giovedì 5 novembre 2026

Abbiamo compassione delle povere anime!

 


IL GIORNO DEI MORTI


DEFUNTI


Il giorno dei fedeli defunti in tutta la Chiesa. Un ricordo di coloro che sono già passati e dormono il sonno della pace. Qui dormiunt in somno pacis.

Tutta la Liturgia ricorda il dogma del purgatorio e ci chiede preghiere per i nostri morti. La Chiesa si veste a lutto e i sacerdoti possono, in questo giorno, celebrare tre volte il Santo Sacrificio. Le folle affluiscono ai cimiteri. Si risveglia il ricordo dei nostri morti. Si ravvivano le nostalgie. Defunti! Giorno dei morti! Li ricordiamo soltanto con qualche fiore e qualche lacrima, che col tempo si va prosciugando, oppure cerchiamo di suffragare le loro povere anime, che forse stanno ancora soffrendo in purgatorio? Questo giorno ci è stato dato dalla Chiesa, non per sfarzi e manifestazioni di un sentimentalismo sterile, ma per il suffragio dei morti. Come se ne dimenticano tanti cristiani! Folle che riempiono i cimiteri, sorridendo e persino scherzando spesso, senza preghiere, senza un pensiero soprannaturale per i morti! Santifichiamo questo giorno. Sia, sì, il giorno della nostra nostalgia, ma soprattutto sia quello del nostro suffragio.

La Chiesa, nostra Madre, in questo giorno ci schiude i tesori delle indulgenze a beneficio dei defunti. A partire dalla Costituzione Apostolica del 15 agosto 1915, emanata da Benedetto XV, è consentita la celebrazione di tre Sante Messe. Due di esse hanno una destinazione specifica: una è offerta per i fedeli defunti in generale, l'altra secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Per i defunti viene concessa una grande indulgenza — analoga a quella della *Porziuncola* — a chiunque visiti una chiesa o un oratorio pubblico o semi-pubblico; si ottiene un'indulgenza plenaria ogni volta che si entra in chiesa e si recitano sei *Padre Nostro* e sei *Ave Maria* secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, a condizione che la persona si sia confessata e abbia ricevuto la Santa Comunione. (P. P. O. 644.) Quale tesoro di indulgenze a favore delle povere anime! Inoltre, tutte le Sante Messe celebrate per i defunti nel giorno della Commemorazione dei fedeli defunti, così come durante l'intera ottava, godono del privilegio dell'«altare privilegiato». Anche la visita a un cimitero, in questo giorno, comporta un'indulgenza plenaria. Perché la Chiesa ci offre tali tesori in questo modo? Per incoraggiare la nostra devozione verso i defunti e il nostro zelo nell'offrire preghiere e suffragi per le loro anime.

Tutto, nell’Ufficio divino di questo giorno, ci parla della gravità della condizione umana: attraverso i dolenti lamenti di Giobbe, che riecheggiano gemiti i quali paiono levarsi dagli abissi più profondi: *Miseremini mei! Miseremini mei, saltem vos amici mei, quia manus Domini tetigit me!* — «Abbiate pietà di me, abbiate pietà di me, almeno voi, amici miei, poiché la mano di Dio mi ha colpito!». Sì, la mano della Giustizia divina ha colpito queste povere anime per santificarle, purificarle e renderle degne del Cielo. Insieme alla Chiesa — nostra Madre, oggi vestita a lutto — piangiamo i nostri defunti e, pregando per loro, riaffermiamo la nostra fede nell’immortalità dell’anima e nella risurrezione del corpo. Diciamo dal profondo del cuore: *Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.* — «L’eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua!».

Mons. Ascanio Brandao


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