sabato 15 agosto 2026
Il Mistero dell’Iniquità
venerdì 14 agosto 2026
Quando la gloria riempie il corpo umano
Maria
Gesù stava davanti a me in tutta la sua gloria di risorto. Trasformato e radioso, il suo corpo era stato glorificato proprio come il mio corpo è glorificato e come lo sarà il tuo corpo, o lettore, se solo ascolti e segui i miei messaggi. È per questo che ti parlo. Ciò che è accaduto a Gesù, e quello che è successo a me, è significativo di ciò che può succedere anche a te.
Gloria celeste
Siete chiamati ad essere assunti nella gloria del Padre celeste e vivere per sempre. Questa è la chiamata e la forza del vostro Battesimo. Questo dono non può mai, mai essere tolto. Tuttavia, si può buttare via. Si può rifiutare. Si può scegliere di venderlo per un piatto di minestra (come Esaù) o per trenta monete d’argento del mondo (come Giuda). Spiegherò questa gloria in modo che tu non la butti via come inutile o tu la venda al miglior offerente.
Spiegando la Resurrezione
Alla sua morte l’anima di Gesù ha lasciato il suo corpo ed è andata davanti al Padre che la ha immersa nella pienezza della gloria. Domenica mattina, l’anima piena di gloria, è entrata di nuovo nel suo corpo. Questo ha fatto sì che il suo corpo risuscitasse dai morti. A causa di questa gloria, il corpo stesso è stato cambiato in un corpo glorificato, incapace di soffrire e morire, in grado di venire a porte chiuse, di apparire e scomparire nelle molte volte che Gesù è venuto dai suoi discepoli. Infine, quella gloria ha sollevato Gesù nei luoghi celesti, dove siede alla destra del Padre.
La tua gloria
La buona notizia è che Gesù comunica quella gloria a tutti coloro che credono in lui e nella potenza del suo nome. Questo è il tuo destino, o lettore, e perché parlo continuamente.
Io sono stata la prima persona a sperimentare la pienezza della risurrezione, quando anche il mio corpo è stato innalzato alla gloria celeste. Questa è chiamata “l’Assunzione di Maria”. Questo è il tesoro che Gesù ed io così tanto vogliamo per te. È tuo, se solo ascolti e vivi secondo questi messaggi. Sto predicando ormai al mondo intero.
Commento: Maria spiega la causa della risurrezione corporea del Signore, che è la gloria divina a nostra disposizione per mezzo di Gesù.
8 Aprile 2012
DONO DELLO SPIRITO SANTO: IL CONSIGLIO
Amate figlie,
vi ho già mostrato quanto siano necessari i doni della Sapienza e dell'Intelligenza; ora vi parlerò della necessità che avete di possedere il dono del Consiglio, per mezzo del quale saprete ciò che dovete evitare e ciò che dovete fare e consigliare agli altri.
Il dono del Consiglio è molto necessario a coloro che hanno anime da dirigere nel cammino della virtù. Voi, carissime figlie, siete spose di Gesù e di Gesù Crocifisso, pertanto, tutte le anime sono vostre e tutte esse necessitano di un buon consiglio.
Oh! quante anime, per infelicità, gemono nelle fiamme ardenti dell'inferno, per mancanza di qualcuno che desse loro un buon consiglio!
Vedete come questo dono vi è necessario per andare dietro ai peccatori e mostrare loro il cammino della verità! Quanti ignoranti commettono il peccato per mancanza di qualcuno che dia loro un buon consiglio e li avverta dei loro errori!
Poveri infelici, vivono nell'oscurità per mancanza di apostoli, che vadano dietro a loro a dire che c'è un Dio e che possiedono un'anima, che è immortale. Inoltre il dono del Consiglio è necessario a voi stesse, perché vi fa riflettere e prendere consiglio con la vostra propria anima, prima di agire, perché nella vostra anima si trova il vostro Sposo.
Il dono del Consiglio vi fa cercare un virtuoso e illuminato direttore, il quale vi mostra la volontà dell'Altissimo; e, quando non si trova questo, il dono del Consiglio, influendo per mezzo del Divino Paraclito nelle vostre anime, vi fa agire senza timore, e mai vi lascerà errare, perché tutti i doni del Divino Spirito Santo brillano nell'anima, illuminando così il cammino che percorrete e nel quale il buon Dio si degnò di porvi.
Carissime figlie, chiedete con insistenza il dono del Consiglio e sarete molto utili alla Chiesa. Vedete, quando il mio adorabile figlio mi lasciò in questo esilio, appena finita di fondare la sua Divina Chiesa, fu per dare consigli a questa stessa Chiesa così recente, tuttavia, che mai errò. Ogni volta che gli apostoli si trovavano in difficoltà e a me ricorrevano, mostrai loro la volontà di Dio, ed essi, fermi come rocce, non si smossero davanti alle persecuzioni tremende, che il demonio scatenò loro! Vedete, amate del mio Cuore, che, se Io non possedessi il dono del Consiglio, non potrei guidare un'opera così importante come è la Chiesa di Gesù Cristo, questa arca bellissima e incantevole, che preserva i suoi figli dal drago infernale e li conduce al porto sicuro, che è il Paradiso.
Carissime figlie, gli apostoli ricevettero il dono del Consiglio in profusione, perciò lo lasciarono in eredità a tutti i loro legittimi successori. Il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti possiedono questo dono in profusione, perché a loro fu detto: Tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto in Cielo e tutto ciò che legherete sulla terra sarà legato in Cielo, pertanto, quando essi vi parleranno in nome della Chiesa, lo Spirito Santo scende su di loro in un modo speciale. La parola di questi ministri vi deve essere molto cara, quando essi cooperano con la grazia; poiché, per infelicità, non tutti sanno corrispondere alla loro così alta dignità!
Oh! luce del Divino Paraclito, nemmeno da tutti sei compresa! Molti sono coloro che ti disprezzano!
Amate della mia anima, chiedete con insistenza il dono del Consiglio per praticare ciò che è perfetto, e aborrire l'imperfetto e dare il buon consiglio a chi ve lo chiede. Date, carissime figlie, il buon consiglio a tutti coloro che si avvicineranno a voi, ma, per questo, è necessario che chiediate molto al Divino Consolatore, che vi infonda nell'anima il dono del Consiglio; infuso questo, allora darete agli altri la divina Luce, compiendo il vostro dovere che è di essere perfette e lavorare affinché tutti lo siano.
Sì, amate della mia anima, lavorate, sforzatevi, date al Divino Ospite il cuore vuoto di tutto, di tutti e di voi stesse! Ah! allora Egli vi colmerà dei suoi celesti doni; e se così farete Io vostra Madre vi riempirò anche delle mie benedizioni.
Missionarie di Gesù Crocifisso di Campinas.
Chiediti: chi voglio servire? Sono pronto a portare la mia croce per amore di Cristo o desidero essere ricompensato dal mondo?
Apparizione di San Padre Pio lunedì 29 giugno 2025,
Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
San Padre Pio appare avvolto da una luce splendida e dice:
«Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Chiediti: chi voglio servire? Sono pronto a portare la mia croce per amore di Cristo o desidero essere ricompensato dal mondo? La ricompensa del mondo la riceverai dal Seduttore. Questa ricompensa è ingannevole e ti condurrà alla rovina. Ricorda che tutto lo splendore di questo mondo è destinato a durare solo per un breve tempo. Questo tempo di tribolazione è anche un momento di scelta per te: a chi vuoi servire? Porti la tua croce per amore di Gesù? Allora questa sarà grazia per l’eternità. Grazia che diventerà una roccia di fede. La tua fiducia nel Signore ti salverà, così come il suo amore; perché Gesù ti ama infinitamente! Rivolgi lo sguardo a Lui e abbandona il mondo. Prega per la pace, poiché in questo tempo si rivela il Seduttore. La pace del Signore sia con voi e beati siete voi, se aprite il vostro cuore a Gesù e Gli date accesso. Quanto più invocate il Re della Misericordia nella vostra vita e Gli date accesso, tanto più la Sua grazia potrà diffondersi tra gli uomini. Guardate, dipende da voi, dai vostri cuori preganti e amorevoli, quanto si diffonda la grazia del Signore. Pregate intensamente per la Chiesa e per le famiglie. Il Signore ama molto entrambe e le famiglie sono le pietre angolari della Chiesa; per questo, in questo tempo, le famiglie sono sottoposte a grandi pressioni. Amate e confidate nel Signore. Pregate per quelle persone che si smarriscono. Beati figli di Dio, pregate con il cuore! Figli del Re della Misericordia, siate anche voi misericordiosi, così come il vostro Signore vi ha dato l’esempio. Guardate al Signore, non guardate alla divisione. Non dimenticate che il Signore è vivo nella Sua Chiesa. Pregate di più e non giudicate! Il tempo in cui giudicate è tempo sprecato. Impiegatelo nella preghiera e nell’amore! Questo è tempo che voi affidate alla grazia di Dio. Non guardate alle turbolenze del mondo, agli smarrimenti umani. Guardate al Signore, che pieno d’amore per voi è morto sulla croce. È il Suo sacrificio che conta, non gli smarrimenti degli uomini. Prego per voi!»
San Padre Pio ci saluta e percepiamo un profumo di fiori e di olio. Più tardi ci benedirà insieme al sacerdote.
PREGHIERA QUOTIDIANA DI OFFERTA AL VOLTO SANTO DI GESÙ
Volto Santo del mio dolce Gesù, espressione viva ed eterna dell'amore e del martirio divino, sofferto per l'umana Redenzione, Ti adoro e Ti amo. Ti consacro oggi e sempre tutto il mio essere. Ti offro per le mani purissime della Regina Immacolata le preghiere, le azioni e le sofferenze di questo giorno, per espiare e riparare i peccati delle povere creature. Fà di me una Tua vera apostola. Che il Tuo sguardo soave mi sia sempre presente, e si illumini di misericordia nell'ora della mia morte. Amen
JOSEPH, ER - Nepete 15 feb. 1954
I MESSAGGERI DELL'AMORE: ISAIA
MESE A DIO PADRE
INTRODUZIONE - Isaia è più che un profeta, è stato chiamato l'evangelista dello Antico Testamento. Aveva una personalità umana e religiosa assai ricca.
Egli ha previsto e descritto i tempi messianici con ricchezza sorprendente di particolari e li ha annunciati con forza e ardore religioso che miravano- a sostenere la speranza del suo popolo e ad aprirne l'animo alla fede e all'amore in Dio. Dio ama, purifica e salva anche quando castiga. Il Messia si farà servo e propiziazione e salvatore per noi, nella sofferenza.
Ma egli ci rivelerà anche i tratti della tenerezza e della dolcezza di Dio per noi: sarà l'Emanuele, cioè Dio-con-noi, ci sarà dato come figlio bambino che allieta la casa, dove nasce. Sarà come un germoglio di primavera spuntato su tronco vecchio, sarà il principe della pace: allora il lupo abiterà con l'agnello, le spade saranno trasformate in vomeri e le lance in falci, una nazione non alzerà più la spada contro un'altra. Sarà il principe della clemenza: non spegnerà il lucignolo che dà gli ultimi guizzi di fiamma, non spezzerà la canna debole, anzi « distruggerà la morte per sempre; asciugherà le lacrime di ogni viso ».
Ma Isaia avvertiva anche con accoramento: « Se non credete, non sopravvivrete ». Solo « chi crederà non cadrà ». « Mettete la vostra fiducia nel Signore per sempre, perché egli è la rocca eterna ».
MEDITAZIONE BIBLICA - Nella conversione e nella quiete è la vostra salvezza, nella tranquillità e nella fiducia è la vostra forza. (...) Il Signore attende il tempo di usarvi misericordia e perciò egli si leva per usarvi pietà, perché è un Dio di giustizia il Signore; beati coloro che sperano in lui. Sl, popolo di Sion, non piangere; egli ti userà pietà, udendo la voce del tuo pianto; quando ti udrà avrà pietà di te. (Isaia 30, 15-20)
CONCLUSIONE - Tutto il messaggio di Isaia suscita una grande fiducia nell'amore di Dio, ma non solo come intimo sentimento religioso, ma anche come impegno nell'amore al prossimo: « imparate a fare il bene, cercate la giustizia, aiutate l'oppresso, difendete la giustizia dello orfano, proteggete la vedova ». Le opere di misericordia corporale e spirituale saranno anche i segni che riveleranno il Messia: illuminare i ciechi, raddrizzare gli storpi, dar l'udito ai sordi, sciogliere la lingua ai muti. Le stesse opere e mille altre, non come miracoli o interventi straordinari, ma come soccorso e servizio fraterno di ogni giorno, devono essere compiute dal cristiano, secondo la sua professione, per amore.
PREGHIERA COMUNITARIA
INVITO - Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera a Dio, nostro Padre, che in ogni tempo ha mandato i suoi profeti a richiamare gli uomini alla conversione e all'amore. Preghiamo insieme e diciamo: Per il Cuore di Cristo tuo Figlio, ascoltaci, o Signore.
INTENZIONI - Perché sorgano anche oggi nella Chiesa e nel mondo, profeti generosi che sappiano richiamare alla conversione e all'amore e suscitino operosa la Speranza cristiana, preghiamo: Perché la Chiesa sia liberata dai falsi profeti, che con zelo apparente e dottrine di superbia turbano il popolo di Dio e scandalizzano il mondo, preghiamo: Perché ognuno di noi sia docile alla voce di quel profeta interiore che ci è dato nella nostra coscienza, preghiamo: Perché nella Chiesa e nel mondo cresca il rispetto e l'obbedienza per i « profeti ordinari » costituiti in autorità da Dio nella S. Gerarchia, nella Società e nella Famiglia, preghiamo. (Altre intenzioni personali…)
PREGHIERA DI CONCLUSIONE - Signore, Dio nostro, mentre ti chiediamo perdono per aver tante volte chiuse le orecchie e il cuore alla tua voce che si manifestava nella nostra coscienza o per mezzo dei tuoi « profeti », ti preghiamo di formarci un cuore nuovo più docile, più umile, più pronto e generoso, come il Cuore di Gesù, tuo Figlio. Amen.
Il tempo vi sta sfuggendo!
10 agosto 2026
Bonaventura: Figlio mio. È molto importante che tu continui a scrivere per Noi.
Vedete così tanti cambiamenti nel vostro mondo, eppure continuate a credere che tutto proseguirà semplicemente come prima.
Vedete quanto tutto si stia oscurando e si stia rivoltando contro di voi, contro la vostra qualità di vita, eppure non vi rendete conto di dove vi trovate!
Vedete come venite “sommersi” – e non sto parlando di acqua – da coloro che non si adatteranno mai, eppure lasciate che ciò accada.
Vedete come venite ingannati dalla politica e dai media, eppure non fate nulla per contrastarlo!
Siete tiepidi!
Siete pigri!
E non avete imparato nulla!
L’odio nella vostra società viene alimentato e i vostri cuori si stanno oscurando, ed è proprio questo che vi porterà alla rovina!
Dovete pregare!
Dovete trovare delle soluzioni!
Dovete ribellarvi, ma con amore!
E dovete invocare Gesù e riporre in Lui la vostra completa fiducia, perché solo LUI è il Salvatore! Solo LUI è il Redentore! E solo con LUI rimarrete forti e saldi, ma senza di LUI sarete perduti e la vostra anima sarà in balia del diavolo, il vostro cuore sarà divorato e soffrirete qui, ora e nell’eternità!
Figlioli, figlioli, io, il vostro Bonaventura, vi porto oggi questo messaggio, perché è giunto il momento!
Se ora non vi rendete conto e non siete pronti per il Signore, allora sarete perduti, perché l’arrivo dell’Anticristo è vicino e gli ultimi preparativi per la sua «entrata in scena» sono in pieno svolgimento!
Non lo vedete?!
Convertitevi a Gesù e VIVETE CON LUI, perché solo LUI vi condurrà sani e salvi attraverso questo tempo; senza di LUI, invece, andrete in rovina, e l’Anticristo, con i suoi seguaci, vi metterà alla gogna e vi spingerà all’inferno, perché l’odio nei vostri cuori diventerà troppo grande! L’invidia sta già divorando così tanti di voi! E la stupidità di coloro che semplicemente se ne infischiano (!) li porterà alla rovina e nel regno infernale del diavolo!
Il tempo stringe! Vi sfuggirà se non vi professerete pienamente a Gesù e non lo seguirete, invece di chiudere gli occhi e le orecchie davanti alla verità!
State in guardia, amati figli, perché la situazione nel mondo non è rosea, e l’influenza dell’Anticristo, il suo potere e la sua malvagità, vi porteranno alla rovina se non sarete pienamente con Gesù! Amen.
State in guardia, perché l’astuzia e l’inganno, la menzogna, l’odio fomentato, la disperazione e chi più ne ha più ne metta vi condurranno direttamente nelle sue braccia diaboliche!
State in guardia, perché il «presunto bene» che egli compie è menzogna, menzogna, menzogna!
Nulla di ciò che vi offrirà è buono!
Nulla di ciò che ha in serbo per voi sarà per il vostro bene!
Correte dunque da Gesù Cristo, perché solo LUI vi guiderà attraverso questo tempo difficile e nel Suo Nuovo Regno! Solo LUI! Il vero e unico Salvatore vostro! Figlio del Padre Onnipotente, che è morto sulla croce per i vostri peccati, affinché possiate ottenere la redenzione, la salvezza e la vita eterna al fianco del Padre e del Figlio, la vita eterna nella gloria, che è e sarà l’unica cosa a cui aspirare per ogni figlio di Dio, poiché questo mondo è solo un breve istante, mentre l’eternità è ciò a cui bisogna aspirare al fianco del Padre e di Gesù. Amen.
Il tuo e il vostro Bonaventura, presente con Gesù e molti altri. Amen.
Il Mistero dell’Iniquità
giovedì 13 agosto 2026
Madre dei redenti
Maria
Hanno sigillato la tomba, ma non riuscivo ad andarmene via. Il dolore nel mio cuore era troppo grande. Solo Dio poteva sostenere in quel momento il mio più grande dolore. Molti potrebbero pensare che i miei più grandi dolori erano finiti, che mio Figlio aveva perseverato nella sua obbedienza al Padre, e che il mondo era ormai redento. Tutto ciò era vero, ma i più grandi dolori avevano appena iniziato ad essere rilasciati nella mia anima. Dio mi stava portando alla prossima tappa del mio ministero per il mondo.
La potenza redentrice del Figlio mio si è scatenata come un possente oceano dentro di me, e ho visto tutta la storia come lui l’aveva vista. Fino ad ora, il mio cuore era totalmente focalizzato su Gesù, per aiutarlo a completare la sua vita terrena. Questo si era compiuto. Il mio lavoro come sua madre fisica era stato portato a conclusione.
Madre di tutti i redenti
Ora, io non ero più soltanto la madre di Gesù di Nazareth. Ero la Madre del Redentore, e sarei stata la Madre del Redentore fino alla fine dei tempi. Una nuova opera era iniziata per me, e con il nuovo lavoro, un nuovo oceano di dolore. Non riuscivo ad allontanarmi dalla tomba. Sono andata con Gesù, nello spirito, al luogo dove le anime dei giusti lo attendevano. Ho salutato i miei genitori e tutti coloro che conoscevo e amavo. Ho visto quando li ha portati alla luce. Ho visto la gioia sui loro volti e come sono stati accolti da tutti gli angeli.
Questo fu l’inizio del regno di Dio che Gesù aveva predicato come imminente e in procinto di irrompere nella storia dell’uomo. Era già arrivato per tutti i giusti che erano morti prima di Gesù, compreso il mio amato Giuseppe.
Una battaglia ancora in corso
Tuttavia, per coloro ancora sulla terra, la battaglia era appena cominciata. Il regno di Dio era giunto in mezzo a loro, ma il mondo intero doveva essere risvegliato alla vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte. In piedi alla tomba, ho visto così chiaramente. Una lotta importante stava per iniziare, una lotta in cui alcuni dei miei figli avrebbero vinto una vittoria nel nome di Gesù e altri la avrebbero persa, anche se Gesù era morto sulla croce. Questo era il mio dolore mentre stavo presso la tomba.
Commento: La sepoltura di Gesù ha aperto per Maria la successiva tappa del suo ministero. Era madre di tutti i redenti con un nuovo compito, di salvarli per il cielo.
7 Aprile 2012
TRATTATO SULL’INFERNO
NON PENSIAMO SOLO ALLA NOSTRA SALVEZZA
Forse questo scritto verrà letto da alcuni che vivono in peccato; qualcuno forse si convertirà; qualcun altro, invece, con un sorrisino di compatimento, esclamerà: "Sciocchezze, sono storielle che vanno bene per le vecchiette!".
A chi invece leggerà con interesse e con una certa trepidazione queste pagine dico...
Voi vivete in una famiglia cristiana, ma forse non tutti i vostri cari sono in amicizia con Dio. Forse il marito, o un figlio, o il papà, o una sorella, o un fratello non ricevono da anni i santi Sacramenti, perché schiavi dell'indifferenza, dell'odio, della lussuria, della bestemmia, dell'avidità, o di altre colpe... Come si troveranno questi vostri cari nell'altra vita se non si ravvedono? Voi li amate perché sono vostro prossimo e vostro sangue. Non dite mai: "A me cosa interessa? Ognuno pensa alla sua anima!"
La carità spirituale, cioè il prendersi cura del bene dell'anima e della salvezza dei fratelli, è la cosa più gradita a Dio. Fate qualcosa per la salvezza eterna di quelli che amate.
Diversamente, starete con loro nei pochi anni di questa vita terrena e poi sarete separati da loro in eterno. Voi tra i salvati... e il papà, o la mamma, o un figlio o un fratello tra i dannati...! Voi a godere la gioia eterna... e qualcuno dei vostri cari nel tormento eterno...! Potete rassegnarvi davanti a questa possibile prospettiva? Pregate, pregate molto per questi bisognosi!
Diceva Gesù a Suor Maria della Trinità: "Infelice il peccatore che non ha nessuno che preghi per lui!".
Gesù stesso ha suggerito alla Menendez la preghiera da fare per convertire i traviati: rivolgersi alle sue divine piaghe. Gesù ha detto: "Le mie piaghe sono aperte per la salvezza delle anime... Quando si prega per un peccatore, diminuisce in lui la forza di Satana ed aumenta la forza che viene dalla mia grazia. Per lo più la preghiera per un peccatore ne ottiene la conversione, se non subito, almeno in punto di morte".
Si raccomanda dunque di recitare, ogni giorno, cinque volte il "Padre nostro' cinque volte l"'Ave Maria" e cinque volte il "Gloria" alle cinque Piaghe di Gesù. E poiché la preghiera unita al sacrificio è più potente, a chi desidera qualche conversione si consiglia di offrire ogni giorno a Dio cinque piccoli sacrifici a onore delle stesse cinque Divine Piaghe. Utilissima è la celebrazione di qualche Santa Messa per richiamare al bene i traviati.
Quanti, pur essendo vissuti male, hanno avuto da Dio la grazia di morire bene per le preghiere e i sacrifici o della sposa, o della madre, o di un figlio...!
Le profezie si stanno avverando.
Sento così tante sfumature e persino contraddizioni nel modo in cui vengono riportate le profezie, i messaggi e tutte le informazioni o comunicazioni riguardanti i tempi in cui viviamo, che ho detto al Signore che avevo bisogno di una cronologia vera, magari breve e senza dettagli; questi potranno essere aggiunti in seguito, ma sono stati ben, molto ben espressi e divulgati nel Libro della Verità, Maria della Divina Misericordia.
Ecco quindi ciò che ho ricevuto:
«Il falso papa sta agendo in questo momento.
La Chiesa è nella confusione.
Il mondo, guidato dalla menzogna, continua a opporsi al Creatore e a distruggere il Creato.
Quest’ultimo è entrato nelle grandi tribolazioni dell’Apocalisse, descritte dai profeti di tutti i tempi.
(E qui in Francia, tra gli altri, da Maria Julie Jahenny, che specifica il ruolo della Francia e di un re scelto per questi tempi.)
L’Anticristo è in agguato e si sta preparando.
Cristo offrirà allora l’Illuminazione delle coscienze per chiamare alla conversione tutti i Suoi figli, compresi coloro che si stanno dannando.
La scelta della risposta avverrà in ogni cuore e saranno i tre anni della lotta finale.
Il re di Francia marcerà con il suo «corteo», il suo esercito dai cuori incrociati.
La Bretagna resisterà, ma gran parte della Francia crollerà a causa dei cataclismi annunciati.
Rifugiato e protetto, il mio popolo attenderà con fede, speranza e amore che la Luce ritorni, come la colomba (dopo il diluvio), per affrettarsi a restaurare e preparare la Venuta di Cristo.
Il Cielo sarà in gran parte sulla terra, Miei figli spogliati e felici.
Nascerà un mondo nuovo.
GESÙ CRISTO CHE VI AMA
Parola di Gesù Cristo ricevuta e trasmessa dalla Sua umile serva Marie-Catherine dell’Incarnazione Redentrice
26 novembre 2019
Gesù nel villaggio di Iscariota - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick
LA VITA DI GESÙ CRISTO E
DI SUA MADRE SANTISSIMA
(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli
fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena)
Gesù nel villaggio di Iscariota
La mattina seguente, Gesù lasciò l'albergo con i discepoli e viaggiò verso est fino a Iscariota, distante non più di un'ora. Sul terreno paludoso di un profondo burrone c'era una fila di case, circa venticinque, vicino a un ruscello d'acqua nera e pieno di canne. Qui e là era stato arginato per formare gruppi per la concia. Spesso quest'acqua mancava, e allora bisognava attingere da altre fonti. Il bestiame destinato al macello, che apparteneva a Meroz, pascolava intorno a queste pozze. Quando necessario a Meroz, venivano uccisi qui, poi scuoiati, e le pelli consegnate ai conciatori di Iscariota. Il burrone in cui giaceva il luogo era direttamente a nord di Machmethat. Il commercio della concia, a causa degli odori che lo accompagnano, era tenuto in abominio dagli Ebrei. Sebbene per la concia delle pelli del bestiame sacrificato degli schiavi pagani e di altre razze più disprezzate fossero necessari, tuttavia, a Meroz vivevano ai margini degli altri abitanti. A Iscariota non si chiamava così, ma la concia, e mi sembrò che la maggior parte delle case di questo luogo appartenesse al vecchio Simeone, lo zio di Giuda.
Giuda era molto caro e utile al suo vecchio zio nel mestiere della pelle. A volte veniva inviato con asini per comprare pelli grezze, a volte con pelli lavorate per le città marittime, poiché era un agente intelligente e astuto e un commerciante commissionario. Ancora non era in quel momento un furfante, e se stesso avesse superato nelle piccole cose, non sarebbe caduto così in basso. La Santissima Vergine lo avvertì molto spesso, ma era molto indeciso. Era suscettibile di pentimenti molto veementi, anche se non duraturi. La sua testa era sempre intenta a stabilire un regno terreno, e quando si accorse che non era probabile che si realizzasse, cominciò ad appropriarsi del denaro affidato alle sue cure. Fu quindi molto risentito del fatto che il valore dell'unguento di Maddalena non fosse passato per le sue mani come elemosina. Fu nell'ultima festa delle Capanne nella vita di Gesù che Giuda cominciò a peggiorare.
Quando tradì Gesù per denaro, non sognò mai che sarebbe stato condannato a morte.
Pensò che il suo Maestro sarebbe presto stato messo in libertà, il suo unico desiderio era fare un po' di denaro.
Giuda era, qui a Iscariota, molto gentile e pronto a servire, si sentiva come a casa. Suo zio, il conciatore Simeone, un uomo molto occupato e attivo, accolse Gesù e i discepoli a una certa distanza dalla piazza, lavò loro i piedi, e offrì i rinfreschi tradizionali. Gesù e i discepoli visitarono la sua casa dove c'erano la sua famiglia, composta da sua moglie, i suoi figli e i suoi servi.
Gesù fece una visita al lato opposto del luogo dove, in mezzo a un campo, c'era una specie di giardino di piacere in cui le tende erano ancora in piedi. Tutti gli abitanti del luogo erano riuniti qui. Gesù insegnò nella parabola del seminatore e i diversi tipi di terreno. Esortò la gente a lasciare che le istruzioni che avevano udito da lui sul monte vicino a Meroz trovassero un buon terreno nei loro cuori.
Gesù poi, con i discepoli e la famiglia di Simeone, prese un po' di cibo in piedi. Durante il pasto, il vecchio Simeone lo pregò di ammettere suo nipote Giuda, che lodò in molti modi, a una partecipazione nei Suoi insegnamenti e nel Suo Regno. Gesù rispose più o meno con gli stessi termini che aveva usato verso lo stesso Giuda: "Tutti possono avere una parte in esso, purché non abbiano deciso di rinunciare alla loro parte a un altro." Gesù compì una guarigione qui, ai malati che erano già stati guariti sulla montagna.
La mancanza di carità come ostacolo alla conversione
Io abborro i cuori e le bocche che odiano, sia che odino Me, Dio, o i fratelli
Dice Gesù: “Se tutti sapessero – in luogo di imprecare soltanto per tutte le noie, le pene, le sventure della vita – se tutti sapessero venire a Me quando il prossimo offende, morde, nuoce, quando calunnia, quando disillude, quando avvilisce, quando colpisce con la sua indifferenza, anticarità, incomprensione, come con una spada, come sarebbe meglio!
Soffrirebbero meno e acquisterebbero benedizioni divine. Invece l’imprecazione contro tutto e tutti, Me compreso, fiorisce sempre su queste labbra umane che si sentono stanche per pregare ma non stanche per insultare.
E come posso Io andare a chi ha in sé odio che fermenta? E l’imprecazione non è forse odio che fermenta? Contro Me, contro il prossimo, contro la volontà di Dio, contro voi stessi. E sappiate che, se anche è contro voi stessi, è da Me riprovata perché lo abborro i cuori e le bocche che odiano, sia che odino Me, Dio, o i fratelli, creature di Dio, o loro stessi, opera di Dio.
Chi poi odia un infelice – odiare per Me è non amare, e per non amare non c’è bisogno di uccidere, basta mancare a quel senso di paziente compassione che anche gli animali domestici sentono per il padrone che soffre – chi odia un infelice, facendogli sentire aspramente la sua condizione ed acutizzando le ferite che Io ho medicato col mio amore perché soffra meno, offende Me che ho detto: “Beati i misericordiosi! Anche di un bicchiere d’acqua vi sarà data ricompensa”. E la parola buona è molto più ricompensata di un bicchiere d’acqua.
Quando infine, con pensiero di scherno, si giudica male un mio servo e lo si turba al punto da renderlo fisicamente incapace di trascrivere la mia parola, allora si commette doppia offesa alla mia Persona. Perché solo Io posso ritirare la facoltà di ricevere in un mio servo, se costui manca a quella forma di vita che lo esigo da lui; e chi invece con arte umana me lo colpisce facendone un povero ferito incapace di moto, sul quale Io devo curvarmi, Samaritano divino, a medicare le ferite e ristorare le forze col mio pietoso amore, si arroga un diritto che non ha e defrauda Dio di un suo diritto e di un suo strumento.
In verità ti dico che, pur conoscendo quel cuore, ho dettato per esso una grande parola per spronarlo, per costringerlo al bene; per te l’ho fatto, e anche per lei, perché il ricordo della madre sua, vera cristiana, le fosse pungolo ad imitarne le virtù. Ma talvolta da un melo dolcissimo nascono selvatici frutti. E che tali restano perché non accolgono, con fede, la parola di Dio. Io sono quello che innesto in voi il Bene. Ma chi non mi accoglie rimane aspro e selvatico come frutto di selvatica pianta.
Non è così, in verità, che si esercita “la carità verso il prossimo”. L’antica Marta era molto migliore. Si affannava di troppe cose, ma non derideva l’amore della sorella, lieta anzi che ella fosse presa in tale amore, e non la turbava al punto da mettere fra lei e Me il velo amaro di una incomprensione fraterna che sempre turba.
Io ho detto alla donna di Samaria: “Chi beve di quest’acqua avrà ancora sete, ma chi beve dell’acqua da Me data non avrà più sete, anzi l’acqua da Me data diverrà in lui fontana d’acqua viva zampillante in vita eterna”.
Ma se quello nel quale Io vengo, portando sotto le specie eucaristiche la divina fontana che ha in sé tutte le virtù e le grazie atte a far di un uomo un santo, rimane marmo che non si imbeve e con la sua non fede vera e non vera carità non solo resta bacino di marmo impenetrabile ma anche bacino perforato da questa sua non fede schietta e non carità, come posso lo divenire in lui fontana d’acqua viva zampillante in vita eterna? In verità ecco che lo sfuggirò da lui dopo esser venuto, perché non amo gli increduli e i non caritatevoli, e lo lascerò ogni volta vuoto e arido come prima.
Tale il destino di chi pretende che Dio faccia tutto il miracolo e non mette di suo nessuno sforzo per migliorare se stesso.
Come lavora Satana intorno a questi cuori! Se si vedessero tremerebbero. Come uccellini svagati, non ascoltano il richiamo paterno che li avverte del pericolo e che li chiama; non vedono, non vogliono vedere che l’uccellatore malefico sta colla rete in pugno per catturarli e farli infelici. E finiscono ad esserne preda e strumento di afflizione per i miei diletti.
Il mondo è pieno di questi svagati. Essi sono i meno facili a convertirsi perché già superbia li tiene e non vi è in essi carità che li bonifichi. Mi fanno pietà. Abbi tu pure pietà e prega. Se la tua preghiera, come la mia grazia, non gioverà, tornerà a te come la grazia torna a Me, e tu ne avrai lo stesso merito come se essa avesse ottenuto la conversione di quel cuore.”
Maria Valtorta: I Quaderni
La domenica è il giorno del buon Dio, il suo giorno, il giorno del Signore. Ha fatto tutti i giorni della settimana e poteva tenerseli tutti: ve ne ha dato sei, ma si è riservato il settimo. Con quale diritto vi appropriate quello che non vi appartiene?
Per la conversione d'Ars
Nella lotta contro il lavoro festivo il santo Curato impiegò otto anni di continui sforzi, ma non giunse ad abolirlo completamente 28. La prima volta che trattò questo argomento dal pulpito, lo fece con tale abbondanza di lagrime, con tale accento di indignazione, con tale fremito di tutto il suo essere che un mezzo secolo dopo alcuni vecchi ne conservavano un ricordo commosso: e per tutta la sua vita, parlando della domenica profanata, ebbe uguali accenti di indignazione e di santa collera:
Voi lavorate, ma quello che guadagnate rovina la vostra anima ed il vostro corpo. Se si domandasse, a quelli che lavorano alla domenica: «Che cosa siete stati a fare? potrebbero rispondere: Sono stato a vendere la mia anima al demonio, ed a mettere in Croce di nuovo Nostro Signore …. Mi sono condannato all'inferno». Quando io vedo condurre carri in domenica, penso che si conduca l'anima all'inferno.
La domenica è il giorno del buon Dio, il suo giorno, il giorno del Signore. Ha fatto tutti i giorni della settimana e poteva tenerseli tutti: ve ne ha dato sei, ma si è riservato il settimo. Con quale diritto vi appropriate quello che non vi appartiene? Sapete che i beni rubati non giovano mai. Non vi gioverà certo il giorno che rubate al Signore. Io conosco due mezzi ben sicuri per diventare povero: lavorare in giorno di festa e prendere la roba altrui 29.
I suoi rimproveri, le sue maledizioni, portate da focolare a focolare, arrivarono presto alle orecchie dei violatori della santa legge; da parte sua, il santo Curato, secondo l'occasione, si incaricò di farsi intendere anche da costoro. Alla domenica dopo il Vespero, lo si vide, contrariamente alle sue abitudini, uscire dalla chiesa e prendere qualcuno dei sentieri che conducono alla campagna. Precisamente in una domenica, nel mese di luglio, incontrò un uomo che ritornava dalla raccolta. Pieno di vergogna il contadino, colto in fallo, aveva cura di nascondersi dietro la vettura. «Amico mio, - gli disse con accento di suprema tristezza il Curato, che lo aveva riconosciuto, - voi siete amareggiato, perché foste osservato da me. Ma Dio vede sempre ed è lui che si deve temere» 30. Alla sera di quella domenica, invece di fare come il solito la sua omelia, si slanciò con veemenza contro il lavoro festivo 31. «Andate - diceva con ironia mordente - andate pei campi di quelli che lavorano in questo santo giorno: hanno sempre roba da vendere!» ... 32. Parlava spesso in questo modo e ci metteva tale ardore che talvolta gli veniva a mancare la voce 33.
Si comprese tosto che, dato tale principio, era inutile domandare a lui che concedesse un'eccezione a tale precetto. Su questo punto fu sempre intransigente ed irriducibile: temeva che la dispensa potesse portare l'abuso, anche fra quelli che erano i migliori, ed aveva un'immensa fiducia in Colui dal quale tutti i beni procedono. Dio non benedirebbe il cristiano che obbedisce alla sua legge? Sostenuto da tale speranza, in queste circostanze si pronunciava con la forza e l'autorità di un profeta.
Una domenica di luglio, all'ora della Messa solenne, il grano tagliato ed ancora disteso sul campo, stava per essere distrutto da un uragano, annunciato da un vento furioso che in breve coprì l'orizzonte di nubi minacciose. Non era il caso di correre a riparare un danno che si prospettava come sicuro? Dapprima il Curato tacque, ma al momento della predica promise ai buoni cristiani che l'ascoltavano, che avrebbero avuto bel tempo oltre il bisogno, per raccogliere il frumento in pericolo. L'uragano passò sul cielo di Ars, senza fare il minimo danno ed a quella domenica fecero seguito quindici giorni di azzurro e di sole 34.
Vi furono tuttavia anche dei casi di vera necessità, nei quali il Curato d'Ars lasciò lavorare in festa. Così, un giorno seppe che si stava scavando un pozzo 35, e quantunque fosse una domenica, lasciò che si continuasse il lavoro. Similmente, quando il cattivo tempo era persistente e minacciava di rovinare il raccolto, non dava alcuna proibizione circa il lavoro in giorno di festa. Ma egli non autorizzava mai a compire lavori in giorno festivo, né in pubblico, né in privato. «Fate come volete - diceva a coloro che a lui si rivolgevano con fiducia - è affare vostro» 36. Qualche volta aggiungeva: «Sì, i preti altrove possono permetterlo: io ad Ars non lo posso permettere» 37.
In questo aveva il suo scopo da ottenere, ossia voleva formare di Ars una Parrocchia modello. E vedremo ben presto come per gli abitanti d'Ars la domenica sia diventata veramente il giorno del Signore 38
Canonico FRANCESCO TROCHU
Molti non adempiono ancora al vero dovere di essere buoni cristiani, amando Cristo e il prossimo, come chiede la Santa Parola del Signore.
Messaggio della Madonna Madre della Divina Consolazione (la Protettrice degli afflitti)
6 agosto 2026
«Cari figli,
Ecco la Serva del Signore!
Figli miei, l’opera che qui ho iniziato è perseguitata dagli uomini, ma, alla fine, trionferà con Me e la gioia di coloro che mi stanno vicino sarà eterna. Gli uomini che nutrono una vera devozione al Mio Cuore Immacolato riceveranno molte grazie nell’ultima battaglia. Per tutti coloro che, qui sulla Terra, sono nel Mio Cuore, nessun male potrà colpirli, né ora né nell’ora della morte. Voglio ripetere più volte queste parole: «Non abbiate paura!»
Sono molto vicina ai miei poveri figli. Abbiate fiducia nella potenza del Sacro Cuore di Mio Figlio Gesù! Non fate parte di coloro che, qui sulla Terra, negano l’Amore del Mio Cuore materno.
Pregate per tutti e accettate, con grande amore e umiltà, di rimanere nel Mio Cuore Immacolato, affinché, in seguito, possiate contemplare il dolce Volto di Mio Figlio Gesù. Molti non adempiono ancora al vero dovere di essere buoni cristiani, amando Cristo e il prossimo, come chiede la Santa Parola del Signore.
Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!
Vi amo! Rimanete tutti nel nome della Santissima Trinità.”














