venerdì 27 novembre 2020

LEGGENDA PERUGINA

 


( COMPILAZIONE DI ASSISI )


PREDICE LA CONVERSIONE DI UN MARITO

27. Andava un giorno Francesco alle Celle di Cortona, seguendo la strada che scorre ai  piedi della cittadina di Lisciano, presso il luogo dei frati di Preggio. E accadde che una  nobildonna di quella città scese in fretta per parlare al Santo. Uno dei frati, vedendo la  signora che si avvicinava, stanca per il viaggio, disse a Francesco: «Padre, per amore di  Dio, aspettiamo quella signora che ci segue per parlare con te, ed è così affaticata». Francesco, da uomo pieno di carità e di compassione, si fermò ad attenderla. E nel  vederla appressarsi trafelata e animata da fervore e devozione grande, le disse: «Cosa  posso fare per te, signora?». Rispose la donna: «Padre, ti prego di darmi la tua  benedizione». Riprese Francesco: «Sei maritata o sei nubile?». E lei: «Padre, è molto  tempo che il Signore mi ha dato la volontà di servirgli, ho avuto e ho ancora un desiderio grande di salvare l’anima mia. Ma ho un marito assai crudele e nemico a se  stesso e a me per quanto riguarda il servizio di Cristo. Così un vivo dolore e  un’angoscia mi affliggono l’anima fino a morirne».

Francesco, considerando lo spirito fervoroso di lei, soprattutto vedendola così giovane e  di fisico fragile, fu mosso a pietà di lei, la benedisse e l’accomiatò con queste parole:  «Va’ pure; troverai tuo marito in casa, e gli dirai da parte mia che prego lui e te, per  amore di quel Signore che soffrì la passione di croce per noi, di salvare le vostre anime  vivendo a casa vostra».

La donna se ne andò. Entrata in casa, vi trovò il marito, come le aveva detto Francesco.  Questi le domandò: «Da dove vieni?». E lei: «Vengo da un incontro con Francesco. Mi  ha benedetta, e le sue parole mi hanno consolata e allietata nel Signore. Inoltre mi  incarica di esortarti e pregarti a suo nome che ci salviamo l’anima rimanendo in casa  nostra».

A quelle parole, per i meriti di Francesco, la grazia di Dio scese subito in cuore a  quell’uomo. Rispose egli con molta delicatezza e bontà, completamente trasformato da  Dio: «Signora, d’ora in poi, nel modo che vorrai, mettiamoci a servire Cristo e  salviamoci l’anima, come ha raccomandato Francesco». La moglie soggiunse: «Signore,  mi sembra bene che viviamo in castità, virtù che molto piace a Dio e procura una grande  ricompensa». Concluse l’uomo: «Se piace a te, piace anche a me. In questo e in ogni  altra opera buona, voglio unire la mia volontà alla tua».

Da quel giorno per lunghi anni i due vissero in castità, facendo generose elemosine ai  frati e agli altri poveri. Non solo i secolari, ma anche i religiosi si stupivano della santità  di quei coniugi, soprattutto perché l’uomo, da mondano che era prima, d’un tratto era  divenuto così spirituale.

Perseverando in queste e in ogni altra opera buona sino alla fine, morirono a pochi  giorni di distanza l’uno dall’altra. E si fece un gran compianto su di essi, per il profumo  emanato dalla loro vita di bontà, lodando e benedicendo il Signore, che aveva largito  loro, fra molte altre grazie, quella di servirlo in intima concordia. Non furono separati  nemmeno nella morte, poiché si spensero l’uno appresso all’altro. E fino ai nostri giorni  quelli che li conobbero li ricordano come dei santi.

Traduzione di VERGILIO GAMBOSO

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