sabato 26 agosto 2023

Se vi si dice in continuazione che "Dio vi ama", non si insiste nel dirvi che amare Dio significa osservare i suoi Comandamenti e dargli gloria nel vostro corpo, tempio dello Spirito Santo.

 


Un respiro che passa...


8 AGOSTO 2023

Cari giovani che siete venuti alla Giornata Mondiale della Gioventù, come vostro Signore e vostro Dio, proprio Colui in cui dite di credere e che vi siete riuniti per adorare e pregare, è a voi che desidero rivolgere questo messaggio.

Il mondo di oggi, miei piccoli, è diverso da quello dei vostri padri. Gli ultimi decenni hanno visto una serie di sconvolgimenti nel campo della scienza, della tecnologia, dell'informazione, della comunicazione, dell'educazione, della morale, ecc. e le società sono cambiate. Come giovani cristiani che sono stati costretti a evolversi con altri giovani (1), è proprio del modo in cui vorrei che viveste la vostra fede che vorrei parlarvi.

Vivete in un campo in cui il buon grano e la zizzania crescono insieme - in modo anarchico e abbondante (cfr. Mt 13, 24-30), e tutto ciò che dovete fare è allungare la mano e afferrare l'uno o l'altra allo stesso modo. Tuttavia, poiché non sempre siete stati chiaramente avvertiti della tossicità della zizzania, molti di voi non hanno il discernimento necessario per distinguere tra loro e per giudicare ciò che può essere benefico o dannoso per voi.

Senza dubbio sarebbe stato opportuno, durante questa GMG, che specialisti imparziali, le cui menti non sono inquinate dalle ideologie corrotte del nostro tempo, fornissero a tutti voi un quadro obiettivo dei pericoli e delle insidie che probabilmente incontrerete nel mondo, dove leggi inique e immorali mirano, in nome di una falsa libertà, a farvi sentire meno colpevoli del peccato e a incitarvi - a volte direttamente, a volte subdolamente - a commettere il male.

Il problema, cari figli, è che oltre ai pericoli della Rete e del mondo virtuale, ci sono anche le tentazioni della carne contro le quali dovete essere messi in guardia. Ora, alcuni di voi hanno poca idea della morale cristiana, anche se affermano di essere - a volte a gran voce - membri della mia Chiesa cattolica. Quindi, se volete diventare veri membri di questa Chiesa, che è il mio Corpo Mistico, ed essere fedeli alla fede che essa confessa, non dovete accontentarvi di sentimenti personali senza solide fondamenta, dove le emozioni hanno la precedenza sull'autocontrollo e le opinioni fantasiose sulla sana dottrina. E, perché lo sappiate, non sono i momenti di esaltazione generale come quelli che avete appena fugacemente sperimentato che possono costituire queste fondamenta, perché se vi si dice in continuazione che "Dio vi ama", non si insiste nel dirvi che amare Dio significa osservare i suoi Comandamenti (cfr. Gv 14,15) e dargli gloria nel vostro corpo, tempio dello Spirito Santo (cfr. 1 Cor 6,19-20).

Senza dubbio sarebbe stato bene, durante queste GMG, se vi avessero insegnato, durante le conferenze plenarie, i mezzi per vivere e mantenere la vostra fede in modo oggettivo. Per esempio, oltre ai rudimenti di catechesi che avete ricevuto per prepararvi alla Prima Comunione o alla Cresima, avreste dovuto essere sollecitati a fare qualche lettura spirituale di provata ortodossia. Per questo vi invito a nutrirvi regolarmente della Sacra Scrittura - soprattutto del Nuovo Testamento - e del Catechismo della Chiesa Cattolica. Vi incoraggio anche a leggere gli scritti dei Padri della Chiesa, dei suoi dottori e dei suoi santi che, ognuno a modo suo, ognuno secondo le sue capacità, mi hanno imitato con i loro meriti e le loro virtù quando erano su questa terra. Avete bisogno di modelli concreti e accattivanti, capaci di risvegliare in voi il desiderio di vivere una santità esigente ma gioiosa e appagante.

Vorrei che voi, cari figli, foste giovani sani, solidi ed equilibrati; giovani la cui fede, regolarmente fecondata, sia resa incrollabile e indistruttibile in mezzo a un mondo materialista ed edonista, dove l'essere umano vulnerabile si lascia facilmente trasportare dalla concupiscenza, ma anche dalla gnosi e dalle cosiddette "sensibilità spirituali" che, per quanto seducenti, sono puramente e semplicemente superstizione, persino eresia. Così è stato, piccoli miei, fin dai primi tempi della mia Chiesa, quando mio figlio Ireneo di Lione analizzò e denunciò le varie correnti dissidenti che già attiravano molti seguaci allontanando dalla vera fede molte persone che avevano poca conoscenza dei dogmi che venivano formulati. Per questo vi imploro di costruire la vostra fede sulla roccia (cfr. Mt 7,24-27). Questa roccia è il mio Vangelo e l'insegnamento della mia Chiesa cattolica, come indicato nel suo attuale Catechismo. Dovete sforzarvi di metterli in pratica, lasciandovi alle spalle gli errori del passato, per essere irreprensibili in mezzo a una generazione storta e perversa (cfr. Fil 2,15), con l'obiettivo di entrare un giorno nel Regno dei Cieli.

Ma state certi, figli miei, che rimanermi fedeli non vi impedirà di vivere nel mondo moderno o di beneficiare della maggior parte delle risorse che esso mette a vostra disposizione. Ciò che vi differenzierà, tuttavia, dai vostri amici pagani o atei, è che non avrete solo i piedi per terra, ma anche la testa in Cielo, in modo da mantenere sempre una condotta retta e conforme alla vostra fede e al mio insegnamento (2).

Purtroppo, alcuni di voi, privi di una fede incrollabile e di una morale solida, hanno approfittato di queste Giornate Mondiali della Gioventù per abbandonarsi a comportamenti contrari alla morale religiosa e ai Comandamenti. Avrei voluto che vescovi e sacerdoti vi mettessero maggiormente in guardia dalle tentazioni e dagli eccessi che questi raduni possono provocare. Infatti, se siete tutti chiamati alla libertà - la libertà dei figli di Dio - è per amore e sotto la guida del mio Spirito che dovete mettervi al servizio gli uni degli altri, e non sotto la guida della carne, che porta all'impurità e alla dissolutezza (cfr. Gal 5,16-21).

Per questo voglio essere l'Ospite mite delle vostre anime, colui che vi rafforza contro le tentazioni e vi rende più pronti ad accogliere la pace, la serenità, la gioia, la benevolenza, la carità, la pazienza, la misericordia e l'autocontrollo, affinché siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste (cfr. Gal 5,22; Mt 5,48). Sappiate anche, piccoli miei, che io sono Colui che vi salva offrendovi il suo perdono e che vi aiuta a rialzarvi se cadete. Non sono infatti un dio indifferente che siede in cielo lontano dai suoi figli, che lascia vagare per le strade del mondo come pecore senza pastore. Io sono il Buon Pastore, il vero Pastore, che è venuto a salvare le sue pecore e a dare loro la vita, e la vita in abbondanza (cfr. Gv 10,10-11); l'unico, il solo, che è venuto a infiammare i cuori con il fuoco del suo amore per conquistarli e renderli umili e obbedienti, miti e casti, veloci nell'apprendere le Scritture e la fede cattolica romana, e aperti ai suggerimenti dello Spirito.

Vorrei anche che voi, figlioli, apriste i vostri cuori e le vostre menti alla Parabola del Seminatore (cfr. Lc 8,4-21), che una volta ho raccontato a una folla entusiasta in occasione di un grande raduno. Vi aiuterà a capire oggi che non è solo l'esaltazione che avete vissuto in queste ore o in questi giorni a fare di voi dei buoni cristiani, ma la conoscenza del vostro Dio e della vostra fede, e la costanza in questa stessa fede, nella preghiera e nel ricevere i Sacramenti. Il seme in questione, infatti, è la mia Parola che, per portare frutto, deve essere accolta nel buon terreno dei cuori umili, casti e amanti, e che deve anche essere letta e meditata regolarmente se volete che continui a nutrire e fecondare le vostre anime.

Sì, sono i vostri cuori, miei piccoli, che desidero toccare, per renderli parte del mio Corpo Mistico. Per questo vi chiedo ora di trasferire tutto l'entusiasmo che avete provato durante questa GMG nei mezzi per acquisire un'autentica conoscenza del vostro Dio. Abbiate fede in me, abbiate fede nei Sacramenti della mia Chiesa cattolica e abbiate fede nella preghiera. Confessatevi regolarmente con i sacerdoti, abbandonate i comportamenti peccaminosi, liberatevi dalle dipendenze cercando un aiuto professionale e conducete una nuova vita sotto la guida del mio Spirito.

Quando volete ottenere qualcosa di utile per voi o per un'altra persona, pregate credendo di averlo già ricevuto e, se è nei piani del Padre, vi sarà concesso (cfr. Mt 21,22). Una vita santa vi dia una visione chiara e nuova delle cose della vita e delle decisioni che dovrete prendere, perché se vivrete santamente, io sarò al vostro fianco e ci sarà anche molta gioia in cielo (cfr. Lc 15,10), che sarà tutta con voi!

Infine, pregate la mia santa Madre, di cui la mia Chiesa celebrerà presto l'Assunzione, e mettetevi sotto la sua protezione e quella dell'Arcangelo Michele e dei vostri Angeli custodi.

Vi amo, miei cari figli, e vi benedico.

Gesù


Le grandezze di Gesù

 


Della unità di Dio in questo mistero


Coloro che dalla grazia e dalla luce della Fede sono elevati alla contemplazione delle cose divine, considerano e adorano la Maestà di Dio o nella sua esistenza, o nelle sue operazioni, o nel regno e nel suo trionfo in se medesimo e nelle sue opere, e in tutti questi aspetti, in tutte queste qualità lo riconoscono sovranamente, divinamente, e mirabilmente Uno.


1. – Unità di Dio nel suo essere

Nella sua esistenza, Dio ha questo di particolare e singolare, ed è il primo punto e fondamento della grandezza del suo Essere, che la sua Esistenza è la sua Essenza stessa. Ora nella sua Natura e Essenza Egli è uno e principio di ogni Unità, anzi l’Unità stessa; Egli ha dunque Unità nella sua Esistenza.

Le prove di questa verità sono così frequenti nella Sacra Scrittura, che, per allegarle, dovrei trascriverla per intero; gli indizi ne sono sì universalmente impressi nella natura, che bisognerebbe esporne tutti gli effetti per attestare questa verità con altrettante testimonianze. L’Unità di Dio è in tanti modi e così vivamente espressa, rappresentata e dipinta in tutte le cose naturali, come in altrettanti specchi che non la si può ignorare né misconoscere senza ignorare e misconoscere se stesso: grande voce della Natura, voce muta ma potente, che si fa chiaramente sentire da chi la vuole udire.

Quando pure le più dense tenebre dell’errore oscuravano le migliori intelligenze, la Natura universale parlava con tale forza e uniformità della Unità del suo Dio e suo Autore, con la voce dei suoi primi e più insigni filosofi, che tutti erano d’accordo nel riconoscerla e proclamarla

Ci basti dunque di adorare l’Unità di Dio, ascoltando con umiltà di spirito quell’oracolo di Dio che parlava al suo popolo per mezzo di Mosè: «Audi Israel: Dominus Deus tuus, Deus Unus est (Dt 6, 4). Ascolta, o Israele, il Signore Dio tuo è Uno». Ma ciò che devesi attentamente considerare è l’eccellenza e la potenza di questa Unità in Dio medesimo. La sua Essenza, infatti, ha una fecondità ineffabile nella sua Unità, fecondità dalla quale necessariamente in Lui proviene la pluralità di Persone e di Persone divine, infinite e increate; fecondità che non divide la Unità. Al contrario la perfezione della Unità è appunto la ragione di tale fecondità; essa rimane inviolabile pure nella pluralità delle Persone e ne risulta tanto più ammirabile, ineffabile e adorabile.


Unità di Dio, nelle sue operazioni ad extra

Se noi consideriamo Dio, non in quanto esiste in sé, ma in quanto opera in se stesso o fuori di sé con due sorte di operazioni che da Lui procedono, nell’una e nell’altra Egli opera come Uno, e in unità, non ostante la pluralità delle sue Persone. Dalla Unità della sua Essenza, della sua intelligenza, della sua potenza il mondo viene prodotto; perché il mondo porta l’immagine della Unità di Dio come la marca del suo Autore, come il distintivo e lo stemma del suo Signore. Per la stessa ragione Dio deve ricevere l’omaggio del mondo non solo per il suo Essere, che è l’Essere primo, divino e sovrano; ma ancora per la sua Unità suprema dalla quale l’universo ha la sua origine, perché Dio ne è il principio, non solo come Dio, ma pure come Unità.


Unità di Dio nelle sue operazioni ad intra

Parimenti, le operazioni interne e le Emanazioni divine si compiono in Unità, mistero tanto più ammirabile che esse procedono da Persone alle quali appartiene la pluralità, come alla Essenza appartiene la Unità: eppure nelle Persone divine, in quanto operano e in quanto producono, noi riconosciamo e adoriamo una ammirabile Unità. Dio non è Uno soltanto come Dio, ma Uno ancora come Padre, ed Egli è Principio unico del suo Figlio dilettissimo: il Padre e il Figlio, producendo assieme lo Spirito Santo, lo producono non in diversità né in pluralità, ma in Unità di origine, uniti come un solo principio in questa adorabile e ammirabile operazione.


Unità di Dio nel suo regno o riposo

Se noi passiamo a contemplare Iddio nel suo riposo, noi lo troviamo ancora e lo adoriamo nella Unità; perché la dottrina della Fede e le preghiere pubbliche e solenni della Chiesa ci insegnano ogni giorno che Dio vive e regna nella Unità del suo Spirito, nel quale Egli ha la sua vita e il suo riposo, la sua gloria e il suo amore, nel quale hanno il loro termine e il loro felice compimento l’Unità, la Fecondità e la Società perfetta delle divine Persone.

Card. Pietro de Bérulle


IL ROSARIO DELLE POVERE ANIME

 


1. Gesù che per noi ha sudato sangue

2. Gesù che per noi è stato flagellato

3. Gesù che per noi è stato incoronato di spine

4. Gesù che per noi ha portato la pesante Croce

5. Gesù che per noi è stato crocifisso

e quindi, prima di ogni mistero, si aggiunge:


1. Signore Gesù Cristo, per il Sangue che hai versato per noi, poveri peccatori, nella tremenda agonia nell'orto degli ulivi, ti preghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio, liberale dalle loro angosce e dalle loro pene e confortale con il calice della celeste consolazione.

2. Signore Gesù Cristo, per la dolorosissima flagellazione che hai sopportato con infinita pazienza per noi peccatori, ti preghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio, allontana da loro il flagello della tua ira e dona loro il riposo eterno.

3. Signore Gesù Cristo, per la dolorosa coronazione di spine che hai sopportato con infinita pazienza per noi peccatori, ti preghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio e dona loro la corona della gloria eterna.

4. Signore Gesù Cristo, per l'enorme peso della Croce che hai portato sulle tue spalle per noi peccatori, ti preghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio, togli loro il grave peso del dolore e conducile alla gioia eterna.

5. Signore Gesù Cristo, per la tua penosissima crocifissione e morte, da te sopportata per noi con infinita pazienza, ti preghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio, volgi anche verso di loro il tuo Santo Volto e fa' che oggi stesso siano con te in Paradiso.


PREGHIERA CONCLUSIVA. Signore Gesù Cristo, per le tue cinque santissime Piaghe e per il preziosissimo Sangue che hai versato, abbi pietà delle povere anime del purgatorio, specialmente dei nostri genitori defunti, dei parenti, degli amici, dei consacrati; guarisci le loro dolorose ferite e fa' che abbiano la completa remissione dei loro peccati e della pena che dovrebbero scontare per giungere purificati alla gioia di vedere il tuo Volto.

Amen.


Satana sta orchestrando una manipolazione psicologica dell'umanità attraverso i media.

 


Messaggio del Signore dato all'amata Shelley Anna il 25 agosto 2023


Gesù Cristo Nostro Signore e Salvatore, Elohim dice,

Mia amata sposa

Preparate i vostri cuori per Me e venite al riparo del Mio Sacro Cuore.

Non siete destinati a subire l'ira del Padre Dio.

È stata aperta la strada all'anticristo e al compimento dei suoi piani malvagi per l'umanità.

Satana sta orchestrando una manipolazione psicologica dell'umanità attraverso i media.

Il virus corona PLANDEMICO è una prefigurazione di eventi futuri, in cui le libertà saranno tolte.

Eventi che faranno crollare l'America, con una guerra civile. Le nazioni soccomberanno a un nuovo ordine mondiale, dove il comunismo dominerà. Il collasso economico inaugurerà il marchio della bestia e una moneta unica mondiale.

La malvagità aumenta sotto i colori dell'arcobaleno che camuffano il male destinato ai giovani, un male che preda la loro purezza.

Miei amati

Continuate a invocare la Mia Misericordia Divina che viene versata per tutti.

Così dice il Signore.

 


venerdì 25 agosto 2023

Messaggio di Gesù Cristo a suor Beghe riguardante le punizioni alle nazioni

 


9 DICEMBRE 1987 (NOSTRO SIGNORE)

Sono il Signore. Voglio spiegare ai Miei bambini perché i tempi che stanno per vivere sono dei tempi eccezionali. Voglio dire loro tutto, affinché possano prepararsi a vivere questi tempi eccezionali nel raccoglimento e la pace nel cuore. Voglio dire loro tutto, perché, sull'esempio del Figlio dell'uomo, essi non ignorino ciò che deve arrivare e questa conoscenza li aiuti a girarsi verso Dio che Solo potrà confortarli.

Sono il Signore e nessuno si perderà, a meno che lo voglia in piena e cosciente volontà. E nessuno si perderà per ignoranza di tutto ciò che ho rivelato ai Miei bambini, per tua intermediazione. Costoro li prenderò ugualmente sotto la Mia protezione, perché non saranno tenuti responsabili di non aver saputo niente o di non aver avuto la conoscenza preliminare per comprendere o riconoscere la verità delle Mie parole.

Costoro saranno sotto la Mia protezione nello stesso modo dei Miei altri bambini, ma essi non saranno pronti come voi ad affrontare le privazioni ed i tormenti. Voi dovrete portar loro soccorso, il più forte verso il più debole; la vostra serenità e la vostra calma in mezzo alla tempesta sarà contagiosa. Voi sarete le luci che non si nascondono sotto il moggio, e voi sarete il sale della terra. Voi sarete le guide e le vostre iniziative caritatevoli saranno sempre coronate da successo, perché Io vi proteggerò.

Tutto ciò che farete per il più piccolo tra i Miei è a Me che lo farete. Io vi condurrò e vi darò la sicurezza come l'ho sempre fatto e il Mio popolo lo sa bene; l'ho salvato dalla dominazione del Faraone, l'ho salvato dalla persecuzione sotto il regno di "Assuérus", sotto il comando di Oloferne,e ancora tante e tante altre volte, che voi sapete che Io non vi abbandonerò mai.

Io sono il Signore ed ecco ciò che sta per arrivare:

Il Belgio non sarà colpito duramente come gli altri paesi. Sarà preservato, perché ha conservato il suo re e la monarchia è il solo regime gradito a Dio. 
La Francia sarà castigata molto duramente, perché è la figlia maggiore della Chiesa ed ha trascinato nei suoi errori e nei suoi tradimenti molte altre nazioni al suo seguito.
La Germania sarà castigata molto duramente, perché non è stata fedele né leale verso la sua religione né verso i suoi re. 
La Spagna sarà risparmiata come il Belgio, grazie alla monarchia.
L'Italia soffrirà terribilmente, perché la città Eterna non è stata fedele alla sua vocazione. 
L'Olanda sarà cancellata dalla carta, a causa dei focolai di eresie che le è sempre piaciuto conservare.
Il Portogallo, così caro al Cuore di Mia Madre, sarà risparmiato come il Belgio e la Spagna, non per la monarchia che non ha più, ma per la semplicità della fede dei suoi bambini. 
La Danimarca e i Paesi Scandinavi saranno gelati e le loro popolazioni non scapperanno dal freddo che si abbatterà su tutte le regioni nordiche del pianeta. Al contrario le regioni vicino all'Antartico subiranno un riscaldamento anormale e lo scioglimento dei ghiacci provocherà dei maremoti fino a delle altezze di trecento metri. Il panico e il terrore degli uomini sarà al suo culmine, quando degli animali giganti spunteranno dalle viscere della terra e mangeranno carne umana. Questo fenomeno senza precedenti sarà stato provocato da una reazione fisiologica delle cellule dei piccoli insetti al contatto della radioattività, a causa della quale gli ormoni si svilupperanno in maniera del tutto smisurata. 

Ci sono alcuni esempi di questo fenomeno nel nord Italia, dopo la catastrofe di Chernobyl: i mass-media hanno rivelato alcuni casi di gigantismo negli allevamenti di polli, ma è stato dato loro l'ordine di tacere e non divulgare più questi fatti. Tu te ne ricordi, per averlo sentito tu stessa per radio.
Io sono il Signore e vi darò gli ordini di ciò che occorrerà fare per assicurare la vostra sicurezza in quel momento. Il Mio strumento sarà sempre avvertito degli avvenimenti e non mancherà mai di comunicare e di far comunicare le disposizioni da prendere per essere al sicuro da questi mostri.   
Io sono il Signore e tutto ciò che ho detto è vero. Gli stati si sfasceranno e ci sarà una miseria tale come non si è mai avuta e come non ce ne sarà mai più. Gli uomini invidieranno i morti e la terra sarà coperta di cadaveri. I sopravvissuti si sentiranno talmente abbandonati, che molti si uccideranno. Essi tremeranno di terrore giorno e notte e solo Dio li soccorrerà, se essi Lo imploreranno.  
Sono il Signore e Mi sono fatto mettere a morte per i Miei bambini. Ora domando loro di seguirMi sulla via dell'abnegazione. Non bisogna credere che il servitore sia al di sopra del suo Maestro e non bisogna temere di imboccare il cammino nel quale Egli si è impegnato per primo. Non dovete temere ciò che i nemici del Maestro hanno preparato per farvi la stessa cosa che i loro predecessori deicidi hanno fatto a Me. Non dovete temere che i nemici del corpo possano farvi male, perché tutto ciò che vi faranno non potrà che farvi avanzare nella Gloria di Mio Padre che è anche vostro Padre.

Il Signore non vi abbandonerà, ma per questo occorre che Lo preghiate di non abbandonarvi. Il Signore è l'Onnipotente e non ha mai tradito i Suoi bambini anche quando le Sue vie non sono state comprensibili. Ma la Sua vittoria è stata sempre eclatante, quando è arrivato il momento di manifestarla agli uomini. Nessuno può eguagliarLo e nessuno può vincerLo, perché Lui è il Dio Onnipotente, il Dio al quale è sottomessa tutta al creazione, il Dio senza il cui permesso nessuno può prendere l'iniziativa. 

Bambini Miei, che la lode a Dio Onnipotente, senza il Quale niente è possibile e senza il Quale tutto è il caos, che la lode sia sempre sulle vostre labbra, anche nella più grande disgrazia. 

In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé;

 


LIBRO DELLA SAPIENZA 


5 In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; 

Ecco un’altra verità che governa la speranza del giusto: la pena è breve. I benefici sono eterni. La pena è piccola. I benefici sono grandi. 

La pena serve per provare la loro fedeltà al Signore. Dio prova i giusti e li trova degni di sé. Sono degni di sé perché danno la vita per rimanere fedeli a Lui. 

Nessuna prova è più grande del dono della vita. Si perde la vita per il Signore per averla tutta dal Signore. 

Questa scienza, sapienza, verità con la quale si affronta il martirio è già patrimonio di fede del popolo del Signore già del Secondo Libro dei Maccabei. 


Non molto tempo dopo, il re inviò un vecchio ateniese per costringere i Giudei ad allontanarsi dalle leggi dei padri e a non governarsi più secondo le leggi di Dio, e inoltre per profanare il tempio di Gerusalemme e dedicare questo a Giove Olimpio e quello sul Garizìm a Giove Ospitale, come si confaceva agli abitanti del luogo. Grave e intollerabile per tutti era il dilagare del male. Il tempio infatti era pieno delle dissolutezze e delle gozzoviglie dei pagani, che si divertivano con le prostitute ed entro i sacri portici si univano a donne, introducendovi pratiche sconvenienti. L’altare era colmo di cose detestabili, vietate dalle leggi. Non era più possibile né osservare il sabato né celebrare le feste dei padri né semplicemente dichiarare di essere giudeo. Si era trascinati con aspra violenza ogni mese, nel giorno natalizio del re, ad assistere al sacrificio e, quando giungevano le feste dionisiache, si era costretti a sfilare in onore di Diòniso coronati di edera. Su istigazione dei cittadini di Tolemàide, fu poi emanato un decreto per le vicine città ellenistiche, perché anch’esse seguissero le stesse disposizioni contro i Giudei, li costringessero a mangiare le carni dei sacrifici e mettessero a morte quanti non accettavano di aderire alle usanze greche. Si poteva allora capire quale tribolazione incombesse. Furono denunciate, per esempio, due donne che avevano circonciso i figli: appesero i bambini alle loro mammelle, e dopo averle condotte in giro pubblicamente per la città, le precipitarono dalle mura. Altri che si erano raccolti insieme nelle vicine caverne per celebrare il sabato, denunciati a Filippo, vi furono bruciati dentro, perché essi avevano riluttanza a difendersi per il rispetto di quel giorno santissimo. 

Io prego coloro che avranno in mano questo libro di non turbarsi per queste disgrazie e di pensare che i castighi non vengono per la distruzione, ma per la correzione del nostro popolo. Quindi è veramente segno di grande benevolenza il fatto che agli empi non è data libertà per molto tempo, ma subito incappano nei castighi. Poiché il Signore non si propone di agire con noi come fa con le altre nazioni, attendendo pazientemente il tempo di punirle, quando siano giunte al colmo dei loro peccati; e questo per non doverci punire alla fine, quando fossimo giunti all’estremo delle nostre colpe. Perciò egli non ci toglie mai la sua misericordia, ma, correggendoci con le sventure, non abbandona il suo popolo. Ciò sia detto da noi solo per ricordare questa verità. Dobbiamo ora tornare alla narrazione. 

Un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita. Quelli che erano incaricati dell’illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest’uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe trovato umanità in nome dell’antica amicizia che aveva con loro. Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia, della raggiunta veneranda canizie e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, ma specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero pure alla morte. «Poiché – egli diceva – non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant’anni Eleàzaro sia passato alle usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per appena un po’ più di vita, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell’Onnipotente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e nobilmente per le sante e venerande leggi». Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio. Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo che le parole da lui pronunciate fossero una pazzia. Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: «Il Signore, che possiede una santa scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui». In tal modo egli morì, lasciando la sua morte come esempio di nobiltà e ricordo di virtù non solo ai giovani, ma anche alla grande maggioranza della nazione (2 Mac 6,1-31).  

Ci fu anche il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri». Allora il re irritato comandò di mettere al fuoco teglie e caldaie. Appena queste divennero roventi, il re comandò di tagliare la lingua a quello che si era fatto loro portavoce, di scorticarlo e tagliargli le estremità, sotto gli occhi degli altri fratelli e della madre. Dopo averlo mutilato di tutte le membra, comandò di accostarlo al fuoco e di arrostirlo quando ancora respirava. Mentre il vapore si spandeva largamente tutto intorno alla teglia, gli altri si esortavano a vicenda con la loro madre a morire da forti, dicendo: «Il Signore Dio ci vede dall’alto e certamente avrà pietà di noi, come dichiarò Mosè nel canto che protesta apertamente con queste parole: “E dei suoi servi avrà compassione”».  

Venuto meno il primo, allo stesso modo esponevano allo scherno il secondo e, strappatagli la pelle del capo con i capelli, gli domandavano: «Sei disposto a mangiare, prima che il tuo corpo venga straziato in ogni suo membro?». Egli, rispondendo nella lingua dei padri, protestava: «No». Perciò anch’egli subì gli stessi tormenti del primo. Giunto all’ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell’universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna». 

Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture. 

Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita». 

Subito dopo condussero il quinto e lo torturarono. Ma egli, guardando il re, diceva: «Tu hai potere sugli uomini e, sebbene mortale, fai quanto ti piace; ma non credere che il nostro popolo sia stato abbandonato da Dio. Quanto a te, aspetta e vedrai la grandezza della sua forza, come strazierà te e la tua discendenza».  

Dopo di lui presero il sesto che, mentre stava per morire, disse: «Non illuderti stoltamente. Noi soffriamo queste cose per causa nostra, perché abbiamo peccato contro il nostro Dio; perciò ci succedono cose che muovono a meraviglia. Ma tu non credere di andare impunito, dopo aver osato combattere contro Dio». 

Soprattutto la madre era ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché, vedendo morire sette figli in un solo giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore. Esortava ciascuno di loro nella lingua dei padri, piena di nobili sentimenti e, temprando la tenerezza femminile con un coraggio virile, diceva loro: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell’universo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita, poiché voi ora per le sue leggi non vi preoccupate di voi stessi». 

Antioco, credendosi disprezzato e sospettando che quel linguaggio fosse di scherno, esortava il più giovane che era ancora vivo; e non solo a parole, ma con giuramenti prometteva che l’avrebbe fatto ricco e molto felice, se avesse abbandonato le tradizioni dei padri, e che l’avrebbe fatto suo amico e gli avrebbe affidato alti incarichi. Ma poiché il giovane non badava per nulla a queste parole, il re, chiamata la madre, la esortava a farsi consigliera di salvezza per il ragazzo. Esortata a lungo, ella accettò di persuadere il figlio; chinatasi su di lui, beffandosi del crudele tiranno, disse nella lingua dei padri: «Figlio, abbi pietà di me, che ti ho portato in seno nove mesi, che ti ho allattato per tre anni, ti ho allevato, ti ho condotto a questa età e ti ho dato il nutrimento. Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi è in essi e sappi che Dio li ha fatti non da cose preesistenti; tale è anche l’origine del genere umano. Non temere questo carnefice, ma, mostrandoti degno dei tuoi fratelli, accetta la morte, perché io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia». 

Mentre lei ancora parlava, il giovane disse: «Che aspettate? Non obbedisco al comando del re, ma ascolto il comando della legge che è stata data ai nostri padri per mezzo di Mosè. Tu però, che ti sei fatto autore di ogni male contro gli Ebrei, non sfuggirai alle mani di Dio. Noi, in realtà, soffriamo per i nostri peccati. Se ora per nostro castigo e correzione il Signore vivente per breve tempo si è adirato con noi, di nuovo si riconcilierà con i suoi servi. Ma tu, o sacrilego e il più scellerato di tutti gli uomini, non esaltarti invano, alimentando segrete speranze, mentre alzi la mano contro i figli del Cielo, perché non sei ancora al sicuro dal giudizio del Dio onnipotente che vede tutto. Già ora i nostri fratelli, che hanno sopportato un breve tormento, per una vita eterna sono entrati in alleanza con Dio. Tu invece subirai nel giudizio di Dio il giusto castigo della tua superbia. Anch’io, come già i miei fratelli, offro il corpo e la vita per le leggi dei padri, supplicando Dio che presto si mostri placato al suo popolo e che tu, fra dure prove e flagelli, debba confessare che egli solo è Dio; con me invece e con i miei fratelli possa arrestarsi l’ira dell’Onnipotente, giustamente attirata su tutta la nostra stirpe». 

Il re, divenuto furibondo, si sfogò su di lui più crudelmente che sugli altri, sentendosi invelenito dallo scherno. Così anche costui passò all’altra vita puro, confidando pienamente nel Signore. Ultima dopo i figli, anche la madre incontrò la morte. 

Ma sia sufficiente quanto abbiamo esposto circa i pasti sacrificali e le eccessive crudeltà (2Mac 7,1-42). 

 

Il Signore prova sempre i suoi figli, anche con la richiesta del dono di tutta la loro vita, facendola divenire vero olocausto, vero sacrificio, nella sofferenza. 

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

UN PO' DI INFERNO

 


          Chi non percorre questa Via, chi si smarrisce per non attraversarla, è stato ed è una perdita per la sua anima. Più vi allontanate da Me, più le tenebre si impadroniscono dei vostri occhi e induriscono il vostro cuore. È come un sasso in fondo al mare, che crea ogni tipo di barbagianni e lo fa sparire, lasciando solo vermi di ogni tipo che vi si aggrappano. Così sono le persone che cercano di allontanarsi da Me. Dove non arriva la mia luce, i muri diventano umidi. È anche il cuore dell'uomo e della donna: se lo splendore del mio Spirito Santo non ha un passaggio per entrare, il corpo della persona è completamente al buio.

          Benedetto, figlio mio amato, ogni giardino ben curato, i fiori sono belli e profumati. Hanno una bellezza ineguagliabile. È lo stesso per le anime. Se non hanno qualcuno che si prenda cura di loro, l'ombra del male si impossessa di loro e rimangono tutte nelle tenebre. Io, Gesù, volevo e voglio che tutti si prendano cura di me, ma il mio nemico ha preso la maggior parte di loro per sé, portandoli su una strada senza ritorno. Il suo luogo è pieno di ogni tipo di piacere diabolico. Lì troverete solo mariti che tradiscono le loro mogli, mogli che tradiscono i loro mariti, giovani ragazze che non sono ancora cresciute, che fumano e bevono, indulgendo nei piaceri della carne. Il loro commercio è solo droga, il loro bere è solo veleno, la gelosia e le liti fanno impazzire tutti e c'è chi dice: "Non c'è modo migliore di questo".

          Figlio mio, quanto è triste per Me, che ho dato la mia vita per tutti! Io ho voluto solo il bene, ho guarito i ciechi e i muti, ho fatto camminare gli zoppi, ho risuscitato diverse persone dalla tomba, e l'umanità non guarda a questo. Io, Gesù, e mia Madre, non ci siamo fermati un solo istante per attirare tutti nel mio Regno, che è tutto amore, bellezza e gloria. Ma la perdita è grande. Pochi Mi ascoltano. Le lacrime si sono quasi seccate nei nostri occhi nel vedere i nostri figli che scappano da Me come se fossi il peggiore.

          Il mio nemico, che è la piaga più triste che esista, non ha malattie che possano essere paragonate. Nella sua dimora c'è solo sofferenza. Le persone si contorcono nel dolore, come una sega che gradualmente spacca una persona nel mezzo, e le fiamme del suo fuoco non si spengono mai (Mc 9,44). Lo spirito della persona non muore, solo la carne si sfalda, proprio come una candela che lascia le colature ai suoi lati. È così che rimane il corpo della persona. I capelli cadono su tutto il corpo; gli occhi sono deformati, come se volessero esplodere; le dita non ci sono più per tenere insieme il corpo; le gambe sono lacerate e non hanno piedi per stare in piedi. Questo è il posto di questo mio nemico.

          Cari figli, cercate di evitare ogni tipo di tentazione. Non lasciate che il diavolo si avvicini a voi. Cercate di pregare senza sosta. Fate in modo che il vostro cuore pensi solo a Me, dandomi sempre il maggior amore possibile, perché il tempo è molto breve.

          Grazie, figlio mio. Tu sei la ragione del mio amore. Sii con la mia pace.

GESÙ

16/07/1995

Il segreto dimenticato per guarire il nostro mondo: il potere delle benedizioni

 

Come benedire per ottenere rapidamente la grazia e la misericordia di Dio.

Il mondo sta morendo perché non ci appelliamo alla grazia e alla misericordia di Dio, come Egli vuole che facciamo.

Egli infatti ci ha detto: "Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto".

E il modo essenziale per appellarsi alla grazia e alla misericordia di Dio sulle persone, per chiedere, cercare e bussare, sono le benedizioni.

Chiedete a Dio di benedire le persone, la loro salute, i loro progetti, la loro famiglia, i loro beni.

Anche benedizioni per noi stessi.

Qui parleremo del potere impressionante che le benedizioni hanno sul benessere del mondo, delle cose e delle persone, di come si realizzano le benedizioni che Dio incoraggia, di cosa può essere benedetto, di chi può benedire e con quale risultato.

Di solito sentiamo alcune persone dire: "Sono stato benedetto".

Si riferiscono in generale al successo, alla salute, alla famiglia, alla ricchezza.

A volte vi aggiungono la parola Dio e a volte dicono che la vita li ha benedetti.

Tuttavia, sappiamo che è sempre Dio che dona le cose.

Ed essere benedetti da Dio significa che Egli ti ha dato cose possibili solo con il Suo potere, perché Egli è il creatore di tutto.

In questo modo, le benedizioni fanno sì che Dio si manifesti nella vita delle persone, delle case e delle istituzioni, quando gli viene chiesta una protezione speciale e una grazia particolare.

Ed è il rovescio della medaglia di una maledizione.

Perché Dio proclamò anche maledizioni, come l'animale che tentò Eva a mangiare il frutto proibito.

La benedizione invoca il sostegno attivo di Dio per il benessere della persona o della cosa.

La Genesi narra che Dio, completando ogni giorno della creazione, lo benedisse.

Dio benedisse Abramo e gli disse che attraverso di Lui tutte le famiglie della terra sarebbero state benedette.

Gesù Cristo e gli Apostoli benedetti, così la pratica passò alla Chiesa come il più grande dei sacramentali.

Le pagine dell'Antico e del Nuovo Testamento mostrano abbondanti benedizioni.

In alcuni casi eseguiti dai patriarchi delle famiglie e in altri dai sacerdoti che li amministrano al popolo.

in tutto l'obiettivo centrale è assicurare la protezione di Dio.

C'è una benedizione particolarmente famosa, in seguito resa famosa da San Francesco d'Assisi, e che viene utilizzata come una delle benedizioni dei sacerdoti durante la Messa, è in Numeri 6,

"Il Signore vi benedica e vi custodisca, il Signore faccia risplendere il suo volto su di voi e vi mostri la sua misericordia. Che il Signore vi guardi con benevolenza e vi dia la Pace".

E un'altra nota è la benedizione sul cibo, che benedice coloro che hanno prodotto il cibo, chiede cibo per i non abbienti e per il cibo per compiacerlo.

Insomma, una benedizione è un gesto che si fa per chiedere a Dio di manifestare la sua grazia e protezione verso una persona, una relazione, una casa, un'azienda, un oggetto.

quando invochiamo la benedizione di Dio imploriamo la sua divina benevolenza, confidando che Egli risponderà ai nostri bisogni.

L'umanità non meritava benedizioni prima perché era maledetta dal peccato originale.

Ma questo cambiò quando Gesù invertì le maledizioni del peccato originale morendo sulla croce e redimendoci.

Ecco perché oggi posso chiedere a Dio benedizioni con maggiore libertà.

Tuttavia, oggi le benedizioni mancano nel mondo, perché gli atei di solito non benedicono, per non parlare della protezione di Dio.

Il potere delle benedizioni dovrebbe essere usato di più, sulle persone, sulle relazioni e sul cibo, per esempio, per chiedere di più che Dio intervenga nel mondo con la Sua grazia e misericordia.

Ci sono anche auto-benedizioni, un tipico esempio di un cattolico è quando entra in un tempio, immerge le dita nell'acqua santa e fa il segno della croce.

Questa è una benedizione che rientra nella categoria dei sacramentali.

Perché un sacramentale è una preghiera, un'azione o un oggetto che prepara una persona a ricevere la grazia di Dio e a cooperare meglio con essa, attraverso la Chiesa.

Il segno della croce all'ingresso della chiesa ci risveglia alla presenza di Dio e ci dispone a ricevere le grazie di Dio.

E cosa può essere benedetto?

Un'ampia varietà di persone e cose può essere benedetta. Il Catechismo menziona specificamente persone, cibi, oggetti e luoghi

Ma ciò che ha uno scopo neutro o decisamente santo può essere benedetto.

Perché Dio non benedirà, per esempio, una spedizione di droga, perché è negativa per la vita umana.

Tuttavia, ci sono benedizioni su alcuni oggetti che possono essere discusse, ad esempio benedizioni sulle armi, perché possono essere viste come una macchina per uccidere o come uno strumento di difesa contro l'aggressione.

Uno dei motivi per la benedizione di un oggetto è quello di aggiungere ad esso la virtù che lo terrà lontano da influenze o interferenze malvagie.

Così la Chiesa benedice gli oggetti per separare il male e tenerli lontani dalle influenze malvagie.

Ad esempio, se una persona acquista un'immagine religiosa in una Santeria che vende anche oggetti per fare Macumba e Voodoo, l'immagine dovrebbe essere portata davanti a un sacerdote per benedirla.

La prima cosa che farà è rimuovere l'influenza malvagia attraverso il simbolo della croce, che è un segno chiaramente esorcista.

E dopo che l'influenza malvagia è stata rimossa, il sacerdote incorporerà le virtù che mirano a ricevere la grazia di Dio.

E chi può benedire?

Ci sono diverse parti che possono essere coinvolte in una benedizione.

La persona benedetta o che porta un oggetto da benedire.

La persona che esegue la benedizione.

La Chiesa, che ha autorizzato alcune benedizioni da dare in suo nome.

E Dio, che è la fonte ultima di ogni benedizione.

La Chiesa non partecipa a tutte le benedizioni, ma solo a quelle che ha autorizzato, attraverso ministri ordinati.

Mentre altre benedizioni sono quelle compiute dai laici, ad esempio quando un laico dice a un altro "Dio ti benedica" o quando i genitori benedicono i loro figli quando escono di casa, o quando benedicono il cibo.

Il numero 1669 del Catechismo della Chiesa Cattolica afferma chiaramente che sia i laici che i sacerdoti possono benedire, anche se con differenze.

La differenza è che la benedizione del sacerdote o del diacono è impartita con il peso della Chiesa dietro, e quindi ha il valore dei meriti accumulati della Chiesa agli occhi di Dio.

Al contrario, nella benedizione di un laico, per esempio di un padre che benedice suo figlio per implorare la protezione di Dio, il valore agli occhi di Dio dipenderà dalla sincerità e dalla santità della persona che emette la benedizione.

Nel libro delle benedizioni della Chiesa cattolica c'è un repertorio di formule per benedire cose e persone, da parte di sacerdoti e laici.

In ogni caso, i laici non devono necessariamente seguire le formule, ma sono per lo più indicative.

E puoi benedire una persona che non crede in Dio, chiedere la Sua protezione su di lui?

Sì, perché Dio ama ogni persona come una delle Sue creazioni, e desidera ardentemente che ritorni a Lui e trascorra l'eternità con Lui.

Quando benedici un ateo o un agnostico, stai effettivamente aprendo un canale attraverso il quale Dio può rispondere alle tue preghiere su di lui.

Dio ti ascolta ed è consapevole delle tue suppliche a favore dell'altra persona.

Allora i tuoi desideri vengono esauditi da Dio, creando opportunità per quella persona di tornare a Dio.

Bene, finora quello che volevamo dire sul potere di chiedere a Dio benedizioni, cosa può essere benedetto e come farlo efficacemente in ogni caso.

Fori della Vergine Maria

Terza risposta

 


Lettera di nostro Signore e nostro Dio a Suor Beghe: Terza risposta - 23 agosto 2023



Miei cari figli,    

        Io sono la pace, la mia pace è la pace delle anime e questa pace si riflette sulle società. La pace delle anime è fatta di preghiere e devozione, la pace delle anime non può esistere senza la religione, senza l'unica religione perfetta ed eterna, la religione cattolica di duemila anni fa.

       È stata insegnata da Gesù Cristo, il Verbo eterno, io sono quel Verbo e attraverso il mio Verbo tutto è stato fatto, tutto è stato organizzato, tutto è stato bello. Sì, la bellezza, la bontà, l'armonia sono qualità divine e io non sono in grado di fare ciò che è contrario a me stesso. Il brutto è il contrario del bello, il disordine è il contrario della mia logica, perché con Me tutto si tiene insieme, tutto è unito, tutto è completo.

          Figli miei, sulla terra la forza di volontà e il sacrificio sono necessari per raggiungere l'unità e l'umiltà è assolutamente necessaria per non cadere nelle insidie del diavolo. Il diavolo è vile, è putrido, è orgoglioso, è un bugiardo, un bugiardo inveterato, e tutto ciò che viene da lui è disumanizzante. Odia la creazione, vuole distruggerla, vuole che sia brutta prima di crollare, ma se vedete la bellezza, siate in pace. Se vedete la bruttezza, sappiate che non viene mai, mai da Me.

        Voglio continuare a rispondere alle vostre domande e lo faccio qui pubblicamente. Qual è il ruolo delle donne nella Chiesa? Questa domanda viene posta spesso e, a mia volta, vi chiedo qual è il posto della mia Santissima Madre nella Santa Chiesa? È un sacerdote come me, Sacrificatore e Sacrificato? Non lo è. È Redentrice? Non lo è, è Corredentrice perché è stata ai piedi della mia Croce, soffrendo con me per tutte le anime. C'è un solo Signore e una sola Madre di Dio. Ognuno è necessario, ognuno è diverso e mia Madre non mi ha invidiato per essere stata appesa al patibolo, mentre ha sofferto con me per gli uomini e per la loro redenzione.

        Perché gli uomini dovrebbero essere gelosi della maternità, della femminilità, e perché le donne dovrebbero essere gelose della virilità, della forza? Ha voluto essere Dio al posto di Dio e ha perso tutto. Il servo non può essere il padrone, il figlio del re non può essere re prima che arrivi il suo turno, il bambino non può essere adulto prima dell'età, tutti avete il vostro posto e il vostro ruolo da svolgere sulla terra, e l'umiltà è la virtù che ha raggiunto il suo apogeo nella Beata Vergine Maria, mia Madre. Anche San Giuseppe era soddisfatto del suo ruolo di protettore della Sacra Famiglia, anche se Cristo, Dio fatto uomo, non era immediatamente del suo sangue. Non era geloso della sua Sposa, la Madre di Dio, perché era Immacolata, mentre lui era come il resto dell'umanità, portatore del peccato originale ma destinato ad essere santo.

        Che tutti siano felici, molto felici, nel posto che ho preparato per loro sulla terra e poi nel mio cielo.

        Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo esercitare le virtù: le virtù teologali della fede, della speranza e della carità, le virtù cardinali della prudenza, della giustizia, della fortezza e della temperanza, e le virtù morali dell'umiltà, dell'obbedienza, della gratitudine, della pazienza, della dolcezza, della penitenza e della castità.

        L'esercizio di queste virtù vi proteggerà dal diavolo e da tutto ciò che corrompe il mondo, e Dio sarà felice, molto felice con voi.

        Vi benedico, figli miei carissimi, vi amo e vi voglio con me per l'eternità.

        Che Dio vi benedica: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il vostro Signore e il vostro Dio.