lunedì 10 giugno 2019

La Stolta Superbia e Soave Umiltà



ADAMO  ED  EVA


Felix culpa

“Troppe volte l’uomo maledice sterilmente il primo peccato e bestemmia Dio come un inprudente Signore che ha esposto l’uomo a una tentazione troppo forte! Ma cosa sarebbe avvenuto se l’uomo, invece di cedere alla tentazione perché ingannato da Satana, fosse giunto, senza tentatore, a credersi da sé Dio, perché senza peccato, senza dolore, senza morte? Allora più nessuna Redenzione sarebbe stata, perché l’uomo sarebbe stato un nuovo Lucifero, anzi, una legione senza numero di luciferi! Col corso dei secoli, l’Umanità si sarebbe aumentata e non un uomo e una donna soltanto, ma tutta la razza, senza scusante, avrebe peccato e tutta quanta sarebbe perita in un castigo infernale. Il Creatore amò la creatura umana, la più bella del Creato. Dio avrebbe, certo, potuto impedire a Satana di entrare nell’Eden. Ma l’atto di Dio fu buono come ogni suo atto, perché fu causa di un altro atto infinitamente migliore, quale fu l’Incarnazione del Verbo per la salvezza dell’uomo: Incarnazione di Dio e promozione dell’uomo a figlio di Dio in Cristo, senza la colpa, non sarebbero state motivate.
Anche, in questo caso, Dio ha  cavato dal male il meglio.
“A quale funesto orgoglio sarebbe mai giunta l’Umanità, se per la caduta due volte felice e propizia, non avesse conosciuto l’umiliazione all’alba della sua Storia! Felice colpa per avere mortificato e umiliato l’uomo (aprendogli gli occhi sul formidabile rischio dell’orgoglio), prima che secoli di immunità lo avessero fatto superbo come Lucifero, il quale, per essere senza colpa, si credette simile a Dio.
Orgoglio satanico che avrebbe reso la ribellione umana imperdonabile. Felice colpa soprattutto per avere provocato l’Incarnazione del Verbo e la Redenzione da Cristo. “O felix culpa quae talem et tantum meruit habere Redemptorem” (Exultet della Veglia pasquale).
Colpa che ha provocato l’Incarnazione di Dio e la deificazione dell’uomo nel Cristo Mistico.

René Vuilleumier

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