“Il diario mistico di Camilla Bravi”
Descrivo ora per ispirazione divina che cosa si prova nell'estasi di pura Sostanza, che fu per me la prima e l'unica. Dio me la donò quando io, nauseata della vita mondana, tentavo di uccidermi; e come san Paolo mi aspettò al traguardo del suo amore, affinché non cadessi nell'inferno.
- La Tenebra Sacra. In questa estasi di Sostanza non vi è nessuna figura come per esempio nell'estasi della Santissima Trinità: vidi come un gran Sole, e nel centro di Esso vidi Tre Raggi identici, uguali ecc. e Gesù mi spiegava il mistero della Santissima Trinità, come nelle altre grandi visioni che seguirono. Nulla di tutto questo, nell'estasi di Sostanza.
In questa visione di Sostanza, Dio, Purissimo Spirito, immerge l'anima spirituale nella sua Tenebra Sacra e la introduce in Sé, ma rapisce le potenze dell'anima, memoria, intelletto e volontà, ed esse non hanno la facoltà di agire come nelle altre visioni. Non avvertono ciò che Dio comunica all'anima perché sono rapite nell'anima stessa, nella Essenza Spirituale dell'anima, nel profondo di essa, ove traggono origine le stesse potenze.
Ma chi entra in estasi prova e sente gli effetti che la visione scolpisce nell'anima, senza sentire il suono delle parole né vedere Dio nella sua Grandezza infinita. Dio scolpisce in essa gli effetti della sua Grandezza Infinita perché è troppo alta per l'anima, che non la può sostenere. Sarebbe come se uno volesse fissare il sole: la sua luce è tanto forte, che l'uomo non la può sostenere.
Così Dio, Sole divino e infinito, Amore, Bellezza e Grandezza Infinita, stringe l'anima nel connubio dell'Amore e in quell'amplesso le dona tutto Se Stesso, ossia gli effetti di questa sua Sostanza divina che è «luce intellettuale piena d'amore, gaudio di vero ben piena di letizia» (Dante), di pace, di gioia e di ebbrezza. E l'anima in Lui immersa ama, conosce e gusta il suo Dio con quella luce e con quell'amore che Egli stesso le dona.
Le parole di Dio sono scolpite con tale forza, che se campasse mille anni, resterebbero impresse nell'anima. Anche l'anima non si esprime a parole: gode, ama e gusta il suo Dio nell'adorazione, nel silenzio, nella riconoscenza e nel vero dolore dei peccati. E perché l'anima possa sostenere ciò che Egli le mostra, la prepara con grazie particolari, rivestendola della sua stessa umiltà.
- Effetti sull’anima. Nella visione di Sostanza l’anima è colta improvvisamente e di sorpresa senza avvertire come questo succeda, ed è una cosa come se, per esempio, uno la gettasse in un braciere di fuoco all'improvviso, senza che possa sapere chi è stato e senza vedere il fuoco o la fiamma, e si sente come consumare d'amore, dell'Amore divino che le dona l'umiltà divina e un perfetto dolore dei suoi peccati, tanto che si sente come morire dal dolore, e morrebbe se non fosse sostenuta da questo stesso Amore divino, e prova una grande pace profonda e soave.
Infatti in questa visione che durò sei ore, ricordai le poche parole che il Signore Iddio aveva scolpite nella mia anima, senza che sentissi il suono della sua voce divina; e mi trovai al mattino inginocchiata nella mia stanza senza sapere chi mi aveva gettata in ginocchio. È una cosa tanto sublime che possono comprenderla bene solo quelli che l'hanno provata.
In questa visione, Dio trasforma l'anima e la rende bella come se fosse appena battezzata, e le infonde il desiderio del martirio; essa sarebbe capace di soffrire con gioia ogni genere di tormenti, per riparare di averlo tanto offeso. Dio le dona l'Amore suo sostanziale, ossia lo Spirito Santo; così l'anima si sente come consumare dal desiderio della sofferenza per poter portare anime a Dio, di essere crocifissa come il Figlio, e questo veemente desiderio è come un martirio d'amore.
Dio l'ha resa così bella che si compiace in lei; le dice che non l'abbandonerà più e che, sopra la sua miseria, edificherà il trono della sua Bontà e Misericordia. Quando l'anima si sveglia dall'estasi, sente che agisce in lei il Signore; ha l'impressione di avere un corpo in prestito, come se tornasse dall'aldilà e vedesse il mondo per la prima volta; le potenze dell'anima restano come assorte, legate anche per ore e giorni.
Le lacrime d'amore che versa per aver tanto offeso il suo Dio, le sono come refrigerio, perché la vista dei suoi peccati non solo non la turba, ma accresce in essa l'ammirazione, la riconoscenza, la lode, l'amore e il ringraziamento per l'Amore che Egli le ha donato per la bontà del suo Cuore. E la confidenza in Dio si sostituisce al timore.
Il fuoco che lascia nell'anima è come un fuoco che la consuma, ed essa desidera morire per unirsi a Dio per sempre. Ed è tanta la veemenza dell'amore di Dio, e l'umiltà di cui Dio l'ha rivestita, che riconosce d'aver meritato più volte l'inferno. L'anima sarebbe disposta ad andare in quel posto diabolico se Dio glielo permettesse, purché laggiù le fosse concesso di amarlo e lodarlo; amarlo anche per tutti i dannati.
- Dopo il rapimento. Quand'è passato il rapimento e si sveglia dall'estasi, l'anima continua a gustare gli effetti dolcissimi di questo connubio d'amore, ed è trasformata da questi effetti lasciati ad essa dall'estasi. E come se fosse appena battezzata, subito è presa dal desiderio di donarsi, per far piacere a Lui, in opere di bene; è unita a Dio, è assorta in Lui, resta per un periodo di tempo, ore o giorni secondo la durata dell'estasi, come astratta a tutto ciò che la circonda; e continua nella contemplazione a gustare Dio.
Ha voglia di starsene sola, piange continuamente i suoi peccati con dolore perfetto, ma la vista di essi non la turba, perché sa che li ha bruciati nelle fiamme dell'Amore. Anche il corpo, essendo sveglio e non più estatico, rimane come astratto ed estraneo a tutto, perché partecipa anch'esso alla pace sensibile, alla gioia e all'amore che l'anima riverbera in esso.
Questa pace profonda e soave non è altro che la vita in Dio: la vita nascosta molto profondamente nel mistero dell'abitazione della Santissima Trinità nell'anima. Dio continua a vivere nell'anima e a comunicarle il suo Amore, ed essa vive nella fortezza inespugnabile del santo raccoglimento, nell'orazione di contemplazione e di unione.
- Effetti sul corpo. In questa visione di sostanza a Sostanza, ossia nell'unione dell'essenza dell'anima con l'Essenza di Dio, se l'anima non fosse imprigionata nel corpo, uscirebbe e per la veemenza dell'amore volerebbe a Dio in cielo.
Neppure il corpo può sostenere senza morire l'ebbrezza dell'amore di Dio che è nell'anima, sua prigioniera; e Dio permette che esso resti estatico, insensibile a tutto, e perda la cognizione del tempo, del luogo e delle cose che lo circondano.
Nell'estasi l'anima non sente più d'essere prigioniera nel corpo; è come se non l'avesse più, intenta ad amare e gustare il suo Dio. Man mano che cessa il rapimento dell'anima ed essa si sveglia dall'estasi, anche le sue potenze - memoria, intelletto e volontà - sembra che rientrino nel corpo a vivificarlo; e anche il corpo riprende la vita sensibile, come se si svegliasse da un sonno profondo.
- Il demonio non entra. In questa visione di pura Sostanza non può entrare il demonio, e non tenta neppure di farlo, perché conosce che è cosa troppo alta per lui e non può comprenderla; e Dio non lo lascerebbe entrare nel centro dell'anima ove abita la Santissima Trinità.
Solo più tardi, quand'essa vive nella vita di unione e contemplazione, egli tenta d'insinuarsi o per invanirla per le grandi comunicazioni che riceve o per avvilirla quando cade nei suoi difetti, facendole credere che è un'isterica, un'illusa, per spronarla a lasciare tutto, perché vane e inutili sono le sue preghiere, ecc.
- Le parole di Dio. In questa estasi da sostanza a Sostanza, Dio mi disse: «Sono il tuo Dio; gusta quanto è soave il mio Amore. Tu cercavi la pace e la gioia nel piacere e nel peccato, e non hai trovato che delusione e amarezza. E nauseata, stanca di tutto, tentavi di gettarti dalla finestra cercando la morte. Ma Io che ti amo d'infinito Amore, ti aspettavo al traguardo dell'infinito mio Amore, e per salvarti dall'inferno mi sono rivelato a te, e ti ho gettata in questa estasi profonda. Gusta quanto è soave il mio Amore».
Mi sentivo come morire dal dolore perfetto dei miei peccati; e con lacrime cocenti d'amore e riconoscenza, muta nel silenzio e nell'amore, andavo contemplando la grandezza di Dio e la sua bellezza infinita e ripetevo: «Mio Dio e mio Signore, non merito il tuo Amore; il mio posto è l'inferno e, se Tu lo permettessi, andrei volentieri laggiù purché mi fosse concesso di amarti così. Potessi almeno darti qualche cosa! Il peccato mi ha tutto rubato: la fede, la purezza e la giovinezza; tutto, proprio tutto».
Ed Egli a me: «Eppure hai qualche cosa di tuo». Aggiunsi: «Di mio, ho solamente peccati e peccati». Dio continuò: «Dammeli, sono proprio quelli che Io voglio; dammeli, poiché Io voglio bruciarli e consumarli nelle fiamme del mio infinito Amore. Guarda come sei bella così! È come se tu fossi appena battezzata».
Infatti vedevo la mia anima rivestita del suo splendore. Dio continuò: «Voglio farti santa, gran santa, presto santa; voglio, sopra la tua miseria, edificare il trono della mia Misericordia infinita. Ti voglio vittima del mio Amore infinito e verserò in te quell'Amore che tanti rifiutano. Tu sarai la mia Maddalena moderna di questi tempi, e mi aiuterai a portare tante anime al mio Amore, al mio Cuore».
«Voglio farti santa, grande santa, presto santa»: è un'espressione in uso negli ambienti religiosi contemporanei, per cui si vede come il linguaggio mistico non è esente da influssi ambientali.
- Effetti duratura: Queste sono le parole che l'Essenza divina, Purissimo Spirito, incise nell'anima in questa tenebra sacra, nell'estasi sublime che durò sei ore. E quando cessò l'estasi, provai l'impressione che le potenze, man mano che si svegliavano dal rapimento, entrassero nella mia anima a vivificarla.
E così il corpo nell'estasi non vide nulla, ma quando si svegliava a poco a poco dall'estasi e le potenze rapite si svegliavano anch'esse, e cessava l'effetto di quella droga spirituale che l'aveva reso estatico e immobile, ebbe l'impressione, man mano, che le potenze tornassero in lui da lontano.
Infatti la padrona di casa mi disse seccata: «È mezz'ora che io e l'inquilina la chiamiamo fortemente tentando di levare la porta, temendo che lei fosse morta, ed è andata a chiamare il marito per tentare di levarla lui. Ma che sguardo trasognato che ha! Si è sentita male? Vado a prepararle e portarle un caffè».
Infatti, mentre a poco a poco mi svegliavo dall'estasi, provavo l'impressione come se mi chiamasse da lontano e con voce debole, e poi poco a poco la sentivo più forte e vicina, finché mi svegliai e andai, come un automa, ad aprire la porta senza che riuscissi a dire una parola.
Provavo l'impressione come se avessi un corpo in prestito e che agisse in me qualcuno, come se venissi dall'aldilà e come se vedessi il mondo per la prima volta. E quando otto giorni dopo uscii, mi parve di vedere Bergamo per la prima volta, astratta da tutto ciò che mi circondava, tanto che la padrona mi disse: «Ma che cos'ha? Sembra trasognata! Non sente che la salutano?».
Io rispondevo al saluto e poi ritornavo in contemplazione; e questo legamento delle potenze mi durò più giorni ed ero come astratta da tutto. I primi tre mesi, piangevo con dolore perfetto i miei peccati, ma la vista di essi non mi turbava; erano lacrime d'amore, di riconoscenza e di ringraziamento che davano refrigerio alla mia anima e al mio corpo affinché riuscissi a sopportare tanto Amore.
Due anni dopo, avevo subìto un'operazione al ventre e mi avevano addormentata con il cloroformio. Durante l'operazione non sentii nessun dolore, ma, cessata l'operazione, finché durò l'azione del cloroformio, sentivo la voce della suora chinata su di me che mi diceva: «Camilla, è finita l'operazione».
Io provavo l'impressione che la sua voce venisse da lontano, debole, e man mano che cessava l'azione del cloroformio sentivo la voce sempre più forte e vicina. Allora incominciai a sentire il dolore, lo spasmo e il male che mi aveva lasciato l'operazione; e provavo l'impressione di svegliarmi da un sonno profondo.
Allora mi ricordai della mia prima estasi. Avevo provato le medesime impressioni svegliandomi dall'estasi come se mi svegliassi da un sonno profondo, con la differenza che il corpo, man mano che l'estasi cessava, sentì la gioia, la pace e l'ebbrezza che l'anima riverberava in esso.
Ho voluto descrivere minutamente ciò che l'anima prova nell'estasi di pura Sostanza per spiegare la differenza che passa con l'estasi intellettuale.
Orio Nardi

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