è superiore a tutto. Sono come una pietra purissima e vera, l'Unica, e solo chi è mio servitore può toccarla.

          Chi viene a Me e si umilia, in lui esalterò ciò che ho promesso. Dirò ciò che ho promesso: "Vieni, o benedetto del Padre mio, perché ho trovato nel tuo cuore la grandezza del mio Spirito" (Mt 25,34).

          Sarebbe bello, figlio mio Benedetto, se tutti coloro che ti ascoltano dicessero: "Sì, Signore, d'ora in poi farò la tua volontà e non dubiterò più".

          Grazie, figlioli, a tutti coloro che mi dedicano tutta la loro attenzione. La mia pace sia con tutti voi. 

GESU'

27/03/1995


FINE DEI TEMPI - Coronavirus e vaccino - Vi ho avvertito che questa malattia attuale muterà e voi, figli miei, dovete prendere precauzioni.

 


Coronavirus e vaccino


Vi ho avvertito che questa malattia attuale muterà e voi, figli miei, dovete prendere precauzioni.


(…) Quanti del mio popolo hanno già apostatato nella Fede! Disprezzare il decalogo, accettare ciò che va contro la legge divina, essere esecutori dell'immoralità, vivere nell'ateismo, servire ideologie e sette che vanno contro la mia divinità, servire Satana senza paura, essere parte dei precursori dell'anticristo .

Popolo mio, affronterete un'apostasia più grande di quella che vi ho accennato: questa è la grande apostasia della Mia Chiesa, nella quale adorerete l'anticristo come il messia e questa sarà la grande sofferenza dei Miei figli. Vi invito a pregare di fronte alla confusione in cui vivete.

Vi ho avvertito che questa malattia attuale muterà e voi, figli miei, dovete prendere precauzioni in questo momento in cui coloro che compiono le disgrazie del mio popolo, mostrano il loro potere sull'umanità. (…)

Luz de María il 3 maggio 2020.


Come pregare per le anime più abbandonate del Purgatorio [Perché è importante farlo?]

 


Contiene la preghiera per pregare per le anime più abbandonate del Purgatorio.

Man mano che il mondo si scristianizza, aumenta il numero di anime dimenticate e abbandonate nel Purgatorio, per le quali nessuno offre suffragi per liberarle in Cielo.

Oggi ci sono sempre più persone per le quali nessuno prega dopo la loro morte.

Ecco perché non dobbiamo dimenticare di pregare per le anime di tutti i nostri parenti, amici e conoscenti defunti.

Ma anche pregare per le anime più abbandonate del Purgatorio, per le quali nessuno ha mai pregato.

Dal momento che hanno bisogno di uscire da lì il prima possibile, perché il loro Purgatorio è più difficile.

E a loro volta ti saranno più grati di chiunque altro a cui hai fatto qualche favore, perché ti devono di più.

Qui parleremo di come vivono le anime più dimenticate in Purgatorio, quali suffragi dobbiamo fare per alleviarle e affinché siano presto inviate in Cielo, e vi insegneremo una preghiera alla Beata Vergine per questo.

Sant'Antonino da Firenze racconta che un religioso che soffriva da tempo di una dolorosa malattia, si lasciò vincere dallo scoraggiamento e pregò Dio di lasciarlo morire, di essere liberato dai suoi mali.

Ma non pensava che il prolungamento della sua malattia fosse una Misericordia di Dio, che voleva risparmiargli sofferenze più gravi in Purgatorio.

In risposta alla sua preghiera, Dio ordinò al suo angelo custode di offrirgli la scelta di morire immediatamente e sottomettersi a tre giorni di Purgatorio, o di sopportare invece la sua malattia per un altro anno e andare dritto in Paradiso.

Il malato scelse i tre giorni del Purgatorio e fu così che morì immediatamente e andò dritto in Purgatorio.

Dopo un'ora in Purgatorio, il suo angelo venne a fargli visita e quando il povero sofferente lo vide, si lamentò dicendo "mi hai promesso che sarei rimasto lì solo per tre giorni".

l'angelo gli chiese: "Da quanto tempo pensi di soffrire?"

"Almeno diversi anni", rispose, "non ho dovuto soffrire solo tre giorni?"

E l'angelo rispose "dovresti sapere che sei qui solo da un'ora, la durezza del dolore ti inganna sul tempo, un istante ti sembra un giorno, e un'ora come se fossero anni".

E padre Rossignoli riferisce qualcosa di simile per riaffermarlo.

C'erano due religiosi di virtù, che conducevano la vita più santa possibile, uno di loro si ammalò ed ebbe la visione che sarebbe morto presto, e che sarebbe stato in Purgatorio solo fino alla prima Messa da lui celebrata.

Poi, pieno di gioia, si affrettò a dirlo all'amico, e lo pregò di non indugiare dopo la sua morte, nel celebrare la Messa che gli avrebbe aperto le porte del Cielo.

Morì la mattina dopo e il suo santo compagno, non perdendo tempo, andò ad offrire il Santo Sacrificio per lui.

E dopo la Messa, mentre rendeva grazie e continuava a pregare per il defunto, gli appariva raggiante di gloria; Ma con un tono di amichevole lamentela gli chiese: "Perché hai ritardato così tardi nel celebrare l'unica Messa di cui avevo bisogno, mi hai lasciato soffrire più di un anno prima di offrire la Messa per me".

E il religioso rispose: "La verità, fratello, ho cominciato a offrire il Santo Sacrificio subito dopo la tua morte: non è passato nemmeno un quarto d'ora"..

Questo non solo parla del privilegio di trascorrere il purgatorio sulla Terra, abbiamo fatto un video su questo https://youtu.be/CcYZldMMu8A, ma ci fa anche chiedere cosa succede alle anime che vengono in Purgatorio e nessuno si ricorda di loro per chiedere messe, fare sacrifici e pregare per loro.

Stiamo parlando delle anime più abbandonate del Purgatorio, che non hanno nessuno che offra Messe in loro nome, che preghi per loro, che offra sacrifici per loro, che digiuni per loro, che offra per loro opere di carità.

Le ragioni del loro abbandono possono essere che coloro che li amano hanno dato per scontato che fossero già in cielo e hanno smesso di pregare per loro o di offrire Messe per loro.

Possono essere anime che, mentre erano sulla terra, non hanno fatto amicizia o famiglia.

Queste anime avrebbero potuto morire in atti di genocidio di massa o in una catastrofe naturale.

Oppure essere uno dei tanti mendicanti che vivono nelle grandi città, che passano scomparsi per quasi tutti.

Il vostro tempo sulla Terra potrebbe anche non essere riconosciuto da un segno su una tomba.

Oppure possono essere anime cattoliche devote la cui famiglia non lo è, e quindi non ci sarà nessuno che pensi di pregare per loro, perché i loro cari non credono in quelle che chiamano superstizioni.

Forse sono protestanti che non credono nel Purgatorio.

Queste persone devote che non hanno nessuno che preghi per loro mentre sono vivi o morti, sono uno dei grandi drammi del nostro tempo, perché l'Occidente si è scristianizzato vertiginosamente negli ultimi decenni.

E le nuove generazioni hanno smesso di credere in Dio, o peggio, credendo che esista, lo considerano un nemico che limita la possibilità che siano felici sulla Terra.

E così non possono aspettare che i loro figli e parenti preghino per la loro rapida liberazione dal Purgatorio.

Per non parlare di ciò che accade a coloro che hanno trovato la fede per convinzione personale e sono circondati da familiari e amici non credenti.

questo è ulteriormente aggravato se erano anime che erano molto vicine alla condanna e ora sono ai livelli più bassi del Purgatorio, dove le preghiere arrivano meno e sono necessari più suffragi per accelerare la loro ascesa ai livelli più alti.

Queste anime abbandonate sanno che l'intercessione di coloro che sono sulla Terra accorcerà il loro tempo in Purgatorio e diminuirà i loro dolori.

E che quando saranno purificati saranno con Dio in Cielo.

Ma sanno che il loro tempo di purgazione sarà lungo e le loro sofferenze più intense, perché non hanno nessuno che preghi per loro.

Le anime del Purgatorio non possono fare nulla per se stesse se non pregare per i loro benefattori sulla Terra mentre sono in Purgatorio, e farlo ancora più efficacemente quando sono inviate in Cielo.

Tali anime non smetteranno di pregare per i loro benefattori ogni volta che li vedranno in qualche bisogno o pericolo.

In tempi di sfortuna, malattia o incidenti di ogni genere, saranno i vostri protettori.

Li aiuteranno potentemente a superare le tentazioni, a praticare le buone opere, a morire cristiani e a sfuggire ai dolori del Purgatorio.

E a questo proposito padre Rossignoli racconta che un padre francescano si trovava nella cappella di San Filippo Neri, quando il santo gli apparve circondato dalla gloria, nel bel mezzo di una brillante processione.

E osò chiedergli che cosa fosse questa corte di persone benedette intorno a lui.

E il Santo rispose che erano le anime di coloro ai quali era stato utile durante la sua vita terrena, e li aveva aiutati a liberarsi dal Purgatorio.

Gli erano venuti incontro al momento di lasciare questo mondo, per introdurlo a sua volta in Cielo.

Perché ha detto che i primi favori che le anime beate del Purgatorio chiedono alla Divina Misericordia sono per coloro che hanno aperto loro la porta del Paradiso. 

Queste anime non smetteranno di pregare per i loro benefattori, ogni volta che li vedranno in qualche bisogno o pericolo.

suor Erminia Brunetti, che era solita chiedere favori alle anime più abbandonate del Purgatorio, un giorno cominciò a recitare una novena all'anima più abbandonata del Purgatorio, per un parente che non riusciva a trovare lavoro.

E una mattina quando si svegliò chiese all'anima di fargli sapere quanti giorni della novena aveva ancora da pregare.

E non appena ha fatto la domanda ha sentito quattro fermi bussare alla porta.

Poi, sempre con il pensiero, chiese se quei colpi fossero la risposta alla sua domanda.

Sentì il chiavistello rompersi e la vecchia porta aprirsi e vide una giovane donna dall'aspetto molto sofferente avanzare che disse di sì.

Suor Erminia cercò di interrogarla con i suoi pensieri e lei gli disse che era morta dopo una festa da ballo.

La madre, non essendo credente, non aveva nemmeno celebrato una messa per lei. Nessuno aveva mai pregato per lei, suor Erminia era stata la prima a farlo.

Ed era così grata che il parente di Erminia avesse presto trovato un lavoro.

E cosa possiamo fare allora per le anime più abbandonate del Purgatorio?

La preghiera più efficace per tutte le anime è la Messa.

Fate offrire Messe nella vostra parrocchia per i vostri cari che sono morti e per le anime più dimenticate del Purgatorio.

La gioia del Purgatorio sarà inimmaginabile!

Le anime intercederanno per voi. Chiederanno a Dio di benedirti abbondantemente.

Pregheranno per la tua anima e per la salvezza delle anime dei tuoi amici e familiari. Non ti dimenticheranno!

E recitate questa preghiera per loro chiedendo l'intercessione della Beata Vergine,

"O Maria, abbi pietà delle Anime che attendono la purificazione dei loro peccati in Purgatorio e non hanno nessuno sulla Terra che pensi e preghi per loro.

O buona Madre di Gesù e Madre nostra, ispira in molti cristiani caritatevoli il pensiero di pregare per loro, e cerca nel tuo Cuore materno le vie per soccorrerli.

O Madre del perpetuo soccorso, abbi pietà delle anime più abbandonate del Purgatorio.

Gesù misericordioso, concedi loro il riposo eterno. Amen".

Fin qui quello che volevamo parlare del fenomeno delle anime abbandonate del Purgatorio, un fenomeno oggi in forte crescita, e di come dovremmo aiutarle.

Forum della Vergine Maria.

OFFERTA della GIORNATA per le ANIME del PURGATORIO

 


Mio Dio eterno ed amabile, prostrato in adorazione della tua immensa Maestà, umilmente ti offro i pensieri, le parole, le opere, le sofferenze che ho patito e quelle che patirò in questo giorno.  

   Mi propongo di compiere ogni cosa per tuo amore, per la tua gloria, per adempiere alla tua divina Volontà, così da suffragare le anime sante del Purgatorio e supplicare la grazia di una vera conversione di tutti i peccatori.  Intendo operare ogni cosa in unione alle purissime intenzioni che nella loro vita ebbero Gesù, Maria, tutti i Santi del Cielo e i giusti che sono sulla terra.  

Ricevi, mio Dio, questo mio cuore, e dammi la tua santa benedizione insieme alla grazia di non commettere peccati mortali durante la vita, e di unirmi spiritualmente alle Sante Messe che oggi si celebrano nel mondo, applicandole in suffragio delle Anime sante del Purgatorio affinché siano purificate e liberate dalle sofferenze, e per ottenere loro sollievo e pace.

Preparatevi nell'amore e nell'obbedienza, accettando tutto ciò che Nostro Signore e Dio vi chiede di fare in questi tempi di grande lotta.

 


Rosario - Messaggio UNICO.


Messaggio della Beata Vergine Maria a J. V.


11 ottobre 2022

Parla la Beata Vergine Maria.

Figlioli, voi siete l'esercito che combatterà contro le forze di satana, siete il Mio Calice, siete destinati fin dall'inizio e di voi si parla nella Genesi. Sì, Miei piccoli, siete molto importanti per Nostro Signore e Dio.

Il Mio Calice, i Miei piccoli, i Miei eletti, per intraprendere la grande lotta contro il serpente; il serpente che ha causato la cacciata dei vostri Primi Genitori dall'Eden.

Un momento molto doloroso, prima di tutto, per il Nostro Dio, che li amava tanto in quello stato di Purezza e Santità. È molto doloroso per i vostri Primi Genitori essere stati esiliati per essersi allontanati, per un momento, dall'amore e dall'obbedienza a Nostro Padre, Nostro Signore, Nostro Creatore.

E così accade, Miei piccoli. Nel corso della storia, satana, il serpente antico, continua a cercare di impedire ai discendenti di Adamo ed Eva di tornare nel Regno dei Cieli, ha perso questa occasione e anche voi, che fate parte di questi discendenti, dovete stare molto attenti e, voglio sottolineare che i vostri primi genitori erano in un grado di santità molto alto e quindi sono caduti, nonostante questo.

Certamente, voi non siete in quel grado di santità e se abbandonate la preghiera per un momento e vi lasciate ingannare da satana, potete perdere ciò che loro hanno perso, il Regno dei Cieli. Certamente, più tardi, nel Giudizio, torneranno, perché con la loro azione malvagia, essendosi messi contro i disegni del nostro Dio e Creatore, molti, molti dei loro discendenti sono stati condannati.

Vi dico, piccoli Miei, e voglio sottolinearlo, che non dovete mai rinunciare alla preghiera, che è ciò che vi protegge continuamente. Il Santo Rosario è uno scudo contro le forze di satana, perché quando pregate il Santo Rosario, Io sono con voi e satana non può sopportarmi, non vuole nemmeno sentire il Mio Santo Nome, quindi, stando con Me, Miei piccoli, vi assicurate la vostra protezione e il vostro ingresso nel Regno dei Cieli.

Questi sono i Miei Tempi, vi è già stato detto, sono i Tempi della Grande Battaglia, dove Io, che sarò il Capitano, insieme a San Michele Arcangelo, sconfiggerò satana e le schiere angeliche che si oppongono alla Grazia e al Servizio al Nostro Dio e Creatore.

Satana userà tutte le sue armi, i suoi inganni in questo momento; è molto sottile e solo stando in preghiera, vivendo nei Sacramenti, stando uniti cuore a cuore con Noi, sarete in grado di scorgere facilmente quando satana vi sta ingannando. È molto vendicativo, perché non può più tornare nel Regno dei Cieli, mentre voi potete, Miei piccoli.

Vi proteggerò, perché siete il mio calice, perché non vi siete allontanati da me, perché mi amate e perché vi ho portato ad amare colui che vi ha dato tutto, che è il nostro Dio, nella sua Santissima Trinità.

Quindi, Miei piccoli, preparatevi nell'amore e nell'obbedienza, accettando tutto ciò che il Nostro Dio e Signore vi chiede di fare in questi tempi di grande lotta, i vostri Primi Genitori decisero di non obbedire al Nostro Dio e Creatore, cosa che fu anche la rovina di satana, non volendo più obbedire a Colui che lo aveva creato.

In nessun momento, Miei piccoli, non esitate nemmeno a non voler obbedire al vostro Dio e Creatore, al vostro Dio Redentore, al vostro Dio Guida e Santità in voi. Rimanete fedeli ai suoi disegni, alle sue parole, ai suoi desideri e conservate sempre il suo amore nel vostro cuore.

Satana non può sopportare l'Amore, quindi riempitevi di quell'Amore che Satana ha perso per primo e che i vostri Primi Genitori non hanno saputo conservare in loro. Voi siete i loro discendenti, riparate i danni dei vostri Primi Genitori, affinché siano pienamente perdonati e possano godere del Paradiso in eterno.

Grazie, Miei piccoli.


Sul perché l'apparizione di Cristo nel giorno del giudizio finale sarà terribile, e sull'efferatezza del peccato mortale.

 


Il lettore potrebbe essere incline a chiedersi il motivo per cui Cristo, lo stesso Cristo che ha vissuto tra noi sulla terra in tutta dolcezza e mitezza, debba assumere un aspetto così terribile quando viene a essere il nostro Giudice? Ci sono molte ragioni per cui Cristo, in questa veste, dovrebbe giudicare gli uomini con una severità così terribile. La principale è che Egli è stato più gravemente oltraggiato dai peccati degli uomini. I teologi affermano che ogni peccato mortale è di per sé un male infinito, un affronto infinito alla maestà divina. È un'offesa di tale portata che né la lingua degli angeli né quella degli uomini è in grado di descriverla. Si comprenderà, quindi, che poiché in ogni peccato mortale c'è una malizia così profonda, essa deve ferire profondamente il Cuore divino di Gesù e provocare la sua giusta ira contro l'individuo che si è macchiato di quel peccato. Affinché sia più evidente quanto sia giusta l'ira di Dio, quando viene suscitata dal peccato mortale, sarà bene spiegare più chiaramente quanto sia grande l'insulto offerto a Dio dal peccato volontario. Immaginiamo che da una parte ci siano le tre persone divine della Santissima Trinità, con i loro infiniti tesori di grazia e di gloria, e dall'altra lo spirito del male con tutti i castighi e i tormenti dell'inferno; e che in mezzo a queste due persone ci sia un uomo che discute tra sé e sé se rendere onore a Dio facendo la sua volontà o se agire in violazione della sua volontà, facendo così gioire il diavolo. Se l'uomo commette il peccato, agisce nei confronti di Dio e Dio considera la sua azione esattamente come se avesse pronunciato queste parole blasfeme o altre della stessa natura: "Credo davvero, o Dio, di essere stato creato dalla Tua onnipotenza, redento dalla Tua misericordia, reso figlio prediletto dalla Tua bontà, so che mi hai promesso la vita eterna, tutta la più dolce beatitudine del cielo. Sono anche ben consapevole che questo maledetto Satana, il Tuo grande nemico e il mio, è pronto a spogliarmi di tutto ciò che è buono e a gettarmi nella perdizione eterna. Eppure, poiché Satana mi tenta ora, perché mi suggerisce un pensiero di non castità, un desiderio di vendetta, un moto di invidia, scelgo piuttosto di cedere a questo impulso e di rendermi così meritevole di un castigo eterno, piuttosto che resistere e respingere la cattiva suggestione e meritare così il paradiso nell'aldilà e le grazie spirituali ora. Pertanto, deliberatamente e di mia spontanea volontà, mi allontano da Te, o Dio; seguo per scelta questo odioso demone, al quale obbedisco a preferenza di Te". Benché Tu sia il mio Dio e il mio Signore, benché Tu ci abbia proibito di trasgredire la Tua legge, benché il peccato sia un'offesa infinita contro di Te, tuttavia non mi importa, commetterò lo stesso il peccato, non desisterò perché è un oltraggio a Te. Anzi, se potessi fare tutto ciò che con la malizia del mio cuore vorrei fare, ti priverei del tuo capo divino, ti caccerei dal tuo trono e al tuo posto installerei il peccato e lo adorerei come mio dio. Amo il peccato, desidero gioire in esso e trovare in esso la mia unica felicità". Le bestemmie espresse da queste parole sono terribili e non possono essere lette senza un brivido. Eppure ogni uomo che volontariamente e in spregio alla legge di Dio commette un peccato mortale è colpevole di bestemmiare Dio allo stesso modo. Che meraviglia, dunque, che Dio sia così profondamente offeso dal peccato mortale.  Ma non abbiamo ancora mostrato tutta la portata della malizia del peccato, che si spinge ancora più in là: è doppiamente offensivo per Dio, perché il peccatore non solo manifesta disprezzo per Dio Padre, ma mette in pericolo anche il suo amato Figlio, la Seconda Persona della Trinità divina. Con ogni peccato intenzionale sembra dire: "È vero che ti sei fatto uomo per me, mi hai cercato per tre e trent'anni, come una pecora smarrita; hai sopportato la fame e la sete, il caldo e il freddo e ogni sorta di difficoltà per amor mio, mentre Satana non ha fatto nulla di simile per me; al contrario, mi insegue giorno e notte e  cerca di intrappolarmi.

Nonostante questo, preferisco appartenere a lui piuttosto che a Te. Preferisco piacere a lui e addolorare Te". È vero, o mio Redentore, che per amor mio sei stato straziato con flagelli, coronato di spine, fissato con chiodi alla croce e messo a morte tra amari supplizi; eppure per tutto questo non ti rendo grazie. Anzi, benché sappia che con i miei peccati Ti flagello, Ti crocifiggo, Ti metto a morte di nuovo, tuttavia non rinuncio ai miei peccati; calpesterò il Tuo sangue prezioso, adorerò Satana invece di Te; lo farò diventare il mio più caro amico e farò di tutto per dargli piacere". Ancora una volta chiedo: queste affermazioni non sono blasfeme all'estremo? Non mostrano forse la più nera ingratitudine da parte del peccatore nei confronti del suo Salvatore? Difficilmente si può immaginare che un cristiano possa addolorare il suo Redentore in modo così vergognoso. Eppure ce ne sono molte migliaia che, se non con le parole, ma con i fatti, rivolgono un simile linguaggio al loro Salvatore. In terzo luogo, l'audace peccatore oltraggia e sfida lo Spirito Santo di Dio, poiché le sue azioni equivalgono a espressioni come queste: "Tu, o Spirito Santo, hai certamente santificato la mia anima, l'hai purificata nel sangue di Cristo e l'hai abbellita con la Tua grazia. So che la Tua grazia santificante è così preziosa che ogni anima che ne è adornata diventa figlia del Padre celeste, sorella del Figlio divino, sposa dello Spirito Santo, dimora della Santissima Trinità, tempio della sovrana Divinità, erede della felicità eterna, amica degli angeli e dei santi, eppure cosa mi preoccupo di queste eccelse prerogative, cosa mi importa di questa perla inestimabile, di questo gioiello costoso? Via, getterò questa perla, questo gioiello ai cani e ai porci, cioè alle mie cattive passioni. Sacrificherò tutto a loro, servirò il peccato e vivrò nel peccato". Non vedi ora, o lettore, quanto è odioso il peccato, quanto è sconvolgente la natura del peccatore, quanto è infinita l'offesa a Dio, il disprezzo di Dio che è inseparabile dal peccato? Non sei forse convinto che Dio ha ragione di provare una santa indignazione contro il peccato e gli schiavi del peccato, e di condannare il peccatore alla dannazione eterna? E se l'ira di Dio, che è infinito nella santità e nella giustizia, è suscitata a tal punto da un solo peccato mortale, quanto deve essere irritato e offeso Lui, il giusto e santo, dai milioni e milioni di peccati vergognosi e ignobili commessi quotidianamente non solo da ebrei e pagani, ma anche dai cristiani! Tutta questa rabbia, tutto questo senso di dignità oltraggiata per l'insulto offerto, che il peccatore suscita nel Cuore di Dio, viene conservato fino al giorno del Giudizio. Il santo sacrificio della Messa e la potente intercessione dei santi trattengono ancora il braccio divino dall'eseguire la vendetta. Ma quando gli uomini avranno colmato la misura delle loro iniquità, verrà il giorno dell'ira. Nessuno può farsi un'idea di quanto terribile sarà l'esplosione dell'ira di Dio sui peccatori. Nei Salmi leggiamo: "Chi conosce la potenza della Tua ira, e per il Tuo timore può contare la Tua ira?". (Sal. Ixxxix. ii.) Guai, dunque, a noi poveri peccatori!  Allora per la prima volta ci renderemo conto di ciò che abbiamo fatto e di quanto profondamente abbiamo offeso Dio con i nostri gravi peccati. 

L'ira di Dio è così sconfinata che né la Madre di Dio, né tutti gli angeli e i santi hanno alcun potere di ridurla o di frenarla; si rivolgerà con santo zelo e distribuirà a ogni uomo i suoi meriti con rigorosa giustizia. Ascoltate cosa dice il Giudice stesso di questa sua ira, per bocca del profeta Ezechiele: "Ora, figlio dell'uomo, è giunta su di te la fine, e io manderò su di te la mia ira, e ti giudicherò secondo le tue vie, e metterò contro di te tutte le tue abominazioni, e il mio occhio non ti risparmierà, e non avrò pietà di te" (Ezech. vii. 3, 4). Sono parole davvero terribili e la minaccia che contengono è spaventosa. Oh, quanto sarà severo il giudizio a cui Dio, che è stato offeso da trasgressioni così innumerevoli, chiamerà tutta l'umanità. Ahimè per me e per te, se ci troviamo in mezzo alla moltitudine innumerevole di peccatori e Dio non può risparmiarci per giustizia! Cosa dobbiamo fare per non cadere nelle mani del Giudice adirato? Dobbiamo abbandonare la via dell'iniquità e ora, finché siamo in tempo, fare pace con il Giudice che abbiamo offeso. Risvegliamo di tanto in tanto una sincera contrizione per i nostri peccati, usando queste o simili espressioni di dolore: Giudice giustissimo dei vivi e dei morti, riconosco davanti a Te di aver peccato spesso e gravemente. Ho abbandonato il Padre mio che è nei cieli; ho crocifisso Te, il mio Redentore; ho offeso lo Spirito Santo e ho sprecato la sua grazia. L'ho fatto con gli innumerevoli peccati che ho commesso in pensieri, parole e azioni. Con le mie trasgressioni sono incorso nella pena della morte eterna. Ma poiché Tu non vuoi la morte del peccatore, ma piuttosto che faccia penitenza e viva, fammi sperimentare qui l'effetto della Tua giustizia, che è sempre unita alla misericordia. Tutte le prove che mi mandi in questa vita le riceverò con gratitudine dalla tua mano, e bacerò la verga con cui mi castighi con paterna severità, affinché nel giorno del giudizio possa trovare misericordia e tu mi conceda un posto tra i tuoi eletti. Amen.


FINE DEI TEMPI - Coronavirus e vaccino - Le vostre restrizioni sono esagerate perché è un complotto per indebolire i vostri paesi.

 


Coronavirus e vaccino


Le vostre restrizioni sono esagerate perché è un complotto per indebolire i vostri paesi.


Il Deep State vuole conquistare il tuo paese e più a lungo rimarrai senza lavoro, peggiore sarà la tua economia. Le vostre restrizioni sono esagerate perché è un complotto per indebolire i vostri paesi. (…)

John Leary (USA) 21 aprile 2020



Non ci sarà alcun ritorno alla vita normale che hai conosciuto.


Gesù: (…) Quando ti ho detto che sei in una pre-tribolazione, vuol dire che non ci sarà ritorno alla vita normale che hai conosciuto. (…)

 John Leary (USA) lunedì 27 aprile 2020

FINE DEI TEMPI - Coronavirus e vaccino - Ciò che era una volta non sarà mai più (…) Anche se in passato hai conosciuto giorni felici e spensierati, ora sono dietro di te.

 


Coronavirus e vaccino


Ciò che era una volta non sarà mai più (…) Anche se in passato hai conosciuto giorni felici e spensierati, ora sono dietro di te.


Figli miei, dovete sforzarvi di capire che ciò che era una volta non sarà mai più. Il tempo rimanente sulla terra si sta muovendo rapidamente verso la fine di tutte le cose. Tornerai a casa (in Paradiso) prima di quanto pensi e voglio che ti prepari. 

Prepara i tuoi cuori: non aggrapparti alle cose del tuo mondo, ma mira a ciò che è lassù. Rallegrati della tua salvezza come una volta, perché è più vicina che mai.

Presto la terra diventerà un luogo terribile dove regnerà il male. I miei figli saranno disprezzati e uccisi. Anche se in passato hai conosciuto giorni felici e spensierati, ora sono dietro di te.

I dolori del travaglio aumentano quando la donna si muove per partorire. Molto presto mio Figlio tornerà per te e tu devi essere pronto.

Glynda Lomax – Ali della profezia, martedì 5 maggio 2020

“Che peritonite e peritonite! Andrà tutto bene”

 


Ai familiari del dr. Bellantuono: “Che peritonite e peritonite! Andrà tutto bene” 

Il dr. Nicolino Bellantuono nel luglio del 1949 doveva sostenere un esame di medicina e  pregò Maria Ciaccia, una figlia spirituale che stava andando a trovare Padre Pio, di chiedere  una preghiera particolare. Lei al termine della confessione parlò a Padre Pio del dr. Bellantuono. Padre Pio rispose: “Andrà bene, andrà bene!” Ma subito dopo, con lo sguardo  lontano, fisso nel vuoto, gridò: “Povero figlio, povero figlio.” Maria rimase sorpresa, ma non  chiese spiegazioni, pensando che forse Padre Pio si riferiva ad altra persona. L’esame andò  bene, ma pochi giorni dopo Nicolino cominciò a sentirsi male, con forti dolori in sede  epigastrica con irradiazione a tutto l’addome.   

Il giorno dopo il suo papà, che era medico, fece un consulto con altri medici. Tutti furono  concordi nella diagnosi: peritonite acuta. Tutti dissero che non c’era niente da fare. I familiari corsero da Padre Pio e gli dissero: “Nicolino sta morendo. I medici hanno detto  che ha la peritonite e non c’è niente da fare.” Il Padre stette alquanto in silenzio, poi disse:  “Che peritonite e peritonite! Andrà tutto bene.” I familiari tornarono a casa rinfrancati. Da  quel momento andò migliorando: diminuì il vomito e il dolore. Dopo una ventina di giorni  si alzò. 45 

Giuseppe Caccioppoli 

CHI CAMMINA CON ME È UNA LUCE CHE NON SI SPEGNERÀ MAI

 


          Ti do la mia benedizione; il mio amore è con te; il mio affetto avrai. Sono il Padre, sono il Figlio e sono il vostro Salvatore. Ovunque andiate, la mia pace vi accompagna. Quello che dici lo dico per te; la tua bocca racconterà solo le delizie del mio amore. È su di voi come il vento che passa sulla vostra testa e batte sul vostro corpo, perché il mio Spirito è di luce e di una grandezza che accompagna solo coloro che mi servono. Per questo ho creato un corpo santo per servirmi.

          Caro figlio Benedetto, sei giustificato nel dare il buon esempio a coloro che vogliono seguirti e non cadere in trappola, perché il tuo cammino è il Mio, la tua volontà di cercarmi è costante. La mia Luce rimane in te, figlio, e nel tuo cuore le mie Parole sono sempre complete, cioè piene. Sei stato e sei il Messaggero, e darai ancora molte prove della mia esistenza. Voglio che il mondo mi conosca meglio attraverso i vostri scritti. Un padre può fidarsi di suo figlio solo quando è obbediente, per questo ho scelto te, perché fai quello che Gesù ti dice di fare.

          Il Mio Amore, Mio figlio, in questi ultimi tempi, è stato molto dimenticato nel cuore degli uomini. Mi hanno lasciato da parte per l'avidità del denaro, il piacere della carne e le notti di tentazione. Sui giornali, alla radio e alla televisione, usano un linguaggio che mi mette in imbarazzo. Con questo vogliono eliminarmi dalla faccia della terra. È il diavolo a formare le menti di queste persone che non si preoccupano più della morale. Tutto ciò che non è buono lo dicono e tutto ciò che è buono lo nascondono. Ma questa è una punizione.

          La stupidità di questi intellettuali è cresciuta molto rapidamente. Hanno fatto una filosofia che è solo alla faccia loro. L'asino, quando non è buono, è un imballatore e non va da nessuna parte. Così come coloro che dicono di sapere tutto, ma per Me non sanno nulla. La loro intelligenza è servita solo come ostacolo sulla Terra. Sono come ragni velenosi, fanno la loro tela e uccidono tutto ciò che vi cade. Queste pietre non vanno bene nemmeno per chiudere i buchi perché sono contaminate da un tipo di ruggine che si diffonde.

          Oggi, figlio mio, nessuno sfugge al tradimento. È un banco di piranha pronto ad attaccare. Basta dar loro una possibilità e colpiscono. Ma la Mia rete è pronta per essere gettata. Qualsiasi cosa vi cada dentro, solo il bene sarà raccolto, perché il resto sarà gettato via (Mt 13,47-49). Voglio fare una pulizia che non è mai stata fatta. In questo modo non mi disturberanno mai più. Il diavolo, causa di tante disgrazie, sa già dove sta andando con i suoi soldati. Il suo posto non può più essere aperto, sarà chiuso per l'eternità.

          Figlio mio Benedetto, chi cammina con Me è una luce che non si spegnerà mai; è come una stella nel cielo. I miei figli avranno un segno sul corpo per non essere confusi con coloro che non mi appartengono più. La scelta è già stata fatta. Perché questo è il vostro lavoro. Chi ti ascolta è già Mio, e chi non ti ascolta è perché non vede più il Mio cammino. Cadranno. Anche altri, che lavorano per Me, stanno facendo la stessa cosa che state facendo voi.

          Grazie, caro figlio, ancora una volta per avermi sempre ascoltato. Andate in pace nella vostra passeggiata con i vostri cari. 

GESU'

25/03/1995