giovedì 5 marzo 2026

Figli miei, arriverà un momento nella Battaglia in cui sarete sotto un tale attacco, una tale oppressione, che non sarete in grado di pronunciare una sola parola.

 


18 febbraio 2026

La nostra Beata Madre. Mercoledì delle Ceneri. Il Rosario Vivente.

(Dettato in inglese.) (NOTA: Le note a piè di pagina non sono state dettate da Dio. Sono state aggiunte dalla Sorella. A volte la nota a piè di pagina serve a chiarire al lettore il significato che la Sorella attribuisce a una certa parola o idea, altre volte serve a trasmettere meglio il tono di Dio quando ha parlato.)

***


Miei piccoli figli, 

sono Io, vostra Madre Celeste, vostra Regina, che vi parla oggi. 

Miei piccoli, che attendete con ansia le Nostre Parole, vi benedico con tutto il Mio Amore Materno. 

Figli e figlie del mio Cuore,1 miei soldati, avete visto sempre più gli orrori, le indifferenze, gli insulti, le bestemmie e le manipolazioni che il nostro nemico ha prodotto con la collaborazione di tante anime.  Tante, figli miei. 

Quando si pulisce una ferita in cui c'è infezione e tessuto cancrenoso, bisogna esporla, rimuovendo ed esponendo tutti gli strati di infezione, fino a raggiungere il tessuto sano, la carne sana. 

Capite, allora, perché il Padre permette che tutta questa sporcizia diventi evidente, visibile, sempre meno nascosta?

 

LUI NON È INDIFFERENTE. 

IL SUO CUORE NON È MENO TRAFERITO DI QUELLO DI SUO FIGLIO, IL MIO GESÙ.2 


Le opere di Satana devono essere smascherate, affinché coloro che sono chiamati a combattere nel Mio Esercito possano vedere e rendersi conto di cosa e chi sia realmente il nemico, della profondità e dell'ampiezza del suo inganno e della sua manipolazione; affinché il Mio Esercito possa combattere con gli occhi aperti alla realtà spirituale, con le orecchie aperte al Mio comando, con i cuori pronti a compiere la Volontà del Padre in questa Ora straordinaria.  

Questo “Momento”, figlioli, racchiude MOLTO. 


MISERICORDIA.  GIUSTIZIA.  DECISIONE.  PENTIMENTO.  COOPERAZIONE CON IL VOSTRO DIO. 

FEDE, FEDE, FEDE. 

SPERANZA, SPERANZA, SPERANZA. 

OBBEDIENZA, OBBEDIENZA, OBBEDIENZA. 

E UMILTÀ. 


In ogni epoca le battaglie sono state combattute con armi diverse, armature diverse, tattiche diverse. 

E così è in questo MOMENTO.  Unico nella storia, unico nel Piano del Padre. 

Ciò che ha combattuto le battaglie in passato non è sufficiente per le battaglie che avete davanti. 

Voi siete il Mio Esercito e Io devo addestrarvi PER QUESTO MOMENTO.  PER QUESTA BATTAGLIA. 

Vedete come, in mezzo a tanta confusione, manipolazioni e negazioni nella Mia Chiesa, diventi sempre più difficile per voi capire cosa fare, di chi fidarvi, dove andare? 

Vedete come ciò che per secoli è rimasto inattaccabile sta per essere rovesciato in apparenza?3 

Capite ora perché vi chiediamo di tenere gli occhi fissi sul Volto del Mio Gesù, fissi sul Cielo? Perché vi chiediamo di ripetere il Nome del Mio Gesù, come protezione e preghiera che attira Misericordia su Misericordia?4 

Perché non vi chiedo semplicemente di recitare il mio Rosario, ma di VIVERLO con Me? 

Cosa vi insegna il Rosario, se non la FEDE, l'UMILTÀ, l'OBBEDIENZA? 

A credere nei Misteri insondabili del Padre e nel Suo Piano Divino: il Mistero dell'Incarnazione e della Redenzione, e la mia cooperazione in essi. 

La FEDE che accetta questi Misteri, li riceve e attraverso la quale unite la vostra vita alla Nostra, e attraverso la quale diventate tabernacoli viventi del vostro Dio. 

L'UMILTÀ che accetta tutto ciò che il Padre ordina nella vostra vita, come abbiamo fatto Noi, per mostrarvi come vivere non solo come servi di Dio, ma come Suoi amati Figli. 

L'umiltà che mette da parte i vostri pensieri, i vostri desideri, i vostri criteri, per accogliere il Piano del Padre, in tutto il suo Mistero e nella sua infinità. 

L'OBBEDIENZA che dà VITA.5 Avete l'esempio della Nostra Obbedienza – in ogni momento della Nostra Vita – affinché possiate vedere e imparare come unire la vostra obbedienza alla Nostra; l'OBBEDIENZA che SALVA. 

Nella Battaglia che state affrontando dovete brandire il Rosario VISSUTO, la “catena” vivente che vi lega al Cuore del Padre. 

Figli miei, arriverà un momento nella Battaglia in cui sarete sotto un tale attacco, una tale oppressione, che non sarete in grado di pronunciare una sola parola. 

Ecco perché devo addestrare i vostri cuori alla FEDE che va oltre le parole, le immagini, i pensieri, e radica i vostri cuori saldamente nella VERITÀ, saldamente nel MIO GESÙ. 


NON ABBIATE PAURA, FIGLI MIEI. 

SIATE IN PACE.


Io sono6 vostra Madre, che viene a confortarvi e ad avvertirvi, affinché possiate prestare ascolto alle Nostre Parole.

Io sono la vostra REGINA, e come tale devo venire per ordinare a voi di STARE IN GUARDIA. SIATE ATTENTI. SIATE CAUTI.


NON ABBIATE PAURA.


Vi ho detto che ogni epoca ha le sue armi e le sue armature con cui combattere.

Ci sono Grazie preparate per voi, Esercito del Mio Cuore, per rivestirvi di scudo e armatura, di forza e resistenza, di pace e Verità, affinché possiate cooperare pienamente al Piano e all'Azione del Padre.

Siate in pace.

La vostra perseveranza e preghiera hanno ottenuto molta misericordia. Grazie, figli miei.


[La prossima sezione è rivolta ai sacerdoti.]


Ora parlo a voi, miei amati figli del mio Cuore, mia potente schiera.

Alzatevi, figli, senza paura, senza esitazione. Siete stati rivestiti del Sacerdozio di mio Figlio per quest'Ora.7

I miei figli hanno bisogno di voi.

So quanto avete sopportato, figli miei. Venite a riposare sul Mio Cuore. Respirate la Purezza del Cielo che è racchiusa nel Mio Cuore, per purificarvi da tutto il fetore del peccato che vi circonda.

Alzatevi, figli miei, con Me. Alzatevi con la fiducia nel Mio Amore e nella Mia protezione. Alzatevi con la certezza della benedizione del Padre e della Presenza di Mio Figlio. State saldi come figli fedeli e guerrieri.

A voi è affidata in modo particolare la preghiera e il potere di liberazione - di liberare i miei poveri figli dalle grinfie, dall'odio e dal veleno del nostro nemico. Questa autorità è posta nelle vostre mani consacrate e nei vostri cuori, affinché possiate essere un segno e una testimonianza dell'autorità di mio Figlio su tutti gli spiriti impuri.

Figli miei, vi chiedo di esercitare questa preghiera e questa autorità a favore dei miei figli che sono stati abbandonati e attaccati da lupi famelici.

Anche le vostre mani sono state trafitte e inchiodate alla Croce di mio Figlio, rendendovi apparentemente incapaci di agire efficacemente, come le mani di mio Figlio che, quando furono inchiodate alla Croce, non poterono più lenire né guarire in quell'ora.

Molti di voi sono su questa Croce in questo momento.

Ma figli miei, in nessun momento la preghiera di Gesù è stata più potente, squarciando il Cielo e la Terra con la Sua supplica e la Sua angoscia.

Così la vostra preghiera sale al Cuore del Padre ed è ascoltata, perché nel vostro grido c'è il grido di Gesù.

Figli miei, TUTTO CON GESÙ. SOLO CON LUI.

Mi avete al vostro fianco, sempre pronto ad aiutarvi a prendervi cura del piccolo gregge che vi è stato affidato.

Siate in pace.

Portate i vostri piccoli greggi al Mio Cuore. Al Mio Gesù. Nutriteli con la Verità. La vostra fede apre per loro fiumi di acqua viva.

Quanto bene fate e potete fare. Grazie, miei amati figli.

Continuate a pregare per i vostri fratelli sacerdoti, e anche per coloro che hanno l'apparenza di pastori ma sono mercenari. Scuotete la polvere della loro dimora dai vostri piedi, perché non sono nostri, e molti hanno rifiutato di essere nostri.

Come questo rifiuto trafigge il Mio Cuore; tuttavia vi chiedo di pregare con Me per loro, affinché il male che fanno possa essere mitigato e i loro cuori ammorbiditi.

Grazie, figli miei. [sorriso gentile]

Figli miei,

oggi iniziate questo tempo di Quaresima ponendo le ceneri sulla fronte in segno di penitenza e di pentimento.

Mio fedele esercito, riunito da tutti i confini della terra, voi non avete portato queste ceneri solo per un giorno, ma per tanti giorni. Non sono solo sulla vostra fronte, ma nei vostri cuori. Le ceneri dell'angoscia, dell'afflizione e del dolore nel vedere lo stato della Mia Chiesa, del mondo e di tante anime. Queste ceneri sono diventate il vostro stesso pane.

E quanto sono amare, lo so, figli miei, anch'io le ho assaporate.

Offritele a Me, piccoli miei.

Offritemi il vostro dolore e la vostra angoscia.

Offritemi la stanchezza dei vostri cuori, la stanchezza di sopportare un altro giorno, di aspettare un altro giorno.

Vivete questi giorni con Me. In pace nel Mio amore per voi.

Vivete questi giorni uniti al Cuore del Padre, così incompreso e ignorato.

Vivete questi giorni con il mio Gesù, che vi ama oltre ogni immaginazione [sorriso] e ha bisogno della vostra fiducia e del vostro amore.

Vivete questi giorni uniti allo Spirito Santissimo di Dio, nella Sua Verità, affinché il vostro cuore e la vostra mente possano riposare da tutte le menzogne a cui siete sottoposti.

Riposa in Me, Mio piccolo Esercito malconcio. Sii in pace.


Tua Madre ti ama e ti benedice. +


Diciamo insieme:

“Padre, sia fatta la Tua Volontà in me e in tutte le Tue creature. Amen.”


"A Colui che siede sul Trono e all'Agnello,

siano lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen."8


——–


 “STO ARRIVANDO PRESTO.”9


  • 1

    Vorrei sottolineare qui una sottile distinzione che potrebbe facilmente passare inosservata. La distinzione tra essere chiamati “figli” e “figli e figlie”. Entrambi i termini si riferiscono alle stesse persone, tuttavia ho la sensazione che quando Lei usa “figli e figlie” si rivolga a noi come “adulti”: c'è una maggiore serietà e responsabilità che sembra essere associata all'essere chiamati “figlio” o ‘figlia’ piuttosto che “bambino”, anche se entrambi i termini sono usati con grande amore.

    2

    Queste due frasi sono state pronunciate con una certa forza, in difesa del Padre da tanti che dicono: “Come può Dio permettere questo? Non vede? Non gli importa?”. Noi vediamo alcuni degli orrori; Lui li vede tutti. Non è indifferente al dolore e alla sofferenza che questi orrori causano: il Suo Cuore è il primo ad esserne colpito.

    3

    Mi vengono in mente il Papato, la Dottrina, il ruolo della nostra Beata Madre, la verità sul matrimonio e molto altro ancora.

    4

    Queste parole e i paragrafi seguenti in cui Lei parla del Rosario vissuto sono stati pronunciati con un senso di urgenza nella Sua voce.

    5

    Queste parole sono state dette con un tono molto particolare, quasi come se le parole si espandessero e culminassero nella parola “VITA”. Vorrei sapere come descrivere meglio ciò che a volte percepisco con certe parole o frasi.

    6

    Può sembrare strano scrivere “Am” con la maiuscola quando ci si riferisce alla Beata Vergine Maria, poiché di solito lo riserviamo alla Trinità, ma è così che ho percepito il suo uso, sottolineando l'importanza e l'unicità del suo ruolo di Madre e Regina.

    7

    Ho capito che questo “alzarsi in piedi” significa qualcosa di più del semplice alzarsi in piedi per una causa particolare. (Ancora una volta, è difficile esprimere a parole ciò che ho percepito – non smette mai di stupirmi come poche semplici parole possano comunicare così tanto). Questo “alzarsi in piedi” mi sembra un invito a ricordare e a “fare propria” la grandezza del sacerdozio, la sua importanza e santità, l'enorme bisogno che c'è di esso, dopo che ha subito tali abusi, derisioni, sminuimenti, costrizioni. Mi sembra che per alcuni sia un invito a prendere posizione in modo visibile, per altri in modo spirituale. Ma in entrambi i casi è un modo per prendere posizione e quindi riconoscere chi è un sacerdote, chi rappresenta e chi segue, per diventare veramente “in persona Christi”.

    8

    Rf. Ap 5,13

    9

    Rf. Ap 22,20. Questa frase è stata pronunciata da Gesù.

Sister Maria Amapola de Jesús

Il Rosario soggioga i demoni

 


MARIA E LA SUA ARMATA


La Madonna l'ha detto esplicitamente a Giulia, a Naju, nel messaggio dell'1-1-1988. Ed io personalmente l'ho sperimentato molte volte e in casi di persone ossesse e in casi di persone o di luoghi infestati dal diavolo.


PREGHIERA per l'estirpazione della bestemmia

 


O Vergine Immacolata, che sul Calvario aveste il Cuore straziato dalle orrende bestemmie, con cui veniva oltraggiato il Vostro Gesù agonizzante, io mi associo al Vostro immenso dolore nel vedere, pur troppo, perpetuato sulla terra questo diabolico misfatto e voglio con Voi, Madre SS., offrire a Gesù un tributo di lode, di riparazione, di amore. Aprite, Ve ne supplico, le sorgenti di grazie che stanno racchiuse nelle Sante Piaghe di Gesù, e purificate con esse la terra del vizio infernale della bestemmia. Che il linguaggio di Satana non insozzi più le labbra di creature ragionevoli, per le quali Gesù ha prodigato tanto Sangue e tante divine tenerezze; preservatene specialmente la nostra gioventù, i nostri bambini, ai quali solo conviene il linguaggio degli Angioli. Associateci, o Vergine benedetta, al vostro etemo Magnificat, e fate che la terra faccia eco al Cielo nel celebrare le lodi di Dio c del Nome SS. di Gesù.


Continuate ad offendere Dio e nonostante tutto quello che vedete, non avete il minimo timore di Dio e della sua giustizia.

 


Messaggio della Regina del Rosario dato Gisella il 14 febbraio 2026


Figli miei, grazie per essere qui nella preghiera. Figli miei, il calice sta traboccando, fate penitenze e sacrifici. Continuate ad offendere Dio e nonostante tutto quello che vedete, non avete il minimo timore di Dio e della sua giustizia. Ora, vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Pregate San Michele Arcangelo e tutte le volte che pregate il Santo Rosario recitate il Credo. Amen

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


La deposizione di Annunziata Roncalli 

- Adelaide è venuta a dormire in casa mia tutte le sere in  cui è stata a casa nel 1946: 8 o 9 volte. Anche prima veniva da  me. In una di quelle sere, la prima, io le ho domandato: "È poi  vero che hai visto la Madonna?". Siccome però si mise a piangere ho lasciato lì. L'ho interrogata allora la seconda sera. Allora  la bambina si è messa a piangere di nuovo: "Perché piangi?" —  "Perché non è vero che ho visto la Madonna". Aveva il fastidio  di aver detto una cosa così grossa, di aver visto la Madonna,  mentre non l'aveva vista. "E perché hai fatto una cosa così,  quando nessuno te l'ha messa in testa?" — "Non so neppure io".  E diceva che aveva visto delle immagini e si regolava su quelle...  E lei continuava a piangere e allora le ho domandato io: "Come  facevi allora tutte le sere a dire che la Madonna ti aveva parlato?  Questo non c'era sull'immagine" ed essa abbassava la testa e  continuava a piangere. Allora io ho pensato che fosse messa su  da qualcuno e sono rimasta molto male. E ho pensato di portarla  dal curato. Difatti sono venuta qui e non c'era. Allora ho  aspettato un'altra sera e le ho detto: "Ho bisogno di una grazia,  non faresti una novena con me?". — Lo scopo era di ottenere  dalla Madonna la verità sui fatti, tanto più che per tre o quattro  sere continuava ad affermare che non aveva visto la Madonna e  diceva: "Però guarda che cosa grossa ho fatto. Quanta gente c'è  al mondo e io sono la più cattiva di tutti". E questo lo diceva per  la bugia che aveva detto. E dopo: "Verrà un momento che tutti  mi abbandoneranno, anche il papà e la mamma e le mie sorelle  non mi vorranno più bene". Dissi: " Io non ti abbandonerò". 

Voleva essa stessa dire alle persone che venivano, che non  era vero che aveva visto la Madonna. Io le ho detto: "Non tocca a  te fare questo. Ci sono persone sopra te e me e le ho proibito di  fare ciò e poi ho fatto la novena. E al terzo giorno venne dal  curato che l'ha interrogata. Io avevo preso la scusa di portare  qualche cosa alla mamma del curato. Il curato non sapeva nulla di quello che la bambina aveva prima detto a me. E ha incominciato ad interrogarla se era vero che aveva visto la Madonna o  no. E la bambina rispose di sì. Ed io tra me dicevo: o è bugiarda  o è la Madonna che l'ha ispirata. Ma non ho detto niente. E la  bambina ha ripetuto che l'aveva vista tredici volte. Nell'andare a  casa era più quieta. Dal collegio era venuta a casa triste. Ma  quella sera, dopo che ebbe parlato col curato era contenta. Disse:  "mi trovo come un uomo che ha confessato dei peccati grossi e si  trova contento". Ed io risposi: "Perché prima hai detto di no?".  Lei non ha parlato. Era allegra, ma non parlava, e a casa mi  disse: "Ah, la novena l'hai fatta per me, non per te". Prima di  parlare col curato diceva di no, poi diceva sempre di sì. Io dissi  tutto, mi pare il giorno dopo, al curato. Ed egli restò lì. Dopo le  ha chiesto perché prima aveva negato. Ed essa rispose che era  stata messa su da don Cortesi e aveva scritto una lettera in cui  negava di aver visto la Madonna. Dissi: "Anch'io l'ho vista", ed  avendo detto questo alla bambina, mi domandò come l'avessi  vista". "Perché me l'ha mostrata don Cortesi". Disse: "Che  bugiardo. Anche lui l'ha fatta grossa e intendeva alludere alla  promessa fattale di non mostrare la lettera a nessuno". E il curato  le suggerì di fare un'altra lettera in cui smentiva la prima. E  difatti un'altra sera l'ho condotta all'asilo. Per la strada le dissi:  "Ti interrogheranno ancora un po' e tu devi dire la verità. Se hai  visto la Madonna devi dire che l'hai vista, per non fare torto alla  Madonna. All'asilo non voleva ritirarsi a scrivere da sola, perché  temeva di non essere capace. Ed allora io dissi: "Ah, io non  entro, per carità. Devi arrangiarti da sola". Difatti si è arrangiata  da sola. C'erano lì le suore e mi pare che l'abbiano interrogata. Il  curato era in sacrestia coi ragazzi e l'ho avvertito io che era  venuta, e lui disse che la si lasciasse scrivere. Le fu dato penna e  calamaio e ha scritto da sola. La lettera ce la lesse il curato e noi  l'abbiamo firmata. Essa uscì col biglietto piegato e l'ha  consegnato al curato. Egli lo lesse ad alta voce e la bambina nella lettera diceva che aveva negato perché glielo aveva  fatto scrivere don Cortesi... 
Mons. Patelli domanda se don Cortesi in principio era favorevole. La teste risponde: "Altro! Era infervorato più di tutti e io l'ho  rimproverato dicendogli che non desse troppi vizi alla bambina;  questo atteggiamento è durato un po' di tempo fino a quando hanno  fatto la cappella. Con lui c'erano il Sig. Verri e la mia cugina Maria,  ora suora. Le davano troppi vizi. Io non so come don Cortesi ha  fatto a cambiare idea. Poi mi rimproverava perché ci credevo". 
Leggendo la deposizione si nota la semplicità, la sincerità,  il buon senso, la rettitudine della coscienza di questa donna  umile e piena di fede. E si vede anche qual è stato l'influsso del  Cortesi sulla coscienza e la psiche della bambina. Essa si trovava in un vicolo cieco, dal quale non sapeva come uscire: da  una parte sentiva il dovere di dire la verità e dall'altra veniva  bloccata dalla paura fattale dal Cortesi di fare peccato mortale e  di andare all'inferno se avesse continuato a dire che aveva visto  la Madonna. Infatti il Cortesi sosteneva che lei non aveva visto  la Madonna, ma erano visioni puramente fantastiche. Annunciata, nella sua saggezza ha fatto questa obiezione ad Adelaide:  ammettiamo che le tue visioni non siano vere, ma tu ogni sera  riferivi le parole dette dalla Madonna e quelle non erano immagini. E noi possiamo aggiungere che quel messaggio non era  frutto della sua fantasia né della sua cultura. 
In tutta la deposizione balza subito all'occhio la cura di  rispettare la libertà di Adelaide ed anche la legge; ci sono testimoni degni di fede; la bambina deve scrivere da sola; ciò che ha  scritto viene letto pubblicamente e poi sottoscritto dai testimoni.  Un'ultima riflessione voglio fare. La bambina non voleva scrivere la smentita della ritrattazione, perché si riteneva incapace di  Farla. Come ha potuto da sola scrivere il biglietto della  ritrattazione un anno prima, quando conosceva ancora meno la  lingua italiana? Un anno in più nell'età evolutiva ha la sua  importanza. 

Severino Bortolan

mercoledì 4 marzo 2026

Voi uomini andate incontro alla fine

 


L’Intervento di Dio


In periodo di Redenzione sta andando alla fine, perché il tempo è compiuto. Il Mio Piano di Salvezza è stabilito sin dall’Eternità, e questo viene eseguito come lo ha deciso il Mio Amore e la Mia Sapienza. Ma voi uomini non potete misurare che cosa significa il terminare di un’epoca di Redenzione, perché non ve ne potete mai fare un’idea, che si svolge una trasformazione sulla Terra, che distrugge ogni creature, dove tutto ciò che è creato, ogni vita, viene dissolto e cancellato. Perché per questo l’umanità non ha ancora vissuto nulla di parallelo, e perciò non vuole nemmeno credere che la Terra va incontro alla sua fine. Voi uomini state davanti ad avvenimenti inimmaginabili, ma non attribuirete a tutti questi il giusto significato, perché non vi rendete conto della serietà della vostra situazione. Voi andate incontro alla fine. Quello che vedete intorno a voi, quello che esiste e che può essere visto da voi, cesserà di essere- Tutto verrà distrutto ed anche voi stessi cadrete vittima di questa distruzione, se non fate parte dei Miei, che verranno guidi via attraverso la Mia Potenza e la Mia volontà, come l’ho annunciato, e che rimuoverò davanti agli occhi dei prossimi, perché Mi appartengono e li posso e voglio trasferire sulla nuova Terra, quando si sarà svolta l’Opera di trasformazione. Il tempo è compiuto. Perché ogni periodo di Redenzione è limitato nel tempo, anche se così infinitamente lungo, che voi uomini non sapete più nulla del suo inizio e perciò considerate anche impossibile una fine. Che ora dovete vivere questa fine, è motivato solamente nella vostra volontà, nella resistenza che lo spirituale in voi Mi ha prestato ed ancora presta, altrimenti non potrebbe andare perduto, cioè non dovrebbe temere la Relegazione nella materia, nelle Creazioni della nuova Terra. Solo la vostra resistenza determina il vostro destino, la vostra sorte dopo la fine di questa Terra, perché appena rinunciate a questa e vi rivolgete a Me, fate anche parte dei Miei che voglio salvare prima che arrivi la fine. Per voi uomini che non avete nessun legame spirituale, è incomprensibile tutto ciò che ha a che fare con una “fine della vecchia Terra”, e non lo potrete mai credere che è venuto il tempo, in cui ogni singolo deve decidersi per la Vita oppure per la morte. Voi dovete trovare questa decisione, non rimarrà risparmiata a nessuno di voi. Non dovete credervi al sicuro, che non ci sia per tanto tempo ancora nessuna fine per questa “Opera di Creazione Terra”. Più rapidamente di come pensate, è arrivata la fine, appunto perché è compiuto il tempo. Ed Io Stesso Sono costante nel Mio Essere, Io Sono costante nel Mio Operare ed Agire, e Sono costante nella Mia Parola. E così si deve anche compiere ciò che ho detto, che il Mio Piano viene all’Esecuzione, quando sarà venuto il tempo. E che è arrivato, è visibile in molti segni, affinché vi ho anche fatto notare, che ho indicato in ogni tempo, quando ho menzionato la fine di questa Terra. Chi ha orecchie per sentire, senta, chi ha occhi per vedere, veda. Ma voi uomini non volete sentire e non volete vedere. E così non Mi posso rivelare a voi più chiaramente, per costringervi alla fede. Ma le Mie Indicazione non finiranno, finché non sarà venuto il Giorno. E beati coloro che credono alla Mia Parola, che conducono la loro vita rispetto a questa fede e che si uniscono con Me nell’amore e nella fiducia, perché costoro sono salvati per il tempo e per l’Eternità, Mi prenderò Cura di loro in ogni miseria terrena e spirituale, e non dovranno mai e poi mai temere una fine, perché li rimuoverò prima dell’ora dell’orrore e possono bensì vedere il procedimento della distruzione, ma soltanto per riconoscere la Mia Potenza e Magnificenza e testimoniarne sulla nuova Terra, dove ogni sofferenza è finita per loro e potranno vivere le gioie del Paradiso. Il tempo è compiuto, verrà com’è annunciato, perché la Mia Parola è Verità e lo rimarrà in eterno.

 Amen

5. luglio 1961

Appena Accaduto: Il Segno divino del 3 Marzo (Luna Rossa, Iran, Faustina)


 

PERCHÉ ISRAELE E GIUDA SI SONO SEPARATI? (STORIE BIBLICHE SPIEGATE)


 

Commento all‟Apocalisse

 


III. Vers. 3. E dal fumo del pozzo uscirono locuste sulla terra, e fu dato l‟oro un potere come l‟hanno gli scorpioni della terra. Queste parole descrivono quanto orribili sciagure si rovesciarono sull‟Impero Romano e su gli altri regni a seguito del diffondersi e del dilatarsi di questo errore. Questi malanni si dividono in due parti. La prima è quando dice: ma di tormentarli cinque mesi. La seconda invece: il loro potere era di far male agli uomini per cinque mesi. Per comprendere questi versetti occorre ricordare che Valente condusse i Goti e i Vanali, desiderosi di essere istruiti nella vera fede, ad abbracciare la perfidia ariana, o meglio ve li costrinse, stipulando un‟alleanza che prevedeva anche l‟invio di preti ariani. Poco dopo, tuttavia, tale empia decisione ri-cadde, per giusto permesso di Dio, sulla testa di Valente. I Goti, infatti, ritrovata la concordia e l‟amicia tra le varie fazioni in cui si erano divisi, sostenuti da una gran confidenza nelle proprie forze, trattarono in malo modo i Traci, devastarono crudelmente la regione, scorrendo i villaggi e vessando la popolazione. Quando Valente, che soggiornava ad Antiochia, venne a sapere di quel che era accaduto, fu ammaestrato dalla bruta realtà dei fatti della rovina del suo errore. Aveva infatti perduto gente che era stata addestrata ad essere sempre in armi e pronta a combattere, che riteneva assai utile a sé e all‟Impero e adattissima anche a terrorizzare i nemici. Non aveva grande stima, infatti, delle sue truppe, e anziché obbligare i suoi sudditi ad arruolarsi con giuramento (per il che avrebbe dovuto dar loro lo stipendio), chiese loro di pagare un tributo. Così il Signore Dio acceca coloro che si discostano empiamente da lui. I Goti, devastata completamente la Tracia, si dirigono verso Costantinopoli. Valente invia contro di loro il generale Traiano, ma questi viene sconfitto e messo in fuga, e deve far tosto ritorno. L‟Imperatore stesso allora si mosse per tentare la sorte delle armi, ma fu del tutto sbaragliato nei pressi di Adrianopoli, e, come di sopra ricordammo, fu arso vivo in una capanna nell‟anno 378. Così da allora Goti, Vandali e altre popolazioni barbare ebbero il sopravvento fino al tempo di Giustiniano nel 527. Circa l‟anno 403 d.C., infatti, per l‟inganno di Stilicone (il quale pure aveva prima pesantemente sconfitto nelle gole di Fiesole Radagasio Re dei Goti forte di 200.000 uomini) Vandali, Svevi, Alani, Burgundi, insomma, tutti i barbari irruppero in Gallia. Per cui anche Alarico, Re dei Goti, che aveva chiesto e ottenuto dall‟Imperatore Onorio di stabilirsi in Gallia, ne fu irritato. L‟anno 409 assediò Roma. Tolto l‟assedio dietro esborso di oro, l‟anno dopo l‟assalì nuovamente, prese l‟Urbe, e per tre giorni la sottopose al saccheggio, senza volerla distruggere. Quanti mali causò all‟Impero d‟Occidente Attila, gli Unni ed altri barbari sotto Valentiniano III l‟anno 451 si può leggere nel Libro I al cap. 31 della storia del Lechmann e di Baronio. Roma venne nuovamente saccheggiata dai Vandali nel 455. Anche Odoacre con un ingente esercito di Eruli invase l‟Italia e vi dominò per 14 anni, finché, nel 475, venne sconfitto nei pressi di Verona da Teodorico, re avidissimo e barbaro degli Ostrogoti, che la conquistò e a lungo vi regnò. Sotto l‟Impero di Zenone i Vandali (il cui Re Unerico deportò nel deserto della Mauritania quasi cinquemila tra Vescovi e Chierici) tennero l‟Africa, gli Ostrogoti l‟Italia, la Gallia e la Borgogna, e pure la Spagna. Queste genti, sempre in movimento, devastarono e saccheggiarono ogni paese dove arrivavano, finché nel 507 circa Clodoveo, divenuto Re cattolico dei Franchi, sconfisse ed uccise Alarico II, che da 22 anni regnava in Gallia sui Visigoti. Giustiniano il Grande, Imperatore Romano dal 527, scacciò i Vandali dall‟Africa con i suoi generali Belisario e Narsete, riconquistando Carta-gine, disfece i Parti che infestavano la Siria, uccise Totila, che prima aveva conquistato e incendiato Roma, cacciando i Goti dall‟Italia. Così, dopo 150 anni, queste popolazioni ferocissime vennero sterminate assieme all‟empia eresia di Ario che l‟Imperatore Valente aveva nuovamente rinvigorito, e la fede cattolica iniziò di nuovo a prender piede. Tuttavia, il male e il veleno dell‟errore ariano non fu ancora del tutto eliminato e distrutto. Narsete, infatti, rimosso per invidia da Giustino il Gio-vane da governatore dell‟Italia, volse il suo disappunto in rabbia, e chiamò nell‟anno di Cristo 568 dalla Pannonia in Italia i Longobardi (popolo originario della Scandinavia, infetto dall‟arianesimo) di cui aveva sperimentato il forte e fedele aiuto nella guerra d‟Italia contro i Goti. Questi, lasciata la Pannonia agli Unni, loro alleati, occuparono, sotto la guida di Re Alboino, con una breve guerra l‟Italia settentrionale. Invasero poi il resto della penisola, ponendo la capitale del regno nella cttà di Pavia. Il loro arrivo – come scrisse S. Gregorio (Om. I sul Vangelo) e dopo di lui Paolo Diacono nella sua Storia dei Longobardi (L. I, cap. 5) – fu accompagnata da terribili prodigi notturni. In cielo furon scorti eserciti fiammeggianti, o meglio la volta celeste parve rosseggiare di quello stesso sangue, che poi sarebbe stato versato. S. Gregorio, infatti, (4 Epist. L. 34, Dial. 3, cap. 11, 26) giudica l‟invasione dei Longobardi come causa di una delle persecuzioni più crudeli ai danni della Chiesa. Tutti i loro Re, infatti, ad eccezione di Agilulfo, che, abbandonata l‟eresia, si convertì con tutta la sua gente alla fede cattolica e regnò circa 40 anni, tutti furono strenuissimi difensori dell‟empietà di Ario. Per cui, se si esclude il regno di Agilulfo, il quale, convertitosi alla vera fede, non recò danno alla Chiesa, questa sciagura si protrasse per circa 150 anni, finché nell‟anno di Cristo 751 Pipino, Re dei Franchi, ascoltando la richiesta d‟intervento di Papa Stefano, non represse Aristolfo, che, impadronitosi di Ravenna, andava saccheggiando  l‟Italia e avesse devastato il territorio pontificio. Suo figlio, Carlo Magno, richiesto dal Sommo Pontefice Adriano I, detronizzò il Re longobardo Desiderio, successore di Aristolfo, e suo figlio Adelchi, e lo cacciò dall‟Italia, impadronendosi così di tutto il loro regno, e ponendo fine al loro tirannico dominio nell‟anno di Cristo 774. Infine, per grazia di Dio, sotto questo eccelso, fortissimo e piissimo Imperatore l‟arianesimo con la sua barbara tirannide venne totalmente spedito all‟inferno. La fede cattolica, così, cominciò a propagarsi per terra e per mare, con la conversione della Pannonia degli Slavi e degli Unni, in Svevia degli Svevi, Goti e Ostrogoti, in Germania dei Sassoni, dei Danesi e di quasi tutti i Germani, soprattutto del nord. 

Venerabile Servo di Dio Bartolomeo Holzhauser 


Preghiera per i peccatori

 


Signore, che mosso dalla Vostra Divina Carità, Vi mostrate assetato di anime e desiderate veder distribuire abbondantemente i frutti della Vostra Redenzione, lasciate cadere incessantemente, Ve ne supplico, il Vostro Preziosissimo Sangue sulle anime dei peccatori e per l'intercessione della Vostra Addolorata Madre, per i Meriti delle Vostre Sante Piaghe, fate che tornino pentiti al Vostro adorabile Cuore.


Dimenticate tutto quello che avete attorno e collaborate per questa grande Opera

 


Carbonia 28-02-2026 (ore 16.23 locuzione)

La SS. Trinità oggi vi avvolge a Sé, vuole meravigliarvi del Suo intervento su di voi, vuole donarvi di Sé, carpirvi nel Suo Tutto, vuole essere Padre, Madre, Fratello, Amico sincero.

Amici Miei, bambini nella SS. Trinità, voi che oggi vi accompagnate con la Vergine Santissima, in questo disegno celeste che vi porta a Noi, siate i benedetti in eterno.

La SS. Trinità è su di voi, presto ci sarà la seconda Pentecoste, sarete ricolmati dei doni dello Spirito Santo, sarete abbracciati dal fuoco dello Spirito Santo e il vostro cuore sentirà amore, amore, amore, amore infinito.

Avvertirete in voi la voce di Dio Padre che viene ad abbracciarvi a Sé e ricolmarvi di Sé.

Amati figli, amati bambini del Cielo, voi che siete stati angeli prima di scendere su questa Terra, per questa grande missione celeste, ecco, a voi sarà permesso di stare a fianco al trono del Padre.

Conoscerete la grandezza del vostro Creatore, conoscerete la bellezza del mondo nuovo, conoscerete tutto ciò che a Lui appartiene, cavalcherete su cavalli bianchi nell’Universo, sarete angeli, ma senza ali, potrete viaggiare e spostarvi secondo il vostro piacimento da un luogo all’altro.

Figli, figli del Padre, figli di Dio Padre, figli dello Spirito Santo, figli di Gesù Cristo, figli di Maria SS.ma, ecco a voi il tempo nuovo, vi state  affacciando a una Terra nuova, ad un mondo nuovo, state fermi nella fede in Cristo Gesù il Signore, state fermi nella vera dottrina della fede, non voltatevi mai indietro, ora dovete camminare guardando al Cielo, dimenticate tutto quello che avete attorno e collaborate per questa grande Opera, per questa grande Missione che il Padre vi ha messo nelle mani: l’Opera è del Padre ma appartiene a tutti voi che collaborate, voi siete i nuovi apostoli. …

Attenti a rispondere alla chiamata del Padre, mettere ordine in questa Opera, Io guardo dall’alto, attendo, vedo le vostre mosse, i vostri desideri, i vostri pensieri e leggo nel vostro cuore. Non offendete il Signore, figli Miei, non offendete il Signore, mettetevi nella condizione di essere Suoi figli al Suo seguito, fedeli, fedeli, fedeli!

Amati, siamo arrivati alla fine di questa storia antica, presto si chiuderanno le porte di questo mondo per aprire le nuove, qui resteranno solo coloro che rifiuteranno Dio e che si saranno messi contro Dio, coloro che ancora tengono Dio sulla croce, il Figlio dell’Uomo, il Dio di tutte le cose, Padre, Figlio e Spirito Santo.

Vi sollecito l’amore tra di voi, sollecito la vostra fede in Colui che vi ha salvati, adesso, insieme a Maria SS.ma che ha già congiunto le Sue mani alle vostre mani e già vi sigilla sul petto e sulla fronte sempre con il segno della croce come ultimi apostoli.

Vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Victoria Est !!! Sappiate che Dio ha già vinto questa battaglia e voi che siete al Suo seguito siete già vittoriosi in Lui.

State obbedienti alla Madre SS.ma perché è Lei che vi condurrà e vi aprirà le porte, è Lei che vi educherà alle Cose di Dio!

Siate ben lieti di questa chiamata sulla Terra, una chiamata celeste!

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


La deposizione di don Italo Duci 

"So che durante i 10 giorni in cui l'Adelaide è rimasta a  casa, nel luglio 1946, ha scritto una dichiarazione per ritrattare la  negazione di prima, dicendo che era vero che aveva visto la  Madonna. Io fino al 1945 non mi ero interessato dei fatti; dopo  mons. Bramini mi ha incaricato di occuparmi e in quel tempo mi  ha spedito la fotografia della prima lettera in cui la bambina  diceva di non avere visto la Madonna. L'aveva scritta a Bergamo.  Mons. Bramini disse che poteva scegliersi dei collaboratori e a  ciò sceglieva me che ero sul posto, non sceglieva il parroco  perché la cosa era più delicata. 
Quando la bambina doveva venire a casa mons. Bramini  mi disse di verificare se persisteva o no nella negazione, mandandomi la fotografia della lettera. 
Al tribunale consegnerò la corrispondenza di mons. Bramini. 
Deve essere venuta a casa alla fine di giugno o in principio di luglio 1946. Io ero qui fuori e vidi che la bambina si presentò subito al parroco. C'era mons. Bramini, don Piccardi,  padre Molteni barnabita. La bambina avrebbe confermato di  aver visto la Madonna. Io non ero presente, né so chi l'abbia  interrogata. Credo don Piccardi e il parroco. Mons. Bramini  rimase fuori. La bambina è rimasta qui in casa del parroco fin  che venne il babbo a prenderla. 
Ricordo che i sacerdoti presenti rimasero bene impressionati perché la bambina aveva confermato di aver visto la  Madonna. 
Don Cortesi passò qui e disse che non era vero nulla. E io  dicevo a tutti questa cosa. Ma nessuno credeva all'ipotesi che la  bambina avesse inventato tutto. 
Della lettera di negazione, leggendo i volumi di don Cortesi, ho pensato che bisognava crederci perché lui aveva avuto  in mano la bambina. Certo però sono rimasto un po' impressionato dagli interrogatori di don Cortesi quasi abbia influenzato la  bambina, l'abbia suggestionata. So poi che mons. Bramini ha  fatto periziare la scrittura. Non so l'impressione degli altri sulla  lettera ed anche la gente venne a sapere della negazione, anche  perché io lo dicevo a tutti i forestieri che chiedevano. 
Il fatto avvenne così: una sera la bambina venne nella mia  casa con l'Annunziata. Dopo qualche parola le dissi: "È poi vero  che hai visto la Madonna o no?" E mi rispose di sì. E allora le  mostrai la lettera di negazione. La bambina si meravigliò. Dall'Annunziata seppi che la meraviglia sarebbe stata originata dal  fatto che mentre don Cortesi avrebbe promesso di non far vedere  a nessuno la lettera, invece la vedeva nelle mie mani e anche perché don Cortesi le aveva fatto scrivere che non era vero che  aveva visto la Madonna, mentre l'aveva vista. Allora io insistetti  che dicesse la verità ed essa confermò: "Sì l'ho vista". E allora  come facciamo? Se è vero, bisogna che tu torni a scrivere che  l'hai vista, anche perché il vescovo vorrà sapere qualche cosa, e  non ho aggiunto altro. La bambina andò poi a casa sua. 
Mons. Patelli chiede se il teste non abbia riscontrato nella  meraviglia della bambina un senso di vergogna di essere colta in  contraddizione. Il teste pensa di sì. E continua: 
In quei giorni stava dalle Suore e Annunziata un'altra sera  è venuta da casa con la bambina. Io ero all'asilo verso le 19,20.  In quel momento seppi dalle suore che l'Adelaide era giunta con  I 'Annunziata e stava scrivendo da sola. Le suore sapevano che  cosa voleva scrivere. È rimasta sola un momento; poi è uscita ed  è venuta da me contenta a mostrarmi il foglio scritto che portava  nome e cognome in principio, poi ancora Bergamo e la data.  C'era scritto soltanto: "È vero che ho visto la Madonna". Allora  io ho detto: "Bisogna dire anche perché prima hai detto che non  era vero". Allora voleva che entrasse anche l'Annunziata, ma  nessuno entrò. Scrisse ancora da sola e uscendo mostrò il foglio  sul quale aveva aggiunto: "Ho scritto che non era vero perché me  lo ha dettato don Cortesi; ed io per ubbidire avevo scritto così".  La lettera la consegnò a me ed allora io ho pensato a far fare  delle firme a tutti i presenti e l'ho firmata anch'io. 
Io ho parlato col parroco di questa lettera, così mi sembra,  però non ricordo di preciso e non ricordo di avergli mostrata la  lettera. La lettera è stata consegnata a mons. Bramini. 
Con l'Annunziata ne parlava, e l'Annunziata mi disse che  una delle prime sere la bambina era inquieta e le disse che non  era vero che aveva vista la Madonna. Dopo invece quando venne  da me e riconfermò la verità delle apparizioni la bambina era più  contenta. 
Non mi consta che qualcuno l'abbia influenzata con  minacce, manifestandole le conseguenze che sarebbero avvenute  se diceva il falso. 
Io sono andato qualche volta dalle Suore della Sagesse, ed  era contenta. La condussi io là con l'Annunziata. Ricordo che nel  viaggio le dissi che avremmo data la seconda lettera al vescovo  ed essa era contenta, confermando la verità delle apparizioni. E  le ha confermate anche circa due mesi fa. 
 Io rarissime volte; qualche volta per verificare le cose.  La sera del 13 maggio sono andato là con alcuni giovani e c'era  moltissima gente. 
Mons. Merati domanda: 
 Che impressione ne avrebbe lei se la bambina continuasse a negare? Il teste risponde: 
 Sarebbe una cosa un po' sbalorditiva e non riuscirei a  spiegarla. Io la bambina prima dei fatti non la conoscevo. Io non  credo che l'abbiano montata. Quanto alla seconda lettera, certo  l'Annunziata deve averle detto: "Se è vero che l'hai vista,  scrivi". Ma al momento si è decisa da sola a scrivere. Mons.  Merati aggiunge: 
 Dal decreto del vescovo è proibito ogni manifestazione 
di culto collettiva. Ce n'è stata qualcuna? Il teste risponde: 
Oltre il rosario no. So che sono venuti da fuori dei pellegrinaggi. Di solito vengono senza preannunziarsi. Di solito  fanno la Comunione e sentono la Messa. 
La deposizione di don Italo Duci appare incerta, stentata,  in qualche punto ambigua. Pare che si senta in difficoltà dinanzi  a quei giudici che accettano solo ciò che è conforme alla loro  "verità". Tuttavia, sostanzialmente nel complesso, conferma  quanto in modo più lineare e sicuro hanno detto il parroco don  Cesare Vitali e altre persone degne di fede. Non è vero che egli  fino al 1945 non si è interessato alle apparizioni, basta leggere il  suo diario per averne la smentita. 
Don Italo Duci è un testimone eccezionale delle apparizioni e della storia che ne è seguita. I suoi stessi superiori ecclesiastici, in più occasioni, non mancarono di dargli ampi riconoscimenti per quello che ha fatto in 47 anni di ininterrotto e  fedele servizio pastorale nella parrocchia di Ghiaie. 
Certo, il Don Duci della deposizione non è quello che  appare dal suo diario e da altri scritti, come vedremo più avanti,  e in particolare dalla lettera inviata a mons. Bramini I' 11 giugno 1946. In essa egli scrive: "Rev.mo monsignore, dietro suo invito  mi sono deciso a stendere qualche osservazione personale sull'opera di don Cortesi alle Ghiaie. 
Avrei evitato volentieri di fare osservazioni su persone  specie su don Cortesi, ma lo faccio per l'amore della Madonna e  il trionfo della verità... 
La prima cosa che non mi è piaciuta in don Cortesi, sin da  principio, è stato il modo di raccogliere le testimonianze: nulla  in casa parrocchiale. 
Di suo arbitrio andava e veniva, interrogava Tizio, Caio  senza la presenza di testimoni qualificati che potessero garantire  dare valore alle deposizioni... 
Per le ragioni su esposte considero il lavoro di don Cortesi  un semplice studio personale. Per queste ragioni anche gli interrogatori fatti ad Adelaide temo manchino di forza per mancanza  di controllo e di serietà. Solo lui difatti aveva il monopolio della  bambina... E senza alcun controllo giunse al termine del suo  studio con la pubblicazione del dispendioso e lussuoso volume: 
Il problema delle apparizioni di Ghiaie. Le conclusioni in esso  contenute mi sembrarono paradossali e tragiche così da farmi  passare alcune notti insonni. 
A proposito di questo libro sul mio diario dell'8 ottobre  1945,  trovo segnate queste osservazioni: "...È giunto il libro di  don Cortesi, libro che nega tutto. L'ho letto e sono stato  male...Nausea la maniera naturalistica di spiegare tutto: conversioni, bene spirituale, fatti prodigiosi... 
Si potrebbe aggiungere nausea fino a fare ribrezzo il fatto  di baciare la bambina sui capelli quando gli dice che non ha  visto la Madonna. 
Anche semplici laici mostrarono il loro dissenso circa l'opera di don Cortesi... 
Inoltre il metodo usato su Adelaide lo trovo contrario al  buon senso stesso, perciò i risultati ottenuti lasciano dubitare  molto...". 

martedì 3 marzo 2026

Che cosa è l’anima?

 


L’immortalità dell’anima


Su tali problemi regna ancora una totale confusione dove non basta l’intelletto dell’uomo da solo per risolverli – dove deve essere all’Opera lo Spirito di Dio il Cui Agire viene raramente riconosciuto. Ma Egli soltanto può dare una chiara risposta quando vengono poste delle domande che riguardano dei problemi irrisolti. Ma anche i risultati di tale “Operare dello Spirito” vengono messi in dubbio, i quali però corrispondono da soli alla Verità. Di qualsiasi genere voglia essere ora una domanda, la sola risposta sarà sempre quella giusta, quando Dio Stesso la fornisce attraverso il Suo Spirito all’uomo. “Spirito” però non è da confondere con “intelletto”, perché l’intelletto può anche muoversi nella direzione sbagliata. Non vi è data alcuna garanzia che dei risultati intellettuali corrispondano a Verità, altrimenti molteplici opinioni e punti di vista non cercherebbero di affermarsi, che tutti pretendono il diritto a “Verità”, ma che tutti sono stati conquistati soltanto tramite l’intelletto.

Lo “Spirito” però è il Raggio che procede dall’Eterna Verità Stessa, che dà la Luce, cioè conoscenza di ciò che l’intelletto soltanto accoglie, per cui non si lasciano portare delle conferme. Lo “Spirito da Dio” ora fornisce pienissima convinzione interiore, da chiarimento senza lacuna – anche senza particolare impiego dell’intelletto. A nessun uomo potrà essere reso comprensibile il concetto “Anima” il quale non si è già conquistato un certo sapere spirituale, perché l’Anima è qualcosa di spirituale, non è terrena-materiale e perciò può venire spiegata anche soltanto spiritualmente.

L’Anima è il fluido che dà al corpo – alla forma materiale – la vita. L’Anima è il vero “Io” dell’uomo, che dimora in una forma esteriore materiale – che non può essere vista ma che è sempre presente, fintanto che una qualche forza si esprime in questa forma esteriore. L’uomo non sarebbe un essere auto consapevole se in lui non vi esistesse l’anima. L’Anima è Forza un tempo defluita da Dio, che Egli ha esternato da Sè un tempo come qualcosa di essenziale a cui Egli ha dato una vita indipendente. E questo essere era provvisto di libera volontà e di capacità di pensare. 

Che e perché ora questo essere nella vita terrena – l’anima – dimora nel corpo umano, è una conoscenza a sé stante. Ma prima vi deve venire mostrato che l’anima è la causa del perché l’uomo può pensare, sentire e volere. Inoltre deve venire sottolineato che l’anima è la vivificatrice di tutti gli organismi – che ogni attività del corpo, ogni moto di volontà ed ogni sensazione è l’espressione dell’anima che si trova nel corpo – che dì per sé è qualcosa di spirituale non percepibile per l’occhio umano, e che – se potesse essere vista – somiglia totalmente al suo involucro umano esteriore. Lei è ciò che rimane esistente dopo la morte del corpo, e che poi può anche essere vista proprio da anime di un determinato grado di maturità, che rende possibile la vista spirituale. 

Perciò l’anima non può mai venire spiegata come una qualsiasi sostanza appartenente al corpo materiale – lei è e rimane sostanza spirituale, cioè Irradiazione spirituale di Dio, che sulla Terra deve adempiere al suo scopo. Lei è invulnerabile ed eterna, ma può distinguersi da altre anime tramite la radiazione di Luce. Lo scopo della vita è di aumentare il grado di luce, che lei una volta ha volontariamente oscurata. A nessun uomo che intraprende questo in modo puramente scientifico, gli è possibile di spiegare l’essere dell’anima, perché l’anima non è qualcosa di afferrabile, qualcosa di ponderabile con i sensi umani, ma è forza dalla Forza di Dio, il Cui Essere è pure insondabile e lo rimarrà, Che però non può venire negato dagli uomini pensanti. E così l’anima è anche il vero “Io” dell’uomo che non può venire definito – che è e ciononostante non può venire dimostrato – che assegna agli organi corporei le loro funzioni, ma che può anche esistere senza il corpo – mentre il corpo senza anima sarebbe soltanto materia totalmente senza vita, benché tutti gli organi siano ancora invariati. Ma manca la Vita appena l’anima abbandona il corpo – manca ciò che mette in attività il corpo, che stimola gli organi alle loro funzioni – ciò che influisce nella libera volontà sull’organo pensante e che provoca ogni moto di sentimento nell’uomo. E questo qualcosa che pensa, vuole e sente – l’anima – si muove dopo la morte in altre sfere, ma sempre come lo stesso essere che dimorava prima nel corpo umano. E per questo può anche venire riconosciuto nel Regno dell’aldilà, ma che premette un determinato grado di maturità.

 Amen 

17. settembre 1956

Osservate bene: Se nella vostra casa regna la bestemmia, tutto deperisce

 


IL CURATO D'ARS 
SAN GIOVANNI MARIA BATTISTA VIANNEY 


Per la conversione d'Ars

Era forse possibile che Dio fosse servito - devotamente, nella santificazione del giorno del Signore, mentre l'osteria faceva concorrenza alla chiesa? Il Curato d'Ars comprese che per riempire l'una doveva vuotare l'altra. Nel secolo precedente l'osteria era stata considerata come un luogo di libertinaggio 11, e tale continuava a considerarla ancora il Curato d'Ars; non era forse là che i formavano le coppie per la danza e che gli uomini dimenticavano il loro dovere? Egli prese di mira tosto il suo nemico e nella sua indignazione, senza finzione, non misurò sempre le parole:  

L'osteria - diceva, traducendo un pensiero di S. Giovanni Climaco, certo nell'intento di essere più efficace - è la bottega del demonio: è la scuola ove l'inferno vende ed insegna la sua dottrina, è il luogo ove si vendono l’animo, ove si rovinano le economie domestiche, ove la salute si altera, le dispute cominciano e gli assassinii si commettono 12. 
 
E non sono risparmiati i bevitori, ai quali il Curato d'Ars con un realismo in cui freme la collera, con apostrofe in cui stanno gli ardori della vera eloquenza, dimostra che si mettono al di sotto delle bestie 13.  

Ma se i bevitori sono trattati in questo modo, che cosa ne sarà degli osti? L'abate Vianney prese di mira soprattutto le due bettole che si trovavano al centro del villaggio. A lui poco importava che fossero tenute da persone influenti sul povero popolo e le stigmatizzò senza né timori, né vani riguardi: 

Gli osti - disse - rubano il pane di una povera donna e dei suoi bimbi, dando vino a questi bevitori, che approfittano della domenica per spendere tutto quello che durante la settimana hanno guadagnato 14. Il sacerdote non può assolvere, senza pericolo di dannazione per sé, gli osti che danno da bere agli ubriachi durante la notte o durante i divini uffizi 15. Ah! il demonio non li tormenta molto gli osti: li disprezza e sputa su di essi!... 16  

 Queste espressioni energiche fecero più impressione sui terrieri, che le sentivano che sugli osti, che non venivano alla  chiesa se non molto di raro. Ma questo importava poco, ed il predicatore andò diritto al suo scopo, finché non vide ridursi la clientela che prima frequentava l'osteria. Un oste venne a dire al suo Curato che «per lui era la rovina». L'abate Vianney gli diede del denaro, e lo persuase a chiudere l'osteria: ben presto si vide quest'uomo diventato un cristiano esemplare 17. L'altro sfidò per qualche tempo ancora gli anatemi del santo Curato, ma infine chiuse anch'esso la sua osteria e cercò un'altra occupazione. Così il Curato Vianney aveva ottenuto che «non ci fossero più osterie attorno alla chiesa» 18. 
 
In seguito, anche le altre due osterie, situate alla estremità del paese, finirono per scomparire. Il buon Parroco di Fareins, Abate Dubouis, parlando di questo risultato, diceva apertamente: «Questa fu una delle più grandi vittorie del santo Curato d’Ars» 19. Ma il desiderio del denaro rende tenaci, e si videro ancora ben sette botteghe sorgere nel piccolo villaggio; anche queste però dovettero chiudersi molto presto, perché pesava su di esse la maledizione di un Santo. «Vedrete - aveva profetizzato il Servo di Dio - quelli che stabiliranno qui delle botteghe, si rovineranno» 20.
  
Questa lotta senza tregua produsse risultati insperati, e dapprima diminuì la piaga del pauperismo: «In Ars - osservò il maestro Pertinand - vi erano pochi disgraziati; col togliere le osterie, il Curato Vianney aveva soppresso la causa principale della miseria» 21. 
 
Quando, più tardi, verranno forestieri ad Ars, sorgeranno per vera necessità dei modesti alberghi per riceverli. Nel 1858 ve ne saranno cinque 22, ed allora il Curato sarà ben lontano dall'opporsi; anzi egli stesso farà venire da Màcon uno dei suoi giovani parrocchiani, Francesco Pertinand, fratello minore del maestro, obbligato dal suo padrone, un pasticciere, a lavorare anche alla domenica, affidandogli in Ars la direzione di un'osteria quanto mai nota ai pellegrini 23

Se le osterie fossero state luogo di onesto sollievo, alle quali si andasse senza offendere il Signore, il Curato Vianney le avrebbe lasciate esistere e prosperare. La bestemmia invece, sempre cattiva e colpevole, non poteva in alcun modo essere giustificata e per la sua anima, rispettosa del nome del Signore, divenne qualche Cosa di assolutamente insopportabile 24. Nella sua parrocchia egli aveva la tristissima sventura di udire la bestemmia uscire perfino dalle labbra dei fanciulli, che appena sapevano recitare il Pater noster25 - Non ha mai parlato di questo argomento senza piangere, quantunque lo trattasse di spesso nella sua predicazione e nei suoi catechismi. Ai bestemmiatori minacciava i peggiori castighi di Dio in questa vita e nella vita futura.
  
 Ma non è un miracolo straordinario - diceva - che una casa ove si trova un bestemmiatore non sia schiacciata sotto la folgore e colpita da ogni sorta di mali? Osservate bene: Se nella vostra casa regna la bestemmia, tutto deperisce 26.  
 
 Così riprendeva la bestemmia con severità e senza timore, ed approfittava di tutti i mezzi e di tutte le circostanze per ispirarne ai fanciulli ed ai giovani il più profondo orrore. 

 Ci ricordiamo - ha scritto Mons. Convert - di avere udito la seguente narrazione da un sacerdote venerando, che nei primi anni della sua vita pastorale era venuto ad Ars, con un fanciullo di dodici o quattordici anni: 
 
Tanto il Sacerdote che il fanciullo si erano confessati dal Santo Curato.  

- Farai la Comunione alla mia Messa - disse il prete al fanciullo.  

- No, rispose questi, non posso.  

- Perché?  

- Il signor Curato non mi ha dato l'assoluzione per questa volta, perché avevo bestemmiato il santo Nome di Dio 27.  
 
 L'abate Vianney prese poi di mira anche le imprecazioni ed ogni specie di giuramento, con tale zelo che anche le espressioni puramente volgari. - Egli non temeva di denominarle dal pulpito con il loro vero nome, - scomparirono a poco a poco dal linguaggio di Ars. Al posto di queste si intesero sulle labbra dei contadini di Ars il Pater e l'Ave, e parole come queste: Quanto è buono Dio! Dio sia benedetto!  

***
Canonico FRANCESCO TROCHU 


Vi dico ancora una volta qualcosa che dissi a Fatima: arriverà un giorno in cui l’economia cadrà e a voi che avete accumulato denari, sappiate che non vi serviranno più;

 


Messaggio della Regina del Rosario dato Gisella il 7 febbraio 2026


Figli miei, grazie per essere uniti nella preghiera e grazie per aver piegato le vostre ginocchia. Figli amati, Io tocco la terra grazie all’Eterno Padre che mi ha inviata per tanti anni, per preparare l’umanità alla seconda venuta di Gesù. Figli miei, quante sono state le grazie spirituali che avete ricevuto eppure molti non hanno creduto né alle mie parole né ai i miei figli prediletti preparati per questa missione. La tribolazione viene a voi e vorrei che foste pronti. Dappertutto, il male sembra vincere, l’umanità è più vicino al male e non al bene. Vi dico ancora una volta qualcosa che dissi a Fatima: arriverà un giorno in cui l’economia cadrà e a voi che avete accumulato denari, sappiate che non vi serviranno più; fate cenacoli di preghiera nelle vostre case come chiese domestiche; trovate un bravo e coraggioso sacerdote che possa celebrare la messa perché nulla sarà più come prima. Figli, ricordate che chi confida nel Vangelo e in mio Figlio, avrà la protezione del cielo. Figli, trovate rifugi spirituali e collaborate al Trionfo del Mio Cuore Immacolato. Ora, vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

«- Guarda come feriscono il mio Cuore e trafiggono le mie mani!...».

 


Il 1° luglio, festa del Preziosissimo Sangue e primo venerdì del mese, la Madre celeste viene ancora una volta a ricordare alla figlia sua la potenza redentrice di quel sangue che ella deve far valere per quel peccatore.  


«- Adora il sangue divino di Gesù, figlia mia, e supplicalo che lo sparga su quell'anima per commuoverla, perdonarla, purificarla».  


Così ogni giorno rimette Josefa di fronte alla sua missione.  


«- Non cessare mai di unire i tuoi atti ai miei e di offrire al Padre mio il mio sangue prezioso».  

«- Non dimenticare che sei vittima del mio Cuore...», le ripete Nostro Signore.  


D'altra parte Egli non limita l'orizzonte di Josefa. Il venerdì, 8 luglio, le affida altre due anime di cui le dice:  


«- Guarda come feriscono il mio Cuore e trafiggono le mie mani!...».  

«Durante l'adorazione Gesù è tornato - ella scrive - dicendomi:  

«- Guarda il mio Cuore! E tutto amore e tenerezza, ma ci sono anime che non lo conoscono!...»  


Si può supporre l'energia e la generosità dello sforzo sostenuto da Josefa: da una parte nottate e giorni a contatto con l'Invisibile con tutte le esigenze di offerta che ciò comportava; dall'altra, la fedeltà al dovere che la teneva sempre assidua al lavoro e alla regola. Perciò, con incomparabile bontà, Gesù la conforta facendole condividere la sua gioia di Salvatore:  


«Egli è venuto, bellissimo, durante l'adorazione - scrive sabato 9 luglio - e mi ha detto:  

«- Vedi, Josefa, una di quelle due anime finalmente mi ha dato ciò che mi rifiutava, ma l'altra sta molto vicina a perdersi se non riconosce il suo niente...  

«Sì, offriti per ottenerle il perdono. Se un anima si umilia, anche dopo aver commesso i più gravi peccati, acquista un gran merito. Ma l'orgoglio provoca lo sdegno del Padre mio che lo odia con odio infinito.  

«Cerco anime che sappiano umiliarsi per riparare quest'orgoglio».  

sorella Maria Josefa Menéndez

Preghiera per le anime del Purgatorio

 


Le Vostre Sante Piaghe, o dolcissimo Gesù, sono il tesoro dei tesori per le anime del Purgatorio e fanno discendere su di loro la rugiada del Cielo, che le refrigera ed abbrevia la loro prigionia. Concedetemi, o Gesù, che io possa contemplarVi sulla Croce con cuor puro e distaccato, e con i sentimenti di amorosa compassione della Vostra Santa Madre, onde ottenere che i Meriti delle Vostre Sante Piaghe si spargano copiosi su quelle anime penanti; ed aprano loro il varco all'Etema felicità.