sabato 18 aprile 2026

Non scindete la Nostra Unità. Non ascoltate voci false… Rimaneteci fedeli ed Io vi giuro che sarò con voi. Voi sarete il nuovo popolo di Dio.

 


Dice Gesù: 

«Davanti a un Dio che incarna parte di sé stesso per farne salvezza delle sue creature colpevoli, l’Universo trasecola di stupore e si prostra in un silenzio adorante prima di esplodere nel cantico delle sfere e dei mondi, giubilanti per la Perfezione che scende a portare l’Amore al pianeta coperto di peccato. 

Il Vincitore, il Figlio mio santo, è venuto ad incalzare le forze del Male, a metterle in fuga ed a portare il patto dell’alleanza e pace fra Dio e uomo. 

Egli ancora passa fra voi e non lascia altra orma fuorché quella del suo amore, orma che solo i puri ed onesti di cuore riconoscono e seguono, perché la Pace attira i pacifici, la Misericordia i buoni, la Giustizia i giusti, la Purezza i puri. Egli ancora viene e vi prende per mano e vi dice: “Non temete perché sono venuto in vostro soccorso”. 

In tutte le vostre necessità, in tutte le vostre pene, in tutte le vostre sventure, a che diffidate? Avete fra voi Colui davanti al cui desiderio il Padre non sa opporre rifiuto, perché il Figlio mio ha superato ogni mio desiderio e devo a Lui giusto compenso. 

Se rifletteste, o cristiani, figli del mio Figlio che vi ha generati alla Grazia col suo sacrificio di Uomo e di Dio, se rifletteste a quale sorte vi ho tratti, dovreste non dico adorarmi ed amarmi per tutta la vita, ma amarmi e adorarmi per cento e più vite, se vi fosse concesso di rivivere più vite. Amatemi dunque con un super-amore e amate in uguale misura il mio Verbo che è venuto a darvi la Vita. 

Quand’anche foste dei morti, voi tornerete a vivere se credete in Lui; quand’anche foste terre aride e senza vegetazione, vi coprirete di verzura e di fresche acque, poiché dove passa e sosta il Figlio mio santo là scaturisce a fiumi la grazia del Signore e fiorisce il giglio e la rosa, crescono palme ed ulivi e più alte del cedro le virtù nel cuore dell’uomo. 

Quando vedete dalla terra corrotta sorgere un santo come fiore da mucchio di putrida paglia, quando da un nulla d’uomo vedete sorgere un atleta di Cristo e brillare una luce là dove erano tenebre, e suonare una voce dove prima era silenzio, e illuminare e istruire in nome di Dio, alzate lo sguardo e l’anima a cercare la potenza creatrice del prodigio: la mia, che come dal limo ha tratto l’uomo così dall’uomo può trarre il santo, il portatore di Dio, il tabernacolo di Dio, l’arca santa su cui la Gloria mia si riposa e da cui la mia Sapienza parla agli spiriti. 

Non temete di accostarvi a Noi che vi amiamo. Non scindete la nostra Unità amando Uno e non gli Altri. Noi ci amiamo e siamo uniti dall’amore. Fate il simigliante. 

Il Figlio non deve farvi trascurare il Padre. Egli non lo fa. Egli vi insegna ad amarmi e dalle sue labbra sante ha fatto prorompere la preghiera perfetta al Padre dei Cieli. Il Figlio non deve farvi trascurare lo Spirito Santo. Egli non lo fa. Come sulle soglie della predicazione vi insegna a pregare Me, Padre Santo, così sulle soglie della Passione vi insegna ad amare il Paraclito che sarà l’Illuminatore della Verità insegnata. 

Senza il Padre non avreste avuto il Figlio, e senza il Figlio non potreste avere avuto lo Spirito. Senza lo Spirito non potreste comprendere la Parola e senza comprendere la Parola seguire da giusti i suoi dettami e conquistare il possesso del Padre. 

Come elissi di luce, le cause e gli effetti vanno da Dio: polo superiore, a voi: polo inferiore, e da voi risalgono a Dio. Non potete porre una frattura nella parabola mistica. Non si spezza l’Unità. Spezzata che sia, con un amore deforme, non potete più risalire senza pericolo alla Perfezione, perché turbate col vostro disordine la scia di Carità che seco trascina come rete divina gli spiriti di coloro che hanno compreso ciò che è Dio e non amano Dio, Spirito perfetto, altro che con amore da cui l’umanità è esclusa. 

Non ascoltate voci false che vi dicono una dottrina disforme a quella che il mio Figlio ha portato. E come possono questi banditori di “verbi nuovi” dire parole di Vita se la Vita non è in loro, se sono più falsi dei simulacri degli dèi bugiardi? Non fatevi di essi degli dèi: è abominio farsi credere tali ed è abominio il crederlo. Uno solo è Dio: Io e Colui che Io ho mandato, che si incarnò per l’Amore. Gli altri sono degli iniqui venduti a Satana e venditori di voi al Serpente maledetto. 

Guardate al santo Figlio mio, al mio Cristo ubbidiente come servo, Lui l’Eterno mio pari, per amore al Padre. Egli è Colui che ha levato l’amarezza dal seno mio e mi ha ricongiunto i figli che s’erano da Me staccati. Il mio spirito è in Lui, perché Io sono uno con Lui che si fa ministro del Pensiero del Padre. 

Confrontatelo ai vostri bugiardi “messia” e vedete quanto è dolce e perfetto il mio Figlio, l’Atteso delle genti, il Salvatore del mondo. 

In Lui, pieno di ogni virtù portata alla perfezione, risiedono Giustizia e Misericordia, ma poiché è mite e santo non impone, non grida, non minaccia ed opprime. Il Primogenito di voi tutti, il Consacrato ab eterno al Signore, parla con la voce del suo amore, insegna con l’esempio e redime col suo sacrificio. È come tiepida acqua che scende dai cieli in aprile per detergere e ravvivare fiori e zolle e portare la vita là dove le bufere hanno strappato le fronde. È come luce che scende a mostrare la via, ed è così placida che non vi accorgete di essa fuorché quando è da voi perduta. È come voce che chiama per condurre alla Verità, e non vi è sul suo labbro parola dura per le miserie dell’uomo. 

Ha lasciato l’abbraccio del Padre per farsi ambasciatore a voi della mia Legge e ha immolato Se stesso a vita oscura e a tragica morte perché al patto di alleanza fra la umanità e Dio fosse posto un sigillo che nessuna forza leva: il suo Sangue che sta come splendida firma ai piedi del trattato di perdono. 

Ha usato della sua indistruttibile potenza di Dio, non annullata nella sua nuova veste d’uomo, non per regnare ma per farvi regnare: sul male, sulle malattie, sulla morte. Ha usato della sua Sapienza non per schiacciarvi ma per elevarvi. Ha fatto di Se stesso moneta di riscatto, strada, ponte, per farvi superare gli ostacoli che vi precludevano il Cielo e acquistarvi il Cielo. 

Ed Io ho dovuto aggravare su Lui, l’Innocente, la mano, perché infinite erano le vostre colpe passate, presenti e future, e infinito doveva essere il sacrificio offerto per annullarle. Potete voi misurare questa massa di sacrificio? No, non lo potete. Solo Io che sono Dio posso saperla. Io solo conosco le sofferenze della mia divina Creatura. 

Non guardate al supplizio materiale durato poche ore. Non solo in quell’ora il Verbo sofferse. Per i secoli dei secoli nella sua beatitudine di Dio si è mescolato l’indescrivibile fiume di angoscia del suo dolore. Dolore per le offese al Padre suo amatissimo, dolore per i dispregi alle luci del Paraclito, dolore per le offese al Verbo inutilmente portato alle folle, dolore per le colpe future che avrebbero posato i loro luridi piedi sulla santità del suo Io santissimo, dolore per l’inutilità del suo sacrificio per molta parte di viventi. 

Non guardate ai flagelli, alle spine, ai chiodi con cui fu martirizzata la Carne dai ciechi di allora. 

Guardate agli spirituali tormenti che voi date al mio Santo con le vostre resistenze al suo supplicare. 

E chi più sordi e ciechi di voi? Voi non avete rotti timpani e pupille, ma rotto lo spirito, per cui la Legge sublime che il mio Figlio è venuto a portarvi, e tuttora vi porta, non penetra in voi, o se vi penetra subito ne esce come da crivello sfondato. 

Onde, a frutto di questa vostra deformità spirituale di cui siete i volontari autori, avete le guerre atroci nelle quali, oltre che vite e sostanze, perdete sempre più l’amore e perciò perdete sempre più Dio. 

Ma voi non tutti siete dei lebbrosi e degli insatanassati. Fra voi, rari come perle nel seno delle ostriche, sono i fedeli di mio Figlio e miei. Ad essi dico: “Rimaneteci fedeli ed Io vi giuro che sarò con voi. Siate i banditori del mio Verbo e i testimoni della Giustizia, della Misericordia, della Santità nostra. In questa vita ci avrete vicino e nell’altra ci sarete vicini e vedrete le opere della Divinità. Quando Colui a cui ho deferito ogni giudizio verrà a dividere la messe dal loglio e a benedire gli agnelli maledicendo gli aspidi e gli arieti, voi sarete intorno a Lui, ruote di luce festante intorno alla Luce tremenda e regale della Divinità incarnata. Voi sarete il nuovo popolo di Dio, il popolo eterno su cui il mio benedetto e santissimo Figlio regnerà, e ne annunzierete alle stelle e ai pianeti le lodi poiché tutto ciò che è stato fatto fu fatto per fare trono alla Vittima, all’Eroe, al Santo su cui non è macchia e su cui si posa la compiacenza del Padre, e astri e pianeti devono, nell’ora del suo trionfo, fare tappeto di gemme al Re del mondo che passa seguito dal suo corteo di santi per entrare nella Gerusalemme eterna, quando avrà avuto termine questa vicenda della creazione con la distruzione della Terra e il Giudizio delle Genti”». 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


Aiutami, Signore, a trovarti

 


A nche nel mio cuore, o Signore, hai nascosto il tesoro del tuo Volto, perla preziosa e di una infinita bellezza. Donami la forza di togliere le pesanti coltri che lo coprono e che sono il segno del mio peccato, anche se questo richiede sacrificio costante e volontà tenace, pazienza amorosa e totale sganciamento da tutto ciò che finora ho valutato prezioso, anche se non lo era affatto. Aiutami, Signore, a trovarti, giacché sono sicuro che, sotto la scorza, che sono io, ci sei Tu, Dio del mondo e degli anni miei!


Premessa del Padre 35 - Parte 3, Messagio di Giovanni

 


Il 17.04.2023 nel luogo santo


Messaggio di Giovanni

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, sono venuto qui oggi per dire a te e ai figli della terra quanto segue:

Figlia Mia. Il santo Angelo Mi disse e Mi mostrò molte cose dei vostri giorni attuali. È il tempo finale, figlia Mia, e Io il tuo Giovanni sono venuto perché Me lo disse il santo Angelo:

“Giovanni, Mio amato figlio, dì ai figli solo alla fine dei tempi ciò a cui andranno incontro.”

Questo tempo, figlia Mia, è ora. È per questo motivo che tu stai scrivendo il Mio libro perché in qualsiasi altro tempo sarebbe stato troppo presto.

Figlia Mia. È importante mantenere tutto il focus su Gesù, il vostro Signore e Salvatore. Nel vostro attuale mondo invece è molto facile porre il focus sulle cose terrene.

Dovete restare con Gesù, fortemente ancorati a LUI, perché quello che verrà “strapperà la terra sotto i piedi” a così tanti di voi se non siete completamente con Gesù, se non confidate in LUI, se non vi fidate e siete fedeli e abbandonati a LUI fino alla fine, fino al Nuovo Regno che aprirà le sue porte per tutti i figli veramente fedeli al Signore Gesù Cristo.

Figlia Mia. Comunica ai figli della terra che devono restare in preghiera e fare molti sacrifici ed espiazione. Senza la vostra preghiera non potrete restare saldi! Questo mostrò e disse a Me, Giovanni, il santo Angelo.

Senza sacrifici ed espiazione moltissimi figli, che avrebbero potuto essere salvati, andranno perduti.

Senza preghiera e atti d’espiazione e sacrifici vivrete momenti realmente difficili, perché il Padre mitiga grazie alla vostra preghiera, EGLI protegge grazie alla vostra preghiera ed EGLI interviene perché i Suoi figli Lo pregano e Lo supplicano!

Non dovete mai dimenticare che la via verso di LUI, il vostro Padre Celeste, è solo Gesù Cristo! SiateGLI dunque fedeli e seguiteLo e restate sempre vigili.

Non appena vi sarà presentato e mostrato l’anticristo beato chi ha già trovato Gesù!

A causa dell’anticristo e dei suoi seguaci voi soffrirete e soffrirete a causa della mano punente del Padre!

Siate pronti, dunque, amati figli della terra perché la fine è vicina e dovete essere pronti per il vostro Salvatore, Gesù Cristo!

Cadete in ginocchio e supplicate per il perdono di tutti i vostri peccati! Gesù ve li perdona se ve ne pentite realmente!

Non dimenticate di confessarvi, amati figli! Il sacro sacramento della confessione vi purifica se voi vi pentite sinceramente dei vostri peccati!

Il santo Angelo Mi ordinò di continuare a ripetervelo, perché voi tendete a essere impazienti e non saldi!

Restate dunque nella preghiera verso Gesù Cristo e supplicate il Padre Celeste! Sono tempi duri per molti di voi, ma non temete perché chi è veramente con Gesù non ha nulla da temere!

Continuerò a riferirvi non appena il Padre Me lo dirà.

Rendi noto previamente anche questo, come i messaggi precedenti. Amen.

Il tuo e vostro Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen.

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Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


Le estasi 

Le estasi di Adelaide sono vere, non simulate, come  ammettono vari testimoni, tra cui medici e psichiatri. La realtà  delle estasi di Adelaide è provata in particolare dalle relazioni della dott.ssa Eliana Maggi e del dott. Giulio Loglio. 

La dott.ssa Maggi, dal 19 maggio, sempre presente alle  apparizioni, poté controllare direttamente l'estasi di Adelaide, e  ne afferma l'assoluta verità. 

La dottoressa, la cui integrità morale e competenza scientifica è riconosciuta anche dai contrari alle apparizioni, confermò il suo giudizio positivo sull'estasi di Adelaide a padre  Mario Mason S. J., il 6 gennaio 1946. Il padre Mason, dopo  aver tenuto un corso di predicazione a Orsenigo (Corno), stava  sulla strada in attesa di un passaggio di fortuna: fu proprio la  dott.ssa Maggi a darglielo. Il 5 dicembre 1986, ricordando l'episodio, mi disse: 

- Fu un incontro meraviglioso e imprevisto, nel quale la  dottoressa, che prima non conoscevo, mi garantì l'assoluta  veracità dello stato di estasi di Adelaide, durante le apparizioni, e  il suo ritorno immediato alla normalità psicofisica, appena queste  finivano. 

Il dott. Loglio, dal 20 maggio sempre presente alle apparizioni, eccetto il giorno 28, poté anche lui controllare direttamente l'estasi di Adelaide e provarne la verità. 

Durante la prima apparizione, emozione e tensione sono  più evidenti, tanto che la sorella Palmina, spaventata, corre a  dire alla mamma: "L'Adelaide l'è morta in pè" (Adelaide è  morta in piedi), esprimendo così nel suo linguaggio infantile  l'estasi di Adelaide. 

Il fenomeno era così reale e impressionante, da attirare  subito l'attenzione dell'amica Bettina, che non brillava per spirito d'osservazione, e poi, da procurare lo sgomento nelle compagne presenti, le quali osservano Adelaide in quello stato per  dieci minuti e la chiamano più volte, scuotendola anche per un  braccio, senza ottenere da lei risposta. La piccola veggente  doveva ancora adattarsi a un fenomeno nuovo e sorprendente. 

Nelle successive apparizioni Adelaide è semplice e naturale. Il corpo è perfettamente a suo agio, composto, equilibrato e rilassato. Il polso è quasi normale. Il colorito si ravviva leggermente. Non ci sono stati di catalessi: né tensione, o rigidità, o  rovesciamento della nuca all'indietro. Al momento dell'apparizione, con il volto assorto, Adelaide fissa gli occhi verso un  punto preciso, alto pochi metri da terra. 

Mostra di essere completamente estranea all'ambiente che  la circonda, alle reazioni dei presenti, alle pressioni della folla,  che minaccia di travolgerla, ai colpi di rivoltella e di mitra sparati dai militari, a pochi passi da lei per tenere lontana la folla, al  volo radente degli aerei, che spaventano i presenti. 

Che Adelaide durante l'estasi fosse estranea all'ambiente e  vivesse come immersa in un altro mondo, lo conferma la testimonianza interessante del contadino Giovanni Perico, sottoscritta  anche dal figlio Franco. 

Il sig. Perico scrive: 

"Il giorno 14 maggio (domenica) verso sera vedendo come  il tempo minacciava, preso sulla bicicletta mio figlio Franco,  andai verso i miei campi per ammucchiare il fieno. Passai dal  Torchio e ad un certo punto vidi un crocchio di bimbi e poi a  distanza una bambina inginocchiata in mezzo alla strada. Ho  fretta, perciò suono il campanello, ma non si sposta. Suono  ancora, ma la bambina non dà segno di nulla. Indispettito scendo  dalla bicicletta e le dico: "Ti darei uno schiaffo". Ma la bambina  non si mosse e non mostrò di capire. Vidi che stava in ginocchio  con le mani giunte e gli occhi fissi in alto. Il giorno dopo da mio  figlio sentii dire: "Sai perché quella bambina non si muoveva,  babbo? Perché vedeva la Madonna!". 

Durante l'estasi si può toccare, pungere con spilli, anche in  profondità, in diverse parti del corpo, accostare una fiamma alla  sua pelle. 

L'estasi sopraggiunta all'ultima apparizione, tolse di colpo  ad Adelaide i violenti dolori causati da una colica viscerale che  la faceva soffrire da due ore. 

Adelaide, durante l'estasi, rimane intensamente attenta alla persona con cui parla, e dalla quale non distoglie mai lo  sguardo. 

Essa parla, muove le labbra, ma non emette alcun suono, così nessuno riesce a udire e capire ciò che dice. 

È un fenomeno che accadde a Bernardetta Soubirous e ad altri veggenti. 

È uno degli aspetti misteriosi delle apparizioni, che  essendo un fatto soprannaturale, non potranno mai avere una  adeguata risposta dai nostri mezzi d'indagine naturale. 

La stessa osservazione si deve tenere presente quando ci  domandiamo in quale modo avviene l'incontro con la Vergine  Maria. 

Noi possiamo formulare delle ipotesi, ma non avremo mai  la spiegazione scientifica del fenomeno. Esso resterà sempre al  di là delle nostre esperienze e conoscenze naturali. 

Le osservazioni dei medici e le esperienze scientifiche  sono necessariamente limitate, perché esse possono raggiungere  solo le condizioni della veggente e non la Vergine, che comunica con lei, perché la Vergine Maria non appartiene più al  nostro cosmo. Il suo corpo glorioso, non ha più le nostre caratteristiche spazio-temporali. 

Proprio perché non si è tenuto conto di questa verità, si è  esaminata l'esperienza della veggente nell'ottica del sospetto, e  si è voluto spiegare il suo comportamento naturale e la sua semplicità, ricorrendo alle ipotesi dell'inganno, dell'eterosuggestibilità, del sogno ad occhi aperti o dell'illusione. 

La conoscenza del Cristo risuscitato, che mangiava e si  faceva toccare, perché si trattava della più oggettiva delle sue  manifestazioni, aveva già delle modalità misteriose, che gli apostoli notarono bene, divenendo testimoni di quella risurrezione.  Essi esitarono a riconoscerlo, dubitarono (Mt. 28,17; Mc. 16,14;  Le. 24,36-38; Gv. 20,15). Questo fu dovuto al modo particolare  di comunicazione tra il mondo divino (eterno) al quale apparteneva ormai il Cristo, e il mondo cosmico di cui continuavano a  far parte gli apostoli. 

La storia delle apparizioni dimostra che esiste tutta una  gamma di comunicazioni: sono diverse le modalità con cui la  Vergine appare a Lourdes, a Fatima, o a Ghiaie. 

Mi pare che nell'esaminare i fatti di Ghiaie qualcuno  abbia dimenticato un dato importante: il dono eccezionale delle  apparizioni non è affatto visione beatifica né comunicazione  assoluta. È un segno del cielo. Per questo la Chiesa mantiene le  apparizioni in una categoria molto umile, come materia in cui si  può credere ma non come dati certi di fede. Una corretta valutazione non deve dunque assolutizzare le apparizioni e i messaggi  trasmessi. C'è del relativo nelle apparizioni: i vestiti, il colore  dei capelli, degli occhi, l'età dimostrata dalla Vergine, l'altezza,  ecc. I corpi gloriosi non hanno più età perché sfuggono al tempo  cosmico. 

Una autentica apparizione è sempre conoscenza della Vergine e vera comunicazione con lei, anche se appare sotto segni e  con vestiti relativi a un tempo, a un luogo, a dei veggenti, a un  particolare messaggio. 

Se la Sacra Scrittura, che è Parola di Dio, ha la sua parte  di relatività, secondo le caratteristiche particolari di ciascun  scrittore sacro, tanto più le apparizioni hanno una relatività che  deve essere valutata con prudenza e acutezza, in ogni caso e per  ogni singola circostanza. Questa relatività è dovuta al fatto che  Dio e la Vergine si adattano al veggente e alla situazione locale,  ma anche alle ripercussioni vive e normali che la comunicazione suscita in ciascun veggente. 

Se si fosse tenuto conto di questo, non si sarebbe perduto  tempo a fare domande inutili, atte a confondere la mente di  Adelaide, negli estenuanti interrogatori cui fu sottoposta. Dal  libro del Cortesi Le visioni della piccola Adelaide Roncalli, traggo a mò di esempio, alcune domande: 

- Sul capo della Vergine stava una corona a punte: quante erano le punte? 

 La barba di San Giuseppe era color castano, caffèchiaro, o biondo-scuro? 

 Il suo bastone poggiava a terra o era sollevato di circa 50 cm.? 

 Gesù Bambino stava sul braccio destro o sinistro della Madre? 

 Erano colombe, o colombine, o quaglie gli uccellini nelle mani della Madonna? Ecc.... 

Nonostante ogni contestazione, la veggente sostiene di  avere visto realmente la Santa Vergine. Per questa ragione dice,  dopo le estasi, che gli occhi le dolgono "per lo splendore della  Madonna". 

L'estasi della veggente può essere considerata un serio argomento di autenticità.

Severino Bortolan

venerdì 17 aprile 2026

La trasmissione della Parola divina in triplice forma

 


Libro l’Evangelo


Il Vangelo dev’essere annunciato in tutto il mondo, a tutti gli uomini dev’essere portata vicino la Dottrina dell’amore, e questo avviene in modo molteplice. Coloro che sono istruiti da Dio, sono chiamati al primo posto di chiarire al prossimo, quindi di trasmettere loro gli Insegnamenti ricevuti, di annunciare il Vangelo a coloro che lo vogliono accettare. Questa è una missione benedetta, essere attivo per la salvezza dell’anima dei prossimi, di ammaestrarli nella Volontà di Dio e di stimolarli al cosciente lavoro sulla loro anima. Dio pretende quest’attività da ognuno per il quale Dio Stesso E’ stato Maestro. Dio istruisce costantemente gli uomini che Gli aprono volontariamente il loro cuore, ed Egli predica loro il Vangelo, che ora percepiscono in sé attraverso la Voce interiore. Il Vangelo non devia da ciò che viene trasmesso per tradizione, dalla Sacra Scrittura. E questa è una ulteriore possibilità di accogliere la Parola divina ed in ciò viene nuovamente insegnato l’amore, l’amore per Dio e per il prossimo e chi accettare credente questa Parola. Così ogni uomo ha la possibilità di essere istruito nel Vangelo, appena ha il desiderio per la Parola di Dio nella giusta fede. Gli sarà anche comprensibile, perché la volontà di penetrare nelle Sapienze divine apporta all’uomo anche la Forza di conoscere, grazie alla quale egli considera la Parola divina anche come la Parola di Dio e quindi può anche essere istruito da Dio, se legge credente ed affamato nella Santa Scrittura e non accoglie soltanto le parole, ma cerca di afferrare seriamente il senso della parola. Ma all’uomo può essere trasmessa spiritualmente la Parola divina, ma questa via la conoscono solo in pochi ed è comunque più facilmente percorribile per ognuno. Questa è la trasmissione diretta in forma mentale, una trasmissione della Parola divina, del Vangelo, mentalmente sugli uomini, che però premette sempre la volontà di ricezione dell’uomo. Se quindi l’uomo desidera di essere iniziato nella Dottrina divina dell’amore, gli viene annunciato il Vangelo sempre in una forma, perché questa è la Volontà di Dio che l’umanità sia ammaestrata e che cammini nella Verità. 

Amen

13. ottobre 1942

La festa della dedicazione del tempio di Salomone - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 


La festa della dedicazione del tempio di Salomone


La Festa della Dedicazione del Tempio di Salomone veniva celebrata ad Aruma. La sinagoga era illuminata a festa. Al centro c'era una piramide di luci. La festa era già terminata da un po'. Credo che fosse subito dopo la Festa delle Capanne. L'attuale celebrazione notturna ne era una continuazione. Gesù predicò sulla Dedicazione. Parlò di Dio, che apparve a Salomone e gli disse che avrebbe preservato gli Israeliti e il Tempio, purché gli fossero rimasti fedeli, e che Egli avrebbe persino dimorato tra loro nell'edificio sacro, ma che lo avrebbe distrutto se si fossero allontanati da Lui. Gesù usò un linguaggio solenne quando accennò a questo. Lo applicò al momento, al suo tempo, in cui il male aveva raggiunto il suo apice. Sì, disse, se non si fossero convertiti, il Tempio sarebbe stato distrutto. Allora i farisei cominciarono a discutere con lui. Dichiararono che Dio non aveva fatto uso di quelle minacce, che era tutta una favola, una fantasia di Salomone. La discussione divenne molto animata, e vidi Gesù parlare con grande vivacità. C'era qualcosa nel suo aspetto che li colpiva con forza e quasi non riuscivano a distogliere lo sguardo da lui. Egli parlò loro dei passi raccolti oggi nelle lezioni di riposo, della distorsione e della corruzione delle verità eterne, della storia e della cronologia delle antiche nazioni pagane, gli egiziani, per esempio. Chiesi ai farisei come osassero rimproverare questi pagani, quando loro stessi si trovavano già allora in una condizione così miserabile, poiché ciò che era stato loro consegnato come qualcosa di così peculiare, qualcosa di così sacro, la Parola dell’Altissimo sulla quale era stato fondato il Suo patto con il Suo santo tempio, essi potevano capricciosamente e arbitrariamente respingere come fantasia e favole. Affermai le ripetute promesse di Dio a Salomone e dissi loro che, come conseguenza delle loro false interpretazioni e spiegazioni peccaminose, le minacce di Geova stavano per avverarsi, poiché quando la fede nelle Sue promesse più sacre vacillava, anche le fondamenta del loro tempio cominciavano a vacillare.

Egli disse: «Sì, il tempio crollerà e sarà distrutto, perché voi non credete nelle promesse, perché non sapete cosa sia il sacro, perché lo trattate come una cosa profana!

Voi stessi state lavorando alla sua rovina. Nessuna parte di esso sfuggirà alla distruzione. Andrà in pezzi a causa dei vostri peccati!». In questo Jezus parlò saggiamente, e con tale importanza che gli apparve alludere a se stesso sotto il nome del tempio, come prima della sua passione. Disse poi più chiaramente: «Lo ricreerò in tre giorni." Le sue parole in questa occasione non furono così importanti, sebbene sufficienti a riempire i suoi ascoltatori di una rabbia non priva di timore, e a far loro sentire che c'era qualcosa di straordinario e misterioso nel suo discorso. Espressero la loro indignazione ad alta voce mormorando. Jesù non prestò loro attenzione. Egli continuò tranquillamente il suo discorso in un linguaggio che non potevano negare, perché, sebbene contro la loro volontà, erano convinti interiormente della verità delle sue parole. All'uscita dalla sinagoga, i farisei gli teso la mano, come per scusarsi della loro violenza. Volevano mantenere una parvenza di amicizia. Gesù rivolse loro dolcemente alcune parole sincere, e uscì dalla sinagoga, che fu poi chiusa.

Ho avuto una visione di Salomone. Era in piedi su una colonna nel cortile del tempio, vicino all’altare dell’incenso, mentre si rivolgeva al popolo e pregava Dio ad alta voce. La colonna era abbastanza alta da permettergli di essere visto chiaramente. C’era una  scala interna che portava alla sommità, dove si trovava un’ampia piattaforma con una sedia.

Era mobile e poteva essere trasportata da un luogo all'altro. In seguito vidi Salomone nella fortezza di Sién, poiché in quel momento non occupava ancora il suo nuovo palazzo. Fu lì che in un periodo precedente vide Dio comunicare con Davide, soprattutto al momento dell' ambasciata di Natan. C'era anche una terrazza coperta da un tendone, nella quale Davide aveva dormito. Vidi Salomone pregare su quella terrazza. Una luce soprannaturale brillava di intenso splendore intorno a lui, e dalla luce proveniva una voce.

Salomone era un uomo bello. Era alto e le sue membra erano slanciate, non robuste e spigolose come quelle della maggior parte della gente di quel luogo. Aveva i capelli castani e lisci, la barba corta e ben curata, gli occhi castani pieni di intensità, il viso rotondo e pieno di lineamenti ben definiti. In quel momento non si era ancora abbandonato all'amore di donne pagane e straniere.


Contemplo il tuo Volto

 


O Gesù, contemplo, adoro e lodo il tuo Volto Santo, divinamente bello.

Si specchia in esso il mio volto, che fu fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Lo vedo, ahimé, deformato dalla malizia che intorbida il mio spirito e la mia vita, rendendomi schiavo del male e del peccato.

Ne sento pena. Ma il tuo Volto, tutto bontà e misericordia, mi ispira confidenza.

Ti prego, o Signore, rifletti il tuo Volto sul mio. La sua luce penetri nel profondo della mia coscienza e la purifichi, la rettifichi, la ricrei, sicché sia sempre orientata al vero, al bello, al bene. Che tutti scorgano il tuo Volto nel mio. E vi leggano verità e grazia, giustizia, amore, libertà e pace, mai più sensualità, odio, ira, malignità, violenza e tristezza.

Dammi di sentire la nostalgia della mia innocenza battesimale e di ricorrere spesso al sacramento della riconciliazione con Dio, con la Chiesa e con i fratelli, per rinnovarmi sempre più radicalmente, vincendo il peccato e vivendo in comunione con Dio e col prossimo.

Non nascondermi il tuo Volto, qualora, per la umana debolezza, io venissi sedotto dal male. Si spegnerebbe il sole per me!

Il tuo Spirito mi aiuti ad espiare i miei peccati, a dominare i miei istinti e le passioni, a risorgere a vita nuova, ad impegnare tutte le mie energie per rinnovare il volto della mia famiglia e della società, conformandolo al tuo Volto, a costruire per quanto è in me, la civiltà dell'Amore.

La tua Mamma, l'Immacolata, che ti ha dato il volto umano, da cui traspare tutto il divino, vegli su di me con sollecitudine materna, perché non cada mai più nelle spire del serpente tentatore.

O Gesù, io cercherò sempre il tuo Volto per non smarrirmi nei miei pensieri, nei miei affetti, nelle mie imprese, nei miei dubbi e nelle mie sofferenze.

E tu ammettimi a godere nel cielo la gloria del tuo Volto.

Confido nel tuo paziente amore. Ti ringrazio. Amen. Alleluia!


Perfino l’Avvertimento non convertirà tutti i non credenti.

 


Mia amata figlia prediletta oggi invito tutti i Miei seguaci a consacrare il loro tempo a pregare per coloro che non credono in Me, Gesù Cristo, e nella salvezza eterna. 

Queste anime sono vicine al Mio cuore e sono quelle che hanno bisogno di essere convertite in modo che possano essere salvati per primi. 

Coloro che sono ciechi non possono vedere che la loro vita non finisce sulla terra. 

Molti non accettano che essi esisteranno per l’eternità. 

Queste anime mi feriscono profondamente e sento terrore vedendo come distruggono la vita nelle loro anime in questa vita sulla terra. 

Perfino l’Avvertimento non convertirà molti di coloro che proclamano di essere atei. 

La loro unica salvezza é per mezzo delle preghiere e delle sofferenze delle anime vittime. 

Vi esorto a pregare per queste anime attraverso questa Crociata di preghiera (41) – Per le anime dei non credenti 

O Gesù Mio aiuta i Tuoi poveri figli che sono ciechi alla tua promessa di salvezza. 

Ti supplico, con l’aiuto delle mie preghiere e sofferenze, di aprire gli occhi dei non credenti in modo che possano vedere il Tuo tenero amore e correre tra le Tue sacre braccia per la protezione. 

Aiutali a vedere la verità e chiedere perdono per tutti i loro peccati in modo che possano essere salvati ed essere i primi a oltrepassare le Porte del Nuovo Paradiso. 

Prego per queste povere anime tra cui uomini, donne e bambini e Ti esorto ad assolverli per i loro peccati. 

Amen. 

Va ora Mio prezioso esercito e concentrati sui Miei poveri figli perduti. Aiutate Me, il vostro Gesù, a salvare le loro anime. 

Il vostro amato Salvatore, 

Gesù Cristo. 

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


La testimonianza di Annunciata Roncalli 

Annunciata, assieme alla cugina Maria Roncalli, è stata  molto vicina ad Adelaide durante e dopo le apparizioni. Anche  lei va a trovare la bambina a Gandino e poi, tornata a casa, riferisce le sue impressioni che sono riportate nella relazione di don  Romualdo Baldissera, da me già citata. 

Annunciata, il 9 luglio 1944, dice: 

"L'ho trovata contenta: il suo comportamento, il suo interessamento sul modo con cui pregano i pellegrini a Ghiaie, la sua  insistenza sulla preghiera e la penitenza, le sue domande e le sue  risposte piene di criterio e di serietà, mi hanno lasciata una  buona impressione di lei". 

Adelaide non solo prega bene, ma si interessa pure della preghiera dei pellegrini che vanno a Ghiaie. 

Questa premura non è in genere di tutti i bambini, e nemmeno degli adulti. 

Dalle testimonianze risulta che Adelaide prega per i malati,  i peccatori, per le varie necessità che le si presentano, ed esorta quanti avvicina a pregare e a fare penitenza. 

Adelaide non solo vive il messaggio di Maria, ma se ne fa  annunciatrice; vuole che tutti lo conoscano e lo mettano in pratica. Ciò non può che destare meraviglia, soprattutto se si considera che siamo in presenza di una bambina di 7 anni. Tale forza  si spiega con l'apparizione che ha cambiato la sua vita, dandole  aspirazioni, interessi, preoccupazioni che non sono abituali in  una bambina. L'apparizione l'ha arricchita e ha dato un forte  impulso allo sviluppo della sua vita spirituale. 

Questi rilievi sono confermati da ciò che la superiora dell'Istituto delle Figlie della Sapienza di Bergamo, scrive di Adelaide, a conclusione della sua relazione già riportata: "Sente e  gusta la pietà, aspira alla santità". 

Costatiamo la stessa trasformazione negli altri veggenti:  ricordo i pastorelli di Fatima, nei quali la Vergine accese il fuoco  della carità che condusse i due fratelli Francesco e Giacinta,  nella loro breve vita, alle vette della santità. 

Nel racconto del direttore del quotidiano cattolico di Bergamo, vengono riferiti, oltre al suo, i giudizi di varie persone,  che avevano un contatto quotidiano con Adelaide. 

La testimonianza è in perfetta consonanza con la relazione  di padre Gemelli e di altri, compresa la cugina Annunciata Roncalli, e conferma che l'immagine di una Adelaide scaltra,  bugiarda e senza alcun segno di devozione, presentata da alcuni  contrari alle apparizioni, è frutto di pura fantasia.

Severino Bortolan 

giovedì 16 aprile 2026

LE 10 SCOPERTE PIÙ INCREDIBILI CHE DIMOSTRANO CHE GESÙ CRISTO È ESISTITO DAVVERO!


 

Dio Si rivela attraverso la Creazione

 


Le Costellazioni


La Volontà divina di Formazione fece sorgere delle Opere che sono visibili per l’occhio umano, per rivelare Sé Stessa nelle Opere della Creazione. La Sua meta è di guidare l’uomo, per fare riconoscere Sé Stesso, per poi conquistare il suo amore e di rivolgerlo a Se Stesso. Quando la Grandezza e Magnificenza di Dio, il Suo Amore, Onnipotenza e Saggezza vengono riconosciuti, anche l’uomo cerca di avvicinarsi all’Essenza più sublime. Senza questa conoscenza però rivolge il suo senso a cose che gli sembrano desiderabili per la vita sulla Terra.

L’uomo porta in sé un amore che può però essere errato, se è per ciò che è temporaneo. Egli tenderà sempre a qualcosa e l’oggetto del suo tendere deve essere divino, qualcosa di spirituale che è perfetto, allora il suo amore è giusto. Dio Stesso è l’Essere Spirito più Perfetto che richiede l’amore più profondo per Essere avvicinato, e per questo Egli Si rivela agli uomini, facendo apparire delle Creazioni davanti ai suoi occhi che testimoniano il Suo Amore, Onnipotenza e Sapienza. E l’uomo deve imparare ad amare Dio nell’osservare attentamente la Sua Creazione. Deve percepire l’Amore di Dio Che ha assegnato ad ogni Opera di Creazione la propria destinazione, ed egli deve sprofondare in riverenza nei confronti della Sua Grandezza ed Insuperabilità. Il riconoscere l’eterna Divinità ha inevitabilmente per conseguenza l’amore per Lui, e l’uomo tende coscientemente verso Dio, egli cerca di entrare in unione con Lui, porta sé stesso come Sua creatura al suo Procreatore per rimanere in unione con Lui, perché Lo ama. L’amore per Dio è la Forza di spinta del fervente tendenza, senza amore l’uomo appartiene al mondo, perché questo possiede il suo amore sbagliato. 

Per poter amare Dio, Egli però deve Essere riconosciuto, e Dio Stesso aiuta gli uomini ad imparare a riconoscerLo. Egli Si mostra loro nella Sua Grandezza e Potenza, nelle Sue Creazioni Egli E’ vicino agli uomini da poterLo toccare, perché tutto ciò che è sorto dalla Sua Volontà, è nella sua sostanza Forza primordiale spirituale, cioè deflusso di ciò che E’ Egli Stesso, il Centro di Forza, una Fonte inesauribile della Forza d’Amore. Dio E’ l’eterno Amore Stesso, Egli E’ la Forza e quindi presente in ogni Sua Opera di Creazione, cosa che diventa comprensibile per l’uomo, quando ha riconosciuto Iddio, quando è penetrato nell’Essere dell’Amore mediante il proprio agire d’amore. Quando ha raggiunto questo gradino di conoscenza di afferrare l’Essere e la Forza dell’Amore, allora non cerca più Dio in lontananza, ma Egli E’vicino a lui in ogni Opera di Creazione, ed il suo amore per Lui cresce costantemente e lo fa continuamente maturare nella conoscenza. 

Ed ogni uomo può giungere alla conoscenza dell’eterna Divinità nella seria osservazione delle Sue Opere e seria Volontà, a penetrare in una Regione a lui altrimenti serrata, l’Agire e Regnare di Dio nell’Universo. Dio calma la sete di sapere dell’uomo che cerca di sondarLo nel desiderio della Verità e nel tendere alla conoscenza. Perché Egli vuole Essere riconosciuto, Egli vuole rivelarSi agli uomini affinché possano mettersi in contatto con Lui; Egli vuole Essere amato dalle Sue creature, e per questo Si fa conoscere come Egli Stesso E’ un Essere pieno d’Amore, Che E’ nella più sublime Perfezione e Che può rivendicare a pieno diritto l’amore delle Sue creature. Ma non vuole costringere gli uomini all’amore, e perciò ognuno è libero di far parlare a sé la divina Creazione oppure passare oltre con indifferenza. 

Dio è sempre vicino agli uomini nelle Sue Opere, ma percepibile soltanto per coloro che cercano di riconoscerLo e perciò donano a tutte le cose intorno a loro la piena attenzione. Questi Lo percepiranno e s’infiammeranno d’amore per Lui, cercheranno di sondarLo, lasceranno volare i loro pensieri nell’Infinito e porranno delle domande che vengono risposte da parte spirituale, e giungeranno alla conoscenza la cui conseguenza è un tendere alla Perfezione, per potersi avvicinare all’Essere più sublime e perfetto, perché l’uomo sente che questa è la meta finale della sua vita terrena, che si unisca a Dio, dalla Cui Forza è proceduto una volta. 

Amen

13. agosto 1945

L' APOSTOLATO DEL SACR0 CUORE DI GESÙ

 


III. Conseguenze pratiche a dedursi da questa sicurezza. –O buon Signore, fate, Ve ne supplico, penetrare colla vostra grazia fino al fondo del mio cuore questa consolante sicurezza, e risovvenirmene ogni qualvolta la tentazione mi starà di fronte. Oh se questo pensiero mi fosse presente sempre, quale van taggio per me, e quanto più facilmente riuScirei vincitore ! In cambio di lasciarmi andare ad una vergognosa paura e gittar l'armi, farei come la sentinella, che sapendosi sostenuta da valoroso esercito, all'approssimar del nemico leva il grido d'allarme, sicura che il capitano, più sollecito di tutti a respinger l'attacco, non indugerà un momento ad inviare soccorso. In tal guisa, o Dio mio, rammenterò io pure in faccia dei nemici visibili ed invisibili, che non sono solo, ed il rischio è più vostro che mio; perchè a riguardo vostro unicamente tentano quelli di nuocermi. Io vi chiamerò in aiuto, colla certezza che Voi mi darete grazia proporzionata alla veemenza della tentazione. 

La quale fiducia deve accompagnarmi fin chè duri la pugna, e quanto gli assalti saran più violenti, più ripetuti i colpi, più feroci i nemici, tanto più crescerà in me l'allegrezza ed il coraggio, perchè nella forza degli assalti sta la misura del premio che me ne deve di certo provenire. Coll'aiuto del vostro Spirito che è in me, mi troverò senza paragone più forte di tutti i nemici insiem collegati contro di me; ricorderò a voi ch'io sono dei vostri membri, nè voi potete permettere in me ferita che non sia vostra, e quanto più diffiderò della mia fiacchezza, tanto più mi affiderò alla forza onnipotente del vostro amore. Per la virtù salutare di questi due sentimenti congiunti in uno, mi sentirò avvalorato e fisso in una serenità imperturbabile; sempre vigilante, perchè ogni momento la mia debolezza mi può far cadere; sempre tranquillo, perchè sicuro di aver voi a lato per sostenermi; temerò molto di me, pochissimo de' miei nemici, considerando il dragone infernale come un trastullo da voi lasciato a'vostri figliuoli per esercizio di loro forze, Draco iste quem for masti ad illudendum ei (Ps. CIII, 26); e gli uomini suoi satelliti come schiavi costretti da voi a servirmi, a loro insaputa ed a dispetto di ogni loro resistenza in contrario. Pertanto io procederò tranquillo di mezzo alle schiere armate a mia rovina, ridendomi delle loro minacce, nè sarò mai più allegro di quando esse, col pieno sfogo del loro odio, penseranno avermi del tutto conquiso; perchè allora mi avranno assicurato il pieno acquisto della beatitudine che dice: Beati voi, quando gli uomini vi avranno vituperati e perseguitati, dicendo il male e peggio di voi, per mia cagione; godete allora ed esultate, perchè la vostra ricompensa è copiosa su in cielo (MAT. V, 11, 12).

ENRICO RAMIÈRE S. J.


Signore Gesù, grazie

 


Signore Gesù, grazie perché ci fai contemplare il Tuo Volto Santo, rivelazione dell'infinito Amore, e tenerezza di Dio per noi.

Fa' che sotto il Tuo sguardo ci sentiamo raggiunti dall'Amore che perdona, e sentiamo sciogliersi in noi le barriere della solitudine, della paura e della fatica di perdonare e di amare.

Tu che ci guardi con occhi di misericordia, attenti alla nostra povertà ed al nostro dolore, rendici capaci di riconoscere il Tuo Volto negli altri, specialmente nei più soli, abbandonati e disperati dei nostri fratelli, e fa' che sappiamo amarli con l'amore attento, concreto, umile e gioioso, che da Te solo viene.

Illumina il Tuo Volto su di noi, o Signore, e saremo salvi!

Fa' risplendere la Tua faccia in mezzo a noi, e dona alla Tua Chiesa e al mondo la giustizia e la pace. Amen! Alleluia!


…non c’è più tempo, il Male si è preso molti figli, ma Io li riprenderò in Me.

 


Carbonia 06.04.2026

Eccomi a te, Mio amato fiore, il tuo Dio ti benedice, benedice tua figlia e tutti i Suoi.

Amati figli, Io sono il vostro Dio Creatore, il vostro unico Bene. Io sono l’Alfa e l’Omega, con tutto il Mio amore vengo a prendervi in Me.

Siano allontanate le tenebre!

La Luce imperi su questa Umanità.

In questo tempo di dura prova provvederò a voi, amati figli, vi donerò di Me e vi condurrò dove latte e miele scorrono.

Amati figli, alzate i vostri cuori a Me, presto Mi vedrete. Ecco, il Verbo si fa carne in mezzo a voi, Lo vedrete e vi prostrerete a Lui, donerete la vostra vita a Lui!

Presto vedrete compiersi il Mio disegno in voi, il Colle sarà meta di pellegrinaggi. Tutto ciò che sarà donato per l’Opera andrà a beneficio dei figli di Dio. La vostra vita cambia, figlie Mie, non abbiate dubbi, il Santo è per donarvi di Sé. Lasciate andare ciò che non è più possibile recuperare, allontanatevi da coloro che non credono, che non intendono convertirsi, non c’è più tempo, il Male si è preso molti figli, ma Io li riprenderò in Me.

Siate uniti tra voi, collaborate per l’Opera di Dio. Sono con voi in questi tempi ultimi e con voi realizzerò la Mia Opera di salvezza.

Confessatevi sovente, prostrati davanti al Crocifisso chiedetemi perdono con cuore contrito e fate la comunione spirituale più volte al giorno. Vi amo. Vi benedico.

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


VITA SPIRITUALE 

Le suore Orsoline 

Dalla cronaca redatta dalle Suore Orsoline del collegio di  Bergamo, dove si trovava Adelaide, si possono cogliere aspetti  interessanti della spiritualità della bambina. Per esempio, Adelaide accetta volentieri i piccoli sacrifici, quando le si dice che  giovano alla conversione dei peccatori. 

Parlando con suor Ludgarda dice: "Quando sarò grande  mi farò suora per pregare giorno e notte per i peccatori; ma non  da sola, prenderò con me anche altri". 

Mentre si prepara a ricevere il sacramento della Riconciliazione, si commuove dinanzi all'immagine dell' "Ecce Homo"  e mostra viva compassione di quel volto rigato di sangue. 

A suor Michelina che le ricorda che Gesù distruggerà i suoi peccati, risponde: 

- Lo so, io, che sotto la veste del prete c'è il Signore.  Dopo la confessione, ritorna dalle sue compagne, felice per avere l'anima bella. 

La sera del 28 maggio, giorno della sua prima comunione,  Adelaide, tornata dopo l'apparizione nel collegio di Bergamo,  prima di andare a coricarsi, va a salutare Gesù in chiesa, e poi in  dormitorio dice a suor Ludgarda: 

 Domani mattina io dormo; poi salto fuori e vado in  chiesa a far la comunione (v. L. Cortesi: Storia dei fatti di Ghiaie,  o.c. p. 147). 

Da quel giorno Adelaide riceverà sempre Gesù. 


Don Andrea Spada 

Don A. Spada, direttore dell'Eco di Bergamo, va a Gandino  (Bergamo), nel convento delle Suore Orsoline, dove si trova  ospite Adelaide. 

Racconta la sua visita nel quotidiano cattolico (27, 28-29  giugno 1944), e ci offre una testimonianza di particolare valore  sulla vita spirituale della veggente. 

Nell'articolo dal titolo: Un paio d'ore in convento con la bimba delle Ghiaie, don A. Spada, tra l'altro scrive: 

"Pensiamo di interrogare almeno la suora che ha cura  della bambina...È laureata e sta trascorrendo quassù a Gandino  le sue vacanze... 

Mi dica, suora, Adelaide prega molto? 

 Si , prega volentieri e spesso. 

Per chi, specialmente? 

Per gli ammalati e per i peccatori. 

E con particolare devozione? 

Così, come tutte le bambine della sua età. Dice volentieri il Rosario e lo vuole intonare lei... 

- Lei trova assolutamente sincera la bambina? 

 Ho osservato attentamente e particolarmente questo lato del  suo carattere: non mi è capitato una volta sola di vederla cadere in  una sola bugia, anche piccola. È sincera, direi perfino poco educata nella sua assoluta sincerità. Quello che sa lo dice, senza tante  cerimonie...". 

Don A. Spada finalmente può incontrare Adelaide e le rivolge  domande sul modo di pregare delle suore e sulla necessità della  preghiera e della penitenza per ottenere la pace. 

Egli riceve dalla bambina una risposta che manifesta, come  ho già scritto, una maturità spirituale, che trova nel fatto soprannaturale  dell'apparizione la sua prima causa. 

Don A. Spada riferisce poi il dialogo sulle apparizioni, tra la suora che ha cura della bambina e la stessa Adelaide. 

Egli scrive: 

"Piano piano Adelaide racconta alla suora quello che  avrebbe visto. Conoscevamo già, conoscono ormai tutti sostanzialmente  quello che la bambina ha detto. Ma due cose ci colpiscono  profondamente in quel colloquio confidenziale e del tutto spontaneo:  l'assoluta rispondenza con quello che già via via la bambina aveva  altra volta raccontato; e poi il tono, la semplicità, la naturalezza.  Una bambina che avesse raccontato una passeggiata, un colloquio  con la maestra o qualcosa del genere non sarebbe potuta essere più  semplice di Adelaide in quel momento. 

Pensiamo di entrare in discorso: 

 Senti, Adelaide, è vero che coglievi fiori di sambuco, lungo 

la siepe? Sono così brutti i fiori di sambuco! 

 No, a me piacciono e poi ho preso anche margherite. 

 Le hai portate alla immagine della Madonna sulla scala della 

tua casa? 

 Sì. 

 Ho saputo che ti piacciono le operine. Una volta sei andata al tuo paese e sul palco parlava la Madonna. 

 Va là, - e scoppia a ridere — quella era la Bepa! Adelaide  continua a ridere a scrosci e ci racconta chi fosse questa Bepa delle  Ghiaie... 

La suora ci conferma... che la bambina è di una intelligenza normale, ordinaria né più né meno. Fantasia tranquilla,  come qualsiasi altra bambina di campagna della sua età. 

Nella cartella ci vien fatto di scorgere una lettera indirizzata ad Adelaide. Quella è di una sua compagna delle Ghiaie. 

 Scrivono alla bambina? 

 Scrivono? È un diluvio di lettere al giorno, tra quelle che  arrivano alle Ghiaie e quelle che arrivano qui a Gandino.  Mamme, ammalati, gente disperata, sofferenze strazianti; si  confidano al piccolo cuore della bambina. Certe lettere non si  possono leggere; spezzano il cuore. La bambina, naturalmente,  non vede queste lettere. Abbiamo ricevuto, anzi, disposizione di  non fargliele vedere. Ma sa che c'è tanta gente che chiede la sua  preghiera ed essa ricorda tutti affettuosamente nel suo Rosario". 

Severino Bortolan 

mercoledì 15 aprile 2026

„Io voglio che diventiate beati...“

 


Le Beatitudini


Io voglio che diventiate beati. La Mia meta non è la beatitudine terrena, perché la vita terrena è soltanto breve, misurato all’Eternità. Ma vi deve essere destinata una eterna Vita nella Beatitudine e questa Vita eterna deve essere il premio per vostra conferma sulla Terra. Sulla Terra non vi deve sembrare più niente desiderabile, il vostro sguardo deve essere rivolto alla Vita dopo la morte, e se potete rinunciare a tutto a cuore leggero, siete maturi per l’Eternità.

Il cuore deve poter staccarsi dal terreno, non per costrizione, ma dovete poter sacrificare liberamente ciò che vi è caro sulla Terra, dovete aspirare con tutto il cuore e con tutta l’anima ciò che appartiene al Regno spirituale, a dei beni che vi vengono negati dal mondo terreno, che nessuno vi può offrire che Io Solo, e che Io vi offro, perché vi voglio rendere beati. Imparate a stimare i beni spirituali e disdegnare i beni terreni, e siatene certi che vi lascio pervenire dei beni terreni di ciò che avete bisogno, per poter esaudire il vostro compito terreno. Datevi totalmente a Me, ed Io provvederò a voi in ogni modo, terreno e spirituale, e non vi lascerò languire, ma per diventare beati, la vostra anima necessita dapprima di Cibo spirituale, che le assicura la Vita nell’Eternità. 

Voi uomini mettete al primo posto i bisogni terreni e credete di non poter sussistere senza ultratimorosa preoccupazione. Ma Io so che vi manca molto di più il provvedimento spirituale, e voi stessi dovete aspirare a questo, perché non posso costringervi ad accettarlo per via della libera volontà. Cibi e bevande terreni mantengono il vostro corpo soltanto per breve tempo, e non possono mai prolungarvi la vita terrena, quando Io vi richiamo dalla Terra. Ma il Nutrimento spirituale vi assicura una Vita eterna. E quello che avete una volta ricevuto come Nutrimento spirituale, non passerà mai più, non diventerà mai inutile; lo portate con voi nell’Eternità e su questo edificate la vostra vita. 

Per poter vivere eternamente nella Beatitudine, dovete anche eseguire un’attività che rende felice e perciò avete bisogno di un capitale con il quale potete lavorare, che potete distribuire ai bisognosi, avete bisogno di una ricchezza spirituale che non si diminuisce, ma che aumenta costantemente, più ne date. Ed Io vi voglio dare questa ricchezza spirituale, affinché diventiate eternamente beati. Ma lo potete accogliere solamente, quando siete di cuore totalmente vuoto, dove i Miei Tesori possono espandersi, perché i tesori spirituali non vanno d’accordo con i tesori terreni, un cuore non può ospitare ambedue, e sta a voi liberamente, per quali beni volete tenere libero il vostro cuore.

Se Io vi voglio ora amare e rendervi beati, devo anche come saggio Padre consigliare ed aiutare i Miei figli, a pulire la loro cameretta del cuore da un bene inutile, che respinge i veri tesori e ne rende impossibile la ricezione. E così vi voglio aiutare a staccarvi da ciò che vi offre il mondo, di ciò che il vostro cuore desidera ancora, ma che vi è d’ostacolo per la Vita eterna. E perciò considerate tutti i fallimenti terreni come un mezzo d’Aiuto da Parte Mia, di staccarvi dal mondo e dai suoi beni apparenti, riconoscete in questo la Mia Provvidenza, che è soltanto per la vostra meta finale, di fare di voi degli esseri liberi, oltremodo felici, che nell’Eternità non conoscono più nessun dispiacere e nessuna preoccupazione, ma che sono sempre soltanto beati e vivono, cioè sono ininterrottamente attivi nell’agire nell’amore. Io voglio che diventiate beati, Io voglio potervi provvedere con il Nutrimento spirituale, perché ne avete bisogno per la Vita eterna. 

Amen

20. maggio 1948