giovedì 18 novembre 2021

- Un'orribile eternità di tortura e disperazione.

 


DOTTRINA CATTOLICA SULL'INFERNO


- Un'orribile eternità di tortura e disperazione.


"Un santo sacerdote stava esorcizzando un indemoniato, e chiese al demone quali pene stesse soffrendo all'inferno. "Un fuoco eterno", rispose, "un'eterna maledizione, un'eterna rabbia e una spaventosa disperazione per non poter mai guardare Colui che mi ha creato". "Cosa faresti per avere la felicità di vedere Dio?  "Per vederlo solo per un momento, accetterei volentieri di sopportare i miei tormenti per 10.000 anni. Ma vani desideri! Soffrirò per sempre e non Lo vedrò mai!

In un'occasione simile, l'esorcista chiese al demone quale fosse il suo più grande dolore all'inferno. Egli rispose con un accento di indescrivibile disperazione: "Sempre, sempre! Mai, mai!"

I peccatori infelici che si cullano nelle illusioni del mondo e che vivono come se non ci fosse l'inferno, saranno improvvisamente spogliati delle loro illusioni dalla più spaventosa delle catastrofi. Dal mezzo dei loro piaceri cadranno nella fossa dei tormenti.

Coloro che negano l'inferno saranno costretti ad ammetterlo presto; ma ahimè, sarà troppo tardi.  Padre Nieremberg, nella sua opera "La differenza tra il tempo e l'eternità", parla di uno sfortunato peccatore che, come risultato dei suoi modi malvagi, aveva perso la Fede. La sua virtuosa moglie lo esortava a tornare a Dio e gli ricordava l'Inferno, ma lui rispondeva ostinatamente: "Non c'è nessun Inferno". Un giorno sua moglie lo trovò morto, e strana circostanza, teneva in mano un misterioso foglio su cui in grandi caratteri era tracciata questa terrificante confessione: "Ora so che c'è un inferno!".

Un altro incidente:

Mons. de Segur racconta un secondo fatto, che egli considera altrettanto privo di dubbi.  Lo aveva appreso nel 1859, da un sacerdote molto onorevole e superiore di un'importante comunità. Questo sacerdote ne aveva avuto i particolari da un parente stretto della signora a cui era successo. A quel tempo, il giorno di Natale del 1859, questa persona era ancora viva e aveva poco più di quarant'anni.

Si trovava per caso a Londra nell'inverno del 1847-1848. Era una vedova di circa ventinove anni, abbastanza ricca e mondana. Tra i galantuomini che frequentavano il suo salone, si notava un giovane signore, le cui attenzioni la compromettevano estremamente e la cui condotta, inoltre, era tutt'altro che edificante!

Una sera, o meglio una notte, perché era quasi mezzanotte, stava leggendo nel suo letto qualche romanzo, per conciliare il sonno. L'una suonò l'orologio; lei spense il suo cero. Stava per addormentarsi quando, con suo grande stupore, si accorse che uno strano, pallido barlume di luce, che sembrava provenire dalla porta del salotto, si diffuse a poco a poco nella sua camera, e aumentò momentaneamente. Stupita all'inizio e non sapendo cosa significasse, cominciò ad allarmarsi, quando vide la porta del salotto aprirsi lentamente e il giovane signore, il compagno dei suoi disturbi, entrare nella stanza. Prima che lei avesse il tempo di dire una sola parola, lui la afferrò per il polso sinistro e, con voce sibilante, le sillabò in inglese: "C'è un inferno!" Il dolore che sentì al braccio fu così forte che perse i sensi.

Quando, mezz'ora dopo, si riprese, chiamò la sua cameriera. Quest'ultima, entrando, notò un forte odore di bruciato. Avvicinandosi alla padrona, che riusciva a malapena a parlare, notò sul suo polso una bruciatura così profonda che l'osso era messo a nudo e la carne quasi consumata; questa bruciatura era grande come la mano di un uomo. Inoltre, notò che dalla porta del salone al letto, e dal letto a quella stessa porta, il tappeto portava l'impronta dei passi di un uomo, che aveva bruciato la stoffa. Su indicazione della sua padrona, aprì la porta del salotto; lì si videro altre tracce sul tappeto all'esterno.

Il giorno seguente, l'infelice signora apprese, con un terrore facilmente intuibile, che quella stessa notte, verso l'una di notte, il suo signore era stato trovato morto-ubriaco sotto il tavolo, che i suoi servi lo avevano portato nella sua stanza e che lì era morto tra le loro braccia.

Non ci sarebbe nessuno che sarebbe così pazzo da accettare questo accordo:  Durante l'anno, potete cedere a tutte le vostre passioni, gratificare tutti i vostri capricci, a condizione di passare un giorno, un solo giorno, o anche un'ora, nel fuoco. Ripeto, nessuno accetterebbe il patto. Volete averne una prova? Ascolta la storia dei tre figli di un vecchio usuraio:

Un padre di famiglia che si era arricchito solo facendo del male si era ammalato pericolosamente. Sapeva che le fasi finali della morte erano già arrivate, e tuttavia non poteva decidere di fare la restituzione. "Se faccio la restituzione", disse "che ne sarà dei miei figli?". Il suo confessore, uomo di sagacia, ricorse a una strategia singolare per salvare questa povera anima. Gli disse che se voleva essere guarito, stava per dargli un rimedio estremamente semplice, ma costoso. "Se dovesse costare mille, duemila, anche diecimila franchi, che probabilità ci sono?" rispose alacremente il vecchio. "Che cos'è?" "Consiste nel versare il grasso fuso di una persona viva sulle parti morenti. Non serve molto. Se trovate qualcuno disposto, per diecimila franchi, a far bruciare una mano per meno di un quarto d'ora, sarà sufficiente".

"Ahimè!" disse il pover'uomo, sospirando, "ho molta paura di non poter trovare una tale persona". "Ti aiuterò", disse il prete a bassa voce. "Convoca il tuo figlio maggiore; ti ama; sarà il tuo erede; digli: "Mio caro figlio, puoi salvare la vita del tuo vecchio padre se acconsenti a permettere che una mano sia bruciata solo per un piccolo quarto d'ora". Se rifiuta, fai la proposta al secondo, impegnandoti a renderlo tuo erede a spese del fratello maggiore. Se rifiuta a sua volta, il terzo accetterà senza dubbio".

La proposta fu fatta successivamente ai tre fratelli, che, uno dopo l'altro, la rifiutarono con un brivido. Allora il padre disse loro: "Per salvarmi la vita, un istante di dolore vi mette in allarme? E io, per procurare il vostro conforto, andrei all'inferno, per essere bruciato in eterno! In effetti, sarei completamente pazzo". E si affrettò a restituire tutto ciò che doveva senza preoccuparsi di ciò che sarebbe successo ai suoi figli. Aveva ragione, e così i suoi tre figli. Soffrire di bruciare una mano, un breve quarto d'ora, anche per salvare la vita di un padre, è un sacrificio al di sopra delle forze umane".

Tratto da Hell plus How to Avoid Hell di P. FX Schouppe, S.J. e Thomas A. Nelson. (TAN Books & Publishers, Inc., 1989)

LA PAROLA DI GESÙ VERRÀ OSCURATA DEFINITIVAMENTE, IL SUO SANTO NOME CANCELLATO.

 


Carbonia 17.11.2021

La Parola di Gesù verrà oscurata definitivamente,
il suo Santo Nome cancellato.

Maria Santissima con voi tutti che vivete il Santo Vangelo di mio Figlio Gesù.

Figli miei, il mio Cuore Immacolato trionferà con tutti voi che state nella fedeltà assoluta a Gesù. Sono con voi in questo Colle Sacro, non demordete, Dio vi battezza nuovi in Spirito Santo e fuoco, avrete i suoi santi Doni e combatterete quali figli della Luce, al mio fianco.

Siamo giunti alla manifestazione dell’Anticristo nella Chiesa, tutto entrerà nel buio completo, la Parola di Gesù verrà oscurata definitivamente, il suo Santo Nome cancellato. …Povera Umanità!

Amati figli, servite il Santo, Egli vi richiama a Sé, non tormentate il vostro cuore con il pensiero del domani perché il domani appartiene a Dio.

Sarete presto presi dall’Alto e messi a godere una vita nuova, …un’Era Nuova nelle delizie dell’Amore.

Dio è al Suo intervento, sarà improvviso, tutto ciò che è male sarà debellato. Il Cielo chiede ai suoi Figli di stare pronti, con il Santo Rosario in mano e il cuore puro.

Io Maria Santissima, sarò al vostro fianco e vi condurrò quale Corredentrice dell’Opera di salvezza alla vittoria in Cristo Gesù.  …Il premio è la vita eterna in amore e gaudio.

Abbiate amore per Colui che ha donato la propria vita per la vostra salvezza. Egli torna nella sua Misericordia infinita a donare a questa Umanità la possibilità di unirsi a Lui. Egli vi chiederà di scegliere: …stare con Gesù o con Satana! Aprite i vostri cuori a Gesù, figli miei, non allontanatevi dalla Salvezza, il tempo è nella battaglia, la vittoria è in mano ai suoi Figli.

Ora unisco le mie Mani alle vostre, …con amore immenso supplichiamo il suo Ritorno anticipato.

Avanti bambini miei, la vostra Mamma Celeste è qui con voi, nessun timore, urlate al mondo la sua seconda Venuta.

Io Maria Santissima, Madre di Gesù e Madre vostra, chiedo ancora a tutti voi che rifiutate il vostro Dio Creatore, di tornare a Lui prima che cali il tremendo buio.

Vi amo.

La SS.ma Trinità vi benedice.

I Padri Apostolici con Giustino Martire e Ireneo

 


La prima epistola di Clemente ai Corinzi


Capitolo I.- Il saluto. Elogio dei Corinzi prima dello scoppio dello scisma tra loro.

La Chiesa di Dio che soggiorna a Roma, alla Chiesa di Dio che soggiorna a Corinto, a coloro che sono chiamati e santificati per volontà di Dio, per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo: Grazia a voi e pace da Dio onnipotente per mezzo di Gesù Cristo, sia moltiplicata.

A causa, cari fratelli, degli improvvisi e successivi eventi calamitosi che ci sono accaduti, sentiamo di essere stati un po' in ritardo nel rivolgere la nostra attenzione ai punti riguardo ai quali ci avete consultato2 , e specialmente a quella vergognosa e detestabile sedizione, assolutamente ripugnante per gli eletti di Dio, che alcune persone avventate e sicure di sé hanno acceso a un tale livello di frenesia, che il vostro venerabile e illustre nome, degno di essere universalmente amato, ha subito un grave danno3 . Infatti, chi mai ha dimorato anche solo per un breve periodo in mezzo a voi e non ha trovato la vostra fede tanto feconda di virtù quanto saldamente stabilita? 4 Chi non ha ammirato la sobrietà e la moderazione della vostra pietà in Cristo? Chi non ha proclamato la magnificenza della vostra abituale ospitalità? E chi non si è rallegrato della vostra perfetta e fondata conoscenza? Poiché voi facevate ogni cosa senza rispetto per le persone, e camminavate secondo i comandamenti di Dio, essendo obbedienti a coloro che avevano il governo su di voi, e rendendo ogni giusto onore ai presbiteri in mezzo a voi. Avete raccomandato ai giovani di avere una mente sobria e seria; avete istruito le vostre mogli a fare ogni cosa con una coscienza irreprensibile, conforme e pura, amando i loro mariti come in dovere; e avete insegnato loro che, vivendo nella regola dell'obbedienza, devono gestire i loro affari domestici in modo decoroso, ed essere in ogni aspetto improntati alla discrezione.


Capitolo II.- La lode dei Corinzi continua.

Inoltre, eravate tutti contraddistinti dall'umiltà e non eravate per nulla gonfi d'orgoglio, ma cedevate l'obbedienza piuttosto che estorcerla,5 ed eravate più disposti a dare che a ricevere.6 Contenti della provvidenza che Dio aveva fatto per voi, e attenti alle sue parole, eravate interiormente riempiti7 della sua dottrina, e le sue sofferenze erano davanti ai vostri occhi. Così una pace profonda e abbondante fu data a tutti voi, e avevate un desiderio insaziabile di fare il bene, mentre una piena effusione dello Spirito Santo era su tutti voi. Pieni di santi disegni, voi, con vera serietà d'animo e con una fiducia divina, stendevate le vostre mani a Dio Onnipotente, supplicandolo di essere misericordioso con voi, se foste stati colpevoli di qualche involontaria trasgressione. Giorno e notte eravate in ansia per tutta la fratellanza,8 affinché il numero degli eletti di Dio fosse salvato con misericordia e con una buona coscienza.9 Eravate sinceri e incorrotti, e dimentichi delle ferite tra di voi. Ogni tipo di fazione e di scisma era abominevole ai vostri occhi. Facevate cordoglio per le trasgressioni dei vostri vicini; le loro mancanze le consideravate vostre. Non avete mai rancoroso alcun atto di gentilezza, essendo "pronti ad ogni opera buona".10 Adornati da una vita completamente virtuosa e religiosa, facevate ogni cosa nel timore di Dio. I comandamenti e le ordinanze del Signore erano scritti sulle tavole dei vostri cuori.11

Schaff, Philip (1819-1893) (Editor)

La pratica della presenza di Dio: La migliore regola di Vita Santa

 


PRIMA CONVERSAZIONE

Conversione e impiego precedente. * Soddisfazione alla presenza di Dio. *

La fede come nostro dovere. * La rassegnazione è il frutto della vigilanza.


La prima volta che vidi fratello Lawrence fu il 3 agosto 1666. Mi disse Che DIO gli aveva fatto un favore singolare, nella sua conversione all'età di diciotto anni. Che in inverno, vedendo un albero spogliato delle sue foglie, e considerando che entro poco tempo le foglie si sarebbero rinnovate, e dopo sarebbero apparsi i fiori e i frutti, ricevette una visione elevata della Provvidenza e della Potenza di DIO, che non è mai stata cancellata dalla sua anima. Che questa visione lo aveva perfettamente liberato dal mondo, e aveva acceso in lui un tale amore per DIO, che non poteva dire se fosse aumentato in più di quarant'anni che aveva vissuto da allora.

Che era stato cameriere di M. Fieubert, il tesoriere, e che era un tipo molto maldestro che rompeva tutto.

Che aveva desiderato di essere ricevuto in un monastero, pensando che lì sarebbe stato fatto riparare per la sua goffaggine e le colpe che avrebbe commesso, e così avrebbe sacrificato a DIO la sua vita, con i suoi piaceri; ma che DIO lo aveva deluso, non avendo trovato altro che soddisfazione in quello stato.

Che dovremmo stabilirci in un senso della Presenza di DIO, conversando continuamente con Lui. Che era una cosa vergognosa abbandonare la Sua conversazione, per pensare a inezie e sciocchezze.

Che dovremmo nutrire e nutrire le nostre anime con alte nozioni di DIO; il che ci darebbe grande gioia nell'essere devoti a Lui.

Che dovremmo ravvivare la nostra fede. Che era deplorevole che ne avessimo così poca; e che invece di prendere la fede come regola della loro condotta, gli uomini si divertivano con banali devozioni, che cambiavano ogni giorno. Che la via della Fede era lo spirito della Chiesa, e che era sufficiente per portarci ad un alto grado di perfezione.

Che dovevamo abbandonarci a DIO, sia per le cose temporali che per quelle spirituali, e cercare la nostra soddisfazione solo nel compimento della Sua volontà, sia che ci guidasse con la sofferenza che con la consolazione, perché tutto sarebbe stato uguale per un'anima veramente rassegnata. Che c'era bisogno di fedeltà in quelle aridità, o insensibilità e irritabilità nella preghiera, con cui DIO prova il nostro amore per Lui; che allora era il momento per noi di fare buoni ed efficaci atti di rassegnazione, di cui uno solo avrebbe spesso molto promosso il nostro progresso spirituale.

Che per quanto riguarda le miserie e i peccati di cui sentiva parlare ogni giorno nel mondo, era così lontano dal meravigliarsene, che, al contrario, era sorpreso che non ce ne fossero di più, considerando la malizia di cui sono capaci i peccatori: che da parte sua, pregava per loro; ma sapendo che Dio poteva rimediare ai mali che facevano, quando gli piaceva, non si dava più problemi.

Che per arrivare a tale rassegnazione come richiesto da DIO, dovremmo vigilare attentamente su tutte le passioni che si mescolano tanto nelle cose spirituali quanto in quelle di natura più grossolana; che DIO darebbe luce su queste passioni a coloro che desiderano veramente servirlo. Che se questo era il mio scopo, cioè servire sinceramente DIO, potevo venire da lui (Fr. Lawrence) tutte le volte che volevo, senza alcun timore di essere fastidioso; ma se no, che non dovevo più fargli visita.

Lawrence, Brother (Nicholas Herman, c. 1605-1691)

PREGHIERA PER I SACERDOTI

 


Signore Gesù, hai scelto i Tuoi preti tra noi e li hai mandati a proclamare la Tua Parola e ad agire nel Tuo Nome. Per un così grande dono alla Tua Chiesa, Ti lodiamo e Ti rendiamo grazie. Ti chiediamo di riempirli con il fuoco del Tuo amore, cosicché il loro ministero riveli la Tua presenza nella Chiesa. Poiché sono vasi di argilla, preghiamo perché il Tuo potere si renda visibile nella loro debolezza.

Nelle loro afflizioni non permettere che siano schiacciati; nei dubbi non disperino; nella tentazione non siano distrutti. Ispirali nella preghiera di vivere ogni giorno il mistero della Tua Morte e Resurrezione. Nel tempo della debolezza, invia loro il Tuo Spirito e aiutali a lodare il Tuo Padre Celeste e a pregare per i poveri peccatori. Con lo stesso Santo Spirito poni la Tua Parola sulle loro labbra e il Tuo Amore nei loro cuori, perché portino la Buona Novella al povero e fascino i cuori spezzati. Possa infine il dono di Maria, Tua Madre, al discepolo che hai amato, essere il Tuo dono a ogni prete. Concedi che Lei, che Ti ha formato alla sua immagine umana, possa formarli alla Tua immagine divina, per la potenza del Tuo Spirito, a gloria di Dio Padre. Amen.

O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.


Fate la vostra parte e io vi aiuterò a raggiungere la santità a cui siete chiamati.

 


Messaggio di Dio Padre a J. V.


22 ottobre 2021

Rosario del mattino unico messaggio


Primo mistero. Dio Padre parla.

Figlioli, come vi ho detto nelle Sacre Scritture: "Chi mangia il Mio Corpo e beve il Mio Sangue avrà una parte con Me in Paradiso". Forse non avete meditato su questo, Miei piccoli, perché, come il cibo fa crescere il vostro corpo e vi dà salute, così mangiando Me, nella Santa Eucaristia, mangiando il Mio Corpo, bevendo il Mio Sangue, crescete nella Virtù, nell'Amore, nella vita spirituale e vi preparate ad entrare nel Regno dei Cieli.

Tutto il buon cibo porta buoni frutti in voi e vi sentite sempre meglio. Vedete come i vostri figli crescono con il nutrimento che date loro e così, avete raggiunto l'età in cui siete ora, nutrendovi in modo sano.

La vostra anima, in molti dei vostri fratelli e sorelle, non è cresciuta. E ve l'ho detto una volta, anni fa, che ci sono anime che arrivano qui in Cielo, e sono anime infantili, e i loro corpi erano adulti, e questo succede perché non sono state nutrite correttamente, prima di tutto, attraverso la Santa Eucaristia e poi conducendo una vita di preghiera, penitenza, digiuno, una vita sacramentale, una vita che si avvicina a Me, il vostro Dio.

Invecchiando, vi vengono dati anche consigli di vita e di salute per il vostro corpo e lo stesso vale per la vostra anima, ma se non vi avvicinate al vero cibo, alla vera vita spirituale, se non vi mettete a vivere una vita corretta, potrete anche perdere l'ingresso al Regno dei Cieli.

C'è il contrario, ci sono anime di bambini che sono morti, con il corpo di bambini, ma con l'anima di adulti; e queste sono anime che hanno capito fin da piccoli quello che volevo e si sono date totalmente a Me. Certamente, sono anime scelte, affinché vi diano anche un esempio di vita, affinché vi rendiate conto che veramente l'anima può crescere stando con Me e seguendo tutto ciò che vi ho chiesto di fare, affinché rimaniate uniti a Me, vostro Dio, uniti al Cielo, uniti alla Divinità.

Che spreco per molte anime che non Mi cercano, che non vogliono stare con Me, che sentono che Io le condiziono con i Comandamenti, che si sentono imprigionate con i Comandamenti che Io ho dato loro, affinché possiate crescere nel buon ordine spirituale, ma satana fa loro vedere tante cose negative, in modo che non capite cosa dovreste vivere realmente. Come vi ho spiegato prima: ognuno dei Comandamenti è un semaforo rosso dove voi, tenendoli tutti presenti, vi rendete conto di quali strade non dovete seguire.

Quando sei con Me, come ti ho detto nelle Sacre Scritture, non hai bisogno dei Dieci Comandamenti, solo due: Ama Me, il tuo Dio e ama il tuo prossimo come te stesso, e automaticamente tutti gli altri Comandamenti sono superflui, perché l'Amore, il Vero Amore e l'essere uniti a Me, non ti permetterà di cadere negli errori in cui l'uomo cade normalmente, perché sono deviazioni dove satana ti porta, deviazioni sia del tuo corpo che della tua anima.

Tenetevi dunque, miei piccoli, per mano con Me, guidati da mia figlia, la sempre vergine Maria, e soprattutto attenti alla vostra vita spirituale. Proprio come voi, quando siete nella vostra professione sulla terra, o in quello che fate per mantenere la vostra famiglia, dovete anche essere attenti alla vostra vita spirituale, e in questo modo, il Mio Santo Spirito in voi, vi impedirà di cadere negli errori in cui normalmente cadete.

Certamente, è un compito molto attento, un compito che tutti voi dovete seguire, e quando diventa comune, è facile condurre una vita santa, quando sapete fermare gli attacchi di satana e non seguire ciò che vi propone, cominciate ad avere una vita con Me, il vostro Dio. Fate la vostra parte e io vi aiuterò a raggiungere la santità a cui siete chiamati.

Grazie, miei piccoli.


Liberato dalle potenze delle tenebre - LA TENTAZIONE E LA VITTORIA

 


Emmanuel Eni Amos, ex-agente di Satana nigeriano nominato ‘Presidente degli stregoni’ da Satana  racconta il suo travagliato e orrendo passato e la sua conversione a Cristo Gesù che lo ha liberato dalla potestà delle tenebre e gli ha ordinato di andare e rendere testimonianza di quello che Egli nel suo grande amore ha fatto per lui 


LA TENTAZIONE E LA VITTORIA 

 

“Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano” (Giovanni 10:27-28).  

Dopo la mia conversione a Cristo, la prima cosa che accadde fu che tutti i doni che avevo ricevuto  nel mare, il Telescopio, la televisione, le camicie, e le fotografie che io avevo scattato nei laboratori  del mare e la fotografia della Regina della Costa che erano esposte nel mio appartamento, tutte  queste cose svanirono. 

Quando ritornai a Port Harcourt, io avevo una grande voglia di rendere testimonianza di cosa il Signore aveva fatto per me, ma nella chiesa questo non mi fu permesso. La moglie del mio defunto  zio che è anche lei una Cristiana, mi portò da uno dei pastori ma la domanda che questi fece fu:  ‘Ha portato la carta?’ Io capii più tardi che la carta a cui egli si riferiva era il ‘certificato di appartenenza alla chiesa’. Che cosa aveva a che fare un certificato di appartenenza con il mio rendere testimonianza della potenza di Cristo e di quello che Lui aveva fatto per me? Dio mi aveva trasportato dalla potenza delle tenebre nel regno del Suo amato Figliuolo, nel quale io ho la redenzione attraverso il suo sangue, e la remissione dei miei peccati. Io ero triste perchè sapevo che Satana  non permetteva ai giovani convertiti di andare a testimoniare, specialmente a coloro ‘che precedentemente’ erano coinvolti profondamente nelle sue attività, e faceva di tutto per fermare tali testimonianze. Mi ricordai ancora che il Signore mi aveva chiaramente ordinato: ‘Và e testimonia  quello che io ho fatto per te’ e qui io mi trovai faccia a faccia con il rigetto. Forse non era ancora il  tempo. Così io decisi di accantonare la cosa, cioè il mio dare la mia testimonianza agli altri, e di  aspettare. 

Viaggiai con tre commercianti da Aba a Togo per un viaggio di affari. In quel posto comprai merce  per un valore di 160.000 Naira. Di questo ammontare di soldi, il mio denaro personale era di  70.000 Naira, mentre le rimanenti 90.000 Naira le avevo prese in prestito da dei commercianti in  Aba. Tra le cose che comprai c’erano rotoli di lacci, vari tipi di farmaci (specialmente antibiotici),  delle siringhe, dei termometri, ecc. Al confine Nigeriano, noi fummo ritenuti dalla Dogana, e più  tardi ci fu chiesto di pagare una tangente. Noi rifiutammo e le merci, incluse quelle che appartenevano ai miei tre colleghi, ci furono confiscate. Alcuni mesi più tardi, le merci che appartenevano ai  miei colleghi furono rilasciate, eccetto le mie. Ritornai più tardi e mi fu domandato di pagare 40.000  Naira, ma nel controllare le merci io mi accorsi che tutte le merci di valore – i rotoli di lacci, le siringhe, i farmaci ecc., - erano state di già rubate. Feci una stima delle merci rimaste e capii che pagando 40.000 Naira alla Dogana avrebbe significato soltanto aumentare la perdita, così decisi di  rinunciare alle rimanenti merci.  

I commercianti da cui avevo preso a prestito il denaro cominciarono a darmi la caccia. Alcuni di loro chiamarono la Polizia, altri presero le leggi nelle loro mani e programmarono di togliermi la vita.  L’unica soluzione era di chiudere i miei conti bancari e usare tutto il denaro che avevo per pagare  tutti i debiti. Per la grazia di Dio, pagai tutto eccetto 1.000 Naira che dovevo dare al mio proprietario in Lagos. Andai completamente in fallimento e dovetti persino prendere in prestito 20 K per pagare il prezzo del biglietto del taxi.  

Mi recai presso alcuni Cristiani che erano nel commercio e che conobbi allora, per chiedergli di  aiutarmi a ripartire di nuovo nella vita. Nessuno disse sì o no, piuttosto mi veniva ripetutamente  domandato di andare il giorno successivo fino a che mi stancai di andare. Provai una grande frustrazione e non sapevo a chi rivolgermi per un consiglio o per trovare un aiuto. Io non conoscevo  la Parola di Dio e con tutta la confusione che c’era nel mio cuore, leggevo la Bibbia ma non la capivo. 

Mentre stavo ancora pensando cosa fare, io ricevetti una telefonata urgente dal mio villaggio. Corsi  a casa e trovai che la piccola costruzione che stavo facendo costruire era stata distrutta da mio zio  che era anche presente e che minacciò di uccidermi. La vecchia natura in me fu sfidata. Mi ricordai  di quando ero con la società segreta, come lui aveva paura di me e si metteva in ginocchio davanti  a me, ma ora lui sapeva che io ero un uomo cambiato (come lo sapesse io non lo sapevo dato che  da quando mi ero convertito non ero andato a casa) e ora lui mi minacciava. Invocai il Signore e gli dissi: ‘Così tu mi hai salvato per lasciarmi frustrato e per permettere ai miei nemici di rallegrarsi di  me’. Io piansi e decisi di tornare nella società segreta. Almeno io sarei stato salvato da tutta la confusione e avrei anche dato a mio zio una lezione che non avrebbe mai dimenticato per tutta la vita.  Nonostante presi questa decisione, io avevo due timori prominenti dentro me.   

1) Durante la mia conversione, il Signore mi aveva detto chiaramente: ‘QUESTA E’ LA TUA ULTIMA OPPORTUNITÀ’. Il mio ritorno nella società poteva significare la morte, non solo la morte fisica ma anche la morte spirituale. 

2) Se dimoravo nel Signore, mio zio mi stava minacciando di morte. 

Ero così confuso e avevo bisogno di aiuto. Ero ignorante della Parola di Dio e non sapevo cosa dice la Parola a riguardo delle cose da me menzionate qua sopra. Caro lettore, tu devi comprendere  che io avevo tutte queste confusioni perché mi mancava chi mi seguiva come giovane convertito.  Seguire i giovani convertiti è molto importante e i Cristiani dovrebbero prendere questa cosa seriamente. Se tu sai che non puoi seguire i tuoi convertiti, per favore non andare fuori a testimoniare. Gesù Cristo enfatizzò questa cosa tre volte quando domandò a Pietro: ‘Simone, figlio di Giona,  mi ami tu più di questi?’ ‘PASCI I MIEI AGNELLI’ Molti convertiti tornano nel peccato perché non  vengono seguiti in maniera appropriata. Se tu ami Gesù, prenditi cura dei Suoi agnelli! 

 

La Battaglia con gli Agenti di Satana 

Durante questo periodo, gli agenti della Regina della Costa cominciarono a perseguitarmi. Essi mi  fecero soffrire molto. Io ebbi degli incubi. Il primo Maggio 1985, un mese dopo la mia conversione,  alle 2 di notte circa gli altri in casa dormivano. Io fui svegliato da questi agenti. Essi mi comandarono di uscire fuori di casa. Io obbedii, uscii fuori ed essi mi seguirono. Tutto questo stava succedendo come in un sogno ma era nella realtà. Noi ci spostammo nel cimitero situato presso la Chiesa  Anglicana di San Paolo, al di là di Aba Road, a Port-Harcourt. Arrivati là essi mi dissero: ‘Tu devi  tornare con noi. Se ti rifiuti, noi ti uccideremo o ti ridurremo alla miseria. Dopo avermi dato questi  ordini, essi se ne andarono via. Ripresi i miei sensi e mi domandai come avevo potuto giungere nel  cimitero a quell’ora della notte. Ritornai a casa, la moglie di mio zio mi domandò dove ero stato.  Non le risposi, piuttosto tornai a letto e mi riaddormentai. Gli agenti di Satana decisero di attaccarmi durante i pomeriggi. A volte, essi mi combattevano mentre camminavo lungo la strada. Le persone che erano attorno mi vedevano combattere contro l’aria o mi vedevano correre come se fossi  inseguito. Ma solo io li potevo vedere. Questo essi lo fecero per quattro volte e si fermarono. Poi  subentrò il loro capo, la Regina della Costa. 

Il primo giorno ella venne in macchina e parcheggiò a fianco di casa nostra. Ella era ben vestita e,  come sempre, molto bella. Le persone attorno pensarono che fosse la mia ragazza. Appena ella  entrò, io seppi chi era. Ella venne attorno a mezzogiorno quando l’intera zona era meno trafficata.  Ella si sedette e tra le altre cose disse: ‘Tu puoi andare nella tua chiesa, credere qualsiasi cosa tu  vuoi credere, ma soltanto se TU NON RIVELERAI LA MIA ESISTENZA, io ti darò qualsiasi cosa tu  abbia bisogno in questa vita’. Io non conoscevo le Scritture e così mi limitai ad ascoltarla e a guardarla mentre parlava. Ella mi supplicò e cercò di persuadermi a ritornare da lei. Non le dissi né sì e  né no, ella si alzò, entrò nella sua macchina e partì. 

Per circa due volte la moglie di mio zio si intrattenne con lei senza sapere chi ella fosse e io non  dissi mai alla moglie di mio zio chi era quella donna. Durante la sua ultima visita la Regina della  Costa cambiò il suo approccio. Questa volta ella mi diede un severo avvertimento dicendo che ella  aveva cercato nel corso di queste visite di persuadermi a tornare da lei e che io ero stato molto ostinato, e che questa era la sua ultima visita; se io avessi ancora rifiutato di tornare, ella sarebbe  venuta da me in Agosto e mi avrebbe o ucciso, o sfigurato o ridotto alla miseria. Con queste parole  ella andò via. 

Ebbi paura, così un giorno io andai in chiesa e chiamai un fratello. Io gli raccontai i miei problemi e  gli dissi quello che io avevo osservato su alcuni membri della chiesa ecc. Questo fratello mi diede  l’indirizzo dell’ufficio della SCRIPTURE UNION (S.U.), e mi disse: ‘LA’ TU TROVERAI UN AIUTO’.  Incidentalmente quello fu l’ultimo giorno che vidi questo fratello, io fino ad oggi non l’ho più visto da  nessuna parte in Port Harcourt. Presi l’indirizzo e il giorno successivo presi un taxi per Bonny  Street 108, dove c’è l’ufficio e dove incontrai il dattilografo che mi diede il programma trimestrale  delle attività del S.U. Rumuomasi Pilgrims Group [Gruppo di Pellegrini della S.U. di Rumuomasi] che era quello più vicino a casa mia. Venne la Domenica e io mi recai alla Scuola Statale di San  Michele di Rumuomasi, dove si riuniva il gruppo. Ma arrivai alle 2 del pomeriggio, non sapendo  che la riunione cominciava alle 3, ma incontrai il gruppo di Preghiera e così mi unii a loro. 

Dopo la riunione di quel giorno io compresi che quello era il posto giusto per me. Dio mi provvide  una signora Cristiana che io considerai come mia madre, che si interessò di me spiegandomi la  parola di Dio e mi diede anche dei consigli. I fratelli e le sorelle si interessarono molto di me e si  presero cura di me. Io vidi un amore reale. Lo Spirito Santo cominciò a farmi capire la Parola di Dio  e la mia fede crebbe. Cominciai a godere la mia vita Cristiana. Venne il mese di Agosto e se ne  andò, ma la Regina della Costa non si fece vedere come aveva minacciato di fare. Salmo 91 – La  protezione di Dio si adempì nella mia vita. Isaia 54:17: “Nessun’arma fabbricata contro di te riuscirà; e ogni lingua che sorgerà in giudizio contro di te, tu la condannerai. Tal è l’eredità dei servi  dell’Eterno, e la giusta ricompensa che verrà loro da me, dice l’Eterno”. Anche questo si adempì.   Settembre 1985, io ricevetti un messaggio in cui si diceva che il mio nome era apparso come distributore con la Silver Brand Cement di Lagos, e che aspettavano che io mi presentassi all’ufficio  il 27/9/85. Io partii da Port Harcourt il 26/9/85 e arrivai a Lagos la notte. La mattina seguente, il  27/9/85, entrai nell’ufficio soltanto per sentirmi dire dal Capo Personale che il mio posto era stato  assegnato a qualcun’altro. Egli mi domandò di ritornare il giorno dopo, cioè il 28/9/85, per vedere il  Direttore Generale. Mentre ritornavo al mio appartamento, mentre passavo attraverso una strada,  qualcuno venne dal di dietro e mi afferrò strettamente e cercò di soffocarmi mantenendo chiusi sia  il mio naso che la mia bocca. Lottai per la mia vita e mentre le persone passavano, nessuno venne  a liberarmi, ma intervenne il Signore. Mentre stavo ancora lottando con le mie mani, io sentii una  donna gridare e spingermi via dicendo: ‘Chi è quella persona dietro di te?’ Ella ripeté questa domanda una seconda volta e poi scomparve. Dalla voce io compresi che era una donna ma non vidi  chi era. Io ero intontito e rientrai al mio appartamento barcollando. Qui il mio proprietario era molto  furioso, e mi disse: ‘Perchè sei fuggito con il mio denaro e il mio affitto?’ Io lo supplicai e cercai di  spiegargli che al momento io non stavo lavorando e gli avrei pagato tutto il denaro appena avrei  avuto il denaro. Dalla maniera in cui egli acconsentì io pensai che questa faccenda era sistemata.   Il giorno successivo, il 28/9/85, io tornai all’ufficio e incontrai il Direttore Generale che si scusò per  avere dato il mio posto ad un altro. Mentre egli stava ancora parlando, un giovane uomo entrò dentro e mi domandò: ‘Non sei tu Emmanuel?’ Io dissi: ‘Sì, lo sono’. Egli disse: ‘Sì, alla fine noi ti abbiamo preso. Hai finito di correre? Noi abbiamo visitato Port Harcourt diverse volte e abbiamo trovato che tu eri sempre con quella tua madre spirituale. Ella è stata una pietra d’inciampo per noi e  ora che tu sei venuto a Lagos noi ti abbiamo preso. Tu non potrai più tornare a Port Harcourt. Io  sono quello che ha preso il tuo posto’. Io lo sfidai e gli dissi: ‘Voi non potete fare niente’. Il Direttore  Generale fu sorpreso di vedere quello che stava succedendo nel suo ufficio. Io mi scusai e partii  per andare al mio appartamento.  

Qualche minuto più tardi sentii bussare alla mia porta ed entrò Ninna. Ella mi domandò se io stavo  per tornare a Port Harcourt. Io risposi di sì. Ella mi supplicò di tornare con loro e che i lavori per cui  io ero stato particolarmente addestrato giacevano ancora ineseguiti: KOTIPARI (nella lingua Yoruba) 

- Addestrato per essere a capo degli agenti delle potenze demoniache. 

- Addestrato per essere a capo della ‘stanza di controllo nel mare’ per monitorare le cose che accadevano sulla terra e mandare e ricevere segnali d'allarme, mobilitare delle forze ecc. 

- Addestrato per essere accanto alla Regina della Costa il che implicava non solo cerimonie, sacrifici, esecuzione di speciali missioni datemi da lei, ma anche altre cose difficili da spiegare. 

- Addestrato per stabilire, con l'assistenza delle potenze delle tenebre, nuove società segrete che  apparivano innocue, ma capaci di attirare dei giovani, come anche più numerose persone che frequentavano le chiese. 

Ninna mi disse che se io l’avessi accompagnata, quello che mi aspettava era una promozione  doppia e molte benedizioni. Ella mi confessò che loro erano responsabili del fatto che le mie merci  erano state sequestrate e rubate, e anche che loro avevano istigato mio zio affinché distruggesse  la mia costruzione e mi minacciasse di morte. Ninna mi disse che se io avessi rifiutato di seguirla  essi avrebbero fatto di più e avrebbero fatto sì che io non prosperassi, e che essi avevano deciso  di combattere la mia madre spirituale: ‘Se noi prendiamo lei, abbiamo preso te’, ella disse. In quel  momento io cominciai a predicarle la Parola di Dio. Ella si alzò in piedi e disse: ‘Essi ti stanno seducendo’ e andò via. Questo avvenne la sera del 28/9/85. 

Era andata via da circa quindici minuti quando io sentii di nuovo bussare. Questa volta erano quattro uomini. Essi mi fecero segno di seguirli e così io uscii e mi trovai a camminare con loro. Noi  camminammo per circa 10 metri e uno dei due mi disse: ‘Ci conosci?’ io risposi di no. Egli continuò: ‘Noi siamo stati pagati dal tuo proprietario per ucciderti’. Mentre lui stava ancora parlando uno  di loro tirò fuori una pistola e un altro tirò fuori un pugnale. Io ero indifeso e sapevo che loro mi avrebbero ucciso, ma Dio nella Sua maniera soprannaturale compì un miracolo che sorprese sia me  che loro. L’uomo con la pistola mi sparò contro, ma dalla pistola non uscì nessun rumore. L’uomo  con il pugnale lo usò sulla mia schiena ma la lama non penetrò, ella mi diede l’impressione di una  bacchetta che veniva usata su qualcuno. Essi furono terrorizzati come lo fui io. Lo Spirito di Dio  venne su di me e cominciai a predicare, tre di loro scapparono via, ma il quarto uomo crollò e cominciò a piangere e mi supplicò affinché io pregassi per lui. Io non sapevo neppure come pregare  a quel tempo ma dissi solo: ‘Signore, per favore perdona e dimentica e perdonalo. Amen’. Egli diede la sua vita a Cristo e io lo portai in una Chiesa Pentecostale vicina e spiegai al Pastore quello  che era successo e lo affidai al Pastore e andai via. Come entrai dentro casa, il mio proprietario  uscì fuori correndo e si gettò sulle ginocchia e cominciò a supplicarmi e disse: ‘Per favore, perdonami, io pensavo che tu avevi deciso di fuggire a Port Harcourt a cagione del mio denaro (1.000  Naira)’. Io lo perdonai e noi ci mettemmo finalmente d’accordo che io avrei pagato il denaro a rate.   Quella stessa notte, alle 2 di mattina circa, il Signore mi svegliò. Io non sapevo perché mi ero svegliato, così io andai nel salone, e vidi una grossa tartaruga che mi stava di fronte; mi ricordai immediatamente dello studio biblico che avevamo avuto a Port Harcourt sulla potenza della parola. Io  allora pronunciai queste parole: ‘Tartaruga, da quando sono nato, la dimora della tartaruga è o la  boscaglia o il mare, ma per essere entrata nella mia casa con le finestre e le porte chiuse, tu hai  peccato, e per questo tu devi morire’. Appena dissi questo, la tartaruga scomparve. Ritornai in camera e mi addormentai. Mi svegliai una seconda volta e sentii del rumore nel salone e andai e là  davanti a me c’era un orribile avvoltoio. Io ripetei le medesime parole e appena dissi: ‘Per avere  commesso questo peccato tu devi morire’, anch’esso scomparve. Durante questo viaggio a Lagos  IO VIDI LA BENIGNITÀ, LA GRANDEZZA E LA FEDELTÀ DI DIO.  

La mattina successiva, il 29/9/85, io presi un sontuoso bus per Port Harcourt. Quando raggiunsi  Ore, il bus andò a schiantarsi contro un albero e rimase danneggiato ma nessuno rimase ferito.  L’autista lo rimise sulla strada, ma quando il bus cominciò a prendere velocità cominciò a sbandare  da un lato all’altro della strada. Mi ricordai delle minacce di Ninna e così mi alzai nel bus, predicai  ai passeggeri e conclusi dicendo: ‘Questi incidenti stanno succedendo per cagione mia, ma da ora  in poi non ci saranno più incidenti fino a che non raggiungeremo Port Harcourt, nel nome di Gesù’,  e mi sedetti. In realtà, quando mi sedetti mi stupii per quello che avevo detto. E così avvenne, il  veicolo arrivò bene a Port Harcourt senza più incidenti o guasti.  

La Scrittura giustamente dice: “Ecco, potranno far delle leghe; ma senza di me. Chiunque farà lega  contro di te, cadrà dinanzi a te” (Isaia 54:15). Essi (la Regina della Costa e i suoi agenti) cercarono, ma siccome la loro unione non era fatta per il Signore, ma contro il Suo figliuolo, essi inciamparono tutti e caddero: “Quando l’avversario verrà come una fiumana, lo Spirito dell’Eterno lo metterà  in fuga” (Isaia 59:19).  

Io dono a Dio tutta la gloria per avere manifestato la sua potenza in mio favore. 

IL REGNO DEI GIORNI FELICI

 

Il Paradiso visto da me. 

Lo Spirito Santo non rifiuta il dialogo, e nemmeno di essere trattato da amico se vede che le parole del dialogo sono condite con sentimenti d’amore. 

Me ne rendevo conto sempre di più. Allora mi è venuta l’idea di approfittare di un momento di pace e tranquillità per confidarmi con Lui a proposito di una “sete” che avevo dentro di me, e che non ero mai riuscito a spegnere, una specie di smania che mi sentivo dentro fin dalla fanciullezza. Si trattava del Paradiso, o piuttosto dell’idea che noi umani ci possiamo fare del  Paradiso vivendo qui sulla terra. Volevo capire, almeno un po’, com’era fatto il Paradiso, ma più cercavo e meno trovavo. Per esempio, durante una Messa  domenicale mi ero lasciato convincere dal predicatore che in Paradiso tutte  le anime sono felici di una felicità perfetta, totale; ma poi durante una  lezione di catechismo ero rimasto colpito dalla spiegazione che la maestra di  turno, una suora, ci aveva dato in proposito. Aveva detto che in Cielo certe anime sono “più vicine” a Dio, e quindi più fortunate e felici di certe altre. 

Chi dei due aveva ragione? Il predicatore o la maestra? 

Siccome l’immagine del Paradiso che pian piano mi ero già costruito mentalmente rifletteva quella di un anfiteatro, in cuor mio concludevo che gli  abitanti del Paradiso non potevano essere tutti felici allo stesso modo, perché  in un  anfiteatro i posti non sono tutti in prima fila. A causa di tutto questo,  la mia logica di fanciullo, già mezzo adolescente, era un po’ in rivolta. In certi momenti mi capitava persino di pensare che forse il Cielo perfetto era un’invenzione, una specie di utopia. Siccome la cosa durava, e ormai mi sentivo come un topolino preso in trappola, un bel giorno mi sono rivolto al  Creatore con una preghiera del genere: 

 «Dio d’amore, vorrei parlarvi della questione del Paradiso. Non ce l’avete  per caso una maniera per spiegarmi com’è fatto? Una maniera adatta al mio modo di pensare? Il vecchio parroco del paese dove sono nato (pace all’anima sua), ha sempre rifiutato di rispondermi su questo argomento, e mi sembra che  con le mie domande sono riuscito a dargli persino fastidio. Vi ricordate di quando ho scoperto l’esistenza della parola: “elucubrazione”? È stato lui a farmela scoprire. Diceva che per lui i miei discorsi erano delle “elucubrazioni  mentali”. Non vorrei importunarvi con delle “elucubrazioni mentali”. Vorrei solo informarmi se sì o no presso di Voi esiste una spiegazione, un qualcosa che  sia in grado di aiutarmi ad uscire dalla trappola mentale nella quale mi sento  preso a proposito del Paradiso."  

“Pfaff”... Due bottiglie mi si presentano davanti, ed è come se le vedessi,  anche se con i miei occhi umani non vedo niente. Una è grande, l’altra è più piccola di circa la metà. La Voce immateriale mi dice: “Attenzione! Ora le riempio d’acqua. Sappi che quest’acqua rappresenta  la felicità, e che le due bottiglie sono due anime appena arrivate in Paradiso.” 

Il tempo di riempirle, e il mio “Dolce Ospite” immateriale riprende la sua spiegazione dicendo:  

– Adesso che le due anime sono riempite di felicità, ognuna secondo le  sue capacità, pensi che siano completamente felici ambedue?  

– Sì! Sono certo che ambedue sono pienamente, totalmente felici. 

– Pensi che la più piccola potrebbe sentirsi “frustrata” di non avere una felicità più grande? 

– No, è impossibile. Essa è al massimo delle sue capacità, perfettamente riempita d’“acqua”, cioè di felicità; non è quindi possibile che in lei nascano sentimenti di frustrazione o di gelosia nei confronti della sua compagna più  grande. La bottiglia più piccola è perfettamente felice, felice in assoluto. Ho  anche capito, sicuramente per grazia vostra, che se nel corso della nostra vita terrena qualcuno di noi vuole diventare una grande “bottiglia”, grandissima,  una bottiglia gigante, magari grande come una damigiana, la cosa è possibile.  Basta che aderisca alle vostre ispirazioni, quelle che ci mandate in fondo al  cuore regolarmente. Ogni volta che le accogliamo, esse ci fanno spiritualmente  crescere. Dico bene?  

– Dici bene. Vuoi che ti aiuti ora ad avanzare ancora un po’ su questa via? 

– Sì, lo voglio.  

Non più bottiglie, ma un lampadario maestoso, sospeso al centro di una  cattedrale altrettanto maestosa. Le lampade che lo fanno risplendere  formano dei cerchi concentrici il cui diametro aumenta gradualmente verso il  basso. La luce è unica, ma le lampade ardenti sono innumerevoli e varie,  secondo il grado al quale appartengono. Ne risulta una sola armonia  luminosa, ma grande, dove ogni lampada è felicissima di far luce secondo la  sua potenza e il suo colore. Allora la Voce immateriale mi dice: 

“Questo lampadario potrebbe rappresentare il Paradiso. Come vedi, le lampade che hanno solo 100 watt non sono gelose di quelle che ne hanno tre o  quattro volte di più. Non pensano di fare più luce di quel che fanno, perché la  pienezza le abita, e la loro luminosità è in armonia con la luminosità del rango al quale appartengono.”  

Mi accorgo che la bellezza di questo lampadario è legata alla sua luce  maestosa, la quale dipende dall’elettricità, la quale rappresenta la potenza di  Dio. Questa immagine mi fa capire che Dio è l’Energia che fa brillare il Paradiso con la sua Potenza Divina d’Amore sempre presente. A questo punto il mio “Dolce Ospite” interno m’invita a visitare la cripta della  cattedrale. Scendo con Lui le scale che conducono alla cripta, e vi trovo un  lampadario simile a quello di sopra, ma meno risplendente. Mi rendo conto  che la sua luce è veramente debole, non tanto a causa delle sue dimensioni  ridotte, ma soprattutto a causa delle sue lampadine, che sono quasi tutte  spente, bruciate o svitate. La Voce immateriale mi dice: 

«Di sopra hai visto la Chiesa trionfante, che è quella del Paradiso, qui  vedi la Chiesa militante, che è quella della terra. La luce di questo lampadario  è molto più debole perché, come vedi, le lampadine sono quasi tutte spente:  bruciate o svitate. Per ora la situazione è così, come tu la vedi, ma fra poco questo lampadario sarà rimesso a nuovo. Le lampadine svitate saranno riavvitate, e quelle bruciate saranno rimpiazzate con lampade nuove. Così il  lampadario sarà in grado di rischiarare bene tutta la cripta.» 

Il significato di queste parole, credo, è che fra qualche tempo, non  molto, Dio ridarà alla sua Chiesa militante lo splendore che la Terra  possedeva prima del Peccato originale. Mi nasce in cuore una preghiera: 

“Venga il tuo Regno, Signore Gesù, e venga presto”.  

Parvulis

GESU' EUCARISTIA l’amico che ti aspetta sempre

 


Miracoli Eucaristici


b) Conservazione miracolosa

1. A Morrovalle (Macerata - Italia), accadde un prodigio il 16 aprile del 1560. Si incendiò la chiesa dei padri francescani e tutto venne distrutto, anche il tabernacolo. Rimasero miracolosamente intatti i corporali e l’Ostia grande, che il giorno prima era stata consacrata da padre Battista da Ascoli. Rimaneva intatta la copertura della pisside, la base invece o coppa era totalmente distrutta. Si investigò e papa Pio IV dichiarò che si trattava di un vero miracolo. Nel 1960 si celebrò il quarto centenario del prodigio e c’è un’iscrizione su di una porta della città che la dichiara «Città Eucaristica».

2. Nella città italiana di Siena nel 1730, alcuni ladri rubarono 351 ostie consacrate dalla chiesa di san Francesco il 14 agosto. Dopo tre giorni, il chierico che raccoglieva le elemosine dalla cassetta si rese conto che si trovavano lì dentro, piene di polvere e in mezzo alle monete. Ora se ne conservano 225. Ma tutte sono così intatte e fresche come se fossero appena state consacrate. Sono stati effettuati, in epoche diverse, esami scientifici, soprattutto nel 1914, 1922 e 1950 e hanno confermato il prodigio della loro miracolosa conservazione. Alcuni santi, come san Giovanni Bosco, e papi come Giovanni XXIII e Paolo VI, hanno adorato queste ostie in cui continua ad essere presente Gesù sacramentato. Papa Giovanni Paolo II andò a Siena il 14 settembre 1980 e dichiarò: «Qui c’è la presenza di Gesù».


c) Profanazioni

1. Avvenne a Alatri (Frosinone - Italia) agli inizi del 1228. Dopo essersi comunicata, una giovane mise l’Ostia nel fazzoletto, per portarla ad una fattucchiera. Tre giorni dopo l’Ostia si era mutata in carne. La fattucchiera e la giovane, pentite, andarono dal vescovo a chiedere perdono e a raccontargli il miracolo. Papa Gregorio IX pubblicò una bolla nello stesso anno, in cui parla di questo prodigio. Ora si conserva questa carne secca in un reliquiario. Nel 1978 si celebrò il 750° anniversario del miracolo con grande solennità.

2. Nella città portoghese di Santarem avvenne un miracolo nel 1247. Una donna, disperata per l’infedeltà del marito, andò da una fattucchiera per chiederle aiuto. Costei le disse di portarle un’Ostia consacrata. Ella andò a ricevere la Comunione nella chiesa di S. Stefano e la avvolse nel suo velo. Mentre andava a casa della fattucchiera, però, incominciarono ad uscire dal velo abbondanti gocce di sangue. Andò a casa sua e nascose tutto in un cofanetto di legno. Durante la notte, ella e il marito furono sorpresi da alcuni raggi misteriosi che uscivano dalla cassapanca e illuminavano tutta l’abitazione. Ella confessò l’accaduto al marito e trascorsero la notte in adorazione. Il giorno dopo, avvisarono il sacerdote che mise tutto in una scatola di cera. Poco dopo, videro la scatola di cera rotta, mentre l’Ostia sanguinante si trovava in un’ampolla di cristallo ermeticamente chiusa. Come vi entrò? In quella stessa ampolla l’Ostia si venera ancora oggi. Ci sono documenti antichi di questo miracolo che ha reso Santarem una città eucaristica.

3. A Lanciano (Chieti - Italia) nel 1273, una donna, disgustata con il marito per i maltrattamenti, andò a consultare un’amica e questa le disse di andare a comunicarsi, di bruciare l’Ostia e di mettere le ceneri nel cibo e nella bevanda del marito per tornare a conquistare il suo amore. Quando la donna volle bruciare l’Ostia, una parte si mutò in carne, da cui uscì molto sangue. Spaventata, l’avvolse in una tela e la sotterrò nella stalla. Al tramonto, il marito non riusciva a far entrare le bestie nella stalla e ci riuscì solo dopo molti sforzi e colpi. Egli pensò che la moglie aveva fatto qualche maleficio e la interrogò, ma ella negò. Per sette anni Gesù sacramentato, mutato in carne e sangue, stette interrato. Alla fine la donna confessò e la reliquia venne dissotterrata. Era intatta, senza alcun deterioramento. Dopo alcuni giorni fu portata a Offida (Ascoli Piceno), dove si conserva. Ci sono documenti attendibili che parlano di questo miracolo. Oggi la parte rimasta come Ostia si trova in perfetto stato, senza corruzione. Il resto appare come dei filamenti di carne color rosaceo. La tela presenta differenti macchie di sangue. Ivi si costruì una cappella alla santa Croce, e la festa si celebra tutti gli anni il 3 maggio.

4. È famoso il caso dell’Ostia conservata nel monastero dell’Escorial di Madrid. Avvenne nel 1592, in un piccolo villaggio dell’Olanda. Bande protestanti presero la città di Gorcum e profanarono le chiese cattoliche. Nella cattedrale profanarono l’Ostia che stava in un ostensorio e la colpirono con mazze di ferro. Immediatamente, apparirono tre macchie rosse nell’Ostia come manifestazione del dolore di Gesù dinanzi a quella profanazione. Quest’Ostia venne ossequiata dal re Filippo II, che la inviò al monastero dell’Escorial, dove si conserva e dove ci sono bassorilievi e quadri che ricordano il miracolo.

5. Nel 1954, il 16 dicembre sull’«Osservatore Romano» apparve la seguente notizia più o meno in questi termini: «Alcuni soldati comunisti entrarono nel monastero delle carmelitane di Bui-Chu, nel Vietnam del Nord, per fare un’ispezione. Giunti alla cappella, vollero vedere il tabernacolo e la religiosa che li accompagnava disse loro che là vi era un Dio buono e che bisognava trattarlo con rispetto. Allora, un soldato prese il fucile e cominciò a sparare contro il tabernacolo. Una palla attraversò la pisside e alcune ostie si dispersero, il soldato rimase immobile come una statua di marmo, con gli occhi terrorizzati».

Angel Peña


 


Vi ho già avvertito che i tempi a venire saranno difficili per tutti coloro che sono lontani dall'Amore di Dio.



Messaggio di Nostra Signora Madre della Divina Consolazione (La Protettrice degli Afflitti)


"Cari bambini,

Ecco la serva del Signore!

Voi sapete, figli miei, che qui sulla terra tutto sarà trasformato quando il Trionfo del mio Cuore avrà luogo! La terra sarà un giardino fiorito e ci sarà pace tra gli uomini. È per questa ragione che io appaio in tanti luoghi, chiedendo la conversione di tutti, affinché tutti possano raggiungere queste Mie Promesse. Piango molte volte perché Gli uomini non sentono ciò che vi parlo in tutto il mondo.

Felici coloro che si fermano ad ascoltare i messaggi di Dio e cercare di fare i primi passi verso la salvezza eterna.

Solo una madre che ama veramente i suoi figli ripete la stessa canzone e la mia canzone è: 

SIATE CONVERTITI! E PREGARE L'UNO PER L'ALTRO!

Sono felice quando parlo con voi e vengo ascoltato. Desidero che tutti voi siate salvati disprezzando il peccato e vivendo solo per Dio. Vi ho già avvertito che i tempi a venire saranno difficili per tutti coloro che sono lontani dall'Amore di Dio.

Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!

Ti amo! Restate tutti nel nome della Santa Trinità".

15 novembre 2021

 


PREGHIERA NATA DALLA COMPASSIONE

 


"Apri il tuo Nuovo Testamento, portalo con te in ginocchio e metti Gesù Cristo davanti a te. Sei come Davide nel salmo sessantatreesimo? La tua anima ha sete di Dio e la tua carne desidera Dio in una terra arida e assetata dove non c'è acqua? Allora metti Gesù al pozzo di Samaria davanti agli occhi del tuo cuore assetato. E ancora, mettilo davanti al tuo cuore quando si alzò l'ultimo giorno, il grande giorno della festa, e gridò, dicendo: "Se qualcuno ha sete, venga a me e beva". Oppure, sei come Davide dopo la vicenda di Uria? Perché, giorno e notte, la tua mano era pesante su di me; la mia umidità si è trasformata in una siccità estiva". Allora mettete davanti a voi Colui che dice: 'Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a ravvedimento. Quelli che sono sani non hanno bisogno di un medico, ma quelli che sono malati" . . . O sei il padre infelice di un figlio prodigo? Allora, metti sempre davanti a te il Padre tuo che è nei cieli; e metti sempre davanti a te il Figlio di Dio mentre compone e predica la parabola di tutte le parabole per te e per tuo figlio."-Dr. Alexander White

Parliamo qui più particolarmente della compassione spirituale, quella che nasce in un cuore rinnovato e che vi trova ospitalità. Questa compassione ha in sé la qualità della misericordia, è della natura della pietà, e muove l'anima con tenerezza di sentimenti per gli altri. La compassione si commuove alla vista del peccato, del dolore e della sofferenza. Si trova all'altro estremo dell'indifferenza di spirito ai bisogni e alle sofferenze degli altri, ed è ben lontana dall'insensibilità e dalla durezza di cuore, in mezzo al bisogno, ai problemi e alla miseria. La compassione sta oltre alla simpatia per gli altri, si interessa a loro e si preoccupa per loro.

Ciò che eccita e sviluppa la compassione e la mette all'opera, è la vista di moltitudini nel bisogno e nell'angoscia, e impotenti ad alleviare se stessi. L'impotenza fa appello soprattutto alla compassione. La compassione è silenziosa ma non rimane isolata. Esce alla vista dei problemi, del peccato e del bisogno. La compassione corre a pregare seriamente, prima di tutto, per coloro per i quali sente, e ha una simpatia per loro. La preghiera per gli altri nasce da un cuore comprensivo. La preghiera è naturale e quasi spontanea quando la compassione nasce nel cuore. La preghiera appartiene all'uomo compassionevole.

C'è una certa compassione che appartiene all'uomo naturale, che spende la sua forza in semplici doni a chi è nel bisogno, da non disprezzare. Ma la compassione spirituale, quella che nasce in un cuore rinnovato, che è di natura cristica, è più profonda, più ampia e più simile alla preghiera. La compassione cristica passa sempre alla preghiera. Questo tipo di compassione va oltre il sollievo dei meri bisogni corporali e il dire: "Siate riscaldati, siate vestiti". Raggiunge più in profondità e va molto più lontano

La compassione non è cieca. Piuttosto dovremmo dire che la compassione non nasce dalla cecità. Chi ha compassione d'anima ha occhi, prima di tutto, per vedere le cose che suscitano compassione. Chi non ha occhi per vedere l'eccesso di peccato del peccato, i bisogni e le sofferenze dell'umanità, non avrà mai compassione per l'umanità. È scritto di nostro Signore che "quando vide le folle, ne ebbe compassione". Prima, vedendo le moltitudini, con la loro fame, i loro guai e la loro condizione di impotenza, poi la compassione. Poi la preghiera per le moltitudini. È duro, e lontano dall'essere simile a Cristo, colui che vede le moltitudini e non si commuove alla vista del loro triste stato, della loro infelicità e del loro pericolo. Non ha un cuore di preghiera per gli uomini.

La compassione non può sempre muovere gli uomini, ma è sempre mossa verso gli uomini. La compassione non può sempre volgere gli uomini a Dio, ma volge, e lo fa, Dio all'uomo. E dove è più impotente ad alleviare i bisogni degli altri, può almeno irrompere nella preghiera a Dio per gli altri. La compassione non è mai indifferente, egoista e dimentica degli altri. La compassione ha a che fare solo con gli altri. Il fatto che le moltitudini fossero come pecore senza pastore, fu l'unica cosa che fece appello alla natura compassionevole di nostro Signore. Poi la loro fame lo commosse, e la vista delle sofferenze e delle malattie di queste moltitudini suscitò la pietà del suo cuore.

"Padre di misericordia, manda la tua grazia

onnipotente dall'alto,

per formare nelle nostre anime obbedienti

L'immagine del Tuo amore.

"Oh, che i nostri petti comprensivi

che il piacere generoso conosca;

Condividere gentilmente la gioia altrui,

e piangere per il dolore altrui".

Ma la compassione non ha a che fare solo con il corpo e le sue disabilità e necessità. Lo stato penoso dell'anima, i suoi bisogni e i suoi pericoli fanno appello alla compassione. Il più alto stato di grazia è conosciuto dal segno infallibile della compassione per i poveri peccatori. Questo tipo di compassione appartiene alla grazia e vede non solo i corpi degli uomini, ma anche i loro spiriti immortali, sporchi di peccato, infelici nella loro condizione senza Dio e in imminente pericolo di essere persi per sempre. Quando la compassione vede questa vista di uomini morenti che si affrettano al bar di Dio, allora è che scoppia in intercessioni per gli uomini peccatori. Allora è che la compassione parla in questo modo:

"Ma la mia compassione è debole,

e non può che piangere dove più ama;

Il tuo stesso braccio salvifico usa,

e trasforma queste gocce di dolore in gioia".

Il profeta Geremia dichiara questo di Dio, dando la ragione per cui i peccatori non sono consumati dalla sua ira:

"È per le misericordie del Signore che non siamo consumati, perché la sua compassione non viene meno".

Ed è questa qualità divina in noi che ci rende così simili a Dio. Così troviamo il Salmista che descrive l'uomo giusto che viene dichiarato benedetto da Dio: "Egli è grazioso e pieno di compassione, e giusto"

E per dare grande incoraggiamento ai peccatori penitenti che pregano, il salmista registra così alcuni degli attributi sorprendenti del carattere divino: "Il Signore è grazioso e pieno di compassione, lento all'ira e di grande misericordia".

Non c'è da meravigliarsi, quindi, che troviamo registrato diverse volte di nostro Signore mentre era sulla terra che "era mosso da compassione". Qualcuno può dubitare che la Sua compassione Lo abbia spinto a pregare per coloro che soffrivano e si affliggevano che incontravano il Suo cammino?

Paolo era meravigliosamente interessato al benessere religioso dei suoi fratelli ebrei, era preoccupato per loro, e il suo cuore era stranamente riscaldato da una tenera compassione per la loro salvezza, anche se veniva maltrattato e duramente perseguitato da loro. Scrivendo ai Romani, lo sentiamo esprimersi così

"Dico la verità in Cristo, non mento; la mia coscienza mi testimonia nello Spirito Santo che ho una grande pesantezza e un continuo dolore nel mio cuore; perché vorrei essere maledetto per i miei fratelli, i miei parenti secondo la carne".

Quale meravigliosa compassione è qui descritta per la nazione di Paolo! Che meraviglia se poco dopo egli registra il suo desiderio e la sua preghiera:

"Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per Israele è che possano essere salvati".

Abbiamo un caso interessante in Matteo che ci dà un resoconto di ciò che eccitava così tanto la compassione del nostro Signore in un momento:

"Ma quando vide le folle, fu preso da compassione per loro, perché svenivano e si disperdevano come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: La messe è veramente abbondante, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Signore della messe, affinché mandi operai nella sua messe".

Da affermazioni parallele sembra che nostro Signore abbia chiamato in disparte i Suoi discepoli per riposare un po', esausti come Lui e loro per le eccessive fatiche che li affliggevano, per il contatto incessante con le persone che andavano e venivano di continuo, e per la loro estenuante fatica nel servire le immense moltitudini. Ma le folle lo precedono, e invece di trovare la solitudine del deserto, la quiete e il riposo, trova grandi folle desiderose di vedere e sentire, e di essere guarite. Le sue compassioni sono commosse. I raccolti maturi hanno bisogno di operai. Egli non chiama questi operai subito, per autorità sovrana, ma incarica i discepoli di rivolgersi a Dio in preghiera, chiedendogli di mandare operai nella sua messe.

Ecco l'urgenza della preghiera rafforzata dalla compassione di nostro Signore. È una preghiera che nasce dalla compassione per l'umanità peritura. La preghiera preme sulla Chiesa perché siano mandati operai nella messe del Signore. La messe andrà sprecata e perirà senza gli operai, mentre gli operai devono essere scelti da Dio, inviati da Dio e incaricati da Dio. Ma Dio non manda questi operai nella Sua messe senza preghiera. Il fallimento degli operai è dovuto al fallimento della preghiera. La scarsità di operai nella messe è dovuta al fatto che la Chiesa non riesce a pregare per gli operai secondo il Suo comando.

La raccolta delle messi della terra per i granai del cielo dipende dalle preghiere del popolo di Dio. La preghiera assicura gli operai sufficienti in quantità e qualità per tutte le necessità della messe. Gli operai scelti da Dio, gli operai dotati da Dio e gli operai spinti da Dio, sono gli unici che andranno veramente, pieni di compassione cristica e dotati di potenza cristica, il cui andare sarà utile, e questi sono assicurati dalla preghiera. Il popolo di Cristo in ginocchio con la compassione di Cristo nel cuore per gli uomini morenti e per le anime bisognose, esposte al pericolo eterno, è la garanzia di operai in numero e carattere per soddisfare i bisogni della terra e gli scopi del cielo.

Dio è sovrano della terra e del cielo, e la scelta degli operai nella sua messe non la delega a nessun altro. La preghiera Lo onora come sovrano e Lo muove alla Sua saggia e santa selezione. Dovremo mettere la preghiera in primo piano prima che i campi del paganesimo vengano lavorati con successo per Cristo. Dio conosce i suoi uomini, e allo stesso modo conosce bene la sua opera. La preghiera fa sì che Dio mandi avanti gli uomini migliori, gli uomini più adatti e gli uomini più qualificati per lavorare nel raccolto. Muovere la causa missionaria con forze al di fuori di Dio è stata la sua rovina, la sua debolezza e il suo fallimento. La compassione per il mondo dei peccatori, caduti in Adamo, ma redenti in Cristo, muoverà la Chiesa a pregare per loro e la stimolerà a pregare il Signore della messe affinché mandi operai nella messe.

"Signore della messe ascolta

il grido dei tuoi servi bisognosi;

Rispondi alla preghiera efficace della nostra fede,

E provvedi a tutti i nostri bisogni.

"Converti e manda altri

nella Tua Chiesa all'estero;

E fa' che parlino la Tua parola di potere,

come lavoratori con il loro Dio".

Che conforto e che speranza ci riempiono il petto quando pensiamo a uno in cielo che vive sempre per intercedere per noi, perché "la Sua compassione non viene meno"! Sopra ogni cosa, abbiamo un Salvatore compassionevole, uno "che può avere compassione degli ignoranti e di coloro che sono fuori strada, perché egli stesso è circondato da infermità". La compassione del nostro Signore ben si adatta a Lui per essere il Grande Sommo Sacerdote della razza caduta, perduta e indifesa di Adamo.

E se Egli è pieno di una tale compassione che lo muove alla destra del Padre a intercedere per noi, allora per ogni segno dovremmo avere la stessa compassione per gli ignoranti e i fuori strada, esposti all'ira divina, che ci spingerebbe a pregare per loro. Solo nella misura in cui siamo compassionevoli, saremo oranti per gli altri. La compassione non spende la sua forza nel dire semplicemente: "Siate riscaldati, siate vestiti", ma ci spinge a metterci in ginocchio in preghiera per coloro che hanno bisogno di Cristo e della Sua grazia.

"Il Figlio di Dio in lacrime

Gli angeli meravigliati vedono;

Sii stupita, o anima mia!

Ha versato quelle lacrime per te.

"Ha pianto perché noi potessimo piangere;

Ogni peccato richiede una lacrima;

Solo in cielo non c'è peccato,

E lì non c'è pianto".

Gesù Cristo era del tutto uomo. Mentre era il Divino Figlio di Dio, allo stesso tempo era il Figlio umano di Dio. Cristo aveva un lato preminentemente umano e qui regnava la compassione. Fu tentato in tutti i punti come noi, ma senza peccato. A un certo punto, come la carne sembra essersi indebolita sotto la spaventosa tensione su di Lui, e come deve essersi ristretto interiormente sotto il dolore e la trazione! Guardando verso il cielo, prega: "Padre, salvami da quest'ora". Come lo spirito si agita e trattiene - "ma per questa causa sono giunto a quest'ora". Solo chi ha seguito il suo Signore nelle difficoltà, nelle tenebre e nel dolore può risolvere questo mistero e si è reso conto che "lo spirito è disposto, ma la carne è debole".

Tutto questo non ha fatto altro che adattare il nostro Signore ad essere un Salvatore compassionevole. Non è peccato sentire il dolore e rendersi conto dell'oscurità sul sentiero in cui Dio conduce. È solo umano gridare contro il dolore, il terrore e la desolazione di quell'ora. È divino gridare a Dio in quell'ora, anche mentre ci si ritrae e si sprofonda: "Per questa causa sono giunto a quest'ora". Devo forse fallire per la debolezza della carne? No. "Padre, glorifica il tuo nome". Quanto ci rende forti, e quanto è vero, avere una stella polare che ci guida alla gloria di Dio!