martedì 21 luglio 2020

La chiave del nostro essere profondo la portiamo indubbiamente in noi stessi, ma siamo incapaci di farla emergere da soli: ci vuole una parola proveniente dall'esterno che si ripercuota in noi e desti un'armonia, un accordo profondo.



SOTTO LA GUIDA DELLO SPIRITO

 La chiave del nostro essere profondo la portiamo indubbiamente in noi stessi, ma siamo incapaci di farla emergere da soli: ci vuole una parola proveniente dall'esterno che si ripercuota in noi e desti un'armonia, un accordo profondo. Ciò che il discepolo attende dal maestro lo porta già inconsciamente in se stesso: aspetta solo di vedere il proprio mistero svelato da un altro. Egli indovina, intuisce questa capacità di svelamento in colui che sta per scegliersi come guida, perché è qualcosa che coincide con la propria profondità più segreta, con quel meglio di se stesso che per ora conosce solo in modo confuso. 

Per questo siamo sempre destinati ad avere quel maestro piuttosto che quell'altro. Infatti quello che il maestro dirà, magari senza neanche esprimerlo, quello che farà provare, affiorare nello spirito del discepolo, sgorgherà in realtà dal cuore stesso di quest'ultimo. Da quel momento le parole o i gesti del maestro non verranno pesati dal loro contenuto oggettivo, potranno addirittura essere solo simbolici; l'essenziale è la chiave interiore di ciascuno, il maestro interiore, destato nel cuore del discepolo, grazie al quale il suo essere profondo riceve vita e forma. Dobbiamo anche spingerci oltre, dato che parliamo di un'esperienza della vita di fede, quindi retta dai principi dinamici di questa fede. 

La chiave o il maestro interiore di cui si parla, in un credente non è altro che lo Spirito santo in persona, infallibilmente presente come realtà anteriore a qualsiasi velleità spirituale, e che prende in mano progressivamente il cammino interiore e l'orienta secondo il disegno di Dio. L'azione dello Spirito però non dispensa dal testimone esterno che è là per attestarla e per aiutare a discernerla correttamente. La ragion d'essere della paternità spirituale è di favorire la venuta al mondo di questa vita nuova, della nuova creatura nello Spirito santo. Si tratta di accompagnare attentamente il passaggio progressivo da quello che il Nuovo Testamento chiama l'uomo vecchio all'uomo nuovo. 

La psicologia ha messo in luce come un processo analogo avvenga anche a livello psicologico: divenire o essere adulto suppone un passaggio continuo dall'"io" superficiale all'"io" profondo, come pure un'integrazione dell'inconscio nella vita quotidiana cosciente. In ogni uomo si cela un tesoro segreto di cui deve prendere coscienza, che deve essere purificato e assunto affinché possa dare frutto. In questo modo la vita cresce in noi, come un albero che ogni anno porta molti fiori e nuovi frutti. Viene liberata in noi una verità più profonda, la quale deve integrarsi nella nostra vita e perfino nel nostro modo di vivere l'amore. 

Questa evoluzione continua è d' altronde l'indice che la vita è ancora all'opera in noi, che non è né paralizzata né irrigidita, ma che è sempre capace di dare nuovi frutti. La vita nuova nello Spirito santo progredisce e si sviluppa allo stesso modo - come diceva Paolo - fino a raggiungere la statura di un "uomo maturo, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo" (Ef 4,13). La crescita di quest'uomo nuovo è sempre legata alla realtà psicologica di ciascuno e in modo difficile da controllare: la guida spirituale ne terrà conto. Non potrà mai discernere chiaramente tra ciò che è puro dato psicologico e ciò che proviene solo dallo Spirito santo. 

Un chirurgo può distinguere tra un nervo, un muscolo e una vena, ma quando si tratta di vita interiore, un simile discernimento non è possibile. Ogni dato è innanzitutto psicologico, ma nello stesso tempo in armonia o in disaccordo con lo Spirito. Il che significa che l'azione dello Spirito santo può appoggiarsi sia sugli elementi oscuri che su quelli luminosi della personalità. Un equilibrio psicologico non è mai una condizione sine qua non del progresso spirituale, così come un handicap psicologico non è mai un ostacolo insuperabile. L'importante è discernere come vengono messi in opera gli elementi oscuri e quelli luminosi, in che direzione si sviluppano se positiva o negativa e, infine, se sono o meno al servizio dell'amore. Questa è la posta in gioco della paternità spirituale, che cerca di accompagnare e di illuminare questo processo. In altri termini, si tratta della scoperta di quella che oggi si chiama l'interiorità presente in ogni uomo, il suo essere e la sua realtà più profondi, il suo stesso fondamento.

 Da soli siamo incapaci di far affiorare questo fondo, di destare questa nuova sensibilità ai valori spirituali: dobbiamo essere indirizzati sul cammino, abbiamo bisogno di una parola che illumini questa nuova situazione, in modo da potervi scoprire e riconoscere il lato migliore di noi stessi. In questo senso l'accompagnamento spirituale si avvicina a quella che Socrate chiamava maieutica. Potremmo anche chiamarla ostetricia spirituale, e la guida assomiglia sempre un po' a una levatrice. E’ uno dei motivi per cui Thomas Merton, in uno dei suoi ultimi scritti (Final Integration. Towards a Monastic Therapy), pone come obiettivo della vita monastica quello di essere fully bom, "pienamente nato", con il che intende: essere in grado di vivere a partire dalla propria esperienza interiore che si discerne e si avverte sgorgare dal proprio intimo profondo. Quando questa integrazione ha luogo, diventa fonte di grande maturità e di sapienza: la profondità dell'essere umano infatti è più universale dell'io empirico e superficiale. Poiché ha toccato il fondo del proprio essere, un uomo simile ha acquisito una dimensione cosmica, è divenuto un uomo téleios, compiuto, perfetto. Ha raggiunto un'identità integrale più ampia di quella del suo piccolo io limitato, che è solo un frammento del suo essere autentico. Può ora identificarsi con tutti gli uomini e partecipare della loro vita; è infatti diventato uomo universale, sorgente di amore per tutti. E’ in grado di percepire l'amore e la sofferenza di ciascuno e, ciononostante, di restare libero nei confronti di tutti; ha raggiunto la sorgente della vera libertà al fondo del proprio essere, sorgente che è lo Spirito santo. Non è più guidato dalla propria generosità esteriore, o da nobili sentimenti, e nemmeno dalla fredda intelligenza. Ormai sa vivere spontaneamente e gratuitamente a partire dalla propria interiorità e dalla sua sorgente profonda, là dove Dio lo abita e lo guida. La spontaneità interiore è segno di libertà interiore; in questo senso bisogna intendere l'espressione di Agostino: Ama et fac quod vis, "ama e fa' ciò che vuoi". E sufficiente amare, e amare sempre più. 

Adesso ci è facile rispondere a una domanda frequente: "Si può fare a meno della paternità spirituale?". Naturalmente Dio può sempre guidare qualcuno in modo diretto, ma normalmente non agisce così. Per chi desidera sinceramente inoltrarsi un po' nello spessore dell'esperienza spirituale, si impone un certo accompagnamento da parte di un fratello; e non solo agli inizi, quando si concepisce più facilmente l'inevitabilità di una certa iniziazione, ma anche più tardi, soprattutto ogni volta che, sotto l'azione dello Spirito santo, uno è invitato a fare un passo in avanti nel cammino verso Dio. 

Ogni volta infatti bisogna oltrepassare una specie di tetto, accedere a un nuovo stadio della vita. Quando si è sul punto di doppiare la boa, affiorano le stesse incertezze, si presentano gli stessi tranelli: bisogna scartare illusioni, evitare scogli, e sempre, nel dedalo di innumerevoli e sottili reazioni del nostro orgoglio, stupito e insieme ferito, minacciato di essere colpito a morte, bisogna individuare quel tenue filo della grazia, la dolce e quasi impercettibile mozione dello Spirito, per aprirsi a lei, lasciare che si impadronisca di noi e ci conduca là dove non pensavamo, là dove spesso non avremmo mai voluto andare, verso ciò che occhio non ha mai visto, né orecchio udito, né mai è entrato nel cuore dell'uomo. Ma ogni volta - ed è questa una certezza della fede - anche la guida sarà là: se siamo pronti, Dio la metterà sul nostro cammino. Allora il più povero e l'ultimo dei nostri fratelli o delle nostre sorelle potrà offrirci la sorpresa di una Parola di Dio, a condizione che la sappiamo attendere. 

Non preoccupatevi



Non preoccupatevi del domani... Quando la preoccupazione del domani stringe il tuo sentire, nessun istante potrà più essere per te un dono, perché vivi sempre proiettato altrove. È come uno che mentre parli sta con la testa da un'altra parte. Lui non ti sente, tu finisci ...per non parlargli più perché c'è fisicamente, ma non c'è come attenzione. 
La vita vale più del cibo, del vestito, del lavoro, della casa. Ma la vita sfugge se queste cose diventano il centro di tutto. A cosa serve la cameretta stupendamente arredata a tuo figlio se poi non stai mai mezz'ora con lui per ascoltare ciò che vive? A cosa vale tutta la fatica per avere qualche centinaia di euro in più, se poi non ti si può avvicinare perché sei nervoso e sempre urtato? Cercare il regno di Dio vuol dire recuperare tutti i valori umani che costruiscono la giustizia nel mondo. Dio farà molto per te, se tu ti lasci amare. 
Allora sì che ti sentirai capace di portare luce in ogni situazione che vivi, perché sarai pieno di Lui: guarderai con i suoi occhi, ti farai prossimo a chiunque, vivrai spargendo buon profumo di umanità. Se invece tutto gira intorno a te e tutto il resto si sfoca al punto da non esistere se non quando ne hai bisogno per le tue sicurezze, allora l'affanno diventa il pane quotidiano e nessun giorno ti darà pace. Apri il cuore alla fiducia e la tua intelligenza ti porterà il nutrimento giusto per la tua vita.

Figli miei, questa è una stagione di grandi raccolti. Qualunque cosa tu abbia seminato ora inizierà a tornare da te.



Pronto a benedirti

Figli miei, questa è una stagione di grandi raccolti. Qualunque cosa tu abbia seminato ora inizierà a tornare da te. Se hai seminato gentilezza e bontà, ora sperimenterai una stagione di tanta gentilezza che ti ritorna. Se hai seminato per soddisfare i bisogni degli altri, le cose di cui hai bisogno inizieranno a modo tuo.

Poiché il tempo della fine è alle porte, la semina e la mietitura vengono accelerate. Noterai che la velocità del tuo raccolto ora è molto più rapida di prima.

Per coloro che hanno seminato disobbedienza, in questo momento raccoglierai i risultati della tua disobbedienza. Se sei stato per i miei affari, ho molte ricompense per te.

Chiedimi cosa farai se ti occupassi dei miei affari. Sono pronto a benedirti.

2 Corinzi 9: 6-8 

Ma questo dico: chi semina con parsimonia mieterà anche con parsimonia; e colui che semina generosamente mieterà pure.

Ogni uomo secondo come intende nel suo cuore, così lascia che dia; non a malincuore, o per necessità: perché Dio ama un donatore allegro.

E Dio è in grado di far abbondare ogni grazia verso di te; che voi, avendo sempre tutta la sufficienza in tutte le cose, potreste abbondare per ogni buon lavoro:

Luca 6:38

38 Dai, e ti sarà dato; buona misura, schiacciata, scossa insieme e correndo, gli uomini cederanno nel tuo seno. Poiché con la stessa misura in cui vi dovrete misurare, vi sarà nuovamente misurato.

Galati 6: 7-10

Non essere ingannato; Dio non è deriso: per quanto semina un uomo, anche quello mieterà.

Poiché chi semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; ma chi semina per lo Spirito, lo Spirito raccoglierà la vita eterna.

E non stanchiamoci di fare bene, perché a tempo debito raccoglieremo, se non sveniamo.

10 Poiché abbiamo quindi opportunità, facciamo del bene a tutti gli uomini, specialmente a coloro che appartengono alla casa della fede.

Glynda Lomax  LUNEDÌ 20 LUGLIO 2020

lunedì 20 luglio 2020

Abbandonate i vostri idoli e le vostre vane illusioni,



Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo, ricevuto da Discipulo, nella città di Lima, Perù – 6 marzo 2018

Amata umanità:

Vi affido questo messaggio affinché vi mettiate a considerare l’inimmaginabile bontà del Mio Cuore.


Provo dolore nel Mio Cuore, a causa della sofferenza dei popoli d’America, poveri e sfollati, che stanno perdendo poco a poco la speranza, ma che soprattutto si sono lasciati trascinare dal turbine del dubbio e della confusione.

Molti hanno fallito nella ricerca della Verità e lo spirito dell’ignoranza e della menzogna li ha dominati.


Miei amati popoli dell’America, ora svegliatevi dal sonno e venite a Me.
Popoli stanchi e che portate gioghi stranieri, tornate, aprite i vostri cuori prima che venga la Mia Perfetta Giustizia.
Abbandonate i vostri idoli e le vostre vane illusioni, Io Sono il Signore, ho grandi disegni di misericordia, ma se non prestate attenzione ai Miei messaggi, ci sarà ancora più la desertizzazione di questa terra.
 

​Mia amata Lima, città di incanti, torna a Me di cuore e supplica a causa dei peccati che si commettono giorno dopo giorno, alla piena luce del giorno.
Molti dei Miei figli si disperano e nella disperazione cadono nei lacci delle vane preoccupazioni.

​Popoli Miei dell’America, fra di voi farò sorgere profeti e guerrieri del fuoco del Mio Amore, che non si piegheranno di fronte a nulla.
Vi renderò Miei profeti, purificati dal Mio Spirito, riempirò le vostre piazze con
Segnali di pericolo, come mai è successo e come non succederà in seguito, nel tempo e nello spazio.

Io Sono Colui che Sono!
Presto aprirò i rimanenti Sigilli e verranno le Piaghe, il gelo, la grandine.
Farò cadere fuoco dal cielo per illuminare le coscienze letargiche degli uomini.

Tutte le lingue e tutte le nazioni sapranno che Io Sono Dio ed al di fuori di Me non avrete altri dei, Io Sono l’Unico Re, la cui giustizia ora vi abbraccerà.

Ah… amata umanità, Mio amato paese, invocami, Io Sono la tua unica libertà.

Io, il Re della Pace, porrò la Mia Benedizione sui tuoi monti, sulle tue strade e sulle tue vie.

Il Mio Sangue viene ora a purificarti, vestiti di sacco e implora misericordia
Per la moltitudine delle tue colpe e dei tuoi peccati.

Allora farò di te una nazione di Fede. Ti restituirò quello che hai perso. Ti vestirò con abiti nuovi e potrai prendere parte alla Festa delle Nozze dell’Agnello.
Allontanerò da te i tuoi nemici e li metterò sotto i Miei Piedi ed in questa terra ci sarà giustizia. Se adesso Mi ascoltate, nel tempo propizio verrà la pioggia necessaria sui tuoi campi e farò sorgere in te guerrieri valorosi che difenderanno la Mia causa.
In te non ci sarà fame, perché Io, l’Agnello Immolato, vi sazierò, non solo con l’alimento materiale, ma anche con l’alimento spirituale, se adesso Mi ascoltate.

Abbandona il male e torna a Me di cuore ed Io farò brillare la Luce come all’aurora.

Penitenza amato paese Mio!
Misericordia desidero, Io, il Re delle nazioni.

Nei giorni tristi ti ho ascoltato e Sono con te.

Io, il Signore, ti dico:

Aprirò nuove strade per te. Io ti ho generato per Me, per mezzo del Mio Sacrificio sulla Croce, ti ho coperto con il Mio Sangue, ti ho purificato dalle tue malvagità. Adesso ti sto mandando profeti, ma poi subentrerà la loro assenza, perché ordinerò loro di restare in silenzio.  

Allora verrà l’oscurità totale, nella quale gli uomini procederanno a tentoni e non capiscono che Io Stesso, Gesù, il vostro Re vi sto invitando attraverso i Miei profeti alla preparazione totale, cosicché, avvisati, andrete in fretta a prepararvi, perché ecco, Io, il Signore, Ho parlato!
 

Vi costa così tanto ascoltare l’appello del Mio Sangue?

Il Mio Piccolo Resto e Rimanente Fedele, sarà purificato e rinnovato dal Mio Spirito.

Svegliati, amato paese Mio. Io Sono il tuo Re e conoscerai la forza della Mia Giustizia.

Il braccio della Mia Giustizia è sopra di te.

Vai secondo le Mie leggi, popolo Mio e non ti mancherà nulla. Ti giungerà la forza della Divina Conoscenza, preserverò e toglierò da qui un resto del Miei eletti.

Io, il Signore lo dico, e così è!
​Lo feci e così fu!
Io Sono l’Alfa e l’Omega

​Vi benedico.
Ixtus

Dunque Gesù cerca nell'anima il rifugio, non per sé, ma per l'anima stessa: è Lui che cerca, ma è l'anima che trova: è Lui che chiede, ed è l'anima che riceve: è Lui che discende, ed è l'anima che sale.



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Sei la goccia del mio Sangue

Non diciamo che la vita spirituale è sterile quando Gesù la coltiva in se stesso, quando non si vedono né fiori, né frutti, né luce, né bellezza, né splendore. La fecondità prodotta dal Sangue di Gesù è consumata dallo stesso Sangue nella formazione di una vita soprannaturale, sfuggente ai sensi. Ecco l'opera trasformatrice di Gesù: riempire l'anima di se stesso, ridurla a sostanza di vita essenziale e di amore purissimo; avvolgere questa sostanza e questo amore con la vita della grazia perché, unita al suo Cuore, palpiti con Lui nella vita del Mistero. Dunque Gesù cerca nell'anima il rifugio, non per sé, ma per l'anima stessa: è Lui che cerca, ma è l'anima che trova: è Lui che chiede, ed è l'anima che riceve: è Lui che discende, ed è l'anima che sale.
Sento come una trasformazione di tutta me stessa e odo le parole del mio Signore: - Sei la goccia del mio Sangue che ritorna al Cuore per incontrarsi e perdersi nella sovrabbondanza del fiume regale. - q. 16

 SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

LA LOTTA FRA LUCE E TENEBRA



DUE MOTIVI PER PARLARE  

DOMANDA: Oltre alle tue sofferenze e difficoltà, c'è qualche altro aspetto particolarmente interessante che tu vorresti evidenziare? 

R. - C'è fondamentalmente un motivo che mi ha spinto, dopo molte perplessità a preparare queste pagine e a farle pubblicare. Credo sia utile comunicare questa mia esperienza alla comunità cristiana, come un messaggio diretto a soprattutto due categorie di persone: 

  a un numero sempre crescente di uomini che, soffrendo di cose inspiegabili, cercano affannosamente di venirne a capo e quindi hanno bisogno di precise indicazioni; 

 ai pastori della Chiesa e, anche indirettamente, ai credenti in generale. 


DOMANDA: Ti chiediamo di precisare meglio i due tipi di destinatari ai quali pensi di rivolgerti. C'è davvero tanta sofferenza nascosta e allo stesso tempo così pesante, provocata dalla reazione malefica di satana contro i figli di questa nostra società? A questo riguardo qual è la cosa che più ti impressiona? 

R. - La grande quantità di sofferenza umana che ho incontrato attraverso il mio ministero ha segnato profondamente la mia vita e mi ha portato gradualmente a una profonda maturazione. 

Le lacrime, un'infinità di lacrime incontenibili ho raccolto e insieme tanta disperazione, tante disfatte senza speranza, tanti desideri di suicidio. Il tutto provocato da fatti inspiegabili che, con spaventosa progressione distruggono la vita, la famiglia, la salute, gli affetti più cari, il lavoro; spezzano gli studi e la carriera; generano paure e insicurezze. Tutto ciò all'improvviso, senza spiegazioni, quando tutto sembrava andar tanto bene. 

Due fattori spesso aggravano questa tragedia: 

 una lunga via crucis inutile e spesso molto costosa presso cartomanti, maghi, fattucchieri, parapsicologi, in un'affannosa ricerca che in pratica porta soltanto a un continuo peggioramento; 

 la derisione o l'allontanamento vissuto da molte persone praticanti che, in questi casi, si rivolgono ai parroci o ai preti amici: «Ma non credere a queste cretinate, va' da uno psichiatra». 

È a questa massa di sofferenti che è rivolto il mio lavoro. 

Ho condensato in queste conversazioni il succo di infinite esperienze e lotte che ho sostenuto per salvare tanti fratelli: credo, in questo modo, di poter dare tante indicazioni ma soprattutto una grande certezza: si può uscire con sicurezza da queste situazioni, basta trovare prima, e seguire poi, la sola via giusta che porta alla liberazione. 

Vi parlo confidenzialmente: ho nella mia camera un grande crocifisso (alto circa un metro) che è una riproduzione del crocifisso che nella chiesa di san Damiano parlò a san Francesco. Molte volte, rientrando a ora tarda in camera, dopo aver ascoltato per tanto tempo un'infinità di drammi, mi sono posto in preghiera dinanzi a questa immagine e col cuore spezzato ho chiesto a Gesù: «Perché Signore, mi fai incontrare tante sofferenze, visto che da solo sono impotente a lenirle tutte? Sarà questa esposizione, a dare una risposta alle mie preghiere, coinvolgendo altri verso la comprensione di queste situazioni?». 


DOMANDA: Hai già accennato che i pastori della Chiesa non sono affatto sensibili a questi problemi. Cosa puoi dire ai tuoi colleghi? Perché questa posizione così distaccata della Chiesa? 

R. - Partiamo dalla posizione distaccata della Chiesa. 

Oggi sembra che l'atteggiamento della Chiesa di fronte all'opera di satana nel mondo sia quello del pudore: si vergogna di ammettere questa realtà. 

Dagli anni Cinquanta in poi la religiosità tradizionale in Italia ha subìto un pauroso crollo, con infinite emorragie da ogni parte: nel clero, nel costume, nella pratica religiosa, nella forza delle strutture. C'è uno sforzo generoso, specialmente da parte dell'episcopato, di recuperare le perdite cercando di migliorare l'immagine della Chiesa con una presentazione più moderna e aggiornata: si direbbe che si sta facendo un abitino nuovo per presentarsi alla società d'oggi. 

Ora immaginiamo una bambina che il mattino della prima comunione ha indossato in casa il suo bel vestitino bianco, e, dopo essersi lungamente guardata allo specchio, esce di casa per andare in chiesa. Ma per strada si imbatte in uno scostumato ragazzino che le scaraventa sul vestitino un calamaio di inchiostro nero. 

Così è per la Chiesa: dover ammettere che satana opera ancora oggi nella comunità dei credenti, come ha detto ripetutamente anche l'attuale Pontefice, dover ammettere che bisogna nominare qualche esorcista, è come buttare una macchia nera da medioevo retrivo sul vestito preparato con tanto impegno. 

Ma i fatti strani aumentano e la richiesta di esorcisti è pressante. E allora? 

Sono sempre più numerosi i Vescovi che accettano di nominare degli esorcisti, ma lo fanno con precise condizioni, che espongo con delicata ironia: 

 l'esorcista rimanga e operi discretamente nascosto dietro un sicuro paravento; 

 sia gratificato dalla diffidenza e, in qualche caso, dal disprezzo dei confratelli, cosicché non comprometta la categoria; 

 a chi, a lungo, con impegno, ha fatto l'esorcista, sia vietato, anche se capace, l'accesso a posti di un certo rilievo. Perché il metterlo in un posto importante, renderebbe più vistosa la macchia oscura sul vestito moderno. 

Questa amara realtà viene fortemente evidenziata da Renzo Allegri nel libro Cronista all'inferno. 

«É vero, per la Chiesa cattolica, satana, le possessioni diaboliche, gli esorcismi, sono realtà contemplate nei libri teologici. Anzi, a leggere i princìpi fondamentali su cui la Chiesa basa tutta la costruzione interpretativa della realtà universale, satana, l'angelo ribelle, è un personaggio di spicco e, nella vicenda, occupa un posto di primo piano fin dall'inizio. Ma poi, in pratica, viene ignorato. Gli esorcisti sono ministri d'avanguardia, spediti ufficialmente in prima linea, ma, a missione compiuta, finiscono col risultare degli eroi scomodi, come i reduci del Vietnam in America. 

In questo mio viaggio non ho incontrato nessun esorcista che abbia fatto carriera all'interno della gerarchia ecclesiastica, che abbia i suoi uffici in Vaticano, nei ministeri della Santa Sede. Ne ho incontrati diversi invece che, dopo una onorata e drammatica carriera, stanno morendo dimenticati in qualche ospedale o in qualche cronicario per sacerdoti anziani, pieni di malanni fisici. Ufficialmente sono personaggi inesistenti, della cui vita e attività le autorità ecclesiastiche che contano non sanno niente» (R. Allegri, Cronista all'inferno, cit., p. 287). 


DOMANDA: Ma in positivo e in termini pratici e concreti, basandoti sulla tua vasta esperienza, quali proposte faresti ai pastori della comunità ecclesiale italiana? 

R. - Io farei due proposte e una domanda. 

Prima proposta: 

Bisogna ricordarsi che ogni pastore dovrebbe essere una copia, sia pure molto imperfetta, dell'amore infinito di Dio, che abbraccia ogni uomo che soffre. Le sofferenze così drammatiche che sono il mio pane quotidiano, non vanno liquidate, scansando, deridendo, screditando. Bisogna prima di tutto accogliere, saper ascoltare, cercare di comprendere e, soprattutto, condividere. È necessario pregare con loro e per loro, prospettare le risorse infinite di grazia del mistero di Cristo; se lo richiedono, visitarli a casa, dando anche la benedizione. 

Ho detto che in questo campo «ad ogni azione corrisponde una reazione». Ho avuto diversi casi in cui i sacerdoti mi hanno accompagnato dalle persone e hanno iniziato la collaborazione per aiutarli. Poi si sono gradualmente ritirati perché hanno avvertito cose strane nella loro vita. 

La migliore medicina, con cui certi sacerdoti possono guarire da atteggiamenti di superiorità e di superficialità, è quella di partecipare ed entrare dentro certe situazioni. Potranno sperimentare sulla loro pelle che non sono sciocchezze. 

Poi una domanda: 

La Chiesa italiana con uno storico documento dell'Episcopato, dal titolo La Chiesa italiana e le prospettive del paese, pubblicato il 23 ottobre 1981, ha fatto la scelta di mettersi al fianco dei poveri e degli emarginati. È stato certamente lo Spirito del Signore che l'ha spinta su questa strada, a giudicare dalla immensa fioritura di iniziative a favore di ogni tipo di emarginazione che sono sorte dopo tale scelta. Si è dato anche il caso del cardinal. Martini che in un carcere femminile di Milano, ha personalmente battezzato un bambino, concepito dalla madre reclusa dentro la gabbia di un tribunale, durante un'udienza. Tutto molto bello. 

Ma si può sapere perché queste centinaia di migliaia di persone, colpite spesso senza alcuna loro colpa dal dilagare delle forme di occultismo, vengono scostate, derise e abbandonate a loro stesse e lasciate in balìa di un esercito di speculatori, da quella Chiesa che è depositaria per gli uomini di quel «sangue e fuoco di Cristo», come diceva santa Caterina, che potrebbe sanare le loro ferite? 

Per ogni forma di emarginazione, comprese le più immorali e le più repulsive, sì, si fa a gara nel prendere iniziative. Per questi disgraziati niente, assolutamente niente. Perché? 

Infine una seconda proposta: 

Essa forse è il punto qualificante di tutta questa impresa. Il contenuto si comprenderà meglio andando avanti. Ora lo anticipo in una breve sintesi. 

Il Signore, attraverso un cammino, non programmato da me, anzi da me inizialmente non accettato, mi ha portato a capire che qualcosa deve cambiare nella terapia di tali sofferenze. Non deve essere più il solo esorcista, un sacerdote isolato, che nel suo ufficio opera segreti e incomprensibili alchimie, a liberare i colpiti da satana. Deve essere la comunità ecclesiale, insieme con il sacerdote incaricato, a riportare alla vita piena e alla gioia perfetta gli oppressi da satana, attraverso un lento cammino di fede, alimentato da tanto amore fraterno e da tanta comprensione. 

La cura degli ossessi e dei maleficiati deve diventare una prassi pastorale. 

Da quando il Rinnovamento nello Spirito è arrivato anche in Italia sono assistente spirituale di uno di questi gruppi. Lentamente, con molta gradualità, data anche la grande apertura che questo movimento ha da sempre verso gli oppressi dalle forze del male, la Provvidenza ha guidato questo gruppo a fare da sostegno al ministero che mi è stato affidato. Quando il numero dei sofferenti che venivano da me cresceva, cresceva anche il gruppo in numero e qualificazione. Ora siamo in tanti ad accogliere tanti, come spiegherò in seguito. 

Tutto è aperto, non c'è più niente di strano o misterioso. Le riserve le fa solo chi è in malafede. 

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci 

“Signore, insegnaci a pregare!”



PREGHIERE  DI  LUISA  CHE  SI  TROVANO  NEI  SUOI  SCRITTI

...Io non so come, mi sono trovata nell'immensità del Volere Divino, in braccio a Gesù, e Lui  come sottovoce diceva, ed io ripetevo appresso... Dirò qualche idea di ciò che diceva, perché  dire tutto mi riesce impossibile. Ricordo che nel Volere di Gesù vedevo tutti i suoi pensieri, tutto il bene che ci aveva fatto con la sua intelligenza e come dalla sua Mente ricevevano Vita tutte  le intelligenze umane.  Ma, o Dio, che abuso ne facevano, quante offese!   
Ed io dicevo: “Gesù, moltiplico i miei pensieri nel tuo Volere, per dare ad ogni tuo pensiero il  bacio di un Pensiero Divino, un’adorazione, una riconoscenza di Te, una riparazione, un amore di  Pensiero Divino, come se un altro Gesù lo facesse; e questo a nome di tutti e (per) tutti i pensieri  umani, passati, presenti e futuri, e intendo supplire le stesse intelligenze delle anime perdute.  Voglio che la gloria (da parte di tutte le creature) sia completa e che nessuna manchi all’appello,  e ciò che non fanno loro (lo) faccio io nel tuo Volere, per darti gloria divina e completa”. 
Poi Gesù, guardandomi, aspettava, come se volesse una riparazione ai suoi occhi; ed io ho  detto:  “Gesù, mi moltiplico nei tuoi sguardi per quante volte hai guardato la creatura con  amore; (mi moltiplico) nelle tue lacrime, per piangere anch'io per tutte le colpe delle creature, per  poterti dare, a nome di tutti, sguardi d’amore divino e lacrime divine, per darti gloria e  riparazione completa per tutti gli sguardi di tutte le creature”. 
Poi Gesù ha voluto che a tutto, alla bocca, al Cuore, ai desideri, ecc. seguissi (a dare) la  riparazione, moltiplicando tutto nel suo Volere, che a dire tutto mi renderei troppo lunga;   perciò passo avanti... (Vol. 12°, 07.04.1919). 

a cura di D. Pablo Martín