domenica 20 agosto 2023

SOTTO LA GUIDA DELLO SPIRITO

 


La preghiera: un grido


Finché dimoriamo nell'impasse avvertiamo incertezza, angoscia, addirittura disperazione. A che punto siamo? Chi verrà a tirarci fuori? L'invocazione di aiuto nasce spontanea: Dal profondo grido a te, Signore!" (Sal 130,1). Ed è così che sale alle nostre labbra la forma più primitiva e più elementare di preghiera: il grido. Sono tentato di gridare la mia disperazione, ma posso arrischiarmi? Non sarebbe meglio non cedere a quella che può sembrare una debolezza? Nient'affatto! Ecco un momento estremamente importante: quando, pregando, oso esprimere davanti al volto di Dio la mia disperazione con un grido. Gridare è un'attività profondamente umana: è stata la prima che abbiamo imparato appena venuti al mondo. I nostri polmoni erano ancora chiusi e, al primo contatto con l'aria, appena usciti dal grembo materno, rischiavamo di soffocare. A quel punto abbiamo gridato, inventato il grido. Era un grido vitale, che ci salvava per la vita: infatti, nel gridare la nostra disperazione, abbiamo aperto i polmoni permettendo così all'aria di irrompervi. È stato il grido delle nostre origini, il nostro primo grido, il grido primale secondo una certa scuola, che ci ha salvato dalla morte e ci ha dato la vita. Il ricordo di questo primo grido è rimasto impresso nella nostra psiche e nel nostro corpo, ne siamo segnati per sempre: ogni volta che ci troviamo in una situazione difficile l'eco di questo grido ritorna a galla. Poter gridare la nostra disperazione è allora un grande sollievo e, in certi casi, rappresenta già il primo passo verso la guarigione. Una recente scuola di psicanalisi ne ha addirittura tratto una tecnica terapeutica che consiste nel lasciar gridare e piangere il paziente per dargli l'occasione di esprimersi e di liberare la sofferenza inconscia che lo paralizza da anni. Nasciamo in un grido, viviamo anche gridando, anche se spesso in modo inconscio. Gesù morì gridando: "Gridò a gran voce Gridò di fronte al Padre il suo dolore mortale, ma anche il suo amore e il suo abbandono: "Nelle tue mani consegno il mio spirito" (Lc 23,46). La sua morte fu un appello di angoscia e di fiducia insieme, un'autentica preghiera. Fu anche una Pentecoste, come suggerisce Giovanni, che usa "effuse lo spirito" in un duplice significato: rendere l'ultimo respiro e, nel contempo, donare lo Spirito ai discepoli. L'ultimo grido di Gesù è stato la sorgente di ogni preghiera. La Bibbia contiene numerosissime grida lanciate verso Dio, nel salterio per esempio. Ma è soprattutto il libro di Giobbe che è un immenso grido di disperazione e di rivolta. Giobbe è nell'impasse e nessuno, neanche un amico, può tirarlo fuori. Giobbe grida per protestare contro Dio; protesta che si trasforma poco alla volta in maledizione: Giobbe maledice Dio per avergli dato la vita con tutte le sofferenze. L'impasse può portarci così lontano nella preghiera! Notiamo come Dio non ha esitato a raccogliere queste grida di maledizione di Giobbe, dal momento che fanno parte delle Scritture ispirate: queste maledizioni sono diventate Parola di Dio per noi. Dio conosce la nostra disperazione e, attraverso Giobbe, vuole ascoltare un'altra volta questo grido e darci così l'occasione di esprimerglielo. Dio agisce così per compatire la nostra disperazione; aspetta il nostro grido, così come aspettava quello di Giobbe e quello del suo Figlio diletto, Gesù Cristo. Questo grido e questa impasse, infatti, sono l'unica via mediante la quale può salvarci. Se si ripercorre la letteratura monastica, si è colpiti dal vedere che queste grida erano la preghiera normale dei primi monaci. Le loro grida erano in massima parte tratte dall'evangelo: "Abbi pietà di noi; salvaci; guariscici; fa' che io veda; abbi pietà di me, povero peccatore". Erano anch'esse grida che sgorgavano da un'impasse e da un profondo sconforto. Saper gridare questa disperazione è una tappa importante: così facendo ci familiarizziamo poco alla volta con lei, il che è assolutamente positivo. Non rifiutiamo più la nostra miseria, al contrario, ci identifichiamo così bene con lei che siamo diventati capaci di esprimerla con un grido che è già preghiera. Ogni bisogno, dolore o desiderio è un dato umano tra i più preziosi. Ognuno dei nostri desideri è degno di essere ascoltato ed esaudito. Per quanto strano possa apparire sulle prime, contiene un bisogno molto più profondo, che è urgente esaudire: ecco perché ogni nostro bisogno sarà ascoltato con attenzione e amore. Poco alla volta i nostri bisogni saranno così svelati, liberati fino a che il nostro desiderio più profondo verrà alla luce. Poiché quest'ultimo ha sempre qualcosa a che fare con Dio, anche il brulichìo dei nostri desideri ha sempre a che fare con l'impasse della preghiera. Ogni desiderio è destinato ad essere ascoltato e guarito dalla Parola di Dio, alla quale ci apriamo, pieni di speranza, nel momento della preghiera. Un grido non è solo l'ostentazione di una disperazione: si rivolge sempre a qualcuno. Ecco un elemento essenziale di ogni preghiera: se mi rivolgo a qualcuno, esco concretamente da me stesso per far appello a un altro. Non è così facile come potrebbe sembrare a prima vista, soprattutto quando sono occupato a pregare. Solo una situazione di emergenza ci forza per così dire a uscire dal nostro guscio per invocare qualcun altro. Non è quanto avviene sempre nel momento della preghiera: posso infatti essere occupato in qualche pensiero molto edificante - e di idee su Dio ne esistono a bizzeffe... Posso anche nutrire sentimenti, fare buoni propositi, elaborare progetti di santità o di impegno a servizio degli altri. Ed eccomi ancora e sempre a occuparmi di me stesso, dei miei sentimenti, delle mie decisioni. Solo un grido è capace di aprirmi. E un passo importante nella direzione giusta. Anche se l'Altro sembra assente, anche se testo ancora per un po' a muovermi a tentoni nelle tenebre, so tuttavia che mi ascolta e ho fiducia che mi esaudirà. Non ho bisogno di vederlo, il mio grido l'ha raggiunto e ciò basta. In un certo senso, il mio grido me lo rende presente. Grazie all'invocazione che ho lanciato, non sono più ripiegato su me stesso, né sulla mia esperienza. Pur ancora immerso nell'oscurità, sono ora in sintonia con lui, posso tenermi pronto, a disposizione della grazia. Nel mio profondo sono io stesso quel grido che chiede guarigione e che nel contempo la ottiene. Nella mia invocazione risuonano molte altre grida: c'è il mio primo grido, quello della mia nascita; c'è il grido del mio peccato e della mia impotenza; ci sono le imprecazioni di Giobbe e i lamenti dal salmista; c'è infine il grido dell'angoscia e dell'abbandono di Gesù sulla croce. Attraverso tutte queste grida, riesco a penetrare fino al grido più fondamentale in me, il grido che ancora non ho mai saputo ascoltare bene, quello dello Spirito santo: "Abba, Padre!". Paolo lo dice esplicitamente: in fondo al mio cuore lo Spirito di Dio, che è anche lo Spirito di Gesù, grida incessantemente: "Abba, Padre!" (Gal 4,6). Questo grido dello Spirito diventerà poco alla volta il mio grido personale: è la prova che sono veramente diventato figlio di Dio. Ho il diritto di farlo mio; mi è dato di balbettare con il Figlio: "Abba, Padre!" da qualche parte nel cuore di Dio, al seno stesso delle tre persone della Trinità. La preghiera è forse altro da questa tentazione di unirci allo Spirito e di lasciar sgorgare incessantemente il suo mormorio in noi? Beato colui che ha potuto percepirne un eco e l'ha saputa assumere nella propria preghiera. Non appena siamo realmente all'ascolto di Dio, ogni pericolo di ripiegamento su noi stessi, di fusione tra Dio e noi è effettivamente sventato. Dio infatti non è ripiegato su se stesso, né su di noi: resta aperto a tutta la sua creazione. Paolo interpreta il mormorio dello Spirito in noi anche come il gemito dell'intera creazione che soffre per i dolori del parto, mentre è sul punto di venir ricreata e di passare al mondo nuovo della resurrezione. Nella preghiera raccogliamo un'eco di questo gemito creaturale: lo Spirito intercede per il mondo intero, per il mondo materiale come per quello spirituale. Pregare significa lasciarsi trascinare nella nuova creazione che, in Gesù Cristo, cresce lentamente ma sicuramente fino alla sua pienezza. Pregare significa identificarsi con lo zampillare di questa vita nuova in noi, che è la vita della resurrezione. Pregare significa attendere con impazienza che si apra un varco e mi raggiunga: Usquequo Domine? Fino a quando, Signore? Marana tha! Vieni, Signore Gesù! Il grido migliore, la migliore preghiera è il nome di Gesù, riassunto per eccellenza della Parola di Dio. Ben presto i monaci presero l'abitudine di usare questo nome come giaculatoria: "Gesù, aiutami! Gesù, salvami! Gesù, misericordia!". L'uso orientale, di cui si trovano tracce anche in occidente, è oggi sufficientemente conosciuto e praticato da molti: "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore!". Questo grido si leva dalla nostra disperazione più profonda, dalla presa di coscienza del peccato che ci allontana dall'amore vero. Non esiste d'altronde preghiera possibile per il cristiano all'infuori di quella che nasce dalla coscienza del proprio peccato, coscienza che solo Dio può dare nel momento stesso in cui perdona il peccato e accoglie nel suo amore il peccatore. Così la preghiera di Gesù non è solo un primo passo sulla via della preghiera, ma è già un punto d'arrivo: ricordo del Padre misericordioso che non cessa di attenderci e che ci permette di cadere nelle sue braccia. Per alcuni, questa ripetizione accorata, ritmata con il respiro, della preghiera di Gesù basterà abbondantemente. Il Nome che è al di sopra di ogni altro nome, il Nome abbreviato di Dio, esprime per loro tutti i sentimenti possibili: il pentimento come l'amore, la confessione della colpa come la comunione più intima. Il nome di Gesù finisce per diventare dolce mormorio, che copre lentamente tutti gli altri rumori del cuore. Col tempo, l'orante vi pianta la tenda: abita nel Nome, dimora nell'amore, seduto al bordo della sorgente, nel fondo del cuore, il cui abisso sfocia in Dio. La ripetizione incessante del nome di Gesù e un avventura che alla lunga diventa vertiginosa, ma la cui vertigine non è altro che Dio in persona, nascosto nel nostro cuore: basterà cedere molto semplicemente a questa vertigine per cadere incessantemente in Dio. La preghiera ci riconduce così al centro più profondo del nostro essere, ci unifica, ci consegna a Gesù, ma nel contempo guarisce il nostro io, restaura la nostra unità interiore. Mentre ripetiamo il nome di Gesù, impariamo il nostro nome, quel nome che solo lui conosce e che cerca continuamente di insegnarci. Quando, nella notte, cerchiamo di riconoscere i tratti del suo volto, noi ritroviamo i nostri; e mentre ci abbandoniamo al suo amore, impariamo ad amare noi stessi realmente e per sempre.


Offerta della giornata a Maria

 


O Maria, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra dolcissima, siamo qui ai tuoi Piedi mentre sorge un nuovo giorno, un altro grande dono del Signore. Deponiamo nelle tue mani e nel tuo cuore tutto il nostro essere. Noi saremo tuoi nella volontà, nel cuore, nel corpo. Tu forma in noi con materna bontà in questo giorno una vita nuova, la vita del tuo Gesù. Previeni e accompagna o Regina del Cielo, anche le nostre più piccole azioni con la tua ispirazione materna affinché ogni cosa sia pura e accetta al momento del Sacrificio santo e immacolato. Rendici santi o Madre buona; santi come Gesù ci ha comandato, come il tuo cuore ci chiede e ardentemente desidera. Così sia.


"Mi sto preparando affinché molte anime entrino in Cielo per la festa della mia Assunzione".

 


13 agosto 2023

La Madonna mi chiede di versare acqua nella fontana

Questa mattina mi sono trovato improvvisamente in Paradiso. Ero tra la gente in quella che sembrava una chiesa. La Beata Madre era lì a pregare. Mi guardai e vidi che ero vestita con un bellissimo abito color bianco crema fatto di materiale morbido. C'erano signore sante intorno a me, ed eravamo tutti vestiti con gli stessi abiti bianco crema.

La Beata Madre disse: "Mi sto preparando affinché molte anime entrino in Cielo per la festa della mia Assunzione".

Poi la Beata Madre mi diede quello che sembrava un vaso, che non era così alto, e quando lo guardai, era pieno di acqua santa. La Beata Madre disse: "Valentina, questo è per te. Esci nel giardino il più lontano possibile, e lì nell'angolo, troverai una piccola fontana. Voglio che versiate quest'acqua nella fontana. Poi torna".

Ho iniziato a correre abbastanza veloce, portando il bellissimo vaso pieno della bellissima acqua cristallina, che sapevo essere acqua santa. Era a una discreta distanza, circa un centinaio di metri.

Sono venuto alla piccola fontana; Un sacco di bella vegetazione lo circondava. Tenendo il vaso con entrambe le mani, rovesciai delicatamente e con cura il vaso e versai l'acqua nella fontana, proprio come la Beata Madre mi aveva chiesto di fare.

Avevo dell'acqua rimasta nel vaso, così mentre tornavo indietro, ho iniziato a spruzzare l'acqua rimanente sull'erba intorno a me.

Questo rappresenta la purificazione dei peccati e la purificazione delle Anime Sante, e anche benedizioni e grazie per il mondo, perché questa è l'Acqua Viva da nostro Signore Gesù. Il vaso non era di vetro trasparente ma era dello stesso colore del mio vestito, morbido e cremoso e impreziosito da alcune bellissime incisioni, tutte dello stesso color crema.

Quando restituii il vaso alla Beata Madre, le dissi: "Beata Madre, ma ancora non mi sento felice. Perché mi sento così alla tua santa presenza?"

Disse: "Figlia mia, ti senti così perché mio Figlio ha messo la tristezza nel tuo cuore in modo che tu possa sentire la nostra tristezza, il modo in cui ci sentiamo tristi per il mondo. Voi siete parte di noi e conoscete i nostri sentimenti, quanto è triste mio Figlio per il mondo, e in questo modo Lo consolate".

Dopo di ciò, l'angelo mi riportò a casa, e di nuovo mi chiesi: "Madre benedetta, Madre mia, perché mi sento così triste?"

Continuavo a ripeterlo perché era un sentimento di tristezza così forte.

Poi ho capito: mi è stato dato di portarlo con me in modo che non dimenticassi la tristezza che la Beata Madre e il Signore Gesù provano per il mondo. Il mondo è in un grave stato di peccato e le persone si comportano così male.

Madre Benedetta, prega per noi e Signore Gesù, abbi pietà di noi e del mondo intero.


Valentina Papagna

 


sabato 19 agosto 2023

Chiuderò il Regno dei Cieli a coloro che Mi sfidano scambiando la Mia Parola eterna con le loro teorie moderniste che si infiltrano nella Mia Chiesa, essi non vedranno la Luce del Regno dei Cieli.

 


L'Amore di Dio Padre Creatore, l'Amore di Dio Salvatore, l'Amore di Dio Santificatore sia con tutti voi.


Vi copro e vi benedico nel Cuore Purissimo di vostra Madre, la Regina Purissima che tanto prega per voi. Lei è il Rifugio dei tempi finali, l'ho scelta come Capitano per guidare il mio esercito nei tempi finali. In lei ho riposto tutta la mia fiducia per i tempi finali, cosa fareste senza di lei, cosa fareste senza la mia Figlia prediletta? È lei che recluta le anime per i tempi finali.  Vi assicuro che chi non è unito alla Regina non raggiungerà il Regno, è Lei che li coprirà nel Suo Santo Cuore nei tempi finali, in Lei sarete sicuri e saldi nella verità della Mia Chiesa.  

È scritto nella Mia Parola che Lei è la Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle sul suo capo: la Mia Chiesa. È la custode della Chiesa, la Mia vera Chiesa. È lei che ha il compito di portare il resto fedele ai pascoli e all'acqua viva, è lei la vostra barca della salvezza, è lei l'Arca dei tempi finali; è lei il Rifugio del vostro cuore, nel suo cuore troveranno rifugio i semplici, gli umili, coloro che mi amano veramente, ma io chiudo le porte del mio Regno ai superbi, agli orgogliosi e agli arroganti, a coloro che distruggono la mia Chiesa con le loro falsità, ai superbi con le loro elucubrazioni, idee, teorie e falsi ragionamenti umani; Chiuderò il Regno dei Cieli a coloro che Mi sfidano scambiando la Mia Parola eterna con le loro teorie moderniste che si infiltrano nella Mia Chiesa, essi non vedranno la Luce del Regno dei Cieli.  

Guai,  guai a coloro che hanno creduto alle loro false teorie, guai a coloro che soppiantano il Mio Vangelo adattandolo ai loro interessi e interpretando male il Mio Vangelo abolendo la Mia Legge e ponendo false leggi, che osano negare la Sacra Scrittura con le loro teorie, idee ed elucubrazioni, con le loro credenze e falsità; guai ai teologi dell'ultima ora che si vantano di dire che la Chiesa deve cambiare, che la Mia Chiesa deve camminare con il mondo moderno e adattarsi alla modernità, concordando con le idee protestanti che sono opera del diavolo, con idee e dottrine false che non ho mai dato e che non sono Mie, che non ho mai ispirato; Non cambierò mai la Mia Santa Parola per i desideri e le intenzioni dei falsi profeti, dei teologi moderni; non cambierò mai la Mia Santa Verità per i moderni riformatori e teologi che si vantano di sapere tutto, credendosi divinità nella Mia stessa Chiesa.

Non cambierò mai la mia Parola eterna per ciò che vive il mondo moderno, non sono un Dio relativista o falso, sono un Dio vero e ciò che ho detto nella mia Parola è la Parola eterna. Non sono un Dio che cambia come cambia il mondo e accetta tutti gli abomini e i peccati che sono diventati comuni e accettati dal mondo, sono un Dio serio e radicale che non cambia la Sua Verità Eterna per quello che il mondo desidera, sono un Dio zelante e fermo e non cambio la Mia Parola con i tempi, la Mia Parola è la Mia Verità immutabile, la Mia Verità indivisibile e i Miei Comandamenti sono eterni e non li cambierò mai come vogliono i teologi e i protestanti traditori e infedeli della Mia Chiesa. Sono Giuda infiltrati da demoni che vogliono cambiare le mie leggi e la mia verità, e non hanno forse già cambiato le mie verità eucaristiche con la pestilenza del diavolo? Non hanno forse infiltrato la mia Eucaristia con sacrilegi e profanazioni ed eresie toccando il Corpo di mio Figlio che non ho ordinato? Chi l'ha ordinato? Sono stato io? Ho forse ordinato che qualcuno toccasse mio Figlio? Non l'ho ordinato, sono falsità dei falsi e di Giuda infiltrati nella Mia Chiesa. Ho forse ordinato di stabilire queste falsità nella Mia Chiesa infiltrando cose peggiori nel Divino Sacramento dell'Altare?  Traditori, traditori, traditori sono coloro che vogliono cambiare il Mio Sacerdozio infiltrando aberrazioni malvagie e demoniache. A quei teologi innovatori e modernisti che cambiano i Miei Comandamenti per aberrazioni demoniache, a quelli che non amano Me ma amano Satana che vogliono distruggere la Mia Chiesa, a quelli che hanno corrotto la Mia Chiesa, a quei Giuda che vendono la Mia Chiesa a questo mondo moderno e alle sue compiacenze perverse e demoniache, a coloro che vogliono commettere l'abominio dei primi padri che si sono lasciati sedurre dal vecchio serpente, a quei falsi che si sono lasciati sedurre come Adamo ed Eva mangiando il frutto proibito volendo essere dei di se stessi e della Mia Chiesa, volendo fare la loro volontà cambiando la Mia Verità Eterna, la Mia Santa Parola nella Mia Santa Chiesa, a coloro a cui chiudo le porte del Regno dei Cieli; coloro che si infiltrano con ogni tipo di abominio nella Mia Vera Chiesa sono respinti dal Mio Cuore, coloro che respingo e non entreranno nel Mio Regno, traditori della verità, della Mia Chiesa, coloro a cui non darò una parte nel Mio Regno, Giuda orgogliosi e arroganti che si credono dei cambiando le Mie Sante Leggi prescritte nella Mia Santa Parola per la Mia Chiesa.

Io sono un Vero Dio, discerno i tempi della fine, non li vedete, non vedete cosa sta accadendo all'umanità? La Mia Chiesa soffre! Quanti traditori ci sono al fianco del Mio Papa, quanto soffre il Mio Vicario, il Mio rappresentante sulla Terra, quanti falsi ci sono contro la Mia Verità che servono solo a perdere migliaia e migliaia di anime all'inferno. Io, vostro Padre, vi dico: preparatevi, figli, preparatevi; preparatevi perché il Signore dell'Universo punisce questo mondo. Ciò che vedete nei media, i cambiamenti politici, le guerre nelle nazioni, le catastrofi e tutto il resto, non è nulla rispetto a ciò che sta per arrivare sul mondo. Ascoltatemi bene, adempite le mie Sacre Scritture, mio Figlio non vi ha forse detto che tutto si sarebbe compiuto? Non passerà un solo trattino senza che la mia Parola si compia. Il cielo e la terra passeranno, ma la mia Parola non passerà. Ogni minimo dettaglio della mia Parola si compirà.

Guai a voi governi orgogliosi e arroganti, cosa credete di essere? Vi farò cadere dai vostri piedistalli e rinnoverò questa umanità.  Purificherò questo mondo con mano potente e braccio teso e vedrete il più grande rinnovamento mai visto nella storia dell'umanità. Abbatterò l'orgoglio di coloro che si credevano divinità di questo mondo e sfidavano il mio potere. Vi siete innalzati come la Torre di Babele volendo toccare Dio stesso e facendovi dei di questo mondo; ipocriti e falsi che vi credete dei, vi abbatterò con la mia potenza, vi abbatterò per il vostro orgoglio e per aver creduto più al diavolo stesso che a me, il vero Dio. Vi siete lasciati guidare dai demoni impuri e vi credete dèi, perché vi abbatterò con mano potente e chiuderò le porte del Mio Regno a voi, orgogliosi e arroganti. Avete distrutto il mondo con la vostra massoneria infernale guidata dai demoni, perché vi punirò per la vostra malvagità e iniquità, per aver seguito il signore delle tenebre e non il Signore del cielo e della terra. Abbatterò questo mondo con la punizione misericordiosa del Creatore. Io sono l'Unico Signore e voi non mi amate come Signore. Questo mondo sarà purificato dalla mia potenza misericordiosa da tanto male e falsità, perché tutto ciò che ho detto nella mia Santa Parola si compirà. Io sono un vero Dio e tutto ciò che è scritto si adempie perché è la Mia Parola e deve essere adempiuta, perché Io sono un vero Dio. Io sono Dio e Io stesso pascerò la Mia Chiesa mantenendola salda nella Fede; chi crede in Me non morirà in eterno.  

Guai ai pastori, guai ai pastori che non amano Mio Figlio nell'Eucaristia, guai ai cattivi sacerdoti, ai pastori traditori e peccatori che toccano Mio Figlio con mani impure, in peccato mortale, pieno di crimini e di peccati, sarebbe meglio per loro non essere nati.  Guai a loro, che con mani impure lo toccano e non lo amano; manipolano mio Figlio e lo trattano come una cosa qualsiasi, lo sollevano come una cosa qualsiasi e lo danno da toccare a chiunque. Verrà il giorno in cui riceveranno il mio castigo.

Guai alla Mia Chiesa, Io sono Dio, guai ai pastori che si placano accomodandosi a questo mondo e permettendo che le mie anime si perdano, lasciandole in balia del nemico per la loro perdizione e portando sacrilegi nella Mia Chiesa, guai ai pastori che hanno corrotto i Miei Sacramenti e manipolano Mio Figlio rendendo sacrilega la cosa più Sacra che è stata data nelle loro mani, sarebbe meglio per loro non essere nati. Tradiscono la cosa più sacra che ho affidato alla Mia Chiesa: il Mio amato Figlio. Guai ai pastori che si nutrono da soli, perché Mi renderanno conto del gregge e Io glielo toglierò per la loro malvagità. 

Guai alla Mia Chiesa, Io vengo con potenza per purificarla! Lo scisma che ci sarà nella Chiesa, che sta per abbattersi sulla Mia Chiesa, sarà grande e malvagio e servirà anche a dimostrare chi sono i fedeli alla Verità e chi sono i Giuda traditori. Verrà il giorno, figli Miei, in cui l'abominio della desolazione nel Sacro Tempio è già entrato nella Mia Chiesa, e verrà il giorno in cui vorranno abolire il Sacro Sacrificio a causa della falsa religione, la massoneria del diavolo, che i padroni del mondo vogliono impiantare nell'umanità; il falso ecumenismo, la falsa religione, che vuole allontanare il Mio Amato Figlio dal Divino Sacrificio della Croce. Chi ha orecchie per intendere intenda, e sappia discernere i segni dei tempi: non permetterò che la Mia Chiesa sia spazzata via dalle menzogne e dalle infiltrazioni del diavolo con la sua maledetta massoneria.

IO SONO IL RE DEI RE e vengo con potere per punire il mondo e purificare la Mia Chiesa. Non temete, piccolo gregge, rimanete fedeli al Papa, il Mio Papa che soffre per la Mia Verità ed è circondato da Giuda traditori. Rimanete fedeli; rimanete fedeli, piccolo gregge. Vi rifugio nel Cuore di Maria Regina, Lei è il Capitano dell'esercito dei tempi finali; con Lei, con Maria, in Maria, vi rifugio nella Verità e nessuno vi toccherà perché ai piccoli e agli umili rivelo i Miei grandi Misteri, ai superbi e agli altezzosi li tolgo dalla Mia vista e non do loro la Mia Verità. Chi ha orecchie per ascoltare, ascolti. Amate la vostra Chiesa! Amatela nella verità e lottate per la verità in essa. Siate coraggiosi e radicali verso la Mia Verità nella Sacra Scrittura, nella Mia Chiesa.

Vedrete il Mio castigo d'amore su questa umanità; lo vedrete, è il castigo d'amore che purificherà e rinnoverà tutto. Non temete, piccolo gregge, vi copro nel Cuore di Maria, vi do tutto il mio Amore, vi do tutta la mia benedizione, vi do tutta la mia Presenza a coloro che sono fedeli all'autentica Fede degli Apostoli guidati nella Verità della Chiesa dalla Sacra Scrittura, mi prenderò cura di loro e vi porterò nel mio Regno. Vi invito alla Verità, vi invito al coraggio, vi invito ad essere saldi e coraggiosi per poter vedere i Nuovi Cieli e la Nuova Terra.

Vi do tutta la mia benedizione d'amore. La Mia Pace vi lascio, la Mia Pace vi do.  Vi amo, vi amo, vi amo. AMEN. AMEN. AMEN.

Il Sacro Cuore di Dio Padre.


14/02/11 (PADRE WILSON SALAZAR)


Le sorprendenti profezie della Vergine Maria sul governo mondiale e l'unica religione

 

Profezie date a Veronica Lueken che iniziano ad avverarsi.

Per anni il Cielo ha avvertito ciò che abbiamo oggi, ma consideriamo folle ciò che i veggenti ci hanno trasmesso in quel momento, ad esempio, i messaggi della Madonna e di Gesù a Veronica Lueken.

Ma oggi guardato da lontano, dobbiamo riconoscere che siamo stati avvisati di ciò che stava arrivando, e che ciò che ci è stato detto concorda con ciò che abbiamo sopra le nostre teste.

Dobbiamo ammettere che abbiamo avuto una seria difficoltà a leggere i segni dei tempi, e purtroppo molti all'interno della Chiesa ce l'hanno ancora.

E quella sincerità dovrebbe portarci ad analizzare, con occhi meno prevenuti, quelle profezie che sono state date decenni fa e che stanno per realizzarsi, perché è per il nostro bene.

Qui parleremo dei messaggi che Veronica Lueken ha ricevuto dagli Stati Uniti nei decenni dal 1970 al 1990, sul mondo e sulla Chiesa, e vedremo cosa si è compiuto e cosa sta per compiersi.

Veronica Lueken, la veggente di Bayside a New York, USA è morta nel 1995.

Tuttavia, i messaggi che ha ricevuto dalla Beata Vergine, Gesù Cristo, i santi e l'Arcangelo Michele, che nel 1968 sembravano inverosimili, oggi non sono affatto folli.

La storia delle visite celesti inizia nel 1968 quando gli appare Santa Teresa, il "Piccolo Fiore".

La Vergine Maria apparve a Veronica nel 1970, informandola che sarebbe apparsa sul terreno dell'ex chiesa di San Roberto Bellarmino a Bayside, Queens, New York.

E che vi si tengano veglie di preghiera.

La Madonna chiese anche che un Santuario e una Basilica fossero eretti in questo luogo sacro di Sua scelta, che sarebbe stato chiamato "Nostra Signora delle Rose".

Ha promesso di venire alle grandi feste della Chiesa, dando a Veronica un messaggio durante le vigilie di quelle feste.

Nel 1986, il vescovo Mugavero dell'arcidiocesi di Brookyln pubblicò una nota di una pagina, che trasmetteva un giudizio negativo sulle apparizioni.

Anche se non ha interessato il Santuario di Nostra Signora delle Rose, che a quel tempo era un centro di pellegrinaggi.

L'arcidiocesi non ha indagato su nessuna delle migliaia di guarigioni e conversioni miracolose.

Ed era impossibile per Veronica ottenere i nomi del comitato investigativo e la documentazione di quando e dove si svolgeva l'indagine.

Ma la Madonna gli assicurò che un vescovo avrebbe ricevuto un segno miracoloso e indiscutibile, quando sarebbe stato il momento giusto, e avrebbe attestato, senza dubbio, l'autenticità delle sue apparizioni a Bayside.

E il 23 giugno 2023, Mons. Mathieu Madega Lebouakehan, del Gabon, si è recato in pellegrinaggio per impartire la Benedizione Apostolica al santuario eretto da Veronica Lueken.

Testimoniare pubblicamente l'integrità e la fecondità della Missione di Bayside.

I messaggi che Veronica ha ricevuto nei suoi quasi 3 decenni di attività, descrivono cose che a quel tempo erano nascoste, ma che oggi possono essere viste più chiaramente.

La Madonna gli ha detto che Satana ha il controllo della Terra ora.

Egli opera attraverso corpi umani, che sono stati catturati da lui attraverso il peccato, e sono usati per schiavizzare molti.

ha invitato a non farsi ingannare dai media, perché ora sono sotto il controllo di quegli agenti.

Ha detto che c'è un gruppo satanico di pianificatori nel mondo che vogliono unificare tutto.

Il loro piano è l'eliminazione della Chiesa di Gesù.

Lo ha chiamato il polpo del male, grandi personaggi del mondo, che ora cercano di governare la vita delle persone, che si stanno unendo per sottomettere l'umanità alla schiavitù.

E stanno tutti capitolando alle forze della piovra, che cercherà di consolidare una religione mondiale e un governo mondiale sotto il suo controllo.

La Madonna gli ha spiegato il piano per il sequestro della Sede di Pietro, cioè del Vaticano, da parte di questo gruppo selezionato.

Coloro che porteranno il regno del malvagio che è conosciuto come l'anticristo.

E ha detto che il piano per questo governo è in atto da molti anni.

La Madonna ha anche detto a Veronica che ci sarà una grande persecuzione di tutti coloro che seguono e difendono Suo Figlio.

Ha detto: "I maestri dell'inganno si stanno radunando come avvoltoi per mettere in moto una cospirazione del male, che si è verificata perché l'umanità si è consegnata a tutti i tipi di male".

Aggiunse: "Il tempo dato dai vostri profeti antichi, il tempo del tempo, è qui".

E ha fatto appello all'umanità per le anime vittime, per coloro che sono disposti a riparare sulla croce, con la volontà umana e la luce spirituale.

Ha messo in guardia da un'unica religione mondiale, dicendo: "nel vostro mondo di modernismo e umanesimo, socialismo, comunismo e secolarismo, tutto sta portando all'unificazione in una religione mondiale, una chiesa mondiale e un governo mondiale, creando una forma di ateismo di massa nel mondo".

disse: "Quando il mondo e la Chiesa di mio Figlio diventeranno una cosa sola, sappiate che la fine è vicina".

E stabilì il tempo, di cui oggi ci dovrebbero essere pochi dubbi, "quando Papa Giovanni Paolo II sarà rimosso, la Chiesa sarà divisa tra sé e cadrà".

E infatti è stato così, perché la predicazione del carismatico papa polacco non ci ha permesso di vedere l'avanzare della divisione interna.

Ma cominciò a essere visto, e a crescere agli occhi di tutti, dopo la sua morte.

I messaggi erano duri nei confronti del clero. La Madonna disse a Veronica: "Non c'è scusa ora accettata dal Padre Eterno riguardo al clero, che ora offende il Padre Eterno ingannando i figli di Dio".

Egli affermò: "Non pensate alle anime che avete sotto la vostra cura per portarle in Cielo".

Come disse Gesù, "molti che si definiscono miei eletti hanno deciso di distruggere la Chiesa dall'interno".

Aggiungendo: "Devi ripristinare la Mia Casa nel suo esterno che crolla e nel suo interno marcio. Devono ricostruire ciò che cercano di distruggere".

E la Madonna è entrata più nel dettaglio, ha detto, "i teologi nelle chiese e nei seminari di Mio Figlio hanno implementato dottrine di demoni nella Casa di Mio Figlio, e hanno messo molti sulla strada per l'inferno".

"Abbiamo teologi che ora si considerano dei sulla Terra. Stanno stabilendo una nuova religione mondiale, una religione mondiale unica basata sull'umanesimo e sul modernismo. Questo non continuerà a lungo, figli miei".

"Hanno bisogno delle preghiere dei laici affinché siano abbastanza forti da non cadere nel piano del governo mondiale".

La Madonna ha stabilito che tutto questo è stato reso possibile dall'immoralità e dalla degradazione che sta avvenendo sulla Terra, dai peccati della carne.

Santa Teresa gli disse: "Come al tempo di Sodoma e Gomorra, il Padre Eterno fu molto misericordioso, finché la Sua giustizia non poté più essere contenuta".

I messaggi descrivevano dettagliatamente la promozione del sacrilegio, della dissolutezza nei piccoli, del satanismo.

E la Madonna ha detto a Veronica che c'è molto da fare prima dell'Avvertimento e dopo la grande Punizione.

E in mezzo a questo, arriverà la terza guerra mondiale.

Ha stabilito che la punizione arriverà per quella che ha chiamato la "palla della redenzione", una stella gigante che passerà vicino alla Terra e genererà gravi conseguenze.

Questo purificherà la Terra e con essa inizierà l'Era di Pace profetizzata a Fatima.

E ha invitato alla preghiera, specialmente al Rosario, per usare sacramentali come crocifissi, sulle porte, la medaglia di San Benedetto e lo scapolare del Carmelo.

Bene, finora ciò di cui volevamo parlare è ciò che i messaggi dal Cielo, dati a Veronica Lueken, descrivevano che stava per accadere nel mondo e nella Chiesa.

Fori della Vergine Maria



Sono Dio, ma un Dio d'amore! Sono Padre, ma un Padre che ama con tenerezza e non con severità

 


Messaggio del Sacro Cuore a Suor Josefa Menendez, ricevuto dal 10 al 14 giugno 1923.


Io sono l'Amore! Il mio Cuore non può più contenere la fiamma che lo divora. Amo tanto le anime che ho dato la mia vita per loro.

Per il loro amore, ho voluto rimanere imprigionato nel tabernacolo. Per venti secoli, sono rimasto lì, notte e giorno, velato sotto le sembianze del pane e nascosto nell'Ostia, sopportando, per amore, l'oblio, la solitudine, il disprezzo, le bestemmie, gli oltraggi, i sacrilegi....

Per amore delle anime, ho voluto lasciare loro il Sacramento della Penitenza, per perdonarle, non una o due volte, ma tutte le volte che hanno bisogno di recuperare la grazia. Li aspetto... lì. Voglio che vengano a lavare i loro peccati, non con l'acqua, ma con il mio Sangue.

Nel corso dei secoli, ho rivelato il mio Amore per gli uomini in modi diversi: ho mostrato loro come il desiderio della loro salvezza mi consuma. Ho fatto conoscere loro il mio Cuore. Questa devozione è stata come una luce che ha illuminato il mondo. Oggi è il mezzo usato per toccare i cuori dalla maggior parte di coloro che lavorano per estendere il mio Regno.

Ora voglio qualcosa di più, perché se chiedo che l'amore risponda all'amore che mi consuma, non è l'unico ritorno che desidero dalle anime: voglio che credano nella mia Misericordia, che si aspettino tutto dalla mia Bontà, che non dubitino mai del mio Perdono.

Sono Dio, ma un Dio d'Amore! Sono Padre, ma un Padre che ama con tenerezza e non con severità. Il mio Cuore è infinitamente santo, ma anche infinitamente saggio e, conoscendo la miseria e la fragilità umana, si china sui poveri peccatori con infinita Misericordia.

Amo le anime dopo che hanno commesso il loro primo peccato, se vengono a Me umilmente per chiedere perdono.... Le amo di nuovo, quando hanno pianto il loro secondo peccato e, se si ripete, non dico un miliardo di volte, ma milioni di miliardi, le amo sempre e le perdono, e lavo, nello stesso sangue, l'ultimo come il primo peccato!

Non mi stanco mai delle anime, e il mio Cuore aspetta incessantemente che vengano a rifugiarsi in Lui, e tanto più quanto più sono miserabili! Un padre non si preoccupa forse più per un figlio malato che per uno che sta bene? La sua sollecitudine e la sua dolcezza non sono forse maggiori per lui? Così il mio Cuore riversa la sua compassione e la sua tenerezza sui peccatori ancora più generosamente che sui giusti.

Questo è ciò che voglio spiegare alle anime:

-- insegnerò ai peccatori che la Misericordia del mio Cuore è inesauribile;

-- alle anime fredde e indifferenti, che il mio Cuore è un fuoco che vuole incendiarle, perché le ama;

-- alle anime pie e buone, che il mio Cuore è la via per avanzare verso la perfezione e arrivare sani e salvi alla fine benedetta.

-- Infine, alle anime a me consacrate, ai sacerdoti, ai religiosi, alle mie anime elette e predilette, chiederò ancora una volta che mi diano il loro amore e non dubitino del mio, ma soprattutto che mi diano la loro fiducia e non dubitino della mia Misericordia! È così facile aspettarsi tutto dal mio Cuore".

Gesù si fermò. Dà a Josefa qualche dettaglio su come il suo Padre Direttore doveva tenere informato di tutto il Vescovo di Poitiers e, leggendo nell'anima di lei le ansie che la assalivano, le dice: "Perché?

Perché?", insistette gentilmente. Non sai che lo amo? Non sai che è per le anime e per la mia Gloria? Non preoccuparti di nulla. Fai tutto quello che ti dico e dammi tutto il tempo che ti chiedo".

Il giorno dopo, martedì 12 giugno, quando entrò nella sua cella verso le otto del mattino, trovò il suo Maestro ad attenderla. Dopo alcuni momenti di adorazione, rinnova i voti e si offre alla sua volontà. Gesù continuò la conversazione del giorno precedente:

Voglio perdonare. Voglio regnare. Voglio perdonare le anime e le nazioni. Voglio regnare sulle anime, sulle nazioni e sul mondo intero. Voglio diffondere la mia Pace fino ai confini del mondo, ma in modo speciale in questa terra benedetta, culla della devozione al mio Cuore. Sì, voglio essere la sua Pace, la sua Vita, il suo Re! Io sono Sapienza e Felicità, Io sono Amore e Misericordia, Io sono Pace e regnerò!

Per cancellare la sua ingratitudine, verserò un torrente di Misericordia. Per riparare alle sue offese, prenderò delle vittime che otterranno il perdono.... Sì, ci sono molte anime nel mondo che desiderano compiacermi.... Ci sono ancora anime generose che Mi daranno tutto quello che hanno, affinché Io possa usarle secondo i miei desideri e la mia volontà.

Per regnare, comincerò con la Misericordia, perché il mio Regno è di Pace e di Amore: questo è il fine che voglio raggiungere, questa è la mia OPERA d'Amore!

Poi, con divina condiscendenza, Nostro Signore spiegò, affinché Josefa lo trasmettesse al suo vescovo, perché si era degnato di abbassare lo sguardo sulla Società del Sacro Cuore e di sceglierla come intermediaria dei suoi desideri:

Fondata sull'Amore, il suo fine è l'Amore. La sua vita è l'Amore... e l'Amore è il mio Cuore", disse, segnando così lo stretto legame che deve legare la Società a quest'Opera per la quale l'ha voluta.

Quanto a te", continua, "ti ho scelto come un essere inutile e privo di tutto, perché sia io a parlare, io a chiedere, io ad agire".

Poi, scoprendo tutto il Suo Piano:

Rivolgo il mio Appello a tutti: alle anime consacrate e a quelle del mondo, ai giusti e ai peccatori, ai dotti e agli ignoranti, a coloro che comandano e a coloro che obbediscono. A tutti sono venuto a dire:

Se volete la felicità, io sono.

Se cercate la ricchezza, io sono la Ricchezza Infinita.

Se desiderate la pace, Io sono la Pace.


Io sono la Misericordia e l'Amore! Voglio essere il Re!


Abramo e Sara in Egitto. La sorgente abbandonata - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anne Catherine Emmerick 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE 

(Dalla nascita di Maria Santissima alla morte di San Giuseppe).



Abramo e Sara in Egitto. La sorgente abbandonata 

 

Quando Abramo andò in Egitto, vi si accampò e l'ho visto istruire il popolo. Vi risiedette per diversi anni con Sara, sua moglie, e molti figli e figlie, le cui madri erano rimaste in Caldea. Anche Lot visse in quel Paese con la sua famiglia, anche se non posso più precisare il luogo della sua residenza. Il patriarca Abramo si recò una volta in Egitto, per ordine di Dio, a causa della carestia nel paese di Canaan,30 e tornò una seconda volta per recuperare il tesoro di famiglia che una nipote della madre di Sara aveva portato in Egitto. Questa donna apparteneva alla tribù dei pastori della stirpe di Giobbe, che aveva governato una parte dell'Egitto. Giunta come serva, sposò un egiziano. Da loro proveniva una tribù di cui ho dimenticato il nome. Una delle loro figlie era Agar, la madre di Ismaele, che era quindi della stessa razza di Sara. Questa donna aveva rubato un tesoro di famiglia, come Rachele, che aveva rubato gli idoli di Labano; lo aveva venduto in Egitto per una grossa somma di denaro, ed era finito nelle mani del Faraone e dei sacerdoti egiziani. 

Il tesoro era una specie di albero genealogico dei figli di Noè, in particolare dei discendenti di Sem fino all'epoca di Abramo, fatto di pezzi d'oro triangolari fissati insieme a formare una bilancia con le braccia. Le placche triangolari erano in fila; altre indicavano i rami laterali. Su queste placche erano riportati i nomi dei membri della famiglia e tutta la loro serie: partendo dal centro di un coperchio, venivano raccolti sul piatto della bilancia quando il coperchio veniva abbassato su di esso. L'intera bilancia poteva così essere racchiusa in una scatola. I piatti principali erano gialli e grandi, mentre quelli intermedi erano più sottili e bianchi, come l'argento. Sebbene i sacerdoti d'Egitto avessero collegato vari calcoli a questo albero genealogico, erano ben lontani dalla verità. Attraverso i loro astrologi e le loro pitonesse sapevano qualcosa dell'arrivo di Abramo in Egitto: sapevano che era di nobili natali, come sua moglie, e che da loro doveva nascere una discendenza molto scelta. Nelle loro divinazioni volevano scoprire le stirpi nobili per unirsi a loro tramite matrimonio. Satana stava così introducendo licenziosità e crudeltà per degradare le stirpi più nobili che ancora rimanevano. Abramo temeva che gli Egiziani lo avrebbero ucciso a causa della bellezza di Sara; perciò la fece passare per sua sorella, e non era una bugia, perché in realtà era sua sorella di sangue, essendo figlia di suo padre, Therah, da un'altra madre. Il Faraone fece portare Sara nella sua residenza per prenderla in moglie. Questo li angosciò molto ed essi pregarono Dio di aiutarli e Dio punì il re. Tutte le sue mogli e la maggior parte delle donne della città si ammalarono. Il faraone, spaventato, si informò sulla causa e scoprì che Sara era la moglie di Abramo.  Gliela restituì e lo pregò di lasciare l'Egitto al più presto, riconoscendo che gli dei lo stavano proteggendo. Gli Egiziani erano un popolo molto particolare, da un lato molto orgoglioso e convinto di essere il più grande e saggio del mondo, dall'altro incredibilmente servile e codardo, che si arrendeva subito quando pensava di incontrare una forza superiore alla sua. Questo derivava dal fatto che non erano sicuri della loro scienza e che conoscevano le cose solo attraverso oscure ed equivoche divinazioni, che annunciavano loro ogni tipo di evento contraddittorio e complesso. Quando l'evento non corrispondeva ai loro calcoli, si spaventavano immediatamente, essendo molto superstiziosi e inclini a vedere il meraviglioso. 

Abramo si recò dal Faraone con molta umiltà chiedendogli del grano, come padre del popolo, e ottenne la sua volontà, tanto che gli fece molti doni. Quando gli restituì Sara e lo pregò di lasciare il paese, Abramo rispose che non poteva andarsene senza aver prima recuperato un tesoro che gli apparteneva, e gli raccontò dell'albero di famiglia che era stato rubato e portato in Egitto. Il re radunò i sacerdoti, che acconsentirono a restituirlo, a condizione di poterne fare una copia, cosa che Abramo concesse prontamente.  Fatto questo, il patriarca tornò nella terra di Canaan. 

Ho poi visto diverse cose che riguardano la fontana di Matarea fino ai nostri giorni.  Al tempo della Sacra Famiglia i lebbrosi usavano l'acqua perché sembrava avere una virtù particolare, che aumentò in seguito quando fu eretta una piccola cappella sopra la stanza di Maria, con un ingresso accanto all'altare maggiore per scendere in una grotta dove la Sacra Famiglia visse per qualche tempo. Ho visto poi che la fontana era circondata da stanze e che l'acqua veniva usata come rimedio contro la lebbra: ci si bagnava per curare le malattie della pelle. Questo accadeva quando i maomettani erano padroni del Paese: i turchi tenevano sempre accesa una lampada nella chiesa, sopra la stanza di Maria, temendo che qualche disgrazia potesse colpirli se avessero trascurato la cura della lampada. In tempi moderni vidi la fontana in completo abbandono e solitudine, a grande distanza dai luoghi abitati. La città era scomparsa dal sito primitivo e nell'area circostante crescevano piante da frutto selvatiche.