martedì 24 novembre 2020

Con il pretesto dell’attuale malattia, IL CORPO UMANO SARÀ ADULTERATO E QUESTA NON È LA VOLONTÀ DIVINA. APRITE GLI OCCHI E RIPERCORRETE QUELLO CHE STA SUCCEDENDO A LIVELLO MONDIALE! IL MICROCHIP NON È UNA FANTASIA...

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA

21 NOVEMBRE 2020


COME PRINCIPE DELLE LEGIONI CELESTI,
VI BENEDICO, POPOLO DI DIO!


La storia della Salvezza dell’umanità, è sempre stata impregnata della Misericordia Divina, però l’uomo ha disobbedito alla Volontà Divina e questo ha portato l’umanità davanti alle conseguenze del cattivo uso del suo libero arbitrio. Tuttavia, l’uomo non ha considerato seriamente le lezioni del passato e sta continuando a rifiutarsi di obbedire e di convertirsi a Dio.

 

L’umanità, completamente cieca, sta negando il suo Creatore, si sta allontanando dal bene ed ha creato un futuro all’altezza della grande superbia che sta dimostrando in questo momento.

 

AAH, AAH POPOLO DI DIO!
DOVE VI STANNO PORTANDO I FIUMI DELLA DISOBBEDIENZA?

 

È indispensabile che coloro che continuano ad avere la vista spirituale, rimangano in costante allerta di fronte a quello che sta succedendo e che è contrario alla Volontà Divina.

 

Gli anticristo attuali, che fanno parte dell’élite mondiale e che stanno decidendo il destino dell’umanità, umanità che hanno consegnato al demonio ed è questa la causa dell’insorgere del male di questo momento.

 

QUESTA GENERAZIONE È STATA LEGATA ALLO SPIRITO SANTO CON UN AMORE SPECIALE, AFFINCHÈ L’UOMO SI DECIDESSE AD ACCOGLIERE I DONI E LE VIRTÙ DELLO SPIRITO SANTO, CHE SONO NECESSARI PER QUESTO MOMENTO.

 

ASCOLTATE!
DOVETE CONVERTIRVI E SPIRITUALIZZARVI CON LA TOTALE 
CONVINZIONE CHE LA TRINITÀ SACROSANTA MERITI “L’ONORE, IL POTERE E LA GLORIA, NEI SECOLI DEI SECOLI.(Apoc 5,13).

 

Il Popolo di Dio, deve inginocchiarsi davanti al Nome che È al di sopra di ogni altro nome, “perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.” (Fil 2,10-11).

 

IN QUESTO MONDO DI TENEBRE, PER SALVARSI L’ANIMA, CIASCUNO DI VOI DEVE LAVORARE CON TIMORE E CON TREMORE PER LA SUA SALVEZZA PERSONALE E DEVE DECIDERSI A CONDIVIDERE LE SUE BENEDIZIONI SPIRITUALI CON IL PROSSIMO.

 

La persecuzione è sempre stata davanti a voi ed è andata aumentando gradualmente fino al punto in cui vi trovate ora, in cui la state affrontando faccia a faccia.

 

Chi confida nel Signore NON TEMA.

NON TEMA chi ha spirito generoso, umile, con una Fede salda e vera, perché i giorni si accorceranno affinché il Nostro Re e Signore Gesù Cristo, alla Sua Venuta, trovi ancora fedeli. (1)

 

Popolo di Dio:

 

SIATE SALDI NELLA FEDE DI FRONTE AD UN’UNIFICAZIONE MONDIALE CHE NON È VOLONTÀ DIVINAma è volontà dell’élite mondiale per dominarvi, per incatenarvi e minimizzare le facoltà umane tramite la tecnologia mal impiegata.


Gli esseri umani con le facoltà atrofizzate, saranno incapaci di decidere da soli ed avranno bisogno di chi ordini loro come comportarsi ed agire.

 

L’umanità ha accolto i modernismi che sono sopraggiunti ed ha eretto sculture che rappresentano il demonio e questo è segno del potere del male sugli uomini. Perciò vi sollecito ad invocare in ogni momento della giornata la Nostra Regina e Madre con la preghiera: “AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO”, se siete in stato di Grazia, altrimenti il demonio si farà beffe di chi la pronuncerà senza avere alcun merito.

 

Con il pretesto dell’attuale malattia, IL CORPO UMANO SARÀ ADULTERATO E QUESTA NON È LA VOLONTÀ DIVINA.

 

Gli anticristo del mondo manderanno un’altra malattia per fare in modo che gli uomini si consegnino nelle loro mani e si lascino marchiare volontariamente con il marchio del male.  

 

L’umanità non ha compreso appieno che la stanno manipolando; lo Spirito Santo È Presciente ed È Colui che conferisce a ciascuno di voi la facoltà di intuire quello che sta succedendo, PERCIÒ DOVETE PREGARE, ESSENDO IN STATO DI GRAZIA, ALTRIMENTI CADRETE NELLE GRINFIE DI COLUI CHE STA ARRIVANDO: L’ANTICRISTO, quello che gli attuali anticristo stanno servendo.

 

Popolo di Dio:

 

Non temete, ma abbiate fiducia ed accrescete la Fede, la perseveranza e la certezza che Dio protegge i Suoi e che quelli che saranno fedeli avranno il premio della Vita Eterna.


Non venite meno nella Fede, rimanete nella colonna in marcia senza paure, ma con la forza dello Spirito Santo, con la Protezione della Nostra e vostra Regina e Madre, che non vi abbandona.

 

LA NOSTRA REGINA È A CAPO DEGLI ESERCITI CELESTI PER GUIDARVI, PER FARE MIRACOLI QUANDO SARANNO NECESSARI E PER SOSTENERE IL POPOLO DI DIO.

 

La commemorazione della Nascita del Nostro Re e Signore Gesù Cristo non sarà la stessa di sempre, la carestia spirituale delle persone, unita all’agitazione mondiale e al tremare della terra, agiteranno l’umanità perché si svegli.

 

I segni ed i segnali aumenteranno e vi renderanno chiaro che l’AVVERTIMENTO si sta avvicinando e gli esseri umani devono riconoscersi peccatori, devono pentirsi e convertirsi.

 

Figli, sto vedendo ovunque molte persone turbate e scoraggiate.
Sto vedendo persone che rinunciano al bene ed esaltano il male e gli danno forza cosicché continuerà a distruggere l’umanità, senza pietà, non solo attraverso il potere economico sul quale fa conto l’élite, ma con il potere che è stato ceduto alla massoneria che si trova all’interno del Popolo di Dio.

 

Le persone stanno guardando l’avanzata verso il dominio totale, con una grande indifferenza.


APRITE GLI OCCHI E RIPERCORRETE QUELLO CHE STA SUCCEDENDO A LIVELLO MONDIALE!
IL MICROCHIP NON È UNA FANTASIA...


Non vi sto parlando come vi ho parlato in passato, ora parlo a una generazione che ha fatto grandi scoperte, ma non è arrivata a scoprire chi state servendo, quando vi ribellate contro la Legge di Dio.

 

In passato erano gli eserciti che andavano alla conquista di terre e di regni, mentre in questo momento come emissario è stata mandata la malattia, per abbattere lo spirito delle persone e per conquistarle, marchiandole per l’anticristo.

 

DIO È MISERICORDIA, È AMORE, È BONTÀ, È CARITÀ, È PERDONO, È AFFIDAMENTO, È SPERANZA, È ONNIPRESENTE E ONNISCIENTE, ED È ONNIPOTENTE. SÌ, LO È!

 

E l’uomo?

 

L’uomo sta lottando per la supremazia, sta lottando per il potere e, deciso a dominare il mondo intero, si sta scagliando contro il Dono della vita, con lo sterminio dell’uomo che avviene per mano dell’uomo.

 

POPOLO DI DIO, SVEGLIATI!
POPOLO DI DIO, SVEGLIATI!

 

Il Nostro Re e Signore Gesù Cristo, vi copre con il Suo Sangue Prezioso.


Il Cuore Immacolato trionferà.

 

REGINA E MADRE DEGLI ULTIMI TEMPI,
CONCEDICI LA PROTEZIONE DEL TUO SACRO CUORE.

 

Vi benedico.

 

San Michele Arcangelo

 

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 

(1) Rivelazioni sulla Seconda Venuta di Cristo, leggere…

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA

 

Fratelli:

 

Il nostro amato San Michele Arcangelo ci esorta a non stancarci di fare il bene e contemporaneamente a non stancarci di guardare con gli occhi spirituali tutto quello che sta succedendo attorno a noi.

 

Questo è un messaggio che ci dà l’allerta su quello che si trova a un passo dall’umanità e questa parola ci fortifica e ci offre la sicurezza per andare verso la conversione.

 

Sappiamo che il potere economico ha manovrato l’umanità, che si è imposto nel corso della storia, ma sappiamo anche che nel corso della Storia della Salvezza, il Cielo ha sempre guidato il Suo Popolo.

 

Di fronte all’escalation del momento, siamo incamminati verso importanti accadimenti che ci sono già stati rivelati, ma che finora non erano venuti pienamente alla luce, mentre adesso stiamo vedendo aprirsi rapidamente il sipario, che mostra in modo sempre più chiaro lo scenario del potere mondiale.

 

Noi sappiamo chi sta dietro a tutto questo, per quello San Michele ci sta chiamando con insistenza alla conversione, per questo ci esorta a salvarci l’anima, ad essere testimoni del grande Amore di Dio per il Suo Popolo, con sicurezza, con Fede, con forza, senza vacillare. 

 

Amen.

SPUNTI DI AMORE

 


La sapienza entra in noi per mezzo dell'amore, del silenzio e della mortificazione. Grande saggezza è il saper tacere senza guardare né alle parole né ai fatti né alla vita altrui.

lunedì 23 novembre 2020

La visione di Jacinta del Santo Padre: Ha visto Papa Paolo VI

 


Il terzo segreto rilasciato il 26 giugno 2000, dimostrato di essere 

una fabbricazione completa ...


Un'altra indicazione di falsificazione nella versione del Vaticano 2000

"Vi chiedo di nuovo di pregare per il vostro Santo Padre [Papa Paolo VI] a Roma. È molto malato. Ha bisogno di molte preghiere, perché viene crocifisso dai suoi. È veramente il piccolo nel messaggio di Giacinta." - Nostra Signora delle Rose, 1º giugno 1978

Visione di Giacinta:

Sappiamo dagli scritti di Suor Lucia nelle sue Memorie che Giacinta vide una visione del Santo Padre, lo stesso Santo Padre menzionato nel Terzo Segreto di Fatima:

Un giorno (dice Lucy) abbiamo trascorso la nostra siesta giù dal pozzo dei miei genitori. Jacinta si sedette sulle lastre di pietra in cima al pozzo. Francisco ed io abbiamo arrampicato su una serie ripida alla ricerca del miele selvaggio fra i rovi in una boscaglia vicina.

Dopo un po', Giacinta mi disse: "Non hai visto il Santo Padre?" "No." "Non so come sia successo, ma ho visto il Santo Padre in una casa molto grande, inginocchiato davanti a un tavolo, con la testa sotterrata tra le mani, e piangeva. Fuori dalla casa, c'erano molte persone. Alcuni di loro lanciavano pietre, altri lo maledicevano e usavano il linguaggio cattivo. Povero Santo Padre, dobbiamo pregare molto per lui."

Un giorno (continua Lucia) due sacerdoti ci raccomandarono di pregare per il Santo Padre, e ci spiegarono chi era il Papa. In seguito, Giacinta mi chiese: "È quello che ho visto piangere, quello di cui la Madonna ci ha parlato nel Segreto?" "Sì, è."


Bayside ha la chiave:

La grande domanda è: quale Santo Padre ha visto Giacinta? Dal messaggio di Nostra Signora delle Rose abbiamo l'interpretazione della Madonna stessa, e di Giacinta, entrambe apparse a Bayside per illuminare questa visione molto importante:

"Vi chiedo di nuovo di pregare per il vostro Santo Padre [Papa Paolo VI] a Roma. È molto malato. Ha bisogno di molte preghiere, perché viene crocifisso dai suoi. Egli è veramente il piccolo nel messaggio di Giacinta." (Madonna, 1º giugno 1978)

"Sì, ho cercato di avvertire tutti di quello che sarebbe successo al mondo del futuro. La Madonna ha detto che il piccolo Padre di Roma soffrirà una grande persecuzione, ma gran parte di questa persecuzione verrà dai suoi stessi, quelli di cui si fida. Ecco perché l'immagine* è stata data a voi per inviare il messaggio in tutto il mondo." (*vedi Jacinta 1972 foto sotto; Jacinta, 8 giugno 1974)

Il messaggio di Nostra Signora delle Rose del 25 luglio 1972 presentato qui sotto è molto simile alla visione vista da Giacinta: (1) il Santo Padre è in una grande stanza, (2) piange, (3) la gente gli lancia pietre, e (4) si inginocchia e prega. La visione nel messaggio di Bayside è molto più vicina alla visione di Giacinta di quella proposta dal Vaticano il 26 giugno. Infatti, la versione del Vaticano non ha nessuno di questi elementi della visione di Giacinta, non include "quello che ho visto piangere", e si riferisce al Santo Padre semplicemente come il "vescovo vestito di bianco." Ancora una volta, sottolineiamo che il messaggio di Nostra Signora delle Rose afferma che la visione di Giacinta era di Papa Paolo VI:

Veronica - Oh! E vedo alcune persone che chiedono a Papa Paolo di andarsene. È in una chiesa, e sta pregando la Beata Madre, e gli stanno dicendo di andarsene. E scuote la testa no, no. Oh!
E Gesù è appena tornato al pennone. E dice:
Gesù - "Ora manterrete una costante vigilanza sulla preghiera. Queste preghiere riscatteranno un po' di tempo per il vostro Vicario che ha offerto se stesso come sacrificio per coloro che sono caduti nella sua Casa."
Veronica - Vedo Papa Paolo. È seduto in una grande stanza. C'è una scrivania. Ma non ha un bell'aspetto. Sembra molto malato. Sembra che non riesca a tenere gli occhi aperti. La sua testa sta cadendo a destra. E poi si siede, e sta cadendo a sinistra. Ora è appoggiato sul tavolo. Ora ci sono urla fuori. E la gente urla, e lancia tutte le pietre, e cerca di entrare dalla porta. E urlano. E Papa Paolo, ora è passato, e si è inginocchiato accanto a una statua della Madonna. Sta pregando la Madonna, e sta piangendo; le lacrime gli scendono dal viso. Sembra terribilmente magro. I segni sono ancora sulle sue mani. Lo vedo alzare la mano sopra la testa. Oh! Oh!
E fuori della porta ci sono cardinali, cinque cardinali; nascondono coltelli dietro la schiena. E oltre la finestra, guardando dentro, è un uomo. Sembra un cardinale, ma è vestito di nero. E ha un fortino in testa, tipo, in piedi. Ha anche un coltello dietro la schiena. E sul lato destro, guardando nell'altra finestra, vedo un gruppo di vescovi. Ci sono due, tre, quattro, cinque: ci sono quindici o sedici vescovi. Nascondono anche coltelli dietro la schiena.
Ora è tutto sbiadito; non riesco più a vedere. E Gesù dice:
Gesù - "Ora saprete perché dovete mantenere una costante vigilanza sulla preghiera, fino a dicembre. Continuerete a raccontare le vostre perle per il vostro Vicario." (25 luglio 1972)

Tutto questo ha perfettamente senso quando ricordiamo che a Madre Godinho fu detto il Terzo Segreto da Giacinta, e che un frammento del vero Terzo Segreto rimase nella lettera di Madre Godinho a Papa Pio XII, dove cita l'anno "1972." (Leggi tutto...) Papa Paolo VI, naturalmente, era il Papa del 1972, l'anno in cui satana sarebbe entrato in Vaticano. Lo sappiamo dal messaggio della Madonna delle Rose: "Satana, Lucifero in forma umana, è entrato a Roma nel 1972." (Madonna, 7 settembre 1978) E inoltre, "Questa sera, come vostro Dio, dico che in quella data, come promesso a Fatima [1972], satana entrò nella mia Chiesa sulla terra." (Gesù, 18 giugno 1986)

Inoltre, un operatore del Santuario chiese a Veronica quale data, 1960 o 1972, era l'anno in cui satana era entrato nella Chiesa. Veronica ha detto che il 1972 era la data, ma non ha potuto elaborare di più perché si trattava del Terzo Segreto di Fatima.

Suor Lucia per confermare le parole di Giacinta a Bayside:

Abbiamo la bella previsione della Madonna che alla fine Suor Lucia sarà in grado di parlare, e che lei (Suor Lucia) "sarà testimone delle sue parole, qui in questo Santuario":

Veronica - Giacinta sarà beatificata. E la Madonna ha detto che Lucia testimonierà le sue parole, qui in questo Santuario! A questo Santuario! L'ha detto; così ha detto la Madonna. La Madonna ha detto che Giacinta sarà beatificata. E Lucia testimonierà le sue parole, qui in questo Santuario. Non lo so esattamente . . .
E la Madonna disse . . Sorrise e disse:
Madonna - "Questo è tutto quello che ti dirò, figlia mia, in questo momento." (30 dicembre 1972)

Il giorno dopo la morte di Suor Lucia, Vittorio Messori (giornalista italiano che ha intervistato Giovanni Paolo II per il suo libro Varcare la soglia della speranza), ha scritto sul quotidiano italiano Corriere della Serra che la cella di Suor Lucia nel convento di Coimbra "è già stata sigillata" e che "Tutto ciò che vi è racchiuso passerà attraverso il setaccio di teologi fidati e di teologi inviati, si suppone, dallo stesso Cardinale Ratzinger che, come custode dell'ortodossia, deve tenere a bada le tentazioni visionarie che sempre riemergono." Ha anche rivelato nel suo articolo che secondo il Vescovo di Coimbra, la cella ora sigillata di Suor Lucia è dove "avrebbe avuto altre apparizioni, dove teneva un diario, dove scriveva lettere al Papa, dove aveva subito le sue intuizioni mistiche."

Forse attraverso questo diario Suor Lucia "testimonierà" che sua cugina Giacinta è effettivamente apparsa al Santuario di Nostra Signora delle Rose a Bayside, New York.

Preghiamo che questo grande giorno arrivi molto presto!

CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO

 


San Michele Arcangelo, a te mi consacro. Metto me stesso, la mia famiglia e tutto ciò che mi appartiene, sotto la tua potente protezione. Aumenta il fervore nel mio cuore e ricorda che, da oggi, sono sotto la tua protezione.

Ottieni la mia grazia di amare con tutto il cuore da Dio. Mio padre, Gesù, mio ​​salvatore; allo Spirito Santo, mio ​​Santificatore, ea Maria, mia dolce Madre. Amen.

O grande principe del cielo, fedelissimo custode della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, pur indegno di presentarmi a te, ma fiducioso nella tua speciale bontà, mosso dall'eccellenza delle tue preghiere e dalla moltitudine del tuo bene opere, mi presento a voi, accompagnato dal mio Angelo Custode; e alla presenza di tutti gli Angeli del Cielo che prendo come testimoni della mia devozione per te, ti scelgo oggi come mio protettore e avvocato privato, e mi propongo fermamente di onorarti sempre e lodarti con tutte le mie forze.

Aiutami durante la mia vita, in modo che non offenda mai i più puri occhi di Dio, né con le opere, né con le parole, né con i pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del diavolo, specialmente quelle contro la fede e la purezza; e nell'ora della mia morte, dona pace alla mia anima e fammi entrare nella Patria Eterna. Amen.

Siate come Noè, quando preparò L'Arca e tutti lo prendevano per pazzo, eppure lui ebbe Fede e salvò la sua famiglia e specie di animali.

 




Trevignano Romano, 21 novembre 2020

Cari figli miei, ricordate che da oggi in poi lo spirito del demonio sarà più forte, invaderà tante menti, vi prego credete alle mie parole, preparatevi alle rinunce alle quali vi obbligheranno, seguite le mie parole. Siate come Noè, quando preparò L'Arca e tutti lo prendevano per pazzo, eppure lui ebbe Fede e salvò la sua famiglia e specie di animali. Questo è il momento peggiore che l'umanità abbia mai vissuto, quindi vi chiedo figli miei, abbiate fede e sarete salvi, siate piccoli, solo così potrete entrare nel Regno di Dio, non importa quanti vi disprezzeranno, giudicheranno e perseguiteranno, voi avrete i miei Angeli accanto, che vi renderanno invisibili al male, soprattutto quando sarete nei vostri rifugi. Vi chiedo che in ogni casa possa eregersi un altare e candele benedette, Io e mio Figlio saremo lì con voi, sempre, non temete, il Mio Signore ha vinto la morte e vi Ama. Ora vi benedico con tutto il fuoco dell'amore di una Madre, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

L'INFERNO NEGLI OCCHI DELLA MENTE

 


Dio desidera che tutti gli uomini siano salvati

In cento posti nella Sacra Scrittura, Dio ci dice che è veramente il Suo desiderio di salvare tutti gli uomini. "È mia volontà che un peccatore muoia, e non che si converta dalle sue vie e viva?... Io vivo, dice il Signore Dio. Non desidero la morte del peccatore. Convertitevi e vivete." Quando qualcuno vuole molto qualcosa, si dice che sta morendo di desiderio; è un'iperbole. Ma Dio ha voluto e vuole ancora la nostra salvezza così tanto che è morto di desiderio, e ha sofferto la morte per darci la vita. Questa volontà di salvare tutti gli uomini non è quindi una volontà affetta, superficiale e apparente in Dio; è una volontà reale, efficace e benefica, perché Egli ci fornisce tutti i mezzi più appropriati per essere salvati. Non ce li dona perché non lo ottengano; ce li dona con sincera volontà, con l'intenzione di ottenerne l'effetto. E se non lo ottengono, Egli si mostra afflitto e offeso su di esso. Egli comanda anche ai dannati di usarli per essere salvati; li esorta ad essa; li obbliga ad essa; e se non lo fanno, peccano. Pertanto, essi possono farlo e quindi essere salvati.

Molto di più, perché Dio vede che noi non potremmo nemmeno fare uso della Sua grazia senza il Suo aiuto, Egli ci dà altri aiuti, e se a volte rimangono inefficaci, è colpa nostra; per con questi stessi aiuti, si può abusare di loro e di essere dannato con loro, e un altro può fare bene e essere salvati; Potrebbe anche essere salvato con aiuti meno potenti. Sì, può succedere che abusiamo di una grazia più grande e siamo dannati, mentre un altro coopera con una grazia minore e si salva. 

Sant'Agostino esclama: "Se, dunque, qualcuno si allontana dalla giustizia, è portato dal suo libero arbitrio, guidato dalla sua concupiscenza, ingannato dalla sua stessa persuasione." Ma per coloro che non comprendono la teologia, ecco cosa devo dire loro: Dio è così buono che quando vede un peccatore correre verso la sua rovina, Corre dietro di lui, lo chiama, lo supplica e lo accompagna fino alle porte dell'inferno; cosa non farà per convertirlo? Gli manda buone ispirazioni e pensieri santi, e se non ne trae profitto, si adira e si indigna, lo insegue. Lo colpirà? No. Batte all'aria e lo perdona. Ma il peccatore non si è ancora convertito. Dio gli manda una malattia mortale. Per lui è tutto finito. No, fratelli, Dio lo guarisce; il peccatore diventa ostinato nel male, e Dio nella sua misericordia cerca un altro modo; Egli gli dà un altro anno, e quando quell'anno è finito, Egli gli concede ancora un altro.

Ma se il peccatore vuole ancora gettarsi nell'inferno nonostante tutto ciò, cosa fa Dio? Lo abbandona? No. Lo prende per mano; e mentre ha un piede nell'inferno e l'altro all'esterno, lo predica ancora, lo implora di non abusare delle sue grazie. Ora vi chiedo, se quell'uomo è dannato, non è forse vero che è dannato contro la Volontà di Dio e perché vuole essere dannato? Venite a chiedermi ora: Se Dio voleva dannarmi, allora perché mi ha creato? Peccatore ingrato, impara oggi che se sei dannato, non è Dio che è da biasimare, ma tu e la tua volontà. Per convincerti di questo, scendi fino alle profondità dell'abisso, e là ti porterò una di quelle anime dannate e miserabili che bruciano all'inferno, così che possa spiegarti questa verità. Eccone uno adesso: "Dimmi, chi sei?" 

"Sono un povero idolatra, nato in una terra sconosciuta; non ho mai sentito parlare del cielo o dell'inferno, né di quello che sto soffrendo ora." "Povero disgraziato! Vattene, non sei tu quello che sto cercando." Ne sta arrivando un altro, eccolo. "Chi sei?" "Io sono uno scismatico dalle estremità della Tartaria; ho sempre vissuto in uno stato incivile, a malapena sapendo che c'è un Dio." "Tu non sei quello che voglio; tornare all'inferno." Eccone un altro. "E tu chi sei?" "Sono un povero eretico del Nord. Sono nato sotto il Polo e non ho mai visto né la luce del sole né la luce della fede." "Non siete voi che sto cercando, tornate all'Inferno." Fratelli, il mio cuore è spezzato nel vedere questi disgraziati che non hanno mai conosciuto la Vera Fede tra i dannati. Persino così, sapere che la sentenza di condanna è stata pronunciata contro di loro e sono stati detto, "La tua dannazione viene da te." Sono stati dannati perché volevano essere. Hanno ricevuto così tanti aiuti da Dio per essere salvati! Noi non sappiamo cosa fossero, ma loro li conoscono bene, e ora gridano: "O Signore, Tu sei giusto... e i Tuoi giudizi sono giusti."

Fratelli, dovete sapere che la credenza più antica è la Legge di Dio, e che tutti noi la portiamo scritta nei nostri cuori; che può essere appresa senza alcun maestro, e che basta avere la luce della ragione per conoscere tutti i precetti di quella Legge. Ecco perché anche i barbari si nascosero quando commisero il peccato, perché sapevano di fare il male; e sono condannati per non aver osservato la legge naturale scritta nel loro cuore; perché se l'avessero osservata, Dio avrebbe fatto un miracolo piuttosto che lasciarli essere condannati; Avrebbe mandato loro qualcuno per insegnarli e avrebbe dato loro altri aiuti, di cui si sono resi indegni non vivendo in conformità con le ispirazioni della propria coscienza, che non hanno mai mancato di avvertirli del bene che dovrebbero fare e del male che dovrebbero evitare. Così è la loro coscienza che li accusò al Tribunale di Dio, e dice loro costantemente all'inferno, "La tua dannazione viene da te." Non sanno a cosa rispondere e sono obbligati a confessare di meritare il loro destino. Ora, se questi infedeli non hanno scuse, ce ne sarà per un cattolico che ha avuto così tanti sacramenti, così tante prediche, così tanti aiuti a sua disposizione? Come osa dire: "Se Dio stava per maledirmi, allora perché mi ha creato?" Come osa parlare in questo modo, quando Dio gli dà tanti aiuti da salvare? Finiamo dunque di confonderlo.

Voi che state soffrendo nell'abisso, rispondetemi! Ci sono cattolici tra voi? "Ce ne sono di certo!" Quanti? Che uno di loro venga qui! "È impossibile, sono troppo in basso, e farli salire capovolgerebbe tutto l'inferno; sarebbe più facile fermare uno di loro mentre sta cadendo." Perciò, io parlo a voi che vivete nell'abitudine del peccato mortale, nell'odio, nel fango del vizio dell'impurità, e che ogni giorno vi avvicinate all'inferno. Fermati e voltati; è Gesù che ti chiama e che, con le sue piaghe, come con tante voci eloquenti, ti grida: "Figlio mio, se sei dannato, hai solo te stesso da biasimare: La tua dannazione viene da te. Alza gli occhi e vedi tutte le grazie con cui ti ho arricchito per assicurarti la tua salvezza eterna. Avrei potuto farti nascere in una foresta in Barbary; questo è quello che ho fatto a molti altri, ma ti ho fatto nascere nella fede cattolica; ti ho fatto crescere da un padre così buono, una madre così eccellente, con le istruzioni e gli insegnamenti più puri. Se sei dannato nonostante questo, di chi sarà la colpa? La tua, figlio mio, la tua: 'La tua dannazione viene da te. '

"Avrei potuto gettarti all'inferno dopo il primo peccato mortale che hai commesso, senza aspettare il secondo: l'ho fatto a tanti altri, ma sono stato paziente con te, ti ho aspettato per molti lunghi anni. Vi aspetto ancora oggi nella penitenza. Se siete dannati nonostante tutto questo, di chi è la colpa? I tuoi, figlio mio, i tuoi: "La tua dannazione viene da te." Sapete quanti sono morti davanti ai vostri occhi e quanti sono stati dannati: questo era un avvertimento per voi. Sai quanti altri mi sono incamminato sulla strada giusta per darti il buon esempio. Ricordi cosa ti ha detto quell'eccellente confessore? Sono io che gliel'ho fatto dire. Non ti ha ingiunto di cambiare vita, di fare una buona confessione? Sono io che l'ho ispirato. Ricordate quel sermone che ha toccato il vostro cuore? Io sono Colui che vi ha portato lì. E quello che è successo tra te e me nel segreto del tuo cuore, ...che non potrai mai dimenticare.

"Quelle ispirazioni interiori, quella chiara conoscenza, quel costante rimorso di coscienza, osereste negarle? Tutti questi erano così tanti aiuti della mia grazia, perché volevo salvarvi. Ho rifiutato di darli a molti altri, e te li ho dati perché ti amavo teneramente. Figlio mio, figlio mio, se ho parlato loro con la stessa tenerezza con cui vi parlo oggi, quante altre anime ritornano sulla retta via! E tu... mi volti le spalle. Ascolta quello che sto per dirti, perché queste sono le mie ultime parole: Mi sei costato il mio sangue; se vuoi essere dannato nonostante il sangue che ho versato per te, non biasimarmi, devi accusare solo te stesso; e per tutta l'eternità, non dimenticare che se sei dannato a dispetto di Me, sei dannato perché vuoi essere dannato: La tua dannazione viene da te. ' "

O mio buon Gesù, le pietre stesse si dividerebbero ascoltando parole così dolci, tali espressioni tenere. C'è qualcuno qui che vuole essere dannato, con tante grazie e aiuti? Se ce n'è uno, mi ascolti, e poi lo lasci resistere se può.

Baronio racconta che dopo l'infame apostasia di Giuliano l'Apostata, ha concepito un odio così grande contro il Santo Battesimo che giorno e notte, ha cercato un modo in cui egli potrebbe cancellare la sua. A tal fine fece preparare un bagno di sangue di capra e vi si pose, volendo che questo sangue impuro di una vittima consacrata a Venere cancellasse il carattere sacro del Battesimo dalla sua anima. Tale comportamento vi sembra abominevole, ma se il piano di Julian fosse riuscito, è certo che avrebbe sofferto molto meno all'inferno.

Peccatori, il consiglio che voglio darvi vi sembrerà senza dubbio strano; ma se Voi lo capite bene, è invece ispirato dalla tenera compassione verso di voi. Vi imploro in ginocchio, con il sangue di Cristo e con il Cuore di Maria, cambiate vita, tornate sulla strada che conduce al cielo, e fate tutto il possibile per appartenere al piccolo numero di coloro che sono salvati....

Sei terrorizzato da questo pensiero? Ebbene, gettati ai piedi di Gesù Cristo e digli, con occhi lacerati e cuore contrito: "Signore, ti confesso che finora non ho vissuto come cristiano. Non sono degno di essere annoverato tra i tuoi eletti. Riconosco di meritare di essere dannato, ma la Tua misericordia è grande e, pieno di fiducia nella Tua grazia, Ti dico che voglio salvare la mia anima, anche se devo sacrificare la mia fortuna, il mio onore, la mia stessa vita, finché sono salvato. Se sono stato infedele fino ad ora, mi pento, deploro, detesto la mia infedeltà, Ti chiedo umilmente di perdonarmi per questo. Perdonami, buon Gesù, e fortificami, affinché io possa essere salvato. Non vi chiedo ricchezza, onore o prosperità; vi chiedo solo una cosa, di salvare la mia anima."

E Tu, o Gesù! Che cosa dici? O Buon Pastore, vedi le pecore smarrite che tornano a Te; abbraccia questo peccatore pentito, benedici i suoi sospiri e le sue lacrime, o meglio benedici queste persone che sono così ben disposte e che non vogliono altro che la loro salvezza. Fratelli, ai piedi di Nostro Signore, protestiamo che vogliamo salvare la nostra anima, costare quello che può. Diciamo tutti a Lui con gli occhi in lacrime: "Buon Gesù, voglio salvare la mia anima", o benedette lacrime, o beati sospiri!"

La dottrina di San Leonardo da Porto Maurizio ha salvato e salverà innumerevoli anime fino alla fine dei tempi. Ecco cosa dice la Chiesa nella preghiera dell'Ufficio Divino, Sesta Lezione, parlando del celeste di San Leonardo eloquenza: Sentendolo, anche i cuori di ferro e di ottone erano fortemente inclini alla penitenza, a causa della sorprendente efficacia del sermone e dello zelo ardente del predicatore. E nella preghiera liturgica chiediamo al Signore: Date il potere di piegare i cuori dei peccatori induriti con le opere della predicazione.

Questo sermone di san Leonardo da Porto Maurizio fu predicato durante il regno di papa Benedetto XIV, che tanto amava il grande missionario.

Il libro capolavoro di P. Martin Von Cochem "Le Quattro Ultime Cose" (che tratta specificamente dei temi dell'Inferno, del timore di Dio, della morte e del giudizio), spiega la spaventosa verità delle parole di Nostro Signore nel Vangelo di come poche persone ci sono in realtà su questa terra che anche trovare la strada per Cielo anche una volta, mentre si vive su questa terra, e molto meno perseverare su di essa fino alla loro morte:

"Lascia che ti chieda, o lettore, che proporzione pensi di tutti coloro che vivono su questa terra saranno salvati? Metà? o una terza parte? o forse un quarto? Purtroppo, temo, e non senza una buona ragione, che il numero non sarà così grande. Gesù Cristo, che è la Verità eterna, i Suoi santi apostoli e i Padri della Chiesa, tutti ci dicono che così sarà.
"Che cosa dice Cristo sul numero degli eletti? Le sue parole sono queste: "Molti sono chiamati, ma pochi sono scelti." Ripete queste parole quando parla dell'ospite che non indossava un abito nuziale: "Legagli le mani e i piedi e gettalo nell'oscurità esterna. Per molti sono chiamati, ma pochi eletti." Se non si trovasse più nulla a questo intento in tutta la Scrittura, questo passaggio non poteva non allarmarci. Ma ce ne sono molti altri simili, di cui ne citerò uno o due. Nel Vangelo di S. Matteo leggiamo che Nostro Signore ha detto: "Entrate voi alla porta stretta, più larga è la porta e larga è la via che conduce alla distruzione, e molti ci sono che vanno in essa. Quanto è stretta la porta e  stretta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano." (Mt. 7:13) Non sono queste parole calcolate per ispirarci ansia e apprensione? Non possiamo forse essere tra coloro che entrano al cancello largo, che camminano sulla strada larga che finisce nella perdizione eterna? In modo che tu possa meglio apprezzare il significato delle parole di Nostro Signore, e percepire più chiaramente quanto pochi sono gli eletti, osservare che Cristo non ha detto che quelli erano pochi in numero che ha camminato sulla via del cielo, ma che c'erano solo pochi che hanno trovato quella via stretta. "Com'è stretta la porta che conduce alla vita, e pochi la trovano." È come se il Salvatore intendesse dire: Il sentiero che conduce al cielo è così stretto e così accidentato, è così coperto, così scuro e difficile da discernere, che ci sono molti che, per tutta la loro vita, non lo trovano mai. E coloro che lo trovano sono costantemente esposti al pericolo di deviare da esso, di sbagliare la loro strada e inconsapevolmente vagare lontano da esso, perché è così irregolare e troppo cresciuto. Questo S. Girolamo dice, nel suo commento sul passaggio in questione. Ancora una volta, ci sono alcuni che quando sono sulla strada giusta, affrettarsi a lasciare, perché è così ripido e faticoso. Ci sono anche molti che sono indotti a lasciare la via stretta dalle astuzie e dagli inganni del diavolo, e così, quasi impercettibilmente a se stessi, sono portati verso il basso verso l'inferno." (P. Martin Von Cochem, The Four Last Things, pp. 212-213)

Se solo le persone potessero aprire i loro occhi carnali e iniziare a vedere con il loro spirituale per quanto breve sia questa vita e la concupiscenza della carne, tutti diventerebbero immediatamente casti e puri, ma nessuno oggi vuole contemplare o meditare sulla fine di ogni carne, che è morte e decadenza nella tomba. Si comportano come persone mentalmente malate che dimentica volontariamente che devono morire ed essere giudicate da nostro Signore Gesù Cristo. Il pensiero della morte è davvero potente per vincere ogni peccato e ogni occasione peccaminosa, ma mentre le persone sanno che devono morire, scelgono volontariamente di dimenticare questo fatto, poiché il pensiero stesso della morte e del cambiamento è ripugnante per i loro esseri carnali, e direttamente associato al pensiero di essere giudicato da Dio per i loro peccati. E così, scelgono di dimenticare che devono morire ed essere giudicati da Dio per non dover provare alcuna angoscia, paura o rimorso dalla loro cattiva coscienza ogni volta che peccano.
Ma verrà il momento in cui essi - che si trovano nella vergogna e nell'ignominia di fronte al mondo intero nel giorno del giudizio - saranno costretti contro la loro volontà a ricordare e confessare ogni singolo atto peccaminoso e lussurioso che hanno mai commesso dal momento in cui hanno raggiunto l'età di ragione al loro ultimo respiro, e poi, dopo la loro giusta condanna, inizierà la loro punizione eterna. La loro anima sarà separata dal loro corpo peccaminoso e putrefatto per amore dei loro affetti e desideri vili e vergognosi e sarà gettata nel fuoco eterno "nella piscina ardente di fuoco e zolfo, che è la seconda morte." (Apocalisse 21:8)

VIGANÒ: COME IL VATICANO II SERVE AL NUOVO ORDINE MONDIALE.

 


L’abbandono della dimensione soprannaturale

Il tema di questo mio intervento verte sul rapporto tra la rivoluzione del Vaticano II e l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale. L’elemento focale di questa analisi consiste nell’evidenziare l’abbandono da parte della Gerarchia ecclesiastica, sin dai suoi vertici, della dimensione soprannaturale della Chiesa e del suo ruolo escatologico. Con il Concilio, i Novatori hanno completamente cancellato dal proprio orizzonte teologico l’origine divina della Chiesa, creando un’entità di origine umana simile ad un’organizzazione filantropica. Questo sovvertimento ontologico ha avuto come prima conseguenza la necessaria negazione del fatto che la Sposa di Cristo non è né può essere soggetta a cambiamenti da parte di chi esercita un’autorità vicaria in nome del Signore. Essa non è proprietà né del Papa né tantomeno dei Vescovi o dei teologi, e come tale ogni tentativo di “Aggiornamento” la precipita al livello di un’azienda che per garantirsi il profitto rinnova la propria offerta commerciale, svende gli avanzi di magazzino e segue la moda del momento. La Chiesa è invece una realtà soprannaturale, divina, ultraterrena: essa adegua sì il modo di predicare il Vangelo alle nazioni, ma non potrà mai cambiarne il contenuto di un solo iota (Mt 5, 18), né negare il suo slancio trascendente con l’abbassarsi alla mera rivendicazione sociale. Sul versante opposto, l’anti-chiesa rivendica orgogliosamente il diritto di operare un paradigm shift non solo mutando il modo di esposizione della dottrina, ma la dottrina stessa; lo confermano le parole di Massimo Fagggioli a commento dell’Enciclica appena pubblicata, Fratelli Tutti:

«Il pontificato di papa Francesco è come uno standard innalzato davanti agli integralisti cattolici e a coloro che equiparano continuità materiale e tradizione: la dottrina cattolica non si limita a svilupparsi. A volte cambia davvero: per esempio sulla pena di morte, sulla guerra.»[2]

Inutile insistere su ciò che insegna il Magistero: la rivendicazione sfrontata dei Novatori al diritto di mutare la Fede segue ostinatamente l’impostazione modernista.

L’errore iniziale del Concilio consiste principalmente nella mancanza di una prospettiva trascendente, frutto evidente di una crisi spirituale che era già latente; e nel tentativo di instaurare il paradiso sulla terra, con un orizzonte sterilmente umano. In continuità con questa impostazione, Fratelli tutti identifica nella fratellanza umana, nella pax œcumenicatra le religioni e nell’accoglienza dei migranti il compimento dell’utopia terrena e della redenzione sociale.

 Continua

PREPARATEVI, O UOMINI, ALLA GRANDE TRIBOLAZIONE.

 


Eccomi a te, o donna!

Scrivi al mio popolo.

Uomini, ascoltate la Parola del vostro Dio Amore, servite Lui e non Satana!
Siete giunti alla grande tribolazione. Oggi apro a voi il mio Cielo per discendere a voi, vengo a prendere i miei figli per metterli al riparo dalla grande tribolazione che è già in atto.

Vi ho avvertiti per tempo, o uomini, piegate le vostre ginocchia al vostro Dio Creatore e chiedete a Lui perdono per la vostra cattiva condotta. Tornate in fretta a Lui, non permettete che Satana vi porti con lui nell’Inferno.
Non state ad attendere altro tempo, tutto è compiuto, le cateratte dei cieli si aprono alla Terra, ci saranno sconvolgimenti in tutta la Terra!
Preparatevi, o uomini, alla grande tribolazione, perché, chi non si sarà convertito a Me, chi non avrà fatto la scelta di tornare al suo Dio Creatore, subirà l’Inferno sulla Terra.

Siamo giunti all’ora nona, il suono della tromba vi avvertirà, ma non avrete più tempo, chi si sarà abbandonato all’Inferno, lì perirà.

Attenti, o uomini, queste mie parole sono di verità!

Lo sconvolgimento dei Pianeti è in atto,
a breve vedrete segni nel cielo e sulla Terra!

Affrettatevi a Me, convertitevi prima che sia troppo tardi.

Dio salva!

Carbonia 22.11.2020

DIO E’ AMORE

 


Se proviamo ad immaginare qualche aggettivo, per descrivere  i sentimenti che prova un fedele devoto verso il Santissimo  Sacramento dell’Eucaristia, rimaniamo tutti senza parole,  perché è difficile trovare una parola adeguata, così come è  difficile parlare dell’Eucaristia senza provare interiormente  una sensazione di inadeguatezza verso un mistero che è  troppo grande per noi per poterlo comprendere. 

Tutto quello che possiamo fare, per parte nostra, è accostarci  al Mistero con profonda e rispettosa umiltà, chiedendo la  Grazia di comprendere quanto ci basta per poter amare il  mistero Eucaristico con tutte le nostre profondità spirituali e  di essere aiutati a parlarne quanto basta per diffondere e  promuovere l’amore e la devozione verso il SS.mo  Sacramento dell’Eucaristia, perché se è vero che non si può  conoscere ciò che è bello e buono, senza conseguentemente  amarlo e desiderarlo, è anche vero che è umanamente  impossibile amare ciò che non si conosce o si conosce poco. 

Spiegare cosa sia l'Eucaristia non è cosa semplice.Di primo  acchito sembrerebbe  facile, ma le risposte che noi possiamo  dare a questo quesito affrontano solo in superficie il merito  della questione : in realtà l’Eucaristia è il Grande Mistero di  Dio.Ogni risposta che noi possiamo dare a questa domanda è  una libera interpretazione del pensiero di Dio, che può  avvicinarsi alla verità, la quale ci sarà nota per intero soltanto  quando abbandoneremo il mondo materiale  e ritorneremo a  Dio, a cui apparteniamo e da cui proveniamo. 

Siamo certi di dire tutta la verità se affermiamo che la  Santissima Eucaristia è la cura, lo strumento, la medicina più  importante che Gesù ci ha lasciato per la nostra santificazione  e dunque per la nostra salvezza, e quindi essa è il segno più  grande ed evidente dell’amore di Dio per l’umanità, dopo il  dono di Gesù ed il suo olocausto sulla croce. 

Essa è un Sacramento, cioè un segno invisibile della Grazia  Divina, ma a differenza degli altri Sacramenti, l’Eucaristia è  Dio stesso che si dona a noi per mezzo del Signore Gesù, e  non semplicemente il tocco della Grazia Divina: per questo  l’Eucaristia è il maggiore ed il più importante dei sette  Sacramenti. 

Molte sono le domande che possiamo porci, ma solo Dio può  illuminare ed aprire le nostre menti, affinchè, con una più  approfondita conoscenza del “Sacramento dell’Amore”,  possiamo amarlo più profondamente, ed amandolo in  pienezza, possiamo testimoniare agli altri la nostra devozione  verso l’Eucaristia e diventare Apostoli dell’Amore Eucaristico  di Gesù , “il Dio che salva”, per tutti gli uomini. 

Il desiderio di conoscere Dio non esclude, anzi esige uno  sforzo conoscitivo,  una ricerca, il porsi delle domande e con  atteggiamento di umiltà tentare di trovare delle risposte. 

Ad alcune domande cercheremo di darci qualche risposta  scendendo nelle profondità del mistero eucaristico,  utilizzando ogni mezzo, dalla Sacra scrittura, al pensiero ed alla testimonianza dei Santi, in modo particolare i dottori della  Chiesa ed i Santi il cui carisma è stato amare ed adorare la  presenza di Gesù, cuore palpitante dell'amore di Dio per gli  uomini, nella particella di pane azzimo e nel calice di vino  consacrati. 

Cercheremo di evitare di ripetere le nozioni di base su questo  Sacramento, perché diamo per scontato che molti le  possiedano, e quando lo faremo, ciò servirà come base per  approfondire i concetti e per salire ad un livello di maggiore  profondità ed altezza conoscitiva.  

In questa trattazione non servirà una grande intelligenza per  capire, né spremere le meningi, bensì aprire il cuore alla  comprensione del Grande Mistero, perché questo è l’unico  modo per capire: l’Eucaristia si conosce e si comprende con il  cuore, non con la mente; per queste ragioni il Mistero è  svelato da Dio soltanto ai piccoli. 

Nell'ultima cena il Signore non diede molte spiegazioni agli  Apostoli sui gesti che stava per compiere, ma non lo fece solo  perché non erano ancora pronti a ricevere una spiegazione; se  Gesù lo avesse fatto loro non avrebbero capito. 

Nella notte in cui fù tradito Gesù compì dei gesti,  pronunciando delle parole misteriose, raccomandando soltanto  che essi facessero come Egli stava loro insegnando, cioè gli  stessi gesti e le stesse parole, in memoria di Lui.  

Gli Apostoli non compresero quel che Gesù stava facendo,  anzi si scandalizzarono sentendo le parole “questo è il mio  corpo…….e questo è il mio sangue, mangiatene e bevetene  tutti”, e si interrogarono su quel che stava accadendo, ma  prevalse la fiducia nel loro Signore e soprattutto l’amore,  sicchè mangiarono quel pane e bevvero quel vino, che Gesù  loro offrì, come Suo Corpo e Suo Sangue. 

Gioacchino  Ventimiglia

Gesù e Maria: “Non separi l’uomo quello che Dio ha unito”.

 


“Un altro giorno, mentre pregando invocavamo insistentemente la Madonna con il titolo di Madre dell’Eucaristia, il maligno se ne viene dicendo:  

«Lui e Lei sono inscindibili. Non sapete fino a che punto invocarla significa invocare Lui; sono una cosa sola; Lui se l’è portata via tutta intera. Nel Corpo e Sangue del Figlio c’è anche il corpo e sangue della Madre. Non poteva essere diversamente, se è formato in Lei. Conoscete la biologia? Sapete cos’è il DNA? Loro sono una cosa sola. Lui è nato da Lei e Lei è nata da Lui. Non sono mai stati divisi. Sono sempre stati uniti. Prima che Lei lo concepisse, Lui era già in Lei; prima che Lui nascesse, Lei era già in Lui. Lei è stata la prima a donarsi. Lui portava in Sé il sangue e la carne di quella donna meravigliosa, troppo meravigliosa per essere sopportabile da noi e non possiamo niente contro di Lei. Quando celebrate quella che voi chiamate messa c’è Lei con Lui».”  

(Da un esorcismo tratto dal libro “La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi”,   di Francesco Bamonte) 

Sì, è verissimo; ma non dice la ragione, il perché di questo prodigio: la Divina Volontà, unica ed inscindibile, delle Tre Divine Persone, è unica ed inscindibile nella Madre e nel Figlio. Il Prodigio parte dall’Eternità –come dice la Chiesa: “in un medesimo decreto eterno di predestinazione”–, ma Dio non lo ha imposto alla Vergine, è Lei che lo ha accolto fin dal principio: “è lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla” (Gv 6,63). 

La più ampia e profonda spiegazione ce la dà il Signore stesso, negli Scritti della Piccola Figlia della Divina Volontà, la “Serva di Dio” Luisa Piccarreta: 

Mentre pregavo (…) dicevo tra me: “Come è possibile che Gesù potesse separarsi dalla cara Mamma e Lei da Gesù?”  E il benedetto Gesù mi ha detto:  

“Figlia mia, certo che non poteva esserci separazione tra Me e la mia dolce Mamma. La separazione fu solo apparentemente. Io e Lei eravamo fusi insieme, ed era tale e tanta la fusione, che Io restai con Lei e Lei venne con Me; sicché si può dire che ci fu una specie di bilocazione. Ciò succede anche alle anime, quando sono unite veramente con Me; e se pregando fanno entrare nelle loro anime come vita la preghiera, succede una specie di fusione o di bilocazione: Io, dovunque mi trovo, porto loro con Me ed Io resto con loro. 

Figlia mia, tu non puoi comprendere bene ciò che fu la mia diletta Mamma per Me. Io, venendo in terra, non potevo stare senza Cielo, e il mio Cielo fu la mia Mamma. Tra Me e Lei ci passava tale elettricità, che neppure un pensiero sfuggiva alla Madre mia che non lo attingesse dalla mia mente; e questo attingere da Me la parola, la volontà, il desiderio, l’azione e il passo, insomma, tutto, formava in questo Cielo il sole, le stelle, la luna e tutti i godimenti possibili che può darmi la creatura e che lei stessa può godere. Oh, come mi deliziavo in questo cielo! Oh, come mi sentivo rinfrancato e rifatto di tutto! Anche i baci che mi dava la mia Mamma mi racchiudevano il bacio di tutta l’umanità e mi restituivano il bacio di tutte le creature. Dovunque me la sentivo, la mia dolce Mamma. Me la sentivo nel respiro e, se era affannoso, me lo sollevava. Me la sentivo nel Cuore e, se era amareggiato, me lo addolciva. Me la sentivo nel passo e, se era stanco, mi dava lena e riposo... E chi può dirti come me la sentivo nella Passione? Ad ogni flagello, ad ogni spina, ad ogni piaga, ad ogni goccia del mio Sangue, dovunque me la sentivo e mi faceva l’ufficio di vera Madre... Ah, se le anime mi corrispondessero, se tutto attingessero da Me, quanti cieli e quante madri avrei sulla terra!” (Vol. 11°, 09-05-1913) 

“ Figlia mia, Io e la Mamma mia eravamo come due gemelli nati dallo stesso parto, perché non avevamo che una sola Volontà che ci dava la vita. Il «FIAT» Divino metteva in comune gli atti nostri, in modo che il Figlio rifletteva nella Mamma e Lei rifletteva nel Figlio. Sicché il regno della Volontà Divina aveva il suo pieno vigore, il suo dominio perfetto in Noi…”  (Vol. 23°, 09-02-1928) 

“Perché la Celeste Regina mi è vera Madre? Perché possedeva la Vita del mio «FIAT» Divino. Esso solo le poteva somministrare il germe della fecondità divina, per concepirmi nel suo seno e farmi figlio suo. Sicché senza la mia Divina Volontà, Lei non avrebbe potuto assolutamente essere Mamma mia, perché nessun altro, né in Cielo né in terra, possiede questo germe della fecondità divina, che niente meno fa concepire il Creatore nella creatura. Vedi dunque [come] il mio Volere Divino mi formò la Mamma e mi fece suo Figlio.”  (Vol. 24°, 02-09-1928) 

“Figlia mia, sto comportandomi con te come mi comportai con la Mamma mia: durante la mia vita facemmo vita sempre insieme, tranne i tre giorni dello smarri- mento, ché del resto dove c’era la Mamma, si trovava il Figlio e dove c’era il Figlio   si trovava la Madre; eravamo inseparabili. Quando poi venne il compimento della Redenzione, dovendo fare [Io] la vita pubblica, ci separammo, sebbene la Volontà unica che ci animava ci teneva sempre immedesimati insieme, ma è certo che le nostre persone si trovavano lontane, chi ad un punto e chi in un altro, e non sapendo stare e non potendo stare troppo a lungo separati –perché il vero amore sente l’irresistibile bisogno di riposare l’uno nell’altro, di confidarsi i loro segreti, l’esito delle loro imprese e i loro dolori–, ora Io facevo le scappatine per rivederla, ora la Regina Madre usciva dal suo nido per rivedere il suo Figlio che da lontano la feriva, e di nuovo ci separavamo per dare corso all’opera della Redenzione…” (Vol. 24°, 20-06- 1928) 

(…) La Sovrana Regina, tutta bontà e tenerezza, mi ha detto: “Figlia diletta mia, tu devi sapere che io sono la portatrice di Gesù. Questo fu un dono che l’Ente Supremo mi affidò, e quando fu certo che io avevo grazia, amore, potenza e la stessa Volontà Divina per tenerlo custodito, difeso, amato, allora mi fece la consegna del dono, cioè il Verbo Eterno, e s’incarnò nel mio seno, dicendomi: «Figlia nostra, ti facciamo il gran dono della Vita del Figlio Dio, affinché tu ne sia padrona e lo doni a chi vuoi; però sappilo tenere difeso, non lo lasciare mai solo a chiunque lo doni, per supplire se non lo amano, per ripararlo se l’offendono. Farai in modo che nulla manchi alla decenza, alla santità, alla purezza che gli conviene. Sii attenta, è il dono più grande che ti facciamo e ti diamo il potere di bilocarlo quante volte vuoi, affinché chi lo vuole   possa ricevere questo gran dono e possederlo.  

Ora, questo Figlio è mio, è dono mio, e come mio conosco i suoi segreti amorosi, le sue ansie, i suoi sospiri,  ma tanto,  che giunge a piangere e con singhiozzi ripetuti mi dice: «Mamma mia, dammi alle anime, voglio le anime». Io voglio ciò che vuole Lui; posso dire che sospiro e piango insieme, perché voglio che tutti posseggano il Figlio mio, ma devo mettere al sicuro la sua vita, il gran dono che Dio mi affidò. Ecco  perché, se scende Sacramentato nei cuori, io scendo insieme per garanzia del mio dono. Non posso lasciarlo solo, povero Figlio mio; se non avesse la sua Mamma che scende insieme, come me lo tratterebbero male! [Per] chi non gli dice un «ti amo» di cuore io devo amarlo, [per] chi lo riceve distratto, senza pensare al gran dono che riceve, io mi riverso su di Lui per non fargli sentire le sue distrazioni e freddezze, [per] chi giunge a farmelo piangere, devo quietargli il pianto e fare i dolci rimproveri alla creatura, che non me lo faccia piangere. Quante scene commoventi succedono nei cuori che lo ricevono Sacramentato! Vi sono anime che non si contentano mai di amarlo, ed io do loro il mio amore e anche il suo per farlo amare. Queste sono scene di Cielo e gli stessi angeli restano rapiti e ci rinfranchiamo delle pene che ci hanno dato le altre creature.  

Ma chi può dirti tutto? Sono la portatrice di Gesù, né Lui vuole andare senza [di] me, tanto che quando il Sacerdote sta per pronunziare le parole della Consacrazione sull’Ostia Santa, faccio ali con le mie mani materne, affinché scenda attraverso le mie mani per consacrarsi, affinché, se mani indegne lo toccano, io [gli] faccia sentire le mie che lo difendono e lo coprono col mio amore. Ma ciò non basta; sto sempre a guardia per vedere se vogliono il Figlio mio, tanto che se qualche peccatore si pente dei suoi gravi peccati e la luce della grazia albeggia nel suo cuore, io subito gli porto Gesù come conferma del perdono, ed io ci penso a tutto ciò che ci vuole per farlo restare in quel cuore convertito.  

Sono la portatrice di Gesù e lo sono perché posseggo in me il regno della sua Volontà Divina. Essa mi rivela chi lo vuole ed io corro, volo per portarlo, senza mai lasciarlo. E non solo sono portatrice, ma spettatrice, ascoltatrice di ciò che fa e dice alle anime. Credi tu che io non fossi presente ad ascoltare le tante lezioni che il mio caro Figlio ti faceva sulla sua Divina Volontà? Io ero presente, ascoltavo parola per parola ciò che ti diceva, ed in ogni parola io ringraziavo mio Figlio e mi sentivo doppiamente glorificata, perché parlava del regno che io già possedevo, che era stata tutta la mia fortuna e la causa del gran dono del Figlio mio. E nel vederlo parlare, io vedevo innestata la fortuna dei miei figli con la mia; oh, come gioivo! Tutte le lezioni che ti ha dato, e anche più, sono già scritte [nel] mio Cuore, e nel vederle ripetere a te, io godevo in ogni lezione un Paradiso di più; e quante volte tu non eri attenta e dimenticavi, io chiedevo perdono per te e lo pregavo che ripetesse le sue lezioni, e Lui, per contentarmi, perché non sa negare nulla alla sua Mamma, ti ripeteva le sue belle lezioni.  

Figlia mia, io sono sempre con Gesù, però a volte mi nascondo in Lui e pare che Lui faccia tutto come se facesse senza di me. Invece io sto dentro, vi concorro insieme e sto a giorno di quello che fa. Altre volte si nasconde nella sua Mamma e fa fare a me, ma sempre Lui concorre insieme. Altre volte ci sveliamo tutti e due insieme e le anime vedono la Madre ed il Figlio che le amano tanto, a seconda [del]le circostanze e del bene loro [che] richiedono, e molte volte è l’amore che non possiamo contenere, che ci fa dare in eccessi verso di loro. Ma sii certa che se sta mio Figlio, sto io, e che se sto io, sta mio Figlio. È un compito che mi fu dato dall’Ente Supremo, [dal] quale io non posso, né voglio ritirarmi. Molto più che queste sono le gioie della mia Maternità, il frutto dei miei dolori, la gloria del regno che posseggo, la Volontà e il compimento della Trinità Sacrosanta.” (Vol. 34°, 28.05.1937) 

P. Pablo Martin Sanguiao