giovedì 5 novembre 2026

L' APOSTOLATO DEL SACR0 CUORE DI GESÙ

 


Le cure e i buoni ufficii degli Angeli e dei Santi posti dal Cuore di Gesù in comune co' suoi Servi. —L'appoggio di Dio ed il concorso delle Persone divine basterebbe certo a sostenerci e metterci al sicuro di ogni timore; ma Iddio promette, oltre di ciò, ai servi del suo Figliuolo l'aiuto di tutti i propri amici, mediante i quali si compiace di farci grazie; volendo egli che formiamo insieme una società, una famiglia, un regno; e come la natura di ogni società porta che i suoi membri si giovino vicendevolmente, ciascuno a misura del suo potere; ed in una famiglia, i più maturi e robusti lavorano a bene dei più giovani ed infermi; ed in un regno vi sono eserciti posti a comune difesa; così nella società, ond'è capo il Figliuol suo, egli ordina che tutti, anche i coronati in patria, si adoperino a pro dei loro compagni soci ancor in esilio; ordina ai nostri maggiori fratelli del cielo di spendersi a favore dei poveri infermi della terra; invia in loro soccorso le innumerevoli legioni dei suoi angeli, più forti di lunga mano che quelle dei nemici. E potremo tuttavia temere ?

Questi beati fratelli del cielo hanno potere grandissimo di aiutare i poveri pellegrini della terra, e l'hanno dalla propria natura superiore d'assai alla nostra, tutto fatta per esercitar sul creato una signoria cui non è dato resistere; ma più ancora dai doni di grazia e di gloria, partecipati anche dagli altri eletti, benchè in gradi diversi. Tutti essi conoscono in Dio ogni cosa, il futuro come il presente; tutti comandano ai demoni con autorità del pari sovrana ; tutti sono signori del creato sensibile, cui trascorrono senza ostacolo colla rapidità del baleno, bastando men di un attimo a chiamarceli vicini, e un puro segno di loro volontà a far piegare le leggi più inflessibili. D'altro lato è loro facile ottenere pregando quello che non possono da sè medesimi; essi, amici di Dio, che ha loro aperto il paradiso per dare ogni prova del suo riconoscente amore, che pone sua gloria in glorificarli, che godeva durante la vita loro mortale di farne la volontà, ora è molto più sollecito di esaudirli, mentre, finito il tempo di prova, può dare corso spedito alla infinita sua liberalità !

Or bene, ogni ragione porta i nostri fratelli celesti a mettere in opera sì grande potere tutto per noi. Ve li porta il proprio vantaggio, perchè tale potere in tanto lor vale, in quanto ne usano per noi. Dopo ricevuta da essi, entrando in cielo, quella misura di gloria sostanziale onde erano capaci, questa non86 può più crescere, ma solo l'accidentale che consiste specialmente nel maggior numero di eletti dei quali partecipino la beatitudine; e però essi, facendo crescere questo numero coll'esercizio continuato del proprio potere d'intercessione, possono a sè procurare quel solo bene di cui non sieno ancora pienamente in possesso.

Ma ve li porta più forte ancora la lor sì accesa carità. Vedono essi in noi de'fratelli ciechi ed infermi, stretti dalla più nuda povertà, soggetti a tutti gli sfinimenti della debolezza, schiavi forse del demonio, o almeno in continuo rischio di cadere in così vergognoso servaggio, e potranno rimanere indifferenti alla vista di tante miserie ?

E, se niente fosse di tutto questo, ancora l'amor di Gesù ed il zelo dell' onor suo li obbligherebbe a non abbandonarci. Perocchè non possono dimenticare che noi siam membri di questo Capo divino, che la sua gloria è legata necessariamente alla nostra salute, che il nemico delle anime nostre furiosamente ci combatte, appunto perchè scorge in noi la immagine di lui; ed a quella maniera che soldati già vittoriosi non possono gustare in pace le gioie del trionfo, finchè una porzione dei loro è alle prese tuttavia col nemico, così essi nel cielo non possono, senza mancare verso Gesù Cristo nostro Capo comune, durarla e stranei alla battaglia cui sostengono i loro fratelli sopra la terra.

Quanto più questo divin Salvatore si mostra generoso a riguardo loro, tanto più li obbliga riconoscenza a spendersi ancora per sua gloria; ciò che in Paradiso è solamente loro possibile per via d'intercessione. Si veggono essi sommersi nel torrente delle delizie, sopraffatti dal peso immenso di beatitudine onde sono premiati i minimi loro meriti, e vorrebbono pure aver modo di provarsi grati ad un Rimuneratore così liberale; ma non trovandolo che nell'assisterne i servi sopra la terra, a questi si portano con tutta l'ardenza del loro amore, con tutto l'impeto della loro vivissima gratitudine.

ENRICO RAMIÈRE S. J.


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