giovedì 23 aprile 2020

ADAMO E LA SUA VITA NELL’UNITA’ DEL SUO CREATORE E PADRE



dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta



Ed ecco, nel Volume 33 - Dicembre 10, 1933:
La prima parola che pronunziò Adamo. La prima lezione che Dio gli diede. La Divina Volontà operante nell’uomo.

(Scrive Luisa:)
[…] Girando nelle opere del Fiat Divino mi son soffermata nell’Eden, in cui mi son fatta presente la creazione dell’uomo, e pensavo tra me qual potette essere la prima parola che Adamo disse quando fu creato da Dio; ed il mio Sommo Bene Gesù, visitandomi colla sua breve visitina, tutto bontà, come se Lui stesso voleva dirmelo, mi ha detto: “Figlia mia, anch’io sento il desiderio di dirti qual fu la prima parola pronunciata dalle labbra della prima creatura da Noi creata. Tu devi sapere che non appena Adamo si sentì la vita, il moto, la ragione, si vide il suo Dio innanzi a sé e comprese che Lui lo aveva formato; sentiva in sé, in tutto il suo essere, ancor fresco le impressioni, il tocco delle sue mani creatrici e, grato, in un impeto d’amore pronunziò la sua prima parola: ‘Ti amo, mio Dio, Padre mio, Autore di questa mia vita!’ Ma non fu la sola parola, ma il respiro, il palpito, le gocce del suo sangue che correvano nelle sue vene, il moto, tutto l’essere suo unito insieme, dicevano come in coro: ‘Ti amo, Ti amo, Ti amo’. Sicché la prima lezione che apprese dal suo Creatore, la prima parola che imparò a dire, il primo pensiero che ebbe vita nella sua mente, il primo palpito che formò nel suo cuore, fu: ‘Ti amo, Ti amo’; si sentì amato, ed amò. Potrei dire che il suo Ti amo non lo finiva mai, fu sì lungo che allora fu interrotto quando ebbe la disgrazia di cadere nel peccato. Onde la nostra Divinità si sentì ferita nel sentire sulle labbra dell’uomo: ‘Ti amo, Ti amo’; era la stessa parola che Noi avevamo creata nell’organo della sua voce che Ci diceva: ‘Ti amo’; era l’amor nostro creato da Noi nella creatura, che Ci diceva: ‘Ti amo’; come non restar ferito? Come non contraccambiarlo con un amore più largo, più forte, degno della nostra magnificenza? Come Ci sentimmo dire: ‘Ti amo’, così Noi gli ripetemmo: ‘Ti amo’; ma nel nostro ti amo facemmo scorrere in tutto l’essere suo la vita operante della nostra Divina Volontà. Sicché chiudevamo nell’uomo, come dentro d’un nostro tempio, la nostra Volontà, affinché chiusa nel cerchio umano - mentre restava in Noi - perché operasse cose grandi e fosse Essa il pensiero, la parola, il palpito, il passo e l’opera dell’uomo. Il nostro ti amo non poteva dar cosa più santa, più bella, più potente, che solo poteva formare la vita del Creatore nella creatura, che la nostra Volontà operante in lui. Ed oh, come Ci riusciva gradito vedere che la nostra Volontà teneva il suo posto di attrice, ed il volere umano abbagliato dalla sua luce godeva il suo Paradiso e dandole piena libertà le faceva fare ciò che voleva, dandole il primato in tutto ed il posto d’onore che ad un Volere sì santo si conveniva!
Vedi dunque, il principio della vita di Adamo fu un atto pieno d’amore verso Dio, di tutto il suo essere. Che lezione sublime [di] come il principio dell’amore dovrebbe correre in tutto l’operato della creatura! La prima lezione che ricevette dal nostro Ente Supremo, nel contraccambio del suo Ti amo, fu che mentre [il nostro Ente Supremo] amava teneramente rispondendogli: ‘Ti amo’, gli dava la prima lezione sulla nostra Divina Volontà, e mentre lo istruiva gli comunicava la vita di Essa e la scienza infusa di che significava il nostro Fiat Divino; ed ogni qual volta Ci diceva: ‘Ti amo’, il nostro amore gli preparava altre lezioni più belle sul nostro Volere. Lui restava rapito e Noi Ci dilettavamo nel conversare con lui e facevamo scorrere su di lui fiumi d’amore e di gioie perenni, sicché la vita umana veniva racchiusa da Noi nell’amore e nella nostra Volontà.
Perciò, figlia mia, non c’è dolore più grande per Noi, che vedere il nostro amore come spezzato nella creatura e la nostra Volontà inceppata, soffocata, senza la sua vita operante e come sottoposta all’umano volere. Quindi sii attenta ed in tutte le cose [fa’ che tu] abbia per principio l’amore e la mia Divina Volontà”.

Libertà e libero arbitrio.



È necessario chiarire un equivoco abituale, distinguere la libertà e il libero arbitrio. 
Occorre distinguere il comune concetto di libertà e il suo vero concetto, cioè: che cosa è la libertà secondo Dio. Sembrano cose puramente teoriche, ma hanno serie conseguenze. 
Di solito si considera che libertà sia poter fare qualunque cosa vogliamo: in questo concetto appare come protagonista il proprio volere umano. E questo è già l’errore. 
Invece il vero concetto di libertà si trova in Dio. Ma per averne un’idea chiara occorre domandare: 
È libero Dio di fare ciò che vuole?  Può fare ciò che vuole?  Sì, non vi è dubbio! 
È libero Dio di fare qualunque cosa? No. Perché? Perché Dio non può scegliere tra   il bene e il male, tra il vero e il falso, tra ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. 
Quindi troviamo subito una prima risposta negativa, nella quale appare l’idea di poter scegliere. La libertà non è poter “scegliere”. Poter scegliere è non essere ancora sicuri, è ignoranza. 
Se una mamma prende per mano il bambino per traversare una strada piena di traffico, gli sta togliendo “la libertà” o gliela sta dando? A prima vista può sembrare che gliela toglie, ma è evidente che gliela sta trasmettendo, la sta condividendo con lui; il piccolo sarebbe schiavo della sua incapacità e della sua ignoranza dei pericoli. 
Pertanto, il contrario di “libertà” non è propriamente “servitù” o “schiavitù” in senso materiale, ma è “ignoranza” di che cosa sia quella vera, buona o giusta. Una volta che so, che sono in possesso della verità rispetto ad una cosa, non scelgo, ma vado dritto, senza alcun dubbio decido. Così fa Dio. 
«Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi» (Gv 8,31-32), disse Gesù. Ma quei Giudei equivocarono il concetto di libertà –come tanti di noi adesso– in senso materiale, dicendo: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno –il che non era vero–. Come puoi Tu dire: diventerete liberi?» (v. 33) 
In questo modo si considera che libertà sia “fare ognuno ciò che vuole”. 
Ma Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque comete il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero» (vv. 34-36). 
Perciò, anche per noi, libertà non è poter “fare qualunque cosa”. Libertà è aderire alla Volontà di Dio; schiavitù è svincolarsi da Essa per fare la propria volontà: il peccato. Dice il Signore: «Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a Lui» (Deuteronomio 30,19-20). Non ha detto “puoi scegliere qualunque cosa”. 
Libertà coincide con Verità. Contro la libertà attenta la falsità o comunque l’ignoranza della verità. 
In questo senso, intendere la “libertà religiosa” come il poter scegliere lecitamente una religione oppure un’altra è UN ERRORE. Che una valga l’altra. È ciò che il relativismo propugna. 
Ma che cosa si dovrebbe intendere, caso mai, come “libertà religiosa”, precisando accuratamente il concetto? Il poter praticare la vera Religione senza costrizioni né ostacoli. 
Si dovrebbe intendere come l’adesione alla Verità, alla Volontà di Dio, non ad una qualunque dottrina o fede religiosa, nell’esercizio del LIBERO ARBITRIO, poiché per costrizione non sarebbe vera adesione, ma falsa, e questo sarebbe contraddittorio: adesione alla Verità in modo falso. 
Deve essere il poter aderire a Colui che è la libertà mediante l’esercizio del libero arbitrio. I polmoni sono costretti a respirare, il cuore a palpitare, e lo fanno perché non dipendono da noi, ma dal Volere di Dio; ma la nostra volontà, se vuole, può e deve aderire alla Volontà di Dio, non perché costretta, ma perché liberamente lo vuole. E  qui sta la nostra responsabilità, il nostro merito o la nostra colpa. 
Il libero arbitrio è caratteristica essenziale della nostra volontà umana, creata da Dio ad immagine della Sua. Egli opera non per costrizione, ma perché vuole, non una qualunque cosa o un capriccio, ma ciò che è bene, a motivo del suo Amore, guidato dalla sua Sapienza. 
E noi siamo come Lui co-creatori della nostra vita, artefici del nostro proprio destino. 
Il grande equivoco è chiamare “libertà” quello che è invece il nostro “libero arbitrio”. In questo sta la confusione e gli sbagli relativi alla “libertà religiosa”. 
L’errore, il male, l’ingiustizia non possono avere diritti; un’altra cosa è la coscienza dei singoli uomini, la quale, con tutti i loro limiti e condizionamenti, va sempre rispettata come la rispetta Dio, mai violentata, mai da noi giudicata perché non sta a noi farlo. Soltanto dovrebbero essere bloccati o impediti gli uomini nell’esercizio esterno delle loro credenze o pratiche religiose, quando oggettivamente diventano pericolosi per gli altri, a motivo di scandalo, violenza, ecc. Ma Dio non li blocca. 

P. Pablo Martin Sanguiao

I segni della bestia sono già ovunque!



Abbiate coraggio! Alzatevi! Dichiaratevi! Difendete Mio Figlio e non lasciatevi sviare! Ciò che il vostro papa afferma è indegno per un papa! Egli è il falso profeta, ma voi ancora non volete riconoscerlo! Osservate ciò che fa! Ascoltate ciò che dice! Egli non difende voi che siete cristiani, ne difende la Sacra Parola di Mio Figlio! Egli non fa nulla di buono per voi, ma non appena qualche parola “positiva” esce dalla sua bocca dubitate TUTTI e lo osannate nonostante egli sia stato appositamente mandato dal diavolo!

Guardate in faccia alla realtà e cominciate ad aver completa fiducia in Gesù! Quest’uomo falso sul TRONO DI PIETRO NON È IL SUO SANTO RAPPRESENTANTE! Non è stato mandato ne è stato scelto da LUI! Egli proviene dalle fila degli adoratori di Satana e fu scelto da questi’ultimi!

Vivete nella fine dei tempi, figli Miei. Se solo apriste occhi e orecchie allora sapreste dove vi trovate: alla fine della vostra esistenza terrena e nelle mani di quelli che ciecamente e privi di volontà, seguono il diavolo!

La fine arriverà e porterà con sé moltissima sofferenza. Vivrete imprigionati in una società dominata dal diavolo ed esiste soltanto una via d’uscita: Mio Figlio! Sarete schiavi del malvagio dominio mondiale e il diavolo v’imporrà il suo marchio! Già ora molti tra voi lo portano nascosto sotto la pelle e molto presto tutti gli abitanti della terra lo dovranno portare. Vi sarà negato ogni tipo di servizio, ogni “movimento di denaro”, come acquisti e affari se non portate questo marchio! Non riuscirete più a utilizzare il vostro denaro senza questo chip che porta in sé il marchio del diavolo e che graduamente vi “distrugge”. Sarete esseri manipolati non appena accettate questo chip e se ve lo impianterete, esso significherà la vostra rovina, perché il diavolo avrà ogni potere su di voi.

 I segni della bestia sono già dappertutto. I vostri politici li portano sui loro abiti, i vostri musicisti li utilizzano nei loro video musicali e sulle loro copertine, le vostre chiese, rosari e altri oggetti “sacri” sono già stati da essi profanati, ma ciò viene ancora ben mascherato in modo che non sia evidente. Anche la vostra moda esibisce questi segni, i simboli del diavolo e voi non dovreste portare teschi, né croci moderne perché TUTTI hanno un’azione negativa, satanica su di voi, anche se voi non ne siete consapevoli.

Non accettate il marchio della bestia perché causerà” la morte della vostra anima”, cioè la vostra anima proverà grandissima sofferenza e voi sarete privi di volontà contro ogni tipo di manipolazione e controllo.

State attenti a tutte le vaccinazioni, perché quelli di voi che si rifiutano di accettare il marchio della bestia, lo riceveranno impiantato attraverso il “piano B”. Continueranno a non aver diritto d’accesso ai servizi pubblici, al sistema bancario eccetera, ma saranno anche privi di volontà e manipolabili. Ogni “diritto” sarà loro negato e resterà loro rifiutato, ma anche loro, poco a poco, saranno sterminati dalla “macchina del maligno”. La loro anima andrà perduta. Vi avverto, non accettate nessun tipo di vaccinazione, perché il diavolo userà ogni tipo di mezzo per catturare e per gettare nella dannazione anche le ultime anime fedeli a Gesù.

Non preoccupatevi mai durante tutti questi giorni che ora verranno, perché Gesù e il Padre provvederanno a voi! Il vostro pane verrà moltiplicato e la vostra acqua scorrerà. Non abbiate paura quindi e dirigetevi completamente verso di LORO.

Io vi amo, figli Miei e sono sempre con voi. InvocateMi ed Io sarò presente.

La vostra Mamma Celeste.

SAN PIO V IL PONTEFICE DELLE GRANDI BATTAGLIE



IL CARDINALE 
***
Egli pensava di chiamarsi Paolo V in memoria del suo protettore. Ma per compiacere il Borromeo, con un'abnegazione uguale a quella dell'arcivescovo di Milano, acconsenti a pigliar il nome di Pio V, come per attestare che non conservava alcuna amarezza per attitudine presa verso di dal suo predecessore, e che non avrebbe assolutamente molestato gli amici di Pio IV.  
   Quando, secondo il costume, fu annunziata solennemente la sua elezione, i romani non poterono nascondere la loro sorpresa e il loro malumore. Il posto occupato da lui, quantunque importante, non aveva attirata la curiosità della folla. Estraneo alle fazioni, egli non s'era mai immischiato negli avvenimenti politici, e la sua partecipazione al Concilio di Trento era stata piuttosto discreta. Il suo ufficio di Inquisitore, la sua integrità e le sue mortificazioni rese note dai suoi domestici, lo rendevano temibile a tutti. Si pensava che divenisse ancora più severo, e che la sua poca esperienza facesse precipitare il papato in pericolose avventure. 
   Informato di questi sentimenti popolari, Pio V si contentò di rispondere: “Farò in modo che i romani avranno maggior rincrescimento della mia morte, che della mia elezione”. 
   Più perspicace del popolo, San Pier Canisio scriveva al suo confratello Kessel a Colonia: “Quest'uomo ha sempre menata una vita straordinariamente virtuosa. Da molti anni egli si consuma dal desiderio di rinnovare la faccia della Chiesa. Da lui si possono sperare grandi cose” 11 . 
   Sembra che Dio abbia voluto ratificare con fatti straordinari i voti del Sacro Collegio. Mentre i cardinali, partecipando al principi cristiani la nuova dell'elezione del Papa, dicevano d'aver obbedito a un'ispirazione celeste, e San Carlo Borromeo si congratulava coll'infante del Portogallo, perché “col suo credito avesse efficacemente procurata l'elezione d'un pontefice saggio e molto pio” 12 , parecchie persone furono avvertite dell'elezione per vie meravigliose. 
   La notte precedente alle pratiche fatte dal Borromeo, mentre nessuno pensava al Ghislieri, il card. Gonzaga agonizzante si riscosse dal suo torpore, e domandò: “Quando mi darete l'annunzio dell'elezione dell' Alessandrino?”, e mori con queste parole in bocca; i suoi domestici le attribuirono a una specie di delirio. E mentre nel conclave si faceva il nome del Morone, San Filippo Neri, stando in orazione, senti una voce misteriosa che diceva profeticamente: “Sarà eletto Papa Fra Michele Alessandrino”. Anche gli abitanti di Bosco e il Priore del convento della Minerva parlarono di prodigi consimili. Un'aurora soprannaturale rischiarava l'alba del suo pontificato. 
   A Pio V non restava che giustificare davanti alla storia la fiducia unanime dei cardinali, e la designazione fatta dal Signore. Per lo meno non dovevano applicarsi a lui i versi di Terenzio: “Il giorno che ti reca una vita novella, esige che nasca in te un uomo nuovo”. Pio V era pronto. 

Card. GIORGIO GRENTE

Il Vicario della Chiesa di Mio Figlio ha ceduto all'abbraccio del nuovo ordine mondiale delle élite globali che stanno facendo le offerte del malvagio qui sulla Terra.



Nostra Signora della Luce

Mio caro figlio,
Vengo da te oggi sia nel giorno di Ognissanti che alla vigilia del giorno di Tutti i Santi, perché voglio ricordare ancora una volta che è in questi due giorni dell'anno che assisto molti dei tuoi fratelli e sorelle nel loro viaggio in paradiso.
In questi giorni sono un momento di riflessione su tutti i tuoi fratelli e sorelle attraverso il tempo che hanno fatto il viaggio qui sulla Terra e hanno lottato con l'esperienza di vivere in un corpo fisico, nonché la transizione verso la tua Casa celeste, dove il fisico viene liberato dall'anima e si realizza il glorioso viaggio con il Padre celeste.
Chiedo a tutti voi come potenti guerrieri oranti di pregare specialmente in questi due giorni per i vostri fratelli e sorelle così come per voi stessi affinché il vostro viaggio qui sulla Terra, così come il vostro viaggio verso casa, sia premiato con la Visione Beata e la promessa del Paradiso Eterno per tale è il desiderio del tuo Creatore che torni nei Regni Celesti che è la tua casa. Grazie a Dio!
Nel frattempo qui sulla Terra, la Chiesa di Mio Figlio è in grande crisi perché i leader della Chiesa sono stati infiltrati dal malvagio e dai suoi servi demoniaci che sono intenzionati a distruggere la Chiesa di Mio Figlio e a sostituirla con il loro nuovo ordine mondiale chiesa che non è del Padre celeste, né di Suo Figlio, Gesù Cristo, Redentore di tutta l'umanità.
La crisi è diventata così grave che persino il vicario della Chiesa di mio figlio a Roma ha perso la sua strada e ha abbracciato le opere del nemico di mio figlio. Il Vicario della Chiesa di Mio Figlio ha ceduto all'abbraccio del nuovo ordine mondiale delle élite globali che stanno facendo le offerte del malvagio qui sulla Terra.
I segni e gli avvertimenti che l'attuale Vicario si stava indebolendo e fuorviando il gregge sono emersi diversi anni fa quando ha abbracciato pubblicamente i mali del nuovo ordine mondiale. Da allora, attraverso il suo pontificato, è diventato sempre più non solo una parte del problema nella Chiesa di Mio Figlio, ma anche un leader che sta portando fuori strada i figli di Dio perché ha perso di vista la missione della Chiesa di Mio Figlio per condurre tutti i figli di Dio in il salvataggio delle loro anime con una concentrazione sul viaggio divino in opposizione al viaggio terreno.
Il vicario ha smarrito la strada concentrandosi sul viaggio terreno e sulle questioni di giustizia sociale piuttosto che concentrarsi sul salvataggio delle anime.
Per questo motivo, chiedo a voi, figli Miei, di centrare il vostro viaggio spirituale qui sulla Terra su Mio Figlio come vostro Salvatore e Redentore e di non fare affidamento su nessuno tranne che su Lui per facilitare il vostro viaggio e il vostro ritorno al Padre celeste.
Non abbandonare la Chiesa dei Miei Figli ma indossa la tua armatura e preparati per il viaggio in avanti per difendere la Chiesa di Mio Figlio che non sarà distrutta dal malvagio e dai suoi servi, poiché la Chiesa sorgerà di nuovo quando la battaglia verrà combattuta durante questi tempi finali .
La Chiesa di mio Figlio sorgerà di nuovo attraverso le opere di tutti voi, figli miei, dal più piccolo di voi al più devoto di voi.
La Chiesa di Mio Figlio sorgerà di nuovo dopo questi tempi difficili davanti a quelli di voi che sono i Potenti Guerrieri di Preghiera che vedono chiaramente la visione del Padre celeste per portare la Chiesa di Suo Figlio attraverso questi tempi finali da cui la Chiesa sorgerà più forte di sempre con l'assistenza delle vostre preghiere e buone intenzioni.
La Chiesa di Mio Figlio è il fondamento su cui tutti voi contribuirete alla ricostruzione della Chiesa di Mio Figlio mentre altrimenti si sgretola intorno a voi.
Non perdere di vista il fatto che il Padre celeste è incaricato e farà in modo che la Chiesa di suo Figlio sopravviverà e sarà più forte grazie a tutti voi, i rimanenti fedeli, che sosterranno la Chiesa di mio Figlio attraverso queste finalità volte.
Il viaggio sarà difficile come già sapete, ma state certi che quel Padre in cielo, suo Figlio, il tuo Redentore, la tua Madre celeste e tutti gli Angeli e i Santi stanno pregando per tutti voi che non abbandonate la Chiesa di Mio Figlio, per tutti erediterai l'Eterno Paradiso che il Padre celeste ti ha promesso.
Grazie a Dio!
NED DOUGHERTY  1 novembre 2019

mercoledì 22 aprile 2020

FUGGITA DA SATANA



MICHELA

 La mia lotta per scappare dall'Inferno


L'alibi dell'adozione


A dodici anni ci fu l'episodio che rappresentò una specie di spartiacque della mia adolescenza. Un giorno la mia insegnante di matematica disse a una mia cugina che avrebbe voluto parlare con mia madre. Mia cugina lo riferì a mia mamma e scoppiò un caso. Per tutto il pomeriggio, come in un incubo, i miei genitori continuavano a ossessionarmi: «Che cosa hai combinato?». Io non sapevo che cosa rispondere, perché la matematica mi piaceva e nelle interrogazioni ero sempre andata bene.
Finalmente la mattina seguente mia madre andò dalla professoressa, la quale le spiegò che c'era un problema: io intervenivo troppo spesso dando la soluzione durante i compiti in classe e non lasciavo ai miei compagni il tempo di risolvere i problemi e le equazioni. La risposta di mia madre fu molto semplice: «Signora professoressa, è da capire: è figlia adottiva!». Al che l'insegnante le chiese scusa, dicendo che non lo sapeva. Stupida lei, che poteva risolvere la questione direttamente con me invitandomi a lasciare spazio ai miei compagni, e stupidi i miei genitori, che al rientro a casa mi sottoposero a un logorante interrogatorio per scoprire quali problemi avvertissi nella mia condizione di figlia adottiva.
Quella sera ho capito che da allora in poi avrei avuto una scusa per tutto: fumavo gli spinelli, marinavo la scuola, ne combinavo di tutti i colori? Ogni volta la spiegazione era: «Sono figlia adottiva!». Una volta ho sottratto la macchina a mio padre, senza nemmeno avere la patente, e siamo finiti in un campo di patate: «Sono figlia adottiva!». Quando ho capito che questa era la loro debolezza, ho giocato tutte le mie carte: «Ho una giustificazione inesauribile.
Nessuno mi potrà mai dire o fare niente!».
Alle superiori avrei desiderato frequentare l'istituto alberghiero. Mio padre invece mi impose di iscrivermi a ragioneria, perché secondo lui avrei dovuto fare il suo stesso lavoro nell'ambito dell'amministrazione. Non ero particolarmente contenta di studiare quelle materie e perciò non mi comportavo come la scuola avrebbe voluto: veramente sono stata causa di santificazione per
i miei professori! Ogni volta che mi dicevano qualcosa, la prendevo come una sfida personale, di fronte alla quale dovevo reagire.
Per esempio, un giorno in seconda superiore fui interrogata in stenografia. Io ero convinta della mia preparazione e mi aspettavo un bel voto, almeno un sette. La professoressa invece voleva limitarsi a darmi la sufficienza. Allora io inscenai un finto suicidio: mi buttai giù dalla finestra dell'aula, sotto la quale c'era però un terrazzino. La professoressa non lo sapeva e così le prese un infarto, tanto da dover essere ricoverata in ospedale. Fui sospesa per un mese e rimandata in tutte le materie: alla fine mi bocciarono.
Mentre stavo ripetendo il secondo anno, l'insegnante di italiano mi chiese il passato remoto del verbo leggere. Mi sembrò una presa in giro e allora le risposi intenzionalmente con una forma sbagliata. Lei mi mise due e all'uscita io ero molto arrabbiata. Un mio compagno mi diede una sigaretta: «Fumati questo».
Non era tabacco, ma il mio primo spinello: Libano rosso, una favola! Poi c'era la birretta e così ci creavamo un cocktail perfetto. Del resto sul muro della mia classe c'era una scritta che non lasciava dubbi: «Campa cavallo che l'erba cresce, e noi ce la fumiamo».
Avevo buttato giù un altro muro, come era stato per il sesso. Come tutti, mi dicevo che con la droga avrei potuto smettere quando avessi voluto. Lo spinello mi disinibiva nelle relazioni con gli altri e mi faceva dimenticare i problemi che vivevo a casa e a scuola. Il rapporto conflittuale con i miei genitori adottivi si era ormai incancrenito, anche perché loro non accettavano di porsi in discussione e attribuivano unicamente al trauma dell'adozione ogni mio comportamento deviante.
In terza superiore l'insegnante di francese mandò a chiamare mia madre perché non riusciva a capacitarsi di come io in francese scritto andassi molto bene e in orale avessi a stento la sufficienza. Il suo sospetto era che copiavo, mentre la verità era che all'orale "andavo in sfida" e la soddisfazione di risponderle non gliela davo. Mia madre, candida candida, le fornì la solita giustificazione della figlia adottiva che forse stava attraversando una crisi.
Dopo quel colloquio, la professoressa entrò in classe e davanti a tutti i miei compagni esclamò: «Ma me lo potevi dire che sei figlia adottiva...». In quel momento ho visto rosso come un toro, l'adrenalina mi è salita vertiginosamente e dal mio banco in fondo alla classe mi sono alzata, sono corsa a prenderla per il collo e l'ho sollevata in aria. Se non me l'avesse tolta dalle mani il ragazzo con cui stavo, probabilmente l'avrei strangolata. Il giorno dopo le ho fatto trovare l'auto - mi ricordo ancora che era una Al 12 - su una pila di mattoni, perché avevo smontato tutte le ruote. A metà anno si è messa in malattia e l'anno successivo ha cambiato classe.

Geremia



Dio è fedele alle sue promesse

35Il Signore ha posto il sole come luce
per il giorno,
la luna e le stelle come luce per la notte;
egli sconvolge il mare con gran fragore
di onde,
il suo nome è: Signore dell'universo.
36Come sono stabili le leggi della natura
così sarà stabile la nazione
del popolo d'Israele, per sempre.
Lo ha promesso il Signore.
37Se un giorno qualcuno riuscirà
a misurare l'altezza del cielo
o ad esplorare gli abissi della terra,
solo allora il Signore rifiuterà
di considerare Israele come suo popolo
per il male che ha commesso.
È una promessa solenne del Signore.
38Il Signore dice: 'Presto Gerusalemme sarà ricostruita in mio onore, dalla torre di Cananeel fino alla porta dell'Angolo. 39La città si espanderà seguendo una linea che va fino alla collina di Gareb e poi piega verso Goa. 40Tutta la valle dove si bruciano i cadaveri e se ne disperdono le ceneri, tutti i campi lungo il torrente Cedron fino all'angolo della porta dei Cavalli a oriente, saranno consacrati a me. La città non sarà mai più sconvolta né distrutta'.

Antipapa Francesco rinunzia al Rito del Resurrexit



Il Resurrexit sarebbe uno dei riti più antichi della Chiesa Cattolica, originante nel Medioevo: è un rituale il quale certifica il vero ritorno in vita dopo la morte di Gesù di Nazaret, Cristo del Popolo Ebraico e del genere umano, annunciato da San Pietro agli altri Apostoli. Durante il rituale, nella storica cappella di San Lorenzo al Laterano, il Papa era uso baciare i piedi dell'immagine di Gesù Cristo risorto, pronunciando tre volte Surrexit Dominus de sepulchro, acciocché gli altri fedeli rispondessero Qui pro nobis pependit in ligno: Alleluia; lo stesso avrebbero operato i vescovi e l'arcidiacono ivi presenti: ciò stava a simboleggiare il momento della festa per la Risurrezione nella sua essenza più pura.
Antipapa Francesco ha presieduto stamane nella basilica di San Pietro la "celebrazione della Santa Messa Pasquale", a cui è seguita la "benedizione Urbi et Orbi". Nel corso della celebrazione fasulla, ancorché celebrata in Latino, è stato omesso il rito del Resurrexit, il quale di nuovo ricorda lo stupore Pietrino al vedere vuoto il sepolcro, nonché l'attestazione Apostolica per cui il Signore era risorto ed apparso a Simon Pietro davvero. La fasulla omelia non è stata altresì pronunciata, sostituita da un momento di silenzio. Nonostante la Santa Pasqua di Risurrezione sia la festa Cristiana più importante dell'anno, la fasulla liturgia Domenicale di oggi, presso l'ormai usuale scenario deserto di Piazza San Pietro, è risultata ancor meno solenne del solito, assistito Antipapa Francesco da pochi altri.

Nel Medioevo la Santa Messa Pasquale Romana presentava un solenne preludio nella cappella di San Lorenzo al Laterano, odierno santuario della Scala Santa. Il suo oratorio ancora oggi appellato Sancta Sanctorum era considerato uno dei luoghi Romani più sacri, ove custodivasi l'immagine acheropita del Divin Salvatore, nonché la preziosa reliquia della Santa Croce: l'immagine era chiamata acheropita poiché letteralmente "non fatta da mano umana"; essa ritrae il Divin Salvatore. Durante il XII secolo, secondo un'antica tradizione risalente a San Girolamo, il Papa annunciava la Risurrezione esattamente dinnanzi a cotale immagine, quindi recandosi a cantare la Santa Messa solenne in Santa Maria Maggiore basilica stazionale Pasquale. La funzione del Resurrexit decadde con il trasferimento temporaneo dei Papi ad Avignone ed allorché essi rientrarono a Roma la stazione Pasquale fu trasferita nella Basilica di San Pietro. Durante la Domenica Pasquale dell'anno 2000 il Resurrexit fu ripreso d'inganno da Antipapa Giovanni Paolo II, di maniera fasulla, giacché al didentro di una liturgia targata Concilio Vaticano II invalida ed acattolica: Antipapa Francesco potrebbe averlo oggi seppellito del tutto.

Repubblica.it

INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO



O Spirito Santo, nel giorno del Battesimo sei venuto in noi e hai cacciato lo spirito maligno: difendici sempre dai suoi continui tentativi di rientrare in noi.
Hai infuso in noi la vita nuova della grazia: difendici dai suoi tentativi di riportarci alla morte del peccato.
Sei sempre presente in noi: liberaci dalle paure e dalle angosce, togli debolezze e abbattimenti, risana le ferite inferte in noi da satana.

Rinnovaci: rendici sani e santi.

Spirito di Gesù, rinnovaci.

O Spirito Santo, Vento Divino, caccia via da noi tutte le forze del male, annientale, distruggile perché possiamo stare bene e operare il bene.

O Fuoco Divino, brucia i malefici, le stregonerie, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio, l'infestazione diabolica, l'ossessione diabolica e ogni strana malattia che ci può essere in noi.

O Potenza Divina, comanda a tutti gli spiriti cattivi e a tutte le presenze che ci molestano di lasciarci per sempre, così che possiamo vivere nella salute e nella pace, nell'amore e nella gioia.

Spirito di Gesù, rinnovaci.

O Spirito Santo, scendi su di noi, tanto spesso malati e afflitti, agitati e sconvolti: donaci salute e conforto, serenità e calma.

Scendi sulle nostre famiglie: togli via incompresioni, impazienze, discordie e porta comprensione, pazienza, armonia. Scendi sulla nostra Chiesa perché compia con fedeltà e coraggio la missione che Gesù le ha affidata: annunciare il Vangelo, guarire le malattie, liberare dal demonio.

Scendi sul nostro mondo che vive nell'errore, nel peccato, nell'odio e aprilo alla verità, alla santità, all'amore.

Spirito di Gesù, rinnovaci.