mercoledì 11 febbraio 2026

Il buon samaritano delle vittime del demonio

 


Max lotta contro Asmodeo!


 Trovo ancora più efficaci le invocazioni dello Spirito Santo e le unzioni con l’olio: le ripeto per fare soffrire, arrabbiare il demonio e continuo finché si arrende, si acquieta. In un incontro al momento della invocazione dello Spirito Santo, vedo che Asmodeo soffre molto quando alito lo Spirito Santo e invoco la liberazione come la preghiera suggerisce.

Asmodeo si dimena per la sofferenza, e seccato mi grida: “Basta, finiscila, cosa credi di fare?”. Io non lo ascolto, continuo ad alitare lo Spirito Santo sul posseduto. Torna a chiedermi: “Ancora? Ma non hai ancora finito? Cosa credi di fare, credi di riuscire e cacciarmi. Tu non sei capace a far niente, non hai alcuna forza”. “Io no, ma lo Spirito Santo e la Madonna ti bastonano bene. E se non te ne vai, ti mando con le parole che Dio ha usato quando ti ha cacciato dal cielo all’inferno”. Mentre dico questo il demonio soffre molto, non vuole sentire le parole della maledizione di Dio. Volentieri io continuo ad invocare lo Spirito Santo e la Madonna che lo mandino via, lo caccino all’inferno.

Collaboro con un esorcista per completare il nostro incontro di preghiere di liberazione. Aggredisco il demonio con sempre maggiore forza nella speranza che una volta o l’altra con un botto lasci Max, il posseduto. Invoco alcuni fra i maggiori Santi. Particolarmente indicati per gli esorcismi. “Anche quelli vai cercare, mi dice. Ne hai altri da tirar fuori? Di qui io non mi muovo”.

Invito P. Pio ad allontanarlo, di mettere le sue mani piagate sul corpo del posseduto, seguendo l’esempio di altri esorcisti. In quel momento sembra che una mano passi sulla schiena del posseduto, che sia venuto a contatto con qualcuno che lo fa molto soffrire, sembra bruciare. Invoco poi S. Francesco: egualmente reagisce mostrando grave sofferenza. Mi ripete: “Ne hai altri da tirar fuori?”. Torno a ricordargli la maledizione avuta da Dio, minaccio di ripeterla a non finire, ma non la vuol sentire, né vuole andarsene.

Quando lo chiamo con il suo nome, Asmodeo, si ribella e minaccia per due volte di dar fuoco e bruciare tutto. Temendo susciti qualche incendio in chiesa, riduco la lotta.

In un successivo incontro mentre lo aspergo con l’acqua santa, la sua testa sembra roteare a grande velocità. Alla invocazione della Madonna e di particolari santi mostra maggiore reazione ancora. Allora ripeto le invocazioni finché non si acquieta. Di solito ottengo l’effetto.

Negli incontri di preghiera le manifestazioni, con certe preghiere, divengono più forti. Invece nella vita ordinaria avverte una diminuzione del disturbo, ma non in misura soddisfacente.

Sapendo che è particolarmente allergico all’unzione con l’olio degli infermi, in un incontro penso di ripetere più volte l’unzione per vincere sul demonio, perché lasci in pace il posseduto. Invece reagisce ancor più forte, a Max sembra che la testa abbia preso fuoco. Si sbottona la camicia per prendere un po’ d’aria. Mi dice: “Basta, basta, perché non ne posso più”. Era tutto pallido e smarrito. Pensando che sia Max a parlare, smetto; poi risulta essere il suo inquilino.

Finite le unzioni tutto è tornato a posto. Il demonio non parla, ma si fa sentire a suo modo.

Nell’incontro di preghiera successivo gli suggerisco di essere più forte durante l’unzione con l’olio per pestare bene i piedi al demonio e spingerlo ad andarsene.

Ho continuato le unzioni con l’olio degli infermi pur essendo forte la reazione, ma ad un certo momento l’ho visto abbattersi, sconvolto, non sapeva che cosa gli succedesse, gli mancavano le forze. Era incerto se prendere la macchina per ritornare a casa, non si sentiva di guidare in quello stato. Gli suggerii di attendere un po’. Poi riprese lucidità di mente e poté ritornare a casa.

Asmodeo usa delle strategie per impedire gli esorcismi minori che maggiormente lo fanno soffrire, perché non vuole andarsene. Non vuole lasciare Max: sembra essere un osso duro e probabilmente ci vorrà un cammino lungo e faticoso per arrivare alla liberazione!

Anche quando va dall’esorcista incaricato per completare le ultime due preghiere deve affrontare momenti impegnativi. A volte ritorna contento perché il demonio non ha scalpitato e spera che stia per andarsene. Altre volte sostiene forti reazioni e torna scoraggiato perché non vede più tanto vicina la liberazione.

FRATELLO ESORCISTA


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