domenica 29 marzo 2020

Ci sono molte cose che ancora non comprendete!



Abbiate fiducia, figli Miei, abbiate fiducia! Tutto ciò che Noi vi diciamo serve per la vostra preparazione!

Credete figli Miei, credete! Perché soltanto i credenti troveranno la via verso di Me! Soltanto loro comprenderanno! Soltanto loro andranno con Gesù!

Purificatevi figli Miei, purificatevi! Fate penitenza, pentitevi e confessatevi

Restate fedeli a Gesù

AmateLO,

Figli Miei. Ci sono molte cose, che ancora non comprendete e soltanto con umiltà, fede e con le grazie dello Spirito Santo verrete sempre più “illuminati”! Comprenderete il nesso, le sequenze e le profezie, ma dovete restare umili e non soppesare sul bilancino ogni singola parola!

La risposta sta in voi, nei vostri cuori perché Noi agiamo nei cuori: Io, il vostro Padre Celeste, Gesù, il Mio Santo Figlio e il Nostro Santo Spirito che vi regala il “dono della comprensione” se vuoi Lo pregate sinceramente, se credete, avete fiducia e restate nell’umiltà!

Gesù: Difficilmente vi spiegherete la Nostra Parola con la ragione, perché non sta nelle vostre possibilità farlo, ma può farlo chi legge con il cuore, con umiltà, con fiducia e con fede sincera.

Pregate quindi lo Spirito Santo per ricevere questi meravigliosi doni, abbandonatevi e lasciatevi guidare da Me, il vostro Gesù.

Le Profezie di Teresa Neumann



La «cerchia di Konnersreuth» 

Si tratta di un gruppo di amici di Teresa, che ebbe una notevole importanza nella sua vita. Era composto di persone notevoli nei vari campi della vita sociale e culturale, che venivano per lo più ad Eichstàtt, dove anche Teresa trascorreva molto del suo tempo. Il gruppo era decisamente antinazista. Tra i membri del gruppo non si può non citare per primo il professor Franz Xaver Wutz, sacerdote e orientalista. La sua casa di Eichstàtt era il luogo in cui gli amici si riunivano e dove Teresa stessa visse a lungo. Il professor Wutz era un personaggio notissimo: docente di scienze bibliche e di esegesi veterotestamentaria, era famoso e stimato sia in Germania che all'estero. Aveva conosciuto Teresa e la sua famiglia fin dall'inizio dei fatti straordinari di cui aveva letto sui giornali: si era infatti recato a Konnersreuth ed era rimasto subito molto ben impressionato dalla semplicità e devozione della famiglia Neumann. Si era anche reso conto delle difficoltà che Teresa e i suoi dovevano affrontare ora che erano al centro dell'interesse e della curiosità generale. Il professor Wutz guidava la macchina e tornò molte volte a Konnersreuth, specie di venerdì.  

Assisteva alle sofferenze e alle visioni della passione e mostrava un interesse particolare per le parole in aramaico che Teresa pronunciava. Ben presto si convinse dell'autenticità di quanto avveniva a Konnersreuth, e tra lui e la famiglia Neumann venne a crearsi una calda amicizia. Wutz fu vicino ai Neumann come sacerdote e come amico, e Resl aveva nei suoi confronti una fiducia illimitata. Ottilia, la sorella di Resl, fu per molti anni governante di Wutz a Eichstàtt; e in seguito Ferdinand e Hans, i due fratellini minori, furono accolti nella casa di Wutz a Eichstàtt per poter studiare.  

In questo modo Eichstàtt divenne la seconda casa di Resl, che vi trascorreva intere settimane. Il professor Wutz ottenne dal vescovo il permesso di trasformare una stanza in cappella, e lì celebrava la Messa quando Resl era presente.  

Il professor Wutz morì improvvisamente nel 1938, ad appena 56 anni: la sua morte rappresentò un grande dolore per Resl, che tuttavia in un certo senso l'aveva prevista. Racconta infatti Anni Spiegì, che fu presente al fatto: «Poco prima della morte del professore, mentre riceveva la comunione, Teresa ebbe la visione del Salvatore che rivolgeva uno sguardo particolarmente intenso e amorevole a Wutz, che celebrava. Quando si riprese, Teresa disse: "Conosco quello sguardo buono, il Salvatore vuole qualcosa di grande". Infatti pochi giorni dopo il professor Wutz morì per attacco cardiaco». La casa di Wutz, che per anni era stata il cuore della comunità di amici di Teresa, fu acquistata dopo la sua morte dal principe Erich Waldburg- Zeil, che faceva parte del gruppo: Ottilia ne rimase la governante. 

Durante la guerra la casa divenne un asilo per studenti, e in seguito fu trasformata in un pensionato per ragazze. Dopo la guerra fu una sede della Caritas e ospitò soldati, fuggiaschi, donne, bambini, gente affamata e stracciata che emergeva dalle macerie della guerra. Ottilia fu infaticabile nell'aiutare, nel dare, nel prodigarsi per tutti. Casa Wutz fu venduta nel 1961, dopo la morte di Ottilia: e fu appunto pochi giorni prima di morire che Teresa vi soggiornò ancora, per aiutare a impacchettare mobili e suppellettili e a fare trasloco.  

Un altro personaggio importante nella vita di Teresa fu il dottor Fritz Gerlich, che faceva anche lui parte della cerchia di Konnersreuth. Gerlich era redattore capo del Munchner Neueste Nachrichten, era protestante e molto scettico. Come abbiamo già accennato, andò a Konnersreuth nel 1926 con l'intenzione di smascherare un inganno e di scrivere un articolo dissacrante sul suo giornale. Rimase invece così colpito dai fatti da escludere assolutamente ogni inganno e da convertirsi al cattolicesimo; in questo ebbe la guida del professor Wutz. Quello che vide a Konnersreuth cambiò totalmente la sua vita: e il libro che scrisse su Teresa è una miniera di notizie. Dichiaratamente ostile al nazismo, Gerlich fu arrestato nel 1933 dalla Gestapo e ucciso. Egli è considerato uno dei primi martiri del terzo Reich.  

Tra gli altri membri della cerchia di Konnersreuth, ricordiamo ancora padre Ingbert Naab, guardiano del convento dei Cappuccini di Eichstàtt. Fu collaboratore di Gerlich nell'editare la rivista Der Gerade Weg, apertamente contraria al nazismo e subì anche lui persecuzioni dalla Gestapo; dovette infatti lasciare il convento e rifugiarsi in Svizzera, dove morì nel 1935. Del principe Erich Waldburg-Zeil, che acquistò la casa di Wutz dopo la sua morte, abbiamo già detto. Anche lui morì presto, ad appena 50 anni, per un incidente di caccia, ma sua moglie rimase amica devota di Resl fino alla sua morte. Un altro membro importante della «cerchia» fu Bruno Rotschild, che era farmacista ed ebreo. Quanto vide a Konnersreuth lo indusse a convertirsi, a studiare teologia e a farsi sacerdote. Morì per attacco cardiaco la vigilia di Natale del 1932: Teresa, che non aveva ancora saputo della sua morte, lo vide nella sua visione di Natale presso il Salvatore, e ne fu così informata. Molto amica di Teresa fu la badessa del convento di S. Walburg, Benedikta von Spiegel, donna di grande carattere e intelligenza. Resl era spesso sua ospite al convento. Ricordiamo ancora, tra gli amici più intimi di Teresa, il vescovo Preysing e il vescovo Rackl, entrambi amici del professor Wutz, il musicista Wilhelm Widmann, di cui abbiamo avuto già occasione di parlare; il professor Franz Xaver Mayr, docente di scienze naturali, uno dei pochi che sopravvissero a Teresa e fino all'ultimo le furono vicini; e il professor Josef Lechner, docente di diritto ecclesiastico ad Eichstàtt, grande amico della famiglia Neumann e strenuo difensore, con i suoi articoli, di Teresa.  

Da non dimenticare Anni Spiegi, di origine modesta (era commessa a Eichstàtt) ma di grande spiritualità e intelligenza, che conobbe Teresa attraverso il professor Wutz e ne divenne fedele e intima amica. Il suo piccolo libro di ricordi personali su Teresa Neumann è una insostituibile fonte di informazione. Tutte queste persone, e altre ancora, non esitarono a prendere fin dai primi tempi posizione a favore di Teresa Neumann, offrendole sia la loro amicizia personale che il conforto e il sostegno della loro stima, che seppero esprimere in modi molto concreti.  

Il gruppo di persone che gravitava intorno a Teresa era, come abbiamo visto, apertamente antinazista, e Teresa stessa non esitò mai ad esprimere pubblicamente la sua condanna del nazismo. Nonostante le difficoltà che molti della sua cerchia ebbero col regime, Teresa non ebbe particolari problemi: Hitler infatti aveva dato ordine di lasciarla in pace e di non toccare Konnersreuth, sebbene quando ci furono le elezioni in paese soltanto pochissime persone avessero optato per Hitler. Hitler era molto superstizioso e certamente in cuor suo aveva paura di molestare un personaggio che era protagonista di tanti fatti miracolosi. Resl inoltre era molto amata e stimata dalla gente e anche questo fatto contribuì certamente alla decisione di non disturbarla. Negli ultimi giorni di guerra tuttavia a Teresa e ai suoi non mancarono le difficoltà. Come riferisce il dottor J. M. Hòcht nel suo ottimo libro sulla mistica, un capitolo del quale è dedicato a Teresa Neumann con cui fu per anni in rapporto di amicizia e fiducia, Konnersreuth fu oggetto di persecuzioni e sparatorie da parte della Gestapo poco prima che la guerra si concludesse. Addirittura una SS si presentò con la pistola in casa di Teresa, che era assente, ordinando che la stigmatizzata uscisse e lo seguisse. Fu fermato da un medico militare. La notte del 20 aprile 1945 Konnersreuth fu al centro del fuoco incrociato dei panzer delle SS che distrussero molte case e fienili. Durante questo assedio Teresa si trovava nella cantina del fienile della parrocchia, che andò in fiamme, e riuscì a uscirne evitando per un pelo il soffocamento. In maniera altrettanto fortunosa suo padre e suo fratello riuscirono a evitare le schegge delle granate rifugiandosi dalla cantina di casa nella camera di Resl.  

Il 29 aprile 1945, anniversario della beatificazione della piccola Teresa di Gesù Bambino, la santa si mostrò nuovamente a Teresa in una gran luce e le disse: «State tranquilli e abbiate fiducia; avete potuto constatare con mano il modo meraviglioso con cui siete stati aiutati. Il grande piano infernale è stato annientato dalla forza celeste: avete pur visto e capito in quale terribile pericolo vi trovavate. Il Signore ha accolto il tuo sacrificio. Esso non è stato inutile». «Evidentemente», conclude il dottor Hòcht, «durante l'assedio Teresa aveva offerto con particolare intensità le proprie sofferenze e il proprio sacrificio». Dopo la guerra gli americani offrirono protezione a Teresa Neumann e alla sua famiglia. Teresa fece amicizia con molti di loro e tanti furono i soldati americani che poterono assistere alle passioni del venerdì.  

Del carattere di Teresa Neumann abbiamo già detto alcune cose. Vediamo ora le sue occupazioni quotidiane. Gran parte delle sue attenzioni andavano alla chiesa, dove trascorreva molto tempo. Durante le funzioni, per proteggerla dalla curiosità della gente, le era stato riservato un posto dietro l'altare. Però Teresa amava trascorrere in chiesa anche ore solitarie a pregare; e dedicava cure amorose a pulire e ornare la casa di Dio. Lei stessa procurava i fiori per l'altare: quei fiori che curava con le sue stesse mani. Amava anche intonare il colore dei fiori alle varie festività: fiori bianchi per le feste mariane, rossi a Pentecoste, gialli e oro per le nozze d'oro di padre Naber col sacerdozio. La casa di Teresa aveva fiori a tutte le finestre; per l'inverno c'era anche una piccola serra. Il pezzetto di terra dove Teresa coltivava la maggior parte dei suoi fiori, quelli destinati alla chiesa, distava cinque minuti da casa.  

I fiori per Teresa erano espressione dell'amore di Dio e della bellezza del creato, e le ore che passava a curarli erano tra le più felici della sua giornata. Teresa amava moltissimo la natura e aveva una predilezione per gli animali e specialmente per gli uccellini. Teneva in casa le colombe, che le tenevano compagnia quando non poteva uscire. Possedeva anche un cavallino, di nome Lotte, che custodiva nella stalla della parrocchia. In un carrozzino trainato da Lotte, Teresa, che a causa delle stigmate camminava con molta fatica, si recava a visitare i malati. A quanto hanno detto parenti e amici, amava la velocità, e Lotte non si faceva certo pregare a mettersi al galoppo. Teresa Neumann amava ogni manifestazione della natura e non si stancava di ammirare il creato. Col professor Wutz, che possedeva un'automobile, fece molte gite e arrivò fino in Svizzera. In seguito fu suo fratello Ferdinand a farle da affettuoso e fidato autista. Conoscendo per esperienza personale che cosa volesse dire essere ammalati, Teresa aveva individuato fra le sue missioni anche quella di occuparsi degli infermi: per loro trovava sempre tempo.  

Konnersreuth per molto tempo non ebbe infermieri, e Teresa svolgeva con abilità e competenza anche questo compito. Per i numerosissimi ammalati che si rivolgevano a lei aveva sempre una parola di conforto, per tutti pregava: soprattutto li incoraggiava e chiedeva al Salvatore di dar loro la forza di sopportare. Tanta pazienza aveva con gli ammalati, tanto poca ne aveva con i curiosi, con i gruppi che arrivavano addirittura in pullman per vederla e pretendevano di impadronirsi del suo tempo. Con chi invece aveva realmente bisogno, Teresa sapeva essere cordiale e disponibile come pochi sanno esserlo.  

Molti devono a lei il recupero della fede e della pace interiore. Teresa possedeva molto humor, che non di rado esercitava con i visitatori troppo curiosi e invadenti. Anni Spiegì racconta per esempio di essere stata presente alla conversazione di Teresa con un visitatore oltremodo scettico, che le disse: «Lei certamente si è immaginata le stigmate così a lungo che finalmente le sono venute!». Al che Teresa aveva immediatamente risposto: «Proprio così; lei provi a immaginarsi che le crescono le corna, forse riuscirà a farsele venire davvero!». Per i bambini Teresa aveva un amore speciale. Era adorata dai suoi trenta nipoti e da tutti i bambini del paese, che la chiamavano Patin (madrina). La sua più grande gioia a Natale era distribuire ai bambini i piccoli doni che molto per tempo cominciava a preparare. Permetteva ai bambini di giocare nella sua camera, e averli intorno non la stancava mai. Per tutta la vita Teresa ebbe grandi sofferenze fisiche e malattie più o meno gravi. Da una di queste, di particolare gravità, fu salvata da un nuovo miracolo. Le cose andarono così. Il 17 luglio 1940 Teresa fu colpita da emorragia al lato sinistro del cervello e rimase paralizzata a tutto il lato destro del corpo. Il colpo apoplettico si ripeté per tre volte nei giorni successivi. Il braccio e la gamba destra erano immobili, l'occhio strabico, la bocca rigida e storta, la parola quasi incomprensibile.  

Da questa infermità fu guarita durante la visione dell'Assunzione di Maria, il 15 agosto. Teresa stessa, quando si fu ripresa, narrò come erano andate le cose: «Quando la Madre di Dio si librò dal sepolcro assieme agli angeli, mi guardò sorridendo, si avvicinò a me e pose la sua mano destra sulla parte sinistra del mio capo. Benché di solito nelle visioni non percepisca niente di ciò che accade all'esterno, quella volta sentii come una fortissima scossa elettrica sul lato destro del corpo. Alzai la mano per afferrare quella della Madonna». La descrizione della miracolosa guarigione è completata da padre Naber, che era presente: «Eravamo molto emozionati vedendo che, dopo un sussulto, la mano destra, che fino a quel momento era rimasta inerte, arrivò a toccare il lato sinistro della testa. L'angolo della bocca si drizzò e lei poté parlare in modo del tutto normale; l'occhio tornò a muoversi seguendo la visione e, quando questa finì, Teresa si alzò e camminò come prima. Eravamo tutti felici!». Terminata la visione, Teresa fu in grado di andare in chiesa senza alcun aiuto. All'improvvisa e miracolosa guarigione aveva assistito anche il medico che aveva seguito il caso fin dall'inizio e aveva curato Teresa senza alcun esito. Oltre al medico e a padre Naber, erano presenti anche un sacerdote di Ratisbona, padre Leo Ort, e alcune altre persone, i quali tutti confermarono i fatti. Sebbene la sua vita scorresse all'insegna della spiritualità, Teresa Neumann era una donna concreta, pratica e con i piedi per terra. Grande lavoratrice, sebbene le stigmate alle mani le dolessero continuamente, rispondeva di persona alle innumerevoli lettere che le arrivavano; più tardi, quando le fu installato il telefono, se ne serviva volentieri. Era molto abile, decisa e sicura anche nelle questioni molto concrete.  

Va ascritto a suo merito se il convento di Fockenfeld presso Konnersreuth, che era stato secolarizzato ed era finito in mano di protestanti, tornò ad essere un convento con una scuola per le vocazioni adulte. Al convento erano interessati i Salesiani di Eichstatt, i quali però non disponevano del denaro contante necessario ad acquistarlo dal proprietario. Teresa riuscì a farsi prestare il denaro dal principe Waldburg-Zeil, che viveva ad Hanau presso Francoforte, e a questo scopo si recò da lui; in cambio riuscì a far pagare a lui dalle forze di occupazione i danni di guerra ammontanti a milioni e milioni per i boschi che erano stati abbattuti e devastati durante le operazioni militari. Teresa riuscì a condurre le cose in modo che le trattative si conclusero in breve tempo con soddisfazione generale.  

Quando padre Naber, a 85 anni, andò in pensione e dovette lasciar libera la canonica per il suo successore, Teresa decise su due piedi di trasformare la casa paterna in modo da ricavare alcune stanze per il suo parroco. Trasferì quindi sul piccolo pezzo di terra che il padre possedeva poco fuori dal paese gli attrezzi agricoli e la stalla, e iniziò con fervore i lavori. Seguiva personalmente gli operai, dai quali sapeva farsi benvolere, e faceva lavorare tutti i membri della famiglia. Nel 1959 padre Naber poté trasferirsi in casa Neumann, evitando così di dover lasciare il paese dove per cinquant' anni aveva svolto la sua attività di parroco.  

Anche la grande croce che adorna il cimitero di Konnersreuth è dovuta a Teresa: essa è opera di uno scalpellino che anni prima, per intercessione di Teresa, era stato guarito da una paralisi. La tomba di Teresa si trova proprio accanto a questa grande, suggestiva croce. Poco prima di morire, Teresa si dedicò con grande slancio alla realizzazione di un progetto che le stava molto a cuore: la costruzione di un convento dedicato alla preghiera, a Konnersreuth.  

Il convento è stato realizzato: si chiama Theresianum. Ma di questo si dirà di più in seguito quando si parlerà degli ultimi giorni di Teresa Neumann. La creazione di un convento di preghiera corrispondeva ai più sentiti desideri di Teresa, la cui vita fu intessuta di preghiera e sofferenza. Aveva pochissimo bisogno di dormire e dedicava buona parte della notte alla preghiera. Immersa nella preghiera passava senza accorgersene ore e ore in chiesa, in intima comunione col Salvatore. Non aveva potuto realizzare il sogno di aiutare il prossimo con l'attività missionaria, ma lo aiutava con la preghiera. Innumerevoli testimonianze dimostrano che le sue preghiere erano ascoltate! 

Tutti i sacerdoti che sostengono la possibilità di un dialogo coi negatori di Dio e coi poteri luciferiani del mondo, sono ammattiti, hanno perduto la fede, non credono più nel Vangelo!



“Causa l’ingiustizia dilagante e l’abuso di potere, siamo giunti al compromesso col materialismo ateo, negatore dei diritti di Dio. Questo è il castigo preannunciato a Fatima (…). Tutti i sacerdoti che sostengono la possibilità di un dialogo coi negatori di Dio e coi poteri luciferiani del mondo, sono ammattiti, hanno perduto la fede, non credono più nel Vangelo! Così facendo tradiscono la Parola di Dio, perché Cristo venne a portare sulla terra perpetua alleanza solamente agli uomini di cuore, ma non si alleò con gli uomini assetati di potere e di dominio sui fratelli (…). Il gregge è disperso quando i pastori si alleano con i nemici della Verità di Cristo. Tutte le forme di potere fatte sorde al volere dell’autorità di Dio, sono lupi rapaci che rinnovano la passione di Cristo e fanno versare lacrime alla Madonna”. (Padre Pio da Pietrelcina) 

Poiché i mali sono più forti dei rimedi umani, non resta che chiedere la guarigione alla potenza divina.



"Ora vi è ben noto, Venerabili Fratelli, che il tempo presente non è meno calamitoso di quelli più tristi già subiti dalla cristianità. Vediamo infatti perire in moltissimi la fede, che è il principio di tutte le virtù cristiane; vediamo raffreddarsi la carità, e la gioventù degradarsi nei costumi e nelle idee; dovunque si osteggia con violenza e con perfidia la Chiesa di Gesù Cristo (...); e con tracotanza ogni giorno più sfrontata si tenta di scalzare le stesse fondamenta della religione. Dove si sia precipitati e che cosa ancora si vada agitando negli animi è più noto di quanto sia necessario spiegarlo con le parole. 

In questa difficile e miserabile situazione, poiché i mali sono più forti dei rimedi umani, non resta che chiedere la guarigione alla potenza divina. Pertanto ritenemmo opportuno spronare la pietà del popolo cristiano perché implori con nuovo fervore e nuova costanza l’aiuto di Dio onnipotente. Quindi, avvicinandosi il mese di ottobre, che in passato abbiamo già decretato sacro alla Vergine Maria del Rosario, vi esortiamo calorosamente a che quest’anno tutto il mese suddetto venga celebrato con la maggior devozione, pietà e partecipazione possibili. Sappiamo bene che nella materna bontà della Vergine è pronto il rifugio, e siamo certi che le Nostre speranze non sono invano riposte in Lei. Se tante volte Ella ci fu propizia nei fortunosi tempi del cristianesimo, perché temere che non voglia ripetere gli esempi del suo potere e della sua grazia, ove sia umilmente costantemente invocata con preghiere comuni? Anzi, tanto più speriamo che in mirabile modo ci assista, quanto più a lungo volle essere pregata." (...) 

"per meglio rendere Iddio favorevole alle nostre preci e perché Egli, supplicato da più intercessori, porga più rapido e largo soccorso alla sua Chiesa, riteniamo che sia sommamente conveniente che il popolo cristiano si abitui a pregare con singolare devozione e animo fiducioso, insieme alla Vergine Madre di Dio, il suo castissimo sposo San Giuseppe". 
(Leone XIII, enciclica "Quamquam pluries", 15 agosto 1889) 

Voi li riconoscerete dai loro frutti



Gesù ci ricorda: “Voi li riconoscerete dai loro frutti. Si coglie forse uva dalle spine o fichi dai triboli? Così ogni albero buono produce frutti buoni, mentre l'albero cattivo dà frutti cattivi. Non può un albero buono produrre frutti cattivi, né un albero cattivo dar frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto, vien tagliato e gettato nel fuoco. Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti.” (Vangelo di san Matteo, capitolo 7). 

Un prete spretato, massone e apostata, l’ex canonico Roca, varò in Francia un piano infernale.




“Un prete spretato, massone e apostata, l’ex canonic o Roca, varò in Francia un piano infernale. Pubblicò parecchi scritti sovversivi nei quali prospettò e propose un rinnovo della Chiesa Cattolica coi seguenti mezzi: soppressione della veste talare; matrimonio dei preti; revisione dei dogmi in funzione del progresso universale; sconvolgimento della liturgia; l’Eucarestia ridotta a un semplice simbolo della comunione universale; il vecchio papato ed il vecchio sacerdozio abdicante di fronte ai preti dell’avvenire:  

“Il lavoro che stiamo per intraprendere può durare molti anni, forse un secolo. Quello che dobbiamo cercare e aspettare, come i giudei aspettano il Messia, è un Papa secondo i nostri bisogni, per spezzare con lui la roccia sulla quale Dio ha costruito la Sua Chiesa. Noi avremo il mignolo del successore di Pietro coinvolto nel complotto.  Per assicurarci un Papa secondo il nostro cuore, si tratta prima di tutto di formare una generazione degna del regno che noi desideriamo…Fatevi una reputazione di buon cattolico. Questa reputazione darà facile accesso alle nostre dottrine tra il giovane clero. In qualche anno, questo giovane clero, che avrà per forza invaso tutte le funzioni, sarà chiamato a eleggere il Pontefice, e questo Pontefice, come la maggior parte dei suoi contemporanei, sarà necessariamente imbevuto di principii umanitari che noi stiamo per mettere in circolazione. 

Noi dobbiamo riuscire, attraverso dei piccoli mezzi ben graduati, a far trionfare l’idea rivoluzionaria attraverso un Papa. Questo progetto mi è sempre parso d’un calcolo sovrumano”. 

I SEGNI DI DIO



ELIA 

[20]Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo.  
[21]Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla.  
[22]Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta.  
[23]Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco.  
[24]Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!». 
[25]Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco».  
[26]Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all'altare che avevano eretto.  
[27]Essendo gia' mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà».  
[28]Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue.  
[29]Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione. 
[30]Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l'altare del Signore che era stato demolito.  
[31]Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome».  
[32]Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme.  
[33]Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna.  
[34]Quindi disse: «Riempite quattro brocche d'acqua e versatele sull'olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta.  
[35]L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riempì d'acqua.  
[36]Al momento dell'offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: « Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando.  
[37]Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!».  
[38]Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto.  
[39]A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».  
[40]Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò". 
(1 Re 18,20 seg.) 
Oggigiorno, a causa della dilagante idolatria (maghi, medium ecc.), pochissimi  pensano d'invocare il Signore, in caso di bisogno, come fece Elia affinche', con segni e prodigi, intervenga. Quei pochi vengono poi derisi anche all'interno della Chiesa.  
Quanto descritto dalla Bibbia ci conferma sempre più l'importanza dei segni soprannaturali per dimostrare l'onnipotenza di Dio che accompagna i suoi profeti. Questa dualistica lotta tra il Signore, mediante il profeta Elia, e satana, tramite i suoi "figli spirituali", continuera' fino alla fine del mondo. Tutti siamo chiamati a questa lotta schierandoci, nei fatti, o con Dio, per andare poi in Paradiso, o con satana, per finire all'inferno con lui "E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli" (Apocalisse 20,10)- "La Madonna ci mostro' un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell'incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso ne' equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e riluttanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione duro' un momento. E grazie alla buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore". xxxv 

Anche nella nostra vita quotidiana, quindi, dobbiamo lottare per sconfiggere satana che tenta di dividere le nostre famiglie, che attraverso i mass media xxxvi (in particolare la televisione) propaga le sue eresie, che spinge ad abortire, a commettere adulterio ed a staccarci dalla Parola di Dio, ben sapendo che disubbidendo alla Medesima si disubbidisce a Dio stesso e....si finisce all'inferno come lui (Isaia 14,12-Ezechiele 28,12-Genesi 3,1 seg.)-"Cari figli! Invito ognuno di voi a cominciare a vivere nell'amore di Dio. Cari figli, voi siete pronti a commettere il peccato e a mettervi nelle mani di Satana, senza riflettere. Io invito ciascuno di voi a decidersi coscientemente per Dio e contro Satana. Io sono vostra Madre; perciò desidero condurvi tutti alla santità completa. Desidero che ognuno di voi sia felice qui sulla terra e che ognuno di voi sia con me in cielo. Questo è, cari figli, lo scopo della mia venuta qui e il mio desiderio. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!". (Messaggio della Madonna - Medjugorje 25.5.1987) 


Altri segni straordinari accompagnano il profeta Elia: 

[41]Elia disse ad Acab: «Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di pioggia torrenziale».  
[42]Acab andò a mangiare e a bere. Elia si recò alla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia.  
[43]Quindi disse al suo ragazzo: «Vieni qui, guarda verso il mare». Quegli andò, guardò e disse. «Non c'è nulla!». Elia disse: «Tornaci ancora per sette volte».  
[44]La settima volta riferì: «Ecco, una nuvoletta, come una mano d'uomo, sale dal mare». Elia gli disse: «Và a dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!».  
[45]Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto. Acab montò sul carro e se ne andò a Izrèel.  
[46]La mano del Signore fu sopra Elia che, cintosi i fianchi, corse davanti ad Acab finché giunse a Izrèel. (1 Re 18,41 seg.) 

Nel Nuovo Testamento si fa riferimento alla potenza della preghiera proprio citando il profeta Elia: " Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza. Elia era un uomo della nostra stessa natura: prego' intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Poi prego' di nuovo e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto". (Giacomo 5,16 seg.) 

Ho raccolto numerose testimonianze xxxvii che dimostrano come molte persone, grazie alla preghiera, hanno provato la presenza concreta di Dio e della Madonna nella loro vita individuale o familiare: grazie spirituali e fisiche che dimostrano che:" Gesù Cristo e' lo stesso ieri, oggi e sempre!". (Ebrei 13,8) 

di Arrigo Muscio

sabato 28 marzo 2020

COME SI DEVE ADDESTRARE COLUI CHE SI E' DATO A DIO



L'Imitazione di Cristo 

1.     La vita di colui che si è dato a Dio deve essere rigogliosa di ogni virtù, cosicché, quale egli appare esteriormente alla gente, tale sia anche interiormente. Anzi, e a ragione, di dentro vi deve essere molto più di quanto appare di fuori; giacché noi siamo sotto gli occhi di Dio, e a lui dobbiamo sommo rispetto, ovunque ci troviamo; Dio, dinanzi al quale dobbiamo camminare puri come angeli. Ogni giorno dobbiamo rinnovare il nostro proposito e spronare noi stessi al fervore, come fossimo appena venuti, oggi, alla vita del monastero. Dobbiamo dire: aiutami, Signore Iddio, nel mio buon proposito e nel santo servizio che ti è dovuto; concedimi di ricominciare oggi radicalmente, perché quel che ho fatto fin qui è nulla. Il nostro progresso spirituale procede di pari passo con il nostro proposito. Grande vigilanza occorre per chi vuol avanzare nel bene; ché, se cade spesso colui che ha forti propositi, che cosa sarà di colui che soltanto di rado si propone alcunché, e con poca fermezza? Svariati sono i modi nei quali ci accade di abbandonare il nostro proposito; anche la semplice omissione di un solo esercizio di pietà porta quasi sempre qualche guasto. In verità, la fermezza di proposito dei giusti dipende, più che dalla loro saggezza, dalla grazia di Dio, nel quale essi ripongono la loro fiducia, qualunque meta riescano a raggiungere, giacché l'uomo propone ma chi dispone è Dio, le cui vie noi non conosciamo. Se talvolta, per fare del bene o per essere utili ai fratelli, si omette un abituale esercizio di pietà, esso potrà facilmente essere recuperato più tardi; che se, invece, quasi senza badare, lo si tralascia per malavoglia o negligenza, ciò costituisce già una colpa, e deve essere sentito come una perdita.   
  
2.     Per quanto ci mettiamo tutto l'impegno possibile, sarà facile che abbiamo a cadere ancora, in varie occasioni. Tuttavia dobbiamo fare continuamente qualche proponimento preciso, specialmente in contrapposto a ciò che maggiormente impedisce il nostro profitto spirituale. Cose esterne e cose interiori sono necessarie al nostro progresso spirituale, perciò, le une come le altre, dobbiamo esaminarle attentamente e metterle nel giusto ordine. Se non riesci a stare sempre concentrato in te stesso, raccogliti di tempo in tempo, almeno una volta al giorno, la mattina o la sera: la mattina per fare i tuoi propositi, la sera per esaminare come ti sei comportato, cioè come sei stato, nelle parole, nonché nei pensieri, con i quali forse hai più spesso offeso Dio o il prossimo. Armati, come un soldato, contro le perversità del diavolo. Tieni a freno la gola; così terrai più facilmente a freno ogni altra cattiva tendenza del corpo. Non stare mai senza far nulla: sii occupato sempre, a leggero o a scrivere, a pregare o a meditare, o a fare qualche lavoro utile per tutti. Gli esercizi corporali di ciascuno siano compiuti separatamente; né tutti possono assumersene ugualmente. Se non sono esercizi di tutta la comunità, non devono essere palesati a tutti, giacché ciò che è personale si fa con maggior profitto nel segreto. Tuttavia guarda di non essere tardo alle pratiche comunitarie; più pronto, invece, a quelle tue proprie. Che, compiuto disciplinatamente e interamente il dovere imposto, se avanza tempo, ritornerai a te stesso, come vuole la tua devozione personale. Non è possibile che tutti abbiano a fare il medesimo esercizio, giacché a ciascuno giova qualcosa di particolare. E poi si amano esercizi diversi secondo i momenti: alcuni ci sono più graditi nei giorni di festa, altri nei giorni comuni. Inoltre, nel momento della tentazione e nel momento della pacifica tranquillità, abbiamo bisogno di esercizi ben diversi. Infine quando siamo nella tristezza ci piace pensare a certe cose; ad, invece quando siamo nella Letizia del Signore.   
  
3.     Nelle feste più solenni dobbiamo rinnovare gli esercizi di pietà ed implorare con fervore più grande l'aiuto dei santi. I nostri proponimenti devono andare da una ad altra festività, come se in quel punto dovessimo lasciare questo mondo e giungere alla festa eterna. Per questo, nei periodi di particolare devozione, dobbiamo prepararci con cura, e mantenerci in più grande pietà, attenendoci più rigorosamente ai nostri doveri, quasi stessimo per ricevere da Dio il premio delle nostre fatiche. Che se tale premio sarà rimandato, dobbiamo convincerci che non eravamo pienamente preparati e che non eravamo ancora degni della immensa gloria, che ci sarà rivelata (Rm 8,18) nel tempo stabilito; e dobbiamo fare in modo di prepararci meglio alla morte. "Beato quel servo - dice Luca evangelista - che il padrone, al suo arrivo, avrà trovato sveglio e pronto. In verità vi dico che gli darà da amministrare tutti i suoi beni" (Lc 12,44; cfr. Lc 12,37). 

L'Imitazione di Cristo

PADRE IO HO BISOGNO DI TE!



PADRE IO HO BISOGNO DI TE!
MADRE IO HO BISOGNO DI TE!
GESU' IO HO BISOGNO DI TE!

SPIRITO SANTO IO HO BISOGNO DI TE!

PADRE IO SONO TUO FIGLIO TI PREGO PARLAMI IO HO BISOGNO DI SENTIRE LA TUA VOCE.

MADRE TI PREGO AIUTAMI IO HO BISOGNO DI TE COME UN BAMBINO CHE HA BISOGNO DELLA SUA MAMMA. 
GUIDAMI COME SAI FARE TU.

GESU' TU HAI SACRIFICATO LA TUA VITA PER ME E PER IL MONDO INTERO, TI PREGO AIUTAMI NEL FARE LA VOLONTA' DEL PADRE.

SPIRITO SANTO TI PREGO SII SEMPRE PRESENTE IN ME ANCHE QUANDO CADO NEL PECCATO.
AIUTAMI A RIALZARMI E RAFFORZA LA FEDE IN ME, FA' IN MODO CHE IO SIA PRONTO NELL'ASCOLTO, NEL PORTARE LA PAROLA DEL SIGNORE NEL MONDO E NEL DIFENDERLA.
AMEN

L'INFERNO VISTO DAI SANTI



L'inferno visto da Santa Faustina Kowalska 

Kowalska Elena (Maria Faustina) nacque il 25 marzo 1955 a Glogowiec, in Polonia. Entrò nella Congregazione della B. V. M. della Misericordia. Per ordine del suo Direttore spirituale scrisse il diario personale, che intitolò "La Divina Misericordia nell'anima mia". Morì a 33 anni il 5 ottobre 1938. Anche S. Faustina Kowalska, la confidente dell'Amore misericordioso di Gesù, fece l'esperienza dell'inferno. Ecco come lei racconta l'evento: "Oggi sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell'inferno. È un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho visto: la prima pena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro. Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità ". E aggiunge: "Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è, oppure che nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina Kowalska, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l'inferno c'è. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l'inferno". Come si presenta, allora, l'inferno nella visione di Sr. Faustina? Eccone le linee essenziali: 

a) L'inferno è un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Orribili caverne e voragini di tormenti dove ogni supplizio si differenzia dall'altro.

b) Le pene principali che straziano i dannati sono sette: La perdita di Dio: è la cosiddetta pena del danno, quella che costituisce veramente l'inferno; I continui rimorsi di coscienza. I dannati saranno torturati dal ricordo dei peccati commessi; dal ricordo dei tanti aiuti ricevuti e non accettati. Avrebbero potuto salvarsi così facilmente e invece... 
La consapevolezza che tale stato spaventoso non cambierà mai. La tremenda disperazione con l'odio contro Dio e le bestemmie e le imprecazioni. Essi saranno sempre lontani da Dio e nel fuoco. Non usciranno più da quel carcere di disperazione e di morte. Il fuoco: è la pena che riassume tutte le pene che vanno sotto il nome di "pena del senso", quel fuoco puramente spirituale, acceso dall'ira di Dio che penetra l'anima senza annientarla. Con il fuoco l'oscurità continua con un orribile fetore soffocante, la compagnia continua di satana. 

c) Queste sono pene che tutti i dannati soffrono, ma non è questa la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro. E qui Sr. Faustina aggiunge: quanto rivelato e scritto sull'inferno è solo una pallida ombra della realtà. 

Padre Antonio Maria Di Monda

I Dieci Comandamenti



Alla luce delle Rivelazioni a Maria Valtorta


Il Quinto Comandamento: “Non uccidere”. 


5.5.1 Perdono sempre a chi si pente, ma rigorosa giustizia all’impenitente e a chi uccide le anime del suo prossimo. 

Oggi un imperante buonismo tende anche a far credere che Dio perdoni sempre e comunque a tutti, indipendentemente dal nostro pentimento. Dio perdona qualunque peccato (avrebbe perdonato persino il Deicidio), ma bisogna che il colpevole riconosca la sua colpa e chieda perdono dal profondo del cuore e poi sia disposto ad espiare il suo peccato o su questa terra o nel Purgatorio. 
Purtroppo però, specie nell’ultimo secolo appena passato e soprattutto negli ultimi anni del nuovo millennio, ci sono tante persone che si sono dannate e continuano a dannarsi nella disperazione e muoiono accusando Dio di chissà quali colpe. 
A questo proposito è utile leggere e meditare questi lamenti di Gesù che risalgono all’anno 1944 : 

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« […] Ora vi sono troppi che si dannano nella disperazione e muoiono accusandomi. Anche sulla bocca dei bimbi che, oggi, sanno più bestemmiare che pregare, e maledire che sorridere, e sempre più sapranno bestemmiare e maledire, poveri fiori sporcati dal mondo e dal suo re infernale quando il loro non è che un boccio ancora serrato. 
Perché alle vostre troppe, maledizioni non abbia finalmente a rispondere una mia che vi stermini senza darvi tempo di invocarmi più; perché alle troppe, accuse vostre a Me non abbia finalmente a tornare a voi la mia accusa tremenda; perché alle vostre troppe, troppe, troppe disperazioni, frutto naturale della vostra vita di bastardi, non abbia finalmente a corrispondere la mia condanna eterna su voi, miei salvati che calpestare Me e la salvezza che vi ho dato, 85 occorre che vi siano vittime che amano, soffrono, pregano, benedicono, sperano, ma ripeto: soffrano, soffrano, soffrano di quel che fa soffrire i fratelli, le quali vittime purifichino col loro amare, soffrire, pregare, benedire, sperare, i luoghi in cui si va incontro alla Morte, non quella della carne ma dello spirito.». 
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Dice ancora Gesù: 

«Ti ho detto 86 un giorno che in questa odierna tragedia sono già in moto le forze di Satana, il quale ha mandato i suoi angeli neri a muovere i regni della terra l’uno contro l’altro. La Battaglia soprannaturale è già iniziata. Essa è. È dietro alle quinte della piccola battaglia umana. 
Piccola non per vastità di mole, ma per motivo. Non è, non è il piccolo motivo umano l’origine di essa. Non è. È un altro il motivo vero che fa dei fratelli tante belve omicide che a vicenda si mordono e uccidono. 
Vi battete coi vostri corpi. Ma in realtà sono le anime quelle che si battono. Vi battete per l’ordine di quattro o cinque potenti. Credete sia così. No. Uno è l’esecutore di questa rovina. Uno che è sulla terra, perché voi lo volete, ma non è di questa terra. Satana è che conduce i fili di questa carneficina in cui sono più le anime che muoiono che non i corpi. 
Questa è una delle battaglie iniziali. Il regno dell’Anticristo ha bisogno di un cemento fatto di sangue e di odio per consolidarsi.  
E voi, che non sapete più amare, lo servite a dovere e vi scannate a vicenda, e maledite chi non ha colpa di questo vostro male: Iddio, il quale lotta coi suoi angeli per tutelare quanto è suo: la Fede nel cuore dei cristiani, la Bontà nel cuore dei buoni. 
Non sono Io che faccio la selezione, per ora. Siete voi che vi selezionate, spontaneamente.  
Coloro che nonostante l’orrore sanno capire che Dio è sempre Dio, ossia Bontà e Giustizia, e che la salvezza è nel seguire la Legge di Dio, si separano da coloro che negano queste verità. I primi ascendono incontro alla Luce, gli altri precipitano verso le Tenebre. 
Veramente Satana tende, coi suoi demoni, di dare una seconda scalata al Cielo. Ma respinto dal mio arcangelo precipita sulla terra per vincere Dio attraverso il cuore dei suoi figli.  
Poiché ogni anima che si perde è una sconfitta per Dio.  
E ci riesce Satana facilmente perché il cuore degli uomini non ha più fiamma di spirito. Non ha più vita di spirito.  
È un nodo di peccato in cui prospera la triplice lussuria che uccide lo spirito. […]» 
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a cura del Team Neval 

Riflessioni di Giovanna Busolini  


LAMENTI DIVINI PAROLE DI GESU’ AI SUOI SACERDOTI



LA VERGINE MADRE

"Beati i puri di cuore", dissi un giorno sulla terra. Ma il mondo, mio nemico, non vuol saperne: si arrotola nel fango e si accanisce contro tutto ciò che sa di purezza.
Menti malsane, oggi più che in altri tempi, hanno preso di mira la purezza verginale di mia Madre, mettendola al livello delle altre donne.
Quale insulto per la Regina del Cielo e quale dolore per me! Anche il mio Padre Putativo, il castissimo Giuseppe, è toccato da questa diabolica ondata di fango.
Mia Madre fu purissima prima del parto. Il profeta Isaia preannunciò, secoli prima, che Io sarei nato da una Vergine.
Fu purissima dopo il parto e lo testimonia la Tradizione autentica della Chiesa, confermata dalla sana Cristianità, dai Concili e dal Magistero dei Papi.
Lo testimonia anche e specialmente la risposta data a Gabriele che le aveva annunciato la sua prossima maternità: "Come avverrà ciò, poiché non conosco uomo?". Il che significa che non intendeva conoscerne, perché se avesse voluto vivere la vita comune delle altre donne, non avrebbe dato all'Angelo quella risposta, ma avrebbe detto senz'altro: "Accetto di divenire madre". Fu purissima la Madre mia, Terreno eletto e preparato per far germogliare me, Giglio delle valli. Dava il latte a me, Uomo-Dio; era ininterrottamente in intimità con il Re della gloria e i suoi pensieri erano sempre rivolti al Cielo e non alla terra.
Gli Angeli aleggiavano sulla casa di Nazareth, adorando me e benedicendo la Madre di un Dio fatto Uomo, scelta dalla Santissima Trinità per essere la Regina dei vergini e la Vergine per eccellenza.
Se nel mondo ho schiere di anime vergini, che si sono legate a me con voto, anime che pur con le conseguenze del peccato originale sono angeli in carne, perché dubitare della perenne verginità della Madre mia che fu esente dalla colpa originale. Capolavoro dell'onnipotenza di Dio, arricchita da un oceano di grazia, Creatura eccellentissima da eclissare le virtù delle anime più elette, Faro luminoso dell'umanità, risplendente più che il sole nel firmamento?
La Vergine Madre fu sempre Giglio candidissimo, profumato per inebriare me e la Corte Celeste.
Si ascolti, in proposito, il suo Sposo Giuseppe.

Don Enzo Boninsegna


LE SETTE ARMI SPIRITUALI



Santa Caterina da Bologna 

L'Ostia sacramentale 

Ecco un'altra eccellente grazia concessa da Dio alla religiosa che subì l'apparizione del nemico in forma di crocifisso; e ve la narrerò in tutta verità, a lode di Cristo e argomentazione della nostra fede.  

La religiosa, per più tempo, fu anche fortemente tentata di infedeltà al Sacramento di Cristo, cioè mise in dubbio la consacrazione dell'Ostia. Il dubbio divenne il suo tormento e nemmeno con la confessione riuscì a porvi rimedio; per questo, con grande pena e amaro pianto, non faceva che invocare Dio, quasi continuamente. Più si avvicinava il momento della Comunione e più la tentazione si faceva forte, fino a toglierle il senso di devozione quando si comunicava; e la insensibilità, a sua volta, favoriva la violenza della tentazione. Ricordo di un giorno, mentre nella chiesa di questo monastero stava in ginocchio fra le altre sorelle, come si usa dopo la Comunione, in cui le era cresciuta tanto la tentazione che, quasi ebbra di dolore, si sentiva trascinata al consenso; e nel resistere sul punto di cedere, ora si alzava in piedi e ora tornava a genuflettersi senza avvedersene, tanto era afflitto il suo cuore.  

Ma la bontà divina, se permette la battaglia e la pena, prepara anche la vittoria e il refrigerio. Così, una mattina presto, mentre pregava nella stessa chiesa, Iddio visitò la sua mente e parlò al suo intelletto, per illuminarla sul mistero dell'Ostia consacrata e su tutto ciò che concerne la fede nel medesimo Sacramento: le diede aperta conoscenza della vera presenza di tutta la divinità e di tutta l'umanità di Dio nell'Ostia consacrata dal sacerdote e le mostrò come e in quale modo è possibile che, sotto quella poca specie di pane, sia tutto Dio e tutto uomo; ragionò con lei sui dubbi che la stavano tormentando e su quelli che potesse avere nell'avvenire e li rimosse dalla sua mente, assolvendoli tutti con esempi belli e naturali. Inoltre, le mostrò la totale validità della grazia sacramentale della Comunione, anche se ricevuta senza devozione e per quanto lo spirito sia tentato nella fede o in altre virtù, purché sia accolta con retta coscienza e senza consenso alla contraddizione; anzi, comunicarsi sopportando con pazienza la tempesta dello spirito, è merito maggiore che accostarsi al Sacramento in dolcezza e soavità. Le mostrò, anche, come e in che modo il Figlio di Dio, Cristo Gesù, fosse incarnato per opera dello Spirito Santo e nato dalla Vergine Maria, senza il corrompimento della sua sacratissima e purissima verginità. E, infine, le diede chiara dimostrazione, conoscenza e intendimento della altissima Trinità e di molte altre notabili cose, che tralascio per impotenza e poca memoria.  

Tutto le fu rivelato nella stessa mattina; con quel mezzo, la sua anima fu liberata dalla tentazione e lei rimase in tanta consolazione, che le sembrò di non essere mai stata sottoposta a così grande pena. Ma non basta: dopo la grazia, la prima volta che si comunicò, appena ricevuta l'Ostia consacrata in bocca, sentì e gustò la soavità della purissima carne dell'Agnello immacolato Cristo Gesù; e quel sentire e quel gusto furono di tanto dolce e soave sapore, che non esiste figura retorica sufficiente a fari o intendere; ma essa veramente poté esclamare: - Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente. - e l'anima sua rimanere indicibilmente consolata, e la mente tanto più radicata nella santa fede del Sacramento, che, se tutte le creature le avessero predicato il contrario, non l'avrebbero mossa dalla sua convinzione. Così, la tristezza che l'aveva afflitta si convertì in gioia, tanto che, per nessun motivo, avrebbe desiderato di non essere stata tentata, nel considerare la utilità e la consolazione che ne aveva ricevuto. Dice assai, bene l'apostolo Paolo: «Se noi saremo stati partecipi della Passione, lo saremo anche delle consolazioni.»  

Dopo quei fatti, le rimase un forte e indeficiente desiderio di comunicarsi spesso e provava grande pena e dolore se non lo poteva fare; ma la sollecitudine della divina Provvidenza non trascura i legittimi moti dello spirito: così, una volta, mentre lei, per l'impossibilità di comunicarsi, stava in tanto soave pianto che dai suoi occhi parevano uscire due abbondantissimi rivoli d'acqua, si sentì, in quella ora, veramente comunicata nell'anima dalla bontà divina, in modo indicibile e incomprensibile. A lode di Cristo e conforto delle novelle piante, non ancora ferme e salde nella conoscenza di tanto ineffabile e incomprensibile Sacramento, a causa della nostra mortale ignoranza, incapace di comprendere i misteri divini. Perciò, dilettissime sorelle, se, per divina dispensa, qualcuna di voi fosse molestata di infedeltà al Sacramento dell'Ostia, purché non acconsenta, non tema; anzi, con fiducia riceva il nostro Signore Gesù Cristo, che si degna di venire a noi con amore infinito.

O incomprensibile e somma profondità della umiltà di Cristo! Egli non solo si abbassò a prendere la nostra infima e fragile natura, facendosi obbediente fino a ricevere la morte, ma ancora nel presente, e finché durerà il mondo, si sottopone alla obbedienza col discendere quotidianamente alle sacre parole da lui stesso ordinate, quantunque proferite da uomini e, perciò, soggetti alla colpa. E poiché i sacerdoti, per tale e così eccellente officio, devono essere in tutto santi e puri, non vi stancate, dilettissime sorelle, di pregare Dio per essi, affinché si degni di santificare tutti i loro sentimenti e, con l'aiuto divino, possano più degnamente adempiere a tanto inconsiderabile Sacramento e santamente trattare il Corpo di Cristo, agnello immacolato e mansuetissimo sposo vostro e di tutte le anime caste e verginali.  

Carissime, non vi appaia stretta la via della umile obbedienza, se il vero maestro, Cristo Gesù, incessantemente ne dà esempio all'atto della consacrazione, col donarsi in cibo spirituale all'anima ancora pellegrina, sotto le specie di pane. Perciò

O anima gentile 
non tejare tanto vile 
che non prendi Quello 
che a ti vale venire 
veggendo sua bontade 
esser tanto cortese 
che de sua deitade 
te neja larghe spese. 
Or curriti peccaturi 
e più non indugiati 
ch'El s'è fatto cibo 
perché lo prendiati. 
Oimé de quanto errore 
è pieno el care umano 
che da tanto cibo 
pure vale star luntano . 

Dilettissime sorelle mie, guardate bene che il nemico non vi induca a privare le vostre anime, sotto l'apparenza della umiltà, di tanto merito quanto ve n'è nel cumunicarsi, quando potete farlo lecitamente.  

Desidero anche pregarvi quanto più posso - e non solo voi, ma tutte quelle che verranno dopo di voi - di volere sempre conservare e migliorare, con tutto il vostro impegno, il nome del luogo ove siete state chiamate al cospetto di Dio, per l'osservanza alla santa vita, e al cospetto del popolo cristiano, per buon esempio di perseveranza nell'operare il bene: di volere sempre mantenere e difendere la vostra buona fama, non per ambizione di essa, bensì a lode e gloria del sacratissimo Corpo di Gesù, in onore del quale la venerabile donna Madonna Bernardina fondò questo monastero, e in memoria della visitazione della diletta madre di Cristo, Vergine Maria.  

Chi avrà tanto ardire da presumere di violare l'onore e la buona fama della chiesa di tanto Figlio e di tanta Madre? Orsù, carissime, con diligente studio siate buone guardiane e conservatrici della vostra santità, davanti a Dio e agli uomini. A lode di Cristo e salute di tutti i suoi membri. Amen.

Illuminata Bembo