sabato 30 maggio 2026

L'ULTIMA Profezia di SAN PIO X sull'Italia Prima di Morire nel 1914 si Avvera Adesso

 



ONORE AL CROCIFISSO

 


IL PRIMO PAPA (10 a. C. + 67 8. C.).

Nativo di Betsaida da famiglia di pescatori, fu da Gesù chiamato alla sua sequela e costituito Capo degli Apostoli, Primo della serie dei Sommi Pontefici Cristiani, e Pietra fondamentale della Chiesa Universale.

Mentre nel Getsemaní ebbe il coraggio di tagliare un'orecchio a Malco, nel cortile del Sommo Sacerdote ebreo, invece, forse sopraffatto e smarrito per il succedersi di un dramma impensato, non ebbe il coraggio di confessarsi discepolo di Cristo: ma fu una debolezza momentanea, che pianse per tutta la vita e accese d'incontenibile zelo il suo apostolato.

Avvenuta la Pentecoste, in due coraggiosi discorsi, provò ai connazionali la Divinità del Crocifisso e l'avveramento delle profezie in suo riguardo, rimproverò loro il deicidio compiuto e li invitò a penitenza: 5000 nuovi credenti chiesero subito il Battesimo.

Evangelizzò Antiochía e tutta l'Asia Minore. Tornò a Gerusalemme dove Erode Agrippa lo fè incatenare con l'intenzione di farlo uccidere dopo Pasqua, ma un Angelo ne spezzò le catene e lo mise in libertà. Prese la via di Roma per fondarvi la Madre di tutte le Chiese: da Roma diffuse il Vangelo in Italia, nella Francia e nella Spagna: dentro la stessa Roma, nelle catacombe del Cimitero Ostriano, sull'Aventino in casa di Priscilla e di Aquila, sul Viminale al Vicus Patricius, fra i popolani e gli schiavi, tra gli stessi cavalieri di Cesare, propaga la nuova luce e porta al Maestro Crocifisso un infinito numero di credenti.

Ciò dispiacque ai prefetti dell'incendiatore dì Roma, che lo rinchiusero per nove mesi nel Carcere Mamertino e, infine, lo condannarono ad essere flagellato e crocifisso. Il 29 giugno dell'anno 67, XIV del regno di Nerone, sulla placida collina del Vaticano, donde si scorge la Capitale e i dintorni, Pietro è spogliato delle vesti e inchiodato in croce. L'anima sua esulta al pensiero che in tal guisa si rassomiglia al Maestro Crocifisso. Ma un sentimento lo preoccupa: era proprio degno di rassomigliarlo così al vivo? non era conveniente che tra lui e il Maestro vi fosse qualche differenza?... L'umile Apostolo chiede ai carnefici che, nel drizzar la croce, la pongano col capo riverso; in quella spasmodica posizione compie il suo olocausto pregando per Roma, per la Chiesa nascente e per il mondo intero.

Il corpo del gran Martire fu deposto dai cristiani in una catacomba presso i giardini di Nerone e della Via Trionfale, e anche oggi è là, quasi pietra riquadrata, sotto la grandiosa cupola di Michelangelo, attorno alla quale rifulge a caratteri d'oro la famosa profezia di Gesù in perenne avveramento:

«Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam! ».

Il palazzo di Nerone è un ammasso di rovine: la tomba dell'umile Pescatore si fa ogni giorno sempre più gloriosa, e la Croce di Gesù, posta nel vertice del Vaticano, risplende sul mondo intero come faro di verità e di amore, di glorie e di trionfi. Sempre così nella storia. Tra le potenze tenebrose dell'errore e del vizio e le potenze luminose della verità e della giustizia, vi sarà irreconciliabile conflitto. Ma il successo? Sempre lo stesso: le potenze dell'errore, dopo un'effimera vittoria, cadono in perpetua ignominia; le potenze della verità, dopo un'effimera sconfitta, assurgono ai fastigi di una gloria imperitura.


Voi non siete un popolo che cammina solo; alzatevi, non rimanete nel fango del peccato, siate amore. Rimanete saldi e con fede.

 


SAN MICHELE ARCANGELO 


Amato popolo di Dio.

Vengo a dirvi che cammino davanti a voi con la Mia spada che vi difende.

Mantenetevi attenti, attenti in ogni momento per non cadere in tentazione. (Mt. 6,13). Voi siete guerrieri, guerrieri di pace e d’amore, guerrieri che con la preghiera piegherete il nemico, guerrieri che con la preghiera piegherete i demoni, guerrieri che si rivestono dell’armatura dell’amore, della pazienza e della carità. Voi siete i miei guerrieri ed uniti vinceremo.

Oggi vi invito ad amarvi più che in altri momenti. Questa è la missione dei figli di Dio; vi invito ad agire con amore, in santità e con purezza di cuore; oggi vi chiamo a rispondere “ipso facto” al primo comandamento.

Voi non vedete quanto si avvicina, non vedete la forza con la quale il nemico si avvicina all’umanità. Il nostro Re, sì. Per questo mi manda a chiamarvi, perché prestiate attenzione e rispondiate con prontezza, avendo la certezza che ho il mandato Divino di difendere i figli dell’Altissimo.

Questa è la ragione per la quale io rimango di fronte a voi con la mia spada in alto, difendendovi e proteggendovi affinché il nemico non vi tocchi. Abbiate questa certezza: il male non vi toccherà perché io, San Michele, difensore dell’umanità, sono chiamato a rimanere davanti al popolo fedele ed obbediente, proteggendovi e difendendovi. (Dan. 12,1).

Voi non siete un popolo che cammina solo; alzatevi, non rimanete nel fango del peccato, siate amore. Rimanete saldi e con fede.

Uniti trionferemo.

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

GENNAIO 2009

Luz de Maria

Il Santo Rosario: legame fra Cielo e terra

 


C'è un pensiero delizioso di santa Teresina che ci spiega con semplicità come la corona del Santo Rosario sia un legame che unisce il Cielo alla terra. «Secondo una graziosa immagine - dice la Santa carmelitana -, il Rosario è una lunga catena che lega il cielo alla terra; una delle estremità è nelle nostre mani e l'altra in quelle della Santa Vergine».  

Questa immagine ci fa ben capire che quando abbiamo la corona del Rosario fra le mani e la sgraniamo devotamente, con fede e con amore, siamo in rapporto diretto con la Madonna che fa scorrere anch'Ella i grani del Rosario avvalorando la nostra povera preghiera con la sua grazia materna e misericordiosa.  

Ricordiamo che cosa avveniva, infatti, a Lourdes?  

Quando l'Immacolata appariva a santa Bernardetta Soubirous avveniva che la piccola santa Bernardetta prendeva la corona del Rosario e iniziava la recita della preghiera: a quel punto; anche l'Immacolata, che aveva la splendida corona colar d'oro fra le mani, iniziava a sgranare la corona, senza dire le parole dell'Ave Maria, pronunziando, invece, le parole del Gloria al Padre.  

L'insegnamento luminoso è questo: quando prendiamo la corona del Rosario e iniziamo a pregare con fede e con amore, anche Lei, la divina Madre, sgrana la corona con noi, avvalorando la nostra povera preghiera, quasi sgranando grazie e benedizioni su chi recita devotamente il Santo Rosario. In quei minuti, quindi, noi ci troviamo realmente legati a Lei, poiché la corona del Rosario fa da legame fra Lei e noi, fra il Cielo e la terra.  

Ogni volta che recitiamo il Santo Rosario sarebbe molto salutare ricordare ciò, cercando di ripensare a Lourdes e di tenere presente l'Immacolata che a Lourdes accompagnava la preghiera del Rosario dell'umile santa Bernardetta sgranando con lei la corona benedetta. Questo ricordo e l'immagine di santa Teresina possano aiutarci a recitare meglio il Santo Rosario, in compagnia della divina Madre, guardando Lei che guarda noi e ci accompagna nello sgranare la corona. 


«Incenso ai piedi dell'Onnipotente»  

Un'altra bella immagine che santa Teresina ci insegna, a proposito del Rosario, è quella dell'incenso: ogni volta che noi prendiamo la santa corona per pregare, «il Rosario - dice la Santa - sale come incenso ai piedi dell'Onnipotente. Maria lo rinvia subito come benefica rugiada, che viene a rigenerare i cuori».  

Se è antico l'insegnamento dei santi i quali affermano che la preghiera, ogni preghiera, è come incenso profumato che sale verso Dio, nei riguardi del Rosario santa Teresina completa e abbellisce questo insegnamento spiegando che il Rosario non soltanto fa salire come incenso la preghiera a Maria, ma fa anche ottenere «subito», dalla divina Madre, l'invio della «rugiada benefica», ossia la risposta in grazie e benedizioni che vengono «a rigenerare i cuori».  

Possiamo ben capire, quindi, che la preghiera del Rosario sale verso l'alto con un'efficacia non comune, dovuta soprattutto alla partecipazione diretta dell'Immacolata, ossia a quella partecipazione che Ella mostrò anche esternamente a Lourdes accompagnando la preghiera del Rosario dell'umile Bernardetta Soubirous nello sgranare la santa corona. Questo comportamento della Madonna a Lourdes fa comprendere che Ella è proprio la Mamma vicina ai figli, ed è la Mamma che prega con i suoi figli nella recita della santa corona. Non dovremmo mai dimenticare la scena dell'apparizione e della recita del Rosario dell'Immacolata con santa Bernardetta a Lourdes.  

Da questo particolare così bello e significativo appare chiaro che il Santo Rosario si presenta davvero come la preghiera «prediletta» dalla Madonna, e perciò come la preghiera più feconda di altre preghiere per ottenere «subito» la grazia della «benefica rugiada» che «rigenera i cuori» dei figli quando piamente sgranano la santa corona, riponendo ogni speranza in Lei, nel Cuore della Regina del Santo Rosario.  

Si può capire anche, di conseguenza, che la preghiera «prediletta» dalla Madonna non può non essere la preghiera più cara e più potente presso il Cuore di Dio, per cui Ella ottiene ciò che altre preghiere non possono ottenere, piegando con facilità il Cuore di Dio alle richieste che Ella rivolge in favore dei devoti del Santo Rosario. È per questo che ancora santa Teresina, con il suo magistero di umile e grande Dottore della Chiesa, insegna affermando con semplicità e sicurezza che «non c'è preghiera che sia più gradita a Dio del Rosario», e il beato Bartolo Longo conferma ciò quando dice che il Rosario, infatti, è la «catena dolce che ci rannoda a Dio».  

Padre Stefano Manelli


IL PANE DEGLI ANGELI

 


Dio onnipotente ed eterno, 

mi accosto al Sacramento del tuo Unigenito Figlio 

il Signore nostro Gesù Cristo. 

 

Mi accosto come infermo al medico della vita, 

come colpevole alla fonte della misericordia, 

come cieco alla luce dell’eterna chiarezza, 

come povero e miserabile 

al Signore del cielo e della terra. 

 

Imploro pertanto l’abbondanza della tua sconfinata magnanimità; 

perché tu voglia guarire la mia infermità, 

lavare le mie sozzure, 

illuminare la mia cecità, 

arricchire la mia povertà, 

coprire la mia nudità, 

per cui riceva il pane degli angeli, 

il re dei re, il Signore dei signori, 

con tale riverenza e umiltà, 

con tale purezza e fede, 

quale si richiede per la salvezza della mia anima. 

 

Concedimi, ti prego, 

di ricevere non solo il Sacramento del Corpo e del Sangue del Signore, 

ma anche la realtà e la virtù di questo Sacramento. 

Dolcissimo Dio, 

fa’ che io riceva il Corpo del tuo unigenito Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, 

che egli prese nel seno della Vergine Maria, 

in modo da essere unito al suo mistico corpo 

e annoverato fra i suoi membri. 

 

Concedimi, Padre amorosissimo, 

di contemplare infine apertamente e per sempre 

il Figlio tuo diletto, 

che ora mi propongo di ricevere 

nascosto sotto i veli Eucaristici. 

Tu che vivi e regni, o Dio, 

insieme con lo Spirito santo, 

per tutti i secoli dei secoli. Amen.   


VIVI NELL'AZIONE DI GRAZIE

 


QUANDO IL MAESTRO PARLA AL CUORE

-dettati di Gesù al sacerdote 

 Padre Courtois-


VIVI NELL'AZIONE DI GRAZIE


Sii in me una vivente azione di grazie.

Sii un GRAZIE vibrante, costante, gioioso.

Di' GRAZIE per tutto quello che hai ricevuto e conosci.

Di' GRAZIE per tutto quello che hai ricevuto e hai dimenticato.

Di' GRAZIE per tutto quello che hai ricevuto e non conosci affatto.

 

Tu sei capacità di ricevere. Allarga, estendi questa capacità con la tua incessante azione di grazie e riceverai ancora di più per poter dare di più agli altri.

Chiedi. Ricevi. Di' grazie.

Dona. Comunica. Dividi e di' grazie perché hai qualcosa da donare.

Dimmi grazie di averti scelto e di passare attraverso te per donarmi agli altri.

Dimmi grazie per la sofferenza che mi permette di completare nella tua carne ciò che manca alla mia Passione per il mio corpo che è la Chiesa.

Diventa una sola cosa con me nel GRAZIE vibrante e sostanziale che io sono per il Padre mio.

 

Vivi sempre di più nell'azione di grazie. Ti ho tanto spesso esaudito!

Dimmi più spesso GRAZIE per tutto e a nome di tutti. In quel momento tu stimoli la mia Carità nei riguardi del mondo, poiché non c'è nulla che mi disponga di più a donare quanto l'attenzione prestata ai miei doni. Così diventerai sempre di più un'anima eucaristica e, perché no?, una Eucaristia vivente. Sì, dimmi grazie per averti utilizzato secondo il mio stile, al tempo stesso soave e forte, al servizio del mio Regno.

 

Ciò che hai ricevuto finora non è nulla in confronto a ciò che ancora ti riservo fino al termine della tua vita sulla terra, per farne beneficiare molti tuoi fratelli, ma soprattutto nella luce della gloria allorché, penetrato da me senza limiti e senza riserve, sarai diventato incandescente del mio immenso amore. In totale umiltà, ti renderai conto, in quel momento, che da te stesso tu non sei NIENTE, se non un povero peccatore soggetto a tutte le ambiguità umane, dalle quali sei stato purificato grazie alla mia inesauribile misericordiosa tenerezza.

Allora sboccerà nell'intimo del tuo essere un vibrante Magnificat e tu stesso diventerai un Te Deum vivente, in unione alla Vergine e a tutti gli eletti del paradiso.

Sin da ora e in previsione di quel giorno eterno, rinnova spesso la presentazione di tutta la tua vita al Padre, in un gesto di fiduciosa oblazione, in unione alla mia.

 

Sì, tu ci appartieni, ma valorizza il tempo disponibile per diminuire la tua appartenenza a te stesso e per far crescere l'intensità del nostro possesso di te.

Sotto l'influsso dello Spirito Santo, che moltiplica in tutti i modi i suoi appelli silenziosi, offriti attraverso me al Padre e lasciati invadere e sommergere dalla nostra ineffabile presenza, dalla nostra misteriosa trascendenza, dalla nostra tenerezza divina.

Pensa a Noi più che a te stesso, vivi per Noi più che per te. Gli impegni che ti affidiamo non solo saranno assolti più facilmente, ma saranno davvero utili alla Chiesa.

Al di là di ciò che appare, esiste ciò che è: quella è l'unica profonda realtà valida per il Regno.

 

Io sono l'unico che può supplire alle tue insufficienze, colmare le brecce, intervenire in tempo, impedire o riparare i tuoi spropositi. Non puoi fare nulla senza di me, ma, unito a me, non c'è niente che tu non possa utilizzare per il servizio efficace della Chiesa e del mondo.

 

Sii riconoscente per le grazie ricevute e per quelle che ho fatto passare attraverso di te. Ma, nella fede, dimmi anche GRAZ1E per tutte le tue umiliazioni, i tuoi limiti, le tue sofferenze fisiche e morali. Il vero significato di esse lo vedrai soltanto nell'eternità e il tuo cuore sussulterà di ammirazione per la mia delicata pedagogia divina.

Dimmi grazie anche per tutti coloro, conosciuti e sconosciuti, fratelli e sorelle oggi dimenticati, che ti diedi per compagni di viaggio. Ti hanno aiutato molto con la loro preghiera che si univa alla mia, con la loro assistenza morale e spirituale, tecnica e materiale, e sono stato io a darteli, nel momento opportuno.

 

Unendoti ai miei slanci di riconoscenza per quello che soffri come per quello che fai, ti poni nell'asse dell'infinita abbondanza dei benefici spirituali, divini, e ottieni tutte le grazie di coraggio e di pazienza di cui hai bisogno.


Il dramma della fine dei tempi

 


V. I predicatori dell'Anticristo, la visione di San Giovanni.

( Quinto articolo luglio 1885 )


I

I Libri Sacri, che entrano così in dettaglio sull'uomo del peccato, ci fanno conoscere un misterioso agente di seduzione che sottometterà la terra. Questo agente, allo stesso tempo uno e multiplo, è, secondo San Gregorio, una specie di corpo insegnante che diffonderà ovunque le dottrine perverse della Rivoluzione.

L'Anticristo avrà i suoi luogotenenti e i suoi generali; avrà un esercito molto numeroso. Non è difficile capire, alla lettera, il numero che San Giovanni ci dà di lui quando parla dell'unico esercito 17. Ma soprattutto, avrà al suo servizio falsi profeti come lui, illusi del diavolo, dottori della menzogna; nemico personale di Gesù Cristo, copierà il Maestro Divino, circondandosi di apostoli al contrario. Parliamo dunque, secondo San Giovanni, di questi dottori empi, ai quali daremo il nome, con San Gregorio, di predicatori dell'Anticristo.

II

San Giovanni, nel 13° capitolo della sua Apocalisse, descrive una visione del tutto simile a quella di Daniele. Vede sorgere dal mare un mostro unico, che riunisce in sé con una sintesi orribile tutte le caratteristiche delle quattro bestie contemplate dal profeta. Questo mostro assomiglia al leopardo; ha le zampe di un orso e la testa di un leone; ha sette teste e dieci corna.

Rappresenta l'impero dell'Anticristo, formato da tutte le corruzioni dell'umanità. Rappresenta anche l'Anticristo stesso, L'impostore è il nodo di tutto questo violento conglomerato di membri incoerenti e disparati. Dovremmo vedere l'impostore, con il seguito di cristiani apostati, di musulmani fanatici, di ebrei illuminati, che lo seguiranno ovunque.

Ora, mentre San Giovanni considerava questa Bestia, vide che una delle sue teste era come ferita a morte; e poi la sua ferita mortale fu guarita. E tutta la terra si meravigliò della bestia. Gli interpreti vedono qui uno dei falsi prodigi dell'Anticristo; uno dei suoi principali luogotenenti, o forse lui stesso, sembrerà essere gravemente ferito; sarà creduto morto, quando improvvisamente, per un congegno diabolico, risorgerà pieno di vita. Questa impostura sarà celebrata da tutti i giornali, quel giorno casualmente molto creduloni; e l'entusiasmo si trasformerà in delirio.

"Allora", continua San Giovanni, "gli uomini adoravano il drago, perché aveva dato potere alla bestia, e adoravano la bestia, dicendo: "Chi è come la bestia e chi può combattere con lui?

Così il diavolo sarà pubblicamente adorato, e così l'Anticristo; e non sarà un doppio culto, perché il primo sarà adorato nel secondo. San Giovanni ci fa poi assistere alla persecuzione contro la Chiesa.

"E gli fu data una bocca per dire grandi cose e bestemmie, e gli fu dato il potere di agire per quarantadue mesi". Questa è la stessa predizione di Daniele, e designa il tempo della persecuzione quando raggiunge il suo parossismo. Quarantadue mesi sono solo tre anni e mezzo.

"E aprì la sua bocca per dire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo, quelli che hanno la loro dimora nei cieli. E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu dato potere su ogni tribù, popolo, lingua e nazione. E tutti quelli che abitano sulla terra lo adoreranno, il cui nome non è scritto nel libro della vita dell'Agnello ucciso dalla fondazione del mondo. Chiunque abbia un orecchio, ascolti. Chiunque conduce in cattività andrà in cattività; chi uccide di spada sarà anche ucciso di spada. Ecco la pazienza e la fede dei santi" 18.

Così l'amato apostolo descrive la terribile persecuzione. A tutte le minacce si aggiungeranno tutte le seduzioni un fanatismo delirante che getterà il mondo intero ai piedi della Bestia. Ma tutti gli assalti dell'inferno falliranno di fronte alla "pazienza e alla fede dei santi".

III

San Giovanni ci descrive poi il grande agente di seduzione che piegherà gli spiriti degli uomini all'adorazione della Bestia.

E vidi", continua, "un'altra bestia che usciva dalla terra; e aveva due corna come l'Agnello, e parlava come un drago. E il potere della prima bestia giustiziò tutti davanti a lui. E fece sì che la terra e coloro che vi abitano adorassero la prima bestia, la cui ferita mortale fu guarita. E fece grandi prodigi, cosicché persino il fuoco scese dal cielo sulla terra agli occhi degli uomini. Ed egli sedusse quelli che abitano sulla terra a causa dei prodigi che gli fu dato di fare in vista della bestia, dicendo a quelli che abitano sulla terra di fare un'immagine alla bestia, che aveva sopportato la ferita della spada ed era di nuovo viva. E gli fu dato di dare spirito all'immagine della bestia, di parlare all'immagine della bestia e di fare in modo che chiunque non adorasse l'immagine della bestia fosse ucciso. E perché tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, avessero un marchio messo sulla loro mano destra o sulla loro fronte, e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi aveva il marchio, che è il nome della bestia, o il numero del suo nome. Ecco la saggezza. Chi ha comprensione, calcoli il numero della Bestia, perché è un numero umano. E il suo numero è 666" 19.

Questa è la seconda parte della profezia di San Giovanni. San Gregorio interpreta questo misterioso passaggio per significare che, come abbiamo detto, l'Anticristo avrà il suo collegio di predicatori e apostoli al contrario. E questi dottori della menzogna saranno qualcosa come i nostri moderni saggi, ma aumentati con i poteri dei maghi o delle spie.

Avranno l'aspetto dell'Agnello. Fingono le massime evangeliche di pace, di armonia, di libertà, di fratellanza umana; ma sotto queste apparenze propagano l'ateismo più spudorato.

Avranno l'aspetto dell'Agnello. Si presenteranno come agenti di persuasione, rispettosi di tutte le coscienze; ma poi metteranno a morte nei tormenti coloro che si rifiuteranno di ascoltarli.

"I loro uditori", dice energicamente San Gregorio, "saranno tutti i reprobi; la loro tattica", continua, "consisterà nel proclamare che il genere umano, durante le età della fede, era immerso nelle tenebre; ed essi saluteranno l'avvento dell'Anticristo c come l'apparizione del giorno e il risveglio del mondo. "20

Questi predicatori saranno sostenuti da falsi prodigi. Istruiti dal diavolo e dal suo satellite di segreti naturali ancora sconosciuti, i missionari dell'Anticristo spaventeranno e sedurranno le folle con ogni sorta di stregoneria; faranno scendere il fuoco dal cielo e parleranno delle immagini dell'Anticristo che avranno allestito.

Ma non è tutto. Costringeranno tutti gli uomini, sotto pena di morte, ad adorare queste immagini parlanti. Li costringeranno a portare, sulla mano destra o sulla fronte, il numero del mostro. E chi non ha questo numero, non potrà comprare o vendere.

Qui si mostra la spaventosa raffinatezza della persecuzione suprema. Chi non porta il marchio del mostro si troverà, per questo fatto, fuori dalla legge, fuori dalla società, meritevole di morte.

Ma non vediamo ora l'abbozzo di un tentativo di questa tirannia? Cosa sono tutti questi maestri di insegnamento senza Dio se non i precursori dell'Anticristo? La Rivoluzione vuole avere il suo corpo insegnante, ufficialmente incaricato di scristianizzare la gioventù, e di imprimere sulla fronte di tutti, giovani e vecchi, poveri e ricchi, il marchio del Dio-Stato. L'educazione obbligatoria e laica non ha altro scopo. Si stanno già preparando delle leggi per vietare l'ingresso nelle scuole pubbliche a chiunque non abbia ricevuto la firma delle scuole statali. Il giorno in cui queste leggi abominevoli saranno approvate, la libertà umana sarà finita. Entreremo allora in una tirannia lugubre, soffocante, infernale. L'Anticristo può venire.

Poiché la coscienza pubblica, si spera, è ancora troppo cristiana per sopportare una tale tortura, si cerca ogni mezzo possibile per addormentarla. D'altra parte, che i credenti siano confortati. Tutti questi estremi serviranno, nei piani di Dio, a far risplendere la pazienza e la fede dei santi. Questo è ciò che vedremo nel prossimo capitolo.

venerdì 29 maggio 2026

San Giorgio di Lydda Il soldato che sfidò un impero per Cristo

 


Figli miei, spesso ascolto molti che sono desiderosi di avere tanti doni, ma Dio vi ha dato due doni speciali: una è l’intelligenza e l’altra la coscienza.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 26 maggio 2026


Figli miei,
grazie per essere riuniti nella preghiera e per aver ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore.
Figli miei, spesso ascolto molti che sono desiderosi di avere tanti doni, ma Dio vi ha dato due doni speciali: una è l’intelligenza e l’altra la coscienza.
L’intelligenza vi serve per discernere il bene e il male altrimenti vi sarebbero bastate le leggi di Dio; siete in grado di sapere quali sono le azioni che portano verso Dio o verso Satana.
Vi ha donato la coscienza, che sarebbe la parola di Dio dentro di voi e voi sapete coscientemente il giusto e l’errore.
E poi vi ha donato la libertà. Allora vi chiedo, figli: avete gli strumenti giusti per andare verso la vita eterna o no?
Fate vostro prima di tutto l’uso di questi doni e non chiedete altro, perché se non riuscite ad usare questi potrebbe essere pericoloso per tutti, perché in molti non c’è l’umiltà.
Vi amo e vi sto vicino.
Ora vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

***
Riflessione sul messaggio:
La Madonna si riallaccia al racconto ultimo della Pentecoste per farci una confidenza: molti, probabilmente dopo aver ascoltato la liturgia della Parola di domenica scorsa, le hanno chiesto di poter ricevere “tanti doni” (San Paolo li elenca nella prima lettera ai Corinzi al capitolo 12).
Dimentichiamo però due cose fondamentali:
– la prima è che il Signore dona queste manifestazioni dello Spirito per il bene comune, per servire i fratelli, non per far aumentare la nostra fama, il nostro successo o il nostro orgoglio;
– la seconda è che abbiamo già dei doni divini importantissimi che rappresentano la nostra essenza più profonda.
Ecco quali sono:

– l’intelligenza, che ci aiuta a leggere la realtà e a capire quali azioni conducono alla felicità e all’amore e quali invece portano a Satana;

– la coscienza, che è il luogo più intimo e sacro dell’uomo (il suo cuore), dove Dio gli parla. Se l’intelligenza ci fa comprendere ciò che è bene o male in astratto, la coscienza ci fa fare le scelte concrete, ci fa compiere ciò che è giusto o ci avverte se stiamo compiendo un’azione sbagliata;

– la libertà, infine, che è il dono più grande. È la capacità di scegliere consapevolmente e volontariamente il bene. Non significa fare tutto ciò che si vuole.

Facciamo un esame di coscienza, perché la Madonna non vede nei nostri cuori l’umiltà e prima di compiere un’azione chiediamoci: sto facendo qualcosa di gradito a Dio? Come si comporterebbe Gesù al mio posto, in questa situazione concreta?


ANGELI IN AZIONE

 


La serva di Dio Maria della Passione Tarallo


(1866-1912) aveva molta familiarità con il suo angelo. Pregava con lei e l’aiutava, soprattutto, quando a causa dei suoi malanni e delle stigmate non poteva spostarsi e doveva partecipare all’Officio divino. Una religiosa della sua Comunità scrisse: Una notte la serva di Dio andò nel coro per recitare le lodi. Il corridoio e le scale erano molto buie. Ma io vidi una luce straordinaria che la precedeva sino al coro. Le dissi: “Sorella, tu cammini così nel buio della notte? Puoi cadere!”

Mi rispose con semplicità: “Non aver paura, abbiamo al nostro fianco un angelo custode che ci protegge”.

Le dissi: “Cos’era quella luce che ti precedeva per il chiostro?” Lei si limitò a sorridere. Io mi convinsi che fosse il suo angelo custode, che la accompagnava e la aiutava in ogni momento(33).

Padre ángel Peña O.A.R.


La Vita MIRACOLOSA di Santa Rita da Cascia Patrona delle Cause Impossibili






 

«Confessarsi spesso»

 


Visione della Santissima Madre:

Santissima Vergine:      «Figlia mia, non temere. In verità, il nemico ti sta perseguitando. Non permetterò che ti faccia del male, per quanto ci provi. Ciò è dovuto alla missione per la quale sei stata scelta. Egli desidera sopprimerla perché è la mia causa. Anche i tuoi figli sono perseguitati, ma non permetterò che subiscano alcun male. Tuo marito è stato sul punto di soccombere sotto la tirannia. Continua a pregare per lui.

            «Il mio avversario non vuole che questo messaggio venga rivelato. Continuerà a cercare di sopprimerlo. Devi stare in guardia. Dillo al Padre affinché anche lui ne sia a conoscenza. Quasi tutti coloro che lavorano per la mia causa, il Trionfo, subiranno qualche persecuzione in proporzione all’importanza della missione che è stata loro affidata. Non temere questo. Consideralo parte della tua santificazione. Invoca il mio aiuto e la mia protezione in questi momenti e Io continuerò a proteggerti.

            “Il Padre deve comprendere questo e continuare a benedire te e la tua casa. Ciò sarà di grande aiuto nel combattere gli inganni del maligno. Egli teme i sacerdoti santi e le loro benedizioni. Essi distruggono il suo potere. Continua nel tuo dovere quotidiano, anche in mezzo a questi episodi. Ciò sarà di aiuto. Rimani in santa obbedienza e non avrai nulla da temere. Non dimenticarlo mai.

«Il mio Bambino Gesù ha fatto infuriare il nemico fin dal momento della Sua nascita. Il fatto che un bambino in carne e ossa gli abbia sottratto il regno e abbia portato la salvezza al mondo lo fa infuriare. La sua ira non conosce limiti e continua a scatenarsi contro i seguaci di mio Figlio. Gesù ha distrutto il suo potere con la Croce. Anche voi, con la Croce, dovrete vincere ogni male.

“Mio Figlio ti ama e non permetterà che un solo capello del tuo capo venga toccato, per quanto ci provino. Invoca la protezione del Preziosissimo Sangue. Non temere nulla se non il peccato e l’offesa a Dio. Confessa apertamente i tuoi peccati. Questo confonderà il nemico. Egli desidera che tutti siano privi di quella consapevolezza di sé che deriva dal confessare i propri peccati apertamente e senza timore del giudizio umano. I tuoi peccati sono pochi, ma molti dei miei figli sono immersi nel peccato perché si rifiutano di ricorrere a questo santo sacramento istituito da mio Figlio.

“Vorrei che tutti i miei figli facessero uso di questo sacramento e andassero a confessarsi spesso, non sporadicamente o raramente.

La confessione frequente e regolare li farà crescere in santità come nient’altro potrà fare. Prega per coloro che trascurano o temono il confessionale. Devono superare questo ostacolo per avvicinarsi al mio Divin Figlio. Sia Lui lodato ora e per tutta l’eternità. Io ti proteggerò in ogni circostanza. Va’ ora in pace.

Tua Madre ti ama”.

1° marzo 1987


LE GRAZIE E I RICHIAMI DI DIO

 


La stigmatizzazione imprime le piaghe sacre del Salvatore, sul costato, le mani, i piedi, la fronte la spalla sinistra, i lati dei piedi e delle mani, le iscrizioni mistiche sul petto. Questa stigmatizzazione si accompagna a sofferenze fisiche e morali le quali rendono quasi Maria Giulia conforme a Gesù sofferente. Più spesso, questo fenomeno s'accompagna a estasi. Maria Giulia soffre in tutte le sue membra le sofferenze proprie di Cristo, per un periodo fissato da Gesù stesso, in particolare ogni, venerdì.  

Il 1° gennaio 1878, Maria Giulia dirà alla Santa Vergine: "io vorrei essere al posto di Gesù sulla Croce al Calvario". E la Madonna le risponde: "Io t'assicuro Maria Giulia del Crocefisso, che tu supererai in prove e sofferenze tutti quelli che sono nella gloria, vittime della Croce". La missione di Maria Giulia votata alla sofferenza si rinforza del fatto che il 2 febbraio 1880, la Madonna si reca dalla stessa a sollecitarla di pregare molto e di ottenere il perdono per i peccatori: "Mia cara fanciulla, questo dolore che strazia il Mio Cuore, Io l'ho fatto scorrere nel tuo. Io ti ho voluto farne gustare la profondità. "Contemporaneamente, Maria si unisce a Gesù per esortare Maria Giulia al lavoro della redenzione. 

Marie-Julie Jahenny. 


 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 23 maggio 2026


Figli amati,
grazie per essere riuniti nella preghiera e grazie per aver ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore.
Figli miei, voglio raccontarvi cosa accadde il giorno della Pentecoste: in quella stanza piena di silenzio, io leggevo le lodi a Dio; messa da parte la pergamena, ecco che sentii un forte vento, una luce fluttuava sopra il soffitto e coprì tutti.
Erano lingue come di fuoco. Tranne Pietro e Giovanni, gli altri ebbero così paura che quasi volevano nascondersi.
Questo fuoco dello Spirito Santo, mi condusse ad un’estasi e sentivo riempirmi di tutto Dio. Ecco che, guardando il mio viso raggiante, si tranquillizzarono, così che, furono anche loro toccati dal fuoco dello Spirito e iniziarono ad uscire subito da casa, due alla volta, per apostolare e predicare in tutte le lingue, dove lo Spirito li inviava.
Figlia mia, vi ho edotto su questa grazia, perché vorrei che anche a voi lo Spirito Santo possa toccarvi per essere membri di una Chiesa, come quella a cui diedero inizio Pietro e Giovanni. Se non ci fosse stato lo Spirito Santo, sarebbero bastate le leggi di Dio.
Siate aperti all’effusione dello Spirito Santo e consacratevi ad Esso, affinché la Chiesa possa ampliarsi e possiate essere predicatori di questa nuova generazione.
Ora vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

***

Riflessione sul messaggio:
Gli Apostoli e la Madonna, dopo aver visto Gesù risorto in Galilea, ritornano a Gerusalemme, nella casa dove solitamente si riunivano, nella zona del Monte degli Ulivi. Avevano trovato il coraggio di tornare nella città dove avevano ucciso Gesù e dove anche loro avevano rischiato di essere catturati.
Gesù vince definitivamente le loro paure mandandogli lo Spirito Santo, che gli consentirà così di andare per il mondo ad annunciare il Vangelo.
La Madonna, quindi, ci invita ad imitare i Dodici e a farci nuovi Apostoli di Gesù, nel tempo in cui viviamo. Annunciamo a tutti chi è Gesù, cosa ha fatto per noi, morendo e resuscitando, per salvarci dal peccato, dagli errori, dalle infermità spirituali, dalle nostre depressioni, dai nostri vuoti esistenziali, dalle nostre dipendenze, da tutto ciò che è male.
Consacriamoci allo Spirito Santo e chiamiamolo spesso durante il giorno: “vieni in me Spirito Santo!”



Il Santo Rosario: converte i peccatori

 


La richiesta più importante che la Madonna fece nelle sue apparizioni a Lourdes e a Fatima è quella della conversione dei peccatori. I mezzi più importanti che la Madonna indicò a Lourdes e a Fatima per la conversione dei peccatori sono la preghiera e la penitenza. La preghiera più importante ed efficace che la Madonna raccomandò a Lourdes e a Fatima per ottenere la conversione dei peccatori è la preghiera del Santo Rosario.  

A Lourdes l'Immacolata stessa aveva la corona del Rosario fra le mani e la sgranava mentre santa Bernardetta, la piccola veggente, recitava il Rosario. A Fatima, nelle sei apparizioni alla Cova da Iria, ogni volta la Madonna raccomandò espressamente ai tre pastorelli, Giacinta, Francesco e Lucia, la recita giornaliera del Santo Rosario.  

Dagli insegnamenti della Madonna a Lourdes e a Fatima, dunque, appare evidente che c'è un legame particolare, un legame tutto speciale fra il Rosario e la conversione dei peccatori. La preghiera del Rosario, cioè, ottiene la conversione dei peccatori. L'esperienza viva di un apostolo come san Massimiliano Maria Kolbe si riassume in quella affermazione che è insieme verifica e conferma: «Ho sperimentato tante volte che la conversione dei peccatori si ottiene con la preghiera».  

Non la sola preghiera, però, ma la preghiera unita alla penitenza. Insieme, preghiera e penitenza, sono generatrici della conversione del peccatore, della vita spirituale del peccatore. Una preghiera del Rosario comoda, una preghiera blanda, una preghiera senza sforzo, una preghiera tiepida e semidistratta, una preghiera in tutta fretta e disordine, quale frutto di conversione potrà mai produrre?  

Santa Bernardetta e i pastorelli di Fatima recitavano il Santo Rosario in ginocchio: questa è una piccola penitenza, ma quanto efficace! E si sa che una volta Lucia di Fatima, prima di entrare in convento, volle fare in ginocchio tutto il lungo e aspro tragitto che dal. suo villaggio di Aljustrel porta alla Cova da Iria, recitando il Santo Rosario. Fu una penitenza gravosissima, ma per questo tanto più feconda di grazie, ricordando bene Lucia la terrificante visione dell'inferno, e le parole che la Madonna disse dopo: «Molte anime vanno all'inferno perché non c'è chi preghi e si sacrifichi per loro».  

 

I Rosari di sangue vivo  

Chi può dire, poi, che cosa fosse la preghiera del Rosario di san Pio da Pietrelcina? Recitare molte corone del Rosario di giorno e di notte è già una grande penitenza che a noi fa impressione e paura: e san Pio da Pietrelcina arrivava a recitare circa cento corone del Rosario ogni giorno! Non solo, ma egli sgranava sempre la corona del Rosario con quelle sue mani piagate e sanguinanti di giorno e di notte. La sua era davvero una preghiera-penitenza, i suoi Rosari erano sempre Rosari di sangue vivo! Ma era proprio con i Rosari di sangue vivo che san Pio da Pietrelcina attirava le anime e convertiva i peccatori, che «venivano a lui da ogni parte», come l'evangelista san Marco dice delle folle che andavano da Gesù (cfr. Mc 1,45). Quanti peccatori convertiti debbono la loro salvezza ai Rosari di sangue vivo di san Pio!  

Si potrà saperlo soltanto in Paradiso.  

Che cosa dire di noi, invece, che facciamo fatica anche a recitare bene una sola corona del Rosario al giorno? E in tal modo non convertiamo né noi, né gli altri peccatori. Eppure, lo sappiamo, una corona del Rosario recitata bene è una garanzia di grazia preziosissima! San Massimiliano Maria Kolbe arrivò a scrivere, una volta, nel suo Diario più intimo: «Quante corone, tante anime salve!». È veramente confortante tale sentenza; e tuttavia è sconfortante chiedersi come sia possibile ai cristiani restare indifferenti avendo a disposizione questo mezzo così semplice e salutare per salvare le anime, e ben sapendo, del resto, che, purtroppo, sono davvero tanti i peccatori e i lontani da Dio in ogni luogo, sono tanti i bisognosi, quindi, della grazia divina per convertirsi e salvarsi!  

Ricordiamo anche quel grande apostolo che fu, ai suoi tempi, san Gaspare del Bufalo, il quale, nella sua fervida attività missionaria, si impegnò «a tenere esercitata nei popoli la recita del Rosario, come un mezzo assai efficace per la mutazione dei costumi». E la piccola santa Teresa di Gesù Bambino ci assicura che la preghiera del Santo Rosario «è come il fermento che può riformare la terra».  

Anche ai sacerdoti è bene ricordare l'esperienza di san Luigi Maria Grignion da Montfort, il quale si serviva del Rosario per ottenere la conversione di tanti peccatori durante le sue Missioni, e alla fine poteva affermare con tutta sincerità: «Un sacerdote che dice e predica il Rosario ottiene più frutto in un mese che altri in un anno!».  

Recitiamo ogni giorno il Santo Rosario, quindi, per convertirci e per convertire.  

Padre Stefano Manelli


Irradiare Cristo

 


Gesù, aiutami a spargere il tuo profumo ovunque io vada.

Inondami del tuo Spirito e della tua vita. Penetra in me e impossessati del mio essere così pienamente che tutta la mia vita sia soltanto un'irradiazione della tua. Risplendi attraverso me e in me. Che ogni anima che io avvicino senta la tua presenza nella mia anima. Che esse cerchino e vedano non più me, ma soltanto Gesù.

Resta con me!

E allora io comincerò a splendere come splendi tu; a splendere così da essere luce agli altri; la luce, o Gesù, verrà tutta da te, e nulla di essa sarà mio; sarai tu a illuminare gli altri attraverso me.

L’Inferno è già sulla Terra, gli uomini sono ormai preda di Satana.

 


Carbonia 26.05.2026

La vita sulla Terra è gestita dal Mio nemico ma nella Mia misericordia interverrò, non permetterò oltre.

Popolo Mio, popolo ingrato, che male ti ho fatto?

Perché Mi odi e Mi bestemmi?

Sappi che ora mangerai la polvere che si solleverà dalla terra!

L’acqua dei mari che si abbatteranno con potenza sulle coste ti trascineranno via! Non potrai più gestirti come fai ora perché tutto ciò che è male verrà purificato dalla forza della natura.

Permetto questo per farvi capire che solo Io sono il Creatore, che solo Io posso fermare i venti e calmare le acque, che, se tornerete a Me pentiti, sarete salvi.

In verità vi dico: tuono la Mia ira perché non vedo amore, questa Umanità si è allontanata troppo da Me, non vedo nessun ravvedimento nell’uomo che si è proclamato dio di sé stesso.

L’Inferno è già sulla Terra, gli uomini sono ormai preda di Satana, nel loro sangue il demonio mette il suo veleno: …ormai sono sottomessi al Male sono divenuti suoi: …poveri figli, crescono nella loro superbia e vanno ignari di ciò che sta per succedere.

Popolo Mio, sei giunto alla fine di questa storia antica nel peccato, ora la Terra cambierà il suo aspetto, sarà purificata e i Miei figli entreranno a godere del Nuovo EDEN, saranno nella felicità e nell’amore, godranno di ogni Mio Bene.  

Le cose del passato saranno dimenticate, una nuova vita sarà per i Miei figli. Amen.

Il dramma della fine dei tempi

 


IV. L'impero dell'Anticristo, visione del profeta Daniele.

( Quarto articolo giugno 1885 )


I

Una notte il profeta Daniele ebbe una visione formidabile. Mentre i quattro venti del cielo combattevano in un vasto mare, vide quattro bestie mostruose sorgere dalle onde. Erano una leonessa, un orso, un leopardo a quattro teste e non so quale mostro di forza prodigiosa, con denti e unghie di ferro e dieci corone sulla fronte. Fu rivelato al profeta che queste quattro bestie selvagge significavano quattro imperi che sarebbero sorti successivamente sulle onde mutevoli dell'umanità.

Ora, mentre Daniele guardava con timore la quarta bestia, vide un piccolo corno spuntare dalle altre dieci, che ne abbatteva tre e diventava più grande di tutte le altre; e questo corno aveva gli occhi di un uomo e una bocca che diceva grandi cose; e faceva guerra ai santi dell'Altissimo e prevaleva su di loro.
Il profeta chiese il significato di questa strana visione. Gli fu detto che le dieci corna rappresentavano dieci re; che il piccolo corno era un re che alla fine avrebbe governato su tutta la terra con un potere inaudito. "Egli, gli fu detto, sputerà bestemmie contro Dio, e investirà i santi dell'Altissimo, e si crederà capace di cambiare le feste e le leggi, e i santi saranno lasciati in mano sua per un tempo, e due volte, e mezzo tempo.

II

Con questo re, tutti gli interpreti intendono l'Anticristo.
Qual è la bestia sulla quale questo corno dell'empietà esce al tempo stabilito?È la Rivoluzione, con la quale tutto il corpo degli empi, che obbediscono a un motore nascosto, si solleva contro Dio: la Rivoluzione, un potere allo stesso tempo satanico e bestiale, satanico in quanto animato da uno spirito infernale, bestiale in quanto dato a tutti gli istinti della natura degradata. Ha denti e unghie di ferro: perché forgia leggi dispotiche, con le quali fa a pezzi la libertà umana. Cerca di impadronirsi dei re e dei governi, che devono scendere a patti con essa. Quando l'Anticristo apparirà, avrà dieci re al suo servizio, come dieci corna sulla sua fronte.
L'Anticristo, ci dice Daniele, apparirà come un piccolo corno; cioè, i suoi inizi saranno oscuri. Non uscirà da una famiglia reale; sarà un Maometto, un Madhi, che si eleverà a poco a poco con l'audacia delle sue imposture, con la complicità totale del diavolo.
Infatti, il corno che lo rappresenta è molto diverso dagli altri. Ha occhi come gli occhi dell'uomo; perché il nuovo re è un veggente, un falso profeta. Ha una bocca che pronuncia grandi parole; perché si impone non meno con la brillantezza delle sue parole e la seduzione delle sue promesse che con la forza delle armi e l'astuzia della politica.
Il mondo intero avrà presto gli occhi puntati sull'imbidente, le cui gesta saranno celebrate dalle trombe di una stampa entusiasta. La sua popolarità metterà in ombra molti dei governanti apostati, che condivideranno poi l'impero della bestia rivoluzionaria. Questo sarà seguito da una lotta gigantesca, in cui, secondo Daniele, l'Anticristo abbatterà tre dei suoi rivali. In quel momento tutti i popoli, fanatizzati dai suoi prodigi e dalle sue vittorie, lo acclameranno come il salvatore dell'umanità. E gli altri non avranno altra scelta che sottomettersi a lui.
Una terribile crisi inizierà allora per la Chiesa di Dio. Perché il corno dell'empietà, quando avrà raggiunto l'apice della sua potenza, farà guerra ai santi e prevarrà contro di loro.


III

È probabile che, durante questo primo periodo, che può durare molti anni, l'uomo del peccato abbia un'aria di moderazione ipocrita.
Egli si presenterà agli ebrei come il Messia promesso, come il restauratore della legge di Mosè; cercherà di applicare a suo favore le misteriose profezie di Isaia ed Ezechiele; ricostruirà, secondo l'opinione di diversi Padri, il tempio di Gerusalemme. Gli ebrei, almeno in parte, abbagliati dai suoi falsi miracoli e dal suo insolente fasto, lo riceveranno, il falso Cristo; e metteranno a sua disposizione l'alta finanza, tutta la stampa e le logge massoniche del mondo intero.
È anche molto probabile che l'Anticristo tratterà con considerazione, per elevarsi, i partigiani delle false religioni. Si presenterà come pienamente rispettoso della libertà religiosa, una delle massime e una delle bugie della bestia rivoluzionaria. Dirà ai buddisti che lui stesso è un Buddha; dirà ai musulmani che Maometto è un grande profeta. Non è affatto impossibile che il mondo musulmano accetti il falso Messia degli ebrei come un nuovo Maometto.
Cosa sappiamo? Forse arriverà a dire, nella sua ipocrisia, e simile in questo a Erode suo precursore, che vuole adorare Gesù Cristo. Guai ai cristiani che sopporteranno senza indignazione che il loro adorabile Salvatore sia messo sullo stesso piano di Buddha e Maometto, e non so quale pantheon di falsi dei!
Tutti questi artifici, come le carezze del cavaliere che vuole salire sulla sua cavalcatura, conquisteranno insensibilmente il mondo per il nemico di Gesù Cristo; ma una volta che egli sarà ben seduto sulle striae, porterà a portare le briglie e gli speroni; e allora la tirannia più spaventosa peserà sull'umanità.

IV

San Paolo ci fa conoscere in un solo tratto di penna il carattere estremo di questa tirannia, la più odiosa che sia mai esistita e che mai esisterà.
L'uomo del peccato, dice, il figlio della perdizione, l'empio,
"affronterà e insorgerà contro chiunque si chiami Dio o abbia un carattere religioso, finché non invaderà il santuario di Dio e vi porrà il suo trono, mostrando di essere Dio" 14. "Non presterà attenzione agli dèi dei suoi padri, né al favorito delle sue mogli, né a nessun dio, perché si riterrà superiore a tutti" 15.
Così, quando l'Anticristo avrà sottomesso il mondo, quando avrà piazzato ovunque i suoi luogotenenti e le sue creature, quando potrà utilizzare a proprio vantaggio tutte le risorse di una centralizzazione portata al suo culmine, allora si toglierà la maschera, proclamerà che tutti i culti sono aboliti, si presenterà come unico Dio, e sotto le pene più tremende e infami cercherà di costringere tutti gli abitanti della terra ad adorare la propria divinità, ad esclusione di tutte le altre divinità.
Questo è ciò a cui la famosa libertà di culto, che è ora tanto predicata, arriverà; perché la promiscuità dell'errore richiede logicamente questa conclusione.
Mentre era sulla terra, l'adorabile Gesù, mite e umile di cuore, che era Dio, non si propose mai all'adorazione dei suoi apostoli; al contrario, arrivò a inginocchiarsi davanti a loro quando lavò loro i piedi. Ma l'Anticristo, un mostro di empietà e di orgoglio, sarà adorato dagli uomini, impazziti e sedotti; essi avranno scelto questo maestro, preferendolo al primo.
E non si pensi che la trappola sia ovvia! Non dimentichiamo, dice San Gregorio, che il mostro avrà il potere del diavolo di fare miracoli: e così, mentre all'inizio i miracoli erano dalla parte dei martiri, in quel momento sembreranno essere dalla parte dei carnefici. Ci sarà un abbaglio, una vertigine. Solo chi è veramente umile, radicato in Dio, si renderà conto dell'importanza e sfuggirà alla tentazione.
Ma dove l'Anticristo stabilirà il suo culto? San Paolo dice:
"nel tempio di Dio". Sant'Ireneo, quasi un contemporaneo degli Apostoli, è più preciso, e dice che nel tempio di Gerusalemme, che egli ricostruirà. Questo sarà il centro dell'orribile religione. San Giovanni, invece, ci fa sapere che l'immagine del mostro sarà proposta ovunque all'adorazione degli uomini 16.
Allora il buddismo, il maomettanismo, il protestantesimo, ecc. saranno soppressi e aboliti. Ma va da sé che il furore del mondo sarà diretto contro Nostro Signore e la Sua Chiesa. L'Anticristo farà cessare il culto pubblico; abolirà, dice Daniele, il sacrificio perpetuo. La Santa Messa non può più essere celebrata se non in grotte e luoghi nascosti. Le chiese profanate saranno profanate, e l'abominio della desolazione, cioè l'immagine dell'uomo mostruoso sugli altari del vero Dio, sarà posto davanti agli occhi di tutti. Nella rivoluzione francese ci fu una prova di tutto questo.
Qui si sentirà la mano di Dio. Accorcerà quei giorni di grande angoscia. Questa persecuzione, che scuoterebbe le stesse pupille del cielo, non durerà che un tempo, due volte e mezzo, cioè tre anni e mezzo.