martedì 24 novembre 2020

LA VITA DI SAN BENEDETTO

 


L'elefantiaco risanato

C'è un altro fatto che credo bene non lasciare sotto silenzio. Mi fu raccontato  dall'illustre e nobile Antonio. Mi diceva, dunque, che un garzone di suo padre fu  trovato infetto da elefantiasi e già per la caduta dei peli, per il gonfiore della pelle e  per la materia purulenta, non poteva più nascondere il suo male. Il padre lo fece  portare dall'uomo di Dio e sull'istante fu restituito alla primitiva sanità.


Il debitore pagato

Voglio raccontare ancora un altro fatto, riferito molto spesso dal suo discepolo Pellegrino. Eccolo.

Un povero uomo, buon cristiano, spinto dall'urgenza di pagare un debito,  pensò che non v'era altro da fare che andare dall'uomo di Dio e manifestargli  l'urgente necessità.

Vi andò difatti, trovò il servo di Dio e gli confidò che per dodici soldi era  aspramente vessato dal creditore.

Il venerabile Padre gli fece presente che purtroppo neanche lui aveva quei  dodici soldi; gli fece però coraggio con buone parole a non avvilirsi per la sua  povertà, e licenziandolo gli disse: "Per adesso vai a casa; ritorna però fra un paio  di giorni, perché quello che chiedi per oggi non l'abbiamo".

Durante quei due giorni rivolse al Signore insistenti preghiere.

Il terzo giorno quel povero debitore in angustie era già di ritorno.

All'improvviso, sopra un cassone del monastero, ricolmo di grano, furono  scoperti tredici soldi. L'uomo di Dio se li fece portare e li consegnò al poveretto,  che era Pi tutto addolorato, dicendogli che dodici erano per la restituzione, l'altro  lo tenesse pure per sé, per le proprie necessità.

Mi pare che sia opportuno inserire qui alcuni di quei fatti che, come ti ho  accennato all'inizio di questo colloquio, mi furono riferiti dai suoi quattro discepoli.  Eccone uno.

Un uomo aveva la disgrazia di essere aspramente invidiato da un suo  avversario e l'odio di costui giunse a tal punto da gettargli un veleno, a sua  insaputa, in una bevanda. Il veleno fortunatamente non ebbe tanta forza da  levargli la vita, gli produsse però sulla pelle di tutto il corpo delle macchie di vario  colore, che, a vederle, somigliavano molto alla lebbra.

Condotto dall'uomo di Dio, non appena questi lo toccò, scomparve subito ogni  chiazza dalla sua pelle e ben presto riacquistò la completa sanità.

tratto dal Libro II° dei "Dialoghi" di San Gregorio Magno

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