domenica 29 novembre 2020

Contro di lui ruggiscono leoni con ruggiti minacciosi. Hanno ridotto la sua terra a deserto, le sue città sono state bruciate e nessuno vi abita.

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA 

Ora la terra di Israele è divenuta terra da distruggere, ridurre ad un deserto, terra da bruciare, terra nella quale nessuno più vi abita.

Contro di lui ruggiscono leoni con ruggiti minacciosi. Sono i ruggiti degli invasori che vengono per compiere la devastazione, la distruzione, la desolazione.

Costoro sono venuti e hanno ridotto la sua terra a deserto, le sue città sono state bruciate e nessuno vi abita. La profezia vede la sentenza già compiuta.

Il Signore sta intentando un processo contro il suo popolo. Giuda e Gerusalemme ancora non sono cadute. La Parola le vede già cadute.

16Persino le genti di Menfi e di Tafni ti hanno umiliata radendoti il capo.

Menfi e Tafni sono due città dell’Egitto. Sono due città senza alcuna potenza invincibile. Eppure anche esse hanno umiliato Gerusalemme, radendole il capo.

Persino le genti di Menfi e di Tafni ti hanno umiliata radendoti il capo. Radere il capo è atto di grande umiliazione. È una vergogna invivibile.

Per una donna, per un uomo, non vi era umiliazione più grande. Eppure tutto questo è accaduto a Gerusalemme: è stata umiliata da gente senza potenza.

17Non ti accade forse tutto questo perché hai abbandonato il Signore, tuo Dio, al tempo in cui era tua guida nel cammino?

Il Signore vuole che Giuda sappia perché tutto questo è potuto accadere. Le cause della catastrofe vanno sempre ricercate, sempre evidenziate.

Non ti accade forse tutto questo perché hai abbandonato il Signore, tuo Dio, al tempo in cui era tua guida nel cammino?

Chi è Israele senza Dio? È una balena spiaggiata. Anche una formica la può divorare. Dio è per Israele oceano immenso, dove esso diviene inafferrabile.

Israele ha abbandonato il Signore, si è distaccato da Lui, è uscito fuori della sua acqua, si è semplicemente spiaggiato. È senza alcuna forza.

Ora è divenuto conquistabile da qualsiasi grande potenza, piccola potenza, anche gente senza alcuna forza lo possono distruggere, annientare.

18E ora, perché corri verso l’Egitto a bere l’acqua del Nilo? Perché corri verso l’Assiria a bere l’acqua dell’Eufrate?

Il giudizio ancora non è finito. Quando si è lontani dal Signore, quando Dio, il vero Dio, viene abbandonato, si cade nella stoltezza più stolta.

E ora, perché corri verso l’Egitto a bere l’acqua del Nilo? Perché corri verso l’Assiria a bere l’acqua dell’Eufrate? Cosa vuole dire il Signore al suo popolo?

Anziché pentirsi, ritornare al suo Signore, convertirsi, vivere secondo lo statuto del Sinai, il suo popolo cerca alleanze con i popoli potenti della terra.

Pensa, anzi crede, di potersi salvare, di evitare la catastrofe. Esso non sa, non vuole sapere che la sua salvezza è solo il Signore, il suo Dio.

Non vi sono alleanze di vita e di salvezza per il suo popolo che abbandona il Signore, perché la salvezza di Israele è solo il suo Dio e Signore.

Il cercare l’acqua del Nilo e l’acqua dell’Eufrate dopo aver abbandonato l’acqua viva del Signore, anche questa via è costruire cisterne senz’acqua.

Si corre verso l’Egitto e verso l’Assiria, si beve l’acqua del Nilo e dell’Eufrate, ma è un’acqua avvelenata, un’acqua di morte, un’acqua senza vita.

Vita di Israele, vita di Giuda, vita di Gerusalemme è solo il Signore. Ogni altra acqua è infetta per lui. Può anche berla, ma con gravissimo danno.

Questa verità è eterna non solo per Israele, ma per ogni altro uomo. Dio è la vita dell’uomo e solo in Lui. Altre acque di vita non esistono. 

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI


IN CAMMINO CON GESÙ PER CUSTODIRE LA GRAZIA CHE CI È STATA DONATA!

 


Siamo in Avvento, il tempo della speranza in cui il Verbo viene ad abitare in mezzo a noi. È uno squarcio di tempo che il Signore dona per la nostra conversione. Stiamo vivendo una situazione di paura, di incertezza… ma tutti siamo chiamati a guardare all’Avvento come ad un tempo di preparazione per accogliere e rendere lode al grande mistero dell’Incarnazione di Gesù! Sentiamoci chiamati a coltivare la preghiera, a rimetterci in stato di Grazia con una buona Confessione per essere condotti là, seguendo la strada dei Sacramenti e dell’amore vicendevole, dove Lui ci attende!

Nell’Avvento la parola d’ordine è “Vegliare” per uscire da quelle distrazioni di cui sono intessute le nostre giornate. Spesso perdiamo di vista l’essenziale e trascuriamo di predisporre la nostra anima ad ospitare degnamente il Redentore!

Signore che tutto puoi, riempici di attenzione unicamente per le 
cose belle ed essenziali che conducono a Te! Riempi le nostre 
lampade con l’olio dell’amore e riaccendi in noi la speranza, 
la carità, la fede… Se oggi non sappiamo più attendere e sperare 
è perché la distrazione ci coglie! Soffriamo una crisi profonda di 
sano desiderio e siamo così continuamente richiamati da mille surrogati, che rischiamo di dimenticare le promesse che Tu, 
Salvatore del mondo, firmasti con il Tuo Sangue!

L'Avvento c'impegna a prendere tra le mani la storia, a metterci in prima linea attraverso la preghiera, l’offerta orante e poter affermare: - con l’aiuto del Signore, comincio io anche se altri non lo fanno! - Riscopriamo insieme la bellezza e l’utilità del vivere offrendo, pregando, amando, celebrando in liturgia d’amore ogni gesto, ogni mansione, ogni impegno della nostra giornata! È una lunga notte quella che stiamo attraversando, ma alla luce della fede si potrà capire che non bisogna temere di prendere iniziative e di caricarci di responsabilità per tutto quello che succede intorno a noi!

Signore, il nostro lungo viaggio sembra che si sia interrotto, ma non 
è così perché Tu conduci la storia e noi sappiamo che tutto è dono, ma urge farlo diventare offerta: Signore, aiutaci a non sciupare le occasioni che ci permettono di credere pienamente e ci inducono a puntare sul Tuo Amore, perché ogni dolore unito al Tuo può diventare una perla che ci aiuterà a risorgere ad una vita più umana e cristiana.

Cerchiamo di prepararci con gioiosa trepidazione, nonostante tutto, alla nascita di Gesù, all’Incarnazione del Verbo, che ancora per molti è un evento sconosciuto! Il Signore era in mezzo a noi e anche adesso lo è, è con noi, viene ogni giorno sugli Altari del mondo e chiama quanti trova vigilanti e perseveranti nel bene! Viene il Figlio di Dio… interpella e invita… e lo fa attraverso i Sacramenti, dove la Sua presenza diventa operante nella nostra vita, ma è presente anche e in particolare nella celebrazione domenicale della Sua Pasqua, a cui tutti siamo insistentemente invitati! Là il Verbo eterno del Padre si fa Pane e si dona a noi con la Sua Parola e con l’Eucarestia!

Gesù, Cibo delle anime, vieni, portaci a vegliare, a sentire il Tuo 
invito di Padre che porta a domandarci: che cosa stiamo cercando? 
Di che cosa abbiamo maggiormente bisogno per essere autentiche anime che Ti appartengono? O Sposo delle anime nostre, rendici capaci di percorrere, in preghiera e in ascolto, il sentiero che vogliamo chiamare “Il Tuo Avvento fra noi!”. Vieni, Signore, a custodire il nostro desiderio perché diventi fedeltà e amore a quella Grazia che ci hai donato e ci ha tracciato il cammino della santità!

Nell’Avvento troviamo un forte richiamo a migliorarci nella Parola, dove il Signore ci parla e ci richiama… e mai come in questo momento, la Parola è vita e sprona a dare sempre meglio e di più!

Egli si rivolge continuamente alla Sua Chiesa e nel dramma del momento presente risuonano nella nostra interiorità le parole di Osea: “La sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Os 2,16). Sì, Signore e mi sembra proprio che lo stai facendo… E ancora capto dalla Tua Parola: “Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti raccoglierò con immenso amore. In un impeto di collera ti ho nascosto il mio volto; ma con affetto perenne ho avuto pietà di te”(cfr Is 54, 7-9).

O Padre e Signore della vita che hai dato origine a tutto l’universo, vieni in mezzo a noi; Spirito d’Amore, abita il cuore degli uomini perché i Tuoi figli in pianto gemono, cercano Te, cercano il Tuo 
aiuto, o Padre Buono, che sempre liberi e perdoni. Vieni, o 
Immutabile Dio e spezza le forze del male; dona al mondo intero 
la mitezza e la giustizia che il Tuo Divin Figlio ci ha rivelato!

Viviamo il tempo di Avvento a contemplare il Signore nella ricerca di piacere a Lui, Maestro delle nostre vite! È gioia che incoraggia a camminare fiduciosi accanto alla Vergine dell’attesa, modello e sostegno per le anime nostre; con lei, vera discepola fedele del Redentore, andremo sicuri perchè non mancherà di aiutarci per vivere con vigilanza operosa e farci affrontare con maggiore speranza il buio che ci circonda!

Siamo spaventati e preoccupati per il virus che non demorde, ma che cosa facciamo perché la nostra preghiera diventi lo stesso grido verso il Signore, che fecero gli Apostoli mentre affondava la loro barca? Sappiamo bene che la preghiera non dev’essere una pretesa, ma un grido intriso di fiducia e di amore che implori il Signore perché ci aiuti a superare questa pesante prova!

O Gesù che venisti a salvarci, ascolta la preghiera di chi si rivolge 
a Te: o Agnello senza colpa, Vittorioso Giusto, liberaci da questo morbo! O Santo di Dio, o Luce del Padre, o Altissimo Signore che domini il mondo, vieni e fa’ che il Tuo Regno si realizzi e si 
stabilisca su tutta la terra… Ci sentiamo avvolti dalle tenebre, 
ma con Te e in Te possiamo diventare luce del mondo: fa’ che con 
viva fede ci adoperiamo con il ritmo del cuore per chiedere 
all’unisono pietà al Padre per tutti e in nome di tutti:

Mio Dio, Ti amo!

Abbi pietà di noi e del mondo intero!

Carissime Anime che amate il Signore, è vero che l’epidemia ci sta assediando, ma il Signore è con noi… Vuole che andiamo avanti con speranza perché Lui è l’Amore che ci ama! Egli guarda a noi con somma benevolenza e ben sappiamo che il Cielo è aperto su tutti… quel Cielo che ci appartiene perché siamo i figli nel Figlio, gli eredi di Dio, i coeredi di nostro Signore Gesù Cristo! Sì, il Padre, il Creatore di tutto, è innamorato della nostra umanità: è una verità vertiginosa, ma ci appartiene, è nostra e la Bibbia ce ne parla continuamente («Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» Ap 3,20).

Viviamo giorni di trepidazione perché non ci sono ricette per risolvere ogni problema, ma occorre convincerci che possiamo fare tanto, anche con gesti piccoli, comuni, semplici e tuttavia capaci di seminare nei cuori della gente quell’amore e vicinanza che fa stare bene il cuore dell’uomo! Perciò a tutti noi, Anime Riparatrici, vorrei dire: cerchiamo di arricchire il tempo dell’Avvento coltivando in noi il senso della gratitudine, che sa riconoscere il bene nascosto nel cuore altrui! Belli e diversi sarebbero i nostri giorni se arricchiti da un grazie sincero e spontaneo, oggi a maggior ragione, per chi compie un servizio a favore di tutti! Pensiamo al personale sanitario, alle forze dell’ordine, a chi è impegnato nella vigilanza, nelle scuole e in pubblici servizi…

Saper manifestare con simpatia la nostra stima e fraterna riconoscenza è l’opportunità per trasmettere quel calore umano che la gratitudine sa esprimere! È per me qualcosa che va sì a gratificare chi lo riceve, ma dà gioia anche a noi, fa stare bene, anzi direi che tali gesti riescono a metterci più vicini al Signore che è bontà infinita!

Quindi con il cuore, Suor Lina vi dice: esercitiamoci a prestare attenzione a chi si spende per dovere; è sempre splendido saper esprimere la propria ammirazione e perché no? Anche con una preghiera per loro!

Chiediamo la salute per ogni figlio di Dio, preghiamo con fede, con perseveranza anche quando sembra che il Signore non ci ascolti… Bussiamo e ribussiamo al Suo cuore di Padre perché, anche se si fa attendere, non delude mai!

Ridestaci Signore e fa’ di noi le sentinelle che sanno annunciare 
la Tua lieta e sempre giovane notizia ad un mondo lontano e privo 
di Te! Metti nei nostri cuori il canto della fede e dell’amore perché possiamo trasmetterlo intorno a noi. Rendici annunciatori di 
speranza per donare un sussulto di gioia a chi ne ha bisogno. 
Insegnaci ad essere attenti e assidui nel pregare per chi spesso è dimenticato: le famiglie dove manca il vino dell’amore; i giovani perché abbiano spirito fraterno; i bambini perché ci sia chi sappia parlar loro di Te! Sorprendici Signore e rendici come lampade che sanno segnalare
i sani percorsi, preludio di amore eterno per tutti noi!

Siamo le Anime Riparatrici e dobbiamo essere araldi nella speranza, forti nella tribolazione e fermamente credere nel nuovo mondo che verrà!

Auguro pienamente e con il cuore a ciascuno di noi di vivere questo tempo di Avvento nella ricerca della strada luminosa di Dio, da percorrere in pienezza di fede e di amore per il Signore e per tutti i Suoi figli!

Suor Lina Iannuzzi delle Suore Marcelline


Presto sarete presi dall’avvertimento, quindi preparatevi perché arriverà inaspettatamente.

 


Trevignano Romano, 28 novembre 2020


Cari figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Com'è bello vedere i miei figli inginocchiati, ormai di rado vedo i cuori delle persone trasportate dall'amore per Me e per mio Figlio Gesù. Cari figli miei, vedo già le divisioni che verranno a crearsi nella fedeltà per Dio. Figli miei, Io sono qui per portare amore e coraggio e proteggervi ogni momento. In questo tempo coloro che saranno fedeli vedranno raddoppiate le grazie affinché possano capire la Misericordia di Dio quanto è grande. Figli miei, presto sarete presi dall’avvertimento, quindi preparatevi perché arriverà inaspettatamente. Cari bambini miei, ricordate che la Verità è la parola di Dio e non potrà essere mistificata, ed ecco che l'uomo si è permesso di fare ciò che non è gradito a Dio. Figli, ricordate le parole di Gesù: “o con me o contro di me” Siate con Lui e avrete la gioia e la serenità anche quando attorno a voi scenderanno le tenebre. Ora vi do la mia benedizione Materna, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen

IL PIANO DEL GOVERNO MONDIALE





“Chiesa viva”  NUMERO UNICO  ***   Gennaio  2014
 

BREVE RELAZIONE - SUL RITROVAMENTO DELLE SAGRE SPOGLIE DEL SERAFICO PATRIARCA S. FRANCESCO DI ASSISI










ESTRATTA DALLE SCRITTURE E DAI PROCESSI ISTITUITI NELLA CAUSA DELLA IDENTITA .

ORA FELICEMENTE TERMINATA IN ROMA
DAL P. M. ANGELO BIGONI M. C

 

PREGHIERA A DIO PADRE PER LA SALVEZZA DELLE ANIME - PROMESSA DI IMMUNITÀ IMMEDIATA

 


Mio Figlio avvolgerà l'intera Umanità adesso e quando l'illuminazione delle Coscienze sarà passata, le vostre preghiere saranno veramente necessarie in questa fase. Le vostre preghiere, figlioli, aiuteranno a salvare quelle persone, che continueranno con aria di sfida a rifiutare la misericordia che Mio Figlio mostrerà loro.

  La mia solenne promessa, figlioli, è che a tutti coloro che Mi invocano a nome del mio diletto Figlio Gesù Cristo, per salvare i loro fratelli e sorelle, sarà garantita l'immunità immediata. A ciascuno di voi saranno concesse grazie speciali, promettendo un mese di preghiera per le loro anime.

 

Ecco cosa ti chiedo di dire:

 “O Padre Celeste, per l'amore del Tuo diletto Figlio Gesù Cristo, la cui passione sulla croce ci ha salvati dal peccato, per favore salva tutti coloro che ancora rifiutano la Sua mano misericordiosa. Inonda le loro anime, caro Padre, con la Tua veste d'amore. Ti prego Gesù che con il tuo Padre celeste, ascolta le mie preghiere e salvi queste anime dalla dannazione eterna. Attraverso la Tua Misericordia, consenti loro di essere i primi ad entrare nella Nuova Era di Pace sulla Terra. Amen."


Il tuo Padre celeste, Dio Altissimo

 

La nostra nota:

   Questa preghiera dovrebbe essere recitata per un mese intero, quando puoi. Se è possibile incorporarlo nelle vostre preghiere ogni giorno, ancora meglio. L'immunità viene raggiunta alla fine del mese.

Dove va a finire questa frase?

Ai tempi del Grande Avvertimento . Ci saranno fratelli, che nonostante tutto; rifiuteranno la Misericordia che Gesù offrirà loro. Il nostro amato Padre ci chiede di pregare questa preghiera, per salvare quei nostri fratelli dalle grinfie di Satana. Ha fatto una promessa di immunità e la manterrà. Se il Padre ci chiede aiuto, obbediamo. Ogni bambino deve acconsentire ai suoi genitori.

SENTIRETE A BREVE IL SUONO DELLA TROMBA CHE CHIAMERÀ AL RADUNO I MIEI FIGLI.

 


La Voce di Dio è nel mondo ma il mondo non l’ascolta!

Questa Umanità vive nel peccato, si indebolisce sempre di più. Il mio richiamo è di salvezza, con amore richiamo l’uomo alla conversione, ad abbandonare le cose di questo mondo corrotto e ritrovare la via che porta al Padre, al Dio Creatore.

In questo tempo sono più che mai vicino a voi, o figli, vedo la vostra debolezza, non vi lascerò nelle mani del nemico infernale, entrerò in ogni cuore e Mi farò conoscere quale Unico e Vero Dio! Moltiplicherò le mie grazie, strapperò i miei figli dalle mani di Satana.

Porgete l’orecchio o uomini, ascoltate la mia Voce, convertitevi! Preferite la Vita alla Morte. Non fatevi coinvolgere dal Maligno, svegliatevi! Il Demonio vi induce al peccato per potervi incatenare a sé. Ravvedetevi, apriteMi il vostro cuore, permettetemi di entrare a donargli la luce, non persistete in questa vita di male, tornate in fretta all’Amore, concedetevi la grazia della vita, nella felicità eterna.

Gesù, anche oggi torna a voi, o uomini, viene a voi nel suo infinto Amore, viene a urlarvi ravvedimento: siete ormai giunti alla fine della corsa, siete all’ultima stazione, il treno che ora passerà sarà veloce: …potranno prenderlo solo coloro che avranno ridotto il carico dei loro peccati, perciò in verità vi dico di porre attenzione, di alleggerire in fretta il peso perché non vi sia di ostacolo. Non vi penalizzi sulla Terra, dove vi troverete a subire la grande tribolazione. Dio interviene ora a prendere i suoi per metterli in un luogo al sicuro, desiderate essere tra questi.

Sul vostro Pianeta ora si agiteranno i mari,
i vulcani sputeranno il loro fuoco, la Terra sarà scossa come una tovaglia affinché nessuna briciola di male rimanga in essa.

Sono deluso dalla condotta di questa Umanità infedele e perversa che cerca solo lussuria e potere. É giunta l’ora di scegliere da quale parte stare, o uomini: o con Gesù o con Satana, … a voi la scelta.

Maledette vipere, vi colgano i venti impetuosi e vi stramazzino a terra! …voi, che Mi risucchiate i figli attraverso le vostre false luci, morirete tutti, sarete scaraventati all’Inferno dove pianto e stridore di denti avrete.

Ho amato gli uomini fino a morire sulla croce, ma loro restano insensibili, indifferenti al mio grido di salvezza, l’anima di molti è corrotta, ormai irrecuperabile, ma devo intervenire per la salvezza dei miei figli: … chi vuol capire capisca. 

É l’inizio dei tormenti per gli uomini maledetti da Satana, per tutti coloro che hanno scelto di seguire lui rinnegando Me il Dio Amore.

Sentirete a breve il suono della tromba che chiamerà al raduno i miei figli.
Eccomi a voi, figli miei, il vostro Dio viene a salvarvi.

Miserum est!

Carbonia 28.11.2020

Quanto è potente Maria nel difendere chi la invoca nelle tentazioni del demonio

 

FATTI  STORICI  STRAORDINARI, 

-REALMENTE ACCADUTI RACCOLTI IN :

 "Le glorie di Maria"

di Sant' Alfonso Maria de Liguori

-santo napoletano del 1700

Nella città di Reichersperg, in Baviera, viveva il canonico regolare Arnoldo, molto devoto alla santa  Vergine. In punto di morte, ricevette i sacramenti e, dopo aver chiamato i suoi confratelli, li pregò  di non abbandonarlo in quel momento supremo. Ed ecco che alla loro presenza cominciò a  tremare, a stravolgere gli occhi e, tutto coperto di sudore freddo, disse con voce agitata: « Non  vedete quei demoni che mi vogliono trascinare all'inferno? ». Poi gridò: « Fratelli miei, invocate per  me l'aiuto di Maria; confido in lei che mi darà la vittoria ». I religiosi si misero a recitare le litanie  della Madonna e mentre dicevano: « Sancta Maria, ora pro eo », il moribondo riprese: « Ripetete,  ripetete il nome di Maria, perché sono già al tribunale di Dio ». Dopo un momento di silenzio  soggiunse: « E’ vero che l'ho commesso, ma ne ho fatto penitenza ». E rivolgendosi alla Vergine,  disse: « Maria, se tu mi aiuti, io sarò liberato ». I demoni tornarono all'assalto, ma egli si difendeva  facendosi il segno della croce e invocando Maria. Così passò tutta quella notte. Giunto il mattino,  Arnoldo, tutto rasserenato, esclamò con gioia: « Maria, mia regina e mio rifugio, mi ha ottenuto il  perdono e la salvezza ». Poi, guardando la Vergine che lo invitava a seguirla, disse: « Vengo,  Signora, vengo ». Fece uno sforzo per alzarsi, ma, non potendo seguirla col corpo, spirò dolcemente e, come speriamo, la seguì con l'anima nel regno della gloria beata. 

Cristianofobia. Un altro anno di ordinario odio anticristiano nella civile Europa

 Milano, appiccato incendio in Chiesa a Villa Cortese: un uomo è entrato nella chiesa di San Vittore, in via Patrioti, e, mentre erano in corso alcune cerimonie di battesimo, ha dato fuoco ad un confessionale per poi fuggire.

595 i crimini contro la Chiesa documentati dall’Osce nel 2019:
agguati a sacerdoti, luoghi di culto in fiamme, profanazioni.

Per l’Italia, va subito detto che i casi di cristianofobia sono di gran lunga più numerosi (71) di quelli riguardanti gli omosessuali.
A ciò si aggiunga che, mentre i Testimoni di Geova segnalano puntualmente ogni violenza, la Chiesa Cattolica sembra distratta: eppure non mancano quotidiane violenze anche in Emilia-Romagna.
E non ci riferiamo solo ai c.d. “preti degli ultimi” (gli unici di cui si ha notizia), ma al parroco sotto casa, costretto a mettere impianti di sicurezza e telecamere ovunque.


Per non parlare delle migliaia di discriminazioni subite dal laicato, dal posto di lavoro alla vita sociale.


OLTRE MILLE ATTACCHI ANTICRISTIANI IN FRANCIA

Già a marzo 2019 l’osservatorio della cristianofobia aveva lanciato l’allarme: in soli due mesi 22 tra luoghi di culto, chiese e cappelle, erano stati brutalmente vandalizzati, 11 profanati, 21 erano stati saccheggiati, a tre chiese era stato appiccato il fuoco (diventeranno 21 a fine anno: navate, confessionali e altari dati alle fiamme). E poi una scuola cristiana devastata, tre i cimiteri assaltati, statue della Vergine Maria e repliche della Madonna di Lourdes dissacrate o decapitate, specie nel sud-ovest del paese. Una situazione grave e inedita che aveva trovato riscontro nei ben più allarmanti dossier dello stesso ministero dell’interno francese che nel 2019 registrava 1.052 “atti anti-cristiani” a fronte di 687 atti antisemiti e 154 anti-islamici, in 996 casi “atti vandalici contro i luoghi sacri”, in 56 casi “minacce”.

DALLE PROFANAZIONI AGLI ATTENTATI ISLAMISTI

Lo scioccante incendio di Notre Dame aveva destato l’attenzione sui danni subiti regolarmente in tutto il paese da chiese ed edifici cristiani e profanazioni particolarmente inquietanti, come quella subita dalla chiesa Notre-Dame des Enfants (Nostra Signora dei Bambini), a Nimes, vicino al confine con la Spagna: qui un branco di sconosciuti aveva imbrattato il luogo sacro dipingendo una croce con escrementi umani, saccheggiato l’altare, il tabernacolo, rubato le ostie gettandole in discarica. A Lavaur il braccio del crocifisso era stato attorcigliato fino a riprodurre un gesto osceno.

In media, il 2019 registrava quasi tre atti anticristiani al giorno, numeri che se allora Le Monde liquidava sprezzante «la cifra è alta, ma cosa copre? Possiamo davvero parlare di “profanazioni” – un termine molto grave – che implicano un attacco al carattere sacro di un luogo di culto? (…) si tratta principalmente di rapina e vandalismo», oggi, alla luce dei recenti attentati islamisti, suonano come tragici moniti inascoltati. E nel paese in cui «una nuova moschea apre ogni due settimane, mentre ogni anno scompaiono tra 40 e 50 chiese: demolite, vendute o radicalmente ricostruite», il governo è costretto a diramare lo stato di massima allerta in prossimità di chiese e cattedrali all’avvicinarsi di date “sensibili”, come Natale o Pasqua al pari di paesi dove la minaccia ai cristiani si traduce in atti di persecuzione, vedi Pakistan, Iraq, Indonesia, Sri Lanka.

FURTI DI OSTIE IN SPAGNA, ACCOLTELLATI PRETI IN POLONIA

Non va meglio in Spagna, 75 casi cristianofobia, regolari furti di ostie consacrate, tabernacoli divelti, insulti, minacce e aggressioni fisiche a preti mentre officiavano messa, chiese vandalizzate con escrementi. Un convento è stato imbrattato con la vernice e poi dato alle fiamme, così come una statua di Cristo e l’altare. Minacce di vedere andare in fumo cattedrali e chiese sono state ricevute anche dai partecipanti alla conferenza episcopale cattolica locale.

Dalla furia antireligiosa non si sono salvate nemmeno le statue di Giovanni Paolo II in Polonia, dove si sono registrati quattro drammatici «attacchi violenti contro persone»: un prete è stato accoltellato al petto mentre entrava in chiesa a dire messa, un altro, che aveva osato frapporsi tra la sua chiesa e un gruppo di profanatori, è stato selvaggiamente picchiato, altri due sacerdoti stati aggrediti e hanno riportato ferite tra luglio e agosto. Attacchi contro chiese e simboli cristiani hanno segnato il 2019 anche in Germania (81 episodi), Italia (70) e Regno Unito: otto chiese incendiate e lettere di minacce di attacchi con molotov e accoltellamenti sono state inviate ai membri delle congregazioni di diverse chiese.

fonte: www.tempi.it

Come parlare al nostro defunto?

 


Molte volte mi chiedono di pregare per un defunto, qualcuno amato profondamente, e la domanda che sorge spontanea è: come si chiamava? Che errore enorme! La domanda corretta è come si chiama? Certo, la nostra amata non è scomparsa, ma ha lasciato il tempo per entrare nella vita eterna, un destino da cui nessuno di noi può sfuggire.

Quando penso ai miei cari che ho perso, in particolare a mio padre, sento che mi ascolta più che mai. Senza i limiti del mondo, senza la difficoltà di muoversi dove si trova, o di potergli parlare in modo stretto. Mio padre non sta ascoltando più che mai tutti i miei pensieri, le mie preghiere, le mie insicurezze e anche le mie assicurazioni.

Non ci sono formule per parlare con i nostri cari defunti, perché ci ascoltano sempre. Sono in un luogo dove Dio permette loro di vedere oltre quei due buchi che sono gli occhi, attraverso quello che vedevano quando erano nel mondo. Oggi vedono nell'ampiezza della vita eterna, perché sono fuori dal tempo, fuori posto, sono nell'eternità. Dobbiamo sentirli lì, attenti a noi, vedendoci nella perfezione che Dio permette loro, con i sensi dell'anima e non più i sensi che usavano quando erano qui.

Ma succede anche a me che quando parlo e prego con mia madre che è ancora viva, e vedo in lei i limiti della vecchiaia e la vicinanza del suo passaggio all'eternità, non riesco a smettere di pensare a quanto saranno perfetti il ​​nostro dialogo e la nostra relazione. preghiera quando lei non è più qui con me. E penso anche a quanto sarà bello quel giorno in cui noi tre saremo insieme fuori dal tempo e dal luogo, mio ​​padre, mia madre ed io, uniti nella perfezione dell'Amore di Dio per noi.

La presenza sottile ma reale dei nostri cari defunti si fa sentire nel cuore, nell'anima. Non è follia, non è qualcosa che gli altri possono capire. È semplicemente un incontro segreto che teniamo nel profondo del nostro cuore e che non dobbiamo lasciare andare perché è la manifestazione della Comunione dei Santi, l'unità di cuore con coloro che hanno già attraversato questa vita.

Alcune persone diranno che questo è sbagliato, che è spiritismo. Enorme errore, questa è pura fede nella vita eterna, nel nostro destino di Regno. Lo spiritismo sta invocando le anime e questo è un peccato molto grave. Semplicemente sentiamo la loro presenza e parliamo loro dal cuore, aperti a Dio permettendo loro di piantare qualche sentimento, qualche segno nei nostri cuori, se quella è la sua Divina Volontà.

Altri diranno che è un errore che va contro la psicologia moderna, contro il bisogno di dolore. Il dolore è essenziale! Ma in nessun modo il lutto equivale a dimenticare qualcuno che ami, tanto meno a disconnettere il dialogo da anima ad anima, da cuore a cuore. Quel dialogo, se ben fatto, senza essere qualcosa di malato o alterare la normalità della nostra vita, è un atto di guarigione che ci permette di continuare a vivere nella speranza dell'incontro definitivo con la persona amata.

Il nome di una persona cara non passa mai, perché la nostra anima dura per tutta l'eternità, senza restrizioni. Mio padre non era Juan, è Juan. E quindi tutti noi dobbiamo capire che non smettiamo mai di essere chi siamo, tanto meno quando passiamo all'eternità. Quindi, il nome di una persona cara non era, è. Quella persona amata è oggi più presente che mai, più attenta che mai, aperta e sveglia in ogni momento alle nostre preghiere, perché le anime possono rispondere alle nostre preghiere intercedendo davanti a Dio per i nostri bisogni. Il nostro dialogo e le nostre suppliche raggiungono così direttamente il Cuore di Dio per intercessione dei santi e degli angeli, e di Maria in modo particolarmente efficace.

Mia Madre, Regina del Cielo e della Terra, oggi chiudo gli occhi e sento chiaramente la speranza di incontrare la mia amata, e lì i limiti del tempo e dello spazio svaniscono, così che posso unirmi in un abbraccio che è un assaggio di la promessa che ci attende, entrambi. Senza paura, senza disperazione, senza separarsi ulteriormente, nei secoli dei secoli.


Autore: www.reinadelcielo.org

sabato 28 novembre 2020

ALLA VIGILIA DELLA PROVA?

 


Alla vigilia della prova: occorre vegliare e pregare. Il problema è: la malattia dell’ego e finché non ce ne libereremo, non riusciremo a tagliare una sola delle mille teste dell’idra massonica e satanista che ci sta avvolgendo 


Alla vigilia della prova: occorre vegliare e pregare


di Francesco Lamendola



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Viviamo tempi terribili: stiamo raccogliendo quel che la cultura moderna ha seminato da quattro secoli a questa parte; e non è un bel raccolto. Siamo colpiti non solo nel lavoro, nel risparmio, nei diritti e nelle libertà fondamentali: siamo colpiti al cuore della nostra stessa umanità. La posta in gioco della lotta gigantesca che è stata ingaggiata tra le forze delle tenebre e le forze della luce è la nostra stessa sopravvivenza in quanto esseri umani, nonché la dimensione soprannaturale della nostra vita. Le due cose, del resto, sono intrecciate inseparabilmente, sono tutt’una: noi siamo uomini in quanto abbiamo una dimensione soprannaturale, che è la vita dell’anima; se perdiamo la condizione umana, perdiamo l’anima; e se perdiamo la nostra anima, scendiamo a un livello di esistenza sub-umano. Il che è precisamente l’obiettivo delle forze del male che stanno sferrando il loro assalto furibondo contro l’umanità, a partire dalla famiglia naturale e dalle basi cristiane della nostra società. Vogliono distruggere la famiglia naturale e la fede cristiana per poter relegare definitivamente l’umanità nel serraglio delle bestie addomesticate, da sfruttare e da utilizzare senza pietà, eliminandole quando non servono più ai loro padroni. Questo vogliono fare e questo stanno già facendo: ma noi eravamo troppo occupati in altre cose assai più importanti, come inseguire le brame disordinate dell’ego e rincorrere senza tregua i miraggi del diabolico consumismo, per potercene accorgere.


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L’obiettivo delle forze del male? stanno sferrando il loro assalto furibondo contro l’umanità, a partire dalla famiglia naturale e dalle basi cristiane della nostra società. Vogliono distruggere la famiglia naturale e la fede cristiana per poter relegare definitivamente l’umanità nel serraglio delle bestie addomesticate, da sfruttare e da utilizzare senza pietà!


E perfino adesso, perfino adesso che le cose dovrebbero essere finalmente chiare anche al più ingenuo, al più distratto, al più sprovveduto, perfino adesso che il pericolo è palese, tangibile e imminente, fra quelli che lo hanno compreso si assiste all’indecoroso spettacolo dei protagonismi, degli egotismi, delle rivalità meschine per mettersi in mostra e vantare diritti di primogenitura nei confronti dei piccoli gruppi che tentano faticosamente di organizzarsi per accennare una qualche resistenza alla realizzazione dei malvagi piani dello stato profondo e della chiesa profonda, due associazioni criminali, o meglio due costellazioni di associazioni criminali, che si sono affiancate al vero Stato e alla vera Chiesa e li stanno letteralmente fagocitando e sostituendo pezzo per mezzo, al fine d’imporre il giogo definitivo dell’asservimento e della schiavitù totale e definitiva tanto sui cittadini in ambito civile, quanto sui credenti nell’ambito delle cose spirituali. Il che attesta il fatto che la malattia che è stata la causa principale del nostro ottundimento morale e della nostra cecità intellettuale, per cui le cose sono arrivate fino a questo punto e fino a questo punto la realtà ci è sfuggita di mano, vogliamo dire la malattia dell’ego, non ci ha lasciati neppure nel momento in cui avremmo bisogno di raccogliere tutte le nostre forze per fronteggiare la drammatica situazione in cui versiamo. E finché non impareremo a liberarcene, non riusciremo a segnare un solo punto a nostro vantaggio; non riusciremo a tagliare una sola delle mille teste dell’idra massonica e satanista che sta avvolgendo tutti nelle sue spire, e sembra esser giunta alla stretta finale, sinché non avrà annientato l’ultima resistenza.


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Il nuovo "Padre Nostro" della neochiesa Bergogliana? con il:"Non abbandonarci alla tentazione"? Noi sappiamo meglio di Dio ciò che Egli può o non può fare: e siccome Egli non può indurci in tentazione, noi cambiamo le parole del Padre nostro, ma è falso! Dio può, anzi deve indurci in tentazione: come qualsiasi buon maestro, dopo averci insegnato la legge dell’amore, deve metterci alla prova per vedere, sul terreno dei fatti, se l’abbiamo davvero imparata. Chi non ha compreso questo, non ha compreso nulla del cristianesimo; e non ha mai letto la Bibbia nella maniera giusta!


È la malattia dell’ego che ci ha condotti in questa situazione. I nostri nonni non sarebbero arrivati a questo punto perché avevano dei principi ben saldi, e una coerenza di vita che oggi sarebbe oggetto d'incredulità e di scherno. Avevano quelli che oggi si dicono principi non negoziabili, e su ciò non erano disposti a transigere. Già prevediamo la solita obiezione: sì, ma oggi è diverso perché l’intera società, i mass-media, la scuola, perfino la chiesa (quella fasulla, s’intende) non insegnano più quei principi, disdegnano quei valori, anzi predicano e incoraggiano continuamente il relativismo e il nichilismo. Vero: ma perché? Perché tutti sono diventati venali; tutti sono corruttibili; tutti hanno un prezzo. Perché non c’è più il buon giornalismo? Perché tutti i giornalisti hanno un prezzo: non scrivono secondo verità e coscienza, ma secondo gli ordini che vengono loro impartiti dai padroni dei giornali. Perché non ci sono più la buona scuola, la buona sanità pubblica, la buona televisione, la buona editoria, e infine, ma non per ultimo, il buon clero, sui quali potevano contare i nostri nonni? Perché tutti si sono adattati alla volontà dei nuovi padroni, i signori della grande finanza, i quali direttamente o indirettamente sono riusciti a metter le mani su tutte queste istituzioni, e le hanno stravolte e piegate ai loro interessi, riducendole a miseri strumenti di propaganda e non più a ciò che erano in origine. I medici di famiglia di una volta si sarebbero vergognati di prescrivere le medicine per telefono, come sovente fanno ora, per non rischiare di contagiarsi visitando i pazienti; e i medici ospedalieri si sarebbero vergognati di firmare dei certificati di morte che affermano il falso, cioè che il tale o il talaltro sono morti di Covid-19, mentre è palese che sono morti di cancro, o diabete, o una normale polmonite. E perché ora avvengono queste cose? Perché ci sono dei finanziamenti a quelle strutture che segnalano di avere in carico dei pazienti affetti dal Covid-19: la cosa è di pubblico dominio, ne hanno parlato apertamente gli stessi responsabili, eppure stranamente a nessuno, cominciando dai giornalisti, per finire coi parlamentari, è venuto in mente di sollevare una questione morale, se sia lecito mescolare l’interesse finanziario con la verità medica, al punto da stravolgere i dati clinici e falsare il quadro dell’emergenza sanitaria. E tutto questo è reso possibile dal fatto che tanti, troppi, trovano che barattare la propria coscienza con un vantaggio personale, diretto o indiretto, è qualcosa di lecito e comunque di conveniente: un’occasione che sarebbe da stupidi rifiutare. La paura di subire persecuzioni professionali, di perdere il posto, e il conformismo intellettuale e morale, fanno il resto. E la stessa cosa avviene in tutti gli altri ambiti della società, nessuno escluso; nemmeno quelli in apparenza più lontani, come lo sport, la musica leggera, il turismo, le mostre d’arte. Ovunque avvengono le stesse dinamiche: un potere oscuro e pervasivo che pretende un certo tipo di comportamenti da parte di alcune categorie professionali, e un ego ipertrofico che non sa dire di no, perché vede l’opportunità di affermarsi e di soddisfare le proprie voglie e ambizioni. Chi non ha meriti ma in compenso non ha neppure senso morale, cede volentieri alle lusinghe e alle offerte; chi li ha cede a sua volta, perché teme che, rifiutando, sarebbe scavalcato da altri, meno meritevoli ma anche meno scrupolosi. E così, alla fine, per una ragione o per l’altra, quasi tutti si piegano, si adattano, scendono a compromessi; e i pochissimi che resistono vengono emarginati, estromessi e ridotti al silenzio.


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Alla vigilia della prova: occorre vegliare e pregare! Pregare, pregare molto è la strada che conduce a Dio, e pertanto alla pace interiore: dove si spegne il ribollire delle passioni, delle ambizioni, dei desideri e dei capricci dell’io!


Ora, la via più sicura e più costruttiva per uscire dalla trappola dell’ego è la fede; e il mezzo più proficuo, la preghiera. Rapportandosi a Dio, l’anima si rende conto della piccolezza dell’io, della sua banalità e insensatezza allorché pretende di essere misura di tutte le cose e di voler imporre il proprio comodo al mondo intero; si rende conto di quanto sia realizzata, invece, e serena, una vita che si completa in Dio, che si affida a Dio, che si scioglie in Dio. Chi impara a rendersi simile a molle cera nelle mani di Dio, automaticamente si libera dalle catene dell’ego: e di colpo si accorge di quanto fosse penosa e inautentica la sua vita precedente, e di quanto sia libera e felice la sua vita attuale; e si meraviglia di aver potuto camminare tanto con un simile fardello sulla schiena, ma non si meraviglia di aver girato in tondo, senza allontanarsi di un metro dal punto di partenza. Pregare, allora, non è più un qualcosa di estrinseco e quasi di artificiale; diventa una maniera di vivere, un atteggiamento complessivo nei confronti della propria esistenza e della realtà tutta. Pregare, pregare molto è la strada che conduce a Dio, e pertanto alla pace interiore: dove si spegne il ribollire delle passioni, delle ambizioni, dei desideri e dei capricci dell’io. Ed è di questa pace che abbiamo bisogno, ora, in questo momento storico, alla vigilia del cimento supremo tra i figli delle tenebre e i figli della luce. In questo momento decisivo, ciascuno ha bisogno di poter disporre di tutte le proprie forze, fisiche, psichiche e spirituali: e solo colui che ha fede, solo colui che riceve la grazia celeste  viene a trovarsi in tali condizioni. Gli altri, che restano impigliati nei desideri del mondo e nelle ambizioni materiali, partono già sconfitti: non sono concentrati sul vero obiettivo, non hanno neppure capito chi è il vero nemico e da dove verrà il suo attacco. L’attacco del demonio verrà in primo luogo dall’interno, poi dall’esterno. Perciò la prima cosa da fare è rafforzare le difese interiori: lasciar andare le cose caduche e concentrare tutta l’anima nelle cose eterne; rendersi trasparenti come cristallo davanti a Dio, con la totale sottomissione a Lui e con l’aiuto che Lui non mancherà di dare a chi gli si affida. Come dice Gesù (Mt 21,22): E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete. Che altro di più?

Non scherzava san Paolo, né parlava in senso puramente retorico e allegorico allorché scriveva, nella Lettera agli Efesini (6, 10-8):

10 Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. 11 Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. 12 La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

13 Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. 14 State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, 15 e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. 16 Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; 17 prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. 18 Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi…


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È la malattia dell’ego che ci ha condotti in questa situazione! Ma la via più sicura e più costruttiva per uscire dalla trappola dell’ego è la fede; e il mezzo più proficuo, la preghiera!


In quest’ora difficile, noi abbiamo veramente a che fare con delle forze maligne che non sono solamente umane, ma soprannaturali. L’Anticristo non è una creatura di questo mondo, anche se allo sguardo superficiale di molti potrà apparire tale. Il diavolo, che spia da sempre la sua grande occasione, ora sta per sferrare il colpo risolutivo contro gli uomini; anzi, diremo di più: crede di aver già vinto la battaglia; e lo crede perché mai come oggi gli uomini, dimenticandosi della sua esistenza, negandola e deridendo la credenza in essa, si sono esposti più che mai alle sue insidie. Lui, peraltro, non sta facendo altro da quel che ha sempre fatto; siamo noi che abbiamo smesso di stare in guardia. I nostri nonni stavano un guardia, e pregavano: E non indurci in tentazione. Noi invece crediamo che le tentazioni siano cose del passato, che il diavolo sia solo un simbolo, una leggenda: e così “preghiamo”: Non abbandonarci alla tentazione. Noi sappiamo meglio di Dio ciò che Egli può o non può fare: e siccome Egli non può indurci in tentazione, noi cambiamo le parole del Padre nostro. Ma è falso. Dio può, anzi deve indurci in tentazione: come qualsiasi buon maestro, dopo averci insegnato la legge dell’amore, deve metterci alla prova per vedere, sul terreno dei fatti, se l’abbiamo davvero imparata. Chi non ha compreso questo, non ha compreso nulla del cristianesimo; e non ha mai letto la Bibbia nella maniera giusta. Se lo avesse fatto, saprebbe che un intero libro, quello di Giobbe, ruota appunto intorno a questo concetto: Dio ci mette alla prova, dunque ci mette in tentazione, per vedere se abbiamo abbastanza fede in Lui o se le nostre preghiere sono solamente chiacchiere. Chi ha la vera fede non dubita di Lui; non dubita mai, dovesse cadere il mondo intero. Chi ha poca fede o non l’ha affatto, quando le cose per lui si mettono male, comincia a dubitare, a stancarsi di Dio e della sorte che gli è toccata, si lamenta e rimprovera Iddio: perché mi hai indotto in tentazione? Ma anche Adamo ed Eva furono posti in tentazione: Dio li ammonì a non mangiare i frutti dell’albero della scienza del bene e del male, e poi li lasciò soli, ma essi peccarono. Non c’è altro modo per sapere se siamo figli obbedienti di Dio o se siamo dei bambocci viziati, che rifiutano ogni obbligo e ogni impegno e pretendono per sé solo il meglio dalla vita, senza essere disposti a rinunciare a nulla. Sono caduti Adamo ed Eva, perché la tentazione li ha sorpresi nel loro delirio di onnipotenza: la malattia dell’ego, sempre quella. E cadremo anche noi, se seguiremo il loro esempio. Se, invece, seguiremo l’esempio di Giobbe, allora non cadremo, ma resisteremo; potremo forse vacillare quando la tentazione sarà più forte, ma alla fine resteremo in piedi, perché la nostra casa poggia sulla roccia della fede.


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Oggi la posta in gioco della lotta gigantesca che è stata ingaggiata tra le forze delle tenebre e le forze della luce è la nostra stessa sopravvivenza in quanto esseri umani, nonché la dimensione soprannaturale della nostra vita!


Gesù raccomanda di pregare sempre, senza stancarsi (Lc 18,1). E ha detto (Gv 14, 13-14):

13 Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.


E dopo aver ricevuto una simile promessa, di che aver paura? Quale nemico, fosse pure il diavolo in persona, potrà sbigottire i seguaci di Gesù Cristo? Purché conservino la fede, essi hanno già vinto…


Del 27 Novembre 2020

La Mia Missione per salvare l‟umanità è quasi completata



Mia amatissima figlia, mediante il Potere della Santissima Trinità, Io dichiaro di averti rivelato la Verità. Io ho riempito i vostri cuori e le vostre anime dei Doni che furono promessi all‟umanità, attraverso il Libro della Verità. 

Ora accettate il Mio Dono della Verità insieme a tutti gli altri Doni offerti a voi, attraverso questa Missione, e riceveteli con gratitudine. Mettete in pratica la Parola di Dio. Accettate questi Messaggi e vivete la vostra vita di conseguenza. 

La Mia Missione per salvare l‟umanità è quasi completata. Il Mio Piccolo Resto è stato formato. Avete ricevuto i Doni del Sigillo del Dio Vivente, la Medaglia della Salvezza e le Preghiere della Crociata. Esse saranno la vostra armatura contro il Mio avversario. Io, d‟ora in avanti, parlerò con voi solo periodicamente ed attraverso il Piccolo Resto. Voi siete pronti ad indossare la vostra armatura e a lottare per mantenere viva la Mia Parola in un luogo di desolazione. 

Il Mio Piano è quello di garantire che tutti voi diffondiate la Mia Parola e contempliate ciò che Io vi ho dato. Non abbandonerò mai la Mia Missione finale, giacché questo è impossibile. Siate pazienti e confidate in Me completamente. Questi Messaggi vi daranno grande conforto e consolazione nei giorni di grandi prove spirituali. Siate grati della Mia Misericordia. 

Lo Spirito Santo vi guiderà e vi proteggerà, donandovi il conforto di cui avrete bisogno per sopportare le difficoltà che affronterete nei tempi a venire. 

Grazie, Miei piccoli cari, per aver accettato il Mio Intervento. Ora, spetta a voi diffondere la Verità. Io vi amo, provo affetto per voi e desidero ardentemente il Grande Giorno del Signore quando riunirò il mondo e vi condurrò nel Mio Nuovo Regno sulla Terra. 

Io vi Benedico e vi do il coraggio, la saggezza, la conoscenza e le Grazie per proseguire la Mia Opera sulla Terra. 

Il vostro amato Gesù 

Salvatore e Redentore di tutta l‟Umanità 

13 Febbraio 2015