martedì 3 marzo 2026

Quello che state vivendo in questo momento fa parte dei dolori del parto, la violenza aumenterà, causando grande sofferenza a tutta l’umanità.

 


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
A LUZ DE MARIA

2 MARZO 2026


Amati figli del Mio Cuore Immacolato, vi benedico, voi siete i Miei figli.


Figli:


AVETE RISPOSTO ALL’APPELLO DELLA TRINITÀ SACROSANTA, SIETE STATI OBBEDIENTI, VI SIETE CONSACRATI IN MODO PARTICOLARE PRIMA DEL 28 FEBBRAIO, IN OBBEDIENZA ALLA RICHIESTA DELLA CASA PATERNA.


Quello che state vivendo in questo momento fa parte dei dolori del parto, la violenza aumenterà, causando grande sofferenza a tutta l’umanità.


Lo spettro della guerra (1) è rimasto latente di fronte all’umanità per svariati anni, finché adesso è noto il nome degli alleati e il nome degli oppositori a questi alleati, si è palesato il volto di coloro che si sostengono vicendevolmente, causando il caos mondiale.


Paesi di altre latitudini entreranno in campo per aumentare la tensione già esistente con attentati (2), che succederanno in vari paesi e i Miei figli soffriranno.


IN QUANTO MADRE, VI CHIEDO DI CONTINUARE A PREGARE IN OGNI MOMENTO E AD OFFRIRE LE COMUNIONI PER LA PACE NEL MONDO.


Dovete convertirvi prima che veniate toccati dalle conseguenze del martirio di questo momento, per evitare che, non essendo preparati, perdiate la Fede.
Dovete mantenervi spiritualmente svegli, mantenervi sani nello spirito, privi di odio per i vostri simili.


Figli, come vi ho annunciato in precedenza, comincerete a vivere la carestia (3), non subito ma in breve tempo.


Amati figli del Mio Cuore Immacolato:


VEDRETE LA LUNA DI UN ALTRO COLORE, CHE SARÀ PRESAGIO DI SANGUE (4) COME SEGNO DI QUELLO CHE SUCCEDERÀ SULLA TERRA: ANNUNCIA LA GUERRA, ANNUNCIA LA PURIFICAZIONE.


Chiedo ai figli del Mio Divin Figlio di intensificare le preghiere e di mantenere la Fede.


I MIEI FIGLI SONO PROTETTI DAL SANGUE DEL MIO DIVIN FIGLIO, SANGUE REDENTORE E PURIFICATORE.


Pregate figli, pregate per la pace sulla terra, pregate per i vostri fratelli che stanno soffrendo.


Pregate figli, pregate perché il terrorismo non compaia sulla terra; la guerra si espanderà.


Pregate figli, pregate per il Messico, per il Cile, per la Bolivia e per l’Italia.


Pregate figli, sollecitate e pregate San Michele Arcangelo.


Pregate figli, pregate, i terremoti continueranno.


Pregate figli, pregate per l’Europa, sarà attaccata senza che se ne renda conto.


Pregate figli, pregate per il Centro America.


Figli Miei, siate detentori di bene per i vostri fratelli.
È urgente che vi manteniate in pace e che siate maggiormente di Mio figlio.


SIETE IN UN MOMENTO CRITICO…
PREGATE, È IMPORTANTE!


Rimanete nella Pace del Mio Divin Figlio.


Mamma Maria


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Riguardo alla guerra, leggere…
(2) Riguardo al terrorismo, leggere…
(3) Riguardo alla carestia, leggere…
(4) Libro sulle Lune di Sangue, scaricare…

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Questo Appello della Madonna, ci sta allertando in modo serio sugli sviluppi dell’attuale situazione mondiale.

 

Attualmente gli attacchi bellici sono localizzati nel Medio Oriente, tuttavia come ci ha messo in guardia la Madonna, dobbiamo tenere presente che in qualsiasi momento si potranno estendere all’Europa e non solo, perché a seguito dell’escalation in Medio Oriente, il mondo intero è esposto alla sofferenza.


Dobbiamo essere prudenti, in quanto siamo stati messi in guardia sugli attentati, quindi non prendiamo parte ad assembramenti e obbediamo a quello che il Cielo ci dice.

Rimaniamo in attesa di quello che succederà nelle prossime settimane, stiamo vivendo un periodo veramente profetico che non possiamo fermare, che non potremo impedire…


Possiamo soltanto impedire la condanna della nostra anima e questo dipende da ciascuno di noi.
Vi chiedo di fermarvi un attimo, di guardarvi attorno e di guardare in faccia la realtà.

 

Fratelli, domani martedì 3 marzo, ci sarà una luna di sangue, che sarà l’ultima eclissi lunare totale fino al 2028; sappiamo che si tratta di un segnale di guerra e di sangue che il Cielo ci ha comunicato, mettendoci in guardia su quello che succederà sulla terra.

 

Amen.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


La deposizione di don Cesare Vitali 

Riporto in parte il verbale della quinta seduta del tribunale, tenuto il 9 giugno 1947, nella Curia di Bergamo. 

Don Cesare Vitali, parroco di Ghiaie, così risponde: 

 Io ho detto subito a don Cortesi che mi sembrava impossibile che l'Adelaide avesse detto una cosa simile perché la  bambina a me ha sempre detto che aveva visto la Madonna. E  poi la bambina mi ha detto che lei ha scritto sotto dettatura. Io  ho inteso queste parole in senso stretto. 
Io ho preso l'Adelaide d'accordo con mons. Bramini nelle  vacanze e le ho parlato facendole presente che se diceva bugie  faceva peccato mortale. E lei mi ha risposto che aveva visto la  Madonna. "Quante volte?" 

— "13 volte". 

E poi ho fatto altre domande su particolari: come, quando  e in modo speciale sull'apparizione del 28 maggio, giorno della  la Comunione, e lei ha aggiunto che in quel giorno la Madonna  era vestita di rosso col manto verde, la corona di regina in testa  e due rose sui piedi. E poi le ho detto: "Ma se hai scritto a don  Cortesi che non l'hai vista?". -. "Ho scritto sotto dettatura", così  ha risposto. In quel tempo, luglio 1946, la bambina ha parlato  anche con la dott. Maggi, la quale portatasi all'asilo con me l'ha  interrogata a lungo e lei ha sempre affermato di aver visto la Madonna. 

Ne avrei cattiva impressione, perché a me ha sempre detto  che l'aveva vista. Quindi o la bambina fa una bugia adesso o  l'ha fatta allora. E non la credo capace di avere fatto una bugia  così marchiana, dicendo di aver visto la Madonna mentre non  l'avrebbe vista. Mons. Merati contesta che don Cortesi possa  aver obbligato la bambina a negare una tale cosa. 

Il parroco risponde: 

 Don Cortesi si è comportato molto male. Ha sempre  interrogato delle donnette, mai persone serie. Io credo che don  Cortesi in un secondo tempo (prima era favorevole) abbia subito  l'influenza dei miei colleghi vicini che erano contrari. 

Mons. Cavadini: 

 E se l'Adelaide confermasse di aver scritto sotto dettatura in senso largo? 

Il teste risponde: Direi che allora a me ha detto una bugia.  I giudici spiegano il pensiero della bambina sulla dettatura; e aggiungono che la bambina oramai nega ripetutamente di  aver vista la Madonna. 
Il teste fa presente che la bambina il giorno in cui venne a  casa fu portata subito in casa sua, senza subire l'influsso di nessuno. In quell'occasione, dopo me, hanno interrogata la bambina don Piccardi, mons. Bramini, padre Petazzi. 

Mons. Patelli: 

La bambina è attendibile? 

Il teste risponde: 

 Io la conoscevo poco; l'ho interrogata dopo il sorgere  dei fatti più volte e non ho avuto l'impressione che dicesse  bugie. E non la credo portata alla menzogna. L'ultima volta che  l'ho vista, sarà un mese fa, dalle Suore della Sagesse, ma non ho  notato nulla di speciale. 

Intorno ai particolari dell'origine dei fatti, mons. Cavadini  prospetta la possibilità che la bambina abbia detto per scherzo  alle compagne di aver visto la Madonna. Il parroco dice che  essa ha affermato subito dopo la prima presunta apparizione (7  o 8 minuti dopo) di aver vista la Madonna. Egli non la ritiene  capace di inventare una cosa simile. 

Mons. Patelli: 

 Lei crede che la bimba sia sempre stata coerente nel riferire i particolari delle visioni? 

 Per quelle poche volte che l'ho interrogata io l'ho trovata sempre coerente. 

Il tribunale fa noto al teste che da quanto risulta finora  essa continua a negare di aver vista la Madonna. Il parroco  aggiunge che la bambina quando è andata a casa la sera piangeva e alla cugina Annunziata che chiese il perché rispose che  piangeva perché aveva detto che non era vero che aveva visto la  Madonna, mentre era vero che aveva visto la Madonna. E il teste  aggiunge che in conseguenza forse fu indotta dal curato a scrivere qualche cosa in merito. Lui però di positivo sa solo che  dalle Suore della Sagesse le fu dato un quaderno per scrivere le  sue note. 

 Mons. Bramini il giorno 13 maggio è stato a Ghiaie; e  mi ha detto che attendeva che il tribunale avesse a dare gli  ordini. E lui aveva fiducia che la cosa sarebbe andata bene... 

 Se ora si trattasse di togliere via gli ex-voto, spegnere le  luci, togliere i segni speciali di devozione che impressione se ne  avrebbe? 

 Pessima impressione, risponde il teste. C'era una persona incaricata di vigilare sul posto e lei ha messo i quadretti.  Certo che se si decidesse che non è vero nulla io sono disposto a  venir via dalla parrocchia. Io ai primi giorni delle apparizioni  sono stato scetticissimo. Poi ho visto delle prime grazie e guarigioni. E allora ho incominciato a essere fiducioso. Anche recentemente, un mese e mezzo fa, all'Adelaide ho domandato  ancora presso le Suore della Sagesse, e lei mi ha confermato che  l'ha vista la Madonna e c'è sempre gente sul luogo. Ieri sera  verso le 9 ci sono andato io e c'erano ancora 8 o 9 persone.  Durante il giorno ce n'erano migliaia. 

Sorprende l'insistenza, con la quale i giudici del tribunale  ecclesiastico, tentano di convincere il parroco don Cesare Vitali,  che la bambina ha mentito, e come prova di questa certezza portano le ripetute negazioni che la bambina ha fatto con don Cortesi e con loro. 

Le prove addotte dal parroco, a favore della sincerità di  Adelaide, non sono tenute in alcuna considerazione. Ciò che  conta è quello che ha scritto e affermato don Cortesi. Si insiste  nel rilevare l'incoerenza della bambina nel riferire i particolari delle apparizioni, a volte insignificanti. Si sa che la bambina era  frastornata da tutto ciò che le era capitato e si svolgeva attorno a  lei, in quei giorni delle apparizioni. Tolta d'improvviso dal suo  ambiente tranquillo, assillata e affaticata dal peso della notorietà, dai lunghi interrogatori, poteva avere dimenticato o confuso, non  solo i particolari, ma anche le parole della Vergine Maria, come  è capitato anche ad altri veggenti, per esempio a Santa  Bernardetta Soubirous, la quale a non molta distanza dagli  avvenimenti, di alcune circostanze non ricordava più nulla e,  tolte le prime tre apparizioni, tutte le altre si erano come  sovrapposte nella sua memoria, per cui preferiva narrare globalmente le visioni senza altre specificazioni. Invece di interrogare  la bambina in quel modo ed esaminare la sua psiche, la sua  coscienza, il suo corpo, si dovevano fare "esami e perizie intorno  alle guarigioni", come aveva chiesto il vescovo di Bergamo, nel  decreto costitutivo del tribunale ecclesiastico. 

La sesta ed ultima seduta viene fatta nella casa del parroco di Ghiaie, il 10 giugno 1947, ne riporto in parte il verbale. 

Severino Bortolan

lunedì 2 marzo 2026

Dubbi sulle Rivelazioni divine – L’astuzia dell’avversario

 


Dubbi sulle Rivelazioni di Dio, l’impedimento della diffusione della Parola, falsificazione della Parola


Non affliggete i vostri cuori e non dubitate, quando vi Si rivela il divino Amore Stesso, confidate nell’Amore del Padre, il Quale non provvede davvero i Suoi figli con un Dono a loro dannoso, quindi non permette che da parte estranea venga loro offerto un nutrimento che potrebbe nuocerli. Consideratevi come figli Miei ed allora potete anche credere saldi come una roccia che il Padre vi fa giungere la Sua Protezione, che vi assiste come Suoi figli e distoglie da voi ogni pericolo che potrebbe minacciare il vostro sviluppo spirituale.

Ma sappiate anche che vivete nel tempo della fine e che l’avversario di Dio cerca con tutte le forze di aumentare il numero dei suoi seguaci; sappiate che infuria poco prima della fine e che agisce particolarmente là, dove la Luce dall’Alto cerca di scoprirlo, sappiate che tende a creare confusione anche nelle file di coloro che sono dediti a Dio e che tenta di tutto per procurare una scissione, sappiate che può offuscare lo sguardo anche di coloro che offrono a lui il più piccolo pretesto attraverso la volontà invertita, attraverso l’arroganza spirituale, attraverso pensieri disamorevoli, e che ha sempre successo senza però separare quegli uomini da Dio. 

Ma il loro pensare si confonde e non riconoscono più la pura Verità, non riconoscono la Voce del Padre, perché danno ascolto a quella voce. La loro volontà rimane comunque rivolta a Dio, e non cadono vittime agli sforzi dell’avversario. Gli è soltanto riuscito di portare la scissione un una cerchia che voleva agire unita per Dio. 

Voi uomini non conoscete il suo potere e la sua astuzia, non conoscete la sua copertura ed allora cadete vittime del suo gioco da prestigiatore, quando sorge in voi un dubbio che è contemporaneamente un dubbio nell’Amore, l’Onnipotenza e Sapienza di Dio, quando voi stessi vi rendete incapaci di riconoscerLo nella Sua Parola rivelata. Allora è riconoscibile su di voi la sua influenza, ma non gli riuscirà di separarvi da Colui il Quale voi desiderate seriamente, perché Dio tiene la Sua Mano protettrice su ognuno che tende verso di Lui, ma non lo costringe di pensare e di agire secondo la Sua Volontà. Gli lascia la sua libertà di difendere sé stesso, quando il potere dell’oscurità lo aggredisce, e colui che è di buona volontà, scoprirà anche l’avversario di Dio.

Amen

18. gennaio 1954


Quello Che la Bibbia Disse sulla Guerra in Iran Sta Accadendo Ora


 

PROFEZIA BIBLICA 03/03: LUNA DI SANGUE E L’AVVERTIMENTO PER ISRAELE, IRAN E STATI UNITI


 

INFERNO: TORMENTO, DOLORE E SOFFERENZA ETERNA

 


San Tommaso d'Aquino, Summa Theologica (IIIa Supplemento alla Terza Parte, Domande 94, 97, 98 e 99), dal libro A Tour of the Summa, di Mons. Paul J. Glenn, pubblicato da TAN Books and Publishers. Utilizzato con autorizzazione.


94. I SALVATI E I DANNATI

1. Le sofferenze dei dannati saranno perfettamente note ai santi o ai beati in cielo, e li renderanno solo più grati a Dio per la sua grande misericordia verso di loro.

2. Tuttavia, non può esserci pietà nei santi nei confronti dei dannati.

D'altra parte, essi sanno che i dannati stanno soffrendo ciò che hanno scelto e continuano a scegliere perversamente. D'altra parte, la pietà è dolorosa per chi la prova, e non può esserci nulla di doloroso in cielo.

3. I beati sono in piena conformità con la volontà di Dio che vuole la giustizia. I santi gioiscono per il compimento della giustizia di Dio. In questo senso si può dire che gioiscono delle pene dei dannati.


97. LA PUNIZIONE DEI DANNATI

1. Coloro che subiscono la punizione dell'inferno sono tormentati dal fuoco e anche da altri mezzi di afflizione. Poiché la persona condannata all'inferno ha, nella vita terrena, messo varie cose materiali al posto di Dio, è giustamente punita con una varietà di afflizioni.

2. “Il verme che non muore” affliggerà l'anima condannata all'inferno. Ciò significa che il rimorso di coscienza (ma non il pentimento) tormenterà incessantemente quell' anima.

3. Il “pianto” che ci sarà all'inferno dopo la resurrezione dei corpi non sarà lo spargimento di lacrime (poiché non ci saranno alterazioni corporee all'inferno), ma sarà una costante afflizione della testa e degli occhi.

4. L'oscurità dell'inferno è un'oscurità vera e materiale. Dopo la resurrezione dei corpi, questa oscurità affliggerà la vista fisica dei dannati. Il fuoco dell'inferno, come dice San Basilio, avrà calore ma non luce per coloro che ne saranno puniti.

5. Il fuoco dell'inferno è un fuoco fisico che ora affligge e trattiene le anime perdute; dopo la resurrezione torturerà i corpi dei dannati all'inferno.

6. Sembra che il fuoco dell'inferno sia essenzialmente lo stesso del fuoco che conosciamo sulla terra, anche se senza dubbio ha proprietà diverse, poiché non ha bisogno di combustibile e non consuma ciò che vi viene gettato dentro.

7. Nessuno può dire con certezza dove si trovi l'inferno. Tuttavia, sembra che alcuni passaggi delle Scritture suggeriscano che l'inferno sia “sotto la terra”, cioè che si trovi da qualche parte all'interno della terra, sotto la sua superficie.


98. LA VOLONTÀ E L'INTELLETTO DEI DANNATI

1. La volontà di una persona all'inferno è, per sua scelta perversa, confermata nel male, ed è immutabile e totalmente devota al male. Ogni atto di tale volontà è un peccato.

2. Il pentimento, nel vero senso della parola, è l'odio del peccato in quanto tale. Non esiste pentimento di questo tipo all'inferno. Ma se per pentimento si intende semplicemente il rimpianto che il peccato causi sofferenza, e l'odio del peccato solo come causa di sofferenza, allora possiamo dire che all'inferno esiste il pentimento.

3. ...Ma senza dubbio i dannati desiderano una sorta di sonno, di morte o di estinzione della coscienza che porti sollievo alla sofferenza.

4. Come in paradiso c'è perfetta carità e felicità nel fatto che ogni anima sia salvata, così all'inferno c'è perfetto odio e invidia, e il desiderio malizioso di vedere gli altri soffrire i tormenti dell'inferno.

5. I dannati odiano Dio (non in sé, poiché ciò è impossibile) per gli effetti della sua giustizia che essi stessi hanno perversamente causato.

6. A rigor di termini, non esiste merito o demerito né in paradiso né all'inferno.

Il tempo del merito e del demerito è il tempo della vita sulla terra.

7. La conoscenza acquisita durante la vita terrena rimarrà nei dannati e sarà un fattore della loro sofferenza.

8. I condannati che sono all'inferno non penseranno mai direttamente a Dio, ma solo nella misura in cui il pensiero di Lui è coinvolto nel pensiero della giustizia divina che li affligge.

9. I dannati hanno conoscenza della gloria dei beati in cielo. Quando la resurrezione del corpo restituirà loro gli occhi fisici, i dannati cercheranno invano di vedere i corpi glorificati dei santi. Ma conosceranno il paradiso e sentiranno la punizione di non essere degni nemmeno di guardarlo.


99. LA MISERICORDIA E LA GIUSTIZIA DI DIO NEI CONFRONTI DEI DANNATI

1. La Scrittura ci dice ripetutamente che la punizione dell'inferno è eterna. Ad esempio, San Matteo dice (25:46) che "i malvagi andranno al castigo eterno". Come la ricompensa è commisurata al merito, così la punizione è commisurata alla colpa. Ma la colpa del peccato mortale è la colpa di rifiutare completamente Dio e di offendere Colui la cui maestà è infinita. La colpa di un tale peccato merita una punizione senza fine.

2. Non c'è posto per la misericordia all'inferno, perché la misericordia non può essere esercitata su ciò che, per sua stessa natura, la rifiuta. La volontà perversa sia degli uomini che degli angeli caduti all' inferno si oppone incessantemente a qualsiasi misericordia che potrebbe essere loro mostrata. ...

3. Nonostante la meravigliosa misericordia di Dio, gli angeli caduti e le anime umane perdute si gettano da soli all'inferno. Sebbene odino i loro tormenti, conservano ancora la loro volontà perversa contro Dio. Il dolore per il peccato, nel senso di rifiutare il male e rivolgersi a Dio, è assolutamente impossibile all'inferno. Quindi, anche la misericordia del Dio misericordioso non può penetrare la volontà ribelle dei perduti e portare loro sollievo.

4. I cristiani che vanno all'inferno vi rimangono eternamente, proprio come i non cristiani.

Infatti, i cristiani che sapevano più di molti altri che sono all'inferno, sono più meritevoli di quelli altri di un tormento senza fine.

5. Non si può dire che coloro che compiono opere di misericordia durante la vita sulla terra sfuggiranno necessariamente alle punizioni dell'inferno. Anche i grandi peccatori possono talvolta compiere notevoli opere di misericordia. Durante la vita terrena, tali opere possono essere il mezzo per ottenere (congruamente) il pentimento per chi le compie, ma non sono garanzia che il pentimento sarà accettato, o che durerà fino alla fine della vita, consentendo così a chi compie le buone azioni di sfuggire all'inferno.


Preghiera per la pace

 


Divin Redentore Gesù, che Vi siete degnato risvegliare la devozione alle Vostre Sante Piaghe per donarci un rimedio efficace in questo tempo d'iniquità, concedeteci che gli uomini si assoggettino alla Divina Legge d'Amore, da Voi suggellata sul Calvario con le Vostre Sante Piaghe, che al piede della Vostra Croce ritrovino il legame di carità e divengano tutti nuovamente fratelli.


Figli, vedo tanti sacerdoti che sono membri staccati dal mio corpo, quanto dolore mi causano eppure Io mi fidavo di loro. Mi deludono, guardando le nefandezze che compiono con il Mio Corpo.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 05 febbraio 2026.


Figli miei, voi asciugate le mie lacrime con il vostro amore e la vostra Fede. Figli, vedo tanti sacerdoti che sono membri staccati dal mio corpo, quanto dolore mi causano eppure Io mi fidavo di loro. Mi deludono, guardando le nefandezze che compiono con il Mio Corpo. Li vedo uscire dalla Chiesa perché sono attratti dalle cose umane, invece di lasciarsi guidare dallo Spirito. Figli miei, potreste evitare le cose che dovranno accadere con la preghiera. Con il vostro amore lenite la mia Santa giustizia. Vi benedico tutti, nel nome del Padre, nel mio Santissimo Nome e dello Spirito Santo. Vi dono la mia pace nei vostri cuori. Il vostro Gesù.

Regina della Famiglia



La deposizione di Adelaide 

Adelaide, qua e là, non appare ordinata nelle risposte, ma  ciò è dovuto al modo con cui venivano poste le domande, che  insistono sulla rappresentazione, nel teatrino della parrocchia, delle apparizioni di Fatima e sull'influsso che l'ambiente può  avere esercitato su di lei. 
L'interrogatorio concentrato sulla prima apparizione, si  muove secondo la tesi della dipendenza delle apparizioni di  Ghiaie da quelle di Fatima, sostenuta dal parroco di Presezzo,  don Luigi Locatelli, dal prof. Don Luigi Cortesi e dal prof. E  Cazzamalli. Ciò non meraviglia perché ai membri della commissione teologica, e quindi ai giudici del tribunale, erano stati  dati i libri scritti dal Cortesi sulle apparizioni. 
Le risposte di Adelaide sono chiare, precise e confermano  l'apparizione. Adelaide ha detto la verità, la stessa che ha ripetuto per lungo tempo senza mai contraddirsi, negli innumerevoli  interrogatori subiti. Ma i giudici del tribunale contestano la sua  deposizione con in mano il terzo volume del Cortesi: Il problema  delle apparizioni di Ghiaie, e il famoso biglietto della  ritrattazione scritta, fattole scrivere da don Cortesi due anni  prima. Essi aspettano che Adelaide dica un'altra "verità", affermata dal Cortesi e da loro fatta propria. 
La bambina sostiene strenuamente la verità detta; ricorre ai  vari "non ricordo", "l'ho detto per scherzo", pur di salvarla;  infine si chiude nel silenzio. 
Si ripete quello che è avvenuto due anni prima con il Cortesi: la difesa accanita della verità e poi la negazione. 
Adelaide, bambina di 10 anni, è sola. Come ho già rilevato, mancava monsignor Bramini, che poteva esserle di aiuto in  quel grave momento. Essa incalzata da ogni parte, si trova in una  situazione dalla quale non sa come uscire. È confusa, frastornata, ha paura. Si sveglia in lei soprattutto la paura del peccato e dell'inferno che don Cortesi ha fatto entrare nella sua  mente di bambina semplice e credente, tanto più che parla sotto  giuramento. 
Suor Bernardetta dell'Immacolata, a cui era affidata in  particolare la custodia della bambina, nella seconda seduta del tribunale attestò che Adelaide dopo l'interrogatorio della prima  seduta, disse alle aspiranti: "Oh! Che paura! Erano cinque  sacerdoti. Ma non posso dire niente perché mi hanno fatto giurare". 

Suor Bernardetta dell'Immacolata aggiunse: "Dalla suora  del dormitorio ho saputo che nella notte seguente all'interrogatorio, nel sonno ha pianto; e la suora alzatasi l'ha scossa, ma la  bambina non si è svegliata e si è calmata. La bambina ha delle  notti agitate in seguito a forti emozioni della giornata". 
In quel momento, Adelaide non si sentì di dire ai giudici  chi era il responsabile principale della ritrattazione scritta e di  altre negazioni. Ma si poteva chiedere tanto ad una bambina,  nella condizione in cui si trovava? 
La paura ha indotto alla negazione anche l'apostolo Pietro; cosa ben più grave sotto ogni aspetto, delle ritrattazioni di  Adelaide. 
Essa ha capito che non può dire la verità, perché si trova  dinanzi a dei giudici che non l'accettano. Allora rassegnata dirà  quello che essi vogliono che dica, e così farà nelle sedute  seguenti del tribunale: dà sempre le stesse risposte, usa le stesse  parole, come un automa. Ne è la riprova anche la distorta interpretazione di ciò che Adelaide afferma, a proposito del biglietto  da lei scritto sotto dettatura di don Cortesi. La bambina dice: "Lo  scritto me lo ha dettato lui. Mi dettava come in classe e io  scrivevo. Io capivo le parole e le scrivevo". Questa è la prima  versione ed è quella vera. Subito dopo interviene monsignor  Cavadini che controbatte la testimonianza della bambina leggendole il terzo libro del Cortesi a pag. 229, in cui egli sostiene  che Adelaide ha scritto spontaneamente la ritrattazione. 
Monsignor Cavadini fornisce alla bambina la seconda versione, cioè le dice: "Don Cortesi ti aiutò a scrivere in italiano ciò  che tu dicevi in dialetto bergamasco". E Adelaide ripete la  seconda versione in assoluto contrasto con la prima. 
Nel testo del verbale non leggiamo le parole suggerite da  mons. Cavadini, perché solitamente vengono riportate solo le risposte di Adelaide. Tuttavia, che questa fosse  l'interpretazione delle parole di Adelaide fatta da mons.  Cavadini, appare evidente dall'interrogatorio fatto a suor  Bernardetta dell'Immacolata, nella seconda seduta del tribunale.  Mons. Cavadini chiede alla suora se la dettatura della lettera  possa interpretarsi nel senso che lei (Adelaide) diceva in  bergamasco e don Cortesi traduceva in italiano... Mons. Cavadini  non accetta la testimonianza di Adelaide, nel suo genuino senso  letterale e ne dà un'interpretazione che le fa dire il contrario. 
Il dettato non è mai stato una traduzione da una lingua  all'altra. Io ricordo quando nella scuola elementare scrivevo il  dettato: la maestra leggeva un testo in lingua italiana e noi dovevamo scriverlo tale e quale nel quaderno. Questo era ed è il dettato. E tale era il senso della parola dettato anche per la bambina  Adelaide Roncalli nel 1947, tanto più che aggiunse, per maggior  chiarezza, se ce ne fosse stato bisogno: "mi dettava come in  classe e io scrivevo. Io capivo le parole e le scrivevo". È manifesta, da parte di alcuni giudici almeno, la determinazione di non  tenere in minima considerazione la testimonianza della veggente,  per privilegiare sempre quella del Cortesi, quando bisognava fare  il contrario. 
Adelaide si comporta pressappoco come Massimino  Giraud, il veggente della Salette, il quale diede a don Raymond,  coadiutore del santo Curato d'Ars, la risposta che gli era abituale  ogni volta che si metteva in dubbio la sua veracità: "Se volete,  mettete pure che io non abbia visto nulla". 

Severino Bortolan

domenica 1 marzo 2026

Che cosa era l’uomo primordialmente?

 


L’appropriarsi delle virtù


Io voglio darvi da pensare sempre solo una cosa, che voi siete di Origine divina, e che per questo vi dovete considerare come scintille irradiate da Me Stesso, che rimangono in eterno ciò che furono – creature divine della stessa sostanza primordiale, come Sono Io Stesso, anche se loro stessi si rivoltavano in sé, e che sono diventati degli esseri, che si sono derubati di tutte le caratteristiche divine. Ma questo stato non dura in eterno, ma si trasforma anche di nuovo, affinché si manifesta la sua costituzione primordiale, che loro creino ed agiscano di nuovo come Me in tutta la perfezione, che diventino di nuovo la Mia Immagine e poi lo rimangano anche in tutta l’eternità. Se voi riflettete su questo, che Io Stesso sono la vostra origine, che l’Essere più alto e perfetto vi ha creati dal Suo Amore, allora voi non dovete avere nessun altro desiderio che quello di sperimentare di essere di nuovo quelli che eravate in principio. E la vostra imperfezione e debolezza ora riconosciuti dovrebbero rendervi profondamente umili e stimolarvi ad una preghiera intima al fine che vi aiuti a diventare di nuovo ciò che eravate perché possiate unirvi a Me. Questa volontà Mi apre il vostro cuore ed ora lo posso anche riempire con la Mia Forza d’Amore la quale vi rende ora possibile di trasformarvi e di accettare di nuovo il vostro essere primordiale. E voi dovete sempre pensare a questo, che voi siete proceduti da Me Stesso, che voi siete Miei e lo rimarrete anche, perché Io non rinuncio a nulla di ciò che Mi appartiene. Ed anche se si è distolto volontariamente da Me e sosta in opposizione verso Me, voi siete e rimarrete la Forza d’Amore proceduta un tempo a Me, che deve anche inevitabilmente rifluire una volta di nuovo a Me, perché questa è la Legge sin dall’Eternità. Ma la propria riconoscenza della vostra origine vi accorcerebbe la via del ritorno, allora vi riconoscete come creature divine, allora questo è già il primo passo del ritorno da Me, perché una volta voi non avete voluto riconoscerMi come vostro Dio e Creatore dall’Eternità e questa era la vosra caduta. Era l’ orgoglio, che vi fece credere di poter rinunciare alla fornitura della Mia Forza e che per questo ha causato il vostro stato di miseria. Se siete ora coscienti nella vita terrena della vostra origine divina, allora sapete anche, che solo in unione con Me potete di nuovo ricevere Forza e Luce, che solo tramite l’Irradiazione di Luce del Mio Amore voi potete riconquistare le vostre caratteristiche divine, e che non è impossibile entrare di nuovo nel vostro stato primordiale, che voi potete davvero diventare degli dei, come era la vostra destinazione iniziale primordiale. Ma se voi vi considerate soltanto dei viandanti terreni senza scopo e meta, come creature che come altre Creazioni vivificano il mondo e sono temporali, allora il vostro spirito è totalmente buio e la via è ancora infinitamente lontana fino al vostro definitivo ritorno, alla vostra uscita, verso il vostro Dio e Padre dall’Eternità; allora voi non riconoscerete alcun senso e scopo della vita terrena, voi coltiverete soltanto dei pensieri terreni giudicati, e voi stessi esprimete l’essere completamente invertito, tramite la vostra errata disposizione d’animo verso di Me, vostro Dio e Creatore. Riconoscete soltanto voi stessi e chiedetevi più sovente, che cosa potrà mai esserci alla base del vostro essere-uomo. Riflettete su questo: che cosa siete e dove avete avuto la vostra origine. Non consideratevi troppo scadenti e che con la morte del vostro corpo vi estinguete di nuovo nel nulla, perché allora ponete voi stessi ancora sotto l’animale, che non può pensare, perché non sfruttate il vostro intelletto, che vi è stato dato e già la vostra libera volontà ed il vostro intelletto, dovrebbe esservi una conferma di un Potere che vi ha creato, le Cui Creazioni testimoniano della più sublime Sapienza. E questo Potere non ha veramente esternato da Sé nulla di imperfetto, ma degli esseri nella più sublime perfezione; ma voi uomini non sapete che voi siete questi esseri, che sono decaduti da Me, e per questo Io vi presento sempre di nuovo la vostra caduta ed anche la Mia preoccupazione d’Amore, di stimolarvi al volontario ritorno. Ed Io per questo, cerco solo di stimolarvi alla riflessione su voi stessi, quello che siete, e perché voi passate sulla Terra. Voi dovete pensare, qual opera di miracolo della Creazione siete voi stessi, quanto artisticamente è fatto il vostro corpo, e come tutte le sue funzioni sono organizzate con la massima saggezza, e che già in questo dovreste riconoscere, che voi siete di Origine divina, che il vostro Creatore deve essere un Essere della massima Perfezione, Che da Sè ha fatto sorgere tali Creazioni che pensano e possono volere e che devono essere per questo destinati a qualcosa d’altro che fare soltanto il vostro percorso terreno come uomini e di seguire le pretese terrene, per poi di nuovo finire. E se solo poteste arrivare a questa riconoscenza, che la vostra vita terrena deve avere un senso ed uno scopo, allora vi sforzereste di approfondire questo ed allora anche la salita vi sarebbe assicurata, perché voi poi vivreste coscienti e responsabili e una caratteristica dopo l’altra apparirebbe di nuovo in voi, perché la vostra sostanza primordiale è Forza divina, che vi spinge all’esternazione. Allora cercherete anche la fusione con Me e darete anche a Me la possibilità, di irradiarvi di nuovo con la Forza del Mio Amore, ed allora sarete di nuovo quello che eravate in principio. 

Amen

3. febbraio 1963


Gesù in Acrabis e in Silo - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick -

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 


Gesù in Acrabis e in Silo


Gesù fu accolto nella cerimonia fuori da Akrabis, poiché gli abitanti attendevano il suo arrivo. I tabernacoli di rami verdi erano posti a una certa distanza oltre la città, e in uno dei più grandi e belli, Gesù compì la consueta pulizia dei piedi e l'offerta di rinfreschi. Akrabis era piuttosto un luogo ampio, a circa due ore dal Giordano. Aveva cinque porte, ed era attraversato dalla strada tra Samaria e Gerico. I viaggiatori in questa direzione dovevano passare per Akrabis, di conseguenza, era fornito di viveri e altre necessità. Fuori dalla porta da cui Gesù arrivò, c'erano molte locande per l'alloggio delle carovane. I tabernacoli furono eretti davanti a ciascuna delle cinque porte, poiché ogni quartiere della città aveva la propria porta.

Il giorno seguente, Gesù fece un giro della città, visitò tutti i sacrari, e diede istruzioni qua e là. La gente osservò molte usanze proprie di questa festa, ad esempio, si prendeva un sorso al mattino, e il resto del cibo era riservato ai poveri. Le loro attività durante il giorno erano interrotte da canti e preghiere, e le istruzioni erano date dai Saggi. Queste istruzioni furono impartite oggi da Gesù. Nel suo andare e venire, fu accolto e scortato da bambini e bambine che portavano ghirlande di fiori. Anche questo era una delle loro usanze. I residenti dei quartieri andavano talvolta dai propri tabernacoli a quelli dei vicini, sia per ascoltare le istruzioni che per partecipare a un intrattenimento. In tali occasioni andavano in processione, portando ghirlande come faceva la scorta di Gesù.

Le donne erano impegnate in vari tipi di occupazioni nei tabernacoli. Alcune sedevano ricamando fiori su lunghe strisce di stoffa, altre facevano sandali con il pelo spesso di capre e cammelli. Attaccavano il loro lavoro alla cintura come si fa con il lavoro a maglia. Le suole erano provviste di un supporto come un tallone davanti e dietro, anche con punte affilate, per aiutare a salire la montagna. Il popolo diede a Gesù un'accoglienza molto cordiale, ma i dottori della Legge non erano così ingenui come i loro fratelli a Ennon e Socoth. Erano, in verità, cortesi nei modi, ma si riservavano un po'.

Da Akrabis Gesù andò a Silo, distante solo un'ora in linea retta verso il sud-ovest, ma poiché la strada prima scendeva verso la valle e poi saliva per la montagna, la distanza diventava di circa due ore. Gli abitanti di Silo, come quelli di Akrabis, si riunirono nelle tende fuori dalle porte della città. Anche loro sapevano dell'arrivo di Gesù e lo stavano aspettando. Lo videro lui e i suoi compagni da lontano, salendo per il sentiero tortuoso che portava alla loro città. Quando videro che non stava dirigendo i suoi passi verso la porta più vicina ad Akrabis, ma stava andando verso la città più a nord-ovest, quella che portava da Samaria, inviarono messaggeri ad annunciare il fatto al popolo di quel quartiere. Questi ultimi lo accolsero nel loro tabernacolo, gli lavarono i piedi, e presentarono i rinfreschi tradizionali. Si diresse immediatamente verso l'alto centrale della città, dove un tempo l'Arca dell'Alleanza aveva riposato, e insegnò all'aperto dalla sedia di un insegnante molto lavorata in pietra. Anche qui c'erano tabernacoli e case di intrattenimento, in cui tutto ciò che era necessario nel primo era cucinato in comune. Gli uomini svolgevano questo compito, ma mi sembravano essere schiavi e non veri ebrei.

Il giorno seguente fu uno dei più solenni della festa, anche se non so se ciò che vidi fosse una consuetudine puramente locale o una pratica diffusa. Uno dei dottori della legge ogni anno in questo giorno tiene una cattedra del professore, un sermone castigatorio, al quale nessuno dei suoi ascoltatori osa offrire la minima contraddizione. Principalmente con lo scopo di tenere questo sermone Gesù era venuto oggi qui. Tutti gli Ebrei, uomini, donne, giovani, fanciulle e bambini si erano riuniti per ascoltarlo. Erano arrivati in processione dai loro tabernacoli diversi, portando festoni e ghirlande di foglie tra le varie divisioni e classi. Il professore della cattedra, sotto un baldacchino decorato con fogliame, un'eminenza coronata su terrazze. Gesù insegnò fino a mezzogiorno. Parlò della misericordia di Dio verso il suo popolo, delle ribellioni di Israele e della bassezza, delle punizioni in attesa di Gerusalemme, della distruzione del Tempio, dell'attualità della grazia, l'Ultima che veniva loro offerta. Disse che se gli Ebrei avessero rifiutato quest'ultima grazia, mai fino alla fine dei tempi come nazione ne avrebbero ricevuta un'altra e che una punizione molto più terribile sarebbe caduta su Gerusalemme di quanto mai si fosse sperimentato. Tutto il discorso era calcolato per ispirare paura. Tutti ascoltavano in silenzio e terrore, poiché Gesù chiaramente significava, come spiegò le profezie, che Lui stesso era colui che avrebbe portato la salvezza. I farisei del luogo, che non erano di molta considerazione e che, come quelli di Akrabis, avevano accolto Gesù con uno spettacolo di reverenza ipocrita, rimasero in silenzio, anche se pieni di stupore e irritazione. La gente, tuttavia, applaudì e cantò le lodi di Gesù. Gesù parlò anche degli scribi, delle loro distorsioni delle Sacre Scritture, delle loro false interpretazioni e aggiunte.

Quella notte, uno spettacolo pubblico si tenne nei tabernacoli dell'eminenza. Ma Gesù non vi fu presente. Scese ai tabernacoli dei poveri, dove li consolò e li istruì. Ogni volta che non c'erano farisei a spiare le sue azioni, le folle si affollavano intorno a Gesù, si inginocchiavano ai suoi piedi, gli rendevano omaggio, confessavano i loro peccati e facevano conoscere i loro bisogni. Egli li consolò e diede loro consigli. Era uno spettacolo commovente vedere tutto ciò accadere nell'oscurità della notte tra i tabernacoli, da cui brillava un raggio debole e tremolante. Non si vedevano luci a causa del progetto, le lampade erano state coperte da paralumi, e il bagliore giallo che gettavano illuminava il fogliame verde, i frutti e la gente in modo piuttosto strano alla vista. Dall'alto di Silo, molti luoghi potevano essere chiaramente visti, e ovunque brillava la luce splendente della festa dei tabernacoli, mentre il suono del canto proveniva da lontano e da vicino. Gesù non compì alcuna guarigione qui. I farisei mantennero il loro atteggiamento ostile, e la gente sembrava avere paura. Qui, come ad Akrabis, il canto dei farisei, quando seppero dell'arrivo di Gesù, fu: "Quale nuova dottrina ci porterà ora? Cosa pensa di fare qui?"


Vi chiedo: Siate capaci di vedere, credere ed amare Dio.

 


Messaggio della Regina del Rosario dato a Gisella il 27 gennaio 2026

Figli miei, cari amori miei, grazie per essere uniti nella preghiera e grazie per aver accolto la mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, sento molti dei vostri cuori battere all’unisono, sentite la mia presenza! Come desidero ardentemente, abbracciarvi tutti con amore,  ma avete il libero arbitrio e dovete essere voi a prendere questa decisione, nessuno potrà violentare il vostro cuore e la vostra anima. Figli, questo è il tempo di Grazia! Saranno tante, per ognuno di voi ma non ciò che pensate, non così eclatanti ma piccole Grazie che Dio vi dona ogni giorno. Vi chiedo: Siate capaci di vedere, credere ed amare Dio. Ora vi lascio con la mia benedizione materna, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amore infinito. Coloro che amano così sono di grande utilità, perché prendono per sé tutte le sofferenze e lasciano che gli altri, senza soffrirne la pena, ne traggano vantaggi.

 


[I cattivi amori] sono un vero inferno, e non c’è da affannarsi a dirne male, perché non si può esprimere adeguatamente neppure il più piccolo dei danni che arrecano. Noi non dobbiamo, sorelle, neanche pronunziarne il nome, né pensare che esistano in questo mondo, né prestare orecchio ad esse sia che se ne parli per scherzo o sul serio, né consentire che davanti a noi si svolgano conversazioni o racconti di tal genere di affezioni. 

Non servono a nulla di buono e anche solo udirne parlare può essere dannoso. Le affezioni a cui mi riferisco sono quelle lecite, quelle che, come ho detto, abbiamo l’una verso l’altra, o per i parenti o per le amiche. Tutto l’amore consiste nel temere che la persona amata muoia; se ha male alla testa, a noi sembra di aver male all’anima; se la vediamo nelle tribolazioni, sfuma – come si dice – la nostra pazienza, e così via.

L’amore spirituale è ben diverso. Quantunque per la nostra umana fragilità si provi subito un primo moto di sensibilità naturale, la ragione, poi, considera se le prove di quell’anima giovano alla sua perfezione, se per esse si arricchisce in virtù e come le sopporta; si prega, pertanto, Dio di darle pazienza e di aiutarla ad acquistare meriti con quelle prove. Se la si vede rassegnata, non si prova più alcuna pena, anzi si provano letizia e consolazione. E anche se si preferirebbe soffrire al posto suo piuttosto che vederla soffrire, purché le si potesse dare tutto il merito e il guadagno della sofferenza, non per questo se ne ha inquietudine e turbamento.

Torno ancora a dire che questo amore ricorda e imita quello che ebbe per noi Gesù, amore infinito. Coloro che amano così sono di grande utilità, perché prendono per sé tutte le sofferenze e lasciano che gli altri, senza soffrirne la pena, ne traggano vantaggi. 

Pertanto, chi gode della loro amicizia avanza moltissimo nella via della perfezione. E tenete per certo che o gli altri cesseranno dal trattarli – con un rapporto di particolare amicizia, intendo dire – oppure essi otterranno dal Signore che vadano per la loro stessa via, come già ottenne santa Monica per sant’Agostino, visto che è questo il cammino per arrivare alla patria comune. Tra amici non regge il cuore usare infingimenti; se vedono, quindi, che uno dei due devia dal giusto cammino o che commette qualche errore, glielo dicono subito. Non riescono a fare altrimenti. E, poiché non potranno mai cambiare a questo riguardo né cercano di far ricorso a lusinghe né di dissimulare loro nulla, o gli altri si emenderanno o romperanno l’amicizia, perché non potranno sopportare tutto questo, non essendo cosa da sopportare. L’amicizia vera implica, infatti, una guerra continua dall’una e dall’altra parte. Queste anime sante sono distaccate dal mondo intero e non badano se Dio vi sia servito o no, dedite solo a servirlo esse stesse fedelmente, ma non possono farlo nei confronti dei propri amici. Nulla sfugge ai loro occhi, ne vedono anche i più piccoli difetti. Io sostengo che portano una croce ben pesante.

S. Teresa d’Avila


Santa Faustina lo aveva previsto: La Grande Croce apparirà in cielo


 

Quanti sono i sacerdoti che allontanano i miei figli prediletti, sono scettici e vivono nell’ipocrisia e questo mi fa soffrire tanto!

 


Messaggio di Gesù 24 gennaio 2026


Figli miei, pregate il Santo Rosario con devozione. Figli miei, pregate per il comunismo che sembra addormentato, ma si risveglierà con tutta la sua potenza. Vedi, in questo momento vado a trovare i miei cari sacerdoti, amati figli e fratelli. Quante volte chiedo di salvare le anime, ma sono pochi i disposti, spesso pensano a loro stessi, alle loro sofferenze umane ma non pensano che Io sia lì pronto a dare tutto quello che gli serve, ma loro devono portarmi anime. Quanti sono i sacerdoti che allontanano i miei figli prediletti, sono scettici e vivono nell’ipocrisia e questo mi fa soffrire tanto! Non si chiedono perché Io ho scelto quelle anime come messaggeri. Vi chiedo,  non bevete solo la coppa del piacere fino alla fine, ma amate la Croce e la sofferenza per Me, così potrete camminare sulla strada della santità, abbiate coraggio e non siate stolti, rinnovate i vostri voti. Parlate di Me e predicate il Vangelo. Pregate per la Chiesa che sta vivendo la sua passione e per questi figli prediletti che credono più alla scienza che a Me, l’unico Salvatore. Vi chiedo ancora, non offendete mia Madre, Lei che è l’unica dopo di Me, amatela e onoratela. La pace del mondo dipende dalla santità dei suoi figli e della Chiesa. Vi dono la mia pace


Il vostro Gesù.

Prestare attenzione al Medio Oriente? Come ingannerà l’Anticristo Israele?


 

GESU’ SACRAMENTATO “Le mie vere Ostie…”

 



Ma non son contento ancora.

Voglio unirmi alla tua Divinità e questo mio nulla lo sperdo in Essa e così Ti do il Tutto:

Ti do il tuo Amore per ristorare le tue amarezze;

Ti do il tuo Cuore per ristorarti delle nostre freddezze, incorrispondenze, ingratitudini e poco amore delle creature.

Ti do le tue armonie per rinfrancarti l’udito dagli assordamenti che ricevi con le bestemmie.
Ti do la tua bellezza per rinfrancarti delle bruttezze delle anime nostre quando ci infanghiamo nella colpa.

Ti do la tua purità per rinfrancarti delle mancanze di rettitudine d’intenzione e del fango e del marciume che vedi in tante anime.

Ti do la tua immensità per rinfrancarti delle volontarie strettezze in cui si mettono le anime.
Ti do il tuo ardore per bruciare tutti i peccati e tutti i cuori, affinché tutti Ti amino e nessuno più Ti offenda.

Insomma,
Ti do tutto ciò che sei Tu per darti soddisfazione infinita, amore eterno, immenso ed infinito.

Voglio entrare nel tuo interno e darti, o Gesù, palpiti per palpiti, respiri per respiri, affetti per affetti, desideri per desideri. Intendo tuffarmi nella tua santissima Intelligenza e, facendo scorrere tutti questi palpiti, respiri, affetti, e desideri nell’immensità della tua Volontà, intendo moltiplicarli all’infinito.

Voglio, o mio Gesù, formare onde di palpiti per fare che nessun palpito cattivo si ripercuota nel tuo Cuore e, così lenire tutte le tue interne amarezze.

Intendo formare onde di affetti e di desideri, per allontanare tutti gli affetti e i desideri cattivi che potrebbero menomamente contristare il tuo Cuore.

Intendo ancora, o mio Gesù, formare onde di respiri e di pensieri, per allontanare qualunque respiro e pensiero che potrebbe menomamente dispiacerti.

Starò bene in guardia, o Gesù, affinché nulla più Ti affligga e aggiunga alle tue pene interne altre amarezze.

O mio Gesù, fa’ che tutto il mio interno nuoti nell’immensità del tuo; così potrò ritrovare amore sufficiente e Volontà sufficiente per far che non entri nel tuo interno amore cattivo, né volontà che potrebbe dispiacerti. (Cfr. Le Ore della Passione di N.S.G.C. - 18a Ora)

Serva di Dio LUISA PICCARRETA


Preghiera per un infermo

 


O pietoso Gesù, Medico Divino che ci offrite come rimedio delle nostre infermità il Sangue Preziosissimo che sgorga dalle Vostre Sante Piaghe; volgete il Vostro sguardo misericordioso a questo povero infermo, che ripone in Voi solo la sua speranza, fate brillare nell'anima sua un raggio di ardente amore, di rassegnazione e di santa gioia, e risanate il suo corpo affranto dal dolore. Gesù Buono, che piangeste teneramente sull'amico Lazzaro e lo strappaste al sepolcro; Gesù, che commosso alle lacrime della vedova di Naim, le restituiste, in pieno vigore, il già morto figliuolo; Voi, che tutto pietà ed amore, rendeste al paralitico l'uso delle membra, ai ciechi la vista, a tutti gl'infermi la salute, stendete ora le Vostre mani Onnipotenti, piagate dall'amore, su questo povero ammalato e, per la Vostra acerba Passione, per i Dolori e l'intercessione di Maria Madre nostra, pronunziate la prodigiosa parola: "Sorgi e cammina!" O Gesù, se questa grazia non è d'ostacolo al nostro vantaggio spirituale, non ce la negate; non vedete, o Dolce Redentore, che Maria, da noi supplicata, si associa alle nostre preghiere?! E' una Madre amorosissima che supplica il Divin Figlio delle sue compiacenze, per il misero figlio dei suoi Dolori!! Esauditela per la Bontà del Vostro Cuore! O Gesù, Dio di Misericordia, quegli che Voi amate è infermo "ma dite una sola Parola e sarà guarito". Eterno Padre, per le Piaghe SS. di Gesù, sanate l'anima ed il corpo di questo povero ammalato. Gesù mio, perdono e misericordia ecc.


Non vedete il mondo com’è cambiato! Nulla tornerà come prima se l’umanità non mi ascolta.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella, 20 gennaio 2026

Amata e fratelli miei, grazie di essere nella preghiera. Non vedete il mondo com’è cambiato!  Nulla tornerà come prima se l’umanità non mi ascolta. Figli, tutti o quasi tutti, chiedete segni.  Quando camminavo sulla terra, molti furono i segni che ho dato eppure molti hanno gettato questo dono. Adesso la storia si ripete! Tanti sono i segni che dò all’umanità eppure non vengono accettati, vengono ridicolizzati, insultati. Sorella mia, quanto fai per spiegare che senza di me non può esserci ordine!  E cosa hai ricevuto?  Ricorda che a te rimane il dono e a loro il mio sdegno. Quanto amo quelli che mi cercano e mi vogliono conoscere! Vi lascio con la pace del cuore e nelle vostre case.

Il vostro Gesù

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Gravi errori 

Prima di fare alcune considerazioni sulla deposizione di  Adelaide, non posso non rilevare gli errori compiuti nel corso del  processo: 

a) Una bambina di 10 anni non è moralmente e giuridicamente soggetto atto a giurare. 

b) Secondo il Codice Pio-Benedettino (can. 1648) e il Nuovo Codice di Diritto Canonico (can. 1478), i minori possono stare in giudizio soltanto tramite i loro genitori o i tutori o i  procuratori, salvo il disposto del paragrafo 3, il quale recita: "Ma  nelle cause spirituali e connesse alle spirituali se i minori hanno  raggiunto l'uso di ragione, possono agire e rispondere senza il  consenso dei genitori o dei tutori, anzi personalmente se hanno  compiuto i 14 anni di età; se non li hanno ancora compiuti, per il  tramite di un curatore costituito dal giudice". 
Adelaide aveva 10 anni, quindi non poteva agire personalmente. 

c) Da come si è svolto l'interrogatorio, Adelaide non è stata trattata come una testimone che doveva dire quanto  sapeva, ma come un'imputata di menzogna continuata in una  questione che interessava il bene pubblico. 
Secondo il Codice Pio-Benedettino ed il Nuovo Codice di  Diritto Canonico ogni imputato ha diritto di un avvocato difensore. Invece, nella prima seduta, di cui tratto, mancava anche  monsignor Bramini, chiamato dal vescovo di Bergamo, nel 1946,  a far parte della commissione teologica, in qualità di avvocato  difensore delle apparizioni, e nominato membro del tribunale  apposito costituito l'otto maggio 1947. Forse la sua assenza, seguita a breve scadenza di tempo dalle dimissioni, trova la sua spiegazione nelle divergenze fondamentali sorte tra  lui e la commissione, sui principi aspiratori e sul metodo seguito  nell'indagine dei fatti di Ghiaie. 
Nella relazione, o meglio nel verbale della seduta, non si  accenna alla sua assenza, anzi si dice che tutti i membri del tribunale sono presenti. Monsignor Bramini doveva essere presente e qualunque fosse il motivo della sua assenza, non si  doveva iniziare il "processo canonico" senza di lui. 

d) Viene interrotta l'udienza, i membri del tribunale escono dalla sala e la bambina viene interrogata dal solo presidente del tribunale e non si sa in quale veste, se di confidente, di  testimone o di giudice. 

e) La negazione di Adelaide nella prima seduta non è provata giuridicamente, perché la bambina parla solo con monsignor Merati, il quale la lascia partire, senza che essa faccia la  ritrattazione di ciò che prima aveva affermato, dinanzi al tribunale nuovamente radunato. 

f) L'udienza aperta ufficialmente da tutto il tribunale, si  chiude in forma privata con la "sentenza" di mons. Paolo  Merati, il quale decide per tutti. 

A questo punto il tribunale poteva dire di aver finito i suoi  lavori, tanto più che nella persona del suo presidente aveva scoperto la "verità", come si capisce dalle parole dello stesso monsignore che afferma: "Ho lasciato andare la bambina dicendo  che il Signore la benedirà perché ha detto la verità". Queste  parole spiegano l'esito della prima seduta e delle altre svolte  nell'intero "processo canonico". 

Severino Bortolan