lunedì 11 febbraio 2019

LA SANTISSIMA EUCARESTIA



IL DONO DEL CUOR DI GESÙ
Se tu conoscessi il dono di Dio! (Giovanni, IV, 10).


Gesù è giunto al termine di sua vita mortale. Il Cielo richiede il suo Re: egli ha combattuto abbastanza; è tempo che trionfi.

Ma non vuole Gesù abbandonare la sua giovane famiglia, i figli di sua conquista. Me ne vado e ritorno a voi, dice agli Apostoli. Ritorni, Signore? partendo, rimani? e per qual meraviglia della Tua potenza?

E' il secreto, è l'opera del Suo divin Cuore. Gesù avrà due troni: uno di gloria in cielo, di bontà l'altro e dolcezza sulla terra; due corti: quella celeste, trionfante, e quella terrena, dei suoi redenti. Però, osiamo dirlo, se Gesù non avesse potere di rimanere a un tempo quaggiù ed essere in Cielo, preferirebbe dimorare con noi al risalire lassù senza di noi. Certo, ben dimostrò che a tutta la gloria antepone l'ultimo dei poveri suoi redenti, e che sua delizia è trovarsi con i figli degli uomini.

In quale stato rimarrà Gesù con noi? come di passaggio? di tanto in tanto? No, in modo permanente, per sempre.

Or ecco levarsi un'ammirabile lotta nell'anima di Gesù Cristo. La divina Giustizia osserva: non è compiuta la redenzione? fondata la Chiesa? l'uomo ha la grazia e il Vangelo, la legge divina e l'aiuto per praticarla. Risponde il Cuore di Gesù: Quel che basta alla redenzione non è abbastanza per il mio amore; non è paga una madre di mettere alla luce il suo bambino, lo nutre, lo educa, l'accompagna ovunque. Amo gli uomini più che la miglior delle madri ami il suo figlio: resterò con essi!

E sotto qual forma? Sotto la forma velata del Sacramento. A tale umiliazione, più profonda che nell'Incarnazione, più immolante che nella stessa Passione, vuol opporsi la divina Maestà: la salvezza dell'uomo ne esige cotali abbassamenti!

Ma il Sacro Cuore risponde: Voglio velarmi, coprire la mia gloria, perché lo splendore di mia persona non rattenga i miei poveri fratelli dall'accostarsi a me, come già la gloria di Mosè; voglio nascondere le mie virtù che umilierebbero l'uomo e lo farebbero disperare di poter mai imitare un modello sì perfetto: Così più facilmente egli verrà a me, e, vedendomi discendere sino al limite del nulla, con me si abbasserà: avrò diritto d'inculcargli con più forza: impara da me che sono dolce ed umile di cuore.
E con qual mezzo si perpetuerà Gesù?

Nel mistero dell'Incarnazione intervenne l'opera dello Spirito Santo. Nella Cena operò Gesù stesso. Ora, chi sarà degno di compiere un tal mistero? Un uomo: il Sacerdote!

Come! oppone la divina Sapienza, un mortale incarnerà il suo Salvatore, il suo Dio? coopererà con lo Spirito Santo nella nuova incarnazione del divin Verbo? Un uomo comanderà al Re immortale dei secoli e sarà obbedito? Sì, dice il Cuor di Gesù, amerò l'uomo sino ad essergli in tutto soggetto! Alla voce d'un Sacerdote discenderò dal cielo. Lascerò il mio tabernacolo, al desiderio dei fedeli. Per le città e campagne andrò a visitare i miei figli sul letto del loro dolore. L'onor dell'amore è amare, donarsi, sacrificarsi! Insiste da ultimo la divina Santità: Almeno dimorerà Gesù in un tempio degno della sua gloria! avrà sacerdoti quali si convengono alla regale maestà divina! soltanto cristiani puri e ben preparati lo riceveranno: per bellezza la nuova legge deve superare l'antica in ogni cosa.

Il mio amore non conosce restrizioni, né condizioni, dice Gesù. Obbedirò sul Calvario ai miei carnefici: se nuovi Giuda verranno a me nel Sacramento, riceverò ancora il loro bacio infernale, li obbedirò! Ma quale scena si svolge a questo punto sotto gli occhi di Gesù! Il suo Cuore è ridotto a combattere le proprie inclinazioni.

Già lo stringono le angosce del giardino degli Olivi. Nel Getsemani la vista delle ignominie che l'attendono nella Passione lo rattristeranno sino alla morte; il pensiero che il suo popolo andrà perduto, nonostante il suo sacrificio, gli farà versare lacrime di sangue; lo trafiggerà crudelmente l'apostasia di un gran numero dei suoi. E qui, che lotta, che strazio nel Cuore di Gesù! vuol darsi tutto, senza limiti di sorta; ma vorranno tutti credere a tanto amore? Quelli che vi crederanno lo riceveranno con riconoscenza? E quelli che lo riceveranno gli si manterranno tutti fedeli? Certo, non dubita il Cuore di Gesù, non esita, ma è torturato! Vede la Passione rinnovarsi ogni giorno nel suo Sacramento d'amore; rinnovarsi da cuori cristiani, da cuori a lui consacrati. Sarà tradito dalla apostasia, venduto dall'interesse, crocifisso dal vizio. Spesso diverrà suo Calvario il cuore di colui che l'ha ricevuto!

Quale tormento per il divin Cuore! Che farà Egli? Si darà, si darà ugualmente! 

di San Pietro Giuliano Eymard

I DIECI COMANDAMENTI



ALLA LUCE DELLE RIVELAZIONI A MARIA VALTORTA 


3. IL TERZO COMANDAMENTO: “RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE”. 

Questo dolce e provvidenziale comando del Signore è sicuramente fra quelli meno osservati. Ai nostri giorni infatti non solo pochissimi praticano il riposo nelle feste ‘comandate’ ma nemmeno quello della Domenica. 
Tutte le scuse – in un’epoca in cui divertimento e profitto economico costituiscono la regola della nostra vita – per molti sono buone per lavorare anche nei giorni di festa, senza preoccuparsi minimamente che questo riposo Dio lo ha dato non solo per amore dei nostri corpi - che non sono, ahimè, ‘macchine’ eterne ma tendono facilmente a guastarsi o a ‘rompersi’ – ma anche per darci il tempo di dedicarci al nostro spirito ed ai legami affettivi con i nostri parenti e veri amici.  
La premessa ai Dieci comandamenti è data dalla affermazione perentoria: “Io sono il signore Iddio tuo” ed è questa affermazione solenne che dovrebbe farci comprendere l’esigenza di santificare le Feste proprio in onore del Signore, Dio nostro. 
Un Dio che ci ha dato questa vita terrena perché essa ci consenta di “guadagnarci” la Vita eterna con l’essere suoi fedeli “sudditi” dimostrandogli il nostro amore, seguendo i suoi Comandamenti e facendo in tal modo la Sua Volontà. 

 Dal Catechismo di S. Pio X. 

 Quali sono i giorni di festa? 
Sono innanzitutto la domenica, che è il primordiale giorno festivo di precetto, e poi i giorni del Natale, dell’Epifania, dell’Ascensione, del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, della Santa Madre di Dio, della sua Immacolata Concezione e Assunzione, di San Giuseppe, dei santi Apostoli Pietro e Paolo e infine di tutti i Santi. 
o Come si devono santificare questi giorni? 
Alla domenica e nelle altre feste di precetto i fedeli sono tenuti all’obbligo di partecipare alla Messa. Si devono poi astenere da quei lavori e da quegli affari che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore, o il dovuto riposo della mente e del corpo. 
o L’istituzione della domenica ha anche un significato sociale? 
Senza dubbio: essa contribuisce a dare a tutti la possibilità di godere di un sufficiente riposo e del tempo libero che permetta loro di curare la vita familiare, culturale, sociale e religiosa. Ogni cristiano perciò deve evitare di imporre, senza necessità, ad altri ciò che impedirebbe loro di osservare il giorno del Signore. 

a cura del Team Neval 

Riflessioni di Giovanna Busolini 

Ogni scintilla di carità si spicca dal Fuoco dello Spirito Santo.



Nella divina economia è commesso allo Spirito Santo l'ufficio di applicare la redenzione di Gesù Cristo alle anime per mezzo della vocazione, giustificazione e salvezza degli eletti. Noi siamo percìò sotto la guida personale dello Spirito Santo.
Ogni scintilla di carità si spicca dal Fuoco dello Spirito Santo.
La Grazia è il Dito di Dio sull'anima, ed è pure la presenza in noi del Dio Santificatore  (Ivi, c. 2).
Dio è il solo fine per cui 1'uomo può vivere senza degradarsi (ivi c. 4). E quegli che ci fa vivere per Iddio è lo Spirito Santo. Oh, come fanno male i loro interessi quelle anime che non sono divote di quel Divino Spirito!
La salvezza nostra consta di due cose; mortificazione e santificazione: cioè la distruzione dell'uomo vecchio che è in noi, e il rinnovamento dell'anima per 1'inabitazione dello Spirito Santo. Ma la nostra santificazione va innanzi o torna indietro a misura che più o meno ci mortifichiamo. Onde avviene che sì pochi perseverano nella via della vera virtù? Perchè non sono costanti nel mortificarsi e correggere i propri difetti (ivi, c. io). La costanza nella mortificazione è frutto di quella soprannaturale Fortezza che è Dono dello Spirito Santo.
Chi non produce i frutti del Santo Spirito, che sono frutti di vita eterna, produce frutti di eterna morte: non c'è via di mezzo (ivi, c. 15).
Le riferite parole confermano quanto importi esser divoti dello Spirito Santo.

ESTRATTI dagli Scritti del Card. Mannino

Una grande guerra avverrà tra la vera Chiesa del Mio Gesù e la falsa chiesa



Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 09/02/2019

Cari figli, una grande guerra avverrà tra la vera Chiesa del Mio Gesù e la falsa chiesa. Sarà un tempo di dolore per gli uomini e le donne di fede. Non vi allontanate dalla verità. Voi siete del Signore e Lui si aspetta molto da voi. Non temete. Il Mio Signore vi ricompenserà generosamente per il vostro coraggio nel difendere la verità. I falsi insegnamenti contamineranno molti dei Miei poveri figli. La Chiesa del Mio Gesù berrà il calice amaro del dolore, ma, alla fine, sarà vittoriosa. Avanti senza paura. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Cercate forze nella Preghiera, nel Vangelo e nell'Eucaristia. Chi è con il Signore mai sperimenterà il peso della sconfitta. Conosco le vostre necessità e pregherò il Mio Gesù per voi. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 10 febbraio 2019

Non ascoltate e non dialogate con Satana



San Michele;
figli di Dio, non ascoltate e non dialogate con Satana; mentire significa conversare con il demonio; accumulare collera in voi significa permettere al diavolo di prendere piede in voi; non permettete alla vostra lingua di essere la causa delle vostre cadute;

pregateMi ed intercederò per voi; abbiate fiducia in Dio e nella Sua Infinita Misericordia;

vi benedico tutti;

Aprite il vostro cuore al Signore e ricevetelo in semplicità di cuore



Maria Madre di Dio:
Sia lodato il Signore per la Sua Misericordia, per il Suo Amore e per avermi voluto fare partecipe delle Sue Opere!

“la pace sia con voi, figli Miei; diletti, avvicinatevi a Dio con semplicità; siate come fanciulli, poiché Egli infatti, si lascia trovare da quanti non Lo tentano; Egli si manifesta agli umili e a coloro che non diffidano di Lui; vedete, figli Miei, l’Onnipotenza messa alla prova confonde gli insensati; no, la Sapienza non entra in un’anima che opera il male;

“allora aprite il vostro cuore al Signore e ricevetelo in semplicità di cuore; appoggiatevi a Lui, perché vi appoggerete alla Sapienza; aumentate la vostra fede nel Signore con la preghiera; avere la fede è pure una grazia donata dal Signore;

“Miei diletti, venite nel Mio Cuore Immacolato e vi donerò riposo; voi tutti che soffrite, voi tutti che siete nel dolore, venite a Me, e Io che sono la vostra Mamma, vi consolerò come ogni mamma consola suo figlio che è nella sofferenza; ma farò ancor più; intercederò per voi presso il Padre e non vi verrò mai meno; venite a rifugiarvi nei Nostri Cuori; che questa corona di spine che adesso soffoca i Nostri Cuori perda le sue spine e dia nuovi boccioli che daranno fiori; abbiate fede in Dio, abbiate fiducia in Lui;

“vi benedico tutti nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, amen;”

5 Aprile, 1989

PADRE PIO DA PIETRELCINA



Profilo umano

Gratitudine.   Sensibile al bene ricevuto, lo ricambia con bontà e si dispiace 
di non poterlo dimostrare coi fatti, come sarebbe suo desiderio:  
"Ricevo la sua [...] - scrive a padre Benedetto - nello stesso tempo anche la 
sua carità e mi dispiace solo di non aver parole sufficienti per ringraziarla 
degnamente come ella merita. Ma ciò che più mi addolora si è di non poterle 
attestare questa mia gratitudine col fatto, come sarebbe mio desiderio" (14 3 
1910). 
"Io rimango sommamente meravigliato ed in pari tempo estremamente confuso di 
tanta vostra squisita carità verso di me, che purtroppo non merito. Ma poiché 
non sono buono a dar segno di riconoscenza, vi auguro che Gesù vi ricompensi a 
cento doppi la carità che usate a me" (18 1 1912).  
Augura la buona pasqua "non lo fo soltanto per un sentimento di filiale 
tenerezza, ma perché vi sono obbligato - scrive a padre Benedetto - per tutto 
l'interesse che vi siete preso per la mia salute, non tanto quella fisica quanto 
quella morale. Questo è un sacro debito ch'io non potrei trascurare senza 
delitto" (15 3 1913).  
Si rammarica quando non può comunicare ai direttori notizie piacevoli, per 
rendere più facile il loro difficile compito di direzione: "Vorrei, o padre, 
almeno una volta con i miei scritti apportarvi sorrisi, gioie. Ma non è in mio 
potere, e molto meno nel presente periodo" (8 3 1916).  
Sollecitamente ringrazia appena ricevuto qualche regalo (23 10 1921).  


Saluti e preghiere a Maria SS.



Ti saluto, o Maria piena di grazia, tutta santa, sempre immacolata, nella cui anima benedetta lo Spirito Santo non solo non fu mai contristato, ma vi trovò sempre le sue delizie, riposandovi come in un paradiso d'amore. Ti supplico, o dolce Madre, a togliere dal cuor mio il vizio della superbia ed ogni sentimento d'alterigia, di vana gloria e d'amor proprio. Ave.

Ti saluto, o Maria, in quella sovrabbondanza di grazia e di doni che in te versò lo Spirito Santo nel momento della tua immacolata Concezione, e teco di cuore mi rallegro per quella fedeltà e generosità con cui sempre corrispondesti alla grazia del divin Paracleto. Deh, buona Madre, che tanto volentieri fai parte ai tuoi miseri figli dei beni tuoi, aiutaci a corrisponder sempre fedelmente alla divina grazia. Ave.

Ti saluto, o Maria, Sposa fedelissima dello Spirito Santo; e considerando quello slancio di generoso amore col quale corrispondesti all'invito dello Spirito divino, che ti chiamava a dimorare nel Tempio, sebbene ancor pargoletta, ti ammiro e ti lodo, e ringrazio Dio che ti sublimò alla più eccelsa santità. Ti raccomando intanto me, e tutte le anime deboli e tarde nel corrispondere agli inviti della divina grazia. Ave.

Ti saluto, o Maria, Specchio di giustizia, nella quale con riflesso ammirabile rifulgendo le divine perfezioni, divenisti degna di esser Madre d'un Uomo Dio, onde ti fu mandato dal Cielo l'Arcangelo Gabriele, nunzio dell'ammirabil Mistero dell'Incarnazione, il quale alla tua domanda rispose: Lo Spirito Santo sopravverrà in te, e ti adombrerà la virtù dell'Altissimo; e allora la tua bell'anima, o Maria, già piena e sovrappiena dello Spirito Santo, fu come immersa in un mare di beatissima luce e di superna grazia. Deh! impetra anche a noi la grazia di rivolgerci sempre al cielo e non alla terra, onde siamo- fatti degni delle consolazioni dello Spirito Santo. Ave.

Ti saluto, o Maria, nel tuo umilissimo ecce Ancilla Domini, parola sì preziosa e potente che ti attrasse nel seno il tuo stesso Creatore. O mia Sorella in Adamo, divenuta mia Signora e mia Madre in questo ammirabile Mistero, abbi pietà di me, che per non avere avuto sin ora la generosità di proferire un sincero ecce Ancilla Domini allorchè Dio chiedeva da me il sacrifizio dei miei voleri, mi feci indegno delle grazie e dei doni dello Spirito Santo. Ave.

Ti saluto, o Maria Madre di Dio, che dal Divino Spirito fosti sollecitamente spinta a recarti da Elisabetta per partecipare a lei e al concepito Battista la grazia di cui eri piena. Deh! volgiti pietosa, ai tiepidi e freddi Cristiani, e con una di quelle tue visite che portano in chi le riceve lo Spirito Santo (come lo portasti alla tua santa Cugina) svegliaci, convertiti, accendici di santo zelo, e fa che non invano abbiamo ricevuto i lumi e le grazie del Paracleto divino, ma procuriamo di portare a Dio le anime dei nostri fratelli traviati. Ave.

Ti saluto e ti ammiro, o fedelissima Vergine Maria, che allo Spirito Santo sempre lasciasti il governo e la direzione della tua mente, del tuo cuore e delle tue azioni, onde la tua vita fu come una tela tutta intessuta dell'oro di perfetta carità e delle fulgide gemme d'ogni più bella virtù. Ah! facci ben intendere, o Maria, quanto sono felici e come corrono per la via di perfezione quelle anime che si lasciano governare dallo Spirito Santo, che Lo pregano, Lo onorano, L'ascoltano, Gli obbediscono e sottomettono in ogni cosa il proprio spirito allo Spirito di Dio. Ave.

Ti saluto, o Maria, la più generosa delle Vergini, che fatta dallo Spirito Santo maggior di te stessa, avesti la forza di compiere colla più perfetta uniformità al divino volere il sacrifizio del diletto Unigenito, e di prender parte a tutti i suoi spasimi e amarissime agonie, congiungendo il tuo materno Cuore al Cuor di Gesù in una stessa e perfettissima immolazione per la salute del mondo; deh! tanto prega per noi il Divino Spirito che ci accenda degli ardori della sua carità e ci sostenga colla sua fortezza, affinchè camminando anche noi per la via del santo amore e del generoso patire, procuriamo la nostra e l'altrui salvezza. Ave.

Ti saluto, o Maria, Maestra di tutti i redenti, e mi pongo ai tuoi piedi nel Cenacolo di Gerusalemme, dove in mezzo agli Apostoli e Discepoli del Salvatore stavi sollecitando colle più fervide preci il promesso Spirito Santo, che venisse a compiere colla santificazione dei credenti gli ammirabili Misteri della nostra salute ed apporre un divino suggello alla riconciliazione dell'Uomo con Dio. Ti ringrazio, o Maria, della maggior sovrabbondanza di doni, di grazia e di forza che alla Chiesa nascente allora impetrasti dallo Spirito Santo tuo Sposo, e ti supplico di richiamare i fedeli del nostro tempo tutti a te d'attorno come in un nuovo Cenacolo per supplicar teco l'Eterno Amore, che si degni tornare fra noi, per liberare la corrotta società dalla schiavitù di Satana e rinnovare la faccia della terra. Ave.

Di Suor Elena Guerra 

La Madre della Salvezza: Solo con l‟Amore di Dio presente nelle vostre anime voi potete diffondere la Sua Parola



Miei dolci figli, voi non sapete che è stato grazie all‟Amore di Dio per tutti voi che Egli 
ha permesso a Me, la Madre di Dio, di proclamare la Sua Santissima Parola ad ogni 
mia apparizione che ha avuto luogo nel mondo. 

È desiderio del mio amato Figlio, Gesù Cristo, che Io mi faccia conoscere, in modo da poter 
realizzare la conversione alla Verità. E così sarà in tutti i miei santuari, in tutto il 
mondo, che Dio farà conoscere la Verità fino al Grande Giorno dell‟alba del Signore. 
Voi tutti dovete unirvi per dare gloria a Dio in tutti i miei santuari, affinché Egli, 
nella Sua Misericordia, riversi grandi Grazie anche sopra le anime più indegne, poiché sono 
quelle che Egli ricerca di più. 

Non sono solo quelli ben istruiti nel campo dei Santi Vangeli che Egli, mio Figlio, 
desidera che vengano a me. No, ciò riguarda anche coloro che provano un gran 
vuoto nel loro cuore e per quanto essi cerchino la pace interiore, non sono in grado di 
trovarla. Molte persone cercano la felicità, la pace e la gioia in questa vita e raramente le 
trovano. Esse non potranno mai trovare la vera pace, finché non riusciranno a trovare 
l‟amore. Solo l‟amore per gli altri potrà condurvi vicino a Dio, perché senza l‟amore non 
troverete mai la Presenza di Dio. 

Vi chiedo, cari figli, di venire a me, la Madre della Salvezza, per chiedermi di 
pregare affinché Dio vi ricolmi del Suo Amore. Quando reciterete questa preghiera, 
Io chiederò a mio Figlio di rispondere alla vostra invocazione. Cercate l‟amore e 
mostrate tutto l‟amore che avete nei vostri cuori per gli altri ed infine condividetelo. Quando 
lo farete, mio Figlio vi riempirà con così tanto amore che poi sarete pronti a condividerlo tra di 
voi. L‟amore sradica l‟odio. Se provate qualche forma di odio per un altro essere umano, allora dovete invocare mio Figlio, Gesù Cristo, per liberarvi da questa infestazione. 

Crociata di Preghiera (159) Supplica per l‟Amore di Dio: 

Oh Madre della Salvezza, ti chiedo di intercedere in mio favore quando supplico per 
ottenere l’Amore di Dio. Riempi la mia anima, che é un vaso vuoto, con l’Amore di 
Dio, cosicché quando è traboccante, si spanda sopra quelle anime verso cui Io faccio 
fatica a mostrare compassione. 

Per la Potenza di Dio, Io chiedo di essere liberato da ogni sentimento di odio che 
posso covare verso coloro che tradiscono tuo Figlio. 

Rendi umile il mio spirito e ricolmami con la generosità d’animo, affinché io possa 
seguire gli Insegnamenti di Cristo e diffondere il Suo Amore in ogni situazione della 
mia vita. 

Amen. 

Si parla dell‟Amore come se fosse facile sentirlo, ma per molti questo richiede una grande 
umiltà priva di ogni egoismo. Senza umiliarvi davanti a Dio, voi non sentirete il Suo Amore. E 
senza l‟Amore di Dio, non potrete essere fecondi. Solo con l‟Amore di Dio nelle vostre 
anime, voi potrete diffondere la Sua Parola. 

Senza il Suo Amore, le parole che voi pronunciate nel Suo Nome, saranno sterili e 
prive di vita. 

La vostra amata Madre, 

La Madre della Salvezza 

8 Luglio 2014


sabato 9 febbraio 2019

Non permettete al Mio avversario di trovarvi addormentati;



Io sono; 
Io, che sono il Maestro dell’Amore, vi insegnerò ad amarMi pienamente e ad amarvi l’un l’altro, come Io vi amo, questo sarà il vostro primo passo verso di Me; vi guardo tutti come Miei piccoli figli che a stento sanno camminare da soli; vi offrirò le Mie Mani e voi metterete le vostre piccole mani nelle Mie, ed insieme, insieme voi e Io, faremo i primi passi in avanti … sapete quanto già Mi rallegro? vi farò progredire e abbellirò la vostra anima, guidandola alla perfezione, se desiderate aprirvi completamente a Me;

permettetemi di insegnarvi i Miei statuti e vi spiegherò come osservare i Miei precetti; aprirò le Porte delle Virtù a tutti coloro che vogliono imparare; sì, Io Stesso, con la Mia Mano vi metterò in bocca i Miei Frutti; aggrappatevi a Me e Io vi soccorrerò in questi tempi difficili in cui la Furia è stata liberata; questi tempi in cui molti sprofondano nella confusione, non riuscendo a distinguere la mano destra dalla sinistra;

oggi più che mai, il maligno ed i demoni si aggirano in ogni angolo della terra cercando di ingannarvi tutti, tendendovi insidie per farvi soccombere; questa è la ragione per cui vi chiedo di pregare incessantemente; non permettete al Mio avversario di trovarvi addormentati; state in guardia in questi giorni; non lasciate nemmeno che trovi uno spazio vuoto in voi, colmatevi della Mia Parola, del Mio Amore, della Mia Pace, delle Mie Virtù; venite spesso a riceverMi nella piccola Ostia, nella purezza, affinché non cediate alla tentazione;

pregate incessantemente; conosco quanto vi è necessario meglio di voi stessi e ancor prima che Me lo chiediate, conosco il vostro cuore; in ogni occasione possibile, volgetevi a Me e pregate, pregate per riparare e compensare la mancanza di preghiere in questa terra; siano le vostre preghiere la vostra corazza che vi protegge da tutto il male che si aggira intorno a voi, disarmate il demonio con l’amore, l’amore sia la vostra arma, la pace sia scritta sulla vostra fronte affinché tutti possano vederla; voi dovreste fare delle vostre membra un’arma che combatte al Mio fianco e allora il peccato non dominerà più la vostra vita;4 la Mia Parola sia la vostra lampada; spandete il Mio Messaggio d’Amore e di Pace in ogni angolo del globo per raggiungere i cuori e convertirli; lasciate che coloro che ancora non Mi conoscono vengano a vedere quale Fornace d’Amore è il Mio Sacro Cuore; venite a sentire il Mio Sacro Cuore Ardente d’Amore, e quando lo farete, anche se il vostro cuore è pietrificato e arido per la mancanza d’amore, con la Mia Fiamma d’Amore lo attirerò facendone una torcia vivente;

diletti e benedetti della Mia anima, quanto soffre il Mio Cuore quando vedo alcuni di voi resisterMi ancora ... vedete, sono stato forse mai conosciuto per la mia infedeltà? Io sono Il Fedelissimo, che non vi rinnega mai, né vi abbandona nei momenti di sofferenza; Io non vi ho mai abbandonato; vi cercherò come un ragazzo insegue la sua fidanzata, perché sono il vostro Dio Fedele che veglia su di voi dall’alto con grande amore; venite a Me ed offriteMi le vostre sofferenze con amore; Io e voi, voi e Io, condivideremo quelle sofferenze;

figlie e figli Miei, volete pregare voi e io insieme il “Padre Nostro”? prima di farlo, raccoglietevi e pregate lentamente, dal profondo del cuore, lasciate che questa preghiera raggiunga il Padre, meditate su quel che dite; pregate, vi ascolto … e il Mio Regno verrà e la Mia Volontà sarà fatta sulla terra come in Cielo;

all’attuale oscurità sostituirò la luce; alla malvagità sostituirò l’amore e a questo letargo una luce viva per guidare i vostri passi; Io non vi verrò meno; guarirò le vostre piaghe e laverò le vostre macchie con la Mia Tenerezza; allora venite a Me e amateMi; che il vostro amore spenga la Mia Fiamma di Giustizia, le vostre preghiere del cuore allevino le Mie piaghe, le vostre preghiere si innalzino verso il Cielo come incenso, glorificandoMi e lodandoMi; riparate gli errori di altri che vengono di notte a distruggere la Mia Vigna, impedendoLe di produrre i Suoi Grappoli; fate il bene e cessate di fare il male; qualsiasi cosa voi facciate, fatelo per la Mia Gloria;

venite, anime dilette, a condividere la Mia Croce con Me; la Mia Croce implora l’Amore, la Pace e l’Unità; insieme La porteremo, voi e Io, Io e voi, uniti nell’Amore; Io, il vostro Signore Gesù Cristo, dono a tutti le Mie benedizioni; siate Uno;

5 Aprile, 1989

AMORE



(carità – misericordia – circolo d’amore – pazzie d’amore) 


L’Amore è ciò che ci fa vivere; è la fame più profonda di ogni uomo. Per Veronica la fonte del vero Amore è solo Dio: Egli lo dona a tutti gratuitamente. Solo il suo Amore ha dimostrato di essere più forte di qualunque altra cosa: più forte perfino del peccato e della morte! 

Maria a santa Veronica: Ama! Nell’amare conoscerai te stessa per lasciare te e tutto il momentaneo. (D V, 571) 

 santa Veronica Giuliani

I MISTERI DELL’ALDILA’ SVELATI A JOSEFA



5 agosto 1921
Gesù viene splendente di bellezza: "Voglio che tu ti consumi nel mio Amore. Te l'ho già fatto comprendere: tu non troverai felicità che nel mio Cuore. Voglio che tu mi ami, giacchè ho fame di amore, ma che tu bruci anche dal desiderio di vedermi amato e che il tuo cuore non abbia più altro alimento che questo desiderio. Tutti i giorni, dopo la Comunione, ripeti col massimo ardore possibile: "Cuore di Gesù, che il mondo intero si accenda del Tuo amore! ".

8 agosto 1921
La sera Gesù tornò nello splendore radioso del Suo Cuore e delle Sue Piaghe. Tornò senza croce! Josefa non osa credere alla felicità che presagisce dall'aspetto luminoso del Maestro. Gli chiede la croce! "Domani quella Comunità religiosa comincerà il ritiro e presto diverrà per il Mio Cuore un rifugio di grande consolazione".

25 settembre 1921
E' giunta l'ora degli assalti accaniti. Alle prese con la violenza di Satana, Josefa non cessa di ripetere nella sua volontà: "Essere fedele, o morire" : Ma tuttavia presto si crede abbandonata e respinta da Dio!
Due o tre volte la pace ritorna improvvisa al ricordo di qualche parola del Maestro. In quei rari minuti tutta l'anima sua rientra in pieno possesso di sè con amore così ardente che non trova espressioni sufficienti. 

28 novembre 1921
Al demonio è stato dato un nuovo potere. Josefa per la prima volta ascolta la voce diabolica che ormai la perseguiterà giorno e notte nei corridoi, al noviziato, al laboratorio, al dormitorio: "Tu sarai nostra... sì, tu sarai nostra! ... ti stancheremo... ti vinceremo..., ecc. ". Questa voce la terrorizza ma non le toglie il coraggio.

6 dicembre 1921
Josefa vede il demonio in forma di un grosso cane nero con occhi fiammeggianti, vuol slanciarsi su di lei ma non può.

17-18 dicembre 1921
Il demonio assume l'aspetto di un uomo avvolto in un chiarore fumoso e cerca di sedurre Josefa con parole sdolcinate, messo in fuga dal Crocifisso di Josefa torna all'assalto e si getta su di lei facendole subire atroci tormenti. L'accusa poi di aver fatto una confessione sacrilega e proferisce orribili bestemmie. Manda tremende maledizioni alla Fondatrice e alle Superiore e grida: "Potessi fare un giro in questa maledetta Casa, ma non posso, posso scaricare la mia collera solo su te".

VITA OLTRE LA MORTE



TESTIMONIANZA DELLA DOTTORESSA GLORIA POLO


Mia nipote bruciata

Venti anni dopo ... Mia nipote era una ragazza bellissima. Io gli davo i miei consigli su
come vestirsi, come mostrare il suo corpo, come pitturarsi ... Un giorno si è bruciata
gravemente, più del 70% del suo corpo. Solo la faccia si era salvata. Ma era proprio molto
grave, poteva morire.

Io mi sono infuriata. Mi ero rivoltata contro Dio. Sono andata in cappella e cominciai a dire
“Dio, se esisti, dammi una prova! Mostrami che esisti, salvala!”. Che grande superbia la
mia! Mia nipote si è salvata, ma è rimasta tutta bruciata, con grandi cicatrici. Le sue mani
erano storte, una tristezza! In quel tempo io avevo soldi, la portavo a passeggiare, alle
volte la portavo in piscina. Ma quando la facevo scendere in acqua, tutta la gente usciva
protestando: “Che schifo! Non so perché escono di casa con questa creatura! Viene qui per
rovinarci le ferie!”

Ero quello che la gente diceva. Le persone che parlano così sono cattive, perverse, egoiste.
Per questo mia nipote non voleva più uscire di casa. Era arrivata al punto di aver paura
degli altri (piange). 

Il Signore mi ha mostrato quando prendevo in giro qualcuno senza avere compassione di
lui. Che diritto hai tu, per far soffrire qualcuno, con ingiurie, applicandoli soprannomi,
senza importarti di come si sente dentro. Chi diritto hai tu, ad essere così crudele? Dio ti
mostrerà tutte le persone che hai «ucciso» con una parola! Vedrai, che potere terribile può
avere la parola per assassinare le anime. 

Ma se avessi riconosciuto il mio peccato, davanti al Santissimo Sacramento, e avessi
chiesto la grazia di riparare i miei peccati, Dio avrebbe anche guarito mia nipote nella sua
anima. Perché il nostro Dio è un Dio innamorato e, nella misura in cui chiudiamo le porte
al male, apre le porte delle benedizioni. Quando il Signore mi ha esaminato sui 10
comandamenti, mi ha fatto capire che solo a parole adoravo Dio, mentre in verità stavo
adorando Satana. Criticavo tutto e tutti «a Santa Gloria» ... E come il Signore mi ha
mostrato tutto questo, dicevo di amare Dio e il prossima, ma non era vero, ero molto
invidiosa ...

Mi ha mostrato come non avevo mai riconosciuto, ne ringraziato, i miei genitori, i loro
sacrifici,  per  farmi  avere  una  professione  e  avanzare  nella  vita.  Si  sforzavano,  si
sacrificavano, ma io ero cieca, non lo vedevo. Anzi, quando sono arrivata ad avere la mia
professione,  mi  sono  inorgoglita,  loro  sono  diventati  inferiori,  fino  al  punto  di
vergognarmi di mia madre, per essere umile e povera. Tutto questo è vergognoso! Dio mi
ha mostrato, alla luce dei 10 comandamenti, come ero con gli altri e con Dio.

DEPONGO AI TUOI PIEDI L’ADORAZIONE DI TUTTI




Gesù, depongo ai tuoi piedi l’adorazione, la sudditanza di (N.N. e di) tutta l’umana famiglia, depongo sul tuo Cuore il bacio di tutti, nelle tue labbra imprimo il mio bacio per suggellare il bacio di tutte le generazioni, con le mie braccia Ti stringo per stringerti con le braccia di tutti, per portarti la gloria di tutti, le opere di tutte le creature. (preghiera dettata da Gesù a Luisa Piccarreta = Cfr. Vol. 12 - 22.5.1919)

Gesù, sperdi la mia volontà (e la volontà di N.N.) nella Tua e dammi (oppure: e dacci) la Tua per vivere. Riordinare in Gesù i Pensieri delle creature
Mio Gesù, i miei pensieri sono una sola cosa con i tuoi; perciò insieme con Te prego, imploro, scuso e riparo innanzi alla Maestà Divina tutto il male commesso (da N.N. e) da tutte le creature con la loro intelligenza. Permettimi che prenda le tue spine e la tua stessa Intelligenza e che vada con Te (da N.N. e) da tutte le creature, ad attaccare la tua Intelligenza alla loro. Voglio restituire loro l’intelligenza come Tu la creasti all’origine, con la santità della tua. Voglio riordinare con la santità dei tuoi pensieri tutti i pensieri (di N.N. e) di tutte le creature in Te e trafiggere con le tue spine (la mente di N.N. e) tutte le menti delle creature, per restituirti il dominio ed il regime di tutti. O Gesù, Tu solo sii il dominatore di ogni pensiero, di ogni affetto e di tutti i popoli. Reggi Tu solo ogni cosa; solo così la faccia della terra, che fa orrore e spavento, si cambierà. (Cfr. Le Ore della Passione di N.S.G.C. - 19a Ora)

Dalla grande foresta verranno spine che feriranno molti cuori.



Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 05/02/2019

Cari figli, piegate le vostre ginocchia in preghiera. Dalla grande foresta verranno spine che feriranno molti cuori. Confidate in Gesù. In Lui è la vostra vera liberazione e salvezza. Cercate forze nell'Eucaristia per essere grandi nella fede. Qualunque cosa accada, ricordatevi sempre il cammino che vi ho indicato lungo questi anni. Coraggio. Voi non siete soli. Il Mio Gesù è con voi e nulla dovete temere. Avanti nella difesa della verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

venerdì 8 febbraio 2019

L’ANIMA AFFLITTA RICORRE ALLO SPIRITO SANTO



Dove andrò, o mio Dio, e a chi ricorrerò se mi allontano dal tuo Spirito? Quo ibo a Spiritu tuo? Non è forse il tuo Spirito, o Signore, riposo nelle fatiche, sollievo nel pianto e ottimo consolatore in ogni angustia e tribolazione? Sì, o Spirito Santo, Eterno Amore; ti credo e confesso per Quello che la Chiesa pur ti confessa e ti crede; e ti supplico a rivolgerti propizio. a un'anima tribolata che a te ricorre, e vuole rifugiarsi all'ombra benefica e proteggitrice delle tue ali, chiedendoti aiuto e conforto per sostenere in pace e con merito il peso della tribolazione. Tu, o Santo Spirito, hai detto che a coloro che amano Dio tutte le cose ritornano in bene; deh! ravviva la mia fede; e fammi creder proprio effettivamente a sì consolante promessa, dalla quale sorge un bel fiore di speranza. Non ti chiedo che mi liberi dalla tribolazione, ma che mi cangi la tribolazione in esercizio di verace virtù e in accrescimento di santo amore. E intanto che io soffro, fammi sentire, o dolce Ospite dell'anima, la tua benefica presenza, poichè promettesti d'esser col tuo fedele quand'egli soffre: Cum ipso sum in tribolazione. Ah sì! degnati star meco sempre, e riempi di te l'intimo del cuor mio. E poichè per maggiormente confortarmi dicesti ancora: Eripiam eum et gloricabo eum; cioè, libererò il mio servo dai mali che soffre, e gli renderò gloria per la pene che ha sostenuto; io spero, o eterno Amore, che quando sarà bene per me, tu mi consolerai liberandomi dalla presente tribolazione, e riserbandomi maggior gloria in Cielo per le sofferte pene. Intanto ti chiedo dolce e tranquilla pazienza colla fortezza che è necessaria per soffrire senza colpa, senza lamenti, senz'abbattimento di spirito; anzi con serena pace e con guadagno di meriti. E aspettando con ferma fiducia i consolanti effetti della tua infinità bontà, mi riposo in pace sotto le tue ali, e nelle tue mani rimetto il mio spirito, il mio corpo e tutte le cose mie, onde si adempia sempre in me il tuo santo volere. Fiat voluntas tua!

Di Suor Elena Guerra 

La Madre della Salvezza: Lavorerò a stretto contatto con il mio diletto Figlio Gesù Cristo, nel Suo atto finale per mettere in salvo l‟umanità



Figlia mia, il mio tempo come Madre della Salvezza, in cui lavorerò a stretto contatto 
con il mio diletto Figlio Gesù Cristo, nel Suo atto finale per mettere in salvo 
l‟umanità, è stato fermamente stabilito. 

Io, da questo giorno in avanti, farò tutto ciò che mi viene richiesto allo scopo di 
obbedirGli, mentre Egli interviene negli affari del mondo per rivelare la Sua 
Misericordia. 

La via per la salvezza è una strada molto difficile, in quanto non è mai facile aprire gli occhi 
dei ciechi alla Verità. Non c‟è niente di più frustrante dell‟essere testimoni della cecità di 
quelle povere anime che non possono vedere perché si rifiutano di farlo. La testardaggine 
dell‟uomo è una grande barriera ed a causa di questo, sono richiesti grandi atti di preghiera e 
di sacrificio da parte di tutti coloro che sono stati benedetti con la Luce di Dio nei loro cuori. 

Sarà la generosità con la quale voi consegnerete il vostro libero arbitrio a mio Figlio, il dono 
che Egli desidera, che permetterà allo Spirito Santo di scendere sopra quelle anime che hanno 
tanto bisogno della Misericordia di mio Figlio. 

Può essere una grande sfida proclamare la Verità solo con la vostra fede. Nonostante molte 
persone siano fedeli a mio Figlio, esse però non hanno il dono dell‟intuizione. La fede cieca in 
Dio è un grande Dono e viene offerto a coloro che sono teneri di cuore e privi di egoismo. 
Alzatevi dunque, cari figli, e preparatevi alla grande battaglia per le anime. Sarà il compito 
più grande anche per colui che tra di voi é il più forte. Lasciate che io, la vostra Madre, vi 
guidi nei tempi a venire, perché io sono la vostra Avvocata e Gesù Cristo mi ha 
concesso delle immense Grazie, affinché sia in grado di condurvi con me lungo il 
percorso verso la grande gloria. 

Andate in pace per amare e servire Dio. A coloro che Lo seguono come bambini, sarà accordata ogni Protezione. 

La vostra amata Madre 

La Madre della Salvezza 

6 Luglio 2014


giovedì 7 febbraio 2019

PADRE PIO DA PIETRELCINA



 Profilo umano. 

La sua sensibilità lo faceva enormemente soffrire quando si persuadeva della incapacità di realizzare pienamente il suo ideale umano divino, come pure quando non vedeva il modo di attuare ciò che ardentemente desiderava:  "Ahimè! sono la creatura la più infelice. Chi mi libererà da questa vita 
morente, da questi due estremi contrari che mi tiranneggiano e mi vanno divorando?" (6 11 1919).  
"Ahimè! padre mio, che caos vi è in fondo di questo cuore! Che mistero io sono a me stesso!" (26 10 1917).  
La compassione per il prossimo acuiva anche il dolore per le prove fisiche e morali dei familiari. Alla morte del nipotino Francesco, avvenuta all'età di 11 anni, verso cui nutriva un tenero affetto, si affretta a comunicare al padre Agostino la "nuova non gradita" e aggiunge: "I poveri genitori sono disperati, pregate per la loro rassegnazione. Se vi riesce, fatevi una capatina a Pietrelcina per confortarli e se questo è impossibile scrivete loro una letterina" (18 11 1920). 

I Miei profeti saranno sempre perseguitati, giudicati, flagellati, repressi, scacciati da città a città, guardati con disprezzo e crocefissi,



Io sono; 

Signore, anche quando si possono provare agli scettici le conversioni e le guarigioni di grandi peccatori, nonostante questi frutti evidenti, essi non ne sono affatto convinti.

anche se qualcuno risuscitasse dai morti proprio davanti ai loro occhi, essi non si convincerebbero lo stesso... a questi si addice la profezia di Isaia;1 ascolterete e riascolterete, ma senza comprendere, osserverete e osserverete ancora , ma senza conoscere; poiché il cuore di questa nazione è diventato insensibile, i loro orecchi si sono chiusi all’ascolto e hanno accecato i loro occhi per timore di dover vedere con gli occhi, udire con gli orecchi, comprendere con il cuore ed essere convertiti e guariti da Me;

molti dimenticano che anche i Miei profeti sono parte del Mio Corpo; infatti ho concesso a ciascuno di loro una grazia, affinché voi tutti siate un’unità; Mia figlia carissima, ho formato alcuni come apostoli, altri come sacerdoti, insegnanti ed alcuni come profeti in tempi di ribellione, perciò, perché tanti di voi si sorprendono e respingono i Miei profeti? come può il Mio Corpo essere efficiente se un suo membro viene amputato? sono stanco, il Mio Corpo viene costantemente mutilato e lacerato; Mio fiore, accetta con amore i tuoi persecutori; non giudicarli; i Miei profeti saranno sempre perseguitati, giudicati, flagellati, repressi, scacciati da città a città, guardati con disprezzo e crocefissi, e così voi continuerete a far discendere su di voi il sangue di ogni santo sparso sulla terra; la Scrittura non mente mai; Io sono il Verbo;

2 Aprile, 1989

INFERNO



I quattro principali supplizi dell'inferno.

« Figlia mia, disse Iddio a S. Caterina da Siena, la lingua non è sufficiente a narrare 1a pena di queste anime tapinelle. Vi sono tre vizi principali: Amor proprio di sè, d'onde esce il secondo, cioè la propria riputazione, e dalla propria riputazione procede il terzo, cioè la superbia, con falsa ingiustizia e crudeltà, e con altri immondi e iniqui peccati, che dopo questi seguitano. Così ti dico che nell'inferno vi sono quattro tormenti principali, ai quali seguitano tutti gli altri tormenti. Il primo è che i dannati si veggono privati della mia visione, che per loro è pena così grande che, se loro fosse possibile, eleggerebbero piuttosto il fuoco e i crociati tormenti e vedere me, anzichè stare fuori delle pene e non vedermi.

« Questa pena ne produce una seconda, che è il verme della coscienza che la rode incessantemente. Il dannato vede che, per colpa sua, si è privato della mia vista e della compagnia degli angeli e che si è reso degno della compagnia e della vista del demonio.

« Questa vista del demonio è la terza pena, e questa pena raddoppia la sua sventura. I Santi trovano la loro felicità eterna nella mia visione; vi gustano, nella gioia, la ricompensa delle prove che sopportarono con tant'amore per me e con tanto disprezzo per se stessi. Quei disgraziati invece trovano incessantemente il loro supplizio nella visione del demonio, perchè vedendolo essi si conoscono maggiormente e comprendono quello che meritarono colle loro colpe. Allora il verme della coscienza li rode più crudelmente e li divora come un fuoco insaziabile. Ciò che rende questa pena terribile si è ch'essi veggono il demonio nella sua realtà, e la sua figura è così spaventosa che l'immaginazione dell'uomo non potrebbe mai concepirlo.

« E se bene ti ricorda, io te lo mostrai un solo istante in mezzo alle fiamme e tale istante fu sì penoso che avresti preferito, poichè ritornasti in te, di andare per una strada di fuoco fino al giorno del giudizio piuttosto che rivederlo; eppure quello che vedesti non può farti comprendere quant'egli è orribile, perchè la giustizia divina lo mostra assai più orribile ancora all'anima che è separata, e l'orrore di quella visione è proporzionato alla grandezza della sua colpa. « Il quarto supplizio dell'inferno è il fuoco. Questo fuoco arde e non consuma, perocchè l'anima non si può consumare. L'essere suo non è cosa materiale, che possa essere consumata dal fuoco, poichè è incorporea; ma, giustizia vuole che questo fuoco la arda e la torturi senza distruggerla, e questo supplizio è in rapporto con la diversità e la gravità delle sue colpe.

« Questi quattro principali tormenti sono accompagnati da molti altri, come dal freddo, dal caldo e dallo stridore di denti. Ecco come saranno puniti quelli che, dopo essere stati convinti d'ingiustizia e di errore durante la loro vita, non si saranno convertiti e, nell'ora della morte, non avranno voluto sperare in me e piangere l'offesa che mi avevano fatta, più che la pena che avevano meritata » (Dialogo, xxxviiI).