domenica 1 febbraio 2026

QUANDO GESÙ VIDE MOSÈ ED ELIA! (STORIE BIBLICHE SPIEGATE)


 

PREGHIERA DELLA FAMIGLIA

 


O santa famiglia di Nazareth, insegnaci il raccoglimento, l'interiorità, dacci la disposizione ad ascoltare le buone ispirazioni e le parole dei veri maestri: insegnaci la necessità del lavoro di preparazione, dello studio, della vita interiore personale, della preghiera che Dio solo vede nel segreto: insegnaci che cos'è la famiglia, la sua comunione d'amore, la sua austera e semplice bellezza, il suo carattere sacro ed inviolabile.

PAPA  PAOLO V I


COS’ALTRO VI ASPETTATE DI VEDERE?

 


MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
A LUZ DE MARIA

29 GENNAIO 2026


Figli Miei:


IO VI TENGO IN OGNI PARTICELLA DELLA MIA CROCE DI GLORIA E MAESTÀ.


Voi siete i Miei figli, Io vengo a chiamarvi perché vi rendiate conto della forza con la quale gli elementi della natura stanno agendo sulla terra in questo momento.


Non giustificate quello che non si può spiegare, la natura ha causato gravissime tragedie in diversi luoghi della terra.
In questo momento i disastri (1) sono più frequenti e più gravi, ma nonostante ciò voi non tornate a Me, figli disobbedienti.


Avete a portata di mano predizioni che arrivano da ogni parte, alcune non vengono dalla Mia Casa, altre sì, pertanto dovete chiedere al Mio Santo Spirito di poter discernere prontamente, prima che veniate confusi e cadiate nelle grinfie del demonio.


IO VI PREPARO, AFFINCHÈ POSSIATE AFFRONTARE QUELLO CHE STA PER SOPRAGGIUNGERE, NON PERCHÈ VIVIATE NELLA PAURA E NELL’INCERTEZZA, MA PERCHÈ VENIATE A ME E VI SALVIATE L’ANIMA.


I terremoti continueranno (2), le acque raderanno al suolo le città, i vulcani si attiveranno, causando grande distruzione, il freddo raggiungerà i paesi tropicali, mentre ad altre latitudini il caldo supererà i limiti, fiumi e mari diventeranno rossi come il sangue.
Dallo spazio cadranno sulla terra frammenti di rocce o di metallo provenienti dallo spazio, che fanno parte di quello che si muove nello spazio, causandovi paura.


Amati figli Miei:


CERCATE PRONTAMENTE MIA MADRE, AMATELA, LASCIATE CHE SIA LA VOSTRA INTERCEDITRICE, AFFINCHÈ POSSIATE INCAMMINARVI RAPIDAMENTE VERSO DI ME.


Amati figli Miei, mantenetevi in allerta spirituale!


In tutti i paesi sono aumentati gli incidenti; in questo momento il demonio sta insidiando i Miei figli e sta favorendo le tragedie per rubare l’anima di coloro che non si sono avvicinati a Me prontamente e prima che vi riconciliate con la mia Casa, vi mette in situazioni difficili per interferire sulla dipartita dei Miei figli, cosicché vi perdiate.


Le Mie legioni Angeliche vi avvertono affinché voi prendiate l’iniziativa di essere obbedienti alle Richieste della Mia Casa e la spiritualità per coloro che vi si immergono, diventa un modello di virtù.


Non perdete tempo, accogliete i Miei Appelli e venite a Me.


COS’ALTRO VI ASPETTATE DI VEDERE?


Figli Miei, non potete aspettarvi la conversione, in quanto è una decisione personale e non potete aspettare le tenebre perché per paura allora Mi cerchiate.


Pregate figli Miei, pregate, la malattia (4) sta cavalcando a passo sicuro e si diffonderà in fretta sulla terra.
Utilizzate già adesso l’Olio del buon Samaritano e tenete a portate di mano la calendula; è urgente che abbiate questi rimedi che la Mia Casa vi ha fornito. (5)


Pregate figli Miei, pregate, l’astro del sole continuerà a inviare vento solare in direzione della terra, causando angoscia sulla terra.
Vi ritroverete senza elettricità e dovrete cercare nuovi modi di sopravvivenza.


La Guerra (6) continuerà ad avanzare senza pietà e nel suo avanzare si dirigerà verso l’Italia, le profanazioni non si faranno attendere, per questo chiesi ai Miei figli Sacerdoti di mettere in salvo le reliquie della Mia Chiesa.


Una volta passata la guerra…


ATTENTI FIGLI! MIO PADRE AGIRÀ E AL MOMENTO GIUSTO LA MIA CHIESA TRIONFANTE, LIBERA DA OGNI OPPRESSIONE E SOTTO IL COMANDO DI MIA MADRE, TRIONFERÀ, CON IL SUO CORE IMMACOLATO.


Il Mio amato San Michele Arcangelo, comanderà le Legioni Celesti, San Gabriele Arcangelo sta portando la pace ai Miei figli che Mi amano, che Mi adorano e che sperano e San Raffaele Arcangelo sta benedicendo i Miei figli che sono ammalati.


Venite a Me, prima che sia tardi!

Ricevete la Mia Benedizione.


Il vostro Signore e vostro Dio, Gesù Cristo.


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Riguardo ai disastri naturali, leggere…
(2) Riguardo ai terremoti, leggere…
(3) Riguardo ai pericoli provenienti dallo spazio, leggere…
(4) Libro delle Piante Medicinali, scaricare
(5) Riguardo alla guerra, leggere…



COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:


Il nostro Re e Signore Gesù Cristo, sta parlando alla coscienza di ciascuno di noi, affinché impariamo a riflettere e non ci lasciamo allontanare dai veri Insegnamenti del Magistero della Chiesa.


In questo momento dobbiamo essere persone veramente cristiane, non solo di nome o in apparenza, ma con la conoscenza e la pratica della Dottrina che Cristo ha tramandato a noi, Suo Popolo.


Il martirio dei primi discepoli di Cristo non avvenne invano, ma perché noi, future generazioni, non cadessimo in quelli che saranno i prossimi inganni dell’Anticristo, che porteranno molti fuori strada, come pecore portate al macello.


Fratelli, stiamo vedendo e vivendo la forza degli elementi, in parte a conseguenza della disobbedienza umana e anche all’intromissione della scienza mal impiegata negli elementi della natura.


Salviamoci l’anima fratelli e rimaniamo in attesa di marciare con la Chiesa Rimanente, al comando della nostra Madre Santissima, di San Michele Arcangelo e cominciamo già da ora a vivere sotto la protezione degli Arcangeli, per il bene di ciascuno di noi.


Fratelli, salviamo l’anima!


Amen.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Tredicesima apparizione, mercoledì 31 maggio 

È l'ultima volta che la Vergine appare ad Adelaide Roncalli. 
L'afflusso dei pellegrini a Ghiaie è imponente. Le autorità sono molto preoccupate per motivi di ordine pubblico e di carattere politico-militare. 
Cito dal Cortesi (v. Storia dei fatti di Ghiaie, o.c. p.170):  "Il vescovo è in ansie e mi fa chiamare al telefono: vuole avere notizie, vuole che la bambina preghi la Madonna a non comparirle mai più. Prendo sul serio quest'ordine e lo comunico alla piccola: - Stasera devi dire alla Madonna che, per piacere,  non venga più. Lo chiede il vescovo, sai chi è il vescovo? 
Adelaide s'affretta ad avvertirmi che l' ordine è inutile: -Sì, sì, te l'ho detto che questa è l'ultima sera... 
Il vescovo chiama al telefono la Direttrice: insiste perché Adelaide preghi la Madonna a non comparirle più; vuole che,  chiuso il ciclo delle apparizioni, Adelaide venga trasferita,  subito, domani stesso, nel convento di Gandino". 
Il dott. Giulio Loglio scrive: 
"31 maggio: Sono presenti a questa visione circa 300.000 persone e numerosi medici: dott. Zonca, dott.ssa Maggi, dott.  Sala, dott. Moroni, prof. Cazzamalli ed altri. La Roncalli viene  portata sul luogo alle 18,25, ma è alquanto disturbata da dolori  intestinali e la visione ha inizio solo alle 19,52 per terminare  alle 20,05. Il polso è di 110 alle 18,25; 116 alle 18,30; 120 alle  18,40; 108 alle 19,18; poi discende a 74 alle 20,03. Si notano i  sintomi soliti degli altri giorni. Adelaide reagisce ad un pizzicotto del dott. Zonca e porta la mano destra alla regione temporale destra per ravviare i capelli che sulla fronte, madida di  sudore, le davano noia. Come le altre volte non fu possibile interrogarla dopo la visione". 
Relazione della dott.ssa Maggi: 
"Adelaide giunse al luogo del convegno alle 18,25. Gli esami furono uguali come risultato ai precedenti e furono praticati da più medici e psichiatri. Ma quella sera la bambina non  stava bene e ad un certo punto accusò violentissimi dolori  all'addome, con tutti i caratteri clinici di una colica intestinale.  La sindrome dolorosa era così forte da costringere la piccola a  raggomitolarsi su se stessa. 
A prima vista può essere un paradosso ma devo confessare che fui soddisfatta di questo incidente che mise in risalto la  figura di una bimba che ebbe a soffrire di un comune, banale  mal di pancia in un momento tutt'altro che opportuno poiché  ritardò il colloquio misterioso. E con questo episodio avvenuto in mezzo a tanti medici e psichiatri che de visu hanno potuto  constatare e controllare le sue sofferenze fisiche, tanto che  hanno cercato con molta premura e con ogni mezzo di sollevargliele, Adelaide dimostrò di non essere un'illusa, né tanto meno  una volgare simulatrice, o un'isterica, o un'ipnotizzata come da  molta gente è stata giudicata, perché i sintomi stessi del male ne  erano efficace e dimostrativo elemento di negazione. 
Il suo viso era di un pallore terreo, con occhiaie profonde e  lineamenti stirati, labbra pallide violacee, polso frequente:  110-116, figura piegata su se stessa per i crampi addominali,  sudore diffuso, estremità gelide. 
Nonostante le sue sofferenze non solo non riuscii a persuaderla a lasciare il luogo per andare e casa, ma non si riuscì a  farle prendere nulla di quello che gentilmente il prof. Cazzamali  aveva offerto e preparato come calmante; la pozione a lei destinata fu invece bevuta dai circostanti per accontentare la sua  volontà un po' capricciosa a prima vista. Fu infatti contenta e  soddisfatta quando vide il bicchiere vuoto. 
I dolori continuarono ancora e lo stato fisico della bambina non accennava a migliorare; improvvisamente però balzò in piedi con visibile fatica e iniziò a pregare: dopo qualche tempo si verificarono i soliti prodromi della visione, il suo sguardo sofferente diventò limpido e raggiante fisso in avanti,  ormai parlava già con l'Invisibile Interlocutrice perché si sentivano i bisbigli: con naturalezza passò la mano destra sulla  fronte per ravviare i capelli madidi di sudore che erano molto in  disordine. 
Cronometrai il polso più volte ed a distanza durante la visione, esso scese progressivamente a 107 all'inizio e dopo qualche minuto a 74, mantenendosi tale fino alla fine. Il viso  della piccola si fece serio e triste, sembrò compresa di qualcosa  di grave, abbassò gli occhi sui circostanti: nel cielo ormai non  vedeva più nulla. 
Rapidamente venne portata via attraverso i campi per sot trarla al fanatismo della folla che la impauriva e ben a ragione povera piccola, perché oltre agli urtoni, alle manate, si è  sentita strappare anche ciocche di capelli. Accompagnai la bimba  che era sfinita fino all'automobile che attendeva sulla riva del  Brembo, cercando di allontanare, anche in malo modo, elementi  della folla che ci rincorrevano. Finalmente la bimba chiusa in  macchina fu al sicuro e poté andare a riposare tranquilla". 
Adelaide descrive l'ultima apparizione: 
"La Madonna in questo giorno apparì alle ore otto. Vestiva come nella prima apparizione. Sorrideva ma non era il suo sorriso  bello come nelle altre sere, però la sua voce era soave. Mi disse:  "Cara figliola, mi spiace doverti lasciare, ma la mia ora è passata,  non sgomentarti se per un po' non mi vedrai. Pensa a quello che ti  ho detto, nell'ora della tua morte verrò ancora. In questa valle di  veri dolori sarai una piccola martire. Non scoraggiarti, desidero  presto il mio trionfo. Prega per il Papa e digli che faccia presto  perché voglio essere premurosa per tutti in questo luogo.  Qualunque cosa mi si chiederà la intercederò presso mio Figlio.  Sarò la tua ricompensa se il tuo martirio sarà allegro. Queste mie  parole ti saranno di conforto nella prova. Sopporta tutto con  pazienza. Quelli che volontariamente ti faranno soffrire non  verranno in paradiso se prima non avranno riparato e si saranno  pentiti profondamente. Sta allegra che ci rivedremo ancora piccola  martire". 
Sentii un dolce e soave bacio posarsi sulla mia fronte, poi come le altre sere scomparve. 
N.B. Ogni visita della Madonna era preceduta dalle due bianche colombe. La Vergine aveva sempre le rose bianche ai  piedi". 
Quella sera avvenne la guarigione immediata e completa "da sindrome atopica da trauma cranico chiuso" di Anna Sala, di  Mandello Lario (Como).

Severino Bortolan

sabato 31 gennaio 2026

La Grazia del Discorso di Dio

 


Gratitudine


Io posso bensì guidare la Mia Parola a voi uomini, ma non posso costringervi di accettarla, perché la vostra volontà è libera. Ma ricordatevi sempre che anche il Mio avversario non può costringervi di rivoltarvi contro di Me e la Mia Parola. Voi stessi quindi decidete, e perciò dovete anche una volta renderne conto, quando lasciate inosservati i Miei Doni di Grazia, quando passate oltre indifferenti e quindi la vostra vita terrena è una corsa a vuoto, che non ha riportato il minimo successo per la vostra anima. E’ la grande Grazia che vi viene ancora donata nel tempo della fine, che potete sentire Me Stesso, che potete ricevere direttamente la Forza da Me, che vi giunge nella forma della Mia Parola. E voi dovete sfruttare questa Grazia, dovete ascoltarMi e poi lasciar parlare il vostro cuore, e vi renderete davvero conto anche della Forza che vi affluisce dal Mio Amore.

Proprio voi uomini che non avete ancora nessun legame con Me, non dovete chiudervi al Mio Discorso, dovete muovere in voi la Mia Parola senza pregiudizio, e vi sentirete interpellati come da un buon Amico, sarete toccati piacevolmente, appena non opponete nessuna aperta resistenza a questa Mia Parola. Ed Io voglio anche parlare a voi come un buon Amico, come un Padre, il Quale vuole sempre soltanto il meglio e rendere felici i Suoi figli. Io voglio solamente, che rinunciate alla resistenza interiore contro di Me, allora vi toccherà anche ogni Mia Parola come un Discorso amorevole, che muoverete nel cuore e non potrete più opporre nessuna resistenza. AscoltateMi soltanto volenterosamente ed in Verità, non vi pentirete, perché il Mio Discorso vi trasmette Forza e Luce e la vostra anima si sentirà bene, quando le viene fornita Forza e Luce. 

Perciò tenterò sempre di nuovo di portare la Mia Parola vicino a voi uomini, perché soltanto il Mio Discorso può ancora cambiarvi, se non avete ancora intrapresa la via verso di Me. La Mia Parola può essere per voi il Richiamo del Buon Pastore, che segue le Sue pecore che si sono smarrite e che si stanno perdendo. Il Mio Richiamo le può ancora raggiungere anche, quando si sono allontanate di molto dal loro Pastore. E Lo possono seguire e ritornare nella buona volontà. Perché Io devo badare alla vostra libera volontà e non posso agire su di voi in modo costrittivo. 

Ma vi posso parlare in ogni tempo, perché voi stessi determinate, se il Mio Discorso penetra fino al vostro cuore, sempre voi stessi determinate, se sentite in questo il Richiamo del vostro Padre e vi rivolgete a Lui, perché sentite il Suo Amore in ogni Parola che vi tocca. Quando venite colpiti dal Mio Raggio d’Amore, allora non chiudete i vostri cuori, apriteli e lasciate irradiare la Luce ed in Verità, Me ne sarete grati in eterno, che il Mio Amore vi ha seguito anche, quando vi siete distolti da Me. Perché ora giungerete alla Vita, la Mia Forza d’Amore vi risveglierà dalla morte alla Vita, ed ora non perderete più questa Vita, perché ora la Mia Parola vi risuonerà sempre ed in eterno, e sempre ed in eterno desidererete di essere interpellati da Me, e sempre ed in eterno Io esaudirò il vostro desiderio. Amen 

25. novembre 1961

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Dodicesima apparizione, martedì 30 maggio 

Il dott. Loglio scrive: 
"30 maggio: A questa visione assiste una folla assai numerosa ed il dott. Zonca, la dott.ssa Maggi ed altri. Da questa  visione fu allontanata la sig. Masper Amabile, zia della bambina, perché da taluni era giudicata sospetta, quasi influenzasse  lei stessa la nipote. 
La visione ha inizio alle 18,50 e termina alle 19; il polso sale dapprima sino a 120, poi ridiscende a 75; rilevo i soliti sintomi; la Roncalli avverte un pizzicotto datole dalla dott.ssa  Maggi. Non fu possibile interrogare la bambina". 
La relazione della dott.ssa Maggi: 
"La apparizione avvenne alle 18,50. La piccola grondava sudore, l'afa era terribile, il polso da 84 salì a 120 prima dell'apparizione. Davanti a questo fatto invitai alcuni colleghi  vicini a cronometrarsi il polso che in tutti risultò frequente come  quello della piccola. A mio avviso questa frequenza era dovuta  al caldo ed alla stanchezza in Adelaide, al caldo ed alla fatica di tutti noi nel dovere sostenere l'urto della folla che premeva e  pesava sulle nostre spalle paurosamente. 
Nella piccola la pulsazione si normalizzò durante l'apparizione, scendendo subito a 84, poi a 75. Uguali ai precedenti  furono i risultati degli esami della sensibilità fisica e tattile:  vivace fu la reazione ad un pizzicotto datole da me ad un piede,  che però non distolse la sua attenzione, come non la distolse il  rumore di un trimotore che passò a bassissima quota sulla folla  ivi convenuta spaventandola...". 
I dottori Giovanni Zonca e Vittore Borroni confermano le osservazioni precedenti. 
Adelaide scrive: 
"30 maggio: In questa apparizione la Madonna mi apparve  vestita di rosa col velo bianco. Non aveva gli oscuri colombi fra  le mani ed attorno a lei vi erano solo gli angioletti. Con un  sorriso più che materno mi disse: "Cara bambina, tu sei tutta mia,  ma pure essendo cara al mio cuore, domani ti lascerò in questa  valle di pianto e di dolore. Mi rivedrai nell'ora della tua morte e  avvolta nel mio manto ti porterò in cielo. Con te prenderò pure  quelli che ti comprendono e soffrono". Mi benedisse e si  allontanò più lesta delle altre sere". 

Severino Bortolan 

venerdì 30 gennaio 2026

Lo spirito del disamore - L’Intervento divino

 


Miseria spirituale - Motivazione per l’Intervento divino 


Lo spirito del disamore domina la Terra ed i suoi abitanti, e l’avversario ha riportato la vittoria su innumerevoli esseri, la cui vita era priva di qualsiasi amore. Ed ora innumerevoli uomini verranno spinti nel caos, che è la sua opera e che è diventata eseguibile appunto attraverso questo disamore, che ha attizzato un inimmaginabile odio e disaccordo fra l’umanità. Ogni ragionevolezza è svanita dagli uomini, perché li guida lo spirito dell’oscurità, e cattura anche il pensare degli uomini oppure lo deforma in modo, che non sanno più che cosa fanno. E’ ben vero che l’umanità si è raramente subordinata così totalmente alla volontà dell’avversario, com’è ora il caso, e perciò anche il provvedimento opposto dovrà essere aspro come lo è stato raramente, se si deve di nuovo sviluppare uno stato spirituale superiore e la cecità spirituale del tempo attuale debba essere sospesa. La miseria spirituale richiede quindi un Intervento divino, e l’Amore e la Sapienza divini prevedono un avvenimento per sospendere questa miseria, che fa dubitare bensì l’umanità dell’Amore e della Sapienza divini, ma che è comunque ancora l’unica possibilità per salvare gli uomini dal sicuro naufragio. Gli uomini rimangono incorreggibili, non possono essere mossi in altro modo all’accettazione della fede, e seguono ancora molto meno il Comandamento dell’amore per Dio e per il prossimo. E l’uomo deve giungere nuovamente al giusto pensare, se gli deve rimanere risparmiata la miseria del tempo in arrivo ed essergli lasciata la vita terrena. Perché con potenza elementare il Mandato divino irromperà sugli uomini, nessuno sarà preparato, se già prima non si è unito con Dio. Vi sarà un panico che soltanto Dio può di nuovo distogliere, se Lo si prega per questo intimamente. Agli uomini però mancherà la fede in Dio, perché persino coloro, che stanno nella fede e nell’amore, cadranno in timorosi dubbi, dato che anche a loro la Voce di Dio è percettibilmente udibile. Il loro spirito si rifugerà bensì in Dio, ma l’anima attenderà timorosa e scoraggiata le cose che verranno ancora. E non potranno quasi portare conforto ai prossimi e loro stessi dovranno combattere per la fede, ma Dio li assisterà, affinché non vacillino nella fede in Lui. Ma coloro che non riconoscono Dio, cercano la salvezza sulla Terra e non troveranno nessun aiuto. Devono cambiare il loro pensare, oppure diventeranno vittime degli elementi, i quali Dio, il Signore Stesso, ammonisce di servirLo. E vi sarà una indescrivibile confusione, perché soltanto ancora la miseria più estrema può agire per cambiare i peccatori ostinati, soltanto la paura per la vita terrena ammorbidisce gli uomini e li rende duttili e pronti a chiedere. Ma senza preghiera non può venire dall’Alto nessun apporto di Aiuto, perché soltanto la preghiera fornisce la sicura garanzia, che Dio Stesso Si prenda Cura dei Suoi figli terreni e li salvi da ogni disagio. E l’ora sembrerà terribilmente lunga per gli uomini che vedono esposto alla distruzione tutto ciò che valeva loro come desiderabile. E malgrado ciò, quest’ora non può essere risparmiata agli uomini, perché tutto l’Amore e la Bontà di Dio viene rifiutato e nessun altra via è percorribile per uscire dalla miseria spirituale. La Longanimità di Dio ha rimandato ancora ed ancora questo avvenimento, ma la sua Profezia deve finalmente trovare l’esaudimento. Perché è venuto il tempo, in cui soltanto la più grande debolezza di volontà ed assenza di fede possono ancora produrre questa catastrofe. Il tempo è vicino che il Signore ha annunciato tramite la Sua Parola, quando Egli dimorava sulla Terra ed ha indicato agli uomini questo tempo della decadenza da Dio, perché la sua Parola è eterna Verità e si adempirà fino all’ultima lettera. 

Amen

9. giugno 1940

TESORI DI RACCONTI

 


La mano di un morto.  

Il 4 novembre 1859 moriva d'apoplessia fulminante nel convento delle Terziarie in Foligno, una buona suora per nome Teresa Margherita Gesta, che da molti anni era maestra delle novizie ed incaricata della povera guardaroba del monastero. Dodici giorni dopo, il 17 novembre, la suora Anna Felicita, che l'aveva aiutata nel suo ufficio, e che dopo la sua morte era a lei succeduta senz’altra in aiuto, saliva alla camera della guardaroba, e mentre stava per entrarvi, sentì certi gemiti, che sembravano venire dall'interno della camera stessa. Quasi atterrita apre tosto la porta, e non vede alcuno. Ma nuovi gemiti si fecero sentire, così espressivi, che, malgrado il suo ordinario coraggio, si sentì presa dalla paura, - Gesummaria! gridò, che cosa è questo? - Non aveva terminato di dire, che una lamentevole voce si fece sentire accompagnata da questo doloroso sospiro: - Oh Dio! peno tanto! - Meravigliata la suora, riconobbe tosto la voce della povera Suor Teresa. Rianimatasi alla meglio, le domandò: - E perché? - Per causa della povertà - rispose suor Teresa. - Come! rispose la buona suora: voi che eravate così povera? - Non è per me stessa, ma per le sorelle, alle quali ho lasciata troppa libertà in questo riguardo: e tu guardati bene per te stessa. In quel punto una folta nube di fumo riempì la camera ed apparve l'ombra di suor Teresa che si dirigeva verso la porta strisciandosi verso il muro. Giunta vicino alla porta fortemente gridò: - Ecco una testimonianza della misericordia di Dio. E ciò dicendo batte nel fondo superiore della porta, vi lascia impressa nel legno carbonizzato l'impronta perfettissima della sua destra e scompare.  

La povera suor Anna Felicita era rimasta quasi morta dallo spavento: tutta atterrita si mise a gridare e a chiamare soccorso. Accorse una delle sue compagne, poi un'altra, poi tutta la comunità; si affollano intorno a lei, tutte meravigliate di sentire odore di legno bruciato. Cercano, guardano e si avvedono della terribile impronta sulla porta. Esse tosto riconoscono la forma della mano di suor Teresa, che era notabilmente piccola. Spaventate fuggono al coro, e passano tutta la notte in preghiere, in singhiozzi, ed in penitenze per la povera defunta e la mattina fanno tutte la Comunione in suffragio di lei.  

Si diffonde la notizia; i Padri Minori Osservanti, i buoni ecclesiastici amici del monastero, e tutte le comunità religiose della città uniscono le loro preghiere e devozioni a quelle delle Francescane. Questo slancio di carità aveva qualche cosa di soprannaturale ed affatto straordinario.  

Alla suor Felicita, quantunque ancor conturbata da tante emozioni, fu ordinato di andare al riposo. Obbedì ferma nel proposito di fare ad ogni modo scomparire il domani l'impronta carbonizzata, che aveva sparso lo spavento per tutta Foligno. Ma ecco che suor Teresa le apparisce nuovamente.  

- Io so veramente, disse, che tu vuoi togliere il segno che ho lasciato: sappi che non è in tuo potere farlo, questo è prodigio ordinato da Dio ad istruzione e correzione di tutti. Per suo giusto e terribile giudizio sono condannata per quaranta anni alle terribili fiamme del purgatorio, per le frequenti debolezze da me commesse con alcune delle nostre suore. Ringrazio te e le tue compagne di tante preghiere, che il Signore per la sua bontà applicò tutte all'anima mia; in particolar modo i sette salmi penitenziali che mi furono di un grande sollievo. - Poi tutta sorridente aggiunse: - Oh, beata povertà che tanta gioia procuri a tutti quelli che realmente ti osservano! - E scomparve.  

Il giorno dopo, 19, suor Anna Felicita essendosi all'ora solita coricata ed addormentata, si sente chiamare a nome, si sveglia di soprassalto tutta spaventata, si siede e resta immobile senza proferire parola. Questa volta ancora essa aveva benissimo riconosciuta la voce di suor Teresa. Nello stesso punto ai piedi del letto vede un risplendente globo di luce che illuminava tutta la cella, come se fosse pieno giorno, e sente suor Teresa che con voce giuliva e trionfante le dice queste parole: - Sta forte nel portare la croce, sii coraggiosa nel soffrire! Ed aggiungendo: Addio ... addio... addio! trasfigurandosi in leggerissima nuvoletta bianca e risplendente se ne volò al cielo e scomparve.  

Il Vescovo ed i Magistrati della città di Foligno ordinarono tosto un processo canonico. Venne aperta la tomba di suor Teresa Margherita il 23 novembre, alla presenza di un gran numero di testimoni; e si riconobbe essere l'impronta carbonizzata della porta esattamente uguale alla mano della defunta.  

Il risultato del processo fu di constatare con giudizio ufficiale la verità e la perfetta autenticità di quanto abbiamo fin qui riferito. Si conserva con venerazione nel convento la porta coll'impronta carbonizzata. 

DON ANTONIO ZACCARIA 


A quei pochi, diletti del Cuore Mio, vengo ad impartire un Battesimo di Fuoco.

 


Dice Gesù: 

«Vi è battesimo e battesimo, figlia che amo. Tutti voi che siete cattolici avete il Battesimo che lava la colpa d’origine e che dovrebbe avere le stesse conseguenze di santità per tutti, se tutti miraste al Cielo in luogo di essere confitti con gli occhi dello spirito e con le radici del vostro essere nel fango della Terra. 

Il Battesimo, sacramento da Me istituito in luogo del battesimo di Giovanni precursore, ha in sé tutti gli elementi per portarvi alla santità. Vi dà la Grazia e chi ha la grazia ha tutto. 

Ma siete voi che della Grazia non tenete conto e la gettate come inutile dono. Fra il severo dovere per essere fedeli a questa Grazia, la quale altro non è che Dio in voi con tutti i suoi doni, e il facile compromesso con la carne ed il sangue, col denaro, col Male pur di godere, o credere di godere durante quei pochi attimi di eternità che sono la vostra vita della terra, voi preferite il compromesso. 

Quando il Figlio di Dio, Colui che vi ama, viene fra le turbe segnate del suo indelebile segno, quel segno che è più glorioso di una corona regale perché vi dà una regalità ultraterrena di figli e eredi dell’Altissimo Re, trova che pochi hanno lottato contro l’istinto e contro Satana, o lavato le macchie di Satana e dell’istinto col pentimento, in modo da avere terso e operante quel segno di predestinazione. A quei pochi, i diletti del Cuore mio, Io, Figlio di Dio al quale ogni potere di giudizio è deferito dal Padre, vengo ad impartire un battesimo di fuoco ardente, che arde e consuma in loro ogni umanità per fare libero lo spirito e renderlo capace di ricevere lo Spirito che parla. 

Selezione severa e elezione dolorosa nel suo gaudio. Poiché chi non è mondo, chi non è mantenuto o reso mondo dall’amore e dal pentimento, non può essere accettato per mio grano. La pula sterile e vuota, il loglio e la cuscuta dannosa, gli inutili viticci parassiti, saranno separati dal mio rigoroso esame. 

La pula sono gli orgogliosi: orgogliosi di cuore o di pensiero per la loro scienza razionalizzante e errata, i farisei e gli scribi del tempo attuale. Il loglio e la cuscuta, i ribelli alla Legge e gli avvelenatori dei cuori: corruttori, gli scandalosi per i quali meglio sarebbe stato se fossero stati espulsi dal seno materno già estinti. I viticci sono i deboli, i tiepidi che vogliono beneficiare della comunione dei santi ma senza sforzarsi di dare ad essa il contributo della benché minima fatica. Sono i pigri dello spirito, coloro che hanno sempre bisogno di sprone, di sostegno, di calore, per vivere la loro povera vita spirituale; senza i coefficienti di diversi aiuti, striscerebbero al suolo incapaci di tendersi al cielo a sarebbero calpestati dal Maligno: calpestati dico, non colti. Sono sprezzati anche da esso. Non se ne cura perché sa che da se stessi si dànno la morte dell’anima. 

Elezione dolorosa perché bisogna, come spiga destinata a divenire farina di Dio, accettare i colpi della trebbia, l’immolazione della macina, la purificazione del frullone, ossia dolori, dolori, dolori, mortificazioni, ascetismo senza misura. 

Oh! per essere farina da ostie occorre sapersi far spogliare di ogni impurità dall’amore. Nessun’altra cosa come l’amore è assoluto nell’operare questa depurazione della vostra personalità per renderla atta a vivere in Cielo. 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


O PADRE DI TUTTI I PADRI

 


O Padre di tutti i padri, Padre più di tutti i padri, tenerezza increata, pienezza di bontà patema, Padre carissimo e mille volte benedetto, visibile con tanta chiarezza e tuttavia così adorabilmente invisibile, così vicino per il tuo amore, così lontano per la tua maestà; come lodar'I'i, se non con il silenzio? come amarTi, se non confessando con dolore la nostra impotenza ad amarTi degnamente? Dolce Fanciullo di Betlemme, mostraci il Padre. Ci basterà, perchè niente possiamo domandare di più, e meno non appagherebbe il nostro desiderio. Sì, come dice Filippo: "Ci basta". Il Padre ci basta. 

Faber

Vivete nei sacramenti del Signore e chiedete la pace!"

 


Apparizione del Santo Arcangelo Michele il 20/01/2026


Vedo una grande sfera di luce dorata e, alla sua destra, una piccola sfera di luce dorata che fluttuano nel cielo sopra di noi. Da esse proviene una luce meravigliosa che ci avvolge tutti. La grande sfera di luce dorata si apre e vedo il Santo Arcangelo Michele. È vestito da soldato romano in bianco e oro. Indossa un mantello da generale rosso e sulla testa porta una corona principesca, sulla cui parte anteriore è incastonato un rubino ovale. Il mantello è tenuto fermo da una fibbia dorata a forma di testa di leone. Il santo arcangelo Michele tiene nella mano destra una spada di fuoco rivolta verso il cielo. Sento il crepitio delle fiamme di questa spada. Nella mano sinistra tiene il suo scudo e lo tende verso di noi. Sul suo scudo vedo la sua preghiera scritta in latino. È un invito alla preghiera rivolto a noi e noi preghiamo:

"Sancte Michael Archángele, defénde nos in práelio, contra nequítiam et insídias diáboli esto praesídium. Imperet illi Deus, súpplices deprecámur: tuque, Princeps milítiae caeléstis, sátanam aliósque spíritus malígnos, qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo, divína virtúte in inférnum detrúde. Amen."

Il santo arcangelo Michele ci guarda e dice:

«Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo vi benedicano! Quis ut Deus! Non abbiate paura! Vengo a voi dal trono del Signore in segno di amicizia. Avete ancora tempo per chiedere la pace! Prendete sul serio le mie parole. È volontà del mio Signore che io venga da voi e vi chieda con insistenza di pregare per la pace, perché voi potete chiedere la pace! Pregate per la Chiesa, affinché la vigna del Signore produca uva buona! Amate la santità e non la rifiutate. Chi rifiuta la santità e fa del male il bene, avrà Mosè e Giovanni Battista come testimoni contro di sé. Vivete nei sacramenti del Signore e chiedete la pace!"

Ora la piccola sfera di luce dorata si apre e vedo che Santa Giovanna d'Arco, vestita con un'armatura dorata e con una bandiera su cui sono scritti i nomi “Gesù” e “Maria”, viene verso di noi. Ci dice:

"Cari amici della Croce, abbiate coraggio e pregate per la pace! Santificatevi nei sacramenti della Chiesa cattolica. Ricordate che sono morta per voi e sono scesa dal trono di Dio per venire a voi e mettere la santità nei vostri cuori. Prego molto per le famiglie! Non perdano il coraggio: non perdano il coraggio, non perdano la preghiera - anche l'uno per l'altro - e vivano nei sacri sacramenti. Guardino alla Sacra Famiglia! Anche la Sacra Famiglia ha dovuto superare numerosi ostacoli e subire persecuzioni. Abbiate fiducia in Dio! Trovate la vostra forza in Dio e potrete superare tutto con il mio Signore Gesù. Ricordate che le famiglie sono sacre per Dio! Guardate alla Sacra Famiglia in tutto ciò che dovete superare e fatevi coraggio. Ricominciate sempre da capo in Gesù!


Ora vedo che Santa Giovanna d'Arco tiene tra le mani la Vulgata (Sacra Scrittura). La Vulgata è aperta e lei è inginocchiata con la Vulgata tra le mani davanti al Santo Arcangelo Michele e vedo il capitolo aperto del libro di Isaia 5 (Isaia 5):

1Canterò del mio amico, / il canto del mio amato sulla sua vigna. Il mio amico aveva una vigna / su un colle fertile. 2La zappò, ne tolse le pietre / e vi piantò viti pregiate. Costruì una torre al centro / e vi scavò anche un torchio. Poi sperò / che la vigna producesse uva, / ma essa produsse solo bacche marce. 3E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, / giudicate tra me e la mia vigna! 4Che cosa avrei potuto fare ancora per la mia vigna / che non abbia già fatto? Perché speravo che producesse uva? / E ha prodotto solo bacche marce! 5Ma ora vi farò sapere / cosa farò alla mia vigna: toglierò la sua siepe, / affinché sia pascolata; abbatterò il suo muro, / affinché sia calpestata. 6La trasformerò in un terreno incolto. / Non sarà potata, / non sarà zappata, affinché crescano spine e cardi. / E ordinerò alle nuvole di non far cadere pioggia su di essa. 7Perché la vigna del Signore degli eserciti / è la casa d'Israele e gli uomini di Giuda / sono la piantagione che egli ama. Egli sperava nella giustizia, / ma ecco: violazione della legge; nella concessione di giustizia, / ma ecco: grida di aiuto. 8Guai a quelli che aggiungono casa a casa e uniscono campo a campo, finché non ci sia più spazio e voi soli abitiate nel paese. 9Il Signore degli eserciti ha giurato alle mie orecchie: / «In verità, molte case saranno desolate. Per quanto grandi e belle siano, / saranno disabitate. 10Una vigna di dieci gioghi produce solo un bat di vino, / un homer di seme produce solo un efa di grano. 11Guai a coloro che al mattino presto / inseguono la birra e al crepuscolo resistono a lungo, / quando il vino li riscalda. 12Ci sono la cetra e l'arpa, / il tamburo e il flauto e il vino nei loro banchetti, ma non guardano alle opere del Signore / e non hanno visto l'opera delle sue mani. 13Perciò il mio popolo va in esilio / per mancanza di conoscenza. I suoi nobili soffrono la fame / e la sua moltitudine muore di sete. 14 Perciò l'inferno ha spalancato la sua bocca e ha aperto la sua bocca senza misura, così che la sua magnificenza e la sua moltitudine scendono, la sua folla rumorosa e chi vi esulta. 15 L'uomo si è chinato, l'uomo è caduto e gli sguardi degli arroganti si sono abbassati. 16 E il Signore degli eserciti era eccelso nel giudizio e il Dio santo si è mostrato santo nella giustizia. 17 Allora gli agnelli pascolano come nei loro pascoli, come ospiti di passaggio mangiano le rovine dei grassi. 18 Guai a coloro che traggono la colpa con corde di inganno e il peccato come con funi di carri. 19 Dicono: «Si affretti, acceleri la sua opera, perché noi la vediamo; si avvicini e si compia il disegno del Santo di Israele, perché noi lo conosciamo». 20 Guai a quelli che chiamano bene il male e male il bene, che fanno delle tenebre la luce e della luce le tenebre, che rendono amaro ciò che è dolce e dolce ciò che è amaro. 21 Guai a coloro che sono saggi ai propri occhi e si ritengono intelligenti. 22 Guai a coloro che sono eroi nel bere vino e forti nel mescolare bevande inebrianti, 23 che concedono giustizia al colpevole in cambio di regali e negano giustizia al giusto. 24Perciò, come la lingua del fuoco divora la stoppia e come il fieno crolla nella fiamma, così la loro radice sarà come marciume e il loro fiore volerà via come polvere. Poiché hanno respinto l'istruzione del Signore degli eserciti e hanno disprezzato la parola del Santo di Israele. 25Perciò l'ira del Signore si è accesa contro il suo popolo; / ha steso la sua mano contro di esso e lo ha colpito. Allora le montagne hanno tremato / e i loro cadaveri giacevano come immondizia in mezzo alle strade. Nonostante tutto ciò, la sua ira non si è placata e la sua mano rimane ancora stesa. 26Egli alza uno stendardo per le nazioni lontane, le chiama dal capo della terra ed ecco, esse accorrono, veloci, si affrettano. 27Non c'è tra loro chi sia stanco o chi barcolli, nessuno che sonnecchi o dorma. A nessuno si scioglie la cintura dai fianchi, / né si spezza la cinghia dei sandali. 28Le sue frecce sono affilate, / tutti i suoi archi tesi. Gli zoccoli dei suoi cavalli sono come ciottoli / e le sue ruote come tempesta. 29Il suo ruggito è come quello di una leonessa, / come il ruggito dei leoncini. Sibilando, afferra la preda, la nasconde / e nessuno gliela strappa. 30E in quel giorno infuria contro di lui / come infuria il mare. Se si guarda la terra, / ecco: oscurità opprimente / e la luce è oscurata da nuvole scure sopra di essa.


Il Santo Arcangelo Michele dice:

«Tutto ciò che è scritto lì mostra qual è la situazione della Chiesa. La Sacra Scrittura è la Parola di Dio. Mettete la Parola di Dio nel vostro cuore. Immergetevi nel Prezioso Sangue del mio Signore. Se lo farete, vi offrirò la mia protezione».

M.: «La tua protezione?»

Il Santo Arcangelo Michele mi spiega che ci dona una preghiera, il “mantello protettivo del Santo Arcangelo Michele”. Mi dice anche come devono essere disposte le preghiere:

“Santo Arcangelo Michele, accompagna i miei passi nella mia vita. Proteggimi con la tua spada e con il tuo scudo. Veglia su di me quando dormo”.

Sancte Michael Archángele

Credo

Padre nostro

Ave Maria

Gloria al Padre

Questo è il “Mantello protettivo del Santo Arcangelo Michele”, che contiene le preghiere fondamentali della Santa Chiesa. Il Santo Arcangelo Michele mi spiega che il suo mantello protettivo per noi sono queste preghiere della nostra Santa Chiesa. Per la pace, ci chiede di recitare il rosario e di aggiungere questa preghiera. Continua dicendo:

“Fate ciò che vi ho detto e recitate il rosario per la pace. Ve lo ripeto ancora una volta: è ancora tempo di chiedere la pace!”

Poi mi istruisce su come usare il pozzo.

M.: “Hai ascoltato la mia richiesta riguardo alla fontana”.

Il Santo Arcangelo Michele ci dà questa indicazione:

“Mettete una ciotola nella fontana, affinché le persone possano immergervi le mani e benedirsi”.

Mi dà un'altra istruzione speciale per la fontana e mi chiede di pregare in modo particolare per la Chiesa tedesca. Segue una conversazione personale. Poi guarda tutti noi e dice:

«Abbiate coraggio e rimanete fedeli al Signore! Quis ut Deus!»

M.: «Grazie di cuore!»

Il Santo Arcangelo Michele porta le nostre richieste davanti al trono del Signore e ci dona, come dice lui, una “benedizione guaritrice”:

“Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo vi benedicano. Amen.”

Ora torna nella luce e lo stesso fa Santa Giovanna d'Arco. Entrambi scompaiono nella luce.

Sievernich

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Undicesima apparizione, lunedì 29 maggio 

Il dott. Giulio Loglio che ieri era assente, oggi è presente all'apparizione. Egli scrive nella relazione: 
"Una folla imponente l' attendeva e numerosi erano gli  infermi. Alle 18,10 la piccola Adelaide fu portata sul luogo dell'apparizione e dopo 20 minuti di preghiera iniziò la visione, e  precisamente alle 18,32. Eccone i rilievi: il polso da 80, dopo 10  minuti, ridiscende a 70; riflesso corneale presente; ammiccamento presente; anestesia alle punture di spillo; non reagì ad un  colpo di rivoltella sparatole vicino; ha invece risposto ad una  domanda sussurratale dalla dott.ssa Maggi di Pontida. La visione  termina alle 18,50. Non fu possibile interrogare la fanciulla". 
La dott.ssa Maggi, alle osservazioni del dott. Loglio, aggiunge: 
"Come nella precedente visione la bimba ebbe timore della folla che la subissava. La visione ebbe luogo alle 18,32 e durò  ancora 18 minuti. 
Recitò il Rosario e si ripeté il bisbiglio: le chiesi se era venuta la Madonna ed essa mi rispose: "Sé, l'è riada". La risposta non fu pronta ma si fece aspettare qualche secondo. 
Così non batté ciglio a tutti i colpi d'arma da fuoco sparatile vicino dalla G.N.R. per far indietreggiare la folla che ci travolgeva e schiacciava. 
Pregò muovendo ad intervalli le labbra; il polso ebbe lo stesso comportamento delle sere precedenti: 80 prima della  visione, 70 durante questa; l'occhio fu sempre limpido, lucente,  splendente, si velò a volte di tristezza fugace e di pace serena  guardando sempre ad oriente fissamente in avanti". 

Dal quaderno di Adelaide: 
"Anche in questa apparizione la Madonna apparve con gli angioletti; vestiva di rosso col manto verde e la sua manifestazione fu preceduta da due colombi e dal punto luminoso. Fra le  mani aveva ancora due colombi dalla piuma oscura e sul braccio la corona del Rosario. 
La Madonna mi sorrise e nei disse: "Gli ammalati che vogliono guarire devono avere maggiore fiducia e santificare la loro sofferenza se vogliono guadagnare il Paradiso. 
Se non faranno questo, non avranno premio e saranno severamente castigati. Spero che tutti quelli che conosceranno la  mia parola faranno ogni sforzo per meritarsi il Paradiso. Quelli  che soffriranno senza lamento otterranno da me e dal Figlio mio  qualunque cosa chiederanno. Prega molto per coloro che hanno  l'anima ammalata: il Figlio mio Gesù è morto sulla croce per salvarli. Molti non capiscono queste mie parole e per questo io  soffro. 
Mentre la Madonna portava la mano alla bocca per mandarmi un bacio con l'indice e il pollice uniti, le due colombine  le svolazzarono d'intorno e accompagnarono la Madonna mentre  si allontanava adagio adagio". 

Severino Bortolan 

giovedì 29 gennaio 2026

L’assenza di fede – L’Intervento divino

 



Miseria spirituale - Motivazione per l’Intervento divino 


La spensieratezza degli uomini nel rapporto spirituale assume delle dimensioni, che da Parte del Creatore divino dev’essere affrontata giustamente, perché l’intera vita terrena è senza senso e scopo, quando l’anima abbandona nello stesso stato l’involucro terreno come lo ha ricevuto. Ed una vita trascorsa così inutilmente è un abominio per il Signore, perché Egli ha dato agli uomini questa vita per lo sviluppo verso l’Alto dell’anima, ma non per viverla spensieratamente e nell’inseguire delle gioie terrene. Guai a coloro, che non riconoscono il loro compito sulla Terra. A costoro verranno messi molti ostacoli sulla via, affinché vi si urtino e rivolgano obbligatoriamente il loro sguardo là da dove tutto proviene. Ed un tale ostacolo può talvolta procurare una svolta del pensare e sospendere la trascuratezza ed indifferenza nei confronti di tutto lo spirituale. E perciò la Volontà di Dio interverrà sempre là, dov’è prevedibile una decadenza spirituale. Perché se l’anima umana si trova così vicina davanti alla fine, allora decisive vicissitudini devono aggravare l’animo, se nell’ultima ora deve ancora essere trattenuta dall’abisso.

La migliore dimostrazione è la continua retrocessione spirituale che si manifesta ovunque chiaramente. Si mette forse in collegamento il più piccolo avvenimento con Dio? Si dà l’onore a Dio ed a Lui il ringraziamento, quando la vita quotidiana si svolge in modo liscio? L’uomo non sperimenta ogni giorno nuovi Miracoli intorno ed al di sopra di sé, e si ricorda del suo Creatore con queste costanti vicissitudini? E quante volte la Grazia di Dio guida l’uomo attraverso miseria e pericolo, e l’uomo lo accetta con naturalezza, mentre dovrebbe lodare e glorificare Dio senza sosta. Solo un animo credente in Dio riconosce in tutto la Guida del Signore, soltanto un figlio credente confida in tutto nel divino Creatore e Redentore. Ma l’umanità non conosce quasi più la fede, e l’esperienza spirituale le è così infinitamente lontana, che il Dio dell’Amore vuole assisterla nella miseria spirituale. E così è arrivato il giorno, in cui il Mare dell’Amore divino si riversa nuovamente sull’umanità, perché la fede in Dio come Guida del Cielo e della Terra deve nuovamente risorgere attraverso segni del genere meraviglioso.

Chi ha un cuore buono, il suo spirito riconoscerà chiaramente e limpidamente l’Agire di Dio, costui insegnerà e lo farà notare al suo prossimo, affinché anche lui impari ad interpretare giustamente i segni. A voi uomini cadrà dall’Alto del patrimonio spirituale, ma il vostro occhio sarà rivolto all’esteriore, e se non vi adoperate a percepire la Voce interiore, il suono di ogni Parola rimane un tono vuoto, e perciò devono parlare i segni per la Sapienza e la Potenza di Dio. Ne sperimenterete in gran numero, e tutti indicano visibilmente verso l’Alto, perché in questi segni non riconoscete l’influenza umana, ma unicamente la Volontà e la Destinazione del Signore. E questo tempo è vicino, e quindi anche il tempo della miseria spirituale può essere terminato per ognuno che bada a questi segni e ne trae l’utilità per la sua anima. 

Amen 

22. agosto 1939

GESU’ OSTIA

 


All’incredulo perché sia meno scettico, e al sacerdote perché sia meno tiepido.


UNO SGUARDO NEL CIELO DELLA CHIESA


Sant'Ignazio, vescovo d'Antiochia, è una delle più grandi figure dei primi secoli della cristianità. La sua vita eucaristica raggiunge il culmine col martirio, nell'arena di Roma, sotto l'imperatore Traiano intorno all'anno 107. «Lasciate - scrive nella lettera "Ai Romani" - che io sia il pasto delle belve: solo così raggiungerò Dio. Sono frumento di Dio, e devo essere macinato dai denti delle fiere, per diventare pane di Cristo».

 

San Tarcisio, vissuto nella seconda metà del IV secolo, viene considerato il primo martire dell'Eucaristia.

L'autorevole iscrizione sulla sua tomba, composta dal Papa Damaso, informa: «Tarcisio portava i Misteri di Cristo, quando una mano criminale tentò di profanarli. Egli preferì lasciarsi massacrare, piuttosto che consegnare ai pagani il Corpo del Signore». Il Martirologio Romano, compilato più di mille anni dopo, precisa che sul cadavere del santo martire «non fu ritrovato niente del Sacramento, né in mano né tra le vesti».

Le devote rievocazioni di questo martirio spiegano la sparizione della sacra particola immaginandola rimasta impressa sulla carne di Tarcisio, come un sigillo, formando così, con lui, un'unica ostia immacolata.

 

San Saturnino, presbitero cartaginese, viene sorpreso con i membri della sua famiglia ed altri compagni, fra i quali donne e bambini, durante la celebrazione dell'Eucaristia in una casa privata. È il periodo in cui vige il primo editto dell'imperatore Diocleziano: la chiusura delle chiese e il divieto del culto. Avendo violato l'ordine, i quarantasei componenti di questo gruppo sono arrestati e processati. Alla richiesta sul motivo della loro trasgressione alle disposizioni imperiali, la risposta è: «Perché noi, senza la Messa, non possiamo vivere». Moriranno tutti in prigione nell'anno 304, ad Albitina in Africa. Il Martirologio Romano li festeggia 1'11 febbraio.

 

San Benedetto da Norcia (480-550) «volendo testimoniare l'amore che nutriva per il SS. Sacramento, non potè renderGli un onore, né una dimostrazione più eloquente della sua fede e della sua carità che spirando alla sua santa presenza, affidando gli ultimi palpiti del suo cuore a questa adorabile Ostia... per generare, nel tempo fissato da Dio, figli del suo Ordine, che sino alla fine del mondo, gli renderanno adorazione, riverenza e testimonianza d'amore e di ininterrotta riparazione».

A parlare così del santo 'patriarca', che muore pregando in piedi davanti all'altare, è Madre Mectilde de Bar, la grande benedettina del secolo XVII.

Lei stessa spiega: «Non vedete, sorelle mie, che S. Benedetto muore in piedi, per farci capire che egli in un supremo atto d'amore 'esala' l'istituto sacro che professiamo? Lo concepisce nell'Eucaristia, perché nasca quasi dodici secoli dopo».

Madre Mectilde (di cui si parlerà più avanti) fonda, infatti, una Congregazione per l'adorazione riparatrice.

Così è ricordato San Domenico Guzmàn (1170-1221) da uno dei figli migliori del suo Ordine, Padre Giocondo Lorgna: «Com'è dolce pensare a San Domenico, di cui si legge che non appena ebbe posti i fondamenti dell'Ordine, subito prese il costume di passare le intere notti in chiesa dinanzi a Gesù.

Il Santo, sebbene sì sapiente, sentiva il bisogno di essere illuminato dalla incarnata Sapienza, d'essere acceso dalle fiamme dell'infinito Amore; e perciò Gesù era il sospiro del suo cuore, la calamita possente che lo attirava a passare le notti, non potendolo di giorno, accanto a Lui».


PREGHIERA PER I MALATI

 


O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, ti presentiamo i malati che sono qui o in casa o negli ospedali.

O Madre Addolorata, ottieni per loro pazienza e forza. Fa' loro accettare con pazienza e amore la croce per il bene loro e del mondo.

Fa' loro capire che l'importante è avere la salute dell'anima. Dà pazienza e carità a tutti i familiari che li devono assistere. O Salute degli infermi, ci rivolgiamo con fiducia a Te perché intercedi presso il tuo Gesù per la loro guarigione. Tante volte l'hai fatto quando ti abbiamo pregato nei tuoi santuari. Che Gesù ascolti anche oggi la tua preghiera: apra il suo cuore, mostri la sua potenza.

Noi crediamo che Lui può e vuole guarirli.

Manifesti la sua gloria e accresca la nostra fede per testimoniare agli altri le meraviglie dell'amore di Dio.

O Vergine potente contro il male, una volta hai liberato tanti paesi dalla peste, liberaci dalla peste che oggi ha altri nomi: il cancro, l'aids...

Liberaci da satana e da tutti i suoi influssi sulle persone e sulle abitazioni.

Per questo, o Madre di Dio e Madre nostra, prega per noi il tuo Gesù.