DOTTORE DELLA CHIESA
Le Sacre Scritture si devono leggere con venerazione. Difficoltà che vi trovano le donne, specialmente in ciò che riguarda il “Cantico dei Cantici”.
Mi baci il Signore col bacio di
sua bocca, perché le tue mammelle
sono migliori del vino. ecc.1
Ecco quello che in questo testo ho attentamente considerato. Qui, a quanto pare, l'anima parla con una persona e domanda la pace a un'altra.
Dice infatti: “Mi baci col bacio di sua bocca”; poi, volgendosi a uno con il quale sembra intrattenersi, soggiunge subito: “Le tue mammelle sono migliori, ecc.”.
Non capisco come ciò sia, e godo immensamente di non capirlo. Veramente, figliuole mie, qui l'anima deve ammirare più le cose che non si comprendono che quelle che i nostri piccoli intelletti possono comprendere, perché queste non ispirano tanta ammirazione e rispetto per Iddio quanto quelle.
Quando leggete un libro, ascoltate una predica o pensate di misteri di nostra santa fede, se v'incontrate in qualche cosa che non sapete comprendere, non affannatevi, né sforzate l'intelletto: non sono cose per donne. Anzi, molte neppure per uomini.
Quando Sua Maestà ce ne vuol dare l'intelligenza, lo fa senza alcuna nostra fatica. Questo dico per noi donne, come pure per quegli uomini che non hanno la missione di difendere la verità con la loro dottrina, diversamente da quelli che il Signore incarica d'istruirci, perché è chiaro che questi devono faticare per meglio approfondirsi, e in ciò guadagnano assai. Noi invece accettiamo con semplicità quanto il Signore ci dona, guardandoci dall'affannarci per cercare quello che ci rifiuta. Anzi, dobbiamo rallegrarcene, pensando d'aver un Dio e un Maestro così grande, una cui sola parola contiene tanti e tanti misteri di cui noi non comprendiamo neppure il principio.
Non vi sarebbe meraviglia se si trattasse di un testo latino, ebraico o greco, ma altrettanto avviene per un testo volgare. Per non parlare che dei salmi del glorioso re David, quante cose contengono che, pur tradotte in volgare, ci sono oscure come in latino! Perciò guardatevi dal pretendere di comprenderle e dall'affaticarvi l'intelletto! Le donne non hanno bisogno che di quanto comporta la loro intelligenza. Dio le ricolmerà dei suoi doni anche solo con questo.
Quando Sua Maestà vorrà farcele capire, le comprenderemo senza troppo affannarci. Ma per il resto, umiliamoci, rallegrandoci, ripeto, d'aver un Dio così grande, le cui parole ci sono incomprensibili: anche se dette nella nostra lingua.

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