domenica 16 marzo 2025

Vivere di fiducia e di speranza.

 


Nella verità umilmente


La coscienza della nostra fragilità deve portarcia confidare nel Signore, ad appoggiarci, a crederein lui, a vivere di fiducia e di speranza.

Sappiamo che il Signore è un giusto giudice, chescruta i cuori e legge le intenzioni: gli uomini nondovrebbero dimenticarlo tanto facilmente.


«Tutte le loro opere sono davanti a lui come il sole,

i suoi occhi osservano sempre la loro condotta.

A lui non sono nascoste le loro ingiustizie,

tutti i loro peccati sono davanti al Signore»

(Sir 17, 15-16).


Ma devono ricordare anche che:

«Il Signore è paziente con gli uomini

e riversa su di essi la sua misericordia.

Vede e conosce che la loro sorte è misera,

per questo moltiplica il perdono...

Egli rimprovera, corregge, ammaestra

e guida come un pastore il suo gregge.

Ha pietà di quanti accettano la dottrina

e di quanti sono zelanti per le sue decisioni»

(Sir 18, 10-11.13-14).


Eleviamo la nostra preghiera con insistenza, e Dioci concederà la sua forza:


«Fino a quando, Signore, 

continuerai a dimenticarmi?

Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?

Fino a quando nell’anima mia proverò affanni,

tristezza nel cuore ogni momento?

Fino a quando su di me trionferà il nemico?

Guarda, rispondimi, Signore mio Dio,

conserva la luce ai miei occhi,

perché non mi sorprenda il sonno della morte,

perché il mio nemico non dica: L’ho vinto!

e non esultino i miei avversari quando vacillo.

Nella tua misericordia ho confidato.


Gioisca il mio cuore nella tua salvezza

e canti al Signore che mi ha beneficato»

(Sal 12).


La nostra piccola esperienza vissuta, la visione di un mondo dove dopo tanti proclami e dichiarazioni sembra trionfare solo ciò che piace, ciò che è facile; il male che sembra ipnotizzare tutti con le sue false promesse e le sue luci colorate; l’interesse nascosto che provoca guerre e miserie, e calpesta impunemente i poveri, non devono farci cadere nello sconforto, ma spingerci a innalzare al Signore la nostra preghiera e la nostra richiesta di aiuto.

È il Signore la nostra forza.

Illusione fatale credere di poter vivere il nostro carisma cristiano, sacerdotale o religioso, con la sua straordinaria portata sacramentale e profetica, senza ricorrere alla preghiera.

Illusorio credere di potervi sostituire alcunché.

Dio non si può sostituire.

Viene da Lui tutta la nostra capacità.

Non ci farà mancare la sua grazia e, se necessario, il suo perdono.


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