lunedì 23 novembre 2020

DIO E’ AMORE

 


Se proviamo ad immaginare qualche aggettivo, per descrivere  i sentimenti che prova un fedele devoto verso il Santissimo  Sacramento dell’Eucaristia, rimaniamo tutti senza parole,  perché è difficile trovare una parola adeguata, così come è  difficile parlare dell’Eucaristia senza provare interiormente  una sensazione di inadeguatezza verso un mistero che è  troppo grande per noi per poterlo comprendere. 

Tutto quello che possiamo fare, per parte nostra, è accostarci  al Mistero con profonda e rispettosa umiltà, chiedendo la  Grazia di comprendere quanto ci basta per poter amare il  mistero Eucaristico con tutte le nostre profondità spirituali e  di essere aiutati a parlarne quanto basta per diffondere e  promuovere l’amore e la devozione verso il SS.mo  Sacramento dell’Eucaristia, perché se è vero che non si può  conoscere ciò che è bello e buono, senza conseguentemente  amarlo e desiderarlo, è anche vero che è umanamente  impossibile amare ciò che non si conosce o si conosce poco. 

Spiegare cosa sia l'Eucaristia non è cosa semplice.Di primo  acchito sembrerebbe  facile, ma le risposte che noi possiamo  dare a questo quesito affrontano solo in superficie il merito  della questione : in realtà l’Eucaristia è il Grande Mistero di  Dio.Ogni risposta che noi possiamo dare a questa domanda è  una libera interpretazione del pensiero di Dio, che può  avvicinarsi alla verità, la quale ci sarà nota per intero soltanto  quando abbandoneremo il mondo materiale  e ritorneremo a  Dio, a cui apparteniamo e da cui proveniamo. 

Siamo certi di dire tutta la verità se affermiamo che la  Santissima Eucaristia è la cura, lo strumento, la medicina più  importante che Gesù ci ha lasciato per la nostra santificazione  e dunque per la nostra salvezza, e quindi essa è il segno più  grande ed evidente dell’amore di Dio per l’umanità, dopo il  dono di Gesù ed il suo olocausto sulla croce. 

Essa è un Sacramento, cioè un segno invisibile della Grazia  Divina, ma a differenza degli altri Sacramenti, l’Eucaristia è  Dio stesso che si dona a noi per mezzo del Signore Gesù, e  non semplicemente il tocco della Grazia Divina: per questo  l’Eucaristia è il maggiore ed il più importante dei sette  Sacramenti. 

Molte sono le domande che possiamo porci, ma solo Dio può  illuminare ed aprire le nostre menti, affinchè, con una più  approfondita conoscenza del “Sacramento dell’Amore”,  possiamo amarlo più profondamente, ed amandolo in  pienezza, possiamo testimoniare agli altri la nostra devozione  verso l’Eucaristia e diventare Apostoli dell’Amore Eucaristico  di Gesù , “il Dio che salva”, per tutti gli uomini. 

Il desiderio di conoscere Dio non esclude, anzi esige uno  sforzo conoscitivo,  una ricerca, il porsi delle domande e con  atteggiamento di umiltà tentare di trovare delle risposte. 

Ad alcune domande cercheremo di darci qualche risposta  scendendo nelle profondità del mistero eucaristico,  utilizzando ogni mezzo, dalla Sacra scrittura, al pensiero ed alla testimonianza dei Santi, in modo particolare i dottori della  Chiesa ed i Santi il cui carisma è stato amare ed adorare la  presenza di Gesù, cuore palpitante dell'amore di Dio per gli  uomini, nella particella di pane azzimo e nel calice di vino  consacrati. 

Cercheremo di evitare di ripetere le nozioni di base su questo  Sacramento, perché diamo per scontato che molti le  possiedano, e quando lo faremo, ciò servirà come base per  approfondire i concetti e per salire ad un livello di maggiore  profondità ed altezza conoscitiva.  

In questa trattazione non servirà una grande intelligenza per  capire, né spremere le meningi, bensì aprire il cuore alla  comprensione del Grande Mistero, perché questo è l’unico  modo per capire: l’Eucaristia si conosce e si comprende con il  cuore, non con la mente; per queste ragioni il Mistero è  svelato da Dio soltanto ai piccoli. 

Nell'ultima cena il Signore non diede molte spiegazioni agli  Apostoli sui gesti che stava per compiere, ma non lo fece solo  perché non erano ancora pronti a ricevere una spiegazione; se  Gesù lo avesse fatto loro non avrebbero capito. 

Nella notte in cui fù tradito Gesù compì dei gesti,  pronunciando delle parole misteriose, raccomandando soltanto  che essi facessero come Egli stava loro insegnando, cioè gli  stessi gesti e le stesse parole, in memoria di Lui.  

Gli Apostoli non compresero quel che Gesù stava facendo,  anzi si scandalizzarono sentendo le parole “questo è il mio  corpo…….e questo è il mio sangue, mangiatene e bevetene  tutti”, e si interrogarono su quel che stava accadendo, ma  prevalse la fiducia nel loro Signore e soprattutto l’amore,  sicchè mangiarono quel pane e bevvero quel vino, che Gesù  loro offrì, come Suo Corpo e Suo Sangue. 

Gioacchino  Ventimiglia

Nessun commento:

Posta un commento