venerdì 27 marzo 2020

Ogni giorno la provvidenza di Dio sorge prima del Sole.



Santa Caterina da Siena

Santa Caterina da Siena, nella sua opera Il dialogo, ci parla di ciò che le dice Dio Padre della provvidenza divina: “Manifestai la mia provvidenza, in modo generale, per mezzo della legge di Mosè e tramite molti altri santi profeti dell’Antico Testamento... Dopo questi, la mia provvidenza inviò il Verbo, che fu il vostro mediatore tra me, Dio eterno e voi. Lo seguirono gli apostoli, martiri, dottori e confessori, come ti ho detto altre volte. Tutto questo lo fece la mia provvidenza e ti ripeto che, nello stesso modo, provvederà fino alla fine... Do tutto tramite la mia provvidenza: la vita e la morte, la sete, la perdita della posizione sociale, la nudità, il freddo, il caldo, le ingiurie, gli scherni, e le villanie. Permetto che gli uomini facciano tutte queste cose. Non che io sia l’autore del male o della cattiva volontà di quelli che fanno il male... All’uomo, qualche volta, potrà sembrare che la grandine, la tempesta, il fulmine che mando su una creatura, sia una crudeltà, credendo che non abbia badato alla sua salute; ma io l’ho fatto per liberarla dalla morte eterna, anche se penserete il contrario... Tutto quello che faccio lo porto a compimento con la provvidenza, cercando sempre ed unicamente la salvezza dell’uomo...
Io sono la provvidenza suprema che non manca mai né all’anima né al corpo di quelli che confidano in me. Come può sospettare l’uomo di me, che vado a dar da mangiare al verme all’interno di un tronco secco, a pascere gli animali, dar da mangiare ai pesci del mare, a tutti gli animali della terra e agli uccelli dell’aria, che mando il sole sulle piante e la rugiada che imbeve la terra? Come crede che non vada a dare il cibo a lui che è la mia creatura, formata a mia immagine e somiglianza? Tutto è stato creato dalla mia bontà per essergli utile. Per questo, da qualsiasi parte guarderà, spirituale o temporale, non troverà altro che il fuoco e la grandezza del mio amore con la maggiore e più perfetta provvidenza... Infiniti sono i modi della provvidenza che impiego con l’anima peccatrice per toglierla dalla colpa del peccato mortale... E, se volgerà lo sguardo al purgatorio, vi vedrà la mia dolce ed inestimabile provvidenza per quelle povere anime, che perdettero tempo per ignoranza... Ora ti spiegherò qualcosa sui modi che ho di soccorrere i miei servitori che confidano in me... A volte, li purifico con molte tribolazioni perché diano il migliore e più soave frutto (spirituale). Oh, quanto soave e dolce è questo frutto e di quanta utilità per l’anima che soffre senza colpa! Se lei lo capisse, non ci sarebbe nulla che non farebbe con zelo ed allegria pur di soffrire.
Ti ricordi di quell’anima che, arrivando in chiesa con grande desiderio di comunicarsi ed avvicinandosi al sacerdote che era all’altare, lui rispose che non le avrebbe dato la comunione? In lei crebbe il pianto ed il desiderio, e nel sacerdote, quando arrivò all’offertorio del calice, crebbe il rimorso di coscienza. E poiché io lavoravo in quel cuore, il sacerdote lo manifestò, dicendo al chierichetto: - Domandale, se vuole comunicarsi, le darò la comunione. -
Io l’avevo permesso per farla crescere in fedeltà e speranza... Ricordi il tuo glorioso padre Domingo, quando trovandosi i fratelli in necessità, essendo arrivata l’ora e non avendo da mangiare, il mio amato servitore Domingo, confidando nella mia provvidenza, disse: - Figli, mettetevi a tavola.
I fratelli obbedendo al suo ordine, si misero a tavola. Allora, io che soccorro chi confida in me, inviai due angeli con del pane bianchissimo, e così abbondante, che ne ebbero per molti giorni...
Alcune volte, provvedo moltiplicando una piccola quantità, che non sarebbe sufficiente per essi, come sai della dolce vergine Ines (di Montepulciano)... Lei fondò un monastero ed all’inizio vi riunì diciotto ragazze senza nulla, solo con  a mia provvidenza. Una volta, permisi che restassero senza pane per tre giorni, unicamente con delle verdure. Se mi domandi: Perché le trattasti in quel modo, quando mi hai appena detto che mai vieni meno ai tuoi servi che sperano in te e sono bisognosi? Ti risponderei che lo feci e permisi per estasiarle con la mia provvidenza, in modo che, con il miracolo che seguì dopo, avessero il materiale per mettere il loro principio e fondamento nella luce della fede. A chi accadesse qualcosa di simile o altro, sappia che in quella verdura o in altro, mettevo, davo e do una potenzialità per il corpo umano di modo che si senta meglio con essa (e talvolta ciò avviene con nulla) di come stava prima con il pane o altre cose che occorrono per la vita dell’uomo.
Mentre Ines volgeva gli occhi del suo spirito verso di me, con la luce della fede, disse: - Padre e Signore mio, sposo eterno, mi hai fatto tirar fuori queste figlie dalle case dei genitori perché morissero di fame? Provvedi, Signore, alle loro necessità. -
Io stesso facevo in modo che chiedesse. Mi rallegravo, comprovando la sua fede e la umile orazione, e la gradivo. Estesi la mia provvidenza a quello che mi chiedeva ed ispirai una persona a portare cinque panini. Lo manifestai allo spirito di Ines ed ella disse, rivolgendosi alle sorelle: - Andate, figlie mie, alla ruota del convento e prendete il pane. - Le diedi tanto potere nel dividere il pane che tutte si saziarono e ne raccolsero tanto sulla tavola, che ne ebbero per soddisfare con abbondanza la necessità del corpo... Innamorati, figlia, della mia provvidenza”(50). 

Io vengo a voi in questi giorni oscuri per chiedervi di aprire i cuori alla Preghiera della Madre dei Dolori,



La Santissima Madre di Dio vi parla e Cristo, Re dell’Universo, é qui

“Santa Madre di Dio, aiutaci a diventare migliori per poter aiutare Nostro Signore Gesù Cristo in tutto quello che ci comanderà di fare per la Sua Santissima Gloria e per la Salvezza di tutti i nostri fratelli. Amen”.

Maria: “La Madre di Dio é sempre vicino a voi, Figli benedetti del Padre. Io vengo a voi in questi giorni oscuri per chiedervi di aprire i cuori alla Preghiera della Madre dei Dolori, che viene a lenire le pene dei Suoi Figli della Terra. Io vengo a portare sollievo alle vostre grandi sofferenze; ma vengo anche per fortificarvi perché il Cielo ha bisogno di molte Anime che si offrono a Dio.

Dio benedice le Anime che vanno a Lui nella Sofferenza d’Amore, Amore offerto per il Mondo che ha perduto 1’Amore del suo Dio, che rinnega il suo Dio, perché i piaceri del mondo hanno preso tutto il posto nel cuore di alcuni dei Suoi Figli. Io vengo a cercare fra voi, care piccole Anime, molto Amore, molte Preghiere sincere; ogni Anima apra il suo cuore per donare al nostro Padre dei Cieli il meglio di quello che contiene, la Gioia d’amare, la Gioia della condivisione, la Gioia di perdonare.

Oh! Quanto meravigliosi sono i cuori dei Figli che si aprono a Dio, come il fiore che si dischiude sotto la carezza del sole per esalare il suo gradevole profumo.

Sì, il Padre vostro dei Cieli é commosso dalle vostre preghiere, in special modo da quelle che dite con il cuore; esse hanno una forza deliziosa sul Cuore adorabile del Suo divin Figlio, il Mio dolcissimo GESÙ’, che viene a donarvi tutto il Suo Amore per inerpicarvi con Lui sulla Montagna Santa fino alla Santissima Croce Gloriosa.

Dio é Padre. Per ciascuno di voi Egli ha tanti meravigliosi progetti! Ogni Figlio del Padre é benedetto dalla Santissima Trinità.

Lo Spirito di Dio viene a condurvi sulla Via del Figlio.

Lo Spirito di Dio é onnipotente. Al Suo Santo contatto voi comprendete ciò che Dio, oggi, chiede ad ognuno.

Lo Spirito Santo é Luce per il vostro cammino. Egli é il Soccorso é il Padrone dell’impossibile. Miei piccoli, pregateLo con Amore. Riscaldate i vostri cuori con la Sua Presenza. Egli depositerà in voi i Doni necessari che Dio vi affida. Questi Doni sono tutte le Grazie utili che vi abbisognano per superare, ad una ad una, le tappe che percorrerete fino al Regno Eterno di Dio, dove si trova la Santa Grazia di Dio tre volte Santo, Grazia permanente, universale ed infinita.

Dio prepara il Banchetto dell’Agnello senza macchia; e gli invitati al Pranzo di Nozze dell’Agnello già si preparano a ricevere nel loro cuore questo richiamo meraviglioso, che diventa per ciascuno l’Invito Personale, perché ciascuno é amato dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo. Ciascuno é atteso. Il Regno si aprirà per tutti gli Eletti”.

(Poi, senza intervallo, é GESÙ che parla)

Gesù: “Il Signore vi chiede di ascoltare la Sua Voce nel silenzio dei vostri cuori. Dio parla nel silenzio profondo, in quanto GESÙ’ é Presente in chi ardentemente Lo desidera e il Suo adorabile Cuore desidera parlare al cuore che Lo chiama.

La Mia Parola é una presenza lieve e gradevole al vostro cuore: lasciate che si esprima; essa é ineffabile, lieve, dolce da sentire. Arriva come il vento che non si fa annunciare e che, improvvisamente, diventa prorompente da ogni parte.

In questo modo la Mia Parola invade il vostro cuore, il vostro spirito, la vostra Anima, il vostro corpo; essa diventa una Verità ‘vivente’, che vi avvolge fino a penetrarvi intimamente. Allora é impossibile mettere in dubbio la Mia santa Parola, poiché Io sono nella Mia Parola vivente.

GESÙ’ é il Verbo Eterno di Dio ed Egli parla a colui che é innamorato di Dio, a colui che ha scelto di vivere con Dio per essere in Lui. Allora GESÙ diventa in voi il Re che desiderate, colui che dirigerà la vostra vita, perché il Re é Padrone di ciò che Gli appartiene.

Voi avete donato il vostro cuore al Re.

Egli ne ha fatto la Sua Dimora. Egli l’abita interamente. È l’Invitato perché voi Lo desiderate con tutte le vostre forze. È anche l’Ospite che invita con amore il Figlio Suo.

Allora anche voi siete in Lui. Quale dolce Mistero! Voi vivete con il Re che é il Padrone di tutto l’Universo.

Piccole particelle del Regno di Dio, comprendete quello che avete in voi? Voi avete il Regno tutto intero... e non lo sapete ancora!

Perché Io sono il Re dell’Universo,
Io sono il Regno Eterno d’Amore,
Io sono l’Infinito.

E voi accogliete nel vostro cuore
tutto ciò contemporaneamente, quando Mi ricevete.
Come si può misurare una simile grandezza!...

0 Figlia Mia, tu che Mi cerchi, non ti accorgi che Io sono qui, interamente in te dove ho fatto la Mia Dimora?

0 Figlia Mia, non avere alcun timore (”J.N.S.R.”: ‘Avevo posto la domanda a GESÙ per tutti i miei Fratelli’), ognuno di voi Mi può contenere come te. Tu sei felice di saperlo questa sera, in cui il tuo Dio meraviglioso viene a farti visita.

SÌ, gridalo al Mondo intero: potete avere tutto in voi, invitando GESÙ nel vostro cuore, perché GESÙ é Dio; e Dio é la Santa Trinità che viene con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; é Dio che viene con la Sua Santissima Madre che ha unito il Suo Cuore a quello del Figlio Suo per l’Eternità. Il Cuore Addolorato e Immacolato di Maria é unito al divino Sacro Cuore di GESÙ.

Dio é il Regno Eterno. Ti rendi conto di ciò che fai? Tu M’invochi per tutti. In verità, quando un Figlio del Mio Amore Santissimo Me lo chiede con tutto il cuore, alla sua richiesta, Io Mi struggo d’Amore e desidero che tu lo ricordi al mondo intero: Cristo, Re dell’Universo, é per ognuno che desidera invitarLo nel proprio cuore. La ricchezza del mondo intero é ben poco a confronto del Tesoro che in te possiedi. Dillo, affinché tutti si arricchiscano del loro Dio d’Amore.

Figlia Mia, non piangere mai sulle tue sofferenze: esse sono le Mie Perle con le quali tu potrai acquistare il Regno per coloro che ancora non sanno meritarlo. Ma grazie alle vostre sofferenze d’Amore, un giorno Io toccherò tutti questi cuori che voi Mi offrite nelle vostre preghiere e nelle vostre sofferenze d’Amore.

La Santa Croce di GESÙ é la Chiave del Mio Regno.

Ognuno di voi deve amarLa, contemplarLa, benedirLa, abbracciarLa e portarLa: essa vi aprirà il Regno Eterno.

Va’, figlia Mia: ora tu possiedi la Mia Parola di Vita e non te la toglierò mai più perché l’hai meritata per l’amore verso il tuo Dio.

GESÙ’, MARIA, GIUSEPPE ti benedicono e, attraverso te,
benedicono tutti i Figli del Padre che ascolteranno la Mia Parola.

Amen”.

”J. N. S. R.” 22 novembre 1994 

«ESSENDO PICCOLA, PIACQUI ALL'ALTISSIMO». (da un antico ufficio della B. Vergine)



«ESSENDO PICCOLA, PIACQUI ALL'ALTISSIMO». (da un antico ufficio della B. Vergine)

«La Madonna è il modello delle anime interiori.
Tu puoi imitare la Madonna con l'imitare le sue virtù, i suoi esempi, la sua profonda umiltà, la sua perfetta obbedienza, la sua vita nascosta, e facendo con affetto ciò che fai in suo onore.
Maria è stata tanto sublimata in cielo, perchè è stata la creatura più umile, più pura, quella che ha sofferto di più e che ha amato di più.
Vivi della vita della Madonna. Voglio che tu la imiti in tutto, che tu la prenda per modello.
La Madonna ama le anime che fanno ai miei piedi la parte di Maria, più di quelle.che fanno la parte di Marta; benchè ami anche quelle, preferisce le prime, perchè mi tengono più compagnia e la imitano di più.
Godo che tu dica il S. Rosario con la maggior devozione, attenzione e fervore possibile, per onorare mia Madre. Se ricevi tante grazie, le devi anche in parte a questa tua tenera devozione alla Madonna.
Chi onora mia Madre e chi l'ama è da me amato, e chi l'ama di più è da me amato di più, favorito di più, protetto di più. Ricordati sempre che non si può entrare in una casa che passando per la porta: ora, la porta del cielo è la Madonna e la chiave per aprire questa porta è la devozione alla Madonna.
Tu puoi onorare la Madonna soprattutto imitandola nel suo raccoglimento, nella sua vita d'unione con me.
Imitala nel suo silenzio nel mistero dell'Incarnazione: Ella conserva il più assoluto segreto che non svela neppure a San Giuseppe.
Imitala in questo silenzio che durò tutta la vita, circa la grande grazia che aveva di essere Madre di Dio.
Dio comunica nel segreto i suoi favori.
Sempre più, sempre meglio, sempre con amore, sempre con Maria.
«Quando Gesù ha dei disegni particolari su di un'anima per condurla a una  santità non comune, me l'affida e lo (la Madonna) le faccio da Maestra, da Madre, da Guida, da Infermiera. Non la lascio più un momento, come la mamma non toglie gli occhi dal suo bambino quando egli comincia a camminare da sè. Un'anima che diventa così l'oggetto delle mie cure, deve, per quanto può, restarmi unita, pensare spesso a me, invocarmi sovente e soprattutto riposarsi in me per tutto».

Suor Benigna Consolato Ferrero

giovedì 26 marzo 2020

AMAMI COME SEI



 (Gesù parla a un’anima)

“Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo: - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: “Dammi il tuo cuore, amami come sei...”. Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei.., Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore ? non sono io l'Onnipotente ?. E se ml piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: “Gesù ti amo”. Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai ... perché ti ho creato soltanto per l'amore. Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia… Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare… Ma ricordati… amami come sei… Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai… Va…”

QUANDO MENO L'ASPETTi



Sai perché tu commetti tanti peccati e te ne rimani tranquillo? Perché non pensi che da un momento all'altro ti può venire addosso la morte. Di colpo, questo mondo scompare, ed eccoti al tribunale di Dio. In un attimo sei giudicato: o salvo o dannato. La tua eternità dipende da come ti trovi al momento della morte. Bada che si muore una volta sola. Sbagliato una volta, avrai sbagliato per sempre. Non ti trema il cuore a pensarci? Gesù ci ha detto di vigilare, di tenerci pronti. Perché non ci pensi? Tu dici: domani. Ma chi te lo assicura questo domani? Ragionavano così tutti quelli che si sono dannati. Ma questo domani non l'ebbero. E tu vorresti fare la loro fine? Perciò stesso che dici: domani, vuol dire che oggi ami il peccato, che sei ostinato nel peccato. E gli ostinati non muovono Dio a pietà, ma a sdegno. Tu speri nel tempo, ma Dio ti può punire togliendoti il tempo, che è suo! Credi sia facile, in punto di morte, aggiustare tutto in un momento? forse sì, forse no. Ma chi fa una brutta vita, suol fare anche una cattiva morte. Sperare una bella morte, menando una vita di peccato, è presunzione. Iddio ti promette il perdono, ma non ti assicura il tempo di abusare quanto vuoi della sua pazienza.

Atto di offerta di Vittima alla Giustizia e all’Amore



O mio Dio, origine e termine di ogni potenza, di ogni sapienza, di ogni bene, Amore eterno ed increato, Trinità Ss., che Tu sia benedetta ora e sempre, amata e adorata per tutti i secoli dei secoli.

Perché questo amore per Te dilati ed invada tutta la Terra e il Regno di Cristo si instauri in essa portando agli uomini la pace, quella pace che da Te solo viene, perché le anime si volgano a Te, fontana d’acqua viva che sazia tutte le seti e dà la vita eterna, io, benché misera e peccatrice, oso, dall’abisso del mio niente, elevare il mio cuore e la mia vita, tutta me stessa, verso di Te, Trinità beata, ed offrirti questo mio niente come ostia di espiazione e di amore per l’avvento del tuo regno, per il fiorire di questa tua pace, per la redenzione delle anime, di quelli che amo e conosco, di quelle che mi sono care fra tutte per i legami che ad esse mi uniscono, come pure di quelle che mi sono estranee o nemiche.
Possa questo sacrificio che io ti offro, o Dio, attraverso l’intercessione di Maria Ss. e di S. Giuseppe, esservi gradito nella sua piccolezza. È tutto quanto posso darti, e lo dono con gioia per la conversione delle anime, la pace mondiale, la prosperità, tranquillità, pace e ogni altro bene della Patria mia, per il trionfo della Chiesa sui suoi nemici, per il ritorno a Dio di quelle nazioni che ora sono preda di Satana e degli scismi, per la perfezione del Sacerdozio, la salute eterna mia e dei miei genitori e di tutte quelle anime che ho amate, istruite nella tua Legge e indirizzate a Te.
Se io confrontassi i fulgori della tua potenza con la miseria mia, resterei annientata davanti a tanta onnipotenza; se io confrontassi la mia nullità e colpa alla Perfezione tua, dovrei fuggire come un’indegna dal tuo cospetto; ma io mi fido di Te, come a Te piace, e ti do tutta me stessa col mio passato, il mio presente, il mio avvenire, con le mie colpe, i miei sforzi di bene, le mie cadute, coi miei desideri immensi di amore per Te e per le anime. Io penso che Tu sei Amore, Misericordia, Bontà, sei il Padre, il Fratello, lo Sposo delle anime nostre, sei la Carità fatta carne e nessuno respingi dal tuo seno amoroso. Sono dunque certa che ti chinerai pietoso su questa tua piccola schiava per accoglierne l’offerta, udirne la preghiera, acconsentire ai suoi desideri.
Oh! io me ne starò ai tuoi piedi fintanto che a Te piace, attendendo il tuo sorriso che mi dica che la mia offerta ti è gradita, né mi spaventerà l’attesa perché so che essa è una prova che Tu mi dai per provare la mia fede, né mi spaventerà la mia nullità perché io la rivesto dei meriti del mio Diletto che vive in me. E del mio Verbo adorato, del mio Maestro e Redentore, ripeto le parole ineffabili per presentare la mia preghiera a Te, Eterno: “Padre, perdona agli uomini perché non sanno quello che fanno, perdona per i meriti di Cristo, di Maria, dei Martiri e Santi, e se per placare la tua Giustizia offesa sono necessarie nuove ostie di espiazione, eccomi, o Padre, immolami per la pace fra l’uomo e Dio, fra l’uomo e l’uomo, per l’avvento del tuo Regno.

O mio Diletto, il tuo Cuore sanguina, incessantemente ferito da questa marea di colpe che invade la Terra, e la tua sete d’amore cresce ogni dì mentre l’umanità da Te si allontana. Oh! prendimi come ostia consolatrice del tuo amore vilipeso. Vorrei rinnovare quest’offerta ogni qualvolta una colpa ti ferisce ed una nuova offesa viene scagliata contro la Ss. Trinità, vorrei essere innocente e ricca di meriti per poterti consolare di più, vorrei che con me fossero schiere di anime pronte ad offrirsi al tuo amore. Ma sono povera e sola, colpevole io pure. Non mi sgomenta però la mia incapacità, la mia miseria, la mia solitudine; sono come a Te piace, e questo mi basta e mi incoraggia nell’offrirmi a Te. Sei Tu che hai messo nel mio cuore questa sete sempre crescente d’amore e di immolazione, e questo mi dice che Tu vuoi anche me, povera e debole, vero nulla che si perde davanti alla tua immensità.
Conscia di questa mia piccolezza, ti prego di non trattarmi come sposa o sorella. Tu sei il Padrone del Cielo e della Terra, io sono l’atomo di polvere... Tu sei il Re dei re, io l’ultima dei tuoi sudditi. Ma come in una reggia vi sono gli intimi del sovrano che con lui trascorrono i giorni in affinità di affetti, e vi sono pure i servi il cui solo dovere è quello di ubbidire, così io desidero essere considerata da Te come una serva, anzi meno ancora, o mio Diletto. Io voglio essere la schiava il cui solo scopo è di servire con umiltà e fedeltà il suo Signore. Voglio essere il cieco strumento usato per il trionfo dell’Amore misericordioso sulla Terra, l’umile ancella che dà tutta se stessa per la causa del suo Re, la creatura che sta nella polvere ai piedi del tuo trono per coprire col suo povero canto l’urlo blasfemo dei peccatori, per consolare col suo fedele amore il tuo Cuore trafitto, per ottenerti attraverso il suo oscuro sacrificio molte anime. Lo hai detto Tu stesso, Gesù diletto, che il più grande amore è dato da colui che dà la vita per i suoi amici. Ecco, io vengo, mi offro a Te, mio unico perfetto Amico, perché il tuo Regno si stabilisca sulla Terra e nel cuore degli uomini.
Tu hai anche detto: “Quando sarò innalzato trarrò tutti a Me”. Io pure, a tua imitazione, voglio essere innalzata sulla croce del dolore, sulla tua Croce di salute che i più sfuggono con terrore e, crocifissa con Te, per Te, io voglio espiare per coloro che peccano, ubbidirti per coloro che si ribellano, benedirti per coloro che ti maledicono, amarti per coloro che ti odiano, supplicarti per coloro che ti dimenticano, vivere, in una parola, in un atto di amore perfetto, riferendo tutto a Te, vedendo in tutto Te, amando tutto per Te e in Te, accettando tutto da Te, mio Bene infinito.
O mio Diletto, per la croce che ti chiedo, per la vita che ti offro, per l’amore che anelo, rendimi vittima felice del tuo Amore misericordioso. Che io viva in esso e di esso, che io agisca sotto il suo impulso, che ogni mio atto, parola, pensiero, azione, portino il sigillo di questo tuo amore. Sia esso il mio scudo e la mia purificazione, la mia gioia e il mio martirio, sia esso fusione sempre più intima con Te, sino alla fusione ultima in cui l’anima libera voli a ricongiungersi con Te per adorarti e amarti perfettamente per la beata eternità. (Maria Valtorta)


Tratto da: “Quaderni di Maria Valtorta” Q. 101 Ed. CEV.

Insorgete contro tutto quello che non viene da Me!



Dovete convertirvi a Gesù, il Mio unigenito Figlio, regalarGli il vostro SI, altrimenti vi colpiranno i Miei castighi, che vi richiameranno all’ordine, al rispetto e alla carità !

Chi non vive secondo l’ordine divino non è degno di entrare nel Mio Regno Celeste!

Chi non dimostra rispetto a Me e al suo Padre Celeste, chi trascura i Miei Comandamenti, chi sputa addosso a Mio Figlio non conoscerà il Nuovo Regno!

Chi non ama il suo prossimo, lo lascia soffrire, morire di fame e “marcire”vive molto lontano da Me e in questo modo per il diavolo è un gioco facile e gioioso conquistare la sua anima per sè e –perfidamente e divertito- lo getterà nel suo inferno dove egli -con grande godimento e soddisfazione- gli imporrà sempre più sofferenza, tortura e pena e siccome non è MAI soddisfatto, il tormento delle anime catturate diverrà sempre di più e più grande!

Sollevatevi contro tutto quello che non viene da Me, contro ogni cambiamento o modifica delle vostre sacre Messe, dei libri, ecc. e siate fedeli a Gesù! Soltanto attraverso di LUI trovate la strada verso di Me! EGLI È la via, LA LUCE e L’AMORE! Soltanto LUI può donare la Salvezza.

Convertitevi a LUI e non aspettate oltre, perché è giunto il tempo di convertirsi a Me e di ascoltare la Mia Chiamata. I Miei castighi verranno e colpiranno tutti quelli che non sono con Me e con Mio Figlio. Amen.

Il vostro Padre e Creatore Celeste.

Dio, l’Onnipotente. Amen.

GESU’ AL CUORE DELLE MAMME



Oltraggio a pubblico ufficiale... Abbi sempre una grande calma, frenando l'agitazione dei tuoi nervi e comprimendo gli scatti di carattere. L'agitazione dei venti muta in tempesta la brezza purificatrice delle acque, e l'agitazione dei nervi può mutare in maggiore sconvolgimento la purificazione che danno le pene e le contrarietà. L'anima deve meritare soffrendo. Se rifiuta il dolore, non solo non merita, ma accresce i debiti che ha verso Dio; come quando, per una contravvenzione, ci si adira contro l'esattore, lacerando per dispetto la carta monetata. Non solo allora non si paga, ma si aggiunge la condanna per oltraggio a pubblico ufficiale. Sta' dunque calma e soffri con pazienza.

don Dolindo Ruotolo

GIRO DELL’ANIMA NELLA CREAZIONE



La vita di Maria Santissima non fu altro che un girare continuo negli atti della Creazione, sin dal suo immacolato concepimento. (Vol. 15, 8 dic. 1922) Pertanto facciamoci prendere per mano dalla nostra Madre Celeste e da Luisa per girare.
Ci fondiamo nel Santo Divino Volere e portiamo, innanzi alle tre Divine Persone, tutta la Creazione a nome di tutti per dare il contraccambio dei loro doveri e se qualche creatura, in forza del libero arbitrio, sfugge, rifiutando il Ti amo che mettiamo, entriamo nella Umanità di Gesù dove troviamo tutti gli atti come in custodia e, per tutti, possiamo dare il contraccambio d’amore ed il Ti amo (Vol. 16, 29 dic. 1923).
Dio creò l’uomo perché Gli facesse compagnia (Vol. 12, gennaio 24 -1920), per trastullarsi con la creatura, per dividere con lui tutti i suoi contenti. Compagnia non solo a Gesù, ma anche alle sue opere che sono inseparabili da Lui (Vol. 17, 21 maggio 1925) così che la Sua Volontà non si sarebbe sentita più sola nelle cose create, ma avrebbe sentito la compagnia dei nostri atti.
Entrando nelle cose create ne prendiamo il possesso (Vol. 20, ottobre 24, 1926), conoscendole, amandole e imprimendovi il nostro Ti amo. Ogni cosa creata contiene l’Amore di Dio per noi e Lui aspetta il nostro ricambio che costituisce il primo dovere della creatura (Vol. 18, 9 agosto 1925). Possiamo chiedere, in mezzo alle Sue opere ed insieme con esse che venga il Regno della Divina Volontà.
Iniziamo, facendoci tenere per mano da Maria Santissima e da Luisa, dall’atto di Cielo, l’atto del distacco (Vol. 1 – distacco di Luisa da tutte le creature). Il primo atto che Gesù vuole mettere nell’anima di Luisa ed anche dentro di noi, è l’atto di Cielo perché senza il vuoto non si può iniziare a mettere niente. Gesù inizia l’opera Sua nell’anima, la sottrae e la distacca dal mondo esterno (Volume 1 ). Entriamo nella Divina Volontà, riconosciamo questo atto di Cielo, quest’atto di immensità e vuoto assoluto, chiedendo alla Divina Volontà di venire a formare in noi il vuoto ed a togliere gli attaccamenti alle creature, agli affetti umani, alle relazioni disordinate. Contempliamo la Maestà Suprema che con un sol FIAT distese il cielo azzurro (Pio Pellegrinaggio 1° ora) e che dal caos ha portato l’ordine con ogni cosa al suo posto. In quest’atto di Cielo, come poi in tutti gli altri diciamo: “Ti amo, Ti adoro e Ti glorifico: venga il Regno della Tua Volontà sulla Terra!”
Andiamo quindi nelle stelle (dicembre 6 - 1925) e guardando la loro armonia prendiamo, dietro i veli dove è nascosta la Volontà Divina, le loro virtù perché Dio vuole creare nella nostra anima un cielo stellato molto più bello di quello che vediamo all’esterno, un cielo interiore pieno di costellazioni che possiamo moltiplicare all’infinito. Così, ad esempio, il “passaporto celeste” di cui parla Gesù nel volume 3, è costituito dalle stelle dell’umiltà, della rassegnazione e dell’obbedienza che insieme formano una costellazione dell’anima.
Giriamo ancora ed andiamo nella Luna che è presente nel cielo quando tutto è silenzio, quando è notte e prendiamo la sua calma, la sua tranquillità soprattutto quando sentiamo in noi agitazione, mettendo, come sempre, il nostro Ti amo per noi e per tutti. Andiamo poi a prendere le relazioni di amore e di grazie che sono in tutto l’universo (febbraio 10, 1925), in tutti i mondi conosciuti e sconosciuti. Ogni cosa creata è un nutrimento per la nostra anima che dobbiamo andare a prendercelo mettendo sempre il nostro Ti amo, Ti adoro, Ti benedico per noi e per tutti.
Entriamo poi nel Sole che è fonte di vita, di calore, di energia per il nostro pianeta; riconosciamo il bene che da quest’astro deriva a tutti gli abitatori della terra per dare ad ognuno il proprio bacio di luce e d’amore (pio Pellegrinaggio 1° ora) e mettiamo in ogni suo atomo, in ogni raggio che scende verso la terra il nostro ricambio d’amore. Il Sole viene paragonato spesso al Sole della Divina Volontà (Vol. 18, ottobre 1- 1925) che ha il suo centro nell’Umanità di Gesù e chi vive in Essa vive in questo centro. Pertanto più giriamo nella Divina Volontà per ripetere gli atti, tanto più grande si forma la rotondità del globo di luce per illuminare il regno del FIAT (Vol. 20, ottobre 9, 1926). La luce del sole non si divide mai, è sempre compatta e prendendo questo atto riceviamo il principio dei nostri atti da Dio stesso (Vol. 19, maggio 27,1926); il Sole della Divina Volontà forma l’eclisse alla volontà umana( Vol.20, ottobre 13 1926 e Vol. 24, giugno 12 1928)
Scendiamo poi sulla terra e andiamo nell’atmosfera e nel vento. Questo porta la freschezza, il refrigerio a tutte le creature e mentre quello caldo le infiamma del suo amore, quello freddo smorza il fuoco delle passioni (Vol.19, aprile 18 -1926).
Spostiamoci nel mare, nelle acque che camminano sempre e che non si fermano mai, simbolo della purità divina, del mormorio della preghiera (Vol.20, novembre 1- 1926) e mettiamo il nostro Ti amo anche in ogni goccia di pioggia, in ogni fiocco di neve, nelle nuvole e nell’acqua non soltanto allo stato liquido, ma anche solido e gassoso.
Scendiamo ancora sulla superficie della terra la quale, con pazienza indicibile, ci sostiene e resta ferma sotto i nostri piedi (Vol.20, novembre 4,-1926) affinché l’uomo conosca che sotto i suoi piedi c’è una Volontà Divina che non è amata e spesso, dolente, si scuote per farsi conoscere. Entriamo in ogni sua particella fino a giungere al centro della terra ed ivi deporre il nostro cuore, affinché esso, col nostro palpito, ami per tutti, dia amore per tutti, tutti abbracci e con tutti gridi:”Venga il Regno e domini la Tua Volontà!” (Pio Pellegrinaggio 3° ora)
Andiamo ancora in tutto il mondo minerale, nella sabbia e poi sui monti, sui promontori, sulle isole, mondo perfetto in se’ perché compie lo scopo della Creazione, anche se inferiore al vegetale. Una pietra non potrà mai essere una pianta, come una scimmia non potrà mai essere un uomo. Diamo voce a questo mondo minerale e senza vita vegetativa ripetendo il nostro Ti amo.
Spostiamoci poi nel mondo vegetale (Pio Pellegrinaggio 3° ora) e imprimiamo la richiesta del Regno in ogni filo d’erba, nel seme racchiuso nella terra, nelle foglie, nei tronchi degli alberi, nelle foreste, nel profumo dei fiori, nel sapore della frutta.
Entriamo poi nel regno animale ed imprimiamo il nostro Ti amo in tutti i volatili, nel cinguettìo degli uccellini, nei colori delle ali delle farfalle, nelle rondini e nelle aquile e chiediamo il Regno. Facciamo altrettanto per gli abitatori delle acque, dalle balene alle telline, dai delfini alle meduse per spostarci ancora agli animali terrestri, dall’agnellino all’elefante, dal gatto al cavallo, al leone e così via mettendo, per ciascuno, il nostro ricambio d’amore.
Andiamo poi, secondo la nostra immaginazione, nelle albe e nei tramonti, nell’alternarsi delle stagioni, nell’arcobaleno e nelle aurore boreali, nel freddo e nel caldo, chiedendo sempre il Regno. Tenendo sempre la mano di Maria Santissima e di Luisa facciamoci presenti nell’Eden (Vol.23 novembre 10 - 1927) dove un fiume (la Divina Volontà) scorreva e irrigava il giardino (l’uomo) rendendolo fertile (nuova creazione spirituale degli atti divini) e mettiamo il nostro Ti amo nell’atto in cui Dio crea l’uomo, lo guarda, lo ammira ed il Suo Amore palpita forte sino a traboccare (Pio Pellegrinaggio 4° ora). In Adamo eravamo compresi tutti noi e pertanto ripetiamo con lui: “Ti amo, mio Dio e mio Creatore, autore di questa mia vita”.

E ciò che è più penoso per me è che essi sono cuori a me consacrati”



Nelle apparizioni di Paray le Monial, Cristo apparve con il suo cuore cinto da una corona di spine, sormontato da una croce, esponendolo alla venerazione dei credenti cristiani come ‘l’ultimo sforzo del suo amore per la salvezza del mondo’, dicendo, nell’ultima solenne apparizione del 16 giugno 1675:  

“ Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini da non risparmiare nulla, fino ad esaurire e consumare se stesso per testimoniare il suo amore. In contraccambio, io ricevo, dalla maggior parte, solo ingratitudine per la loro irriverenza e sacrilegi, per la freddezza e disprezzo che essi hanno per me nel sacramento del mio amore. E ciò che è più penoso per me è che essi sono cuori a me consacrati”.  
Il Signore, poi, le comandò che si doveva istituire nella chiesa una festa speciale in onore del suo Sacro Cuore.  
“Per questa ragione, io ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini sia dedicato ad una speciale festa in onore del mio Cuore, con la comunione in tale giorno e col fare riparazione per l’indegnità con cui è ricevuto. Ed io prometto che il mio Cuore si dilaterà per riversare abbondantemente le ricchezze del suo amore su quanti gli renderanno questo onore o procureranno che gli sia reso (…). Io ti prometto nell’eccessiva misericordia del mio Cuore, che il mio Amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno per nove primi venerdì del mese, consecutivi, la grazia della penitenza finale, essi non moriranno in mia disgrazia, ma riceveranno i santi Sacramenti ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo”. 

LAMENTI DIVINI PAROLE DI GESU’ AI SUOI SACERDOTI



PRIGIONIERO... SOLITARIO

Schiere di fedeli, sparsi in tutto il mondo, anche se oppressi dal lavoro e dalle quotidiane necessità, sanno trovare ogni giorno un ritaglio di tempo per venire davanti al mio Tabernacolo. Amano intrattenersi con me, parlarmi, confidarmi le loro pene. Ma quanti sono i sacerdoti che, tolto il tempo della celebrazione, amano intrattenersi a colloquio con me, presente nel Santissimo Sacramento? Sono rari! Questo comportamento pensate che vi faccia onore, o miei consacrati?
Voi non trovate ostacoli quando delle persone a voi care sono ammalate. In questo caso trovate il tempo, perché sentite il dovere e la gioia di visitarle. Lasciate tutto e affrontate anche dei sacrifici quando un vostro caro ammalato è in qualche ospedale lontano.
E il vostro Dio nel Tabernacolo non è un Ammalato di Amore, un Divino Mendicante che chiede e richiede un po' di sollievo? Non è un Uomo-Dio sofferente, che geme e va in cerca di chi sappia condividere il suo Mistero di Amore?
Se tutti i sacerdoti comprendessero questo linguaggio, come sarebbe trasformata la loro vita! ... E se non lo comprendete voi, chi dovrebbe comprenderlo?
Faccio un invito ai miei sacerdoti fedeli.
Fate tutto il possibile per procurarmi anime ferventi ed assidue, che ogni giovedì della settimana, verso le 20, giorno memorando dell'istituzione dell'Eucaristia, abbiano un pensiero per me e si trattengano amorosamente, anche per pochi istanti, per ringraziarmi, per riparare e per ricambiare il mio ardente Amore, che in quell'ora si è voluto annientare e nascondere misteriosamente sotto le apparenze del Pane e del Vino per essere vostro cibo e sostegno.
Ancora un invito.
Desidero le "Lampade viventi" attorno al mio Tabernacolo, cioè cuori palpitanti di amore che, a turno, facciano ogni giovedì un'ora di adorazione, per riparare tanti oltraggi, sacrilegi e dimenticanze che continuamente ricevo dalla maggior parte delle anime, specie da quelle consacrate. Chi mi ama troverà il tempo. Il mio sguardo si poserà benevolo su queste "Lampade viventi" e su quei sacerdoti che si faranno promotori di tanto bene.

Don Enzo Boninsegna

Un bruciante commento sul documento di Abu Dhabi


ATTO DI RIPARAZIONE AL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ



Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblìo, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi prostrati dinanzi ai tuoi altari intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore.

Ricordando però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che errando lontano dalla via della salute, o ricusano di seguire Te come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.

E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro Te e i tuoi Santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi ond’è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da Te fondata.

Oh! potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto, come riparazione dell’onore divino conculcato, noi Ti presentiamo — accompagnandola con le espiazioni della Vergine Tua Madre, di tutti i Santi e delle anime pie — quella soddisfazione che Tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica specialmente della carità, e d’impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di Te, e di attrarre quanti più potremo al tuo sèguito. Accogli, Te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della Beata Vergine Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua ubbidienza e nel tuo servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

SCRIVE IL MIO DITO LA STORIA DI QUESTA UMANITÀ INCALLITA NEL PECCATO.



Scrivi o mia dolce ancella, scrivi ai miei figli, di loro che Gesù li ama infinitamente e brama abbracciarli al Suo Sacro Cuore.
Scorre veloce la vita sulla Terra ma l’uomo non si ferma mai a riflettere, …non ha tempo per la riflessione!
Scrive il mio Dito la storia di questa Umanità incallita nel peccato.
Scrive il mio Dito una storia nuova per i fedeli a Dio!
Ora si manifesterà sulla Terra una grande catastrofe,  l’uomo non si è voluto convertire al suo Dio Creatore, ha scelto la via più facile da seguire: …quella della perdizione eterna.  Satana da buon burattinaio muove i suoi fili, muove le anime degli stolti.
Oh uomini, perché non aprite il vostro cuore a Me?
Perché non fate discernimento in questo tempo di dolore?
Perché vi ostinate a cercare le cose che non Mi appartengono?
Vivete nel tempo dei flagelli, o uomini, state per essere travolti da una grande sciagura e ancora andate spavaldi, non porgete attenzione a tutto quello che vi muove attorno, siete ancora convinti che la scienza farà i suoi miracoli.
Poveri illusi, Io non interverrò ad istruire le menti degli uomini,
perché si sono messi al di sopra del loro Dio.
Povere creature, vi siete riempiti di gloria, ma ora, cosa farete
quando vedrete la fine che avanza sotto i vostri occhi?
Sarete capaci di sollevare il vostro cuore al vostro Creatore
 e riconoscerLo quale Unico e Vero Dio!
Saprete prostrarvi a Lui chiedendo il suo perdono per tutti i
vostri peccati?
Oh uomini, siete divenuti schiavi di Satana, il vostro cibo è in lui e in lui morirete.
Abbiate pietà di voi stessi, arrendetevi a Me ora, prima che la notte si faccia buia e il freddo vi avvolga.
Sono un Dio Misericordioso ma sopratutto Giusto, amo infinitamente il mio popolo e voglio salvarlo ma non trovo risposta ai miei appelli di conversione.
Attenti o uomini, siete ormai alla fine, il mondo verrà capovolto, …tutto ricomincerà da capo.
Fate in fretta la vostra scelta: …o con Me o con Satana! Decidete nel vostro libero arbitrio se vive o morire.
Amen!
Carbonia 23.03.2020

LA VERGINE MARIA negli scritti di Luisa Piccarreta



Tutte le pene mortali di Gesù e di Maria, di Lui in Lei e di Lei in Lui, per amore a noi 

“…Ah, figlia mia, il tuo stato penoso lo sento nel mio Cuore. Sento ripetermi la corrente del dolore  che passava tra Me e la mia Mamma. Lei era crocifissa per le mie pene, Io ero crocifisso per le sue; ma  la causa di tutto ciò chi era? L’amore delle anime. Per amore di esse, la mia cara Mamma tollerava tutte  le mie pene e fin la mia morte, ed Io, per amore delle anime, tolleravo tutte le sue pene, fino a privarla di Me. Oh, quanto costò al mio e al suo amore materno privare di Me la mia inseparabile Mamma! Ma  l’amore delle anime trionfò di tutto…” (12°, 15-4-1920) 

INTERVISTE COL MALIGNO



NONO INCONTRO: UN PIANTO SENZA FINE 

L'occasione più unica che rara di incontrarmi con siffatto interlocutore mi fece nascere  la curiosità di conoscere sempre qualcosa di più su quel personaggio. Nei precedenti  incontri avevamo parlato di varie cose, ma molte di queste gliele avevo strappate con  forza, ricorrendo sempre all'intervento onnipotente di Colei che lo obbligava a  rispondermi. 
In quei giorni stava circolando un certo film gravemente offensivo per la figura di Gesù.  Neanche durante la sua vita terrena e nemmeno nelle ore della Passione, quando fu  abbandonato al "potere delle tenebre", cioè al potere di Satana, furono inventate accuse  così nefande contro la sua vita purissima. Pensai allora che forse proprio questo film  avesse indotto l'Immacolata Madre di Dio a costringere l'infame Maligno a gettare la  maschera. 
Non era così facile preparare un serie di domande e provocarne la risposta. Un giorno,  però, dopo aver molto pregato, al primo sentore della sua presenza, provai a  comportarmi con lui da giudice inquisitore. 
Con questo intento, prima che egli cominciasse con i suoi discorsi, gli posi a bruciapelo  questa domanda: "Che cosa pensi di coloro che sono o sembrano molto intelligenti e  tuttavia negano l'esistenza di Dio e quella di voi angeli ribelli?". 
Con mia grande sorpresa rispose: "Sono soltanto degli insensati". Lo incalzai allora con  un'altra domanda: "E che dici di quelli che negano l'ossequio a Dio non piegando la loro  volontà? 
Capì che alludevo specialmente al fatto della loro ribellione demoniaca e rispose:  "Abbiamo voluto rivendicare la nostra libertà da lui". 
- "Spiegami che cosa significa questo! Esseri come voi, che dinanzi a Lui siete niente,  che cosa speravate di ottenere con questa ribellione?" Invece di rispondere, lo sentii  mugolare come una bestia crudelmente ferita. Mi fece chiaramente capire di non  insistere su questo argomento. Capii che la sua risposta non poteva essere che  tragicamente negativa e comportava una tortura che si rifiutava di manifestare. 
Pensando poi alle sofferenze che infligge a tante povere creature, anche innocentissime,  delle quali talvolta prende possesso, gli chiesi: "Come osi fare questo con anime che  sono tempio di Dio, tabernacoli di Cristo, dimora della SS. Trinità?... Sono esseri che  Dio ha creati per Sé e abitando in essi diventa come una cosa sola con loro... Come puoi  fare questo?". 
Rispose prontamente: "Tu ti impietosisci dinanzi ai tormenti che infliggo a questi esseri;  ma non pensi a quello che soffro io... E nell'atto stesso che tormento queste creature". 
- "Quale soddisfazione ne ricavi?" 
- "Te l'ho già detto: nessuna!... Non guadagnamo nulla nell'infliggere del male. Noi ci  troviamo come su una sabbia cedevolissima: più operiamo il male, più vi affondiamo." 
- "Allora smetti di tormentare queste povere creature e vattene nella tua dimora... visto  che anche a te Dio ha provveduto una dimora." 
- "Non è lui che ce l'ha data; ce la siamo fatta noi stessi!..." 
- "Hai ragione. Dio, nella sua bontà, creandoti non poteva volere per te una simile  dimora. Dici bene che ve la siete fatta voi stessi. E' per colpa vostra che siete diventati  bersaglio dell'ira e della giustizia di Dio. Così, mentre per tutta l'eternità noi loderemo la  sua misericordia, con lo stesso 'osanna' canteremo la sua giustizia contro di voi!" 
- "Quanto sei sadico!". Fu una risposta immensamente rivelatrice che mi freddò,  lasciandomi profondamente pensoso. 
Quale dev'essere stata la malizia del peccato di questi angeli, se Dio, che è così  infinitamente buono, li ha colpiti con tanta giustizia! 
A questo punto pensai di ritornare sulla domanda dei rapporti con cui demòni e dannati  stanno tra loro nell'inferno: si conoscono?, si parlano come facciamo noi?, si fanno  compagnia?... 
Anche questa risposta fu tremenda: "Ognuno di noi è un solitario... Tutto e solo  concentrato nell'amarezza della prorpia dannazione... In un pianto senza fine... Ognuno è  col suo inferno... è il suo inferno, per l'eternità!" 
Ripeteva così la risposta già datami in precedenza; poi, con un urlo disperato,... svanì. 

P. Domenico Mondrone S. J.