mercoledì 17 novembre 2021

La verità su ciò che è realmente accaduto alla Chiesa cattolica dopo il Vaticano II

 


Testimonianze che il Cielo ha chiesto che il terzo segreto di Fatima sia rivelato al più tardi nel 1960


Canonico Galamba: "Quando il vescovo si rifiutò di aprire la lettera, Lucia gli fece promettere che sarebbe stata definitivamente aperta e letta al mondo o alla sua morte o nel 1960, se fosse arrivata prima." (La Verdad sobre el Secreto de Fatima, P. Joaquin Alonso, edizione spagnola, pp. 46-47) 

John Haffert: "A casa del vescovo (a Leiria), ero seduto al tavolo alla sua destra, con i quattro canonici. Durante quella prima cena, il canonico Jose Galamba de Oliveira si rivolse a me quando il vescovo aveva lasciato momentaneamente la stanza e chiese: "Perché non chiedi al vescovo di aprire il Segreto?". Cercando di non mostrare la mia ignoranza riguardo a Fatima - che a quel tempo era quasi completa - lo guardai semplicemente senza espressione. Lui continuò: "Il vescovo può aprire il Segreto. Non deve aspettare fino al 1960". (Caro Vescovo! John Haffert, AMI 1981, pp. 3-4) 

Cardinale Cerejeira: Nel febbraio 1960 il Patriarca di Lisbona riportò le indicazioni che il Vescovo di Leiria "gli ha trasmesso" a proposito del Terzo Segreto: "Il Vescovo da Silva ha racchiuso (la busta sigillata da Lucia) in un'altra busta sulla quale ha indicato che la lettera doveva essere aperta nel 1960 da lui stesso, il Vescovo Jose Correia da Silva, se era ancora vivo, o in caso contrario, dal Cardinale Patriarca di Lisbona." (Novidades, 24 febbraio 1960, citato da La Documentation catholique, 19 giugno 1960, col. 751) 

Canonico Barthas: Durante le sue conversazioni con Suor Lucia il 17-18 ottobre 1946, ebbe l'opportunità di interrogarla sul terzo segreto. Egli scrive: "Quando ci sarà rivelato il terzo elemento del Segreto?" Già nel 1946, a questa domanda Lucia e il Vescovo di Leiria mi risposero uniformemente, senza esitazioni e senza commenti: "Nel 1960". E quando spinsi la mia audacia fino a chiedere perché fosse necessario aspettare fino ad allora, l'unica risposta che ricevetti da entrambi fu: "Perché la Beata Vergine vuole così". (Barthas, Fatima, merveille du XXe siecle, p. 83. Fatima-editions, 1952) 

Gli Armstrong: Il 14 maggio 1953, Lucy ricevette la visita degli Armstrong, che poterono interrogarla sul terzo Segreto. Nel loro resoconto pubblicato nel 1955, essi confermarono che il terzo Segreto "doveva essere aperto e divulgato nel 1960". (A. O. Armstrong, Fatima, pellegrinaggio verso la pace, The World's Work, Kingswood, Surrey, 1955) 

Cardinale Ottaviani: Il 17 maggio 1955, il Cardinale Ottaviani, Pro-Prefetto del Sant'Uffizio, venne al Carmelo di Santa Teresa a Coimbra. Interrogò Lucia sul terzo segreto; e nella sua conferenza del 1967 ricordò: "Il messaggio non doveva essere aperto prima del 1960. Chiesi a Suor Lucia: 'Perché questa data? Lei rispose: 'Perché allora sembrerà più chiaro (mais claro)'". (La Documentation catholique, 19 marzo 1967, col. 542) 

Padre Joaquin Alonso, archivista ufficiale di Fatima: "Anche altri vescovi hanno parlato - e con autorità - dell'anno 1960 come data indicata per l'apertura della famosa lettera. Così, quando l'allora Vescovo titolare di Tiava, e Vescovo ausiliare di Lisbona chiese a Lucia quando sarebbe stato aperto il Segreto, ricevette sempre la stessa risposta: nel 1960." (La Verdad sobre el Secreto de Fatima, P. Joaquin Alonso, edizione spagnola, p. 46)

Padre Joaquin Alonso: "Quando Don José, il primo Vescovo di Leiria, e Suor Lucia concordarono che la lettera doveva essere aperta nel 1960, ovviamente intendevano che il suo contenuto doveva essere reso pubblico per il bene della Chiesa e del mondo." (ibid., p. 54) 

Padre Fuentes: Padre Fuentes intervistò Suor Lucia il 26 dicembre 1957, che gli disse: "Padre, la Santissima Vergine è molto triste perché nessuno ha prestato attenzione al suo messaggio, né i buoni né i cattivi. I buoni continuano per la loro strada ma senza dare alcuna importanza al Suo Messaggio... Non sono ancora in grado di dare altri dettagli perché è ancora un segreto. Secondo la volontà della Santissima Vergine, solo il Santo Padre e il Vescovo di Fatima sono autorizzati a conoscere il Segreto, ma hanno scelto di non conoscerlo per non essere influenzati. Questa è la terza parte [terzo segreto] del Messaggio di Nostra Signora che rimarrà segreto fino al 1960." (La Verdad sobre el Secreto de Fatima, P. Joaquin Alonso, edizione spagnola, p. 103-104) 

F. Stein: "Le testimonianze che hanno annunciato la rivelazione del Segreto per il 1960 sono di tale peso e così numerose che, a nostro parere, anche se le autorità ecclesiastiche di Fatima [nel 1959 gli stessi esperti non sapevano ancora che Roma aveva preso il Segreto dal Vescovo di Leiria più di due anni prima] non avevano ancora deciso di pubblicare il Segreto nel 1960, esse si vedrebbero ora costretti a farlo dalle circostanze". (Mensagem de Fatima, luglio-agosto 1959) 

Padre Dias Coelho: "... possiamo usare, come fatto incontestabile, questa affermazione del dottor Galamba de Oliveira (nel 1953) in Fatima, Altar do Mundo: 'La terza parte del Segreto è stata sigillata nelle mani di Sua Grazia il Vescovo di Leiria, e sarà aperta o dopo la morte della veggente o al più tardi nel 1960'". (L'Homme Nouveau, n. 269, 22 novembre 1959) 

Tutte le testimonianze e le dichiarazioni rivelano chiaramente che il Cielo voleva che il terzo segreto di Fatima fosse rivelato al mondo intero non più tardi del 1960, perché allora sarebbe stato più chiaro.


VITA DI CRISTO - «Tu vuoi essere adorato, Satana; ma adorar te significa servirti, e servire a te è schiavitù.

 


La terza tentazione  

L'assalto finale avvenne sulla cima del monte. Fu il terzo tentativo di distoglierLo dalla Sua Croce, e questa volta mediante un invito alla coesistenza del bene con il male. Egli era venuto sulla terra a istituire un regno comportandosi come l'Agnello che vada al sacrificio: o che non poteva scegliere un modo più rapido d'istituire il Suo regno, concludendo una convenzione in base alla quale ottenesse tutto quel che desiderava, ossia il mondo, ma senza la Croce?  

«Il diavolo lo condusse su di un alto monte e gli mostrò in un attimo tutti i regni della terra, dicendogli: 'Io ti darò tutta questa potenza e tutta la gloria di questi regni, perché a me sono stati dati e li dò a chi voglio. Se dunque ti prostrerai per adorarmi, sarà tutto tuo'.» (Luca 4: 5-7)  

Tutte millanterie, in verità, risuonano le parole di Satana. Gli erano stati effettivamente consegnati i regni del mondo? Nostro Signore chiamò Satana «il principe del mondo», ma non era stato Dio a consegnargli alcuno dei regni del mondo, sebbene il genere umano, attraverso il peccato. E tuttavia, pur se Satana, secondo quanto affermava, governava i regni della terra col consenso dei popoli, non era davvero in suo potere darli a chi volesse. Satana mentiva per tentar di nuovo Nostro Signore ad allontanarsi dalla Croce, mediante una scorciatoia. A Nostro Signore offriva il mondo a una condizione: ch’Egli adorasse Satana. L'adorazione, s'intende, comportava servitù e la servitù, consisteva in questo: che, essendo il regno del mondo soggetto al potere del peccato, il nuovo Regno che Nostro Signore stava per istituire doveva essere soltanto una continuazione del vecchio regno. Insomma, Egli poteva aver la terra purché promettesse di non mutarla; poteva avere il genere umano sempre che promettesse di non redimerlo. Una sorta di tentazione, questa, che il Nostro Signor Benedetto si trovò, poi, ad affrontare un'altra volta, allorché la folla tentò di fare di Lui un re terreno.  

«Sapendo che sarebbero venuti a rapirlo per farlo re, fuggi di nuovo solo sul monte» (Giov. 6: 15)  

E dinanzi a Pilato, disse che avrebbe istituito un altro Regno, ma che esso non sarebbe stato di quelli che poteva offrir Satana. Quando Pilato Gli domandò: «Sei tu dunque re?», rispose Gesù:  «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servi combatterebbero perché non fossi consegnato ai Giudei; ma ora il mio regno non è di qua» (Giov. 18: 36)  

Il regno che offriva Satana era del mondo, e non dello Spirito. E sarebbe stato ancora il regno del male, e i cuori dei suoi sudditi non sarebbero stati rigenerati.  

Satana, in effetti, aveva detto: «Tu sei venuto, o Cristo, per conquistare il mondo ma il mondo è già mio; e io te lo darò se verrai a un compromesso e mi adorerai. Dimentica la tua Croce, il tuo Regno dei Cieli. Se vuoi il mondo, eccolo, è ai tuoi piedi. Sarai salutato con osanna più clamorosi di quelli che Gerusalemme abbia mai cantato ai suoi re, e ti saranno risparmiate le pene e le sofferenze della Croce di contraddizione».  

Ma Nostro Signore, sapendo che quei regni potevano essere conquistati solo dalla Sua passione e morte, rispose a Satana:  «Va' via, Satana; poiché sta scritto: 'Adora il Signore Dio tuo, e servi a lui solo'.» (Matt. 4: 10) 

È lecito immaginare che queste terse e inequivocabili parole siano così risonate all'orecchio di Satana: «Tu vuoi essere adorato, Satana; ma adorar te significa servirti, e servire a te è schiavitù. Io non voglio il tuo mondo, fin quando esso rechi il terribile fardello della colpa. In tutti i regni che tu affermi essere tuoi, i cuori dei tuoi sudditi desiderano tuttora qualcosa che tu non puoi dargli, ossia la pace dell'anima e l'amore disinteressato. Io non voglio il tuo mondo, del quale neanche tu sei padrone.  

«Anch'io sono un rivoluzionario, come la madre mia cantò nel suo Magnificat. Insorgo contro di te, principe del mondo. Ma la mia rivoluzione non si compie mediante la spada vibrata esternamente per vincere con la forza, sebbene internamente contro il peccato e contro tutte le cose che mettono la guerra fra gli uomini. Prima vincerò il male nel cuore degli uomini, e poi potrò vincere il mondo. Vincerò il tuo mondo penetrando nei cuori dei tuoi disonesti collettori d'imposte, dei tuoi falsi giudici, dei tuoi Commissari del Popolo, e li redimerò dalla colpa e dal peccato, e li rimanderò mondi ai loro mestieri. Dirò loro che nessun vantaggio potranno mai conseguire dalla conquista del mondo intero se perderanno le loro anime immortali. E tu, tienti pure i tuoi regni, intanto. Meglio perdere tutti i tuoi regni, meglio perdere il mondo intero, che perdere una sola anima! l regni del mondo devono essere innalzati al Regno di Dio; il Regno di Dio non sarà abbassato al livello dei regni del mondo. Per ora, tutto quel che voglio di questa terra è uno spazio sufficiente a erigervi una Croce: là ti permetterò di espormi dinanzi ai crocicchi del tuo mondo! Là ti permetterò d'inchiodarmi in nome delle città di Gerusalemme, Atene e Roma, ma io risorgerò da morte, e allora ti accorgerai, tu che credevi d'aver vinto, di essere stato schiacciato, mentre io marcerò vittorioso sulle ali del mattino! Vorresti, o Satana, ch'io diventassi l'anticristo: dinanzi a questa richiesta blasfema, la pazienza deve far posto alla giusta collera. 'Allontanati da me, o Satana!'»  

Nostro Signore discese dal monte, povero come quando lo aveva salito. Terminata la Sua vita terrena e risorto da morte, su un altro monte avrebbe parlato agli Apostoli:  

«Quanto agli undici discepoli, andarono in Galilea, sul monte indicato loro da Gesù.  

Vedendolo, l'adorarono ... Gesù avvicinandosi parlò loro così:  

'Ogni potere è stato dato a me in cielo e in terra.  

Andate dunque, ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto quanto v'ho comandato.  

Ed ecco io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo'.» (Matt. 28: 16-20)  

Venerabile Mons. FULTON J. SHEEN 

«Verrà il Giorno - l’ultimo giorno della terra, il primo della Gerusalemme completata ed eterna - in cui gli Angeli separeranno i giusti dai malvagi».

 


Dice Gesù: 

«…Verrà il giorno - l'ultimo giorno della Terra, il primo della Gerusalemme completata e eterna - in cui gli  angeli, come i pescatori della parabola, separeranno i giusti dai malvagi, perché al comando inesorabile del  Giudice i buoni passino al Cielo e i cattivi nel fuoco eterno. E allora sarà resa nota la verità circa i pescatori ed  i pescati, cadranno le ipocrisie e apparirà il popolo di Dio quale è, coi suoi duci e i salvati dai duci. Vedremo  allora che tanti, fra i più insignificanti all'esterno o i più malmenati all'esterno, sono gli splendori del Cielo, e  che i pescatori quieti e pazienti sono quelli che più hanno fatto, splendendo ora di gemme per quanti sono i  loro salvati. La parabola è detta e spiegata». 

DA: L’EVANGELO COME MI È STATO RIVELATO

Vi voglio umili, semplici, obbedienti, perché possiate svolgere correttamente la missione che vi è stata affidata.

 


Messaggio di Dio Spirito Santo a J. V.


21 ottobre2021

Rosario della sera - Messaggio unico


Primo mistero. Dio, lo Spirito Santo, parla.

Figli miei, io sono il vostro Dio, lo Spirito Santo, vengo a consigliarvi, affinché siate protetti di fronte agli avvenimenti che verranno, ai quali parteciperete per il bene dell'Amore, dell'Amore Santo, dell'Amore Puro, dell'Amore Divino.

Miei piccoli, Noi prendiamo le anime di coloro che si sono liberati alla Nostra Volontà, non tutte le anime vogliono donarsi, hanno paura di tutto quello che verrà, che sentono, non lo sanno, ma lo sentono e satana riesce a far passare questa paura a tutte le anime.

Ma voi che siete con Me, che siete stati preparati per molti anni, non dovete più preoccuparvi di tutto ciò che sta per arrivare, perché sarete guidati da Me, il vostro Dio Spirito Santo. Ma anche per questo dovete aumentare la vostra preghiera privata, affinché impariate ad ascoltare la mia voce, affinché impariate a muovervi dove voglio io, nei momenti in cui ve lo chiedo.

Dovete essere consapevoli, Miei piccoli, che satana non vuole lasciare andare una sola anima, vuole distruggere tutto ciò che è stato creato dal Padre, quindi tutto ciò che state vedendo ora, sarà trasformato, perché, certamente, satana farà la sua opera distruttiva, ma tutto sarà rigenerato e potrete godere di una nuova vita dopo quella che avete, dove le Virtù, dove l'Amore, dove la Sapienza, dove la Scienza, saranno ciò che devono essere.

Quello che avrete è molto bello, è qualcosa che non potete nemmeno immaginare, perché non avete mai avuto contatto con qualcosa di così grande come quello che possiamo fare nella Nostra Divinità, per questo vi chiediamo di fidarvi pienamente di quello che vi chiediamo e di pensare sempre che da Noi ci sarà sempre un Bene di cui potrete godere. Siete saturi e voglio ripeterlo ancora: siete saturi del male nel mondo, a tal punto che non sapreste più distinguere tra una cosa buona e una cattiva, perché satana sa fare il suo lavoro, e vi fa credere che ciò che è cattivo è buono e viceversa, vi ha ingannato per molto tempo, per tutto il tempo che l'uomo ha vissuto sulla terra.

Pertanto, il cambiamento che avrete sarà inimmaginabile per voi, e voglio che lo prendiate semplicemente come tale, come un dono. Vogliamo sentire i vostri ringraziamenti, per il dono che riceverete per il lavoro che farete per aiutare a salvare le anime e ad eliminare tutto il male che c'è sulla Terra e nell'intero Universo.

Non soffermatevi su ciò che pensate di fare in questo tempo di grande lotta spirituale, lasciate semplicemente che Io vi guidi, lasciate che Io vi dica cosa fare in certi momenti, e se non potete farlo, Io stesso vi darò la capacità di fare il lavoro che desidero che facciate, per il vostro bene e per il bene dei vostri fratelli e sorelle.

Vivete in una tremenda povertà spirituale, voi e alcuni di voi, siete stati preparati per questo tempo, per realizzare ciò che vi sarà chiesto per il grande cambiamento.

Siate consapevoli che siete piccoli, miserabili, non siete niente e questo è ciò che dà più fastidio a satana, essere sconfitto, prima di tutto, da Mia Moglie, la Sempre Vergine Maria, una Donna, e con tutti voi, che siete niente, ma che vi ho preso per aiutare Mia Moglie, la Sempre Vergine Maria, a sconfiggere le schiere di satana, ad eliminare il male sulla terra e a fermare tutto il male che lui sta causando dall'inizio dei tempi, praticamente.

Tieni sempre presente questo pensiero: voi non siete niente se non siete con la Nostra Santissima Trinità, e questo vi darà molta forza, Miei piccoli, perché se credete di poter combattere da soli, fallirete, ma sentendo che non siete niente, vi rivolgerete alla Nostra Santissima Trinità e otterrete ciò di cui avrete bisogno per sconfiggere satana in quel momento, e ciò che uscirà da voi sarà la Nostra Forza, che può davvero sconfiggere satana, ma se agite da soli, con orgoglio, credendo di poterlo sconfiggere, con le vostre forze, fallirete.

Mantenetevi così, semplici, umili e in pieno bisogno di Noi e vincerete. Mantenetevi nella preghiera profonda, mantenetevi uniti al Cielo e non fallirete, non agite da soli, non avete la forza di sconfiggere satana, anche se lo avete sconfitto prima e credete di averlo sconfitto da soli, non è stato così, è stata la Nostra Grazia in ogni momento, che attraverso di voi è scaturita e ha sconfitto gli attacchi di satana.

Per questo insisto che vi manteniate piccoli, molto bisognosi di Noi e così non fallirete. Noi vigileremo su di voi in ogni momento, voi sarete i Nostri Occhi, le Nostre Mani, le Nostre Gambe, il Nostro Cuore, il Nostro Intelletto, Noi saremo Noi, nella Nostra Santissima Trinità in voi, Noi saremo presenti in voi, affinché vinciate satana e vi prendiate cura dei vostri fratelli in qualsiasi cosa abbiano bisogno. Godrete di essere con Noi, godrete dei trionfi che avrete contro le forze di satana, ma non sarete voi, ripeto, non sarete voi a sconfiggerlo.

Lasciatevi muovere, pienamente, dalla Nostra Santissima Trinità, ed è allora che lo sconfiggerete. Vi voglio umili, semplici, obbedienti, perché possiate svolgere correttamente la missione che vi è stata affidata.

Grazie, miei piccoli.

LETTERE

 


LETTERA 14 

Del medesimo tempo (389-91). 

A. sebbene occupatissimo, risponde a Nebridio che gli aveva chiesto  perché mai il sole è differente per grandezza ed effetti dagli altri  astri (n. 1-2); accennando poi all'Uomo-Dio tocca l'altro quesito se  la Somma Sapienza contiene l'idea di ciascun uomo (n. 3-4). 


AGOSTINO A NEBRIDIO 


Agostino risponde pur essendo occupatissimo. 

1. Ho preferito rispondere alla tua lettera più recente non perché  non tenga in nessun conto i tuoi quesiti precedenti o perché mi  siano piaciuti meno, ma perché per rispondere io faccio sforzi più  grandi di quelli che tu puoi immaginare. Infatti, sebbene tu mi  abbia avvisato che devo mandarti una lettera più lunga della più  lunga che ti ho mandato, io non ho però tanto tempo a disposizione  quanto pensi tu e quanto sai che io ho sempre desiderato e  desidero di avere. E non chiedermi perché sia così. Infatti mi  sarebbe più facile esporre gli impedimenti che ho che non indicarne  il perché. 


Il sole e gli altri astri. 

2. Mi dici perché io e tu, pur essendo due individui distinti, facciamo  molte cose identiche e invece il sole non fa ciò che fanno le altre  stelle. Mi sforzerò di rendere ragione della cosa. Infatti se noi  compiamo le stesse azioni, anche il sole ne ha molte in comune con  gli altri astri; se non lo fa lui, non lo facciamo nemmeno noi. Io  cammino ed anche tu cammini; lui si muove ed anch'essi si  muovono; io sono sveglio e lo sei anche tu; lui brilla ed anch'essi  brillano; io discuto e discuti anche tu; lui ruota ed anch'essi  ruotano; per quanto un'azione spirituale non si dovrebbe in alcun  modo mettere a confronto con ciò che è visibile. Se poi, come è  giusto, paragoni intelligenza a intelligenza, si deve osservare che gli  astri, se in loro vi è un'intelligenza, nel pensare o contemplare (o  altro termine più proprio che usar si voglia per esprimere un'azione  simile) sono fra loro più concordi che gli uomini. D'altra parte nei  movimenti fisici, se guardi la cosa con diligente attenzione secondo  il tuo solito, nulla assolutamente di identico può esser fatto da due  persone. Forse che tu pensi che noi, quando passeggiamo insieme,  compiamo un'azione senz'altro identica? Lungi dalla tua intelligenza  un pensiero simile. Giacché quello di noi due che cammina più  vicino al Nord o sorpassa necessariamente l'altro (se cammina col suo stesso passo), ovvero deve camminare più lentamente: eppure  ne l'una né l'altra cosa è avvertibile coi sensi. Ma tu, se non  m'inganno, vuoi sapere quello che avvertiamo con l'intelligenza,  non coi sensi. E se ci dirigiamo da settentrione a mezzogiorno,  camminando quanto più è possibile uniti a fianco a fianco, e  poggiamo i piedi su del marmo o dell'avorio levigato e  perfettamente piano, il nostro movimento non può essere identico,  come non lo sono le pulsazioni, la figura e l'espressione del volto.  Metti al nostro posto i figli di Dauco : non risolverai niente. Giacché  anche questi due somigliantissimi gemelli dovranno  necessariamente muoversi in maniera autonoma come  necessariamente nacquero separati. 


Il Cristo, Uomo-Dio. 

3. Sì, ma questo - dirai - è chiaro e manifesto soltanto alla ragione,  mentre la differenza fra il sole e gli astri lo è anche ai sensi. Se è  alla grandezza di essi che vuoi che io rivolga l'attenzione, tu sai  quanto siano vari i pareri sulla distanza che li separa, e perciò a  quanta incertezza dia luogo la suaccennata evidenza. Ma anche se  ammetto che sia così come appare (anch'io infatti la penso in  questo modo), ai sensi di chi mai è sfuggita l'altezza di Nevio,  superiore di un piede a quella degli uomini più alti, che è di sei  piedi? Ed io credo che tu abbia cercato anche troppo un uomo della  sua statura, e che, non avendone trovato nessuno, abbia voluto far  allungare la mia lettera fino a raggiungere le sue dimensioni!  Perciò, dato che un fatto di questo genere si riscontra anche sulla  terra, penso non ci si debba affatto stupire per il cielo. Se poi ti  colpisce il fatto che nessun astro, eccetto il sole, riempie il giorno  della sua luce, chi, ti chiedo, è apparso agli uomini tanto grande  quanto quell'uomo che Dio assunse ben diversamente da quanto  abbia fatto con tutti gli altri Santi e sapienti? E se tu lo metti a  confronto con gli altri uomini, essi sono molto più lontani da Lui di  quanto lo siano gli altri astri nei confronti del sole. Osserva dunque  attentamente questa analogia; data la tua superiore intelligenza è  possibile che abbiamo risolto di passaggio una questione sulla  umanità di Cristo che mi era stata proposta da te. 


La Somma Sapienza e gli archetipi degli esseri. 

4. Mi poni anche il quesito se quella somma verità, somma  sapienza, forma delle cose, per cui tutte le cose sono state fatte, che la nostra santa religione dichiara Figlio unigenito di Dio,  contenga in sé l'idea universale di uomo oppure anche quella  individuale di ciascuno di noi. Questione ardua. Ma a me pare che  per quanto concerne la creazione dell'uomo, vi fosse là solo l'idea di  un uomo, non quella della mia persona o della tua; per quanto  concerne invece tutta la estensione del tempo le varie forme dei  singoli uomini sussistano tutte in quella forma semplicissima. Ma,  essendo questo molto oscuro, non so con quale paragone si  potrebbe rendere chiaro, a meno che non si debba ricorrere a  quelle arti e scienze che vivono nel nostro intelletto. Infatti in  geometria l'idea di angolo è unica ed unica è l'idea di quadrato.  Perciò tutte le volte che voglio descrivere un angolo non mi si  presenta che un'unica idea di angolo; ma non potrei in nessun caso  disegnare un quadrato se non avessi in mente l'idea di quattro  angoli assieme; così ogni singolo uomo è stato fatto secondo  un'unica idea generale di uomo; ma affinché diventi moltitudine,  sebbene l'idea sia anch'essa unica, tuttavia non è l'idea di un  singolo uomo, ma di più uomini. Se dunque Nebridio è parte di  questo tutto, come lo è in realtà, ed ogni tutto consta di parti, Dio  creatore del tutto, non poté non avere l'idea delle singole parti.  Perciò il fatto che ivi c'è l'idea di moltissimi uomini, questo non  riguarda il singolo uomo, sebbene poi tutto si riduca in modo  misterioso ad unità. Ma tu ci penserai con più comodo. Intanto ti  prego di accontentarti di questo, quantunque io abbia già superato  la misura di Nevio. 

DELLE CAUSE DEI MALI PRESENTI E DEL TIMORE DE' MALI FUTURI E SUOI RIMEDI AVVISO AL POPOLO CRISTIANO

 


Basta sol leggere ciò, che diceva su tal proposito l'apostolico predicatore il P. Segneri juniore, allorchè le conversazioni erano ancora nascenti, e sol tra le dame ei cavalieri. Io ne trascrivo alcuni tratti, che sono vere pitture del nostri costumi, e pur troppo lagrimevoli, ma vere produzioni. (Istruz, sopra le Conversaz. moderne. Firenze, e Parma per Giuseppe Rosati an. 1751:) » Per conto della Conversazione, egli dice in un luogo (par. 4.) voi parimenti tralasciate tutte le divozioni private, e pubbliche. Quanto alle private, qual bene potete mai fare prima di coricarvi, dopo la stanchezza di una veglia sì lunga? La mattina seguente non siete a tempo alla predica, mentre appena arrivate all'ultima messa, tanto che chi volesse pigliar nota dei cavalieri, e delle dame, che sono state alla conversazione la sera innanzi, basterebbe che osservasse per le chiese, chi sta ascoltando l'ultima messa. Circa la frequenza dei SS. Sacramenti, o voi vi comunicate con tutta la conversazione della notte innanzi, e qui vedete, che indecenza è questa: accozzare insieme conversazioni, e comunione. Ol trecchè alzandovi tardi di letto, per necessità avete da spedire in fretta la preparazione per la confessione, e poi appena comunicati desinare, passeggio, e di nuovo conversazione. O voi per comunicarvi vi assenterete la sera innanzi dalla conversazione, e in tal caso io non ho tanto buon concetto di voi, che mi persuada, che vogliate vincere così frequentemente i rispetti umani di quello, che si dirà dalla brigata su la vostra sedia vacante. Voi non avrete tanto animo di far sapere a tutti, che vi comunicate si spesso. Onde temo, che abbiate già fatto un gran diradare di comunioni, e che abbiate a diradarle tuttavia di più. Cosa purtroppo avvenuta oramai in ogni città. - - - Guanto alle divozioni pubbliche, già tutete le confraternite, tutti gli oratorii degentiluomini sono per terra; e oggi si può aggiungere ancora di tutti i cittadini, e di tutti i mercatanti. Perchè facendosi di notte giorno, ne viene, che si abbia poi a fare di giorno notte; onde appena resta tempo la mattina per udir messa. In tutte le città, dove ha allignato questo mal costume, da quel tempo, che il demonio ve lo portò, si è notata la desolazione, e la rovina totale di tutte le sacre adunanze di cavalieri. Per tutto piangono i nostri vecchi compagnie così fiorite di nobiltà a tempi loro, ora composte di puri artigiani; oratorii, in cui prima si penava ad aver luogo, ora chiusi per mancanza di numero sufficiente a cantare gli ufficii. In somma per questi abusi sono scadute affatto tante belle divozioni della città, tante lodi, che riceveva la vergine, tanti suffragi, che riportavano le anime sante del Purgatorio. Ora levate ad un'anima la frequenza del Sacramenti, fate, che non senta più prediche, che non abbia più altre divozioni che quell' unica messa di precetto, e sappiatemi poi dire, a che misero stato si ridurrà. Ah ! che il demonio ha trovata la maniera di spogliare in un colpo la nobiltà, e oggi mai tutti i cristiani, di tutti gli aiuti al bene ».

DEL CONTE CANONICO ALFONSO MUZZARELLI

Il Segno della Croce nel Cielo

 


Oggi il cielo splendente, che Io illuminerò come il mattino di Pasqua, sarà quello del Mio Ritorno.  

IMPORTANTI INFORMAZIONI SPIRITUALI CHE DEVI SAPERE PER ESSERE SALVATI

 


PRO-SPORTS


Il pro-sport può sembrare non avere alcun peccato in esso, ma innumerevoli peccati mortali saranno esposti quando uno lo esamina attentamente.

In primo luogo, quasi ogni tipo di sport professionistico supporta il peccato mortale del gioco d'azzardo, ed è solo un fatto che queste squadre o giocatori ricevono una grande porzione del loro stipendio dal gioco d'azzardo. Gli sport professionistici sono infatti uno dei più grandi, se non il più grande generatore del peccato mortale del gioco d'azzardo, che ha distrutto innumerevoli famiglie e condotto milioni di povere anime alla disperazione, al suicidio e all'inferno. Così, coloro che guardano queste partite, guardano persone che vengono pagate per sostenere e far esistere il peccato mortale del gioco d'azzardo esistere. Godere dell'uccisione eterna dell'anima di altri esseri umani è un chiaro peccato mortale. 

In secondo luogo, quasi ogni tipo di sport professionistico si gioca la domenica, il che è un chiaro peccato mortale, poiché è un lavoro per questi giocatori e ricevono un assegno da esso. Pertanto, stanno infrangendo uno dei dieci comandamenti di Dio, e non ci sono scuse per queste cose. È un chiaro peccato mortale godere di qualcuno che commette un peccato mortale.

In terzo luogo, come possiamo vedere dal Libro dei Machabees, il popolo ebraico trascurava il culto divino per partecipare a diverse feste sportive nell'arena. Questo si realizza ora profeticamente in molte persone che si definiscono cattoliche. Perché invece di pregare il rosario, leggere la parola di Dio e giocare ed educare i loro figli alla buona morale cristiana come è previsto per la domenica, guardano questi giochi peccaminosi mentre mettono i loro figli davanti ad un altro televisore, trascurando il loro benessere spirituale. Molti santi insegnano che lo sport di per sé non è peccato - e naturalmente non lo è - ma quando diventa troppo serio e più di un gioco divertente tra amici o quando ci si diletta troppo o si fa una cosa troppo grande di ciò che non ha valore, allora insegnano all'unanimità che diventa peccaminoso.

San Francesco di Sales - "Gli sport, i giochi, le feste, ecc. non sono di per sé malvagi, ma piuttosto indifferenti, capaci di essere usati per il bene o per il male; ma tuttavia sono pericolosi, ed è ancora più pericoloso prenderne grande diletto."

San Francesco di Sales - "Le passeggiate, i giochi inoffensivi, la musica, strumentale o vocale, gli sport campestri, ecc., sono ricreazioni così del tutto lecite che non hanno bisogno di regole oltre a quelle della discrezione ordinaria, che mantengono ogni cosa entro i dovuti limiti di tempo, luogo e grado. Così anche i giochi di abilità, che esercitano e rafforzano il corpo o la mente, come il tennis, le racchette, la corsa sul ring, gli scacchi e simili, sono di per sé sia leciti che buoni. Si deve solo evitare l'eccesso, sia nel tempo dedicato ad essi, sia nella quantità di interesse che assorbono; perché se si dedica troppo tempo a queste cose, esse cessano di essere uno svago e diventano un'occupazione; e così, lungi dal riposare e ristorare la mente o il corpo, hanno esattamente l'effetto contrario. Dopo cinque o sei ore passate a giocare a scacchi, la mente è spenta e stanca, e un tempo troppo lungo dedicato al tennis porta all'esaurimento fisico; o se la gente gioca per una posta alta, diventa ansiosa e scombussolata, e oggetti così poco importanti non sono degni di tanta cura e pensiero. Ma, soprattutto, guardatevi dal porre il vostro cuore su una di queste cose, perché per quanto lecito possa essere un divertimento, è sbagliato dedicare il proprio cuore ad esso. Non che io non voglia che tu provi piacere in quello che stai facendo, - non c'è altra ricreazione, - ma non voglio che tu ne sia assorbito, o che tu diventi avido o troppo affezionato a qualcuna di queste cose". 

In quarto luogo, la gente sta spendendo miliardi di dollari per qualcosa che dovrebbe essere un gioco di divertimento. Hanno trasformato un gioco senza valore e senza alcun significato in qualcosa di serio. Pensateci. La gente dice: Questa o quella persona corre così e così veloce o ha vinto questo o quel gioco. E la gente ci pensa come se fosse una specie di conquista degna di lode, quando in realtà è triste e abominevole perché porta le anime all'inferno. Sono persone adulte che valutano un gioco o uno sport senza valore come qualcosa che ha un significato o un valore: è veramente patetico.  Sprecano i loro soldi e il loro tempo in questo schifo quando potrebbero cercare di aiutare le anime che cadono ogni giorno verso il fuoco eterno dell'inferno.

"E così il cuore dell'uomo, che è sommerso da appigli inutili, superflui e pericolosi, diventa incapace di seguire seriamente Dio, che è la vera vita di devozione. Nessuno biasima i bambini che corrono dietro alle farfalle, perché sono bambini, ma non è ridicolo e pietoso vedere uomini maturi che si affannano per delle sciocchezze senza valore come i divertimenti mondani prima nominati, (SPORT, balli, giochi, feste, pompieri), che possono far perdere loro l'equilibrio e disturbare la loro vita spirituale." (San Francesco di Sales, Introduzione alla vita devota)

In quinto luogo, la maggior parte dei diversi atleti o giocatori sono vestiti in modo molto immodesto con abiti che sono assolutamente abominevoli per Dio poiché sono stretti e rivelano tanta carne. Solo poche centinaia di anni fa, le donne sarebbero state arrestate e imprigionate per aver indossato gli abiti che gli atleti o i giocatori indossano ora. Guardare qualsiasi gioco o sport che sostiene o condona le cinque ragioni menzionate sopra è totalmente peccaminoso e qualsiasi persona onesta che non si sia rifiutata di meditare sull'inferno e che si renda conto che è possibile che lui o lei vada all'inferno sarà d'accordo, purché pensi a questo problema in maniera razionale e calma. Non permettete che la vostra dipendenza dallo sport banalizzi i peccati mortali evidenti che vengono commessi sotto gli occhi di tutti. Pentitevi prima che sia troppo tardi!


DAVANTI A GESU’ EUCARISTIA

 


O Gesù, sacerdote vero ed eterno, tu hai voluto istituire, nell'ultima cena con i tuoi Apostoli,
il sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue come sacrificio perenne, e hai comandato alla tua Chiesa di perpetuare l'offerta in tua memoria. Il tuo Corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza, il tuo Sangue per noi versato è nostra bevanda e ci lava da ogni colpa.
Noi ti preghiamo che questo grande mistero nutri e santifichi sempre i tuoi fedeli, perché una sola fede li illumini e una sola carità li riunisca su tutta la terra.
Fa'che ci accostiamo sempre con fede e con amore alla mensa di questo grande sacramento,
perché l'effusione del tuo Spirito ci trasformi in immagine della tua gloria.
Lode a Te, o Cristo, che attraverso la tua viva presenza nel Sacramento dell'Eucaristia,
alimenti e sostieni la nostra fede. Ti rendiamo grazie, Gesù, per il prodigio della tua venuta
che sempre si rinnova sulla mensa dell'altare.
Sei Tu l'amico dei nostri giorni, il pane del cammino, il vino della gioia, il balsamo del dolore, il desiderio del nostro cuore.
Fa, o Signore, che comunicando al santo mistero del tuo corpo e sangue, trasfigurati dall'amore,
possiamo essere per tutti i fratelli testimoni della tua altissima carità.
Figlio del Dio vivente, effondi su di noi la pienezza del tuo Spirito, aprici il cammino verso il Padre, per essere accolti al termine del nostro pellegrinaggio, nel grembo adorabile della Santa Trinità, nostra beatitudine e nostra pace per l'infinita distesa dei secoli. Amen.


Questo mondo perirà presto in un grande tumulto per la sua mancanza di fiducia e arrendersi alla paura.

 


Nostro Signore Gesù a Jennifer il 15 novembre 2021


Figlia mia, questo mondo è molto diviso. C'è chi si fida per paura e c'è chi ha paura di fidarsi. Devi amare il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, mente e anima, tutto il tuo essere senza riserve. Quando un'anima manca di una di queste cose, non può veramente fidarsi. Per avere fiducia, devi rinunciare a tutto. Prestate attenzione ad Adamo ed Eva: avevano tutto ma non si fidavano del piano di mio Padre. Questo mondo perirà presto in un grande tumulto per la sua mancanza di fiducia e arrendersi alla paura. Non sono il Dio della paura, sono il Principe della Pace. I giorni di grande lutto stanno arrivando. Molti non potranno cercare la Mia Misericordia perché non la conoscono veramente. Le madri brameranno i loro figli e i padri piangeranno perché vedranno come si sono fidati ciecamente dell'autore dell'inganno. Questo mondo ha un grande bisogno della Mia visita. Questo mondo ha bisogno di accogliere le suppliche di Mia Madre e riconoscere che è solo prendendo la sua mano che sarai guidato a suo Figlio, perché io sono Gesù.

Dove correrete, figli miei, quando la grande muraglia d'acqua inaugurerà nuove coste e città che una volta non sono più? Dove prenderai rifugio quando inizierà il grande scuotimento e risuonerà in tutto il mondo? A cosa ti arrenderai quando vedrai l'inganno in cui hai permesso alla tua anima di essere guidata quando inizieranno le vere doglie? Figli miei, il vostro unico rifugio è nel mio Sacratissimo Cuore. È tempo di arrendersi alla verità e allontanarsi da un mondo che cerca di divorare il tuo cuore, la tua mente e la tua anima. Il diavolo usa la mente per ingannare il corpo per intrappolare l'anima. Se Mi permetti di rifugiarti nel tuo cuore e lo Spirito Santo ti guida, allora non hai nulla da temere. Ora andate, perché Io sono Gesù, e state in pace perché la Mia Misericordia e la Giustizia prevarranno.

Recitare con amore il Magnificat...

 


Recitare con amore il Magnificat...  

Grande è stato l’esempio dell'amore alla recita del Magnificat da parte del beato Gabriele M. Allegra, francescano. Egli di propose di recitarlo spesso e bene, per l'importanza e il valore dell'inno di Maria Santissima.  

Egli aspirava, in realtà, a saperlo recitare come lo recitò la Madonna, come lo recitò il Cuore Immacolato di Maria.  

Dopo la preghiera giornaliera del Santo Rosario, il Magnificat era la preghiera mariana che il beato Gabriele Allegra recitava più di frequente con fervore e letizia, per ringraziamento al Signore e alla Madonna di tutte le grazie che riceveva in abbondanza, e talvolta le riceveva in modo anche miracoloso. Lui stesso scrisse il suo proposito: «Voglio recitare il Magnificat spesso, e voglio recitarlo bene».  

  Egli, grande biblista, oltre che grande missionario in Cina, ebbe da Dio il dono immenso di riuscire a tradurre L'intera Bibbia nella difficile Lingua cinese e quando si metteva a scrivere lo faceva sempre «alla soave presenza» della Madonna.  

Ogni volta che finiva la traduzione di un nuovo Libro della Bibbia avvertiva il bisogno di recitare, insieme ai suoi collaboratori e confratelli; un Magnificat di ringraziamento.  

Se il Magnificat è l'inno che ci svela l'altissimo contenuto d'amore divino del Cuore Immacolato di Maria, dobbiamo pensare che sicuramente il nostro pregare con il Magnificat sarà gradito alla divina Mamma, imparandolo anche noi a recitarlo bene e di frequente, sia per farla contenta, sia per avvicinare e assimilare il nostro povero cuore al suo sublime Cuore Immacolato.  

Siamo così lenti noi, purtroppo, a riconoscere i benefici e le grazie che il Signore ci dona e che la Madonna ci ottiene con il suo Cuore di Mamma tenerissima, scampandoci o preservandoci anche da molti pericoli che non vediamo, mentre siamo sempre pronti a lamentarci e reagire con impazienza, se non con rabbia, di fronte a qualsiasi disturbo o difficoltà che incontriamo; e perciò siamo così incapaci di ringraziare con la devozione dei santi servendoci della splendida preghiera-inno Magnificat che ci fa imitare il Cuore della Madonna nel suo sublime ringraziare Iddio per le grazie ricevute, con tutto l'amore dell'anima e l'esultanza dello spirito.  

padre Stefano Maria Manelli

GENESI BIBLICA EVOLUZIONE O CREAZIONE? CAINO E’ LA CHIAVE DEL MISTERO

 


I Parte della visione: Il primo Pioniere,  “IL CAMPIONE”  


L’Albero della Vita e l’albero selvatico  

(L’orientamento rimane lo stesso, ma la profondità di campo si allontana) 

§ 41 Nuova scena. In primo piano, alla distanza di circa 15 metri, il Ragazzo nudo,  spuntato in quel momento dal lato destro, cammina con passo sicuro verso la mia  sinistra. Lo rivedo con molto piacere non solo perché la sua figura spicca bene su  quello sfondo, ma anche perché non lo sento più un intruso in casa mia. Guarda  davanti a sé, alla distanza di 20 metri, un gruppo di quattro animali, tre neri con pelo  arruffato, ma non folto, e uno bianco-giallastro senza pelo. Di essi non vedo, né la  testa, né le gambe, ma solo un tratto del tronco e questo molto curvo a sinistra in  modo anormale. Una Voce sommessa interviene: – ALBERI – ma io non capisco.  


Questa famiglia animale è l’‘unico albero’ genealogico della sua specie  esistente sulla Terra  

§ 42 Il piccolo quadro visivo abbandona la figura del Ragazzo e inquadra quegli  animali per intero e la Voce riprende: – SAI CHE ANIMALI SONO? – – Orsi seduti?  – chiedo forte. – NO – mi risponde in tono normale – QUATTRO RAMI DELL’  ‘UNICO ALBERO’. –  

§ 43 Erano schierati in fila di semiprofilo. I dorsi mostravano sempre la curva  dell’addome verso la mia sinistra. 

Il riquadro si dilata e vedo che quelle bestie non sono sedute ma in piedi. Non si trattava di bestie che conoscevo e ne rimasi sconcertato. Testa schiacciata, e quindi  fronte bassa, capelli neri, diritti e opachi fino al collo, orecchi enormi che spuntavano  fuori dai capelli orizzontalmente per più di 10 cm, senza naso, con fosse nasali nere e  scoperte, labbra nere aperte fino alla radice delle mascelle, senza mento. E le braccia  lunghe, giù fin sotto il polpaccio. Avevano tutti il ventre gonfio che, sopra quelle gambe  magre e corte, erano proprio un brutto spettacolo.  

Quegli esseri dal ventre gonfio se lo toccavano ogni volta che quell’essere biancogiallastro lo faceva. Simpatia? Forse gridavano, perché aprivano la bocca e facevano  vedere la lingua lunga e vibrante che sembrava attaccata solo alla gola e la  protendevano fuori dalla bocca.  

– Obesi? – chiesi. Risposta sommessa:  

– NO, PREGNANTI (cioè gravide). È LA LORO STAGIONE. – Allora capii che erano  femmine. 

§ 44 Incredulo e deluso, mi volsi verso la portiera donde ero uscito e, appiccicando il  naso sul vetro, brontolai: “ Sogno o sono desto? Questo è il vetro, questo il montante  della porta, questa la maniglia” . Il mio controllo era reale perché toccavo con mano  gli oggetti, nonostante la luce mi impedisse di vedere ciò che mi stava attorno. –  Signore, se viene da Voi fate che io capisca. – Mi rispose:  

– TI INSEGNO A LEGGERE TRA LE RIGHE LE COSE CHE IN QUEL LIBRO NON  CAPISCI. – 

Avrei dovuto tranquillizzarmi ma, diffidente per natura di fronte alle cose che non  posso controllare e che non capisco, queste parole suggeritemi a livello intellettivo non  mi persuasero.  

Continuai, toccando, il controllo del mio ambiente domestico, girandomi sulla destra  per voltare le spalle alla scena ed iniziai ad elencare ad alta voce i mobili, che solo  vagamente intravedevo, da sinistra a destra cominciando dalla portiera che conduce  in biblioteca: 

“Questa è la chiave, questa la cassetta della legna, la cucina a legna, la porta donde  sono entrato venendo dal corridoio, il canapè addossato alla parete a destra della  porta. Sulla parete contigua, verso oriente, ci sono le due finestre, poi, nell’angolo di  destra, il televisore CGE a 24 pollici. Nell’altra parete, di seguito oltre l’angolo di  destra, c’è la portiera delle scale che portano in cantina”.  

Non volevo girare lo sguardo più oltre per non vedere quegli animali pelosi da cui  volevo distogliere il pensiero. Ma qualcosa di irresistibile attirava la mia attenzione su  di loro.  


“La prima famiglia degli ancestri più prossimi all’Uomo”  

(_° orientamento: scena verso Sud-Est)  

§ 45 Il quadro si sposta ancora più a sinistra. Con mia grande sorpresa e meraviglia  vidi al centro dell’alzata in vetro della credenza, la ‘vetrina’, la solita finestra aperta per tutta la sua estensione alla luce diurna, come un quadro visivo rettangolare alto  55 cm e largo 75, delimitato dalla solita cornice rosea di luce più intensa larga circa 5  cm. In altezza arrivava quasi alla sommità della vetrina e sporgeva, nel suo lato  inferiore, di 15 cm al di sotto di essa, occupando circa metà del vano libero frapposto  col piano della credenza. Ci sarebbe stato dentro comodamente il mio televisore.  

Dentro quella cornice una veduta panoramica dal vivo occupava l’intero schermo.  Sembrava un bellissimo dipinto: in alto il cielo azzurro, in basso una grande pianura  biondeggiante di messe matura che si estendeva a perdita d’occhio per due, tre, forse  quattro chilometri, delimitata dalla foschia dell’orizzonte.  

A destra, il bordo del bosco verde di latifoglie, quello già visto dalla cengia. A sinistra,  alcune piante d’alto fusto dietro le quali non mi fu dato di vedere.  

§ 46 Ora a quei quattro animali, i quattro rami dell’unico ‘albero’, se ne erano  aggiunti altri due: uno grigio ad un’estremità della schiera ed uno nero più alto di  tutti, all’altra, più prossima. Gli ultimi sopraggiunti non avevano il ventre gonfio.  Vedevo quell’essere bianco-giallastro e senza pelo e poi quegli altri esseri a  distanza tra i 6 e gli 8 metri così che potevo osservarli comodamente.  

– Che bestie sono? – domandai.  

– GLI ANCESTRI – mi fu risposto. Questo nome non mi era familiare e mi fece  pensare all’aggettivo ‘ancestrali’.  

Quegli ancestri non erano belli a vedersi. La solita Voce, ora tenue, mi disse:  

– LA PRIMA FAMIGLIA DEGLI ANCESTRI PIÙ PROSSIMI ALL’UOMO. –  

Allora capii: quella che vedevo era la prima famiglia della specie animale più  prossima all’Uomo: la specie degli ancestri (cioè i nostri predecessori).  

Da prima non avevo capito il significato di “alberi”, ma da questa spiegazione  compresi che la definizione significava ‘alberi genealogici’, indicando così le due  specie: ‘l’albero della Vita’, quello della specie umana rappresentato dal Ragazzo che  era appena uscito di scena, e ‘l’albero selvatico’, quello della specie di questi singolari  animali.  

Compresi anche il significato di “unico”. Il Signore, come aveva affermato la  monogenesi della specie umana quando aveva definito Adamo “progenitore di ‘tutti’  gli uomini”, così aveva ribadito la monogenesi anche di quest’albero genealogico  selvatico.  

Quindi, se per la specie umana il Progenitore era unico, ed unico l’albero genealogico  selvatico (gli ancestri puri nella loro specie) da cui l’Uomo era derivato, il Signore, di  conseguenza, affermava la monogenesi anche dell’albero ibrido, la specie umana  corrotta che avevo già visto in una precedente rivelazione, frutto dell’incrocio di  queste due specie pure.  


“Non sono controfigure” 

§ 47 Vedo di sfuggita il Ragazzo che passa veloce davanti al gruppo. Le femmine  pregnanti sciolsero il crocchio e si misero fianco a fianco un po’ più indietro del punto  occupato, alla destra di quel ‘figuro’ alto e grosso col ventre più alto e rotondo che ora vidi essere un maschio. Era adulto e stava in primo piano, a sinistra della schiera  che andava nuovamente formandosi. Dal lato opposto si era sistemato quell’essere  brizzolato, evidentemente la madre di tutte le prime quattro. Quindi dedussi che, se  quella era la prima famiglia degli ancestri più prossimi all’uomo, la vecchia madre  era la capostipite di quella famiglia e anche della sua specie. Una Voce sommessa:  

– LI VEDI VIVI. ORA NON CE NE SONO PIÙ. NON SONO CONTROFIGURE. –  Questa definizione non mi era familiare, ma era molto pertinente, per cui pensai:  

“Gli scienziati ricostruiscono la loro figura basandosi sugli scheletri fossili e ci  mettono naso e orecchie a modo loro. Che cosa pagherebbero gli antropologi per  poterli vedere vivi!? E questo privilegio è toccato proprio a me!?”.  

Compresi che se questi ancestri non esistono più allo stato originale è perché ora  vivono fusi nell’uomo.  

Avevano caratteri assai diversi da come vengono raffigurati i cosiddetti ominidi, gli  uomini preistorici. Questi, in via di rievoluzione, sono chiamati comunemente ominidi,  ma è un termine equivoco perché comprende anche i pongidi, cioè le scimmie maggiori  non caudate come l’orango, lo scimpanzè e il gorilla17 .  

***

Dagli scritti di  Don Guido Bortoluzzi  

FATECI USCIRE DA QUI - IL PARADISO

 


FATECI USCIRE DA QUI

Maria Simma risponde a questa chiamata delle anime del Purgatorio


IL PARADISO

 

Ci sono giorni in cui più anime del solito sono liberate per il Paradiso?

Sì. E a Natale che il maggior numero di anime è liberato, ma dipende sempre da quanto si è pregato o fatto per loro. E a Natale, perché il Natale è il giorno più importante per ricevere grazie; molte sono liberate anche il Venerdì Santo, il giorno dell'Ascensione e di Ognissanti.

 

Quale consiglio può dare a chi desidera diventare santo qui sulla terra?

Sia umile. Ecco la risposta. Si consideri un niente e non dimentichi neanche per un istante che non è migliore di NESSUN altro. SOLTANTO Gesù e Sua Madre non erano poveri peccatori mentre erano qui tra noi con la loro umanità.

 

Maria, in che modo una qualsiasi persona può sapere se l'anima per la quale ha pregato è stata liberata?

Abbiamo tutti una sensibilità molto diversa, ma spesso accade che le persone provino momenti di gioia profonda mentre pregano per un'anima e questo dà loro la certezza che sia stata liberata. Non dovremmo comunque mai preoccuparci di discernerlo con precisione. Se preghiamo per qualcuno che è già in Paradiso, la Madonna prende queste preghiere e le applica là dove sono estremamente necessarie. Nessuna preghiera va persa, nemmeno la più piccola.

 

Qual è la via più diretta al Paradiso?

Ancora quella di un atteggiamento di profonda umiltà. Allora Satana non potrà mai avvicinarsi. E questa la via più diretta al Paradiso. Poi sono importanti le buone opere fatte per il prossimo e per le anime del Purgatorio. Quindi occorrono atti di carità compiuti con grande umiltà. Guardi la vita di Madre Teresa. Per queste caratteristiche oggi è una delle persone più amate della terra. Ha scelto di lavorare nell'inferno di Calcutta servendo gli ultimi, i più luridi ed i più ammalati e questo la porterà immediatamente a Dio, ne sono sicura.

 

Le anime sono tutte allo stesso livello in Paradiso?

No. I livelli in Paradiso sono molti. Il livello dell'anima dipende da come è vissuta sulla terra. Tutte le anime vivono in una gioia totale; sanno di non meritare di più e quindi non desiderano nulla di più. Alcune sono più gloriose e più luminose di altre: questa bellezza dipende dalle opere buone compiute quand'erano qui sulla terra. Quindi con uno sforzo maggiore qui sulla terra noi possiamo accedere a livelli più alti in Paradiso.

 

In Paradiso esiste un qualsiasi processo di crescita?

Anche la teologia non è in grado di dare una risposta a questa domanda. So che una delle veggenti di Medjugorje ha detto di aver visto diverse volte sua madre con la Madonna e di aver notato che, con gli anni, ella diventava sempre più bella. Per noi resta un mistero fino a quando noi stessi non ne saremo testimoni.

 

Chi non ha mai messo piede in una chiesa va in Paradiso?

Oh, persone così ci vanno sicuramente e sono sicura che siano molte di più di quante pensiamo perché tutti abbiamo in noi un po' di orgoglio che ci impedisce di giudicare con obbiettività. Il loro Purgatorio è più leggero di quello dei fedeli praticanti perché non hanno mai conosciuto la verità. Ma anche il loro livello di santità non sarà lo stesso, perché non hanno ricevuto od accolto le stesse grazie. Una volta mi apparve una donna con un secchio in mano e mi disse: "Questo secchio è stato la mia salvezza". Alla mia richiesta di spiegazioni, rispose: "Non ho quasi mai pregato e non sono mai andata in chiesa, ma una volta, prima di Natale, spontaneamente e gratuitamente pulii la casa di un'anziana signora. E' stato quell'atto d'amore con questo secchio che mi ha salvata". Ancora una volta vediamo quanto valgono gli atti d'amore. Chi non va mai in chiesa e non prega ha la stessa possibilità degli altri di compiere delle azioni secondo la volontà di Dio.

 

Le è mai stato mostrato il Paradiso?

No, ma molti veggenti nella storia delle apparizioni hanno potuto intravvederlo. Alcuni dei ragazzi di Medjugorje hanno visto il Paradiso come il Purgatorio e l'Inferno.

 

Crede a quanto affermano i ragazzi?

Si e con sicurezza. Accanto a loro vi erano sacerdoti attenti e di grande discernimento, che li hanno ascoltati uno ad uno. Secondo questi sacerdoti, non mentivano. Inoltre c'è chi può testimoniare che rimasero assenti per circa venti minuti. Quello che sappiamo del Paradiso è, naturalmente, pochissimo, ma la luce gloriosa, la gioia e la lode a Dio sono elementi che sono sempre messi in risalto da tutti.

 

In Paradiso esistono i koala, le clematidi, i quadri degli Impressionisti ed il "Coro degli Schiavi" dell'opera "Nabucco" di Verdi?

Ah! In Paradiso, mi dicono le anime, ogni più piccolo desiderio è realizzato.


 


ADDIO GENTE ANTICA, ADDIO!

 


Carbonia 16.11.2021  – ore 10.50

Addio gente antica, addio!

Addio gente antica, addio!

Ecco, tutto si spegne,
la nuova vita inizia con Me, il Signore, il Dio Creatore.

Figli miei, preparate i vostri cuori ad accogliermi in voi, non siate stolti, non prendete tempo, il tempo è finito. Rinverdirò in Me ogni cosa e la Terra sarà come mai è stata: …bella e prospera.

Avviatevi alla santità o uomini, non cercate più le cose di questo mondo, preparate lo spirito, mettetevi in comunione con il Cielo, rinunciate a Satana, …alle sue seduzioni, rivestitevi di luce, armatevi di Cielo per essere forti in battaglia.
IL VOSTRO CREDO SIA IN ME!Abbandonate gli idoli di questo mondo, perché a nulla vi serviranno, pregate invece il vostro Dio Creatore e volgete a Lui lo sguardo, siate caritatevoli con Lui, la vostra salvezza viene da Lui!

Come i gigli del campo vi aprirete nuovi alla nuova vita, non avrete bisogno di nulla perché il vostro Dio provvederà per voi.

Amate Colui che è il vostro Unico Bene. Egli è il vostro Creatore, l’Unico e vero Dio, in Lui è la vita nel gaudio immenso dell’amore. Glorificate il vostro Dio, amatelo e adoratelo, siano i vostri cuori all’unisono con il Suo Cuore, non avrete bisogno di cercare altro perché Egli vi ricolmerà di ogni Suo Bene.

Purificatevi figli miei, il tempo segna l’ora della mia Rivelazione, in tutto l’Universo risuonerà la Mia Voce e il Mio Canto d’amore per voi! …Vengo a liberarvi figli miei! …Vengo a prendervi per sempre in Me, conoscerete il mio Volto e Mi amerete come Io vi amo.

Come bimbi innocenti verrete a Me, Io vi abbraccerò al mio Petto e mai più avrete male. Il mio Canto è un canto d’amore infinito, Io sono l’Amore Infinito”, e voi, in Me, sarete amore infinito. Io Padre, Madre, Fratello e Amico Sincero vi prenderò per sempre in Me, … in un unico abbraccio d’amore saremo.

Tremerà la Terra, si innalzeranno i mari, esonderanno i fiumi, erutteranno i vulcani ma tutto passerà, una cosa mai passerà : … La mia Parola e il mio Amore per voi! Suonate arpe e cetre, suonate per Me, ecco che Io vengo!

Amen.