mercoledì 26 aprile 2023

L' EUCARISTIA

 


Il miracolo eucaristico di Bolsena (1263) 

 

In questa magnifica notte che ci conduce, con la sacra liturgia, alla festa solenne dell'Immacolata Vergine Madre di Dio, desidero congiungere insieme l'Eucaristia e Maria.  

 Ho pensato tante volte se davvero la Madonna, mentre viveva sulla terra, ha fatto la comunione eucaristica.  

 Lo vuoi sapere anche tu che mi ascolti? Io credo che la risposta non solo giovi alla nostra devozione eucaristico-mariana, ma soprattutto sia senza dubbio salutare per crescere con Maria nell'amore a Cristo Eucaristia.  

 Proviamo dunque a ricercare una risposta, mentre ci disponiamo stanotte a recarci con la immaginazione a Bolsena, per scoprire cos'è avvenuto di straordinario in quel luogo santo.  

 Un fatto certo conosciamo della vita dei cristiani dopo l'Ascensione di Gesù al Cielo.  

 Gli Atti degli Apostoli ci riferiscono che quei primi fedeli «erano assidui o nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere» (Atti 2, 42). La frazione del pane è la comunione eucaristica che seguiva al sacrificio della messa.  

 S. Paolo dice: «Il calice della benedizione che noi benediciamo non è forse comunione con il Sangue di Cristo?» (1Cor. 10, 16).  

Quelle preghiere e quei sacrifici erano frequenti, quotidiani: «Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane nelle loro case» (Atti 2, 46).  

 I cristiani si moltiplicavano rapidamente e le case private si mutavano in templi dove si pregava, si offriva il sacrificio, si condivideva il pane dell'Eucaristia.  

 Sicuramente la Madonna partecipava a quelle assemblee cristiane. Era la prima cristiana, era la Madre del Cristo Risorto e la Madre di tutti i cristiani; non poteva mancare a quelle riunioni e anch'Ella riceveva la comunione, trasformandosi di nuovo in Tabernacolo vivente di quel Gesù che si era fatto uomo nel Suo grembo verginale.  

 Chissà cosa provava Maria! Quella partecipazione al santo sacrificio della messa, quella comunione al corpo del Suo Santissimo Figlio, riempivano il cuore e il grembo di una nuova esultanza!  

 Quando il sacerdote pronunciava le parole della consacrazione e faceva discendere Gesù dal cielo nelle sue mani, Maria ricordava il momento dell'Incarnazione, quando lei pronunciò il suo Si e il Figlio di Dio discese dal Cielo e si fece uomo nel Suo grembo.  

 Quando ancora il Sacerdote diceva: «Questo è il mio Corpo», «questo è il mio Sangue», Maria rifletteva che quel corpo e quel sangue, ora celati dalle specie eucaristiche, li aveva dati lei al Figlio divino!  

 Quando il sacerdote le consegnava Gesù velato dalle bianche specie, allora Ella ricordava la notte di Betlemme quando Gesù, neonato, adagiato sul suolo protendeva verso di Lei le sue manine ed ella lo raccoglieva, lo avvolgeva in bianchi pannolini e se lo stringeva al cuore!   

 Adesso che riceve nel pane consacrato Gesù, sente e sa che Suo Figlio ed Ella stessa si riuniscono di nuovo rinnovando l'unione santissima che seguì la concezione verginale.  

 Avverte che il Sangue del Figlio suo ora le scorre di nuovo nelle arterie; che la carne di Suo Figlio entra di nuovo nel Suo grembo ove si era formato un giorno. E oltre il corpo e il sangue si uniscono i cuori, i sentimenti, gli animi.  

 Col figlio nel cuore, Maria ora si ritira nel silenzio e nel raccoglimento della sua camera per adorare Gesù, per parlare con Gesù.  

 Chi può dire quali cose intime e sublimi si dicono e si ripetono ora?  


(UNA PREGHIERA ALLA MADONNA)  

Prima di passare oltre voglio rivolgere a Maria Immacolata una bellissima preghiera di S. Santità Giovanni Paolo II:  

 «Se penso a queste mirabili effusioni d'amore, non mi rimane che arrossire confuso, dal momento che anch'io pur essendo chiamato a tanto intimo amore di consacrazione, di comunione, sono invece così freddo, distratto, e negligente!»  

 Fu così anche per quel sacerdote straniero che, pellegrino, s'era messo in strada per giungere dal suo paese verso Roma, presso la sede di S. Pietro, il centro della cristianità.  

 A quei tempi - correva l'anno 1263 - era molto diffusa l'abitudine dei pellegrinaggi in luoghi santi (in Palestina, a Roma, in Compostela ...).  

Il vecchio prete tedesco un certo Pietro di Praga, tutto bianco di capelli e curvo per gli anni, aveva deciso di andare proprio a Roma.  

Ma la strada era tanto lunga e il viaggio tanto faticoso. Giunto, sulla via Cassia, ad una cittadina medievale, di nome Bolsena nel Lazio, vicino ad Orvieto, volle fermarsi per riposare durante la notte.  

 Al mattino presto, si recò al Santuario di Santa Cristina, una bellissima chiesa romanica a tre navate, per celebrare la messa. Gli fu concesso di celebrarla proprio all'altare della Santa Martire. Anche stavolta mentre saliva all'altare, il sacerdote Pietro aveva un terribile tormento interiore che da tempo lo angustiava e contro il quale ogni giorno pregava, «Signore dammi fede nella tua santissima presenza eucaristica! Dammi fede, perché un terribile dubbio mi tenta costantemente: ci sei davvero, Signore? Come è possibile - pensava - che questo pane e questo vino, che sono nelle mie mani, diventino davvero il Corpo e il Sangue di Nostro Signore?»  

 «Mio Dio, mio Dio implorava baciando il santo altare, perché questo dubbio terribile?»  

 «Ho consacrato per lunghi anni della mia vita, ogni giorno, il pane e il vino; per tanti anni della mia vita ho sentito nelle mie mani compiersi il mistero della transustanziazione, ed ora perché non credo?»  

 Sudori copiosi scendevano dalla fronte del buon prete; le mani gli tremavano e gli occhi gli si annebbiavano per le lacrime.  

 «Mio Dio, ti chiedo troppo di darmi finalmente una prova, un segno del grande mistero?»  

I minuti passavano, il vecchio prete era ormai giunto al momento della consacrazione; il popolo era in attesa e avvertiva che qualcosa stava per accadere di strano.  

 «Signore abbi pietà di me», mormorò ancora il prete e poi, facendo forza contro se stesso, disse:  

 «Il giorno prima della passione, prese il pane nelle sue mani sante e venerabili e sollevati gli occhi al cielo a te Dio, suo Padre onnipotente, ringraziandoti lo benedisse, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: «Prendete e mangiate tutti, questo è il mio Corpo ...».  

 Proseguì con la consacrazione del vino: «Questo è il Calice del mio Sangue ...».  

 Quando giunse al momento della comunione, prese l'ostia consacrata e lentamente la mostrò al popolo, poi piegato verso l'altare, spezzò l'ostia ... Fu proprio in quel momento che sul corporale bianco caddero alcune rosse gocce di Sangue.  

Il vecchio prete s'afferrò all'altare per non cadere ... Poi facendosi forza, prese il corporale insanguinato e mostrandolo al popolo disse: «Fratelli ho peccato, il dubbio mi sconvolse, non riuscivo più a credere.  

 Ma Dio è stato Padre misericordioso. A mia vergogna, ecco la prova del divino miracolo: il Sangue di Gesù è zampillato dall'ostia consacrata».  

Il prezioso corporale era macchiato da ben 83 gocce di Sangue.  

 Il miracolo fece accorrere molta gente da ogni parte, tutti volevano vedere, toccare ...  

 Il papa Urbano IV si trovava ad Orvieto proprio in quei giorni. Si organizzò allora una solenne processione che si snodò tra canti e suoni, a scorta della preziosa reliquia. Era il 19 giugno 1264.  

 Fiori cadevano dai balconi delle case, mentre fanciulli e fanciulle spargevano altri fiori dai loro cesti, lungo il cammino che avrebbe percorso il Sacro Corporale che sorreggeva l'ostia del miracolo.  

 Papa Urbano IV, a ricordo del miracolo istituì la festa del Corpus Domini che si celebra ogni anno, la domenica dopo la Pentecoste con una processione solenne che tra canti e fiori ricorda quella del 1264.  

Ma gli orvietani vollero che restasse un segno mirabile di quelle gloriose giornate e decretarono di costruire il loro meraviglioso Duomo, vera gloria dell'arte e della fede.  

 LL grande pittore Raffaello raffigurò il miracolo di Bolsena nella stanza di Eliodoro, in Vaticano.  

 Nel concludere riprendo il pensiero di Maria che è la serva immacolata, mediante la quale, lo Spirito ha formato la tenda e il corpo di Gesù.  

Per sapersi amato, l'uomo ha bisogno di vedere l'Amore.  

 In Maria, come sull'altare, Gesù si fa visibile, per mostrare a tutti gli uomini che Dio li ama.  

 Maria è il ciborio di fuoco. Il tabernacolo è il nuovo grembo di Maria in cui Gesù si cela, ma chi lo riceve, nasce portando la vita, ed ognuno di noi diviene tabernacolo vivente: il Regno di Dio è davvero tra noi, in noi, per noi!  

 «Venite dunque, guardate Dio che senza patire mutamenti s'è fatto pane: danzate di gioia e ammirate come la sua casa d'oro (grembo di Maria o tabernacolo che sia) porti fra le sue braccia il figlio suo e nostro!».  

Cantiamo a Dio inaccessibile, indicibile, incomprensibile che in un batter di ciglia lancia le galassie nello spazio, pilota le folgoranti orbite dei pianeti e la dolce alternanza delle nostre stagioni! Ora Egli è qui: proprio lui. Lui in persona, piccolo pane fragile per essere da me mangiato e per essere io da lui trasformato.  

 Stupirsi, meravigliarsi ecco quello che dobbiamo fare dinanzi ad un Dio che ha preso un volto affinché ognuno di noi lo possa vedere, un nome con cui lo possa chiamare ...  

 Gesù, dopo la sua Risurrezione, fece toccare ai suoi discepoli per convincerli che era proprio lui, e non un fantasma, le sue mani e i suoi piedi (Lc. 24, 38).  

 Oggi con la nostra fede viva con i fiori che ornano la sua casa con le lampade che splendono al suo cospetto, noi offriamo al mondo i segni sensibili della sua reale presenza tra noi.  

 Perché meravigliarsi se il Fuoco che in Cristo alberga, continua a bruciare fino a che rimarrà un cuore da guarire e un volto da trasfigurare?  

 Diventare uno con Cristo, questo conta! Egli è il Primogenito e noi in Lui siamo tutti fratelli, proprio per quel Corpo che tutti possiamo mangiare. Egli «arde» per ciascuno di noi, arde in ciascuno di noi!  

Quando si compone un brano musicale, me lo insegna il nostro Don Tino, una sinfonia ad esempio, di solito si inizia con un preludio per introdurre le menti al piacevole ascolto. Come preludio per questo intervento ecco le parole di un inno Eucaristico su i tre pani per la vita del mondo composto da don Marino Dal Fiume, già ascoltato 15 giorni fa e richiesto anche per stasera.  

P. Giorgio Finotti dell ’Oratorio 

Come purificarsi sulla terra per evitare il Purgatorio [Rivelazione della mistica Fulla Horak]

 


Ogni tuo peccato è purificato sulla Terra o in Purgatorio, decidi tu dove.

In un video precedente, e nel suo articolo corrispondente, presentiamo la mistica polacca Fulla Horak.

E raccontiamo le loro visioni su ciò che accade quando moriamo; Lì puoi saperne di più.

E ora vogliamo parlare delle sue visioni del Purgatorio.

Sono probabilmente i più dettagliati conosciuti nella letteratura sull'argomento, e quindi la loro grande importanza per il nostro discernimento.

Qui parleremo dei livelli che il Purgatorio ha e di ciò che accade in ciascuno di essi, secondo ciò che le anime del Purgatorio le hanno detto e ciò che ha visto nelle visite che Dio le ha concesso. Per favore, ascoltate attentamente e riflettete.

La gente pensa al fuoco in Purgatorio, ma non c'è fuoco fisico lì, il fuoco è solo un espediente retorico.

Le anime che sono lì hanno perso i loro corpi, quindi i dolori della purificazione sono spirituali e non fisici.

Pochissime anime possono evitare il Purgatorio, anche se chiunque potrebbe evitarlo se fosse consapevole che per ogni peccato, anche il più piccolo, devono consapevolmente fare penitenza, qua e là.

Il Purgatorio è composto da molti circoli diversi.

Ma il tormento più terribile dell'anima è il desiderio di Dio che sperimenta, tranne in alcuni circoli del purgatorio, dove l'incapacità di rivolgere il proprio pensiero a Lui è il peggior tormento.

Ma in tutti gli ambienti, l'anima soffre dell'impossibilità di avvicinarsi a Dio a causa dei suoi difetti non espiati.

Il primo e più terribile cerchio del Purgatorio che Fulla Horak descrive è il Circolo del Vagabondo, del Vagabondage.

L'anima non ha più alcun contatto con la Terra.

Non ricorda cosa sia stato, non sa nulla di ciò che ne sarà di lei, conosce solo un presente estenuante.

Inoltre non vede la fine del suo tormento, non sa cosa gli sta succedendo, perché e per quanto tempo.

È alla ricerca di un posto specifico per se stessa e nella costante impossibilità di trovarlo.

In questo Circolo ci sono alcuni dei moderatamente increduli di Cristo che sono stati salvati.

Poi Fulla descrive il Cerchio delle Tenebre, dove l'anima sa poco di Dio, ma non sa nemmeno cosa la aspetta in futuro. 

E deve insistere costantemente sui propri difetti, peccati, errori, errori, omissioni, con terribile meticolosità.

E si rende conto di quanto sia stato miserabile il guadagno rispetto alla perdita.

È sopraffatta dal rimpianto e dalla disperazione, vedendo perdite e punizioni. ?

Attraverso il Circolo degli Idolatri passano coloro che hanno trasgredito il primo Comandamento e hanno messo al primo posto le persone, la scienza, l'ambizione, se stessi o le cose.

Ora sono consapevoli dell'esistenza di un Dio Unico e Lo desiderano con un desiderio disperato e senza speranza.

Ovunque guardino, vedono i loro antichi idoli davanti a loro, mentre ora vorrebbero adorare e glorificare il vero Dio.

Il Circolo dei Complici è il luogo dove si riuniscono tutti coloro che hanno collaborato al peccato in qualche modo.

La maggior parte di loro erano uniti dall'amore peccaminoso.

Si sentono in colpa e si sono feriti a vicenda.

Si sentono dispiaciuti l'uno per l'altro e allo stesso tempo rimorsi.

Vorrebbero dimenticare, ma non possono essere separati.

Nel Cerchio delle Conseguenze l'anima può vedere la Terra e tutte le conseguenze delle sue malefatte ed errori.

Vede come ogni deviazione dalle leggi di Dio influisce sui suoi figli, nipoti e pronipoti.

Egli vede il frutto del cattivo esempio che ha seminato per tutta la vita, e quante anime e cuori sono stati scossi dal seme dei suoi falsi principi e insegnamenti.

E soffrirà in questo cerchio non solo per se stessa, ma per tutti i peccati che ha causato.

Nel Cerchio della Solitudine tutti coloro che hanno cercato sconsideratamente movimento, frenesia e divertimento durante la loro vita.

Qui soffrono perché non hanno mai avuto il tempo di pensare al valore dell'anima.

E hanno sprecato il prezioso breve tempo della mortalità in cose vuote, banali, senza valore.

E in contrasto con l'est, c'è un cerchio di rumore, dove ci sono le anime che hanno disprezzato le persone durante la loro vita e non hanno dato loro nulla di se stesse.

Cercavano la solitudine, ascoltando solo le proprie esperienze e sentimenti.

Quelli che, ad esempio, evitavano la Messa a causa del gran numero di persone.

Sono persone che apparentemente non hanno fatto nulla di male, ma sono altezzose, sprezzanti, egoiste in natura e non hanno fatto tutto il bene che potevano.

Ora le loro anime sono in costante irrequietezza e movimento, in nessun luogo di solitudine. ?

Le anime di coloro che vivevano in peccato impuro, che usavano i loro corpi per perversioni e licenziosità, sono nel Cerchio del Desiderio.

Sono bruciati da un'insaziabile sete di purezza.

Vorrebbero ripulire lo sporco ma si sentono inquinati e stanchi di soffocare se stessi.

Nel Cerchio delle Delusioni ci sono le anime che vivevano dei loro capricci, delle loro fantasie, che erano costantemente alla ricerca di nuove esperienze.

Anime di persone che non volevano conoscere o toccare i doveri più semplici e quotidiani della vita reale.

Ora dovranno fare i conti con i loro vani sogni, vagando tra ricerche infruttuose di valori e significati essenziali.

Nel Cerchio della Speranza Ingannevole ci sono le anime che nella vita non hanno mantenuto la loro parola o le loro promesse.

Che hanno riposto false speranze negli altri, che hanno avuto molte buone intenzioni, opportunità e impulsi ma non li hanno mai portati a termine.

Penseranno costantemente che stanno arrivando alla fine del loro tormento, ma non lo sono.

Innumerevoli volte ricominceranno da capo e innumerevoli volte saranno delusi.

Poi c'è il Cerchio della Penitenza Giusta, che è il più grande.

L'anima qui vede chiaramente ogni momento in cui può aver deviato su un sentiero sbagliato e distingue le luci con cui Dio gli ha mostrato tutta la futilità delle sue azioni.

Capisce che con il suo libero arbitrio ha scelto cose che l'hanno offesa e allontanata da Dio, e che, con un piccolo sforzo, avrebbe potuto fare cose che sarebbero diventate gloria per Dio. ?

E poi Fulla Horak descrive il Circolo Indifferente, in cui non si soffre ma si spera, anche se non si sa quanto durerà questa attesa.

Alcune anime rimarranno qui fino a quando non si riposeranno dopo i loro tormenti e otterranno la forza di entrare nel primo Cerchio del Cielo.

Mentre le anime degli altri aspettano qui che qualcuno ripari sulla Terra ciò che hanno distrutto o trascurato nelle loro vite.

Le anime lasceranno qui solo quando le conseguenze del loro errore sulla Terra si saranno estinte.

In questo Circolo ci sono anime che, grazie all'intercessione della Beata Vergine, e alle preghiere e alle opere di persone vive, hanno abbreviato il tormento dei Circoli precedenti.

Il che li costringe ad essere grati a coloro che li hanno aiutati con le loro preghiere a uscire prima.

Infine Fulla Horak dice che ci sono persone che credono di entrare in Paradiso direttamente alla morte, se hanno fatto una buona confessione. Tuttavia, si sbagliano.

Il Purgatorio è un luogo non solo di purificazione, ma anche di maturazione per coloro che, per negligenza o superficialità, hanno trascurato le luci interiori, e non si sono sviluppati spiritualmente durante la loro vita.

Ebbene fin qui abbiamo voluto parlare dei cerchi attraverso i quali passa l'anima per essere purificata in Purgatorio secondo le visioni di Fulla Horak.

Fori della Vergine Maria

(Il mio tempo sta per finire)

 


Messaggio ricevuto il 22 aprile 2023

Mia cara figlia scrivi, Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il Mio Amore per darti un altro messaggio che viene dal Mio Sacro Cuore al tuo. Sì, figlia mia, sono venuto a parlarti perché tutto ti sarà rivelato attraverso il mio amore, affinché tu possa dare tutto ai miei figli che amo e che voglio siano preparati. È vicino il tempo della mietitura, dove tutto accadrà, ma molti saranno colti di sorpresa. Quando accadrà, molti scompariranno sottoterra perché non hanno mai prestato attenzione a nulla di ciò che vi ho detto. Il mio Cuore soffre perché tanti figli mi amano, ma i loro cuori sono chiusi a causa delle cose di questo mondo, e così, molti perderanno il loro Dio a causa delle cose che questo mondo offre loro.

Sono molto triste per tutte le anime che si perderanno, perché non hanno voluto ascoltarmi. Tutto vi è stato rivelato attraverso le Sacre Scritture, e ora attraverso i miei Profeti e coloro che ancora credono in Me. Molti pensano di dover andare in giro per il mondo a fare cose che non rientrano nei miei piani, ma Dio ha reso tutto perfetto. Ma il mondo di oggi offre tutto al contrario, ed è qui che molti perderanno la fede e l'amore per Dio, il vostro Salvatore. Voglio che tu dica al mondo che la mia venuta è vicina, figlia mia, che tutto accadrà ed è molto vicino, anche se non ci credono. Ora devi ricordare tutto ciò che ti è stato detto, in modo da trasmettere questi messaggi ad altri bambini che ascolteranno bene ciò che sono venuto a dire, perché l'ora accadrà, e l'ora è imminente.

Guai a coloro che non se ne sono accorti, perché sarà molto triste per tutti coloro a cui avete parlato ma che non hanno prestato attenzione a nulla. Per coloro che stanno leggendo, è meglio che ascoltino bene, perché il mio tempo sta per finire e non potete abbandonarmi se ascoltate ciò che vi viene detto. Io sono il Buon Pastore, proteggo le mie pecore e loro mi conoscono e mi seguono solo per amore.

Amen.


PANE DI VITA ETERNA E CALICE DELL’ETERNA SALVEZZA

 


Mistero – miracolo


L’Eucaristia è «una singolare abbondanza e varietà di miracoli»; «miracolo massimo nel suo genere».

Leone XIII


1. Che cosa opera?

Nell’Eucaristia Dio Onnipotente opera il mistero e il miracolo. Mistero perché  contiene realtà che oltrepassano la capacità di ogni intelletto creato, anche se gli potessimo  mettere insieme tutti; e miracolo perché oltrepassa ciò che può fare ogni potenza creata,  anche se le potessimo sommare tutte. 

Così Dio, per sua potenza, trasforma tutta la sostanza del pane e del vino in tutta la  sostanza del Corpo e del Sangue del Signore, e acclude ciò che va unito ed essi  inseparabilmente.

a) Mistero

Citando ad Eusebio San Tommaso dice: «“Stando per sottrarre agli sguardi degli  altri il Corpo che aveva assunto per trasferirlo in cielo, era necessario che nel giorno della  Cena consacrasse per noi il sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, perché fosse per  sempre onorato nel mistero ciò che una sola volta veniva offerto in riscatto”»[405].

E citando Sant’Agostino: «“Il Salvatore per far capire con più efficacia la grandezza di questo mistero…”»[406]. 

E la Glossa: «L’Apostolo parlando di questo sacramento scrive: “C’è chi resta con  la fame e chi si ubriaca” [1Cor 11,21], e la Glossa commenta: “Rimprovera coloro che  dopo la celebrazione del sacro mistero e la consacrazione del pane e del vino…”»[407].

Così pure il Crisostomo «commentando il testo evangelico “Ne uscì subito sangue e  acqua” [Gv 19,34], scriveva: “Poiché di là hanno inizio i sacri misteri, quando ti accosti al  calice tremendo, accostati come se tu dovessi bere allo stesso costato di Cristo”. E il  Signore medesimo afferma: “Questo è il mio Sangue che per voi sarà sparso per la  remissione dei peccati” [Mt 26,28]»[408].

L’Angelico si pone questa obiezione: «È necessario allontanare dall’uomo ogni occasione di errore, come raccomanda Isaia: “Togliete dalla via del mio popolo ogni  inciampo” [Is 57,14]. Ma taluni errarono pensando che il Corpo e il Sangue di Cristo siano  in questo sacramento misticamente soltanto. Dunque non era opportuno che in questa  forma si dicesse: “mistero di fede”»[409]. Alla quale risponde: «La parola “mistero” è  usata qui non per escludere la realtà, ma per sottolineare il suo occultamento. Perché in  questo sacramento il Sangue stesso di Cristo è presente in modo occulto; e la sua passione  stessa fu occultamente raffigurata nel Vecchio Testamento»[410]. 

Insiste ancora in un’altra difficoltà: «Sopra abbiamo detto che, come il Battesimo è  “il sacramento della fede”, così l’Eucaristia è “il sacramento della carità”. Perciò in  questa forma non “di fede”, ma “di carità” si sarebbe dovuto parlare»[411]. E confuta:  «L’Eucaristia è denominata “sacramento di fede” perché oggetto di fede: che il Sangue di  Cristo infatti sia realmente presente in questo sacramento si crede solo per fede. Inoltre la  passione stessa di Cristo giustifica per mezzo della fede. Il Battesimo invece è detto  “sacramento della fede” in quanto ne è una professione [dichiarazione o confessione  pubblica]. L’Eucaristia è poi “il sacramento della carità” nel senso che la significa e la  causa»[412].

«Il Salvatore infatti per far risaltare con evidenza maggiore l’altezza di quel mistero,  lo volle imprimere per ultimo profondamente nei cuori e nella memoria dei discepoli»[413] alla fine della sua vita.  

«Ora invece, dovendosi più frequentemente celebrare i sacri misteri...»[414].

«Da parte invece di coloro che si comunicano occorre somma riverenza e cautela, perché non accada nulla che offenda un così grande mistero»[415].

«Il Crisostomo afferma: “Giuda, pur partecipando ai misteri, non si convertì. E così  il suo delitto è per ogni verso più enorme: sia perché si accostò ai misteri con quel cattivo  proposito, sia perché dopo averli ricevuti non divenne migliore, né per il timore, né per la  gratitudine né per l’onore”»[416]. 

«S. Agostino ha scritto: “Nella Chiesa cattolica riguardo al mistero del Corpo e del  Sangue del Signore un buon sacerdote non fa niente di più di un sacerdote cattivo...”»[417]. 

«S. Gregorio esclama: “Oh in quale grande illusione cadono coloro che reputano i  divini e occulti misteri poter essere da alcuni santificati di più che da altri: mentre li  santifica l’unico e identico Spirito Santo operando occultamente e invisibilmente”. Ma  questi occulti misteri vengono celebrati nella Messa. [...] Si riferisce alla santità del divino  sacramento»[418]. 

«Veniamo finalmente a considerare il rito di questo sacramento.

…se nella celebrazione di questo mistero ci sia l’immolazione di Cristo. 

…le altre cose che si riferiscono alla celebrazione di questo mistero.

…le cerimonie che si compiono nella celebrazione di questo mistero»[419].

«Nell’Eucaristia si compendia tutto il mistero della nostra salvezza: perciò essa si  celebra con maggiore solennità degli altri sacramenti. E, poiché sta scritto: “Bada ai tuoi  passi nell’avviarti alla casa del Signore” [Qo 4,17], e: “Prima della preghiera disponi  l’anima tua” [Sir 18,23], nella celebrazione di questo mistero innanzitutto si premette una  preparazione che disponga a compiere degnamente gli atti successivi... Il quarto atto  contiene l’orazione che il sacerdote fa per il popolo, affinché i fedeli siano degni di così  grandi misteri»[420].

b) Miracolo

– È la potenza conferita agli accidenti: «Tra le operazioni del pane alcune gli sono  proprie in ragione degli accidenti, p. es., alterare i nostri sensi. E tali operazioni si  riscontrano nella specie del pane dopo la consacrazione a causa della permanenza degli  accidenti stessi. Altre operazioni invece sono proprie del pane, o in forza della materia,  come il potersi convertire in un’altra cosa, oppure in forza della forma sostanziale, come  gli effetti derivanti dalla sua natura, il fatto p. es., di “irrobustire il cuore dell’uomo”. E  tali operazioni si riscontrano in questo sacramento non in quanto rimane la forma o la  materia, ma perché sono concesse miracolosamente agli stessi accidenti...»[421]. 

«...come per virtù divina è concesso alle specie sacramentali di poter sussistere  senza la sostanza, così è concesso loro di poter agire senza la forma sostanziale per  intervento di Dio»[422]. 

«La trasmutazione che porta a un’altra forma sostanziale non viene prodotta dalla  forma sostanziale direttamente, ma mediante le qualità attive e passive che agiscono in  virtù della forma sostanziale. Ora, questa virtù strumentale rimane come prima nelle specie  sacramentali per l’intervento di Dio. Ecco perché codeste qualità strumentalmente possono  mutare la forma sostanziale: allo stesso modo che un dato essere può agire oltre la propria  natura, non per virtù sua, ma per virtù dell’agente principale»[423]. 

«Tuttavia, poiché non sembra ragionevole ammettere miracoli in questo sacramento  se non in dipendenza della consacrazione, la quale non importa né creazione né ritorno di  materia, è meglio asserire che nella consacrazione stessa viene concesso miracolosamente  alla quantità dimensiva del pane e del vino, di essere il primo soggetto delle forme  successive. Ora, questa è una proprietà della materia. Di conseguenza è concesso alla  suddetta quantità tutto ciò che spetta alla materia. E così quanto potrebbe generarsi dalla  materia del pane e del vino se fosse presente, può generarsi dalla suddetta quantità  dimensiva del pane e del vino; non per un nuovo miracolo, ma in forza del miracolo già  compiuto»[424].

«Sebbene [nelle sacre specie] non ci sia la materia per generare qualche cosa, c’è tuttavia la quantità dimensiva a far le veci della materia…»[425]. 

«Le specie sacramentali sono degli accidenti, esse però, secondo le spiegazioni date, hanno le funzioni e le virtù della sostanza»[426]. 

«La quantità dimensiva del pane e del vino conservano la propria natura e ricevono  miracolosamente le virtù e le proprietà della sostanza. Ecco perché essa può convertirsi in  ambedue le cose: in una nuova sostanza e nelle sue dimensioni»[427].

«...il cibo nutre in quanto si converte nella sostanza di chi si alimenta. Ma abbiamo  già detto che le specie sacramentali possono convertirsi in una sostanza che si genera da  esse. Ora, per la stessa ragione per cui possono convertirsi in cenere e in vermi, possono  convertirsi nel corpo umano. Quindi è chiaro che nutrono.

L’opinione di alcuni poi, secondo la quale esse non nutrirebbero in senso proprio  convertendosi in corpo umano, ma ristorando e sostenendo tramite un influsso sui sensi,  come l’odore del cibo può ristorare e l’odore del vino inebriare, risulta falsa alla prova dei  sensi. Infatti un simile ristoro non è durevole per l’uomo, il cui corpo ha bisogno di  compensare le sue continue perdite. E tuttavia l’uomo potrebbe sostenersi a lungo  consumando in grande quantità ostie e vino consacrati.

Similmente non può reggersi l’opinione di chi dice che le specie sacramentali  nutrono mediante la forma sostanziale del pane e del vino, la quale rimarrebbe. Sia perché  essa non rimane, come sopra abbiamo dimostrato, sia perché nutrire non è compito della  forma, ma piuttosto della materia, la quale riceve la forma di chi si nutre e perde quella  dell’alimento. Aristotele infatti osserva che il cibo è dissimile all’inizio, mentre alla fine è  simile»[428]. 

«Dopo la consacrazione si può parlare di pane in questo sacramento in due sensi.  Primo, indicando come pane le specie del pane che mantengono il nome della sostanza di  prima: e in tal senso lo usa S. Gregorio nell’omelia di Pasqua. Secondo, si può chiamare  pane lo stesso Corpo di Cristo che è mistico pane “disceso dal cielo”. Perciò quando S.  Ambrogio dice che “questo pane non finisce nel nostro corpo”, usa il termine pane nel  secondo senso: poiché il Corpo di Cristo non si converte nel corpo dell’uomo, ma ristora il  suo spirito. Egli perciò non parla di pane nel primo senso»[429].

«Le specie sacramentali, sebbene non siano tra le parti costitutive del corpo umano, tuttavia si convertono in esse»[430].

«Le specie sacramentali, pur non essendo sostanza, hanno nondimeno le virtù della sostanza…»[431]. 

«Il luogo dov’è il Corpo di Cristo non è vuoto. Tuttavia non è propriamente  occupato dalla sostanza del Corpo di Cristo, la quale non vi è presente localmente… Ma è occupato dalle specie sacramentali, le quali sono in grado di riempire lo spazio, o in forza  della natura delle loro dimensioni, o almeno miracolosamente, come già miracolosamente  sussistono per modo della sostanza»[432]. 

Gli accidenti restano senza soggetto per la potenza di Dio: «Perciò si deve  concludere che in questo sacramento gli accidenti rimangono senza soggetto. E la cosa è  possibile per virtù divina»[433]. 

«La corruzione delle specie sacramentali non è miracolosa, ma naturale:  presupponendo però il miracolo compiutosi nella consacrazione, e cioè che quelle specie  sacramentali mantengono senza il soggetto l’essere che prima avevano nel soggetto; allo  stesso modo che un cieco guarito in maniera miracolosa ci vede in maniera naturale»[434].

«Innocenzo III in una Decretale dichiara che “gli accidenti si fondono con il vino  aggiunto; perché, se si aggiungesse dell’acqua, essa prenderebbe il sapore del vino.  Accade così che gli accidenti mutano soggetto, come accade anche che il soggetto muta  accidenti. La natura così cede al miracolo e la virtù divina opera fuori dell’ordine  consueto”. Questo però non si deve intendere nel senso che i medesimi accidenti passino  numericamente dal vino consacrato al vino aggiunto, ma tale mutamento avviene a seguito  di un’azione. Infatti gli accidenti del vino che rimangono conservano le attività della  sostanza, come si è detto: e quindi è con una trasmutazione che raggiungono il liquido  aggiunto»[435]. 

«...in questo sacramento la consacrazione della materia consiste in una miracolosa conversione della sostanza, che solo Dio può compiere»[436]. 

San Tommaso si pone questa difficoltà: «I miracoli non vengono compiuti per una  virtù creata qualsiasi, ma solo per virtù divina, come abbiamo visto nella Prima Parte. Ma  la conversione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo è un’opera non meno  miracolosa della creazione, o della formazione del Corpo di Cristo nel seno della Vergine:  cose che non poterono avvenire per nessuna virtù creata. Perciò neppure questo  sacramento viene consacrato per una qualsiasi virtù creata delle parole suddette»[437]. E  risolve la difficoltà in questo modo: «I miracoli nessuna creatura li può fare come agente  principale; tuttavia li può fare strumentalmente, come il contatto stesso della mano di  Cristo guarì il lebbroso. È appunto in tal modo che le sue parole convertono il pane nel suo  Corpo. Nulla di ciò poté invece avvenire nella concezione del Corpo di Cristo al momento  della sua formazione, come se qualcosa derivante dal Corpo di Cristo avesse una virtù  strumentale per la formazione di quel corpo medesimo. Neppure nella creazione c’era un  termine di partenza su cui si potesse esercitare l’azione strumentale della creatura. Perciò  questi paragoni non reggono»[438].


16. Epilogo 

«“Il fuoco del nostro desiderio accendendosi alla fiamma” del sacramento, 

“brucerà i nostri peccati e illuminerà i nostri cuori;

perché partecipando al fuoco divino ardiamo e ci divinizziamo”»[439].

San Giovanni Damasceno



Gentile Lettore: 

Voglia Dio e la sua Madre Santissima donarti la grazia propria di questo sacramentosacrificio che è «una certa delizia attuale di dolcezza spirituale», che è il godere del sapore  incomparabile di questo Pane supersostanziale e di questo Sangue inebriante, come ci ricorda  tante volte l’Angelico: 

«Perciò con questo sacramento, per quanto dipende dalla sua efficacia, l’abito della  grazia e delle virtù non viene soltanto conferito, ma anche spinto all’atto, conforme alle  parole di S. Paolo: “La carità di Cristo ci sospinge” [2Cor 5,14]. Ecco perché in forza di  questo sacramento l’anima spiritualmente si ristora, in quanto rimane deliziata e quasi  inebriata dalla dolcezza della bontà divina, secondo l’espressione dei Cantici: “Mangiate,  amici; bevete, inebriatevi, carissimi” [Cnt 5,1]»[440].

«Effetto dell’Eucaristia, come si disse sopra, non è solo l’aumento della grazia  abituale, ma anche il gusto immediato della dolcezza spirituale. Ora Cristo, sebbene non  abbia ricevuto dalla percezione di questo sacramento una crescita di grazia, ebbe tuttavia  un godimento spirituale nell’istituzione di questo nuovo sacramento, tanto da dire: “Ho  desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi” [Lc 22,15]. S. Eusebio  riferisce questo passo al nuovo mistero del Nuovo Testamento che egli stava per dare ai  suoi discepoli. Perciò Cristo si comunicò spiritualmente e anche sacramentalmente,  prendendo il proprio Corpo sotto il sacramento che volle e istituì come sacramento del suo  Corpo. In modo però diverso da come si comunicano sacramentalmente e spiritualmente gli  altri, perché questi ricevono un aumento di grazia, e perché hanno bisogno dei segni  sacramentali per mettersi a contatto con la verità»[441].

«Si è detto infatti che effetto di questo sacramento non è soltanto la ricezione  della grazia abituale o della carità, ma anche un certo ristoro attuale di dolcezza  spirituale. Ora, questa viene certamente impedita se uno accede all’Eucaristia con lo  spirito distratto dai peccati veniali. Non resta invece impedito l’aumento della grazia  abituale, o della carità»[442]. 

«Chi si accosta a questo sacramento con il peccato veniale in atto compie spiritualmente una refezione abituale, ma non attuale. Quindi riceve l’effetto abituale di  questo sacramento, ma non l’effetto attuale»[443]. 

«Il Battesimo non è ordinato a un effetto attuale, cioè al fervore della carità, come  l’Eucaristia. Infatti il Battesimo è la rigenerazione spirituale che dona la prima perfezione,  che consiste in un abito o forma; mentre l’Eucaristia è un cibo spirituale fatto per produrre  un gusto attuale»[444]. 

Questa «certa delizia attuale di dolcezza spirituale» si accresce perché il sacramentosacrificio è garanzia, fonte e pegno di salvezza eterna, come afferma insistentemente  l’Aquinate: 

«In questo sacramento dobbiamo considerare due cose: il sacramento stesso e  l’effetto del sacramento. Si è detto che l’effetto di questo sacramento è l’unità del Corpo  mistico, senza la quale non ci può essere salvezza: poiché nessuno può salvarsi fuori della  Chiesa, come nel diluvio nessuno si salvò fuori dell’arca di Noè, simbolo della Chiesa,  come insegna S. Pietro [1Pt 3,20-21]»[445]. 

«…senza la fede nella passione di Cristo non ci poté mai essere salvezza, in  conformità alle parole di S. Paolo: “Dio ha prestabilito Cristo quale mezzo di  propiziazione per la fede nel suo sangue” [Ro 3,25]»[446].

«...si addice alla carità di Cristo, il quale per la nostra salvezza assunse un corpo reale di natura umana»[447].

«Agli altri invece che non si comunicano giova come sacrificio, in quanto viene  offerto per la loro salvezza, cosicché nel canone si legge: “Ricordati, Signore, dei tuoi servi  e delle tue serve, per i quali ti offriamo, o che ti offrono questo sacrificio di lode per sé e  per tutti i loro cari, per la redenzione delle loro anime, per la speranza della loro salvezza e  della loro incolumità”»[448]. 

«Ora, è chiaro che tutti sono tenuti a comunicarsi almeno spiritualmente; perché ciò,  secondo le spiegazioni date, significa incorporarsi a Cristo. La comunione spirituale però  include il desiderio di riceverlo sacramentalmente […]; perciò senza il desiderio di ricevere  questo sacramento per l’uomo non ci può essere salvezza. Ma un desiderio sarebbe vano se  non venisse appagato quando l’opportunità lo consente. Di conseguenza è chiaro che l’uomo  è tenuto a ricevere questo sacramento non solo per la legge della Chiesa, ma anche per il  precetto del Signore: “Fate questo in memoria di me” [Lc 22,11; 1Cor 11,24]»[449].

«Questo sacramento, l’abbiamo già detto sopra, si celebra in memoria della passione del Signore, e si riceve per la salvezza dell’anima»[450].

«Nell’Eucaristia si compendia tutto il mistero della nostra salvezza»[451]. 

È il «pane santo di vita eterna e calice dell’eterna salvezza»[452].

È il cuore dei mezzi «con i quali conseguiamo la salvezza»[453].


Padre Carlos Miguel Buela, 

Benedetta sii tu, o Maria

 


Beata te, o Maria, vergine povera, figlia di poveri! Tu sei divenuta la Madre del Signore dei signori. Nel tuo grembo, santa Madre del Signore, ha dimorato santamente quel Figlio della cui lode sono pieni i cieli. Beata te, o Maria: con il tuo latte hai nutrito il Figlio di Dio! E beate le tue braccia che lo hanno stretto al petto. Lui, fiamma d'amore, hanno sostenuto le tue ginocchia. Beata te, o madre colma di ogni bene: in te è sbocciata la luce che ha vinto l'oscurità delle tenebre. Benedetta sii tu, o Maria, e benedetto il frutto che ci hai donato! Benedetto il Padre che ha inviato il Figlio per la nostra salvezza! E benedetto lo Spirito consolatore che ci ha insegnato il mistero di lui. Benedetto il suo nome in eterno. Amen.


AMATA MADRE MIA…

 


Carbonia 25.04.2023

Amata Madre mia…

Fiumi di grazie arriveranno per i miei Figli!

Amati del vostro Dio,

  • il tempo delle cose nuove è giunto,
  • il Cuore Immacolato di Maria è al suo trionfo,
  • gli eletti di Dio esulteranno!

Madre mia SantissimaFiore del mio Seno:

  • Tu sei la Stella dell’Amore,
  • sei il mio Amore, il mio Tutto.
  • Il tuo Figlio Gesù Ti ammanta della sua stessa Persona,
  • in Te è il trionfo di questa Umanità.

Madre mia Purissima:

  • Io, il tuo Figlio Gesù, sono sempre in Te;
  • Mi sono incarnato in Te, vivo in Te.
  • Grazierò ogni tua richiesta per i tuoi Figli,
  • Ti innalzerò a Corredentrice del Disegno di Salvezza.

Madre mia Castissima:

  • Tu sei, e per sempre sarai la Stella che illumina il cammino,
  • con Me sarai per sempre:
  •  il tuo Cuore è mio, il tuo Seno è mio, il tuo Tutto è in Me.

Donna d’Amore e Carità eccelsi:

  • Tu sei la Donna che rinnoverà la Terra,
  • Colei che abbraccerà questa Umanità alla Salvezza.
  • Dio Ti ha scelta per Sé,
  • Tu sei fortezza in Dio!

Oh Madre:

  • Guarisci i cuori degli uomini con il tuo Amore e il tuo dolce Sorriso.
  • Sii Mamma di tutti: accoglili in Te,
  • rinnovali con i santi crismi della Madre Chiesa,
  • istruisci i tuoi Figli alla santa Dottrina di Dio!
  • Usa la tua potenza in Dio per rinnovare gli animi perduti:
  • ristorali con il fuoco del tuo Amore.

Amata Madre mia:

  • veglia su questa Umanità scellerata, … che tutto ha perso di Me, per seguire Satana;
  • riabbrancali a Te, tienili stretti a Te fino quando il loro cuore batterà nuovamente nell’amore a Me.
  • Studia i loro passi, anticipali nel Bene.
  • Disperdi coloro che non sono “Miei”: Satana se li porti via con sé.

Mamma dei mille dolori:

  • Tu, che assieme al tuo Figlio Gesù hai patito per la salvezza degli uomini,

avrai la gioia di possederli tutti in Paradiso.

  • Grazie infinite discenderanno su questa triste Umanità, perché Dio preferisce così, vuole recuperare ogni uomo, per donargli a vivere di Sé e in Sé.

Tuona la voce di Dio su tutto l’Universo, un boato fortissimo attirerà l’attenzione di tutti gli uomini!

Dio si manifesterà al mondo quale Unico e Vero Dio!

La Pasqua del Signore è vicina o uomini,

  • state pronti, con i calzari ai piedi, i fianchi cinti e il bastone in mano,
  • perché all’improvviso vi troverete di fronte a Colui che è il vostro Dio Amore, il vostro unico Salvatore.

Preparatevi a ricevere i doni dello Spirito Santo.

  • Pregate,
  • digiunate,
  • servite,
  • amate,
  • adorate il Signore con tutto il vostro cuore. Amen.

 


martedì 25 aprile 2023

La virtù della discrezione, senza il fervore della carità, resta inerte e il fervore veemente

 


La virtù della discrezione, senza il fervore della carità, resta inerte e il fervore veemente, non temperato dalla discrezione, corre al precipizio. Perciò è da lodare colui al quale non manca nessuno dei due.

San Bernardo di Chiaravalle


(Il tempo che ti rimane è così poco)

 


Messaggio ricevuto il 18 aprile 2023

Mia cara figlia scrivi, Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il mio Amore per darti un altro messaggio che viene dal mio Cuore di Padre che ama i suoi figli. Voglio darti tutto, perché meriti la tua ricompensa. Sì, non scoraggiatevi figli miei, perché il tempo che vi rimane è così poco, tutto è alle vostre porte, perciò voglio darvi tutto prima che vi accada il peggio. Tutti coloro che ascoltano i miei messaggi devono stare all'erta, perché nulla arriverà senza che voi lo vediate per potervi preparare, perché tutto accadrà e voi non potrete farci nulla. Voglio darvi i miei insegnamenti affinché non vi colgano di sorpresa, perché molti non sanno nulla e non sono preparati ad accompagnarvi.

Tutti dovranno prepararsi prima che vi accada il peggio, perché sarete scossi da tutto ciò che verrà nel mondo. Non voglio perdervi figli miei, per questo vi voglio preparati, perché quando vi darò i miei segnali seguirete tutti quelli che vanno avanti, per andare nel luogo che è pronto a ricevervi. Non aspettate che accada per prepararvi, perché poi non avrete il tempo di prendere il vostro cappotto. Sì, figli miei, vi invito a non rimanere indietro come le cinque fanciulle sciocche (Mt 25, 1-13), perché vi ho detto già da tempo di prepararvi prima che accada il peggio. Quando l'anticristo entrerà, non potrete aspettare che tutto finisca, perché allora non potrete fare nulla, perché egli vi seguirà ovunque andiate.

Sì, figli miei, vi invito a non perdervi, perché tutto è alle vostre porte. Se sapeste a che ora verrà il ladro, vi preparereste. Voglio dare questo a tutti perché non rimangano indietro, perché molti non credono a questi messaggi che vi vengono comunicati. Tutto passerà, ma le mie parole non passeranno, senza che tutto accada. Io sono il Buon Pastore, proteggo le mie pecore e loro mi seguono solo per amore.

Amen.