sabato 20 giugno 2026

Premessa del Padre 42 - Parte 3, Messagio di Giovanni nel luogo santo

 


Il 15.05.2023 nel luogo santo

Messaggio di Giovanni

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, sono venuto qui per mostrare e dire quanto segue a te e ai figli della terra:

Figlia Mia. Il santo Angelo del Signore e Padre Mi disse le seguenti parole e Mi mostrò queste immagini. Egli disse:” Giovanni, Mio amato figlio. Dì ai figli nel tempo finale che non devono continuamente attendere delle novità. Comunica loro che è tempo di prepararsi. Dì loro che quando tutto comincerà tutto accadrà molto, molto velocemente. Comunica loro che devono essere SEMPRE pronti. Dì loro che non sanno quando sarà il giorno in cui arriverà l’Avvertimento.”

Mi mostrò poi come vivevano i figli del tempo finale e che non erano per nulla consapevoli dell’urgenza del tempo.

La maggioranza si preoccupavano solo del loro benessere. Ammassavano beni materiali, cercavano il continuo divertimento e si preoccupavano poco o per nulla della salvezza della loro anima, cioè non s’ interessavano per nulla delle profezie.

Molti pensavano che sarebbe passata un’eternità prima che accadesse un avvenimento celeste e continuavano ad aspettare con l‘ idea di avere ancora tempo e così non erano realmente preparati.

Altri erano sempre alla ricerca di “cose nuove”. Leggevano e leggevano, cercavano e cercavano e aspettavano sempre altre” novità”. Anche loro non erano veramente preparati.

Molti, molti non volevano sapere nulla di Gesù. Molti di più Gli voltavano le spalle e si unirono consapevolmente o inconsapevolmente al diavolo, ma non erano per nulla preparati per gli avvenimenti che li aspettavano.

Tutti questi e molti altri vissero impreparati l’Avvertimento come uno shock inaspettato. La loro incredulità si trasformò in disorientamento, e molti non riuscivano ad affrontare tutto questo.

Anche per i figli preparati il tempo sembrava non passare, ma pregavano, frequentavano la santa messa e si preparavano in modo sempre più profondo con  i Vangeli e la Parola di Dio.

Era un tempo difficile, perché il diavolo aveva liberato innumerevoli demoni sulla terra e questi attaccavano particolarmente i figli fedeli puri e pieni di luce.

Essi fomentavano sempre più confusione, molti, molti figli non credenti cominciarono a fare il male. Se prima avevano una morale e un’integrità, ora cominciavano a fare le loro ”rivendicazioni” e compivano cose che non corrispondevano ai Comandamenti del Padre.

Il mondo diventava sempre più oscuro.

L’oscurità del diavolo e del suo regno si diffondeva ora a macchia d’olio sulla terra. TUTTI i figli si accorgevano che qualcosa era cambiato, ma non riuscivano a  nominarlo, perché non era loro per nulla chiaro cosa stesse accadendo.

C’erano solo pochi figli che lo sapevano ed erano questi che erano pronti per il Ritorno di Gesù.

Figli, figli avete una sola chance per non cadere nelle grinfie del diavolo e per opporvi ai suoi demoni: GESU’!

Prendete quindi sul serio ciò che oggi Io vi dico, perché ciò che il santo Angelo del Signore e Padre Mi mostrò è quello che voi vivete oggi!

Chi non riconosce questo, sarà preda facile per l’avversario di Gesù.

Preparatevi dunque perché solo chi si è preparato non sarà colto di sorpresa da questi eventi. Sarà pronto e saprà.

Chi invece continua a dormire e lo fa la maggioranza di voi figli della terra, vivrà gli eventi come quando arriva un ladro nella notte e sarà colto di sorpresa, sconvolto e impreparato.

Siate saggi, amati figli. Io il vostro Giovanni ve ne prego:” preparatevi e credete al Signore, perché solo LUI, Gesù Cristo, è la Via per la Gloria. Amen.

Il tuo Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen.

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GESÙ CRISTO È DIO E UOMO? Sì, Gesù Cristo è vero Dio e vero Uomo.

 


SPIEGAZIONE TEOLOGICA DEL CATECHISMO DI S. S. PIO X 


Dal racconto delle nozze di Cana (Gv.2, 1-12) appare evidente che Gesù è vero Dio e vero uomo, Come uomo, siede alla mensa e partecipa al panchetto e mangia e beve, nella misura richiesta dalle necessità della sua natura umana, che ha bisogno di cibo e di bevanda. Come Dio invece, Gesù mette in opera la sua onnipotenza e compie il grande prodigio trasformando l'acqua in ottimo vino.  

 I. Gesù Cristo è vero Dio. - È vero Dio, perché, facendosi uomo non rinunciò alla sua divinità, che è inammissibile. Come Figlio di Dio, Gesù Cristo è perfettamente eguale al Padre, eterno e infinito, come il Padre e lo Spirito Santo.  

 Nella vita terrena Gesù Cristo dimostrò più volte di essere Dio. Nell'annunciazione l'Arcangelo Gabriele dice a Maria Santissima: Ecco: tu concepirai nel seno e darai alla luce un figlio, che chiamerai Gesù. Egli sarà grande; sarà chiamato Figlio dell'Altissimo (perché è realmente Figlio di Dio; il suo non è un nome fittizio); il Signore Iddio gli darà il trono di Davide, suo padre; regnerà eternamente nella casa di Giacobbe e il suo regno non avrà mai fine (Lc 1, 31-34). Nel Battesimo e nella trasfigurazione del Salvatore il Padre Celeste proclamò altamente che Gesù è il suo Figlio diletto, nel quale Egli si compiace. Ora, se Gesù è il Figlio di Dio, è necessariamente Dio come il Padre.  

 Come Dio Gesù Cristo compì numerosissimi miracoli (di cui il Vangelo registra una piccola parte), operando con la sua divina onnipotenza, come quando camminava sulle acque, risuscitava da morte se stesso e la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Naim e l'amico Lazzaro.  

 Dopo aver dimostrato con i miracoli la sua divinità, affermò di essere Figlio di Dio. I Farisei, avevano cacciato dalla Sinagoga un cieco dalla nascita, guarito da Lui: Gesù udì che lo avevano cacciato fuori. e, trovatolo, gli domandò: «Tu credi nel Figlio di Dio?» Rispose: «E chi è, Signore, che io creda in lui?» «Lo hai già veduto» aggiunse  73 Gesù; «è colui che parla con te». Allora egli replicò: «Credo, Signore». E, prostratosi l'adorò (Gv.9, 34-41).  

 Davanti a giudici iniqui, decisi a condannarlo, benché sapesse che i giudei avrebbero approfittato della sua risposta per condannarlo a morte, alla domanda del sommo sacerdote: «Io ti scongiuro per il Dio vivo, che ci dica se tu sei il Cristo, Figlio di Dio», Gesù rispose: «Tu l'hai detto; anzi io vi soggiungo: Da questo giorno vedrete il Figlio dell'uomo sedere alla destra dell'Onnipotente e venire sulle nubi del cielo» (Mt 26, 63-65).  

 II .... e vero uomo. - Noi siamo uomini perché abbiamo un corpo e un'anima strettamente uniti. L'anima intelligente e libera si serve del corpo come di uno strumento per compiere le sue operazioni.  

 Gesù Cristo è vero uomo, perché ha assunto un corpo umano da Maria Santissima. Benché concepito in modo soprannaturale e nato fuori delle leggi comuni, quello di Gesù fu un perfetto corpo umano, che si nutrì col cibo e si dissetò con la bevanda, che sentì la stanchezza, che provò tutte le necessità inerenti alla umana natura; sofferse la flagellazione e l'incoronazione di spine, sudò sangue nell'orto degli Ulivi, grondò sangue sotto i colpi dei flagelli e le punture acutissime delle spine, sofferse gli spasimi dell'atroce agonia e le inenarrabili pene di morte sulla croce. Anche dopo la risurrezione Gesù volle dimostrare agli Apostoli l'umana realtà del suo corpo:  

 Apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi! Sono io, non temete!» Ma essi, turbati e sbigottiti credevano di avere innanzi agli occhi uno spirito. E allora egli soggiunse: «Perché vi turbate? Quali pensieri sorgono nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i piedi: sono proprio io: palpate e osservate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come, vedete che io ho». E così dicendo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma stentando essi ancora a credere per la troppa gioia, disse loro: «Avete qualcosa da mangiare?» Gli offrirono un pezzo di pesce arrostito e un favo di miele. Ed egli li prese e li mangiò alla loro presenza e distribuì loro gli avanzi (Gv.24, 36-44).  

 Gesù Cristo fu vero uomo, perché oltre ad avere un corpo, ebbe pure l'anima umana. La morte in croce avvenne per la separazione dell'anima dal corpo: Gesù, gettando un grande grido, esclamò: «Padre, nelle tue mani raccomando il mio spirito!» E ciò dicendo spirò (Lc 23,45).  

 La divinità e l'umanità in Gesù Cristo sono strettamente congiunte, in un'unione eterna, detta ipostatica o, personale; è sempre la stessa persona di Cristo che fa le azioni umane e divine, proprie della persona del Verbo incarnato. È sempre lo stesso Gesù che nasce in una stalla, soffre la fame e la sete, muore sulla croce ed è sepolto nella tomba scavata nella roccia; che risana gl'infermi, calma la furia del cielo e del mare, che comanda e si fa obbedire dai demoni, che risuscita i morti e se stesso dalla tomba.  

 Riflessione. - In Gesù Cristo la nostra natura è stata elevata a partecipare alla vita intima della Santissima Trinità.  

 ESEMPIO. - Ario. - L'eresiarca Arìo negava la divinità di Gesù Cristo. Immensi furono i danni causati dal suo insegnamento. Scomunicato e cacciato in esilio, per i maneggi e gl'intrighi dei suoi partigiani riuscì a ingannare l'imperatore Costantino, e poté ritornare a Costantinopoli. I suoi seguaci avevano organizzato una grande dimostrazione, che, doveva segnare il suo trionfo sui cattolici. L'ingresso nella capitale doveva essere un'apoteosi. Ario venne infatti condotto con gran pompa per le vie della città. Mentre gustava la gioia del trionfo fu assalito da occulti dolori viscerali e morì poco dopo, soffrendo strazi indicibili. 

Sac. C. T. DRAGONE, P. S. S. P. 


Sii benedetto, Signore

 


Sii benedetto, Signore, perché ci hai donato nella Sindone il segno del tuo amore. Sii benedetto perché ci hai chiamato a venerarla.

Noi ci impegniamo a ricambiare il tuo amore nella fedeltà al Padre e ai nostri fratelli, e ci affidiamo per questo a Maria tua madre che ti guardò crocifisso mentre una spada le trafiggeva l'anima e ora ti contempla nel Regno luminoso, nella gloria a cui noi pure speriamo di giungere. Amen


LA RIVOLTA È VICINA, MOLTO VICINA, MA! NON ABBIATE PAURA!

 


(Messaggio trasmesso a MYRIAM e MARIE: 19 giugno 2026)


IO SONO il Vostro Padre del CIELO: «DIO Onnipotente che vi ama»!

Il popolo francese si sta risvegliando, figli Miei; non ne può più di essere schernito e impoverito. La rivolta è vicina, molto vicina, MA! Non abbiate paura…

IO sono qui con voi, miei amati: DIO d’Amore che vi ama non vi abbandona...

AMEN, AMEN, AMEN

Ricevete, miei amati, la mia Santissima Benedizione: insieme a quella della Beata VERGINE MARIA: la mia tenera e dolce mamma: la Divina Immacolata Concezione, che È tutta pura e santa, e di SAN GIUSEPPE, il suo castissimo sposo:

NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO!

AMEN, AMEN, AMEN!


Credete, figli Miei, credete a tutte le Mie parole… Credete, credete, Miei Amati. Credete in ME, «l’Unico e Vero DIO, Creatore e Salvatore del mondo»!

Andate in PACE, figli Miei: la PACE del vostro Padre del CIELO che vi ama. Amen...

Sia benedetto il nome di DIO nei secoli dei secoli. Sia benedetto... Alleluia, Alleluia, Alleluia...


(Al termine del messaggio ricevuto, abbiamo pregato:)

Abbiamo recitato il Magnificat


La Madre della Salvezza: Solo con l‟Amore di Dio presente nelle vostre anime voi potete diffondere la Sua Parola.

 


PERSECUZIONI

Miei dolci figli, voi non sapete che è stato grazie all‟Amore di Dio per tutti voi che Egli ha permesso a Me, la Madre di Dio, di proclamare la Sua Santissima Parola ad ogni mia apparizione che ha avuto luogo nel mondo. 

È desiderio del mio amato Figlio, Gesù Cristo, che Io mi faccia conoscere, in modo da poter realizzare la conversione alla Verità. E così sarà in tutti i miei santuari, in tutto il mondo, che Dio farà conoscere la Verità fino al Grande Giorno dell‟alba del Signore. Voi tutti dovete unirvi per dare gloria a Dio in tutti i miei santuari, affinché Egli, nella Sua Misericordia, riversi grandi Grazie anche sopra le anime più indegne, poiché sono quelle che Egli ricerca di più. 

Non sono solo quelli ben istruiti nel campo dei Santi Vangeli che Egli, mio Figlio, desidera che vengano a me. No, ciò riguarda anche coloro che provano un gran vuoto nel loro cuore e per quanto essi cerchino la pace interiore, non sono in grado di trovarla. Molte persone cercano la felicità, la pace e la gioia in questa vita e raramente le trovano. Esse non potranno mai trovare la vera pace, finché non riusciranno a trovare l‟amore. Solo l‟amore per gli altri potrà condurvi vicino a Dio, perché senza l‟amore non troverete mai la Presenza di Dio. 

Vi chiedo, cari figli, di venire a me, la Madre della Salvezza, per chiedermi di pregare affinché Dio vi ricolmi del Suo Amore. Quando reciterete questa preghiera, Io chiederò a mio Figlio di rispondere alla vostra invocazione. Cercate l‟amore e mostrate tutto l‟amore che avete nei vostri cuori per gli altri ed infine condividetelo. Quando lo farete, mio Figlio vi riempirà con così tanto amore che poi sarete pronti a condividerlo tra di voi. L‟amore sradica l‟odio. Se provate qualche forma di odio per un altro essere umano, allora dovete invocare mio Figlio, Gesù Cristo, per liberarvi da questa infestazione. 

Crociata di Preghiera (159) Supplica per l‟Amore di Dio: 


Oh Madre della Salvezza, ti chiedo di intercedere in mio favore quando supplico per ottenere l’Amore di Dio. Riempi la mia anima, che é un vaso vuoto, con l’Amore di Dio, cosicché quando è traboccante, si spanda sopra quelle anime verso cui Io faccio fatica a mostrare compassione. 

Per la Potenza di Dio, Io chiedo di essere liberato da ogni sentimento di odio che posso covare verso coloro che tradiscono tuo Figlio. 

Rendi umile il mio spirito e ricolmami con la generosità d ’animo, affinché io possa seguire gli Insegnamenti di Cristo e diffondere il Suo Amore in ogni situazione della mia vita. 

Amen. 


Si parla dell‟Amore come se fosse facile sentirlo, ma per molti questo richiede una grande umiltà priva di ogni egoismo. Senza umiliarvi davanti a Dio, voi non sentirete il Suo Amore. E senza l‟Amore di Dio, non potrete essere fecondi. Solo con l‟Amore di Dio nelle vostre anime, voi potrete diffondere la Sua Parola. 

Senza il Suo Amore, le parole che voi pronunciate nel Suo Nome, saranno sterili e prive di vita. 

La vostra amata Madre, 

La Madre della Salvezza. 

8 Luglio 2014

venerdì 19 giugno 2026

LE 7 TROMBE DELL'APOCALISSE: Cosa ACCADE Quando il 7° ANGELO Suona la Tromba?


 

Essi non prevarranno mai contro la Mia Chiesa.

 


Mia dilettissima figlia, il Mio Spirito è totalmente presente nella Mia Chiesa sulla terra in questo momento, poiché i miei nemici si ribellano ferocemente contro di essa. Essi possono flagellare il Mio Corpo che è la Mia Chiesa; possono riversare sdegno sulla Vera Parola di Dio; possono deridere le Vie del Signore, ma non prevarranno mai contro la Mia Chiesa. La Mia Chiesa è costituita da coloro che proclamano la Vera Parola di Dio e che provvedono i Sacramenti al popolo di Dio, come stabilito dai Miei Apostoli. Solamente coloro che rimangono Leali ai Miei Insegnamenti, alla Mia Parola, al Mio Corpo ed al Santo Sacrificio della Messa, come fu ordinato da Me, possono dire di appartenere alla Mia Chiesa. La Mia Chiesa, così com’è ora, verrà schiacciata; i suoi edifici abbattuti oppure occupati; frattanto i Miei servitori consacrati saranno gettati per le strade, dove dovranno mendicare, mentre la pratica del Sacrificio della Santa Messa sarà abolita. Malgrado ciò, la Mia Chiesa rimarrà intatta, anche se diverrà un piccolo resto di ciò che fu una volta. 

Lo Spirito Santo di Dio guiderà la Mia Chiesa attraverso le turbolenze che dovrà affrontare, ed in tal modo la Verità sopravvivrà. Ogni Mio nemico cercherà di distruggere la Mia Vera Chiesa, che in seguito verrà sostituita con una falsa. Verranno create nuove scritture, nuovi sacramenti e molte altre bestemmie nel Mio Santo Nome. Nonostante tutto, la Mia Chiesa che è il Mio Corpo ed i Miei leali seguaci , rimarranno uniti come una cosa sola in una Santa Unione con Me. Poi, quando sembrerà che essa sia stata distrutta e rasa al suolo, la brace della Mia Chiesa tremolerà ancora, fino al giorno in cui Io ritornerò. Quel giorno, quando la Mia Chiesa risorgerà rinnovata e raggiante d’immensa gloria e il mondo intero proclamerà che essa è l’unica Vera Chiesa, la Nuova Gerusalemme, ogni uomo giusto berrà dalla sua coppa. Come tutto era nel principio, così sarà alla fine. Ogni vita esistente, creata da Dio sarà rinnovata, proprio come lo fu quando il Paradiso venne creato per il genere umano. 

Il Mio Spirito è vivo e non potrà mai morire poiché Io Sono la Vita Eterna, il datore di tutto quello di cui l’uomo ha bisogno, per vivere una vita in cui non c’é posto per la morte. Abbiate sempre fiducia nel Potere di Dio, qualunque cosa voi vediate nel mondo, possa anche sembrare ingiusta, crudele, iniqua ed a volte, terrificante. Il Mio Potere avvolgerà il mondo ed il Mio Amore riunirà tutti coloro che hanno amore nei loro cuori. Io metterò al bando tutto il male e quando la Mia Pazienza si esaurirà, getterò via tutti i Miei nemici. Io Sono qui! Io non sono andato via! Io, ora vi guido in questo spinoso cammino verso il Mio Glorioso Regno. Una volta giunto quel giorno, allorché annuncerò la Mia Seconda Venuta, tutte le lacrime saranno lavate via. Tutto il dolore perverrà ad una fine inaspettata ed al suo posto, vi sarà l’amore, la pace e la gioia che solo Io, Gesù Cristo, vi potrò portare. 

Perseverate Miei piccoli cari. Pregate, pregate, pregate affinché l’amore possa sopravvivere nel mondo e perché la pace sia portata a tutti quei poveri innocenti che soffrono e che sono sparsi per il mondo, nei paesi dilaniati dalla guerra. Tutti i figli di Dio appartengono a Me ed Io amo ogni anima, ogni nazione e ogni peccatore. Vi faccio Dono delle Mie Crociate di Preghiere, affinché recitandole voi Mi aiutiate a salvare quante più anime sia possibile. 

Andate in pace e amore. 

Il vostro Gesù. 

1 Settembre 2014


PREGHIERA PER LA SCOMPARSA DI UNA PERSONA CARA

 


OH GESÙ, UNICO CONFORTO NELLE ORE ETERNE DEL DOLORE, UNICO CONFORTO E SOSTEGNO NELL’IMMENSO VUOTO CHE LA MORTE PROVOCA TRA LE PERSONE CARE! TU, SIGNORE, CHE I CIELI, LA TERRA E GLI UOMINI HANNO VISTO PIANGERE IN GIORNI MOLTO TRISTI; TU,

SIGNORE, CHE HAI PIANTO SPINTO DALL’AFFETTO PIÙ TENERO SULLA TOMBA DI UN AMICO PREFERITO; TU, OH GESÙ! CHE TI SEI COMPIACIUTO DEL LUTTO DI UNA FAMIGLIA DISTRUTTA E DEI CUORI CHE IN ESSA GEMEVANO SENZA CONSOLAZIONE; TU, PADRE

AMATISSIMO, COMPIACITI ANCHE DELLE NOSTRE LACRIME. GUARDA, SIGNORE, COME SANGUE DELL’ANIMA ADDOLORATA, PER LA PERDITA

DI COLUI CHE È STATO UN PARENTE CARISSIMO, UN AMICO FEDELE, UN CRISTIANO FERVOROSO. GUARDA, SIGNORE, COME UN TRIBUTO SINCERO CHE TI OFFRIAMO PER LA SUA ANIMA, AFFINCHÉ TU LA PURIFICHI NEL TUO SANGUE

PREZIOSISSIMO E LA PORTI AL PIÙ PRESTO IN CIELO, SE ANCORA NON TI GODE LÌ! GUARDALE, SIGNORE, AFFINCHÉ TU CI DIA FORZA, PAZIENZA E ACCETTAZIONE DELLA TUA DIVINA VOLONTÀ IN QUESTA TERRIBILE PROVA CHE TORMENTA L’ANIMA! GUARDALE, O DOLCE, O MOLTISSIMO MISERICORDIOSO GESÙ!

E PER LORO CONCEDICI CHE NOI, CHE QUI SULLA TERRA ABBIAMO VISSUTO LEGATI DA FORTISSIMI LEGAMI D’AFFETTO, E ORA PIANGIAMO L’ASSENZA MOMENTANEA DELLA PERSONA AMATA, CI RIUNITIAMO DI NUOVO ACCANTO A TE IN CIELO, PER VIVERE

ETERNAMENTE UNITI NEL TUO CUORE. AMEN.


Gesù sollecita Luisa ad offrirsi come Vittima perpetua, in continuo stato di sofferenza, per risparmiare gli uomini da nuovi meritati castighi, specialmente da una guerra, e per preparare così la via a nuove grazie di santificazione per lei

 


Ricordo che una mattina, dopo la Comunione, mi disse il Signore: “Figlia, sono tante le iniquità [94] che si commettono, che la bilancia della mia Giustizia sta per traboccare da fuori. Ora sappi che pesanti flagelli verserò sopra gli uomini, specialmente una fierissima guerra, in cui farò strage della carne umana. Ah, sì –proseguì quasi piangendo–, o ho dato il corpo agli uomini, affinché fossero tanti santuari dove dovevo andare e deliziarmi in essi. Loro invece    li hanno cambiati in cloache di marciume e ne è tanto il fetore, che mi costringono a stare lontano da essi. Vedi la ricompensa che ricevo a tanto amore e a tante pene che ho sofferto per loro? Chi mai è stato trattato come Me? Ahi, nessuno! Ma quale ne è la causa? È il troppo bene che li voglio. Perciò proverò coi castighi”. 

Io mi sentivo spezzare il cuore per il dolore; mi pareva che tante erano le offese che gli facevano che, per sfuggire, voleva nascondersi in me, quasi per trovare un rifugio. Sentivo pure [95] tale pena ché gli uomini dovevano essere castigati, che mi pareva che non quelli, ma io stessa dovevo soffrire; anzi, mi pareva che se io avessi potuto, mi sarebbe riuscito più sopportabile soffrire io tutti quei castighi, anziché vedere soffrire gli altri. Cercai di compatirlo quanto più potetti e con tutto il cuore gli dissi: “O Sposo Santo, risparmiate i flagelli che la vostra Giustizia tiene preparati! Se la molteplicità delle iniquità degli uomini è grande, vi è il mare immenso del tuo Sangue, ove potete seppellirle, e così la vostra Giustizia resterà soddisfatta. Se non avete dove andare per deliziarvi, venite in me; Vi do tutto il mio cuore, acciocché Vi riposiate alquanto e Vi deliziate con esso. È vero che anch’io sono una sentina di vizi, ma Voi mi potete purificare e fare quale Voi mi volete. Ma, deh, placatevi! Se è necessario il sacrificio della mia vita, oh, quanto volentieri Ve lo farei, purché vedessi le stesse tue [96] immagini risparmiate”. 

E il Signore, spezzando il mio parlare, riprese a dirmi: “Proprio qui ti volevo! Se tu ti offri a soffrire, non già come fino a questo punto, di tanto in tanto, ma continuamente, ogni giorno, per un certo dato tempo, o risparmierò gli uomini. Vedi come farò: ti metterò in mezzo tra la mia giustizia e le iniquità delle creature e, quando la mia giustizia si vedrà ripiena delle iniquità, in modo da non poterle contenere, e sarà costretta a mandare i fulmini dei flagelli per castigare le creature, trovando te in mezzo, invece di colpire loro, resterai tu colpita. n questo solo modo potrò contentarti e risparmiare gli uomini; diversamente, no”. 

Io restai tutta confusa; non sapevo che dirgli. La natura faceva la sua parte, si spaventava e tremava, ma vedevo il mio buon Gesù che attendeva una risposta, se accettavo o no. Allora, vedendomi quasi costretta a parlare, gli [97] dissi: “O divinissimo Sposo mio, da parte mia sarei pronta ad accettare, ma come si rimedierà da parte del Confessore? Se non ci vuole venire di tanto in tanto, come può essere possibile che venga ogni giorno? Liberatemi da questa croce, che ci vuole il Confessore per liberarmi, e allora tutto sarà combinato tra me e Voi”. 

Allora il Signore mi disse: “Va’ dal Confessore e domandagli l’ubbidienza, se vuole; gli dirai tutto ciò che ti ho detto e starai a ciò che lui dice. Vedi, non sarà solamente per il bene delle creature, che voglio queste sofferenze continue, ma anche per tuo bene. n questo stato di sofferenze purificherò ben bene l’anima tua, in modo da disporti a formare con Me un mistico sposalizio, e dopo questo darò l’ultima trasformazione, in modo che diventeremo tutti e due come due ceri che, messi sul fuoco, uno si trasforma nell’altro e se ne forma uno solo: così trasformerò Me in te [98] e tu resterai crocifissa con Me. Ah, non saresti tu contenta, se potessi dire: lo Sposo è crocifisso, ma anche la sposa è crocifissa. Oh, sì, non c’è nessuna cosa che da Lui mi renda dissimile?” 

Onde, quando potetti parlare col Confessore, gli dissi tutto ciò che il Signore mi aveva detto. Quella parola che il Signore mi disse, “per un certo dato tempo”, (senza notificarmi il tempo preciso che dovevo stare continuamente a soffrire) fu presa da me per una quarantina di giorni, più o meno, mentre ora sono circa dodici anni che continuo a stare 75. Ma sia sempre benedetto Iddio, siano adorati sempre i suoi imperscrutabili giudizi.  

Io credo che se il Signore benedetto mi avesse fatto capire con chiarezza la durata del tempo che dovevo stare a letto, la mia natura si sarebbe molto spaventata e difficilmente si sarebbe assoggettata (sebbene ricordo che sono stata sempre rassegnata; ma non [99] conoscevo allora la preziosità della croce, come il Signore mi ha fatto conoscere nel corso di questi dodici anni), e il Confessore non si sarebbe adattato a darmi l’ubbidienza. Onde così dissi al Confessore: per una quarantina di giorni il Signore voleva che mi desse l’ubbidienza di stare continuamente a soffrire, dicendogli tutto il resto. Con mia sorpresa, perché io lo credevo impossibile, il Confessore mi disse che, se era veramente volontà di Dio, lui mi dava l’ubbidienza e che in realtà non era che non potesse venire, ma piuttosto un po’ di rispetto umano. 

L’anima mia molto si rallegrò, acciocché potessi contentare il Signore e così risparmiare le creature, ma la natura molto se ne afflisse nel sentirsi data questa obbedienza, tanto che per qualche giorno fui molto contristata. Anche l’anima lo sentiva molto, a pensare che dovevo stare tanto tempo senza poter ricevere Gesù in Sacramento, [100] solo ed unico mio conforto. Delle volte mi sentivo una guerra tanto fiera in me, che io stessa non sapevo che cosa mi era avvenuta; molte cose vi aggiungeva pure il demonio, ma il mio buon Gesù rimediò a tutto, ed ecco come eseguì. 


Ipocriti! Vi comportate come i farisei; non illudetevi, perché chi mi ama ama gli altri e dà la vita per loro, come io l’ho data per ciascuno.

 


Dettato dal Sacro Cuore.


PERDONARE E DIMENTICARE


Figlioli, siate sinceri, siate gentili, siate umili, abbiate carità nei vostri cuori. Non guardate ai difetti dei vostri fratelli, sappiate perdonare e dimenticare affinché possiate essere perdonati.

Io vi dico: se qualcuno viene a Me senza aver prima chiesto perdono a chi ha offeso, non è gradito al mio Cuore, perché il suo cuore è macchiato e non ha la sincerità che vi ho chiesto; agite ipocritamente davanti agli altri, andate a Messa, andate a pregare, andate in luoghi dove tutti possano vedervi affinché credano che siate puri. Ipocriti! Vi comportate come i farisei; non illudetevi, perché chi mi ama ama gli altri e dà la vita per loro, come io l’ho data per ciascuno.

Che Maria sia per voi esempio, guida e forza.

«All’Italia: fame, spada, pestilenza, disperazione e terrore. Gerusalemme nuova, hai tradito il Cristo e infierito sui suoi santi e i suoi profeti e ti appresti ad infierire più ancora… Hai respinto il Cibo per satollare il tuo cuore di fango… castigo, castigo, castigo attiri su te. Per punizione ai rinnegatori verranno loro addosso gli odiatori del Cristo romano».

 


Dice Gesù: 

«…O mio popolo, ascolta. 

Ti avevo eletto alla più alta sorte e a te avevo affidato le gemme della mia Redenzione e la mia Dottrina nella Chiesa, fiorente sul tuo suolo come palmizio e cedro da cui fluiscono miele e vino e in cui trovano riparo tutti i viventi che vogliano aver riparo nell’arca vera della salvezza eterna. 

Da te come da un sole erano partiti raggi di una civiltà perfetta perché era la Civiltà del Cristo, la quale non si ammanta di scoperte atte a rendere molle la vita e crudele la sorte, ma di leggi sante, volte ad elevare l’uomo, a sollevare le sue miserie, ad istruire la sua ignoranza, poiché sono leggi venute dalla Fonte divina della Santità, della Carità, della Sapienza. 

Ti avevo dato una missione simile alla mia di Luce nel mondo. 

Mi hai rinnegato. Gerusalemme nuova, hai tradito il Cristo e infierito sui suoi santi e i suoi profeti e ti appresti ad infierire più ancora. Hai sopportato la croce e le chiese come arte e come mezzo per conseguire i tuoi scopi neopagani. Hai respinto il Cibo per satollare il tuo cuore di fango. 

Tutto il fango hai voluto conoscere e assaggiare e con gusto corrotto come quello di un immondo animale ora ti pare dolce al palato. E lussuria, prepotenza, ferocia, avidità, menzogna, corruzione, satanismo, sono i piatti di cui colmi la tua tavola. E castigo, castigo, castigo attiri su te, fabbrichi con le tue stesse mani e te lo infliggi, e invochi chi ti perde e non chiami chi ti perdonerebbe ancora. 

Ho usato ancora una e una misericordia su te e ti ho avvertito di non volgere questa mia misericordia a tuo novello danno usandola con fine indegno. E una e una volta ancora avete del dono di Dio fatto un peccato usandolo con fine illecito. 

Proprio come dice il Profeta: “La verga ha fiorito, l’orgoglio ha germogliato”. Io vi avevo dato virgulto d’olivo perché lo coltivaste e vi divenisse fronda di giustizia e pace, avvisandovi che il suolo doveva esser sgombrato dall’errore perché il santo mio pollone non s’inselvatichisse nel contatto impuro e non germinasse in rami e frutti di più grande colpevolezza. Ma non avete ascoltato il Signore che - Padre e Maestro - vi dava consiglio, e la fioritura è divenuta veleno, e l’orgoglio ha figliato delitto. E altro delitto seguirà, ed altri ancora. 

Per cui vi dico: non uno di voi sarà senza pianto. Piangerà chi possiede e chi è ignudo. Poiché chi possiede perderà e chi è ignudo più non troverà chi lo vesta. La fame, la spada, la pestilenza, vi stringeranno con le loro funi i corpi, e disperazione e terrore le anime cieche. 

Sì; come ciechi sarete, camminanti nelle tenebre piene di orridi e di macerie, sapendo che ogni passo che muovete può condurvi a tradimento e morte, camminerete come su suolo scosso da terremoto tremendo. E invero la Terra trema sotto i vostri passi perché, per quanto non sia che un pianeta, è più figlia del Creatore di voi, e vede il volto irato di Dio affissare questo suolo, simile a quando guardò i figli meritevoli del diluvio e del fuoco, e si agita, nelle sue profondità, di timore per il suo castigo. 

I valori materiali e intellettuali sconvolti e dispogliati della loro giusta sostanza. Le cognizioni divenute inciampo e non aiuto; fin quella santa di Dio divenuta condanna perché conoscendolo lo rinnegate. Luce e Parola vi rimangono nella strozza senza poter scendere ad illuminare e nutrire lo spirito, poiché il laccio delle vostre perverse passioni vi impedisce di accoglierle. 

Vedendo crollare gli idoli di fango che avevate eretto al posto del Dio vero, conoscerete di avere adorato immondezza e non avrete più fede. Più fede in nulla. Non nel vero, non nel falso. 

E per punizione ai rinnegatori, ai senza fede, verranno loro addosso gli odiatori del Cristo Romano, gli empi della Terra, i sempre più prossimi a Satana, i demolitori della Croce, non tanto sulle cupole dei templi quanto nell’interno dei cuori che ancora portano in sé traccia del mio Segno. 

E tu, Pietro novello, vigila e vigila senza farti illusioni. Vero è che soffrire per il Cristo è dignità che più alta non si trova. Ma Io ti dico: “Vigila e prega”. 

In ore di grande tempesta occorre non solo avere gonfalone porpureo alto sull’albero della vela, ma che la mano di Pietro sia più che mai sana e sicura alla barra del timone. Il Disorientatore di tutto si serve per disorientare. E nelle ore di fortunale che da ogni lato si avventa per sommergere in un naufragio i valori santi, invisi ai pervertiti, basta che per un attimo la mano sia tolta, per irreparabile sventura, dalla ruota del timone, perché più forte le onde prendano di trasverso la mistica barca. 

Vigila su te perché tu possa sugli altri vigilare. Pietro, ora più che mai occorre che tu mi pasca questi miei agnelli e queste mie pecorelle. Non sei che tu che resti Pastore santo, e se tu cadi molti agnelli verranno condotti da pecore imprudenti fuori dai pascoli, e altri pastori di malvagie dottrine si insinueranno fin nell’interno del mio dominio per contaminarlo con le loro umane - e dire umane è già misericordioso giudizio - pressioni. 

No. Non è questo il momento di morire per il Cristo. Questo è il momento di vegliare, difendere, istruire, fare argine a ciò che vuole entrare e corrompere sempre più ampiamente e profondamente. 

E credimi, o Cristo in terra, credimi che la piaga già rode in profondo e ottenebra menti e cuori e, quel che è sventura delle sventure, spegne le lucerne che erano state messe in vetta ai monti perché illuminassero la via ai pellegrini cercanti il Cielo. Molte sono già spente, molte fumigano, molte languono, e altre si apprestano a languire. Se i fedeli sono gelidi, i pastori sono freddi, e la morte dello spirito viene per assideramento. Insensibile morte che addormenta in un sonno senza luce di risurrezione. 

Pensaci, o Cristo in terra, nato a tanta sorte. E senza stancarti insisti, predica, esorta, riprendi, evangelizza. Troppi sono i templi in cui il Vangelo ha perduto valore e troppi i cuori che odono del Vangelo un suono non vero che da esso li allontana. 

Sopperisci tu, come Pietro primo, alle deficienze dei ministri, e fa’ che le turbe risentano attraverso alle tue labbra la dottrina dolce, santa e salutare, del Cristo, e i non ancora uccisi si salvino e tornino a Me, e torni la pace a questa terra in cui non vi è zolla che non conosca la rugiada dei martiri.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


INVITO TUTTI I MIEI FIGLI A RIFUGIARSI NEL MIO SACRO CUORE e NEL CUORE IMMACOLATO DELLA MIA SANTA MADRE.

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE il 18 giugno 2026)


IO SONO il vostro Padre del CIELO: DIO Onnipotente: IL RE dei Re: L’ETERNO, IO SONO!

Ricevete, Mie Amate: la Mia Santissima benedizione insieme a quella della Beata VERGINE MARIA: LA Purissima e Santa: «L’IMMACOLATA CONCEZIONE DIVINA» e di San GIUSEPPE, suo castissimo sposo:

NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO,

AMEN, AMEN, AMEN,


Vi chiedo solo una cosa, Miei piccolissimi figli: «Rimanete sempre uniti nella preghiera», e NON temete i terribili eventi che si abbattono sul mondo, poiché siete sotto la Mia protezione: la protezione dell’Amore che vi ama... Amen!

Non dubitate e credete a tutto ciò che vi ho detto: «A tutte le Mie parole che sono verità»!

Invito tutti i Miei figli a rifugiarsi nel Mio SACRO CUORE: nel Mio Cuore d’Amore e nel Cuore Immacolato della Mia Santa Madre: LA Divina Immacolata: LA Dolce e Tenera VERGINE MARIA.

AMEN, AMEN, AMEN,


Andate in PACE, figli Miei: la PACE che Io, DIO Onnipotente, vi dono: la PACE dell’«IO SONO»!

Amen


(Alla fine del messaggio ricevuto, abbiamo cantato:

Abbiamo recitato il Magnificat

Canto della promessa

Ave Maria


CUORE IMMACOLATO - Libero assenso

 


Il CUORE DI MARIA


PRIMA PARTE  

LA CONSACRAZIONE


CAPITOLO I  

CUORE IMMACOLATO  


Libero assenso

E la libertà umana, che ne è stata di essa? Come ha potuto Dio prendere possesso di un cuore senza chiederne il consenso?

È vero che la grazia ha agito in Maria molto prima di ogni consenso. Ma per consentire alla grazia e rispondere all'amore divino, è necessario essere capaci di farlo. Se Dio ha preso possesso così presto dell'anima di Maria, non è stato per confiscarle la libertà, costringendola ad accettare il destino che le aveva riservato, ma al contrario, per metterla in condizione di acconsentire ai suoi disegni con piena conoscenza di causa e piena libertà, non appena fosse giunto il momento. Tutta la storia dell'influenza di Dio sull'anima di Maria fin dall'inizio della sua esistenza convergeva verso il momento in cui Maria sarebbe stata posta nell'alternativa di accettare o rifiutare tale influenza. La grazia conferiva a Maria la capacità di decidere, di fare una scelta, e di farla senza avere l'intelligenza offuscata dai pregiudizi né la volontà trascinata o schiavizzata dalle passioni. Esentando Maria dal peccato e dalle sue conseguenze, la grazia la rendeva capace di agire con un sovrano dominio di sé stessa. Le dava la facoltà di amare liberamente, e quindi, in modo integrale, ed è questa facoltà che doveva costituire precisamente il cuore di Maria.

Quando è stato chiesto questo consenso alla Vergine? Quando ha accettato pienamente la grazia della sua Immacolata Concezione? Lo sappiamo dal Vangelo: al momento dell'annunciazione. Certamente, fin dalle prime manifestazioni della sua vita cosciente, Maria aveva cominciato a corrispondere all'amore divino, ad accogliere deliberatamente l'influsso della grazia nella sua anima. Si era sottomessa di buon grado all'azione di Dio e si era sempre prontificata a compiere i suoi più piccoli desideri, eseguendo fedelmente anche la più piccola delle sue suggestioni. Con i suoi atti di volontà, ratificava, per quanto le era possibile, tutte le esigenze della divina volontà; e si compiaceva di soddisfare i minimi desideri che Dio le esprimeva nell'intimità della sua anima. Maria aveva quindi, prima dell'Annunciazione, molte occasioni di manifestare a Dio la sua accettazione della grazia. Ma tali consensi rimanevano ancora parziali, perché Dio aspettava il momento in cui la personalità di Maria, giunta alla sua età adulta, fosse veramente formata e capace di dare un'adesione totale e definitiva alla grazia tutta speciale con cui l'aveva favorita. In quel momento, inviò un angelo per chiarire a Maria la portata di quella grazia e, per questo stesso motivo, la portata del consenso che le veniva chiesto. La grazia dell'Immacolata Concezione era stata concessa a Maria in vista della sua maternità divina; l'angelo le disse che le era stata data una grazia straordinaria affinché potesse diventare la madre del Messia, del Figlio di Dio, e chiese una risposta.

Maria aveva pieno potere di rispondere come voleva. La grazia che le era stata conferita da Dio fin dalla sua concezione era diventata sua proprietà. Tutto era stato elaborato nella sua anima dall'azione divina, tutto le veniva da Dio; ma allo stesso tempo tutto le apparteneva, perché c'era stato veramente da parte di Dio un dono, e un dono irrevocabile, senza pentimento. La pienezza della grazia abitava nel suo cuore. Questa è la ragione per cui Dio le mandò a dire: "Rallegrati, piena di grazia", attestando così che quella pienezza di grazia le apparteneva al punto da formare il suo vero nome, da costituire la caratteristica fondamentale della sua personalità. Dio voleva far riconoscere che ciò che aveva dato a Maria era diventato suo e che non lo avrebbe più ripreso. Questa è anche la ragione per cui ordinò che l'angelo le dichiarasse: "tu, che sei stata piena di grazia" e non "tu, che sei stata piena di amore". Maria era quindi, in tutto il senso dell'espressione, colei che era stata colmata di amore da Dio, la creatura amata da Dio per eccellenza. E Dio l'avrebbe volentieri chiamata in questo modo, perché per lui, Maria era la creatura che aveva amato, scelta tra tutte, colei a cui aveva legato il suo cuore. Avrebbe potuto, in questo momento dell'Annunciazione, concederle un titolo o esprimere direttamente l'amore ardente che le votava. Ma invece di mettersi dal punto di vista dell'affetto che le dedica, si mette dal punto di vista della Vergine, di tutto ciò che lei ha ricevuto in virtù di quell'affetto; le ha scelto un nome che sottintende il suo amore divino e indica il suo splendido effetto: "Tu, che sei stata piena di grazia".

Questo effetto incanta Dio stesso. Per mezzo del saluto angelico Egli si inchina davanti a tale ammirabile perfezione. Perché l'angelo è un semplice ambasciatore; è da parte di Dio che egli si rivolge a Maria, e quando la saluta con una parola di immensa ammirazione, è tutta l'ammirazione di Dio per la sua creatura che si manifesta. Dio conosce la sua infinita ricchezza e il suo incomparabile splendore; conosce ugualmente la potenza del suo amore e la saggezza con cui diffonde le sue perfezioni negli esseri che ha creato. È stato Lui a operare tutto nell'anima della Vergine; Egli lo sa, e tuttavia, si meraviglia. Contemplando la Vergine, vedendola rivestita di tutta la grazia che le ha dato, rimane preso da meraviglia, ed è con un autentico rispetto verso la persona che Egli ha creato e colmato dei suoi doni che gli invia il suo messaggero e la saluta. È un rispetto come quello di chi è penetrato d'entusiasmo per la seduzione della sua bellezza.

La Vergine è signora di questa bellezza e ha il potere di usarla come desidera. Si trova tanto più libera, più sovrana nella sua decisione quanto più ha ricevuto da Dio. Dio non ha mai amato tanto una creatura, e tuttavia evita a ogni costo fare del suo amore una risposta forzata, ma desidera una risposta di un vero amore, cioè, di un cuore libero e padrone di sé. Per questo fa sì che Maria si riprenda dalla leggera perturbazione provocata dall'ingresso dell'angelo: "Non temere, Maria". La Vergine deve essere assolutamente calma e lucida per rispondere.

La risposta fu altrettanto integrale quanto lo era stato il dono divino. Maria vuole che il suo consenso abbia per misura l'estensione stessa della volontà divina: "Si faccia di me secondo la tua parola!" (Lc. 1, 38). Desidera che la parola di Dio regoli interamente la sua vita. In greco, questa frase assume l'aspetto di un voto, un ottativo piuttosto che un congiuntivo. E ciò indica la spontaneità con cui Maria acconsente: per lei, non si tratta di obbedire a un ordine, ma di avere nel cuore un'aspirazione che concordi con la richiesta divina. Pertanto, molto più che una sottomissione, è un trasporto di tutto il suo essere che desidera il compimento del disegno di Dio e con esso si rallegra. Si può tradurre la sua risposta nel modo seguente: "Si faccia così come hai detto!" C'è in tale consenso un fervore appena trattenuto.

In questo momento, Maria accoglie in piena luce e con tutta la sua volontà la grazia che era in lei e che era iniziata con l'Immacolata Concezione. Al fervore con cui Dio la aveva colmata di grazia, rispondeva il fervore con cui ella acconsentiva. Così si costituiva perfettamente e sbocciava il Cuore Immacolato della Vergine. Affinché un cuore sia veramente formato, e lo sia secondo il destino soprannaturale dell'uomo, è necessario che Dio abbia agito prima per sua grazia, reso la persona capace di amare, poiché questa persona deve rispondere liberamente al suo amore. Queste tre condizioni si verificano in grado supremo in Maria: Dio ha agito in lei fin dal primo istante della sua concezione e in modo completo; l'ha resa capace di amarlo, conferendole una libertà eminente, nata tanto dalla pienezza di grazie di cui Maria godeva quanto dalla sua preservazione da tutte le illusioni e cattive inclinazioni del peccato; infine, dopo una lunga maturazione della sua personalità sotto l'influenza della grazia, che la rendeva pienamente padrona di sé, la Vergine ha acconsentito con tutta la forza del suo essere; ella si è data e si è abbandonata con ardore alla divina volontà. All'amore che aveva ricevuto e che le conferiva la possibilità di amare, ella rispondeva con un amore altrettanto totale; con il suo fiat, il suo cuore si consumava nella perfezione di un cuore esclusivamente donato a Dio.

JEA N GA LOT, S.J.

Come vivere pienamente la fede CATTOLICA? (Il vero percorso)


 

Siate solidali gli uni con gli altri e abbiate fiducia in Dio, siate vigili, non lasciatevi coinvolgere in discussioni sterili che feriscono l’anima

 


Bretagna – 17 giugno 2026


1° riferimento:

Proverbi 22, 17-21 Raccolta dei saggi


«Presta l’orecchio, ascolta le parole dei saggi,

alla mia sapienza dedica il tuo cuore,

perché sarà un piacere custodirle dentro di te,

e averle tutte ben salde sulle tue labbra.

Affinché la tua fiducia sia riposta in Yahvé,

oggi voglio istruire anche te.

Non ho forse scritto per te trenta capitoli

di consigli e di sapienza,

per farti conoscere la certezza delle parole vere

e affinché tu riporti parole sicure a chi ti manderà?»


2° riferimento:

Questo canto riprende il testo della Lettera agli Efesini (Ef 4, 4-6) in cui san Paolo si rivolge ai battezzati per esortarli a vivere meglio l’unità.

UN SOLO SIGNORE, UNA SOLA FEDE,

UN SOLO BATTESIMO, UN SOLO DIO E PADRE!

1) Chiamati a custodire l’unità dello Spirito mediante il vincolo della pace, cantiamo e proclamiamo:


UN SOLO SIGNORE, UNA SOLA FEDE,

UN SOLO BATTESIMO, UN SOLO DIO E PADRE!


2) Chiamati a formare un unico Corpo in un unico Spirito, cantiamo e proclamiamo:


UN SOLO SIGNORE, UNA SOLA FEDE,

UN SOLO BATTESIMO, UN SOLO DIO E PADRE!


3) Chiamati a condividere un’unica speranza in Cristo, cantiamo e proclamiamo:


UN SOLO SIGNORE, UNA SOLA FEDE,

UN SOLO BATTESIMO, UN SOLO DIO E PADRE! »

3° riferimento:

Messaggio del 19 settembre 2025 (Clicca > qui < per accedervi)


Parola di Gesù Cristo:

«Mia dolce e amata figlia dell’Amore, della Luce e della Santità, ti benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo in questo momento cruciale in cui la Chiesa, nel Mio Santuario a Roma, si opporrà alle richieste di una Fraternità Sacerdotale, altrettanto marginale rispetto alla Chiesa di Cristo, che potrebbe ostacolare il percorso dell’attuale Chiesa sinodale, eredità del «papa F.» Bergoglio.

Questa corsa all’appropriazione della Mia Chiesa Cristiana non porterà che a un reciproco fallimento e metterà a nudo la loro opposizione alla Verità e alla perfezione dell’Amore che la fedeltà a Cristo nella Sua Santa Chiesa esige.

L’Amore e la Verità sono e devono rimanere il fondamento della Mia Chiesa, il Popolo di Dio. Sebbene nel corso dei secoli ci siano stati degli errori di percorso nella Mia Chiesa, ci sono stati anche correzioni, perdoni e Misericordia che hanno permesso la purificazione e hanno riportato la pace, l’armonia fraterna e la stabilità nella Chiesa, portando così la crescita e la gioia di vivere in Dio per tutti i cristiani.

In questa Fine dei Tempi, questi candidati che vogliono guidare la Chiesa di Cristo e i cristiani secondo i propri principi devono ravvedersi e tornare alla Fede, all’Amore perfetto e all’Obbedienza alla Volontà di Dio, per illuminare nella Verità e ricondurre a Dio tutti i Suoi figli turbati dagli errori abominevoli che mirano a distruggere i cuori puri e la Chiesa di Cristo.

Certamente, l’Apocalisse che state vivendo rispetterà le scelte di ciascuno, negli scismi che ne deriveranno e che li manterranno sulla via deviante voluta dal seduttore caduto che manovra i «grandi e i sapienti» con le sue astuzie.

Coloro che sono inflessibili e incapaci di dialogare nella Verità, e soprattutto che occultano la Volontà Divina di Cristo, Fondatore della Sua Chiesa, non possono raggiungere né una soluzione santa né la solidarietà in Cristo, poiché l’obiettivo della discussione si allontana dalla Gloria di Dio e dalla Salvezza dei fratelli.

Siate attenti, figli Miei assetati di Giustizia e di Verità, e conservate la vostra semplicità e umiltà nell’unica via che vi ho aperto per tornare al Padre. Vi supplico nel Mio Amore di riconoscere il vostro Creatore, Salvatore e Consolatore, Dio Unico Tre Volte Santo.

Miei figli dolci e umili di cuore, fate crescere il «piccolo resto». Rimanete nel silenzio e nella contemplazione, invocate la Presenza Reale nella vostra anima attraverso l’ardente preghiera della Comunione Spirituale, se coloro che fanno parte della Chiesa non possono, per molteplici ragioni, garantirvi la purezza o l’accessibilità al Santo Sacramento dell’Eucaristia o non possono assicurarvi protezione.

Siate solidali tra di voi e fiduciosi in Dio che vi guida e vi salva. Siate vigili, non entrate in discussioni sterili che feriscono l’anima, indeboliscono la vostra resistenza e provocano odio contro di voi.

Che il vostro cuore rimanga in questo slancio d’Amore e di Fede quando, insieme alla comunione dei Santi, mi cantate: «Un solo Santo, un solo Signore, Gesù Cristo, nel quale siamo per mezzo dello Spirito Santo, a gloria del Padre. Amen» *

Gesù Cristo» 


* Canto durante la comunione nella liturgia eucaristica presso gli ortodossi

Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva della Divina Volontà dell’Onnipotente, unico Dio.


PROTEGGERE LA GRAZIA SOTTO LA SALVAGUARDIA DELL'UMILTA'

 


L'Imitazione di Cristo 


1.     O figlio, è per te cosa assai utile e sicura tenere nascosta la grazia della devozione; non insuperbirne, non continuare a parlarne e neppure a ripensarci molto. Disprezza, invece, temendo questa grazia come data a uno che non ne era degno. Non devi attaccarti troppo forte a un tale slancio devoto, che subitamente può trasformarsi in un sentimento contrario. Nel tempo della grazia ripensa a quanto, di solito, sei misero e povero senza la grazia. Un progresso nella vita spirituale non lo avrai raggiunto quando avrai avuto la grazia della consolazione, ma quando, con umiltà, abnegazione e pazienza, avrai saputo sopportare che essa ti sia tolta. Cosicché, neppure allora, tu sia pigro nell'amore alla preghiera o lasci cadere del tutto le abituali opere di pietà; anzi, tu faccia volenterosamente tutto quanto è in te, come meglio potrai e saprai, senza lasciarti andare del tutto a causa dell'aridità e dell'ansietà spirituale che senti.   

  2.     Molti, non appena accade qualcosa di male, si fanno tosto impazienti e perdono la buona volontà. Ma le vie dell'uomo non dipendono sempre da lui. E' Dio che può dare e consolare, quando vuole e quanto vuole e a chi egli vuole; nella misura che gli piacerà e non di più. Molti, poi, fattisi arditi per il fatto che sentivano la grazia della devozione, procurarono la loro rovina: essi vollero fare di più di quanto era nelle loro possibilità, non considerando la propria pochezza e seguendo l'impulso del cuore piuttosto che il giudizio della ragione. Presunsero di poter fare più di quello che era nella volontà di Dio; perciò d'un tratto persero la grazia. Essi, che avevano posto il loro nido nel cielo, restarono a mani vuote, abbandonati alla loro miseria; cosicché, umiliati e spogliati, imparassero, a non volare con le loro ali, ma a star sotto le mie ali, nella speranza. Coloro che sono ancora novellini e inesperti nella via del Signore facilmente si ingannano e cadono, se non si attaccano al consiglio di persone elette. E se vogliono seguire quello che loro sembra giusto, anziché affidarsi ad altri più esperti, finiranno male, a meno che non vogliano ritrarsi dal proprio interno. Coloro che si credono sapienti di per sé, di rado si lasciano umilmente guidare da altri. Sennonché uno scarso sapere e una modesta capacità di comprendere, accompagnati dall'umiltà, valgono di più di un gran tesoro di scienza, accompagnato dal vuoto compiacimento di sé. E' meglio per te avere poco, piuttosto che molto; del molto potresti insuperbire. 

Non agisce con sufficiente saggezza colui che, avendo la grazia, si dà interamente alla gioia, senza pensare alla sua miseria di prima e alla purezza che si deve aver nel timore di Dio; timore cioè di perdere quella grazia che gli era stata data. Così non dimostra di avere sufficiente virtù colui che, al momento dell'avversità o in altra circostanza che lo opprima, si dispera eccessivamente e concepisce, nei confronti, pensieri e sentimenti di fiducia meno piena di quanto mi si dovrebbe. Al momento della lotta, si troverà spesso estremamente abbattuto e pieno di paura proprio colui che, in tempo di quiete, avrà voluto essere troppo sicuro. Se tu, invece, riuscissi a restare umile e piccolo in te stesso, e a ben governare e dirigere il tuo spirito non cadresti così facilmente nel pericolo e nel peccato. Un buon consiglio è questo, che, quando hai nell'animo uno speciale ardore spirituale, tu consideri bene quello che potrà accadere se verrà meno tale luce interiore. Quando poi ciò accadesse, pensa che poi di nuovo possa tornare quella luce che per un certo tempo ti ha tolta, per tua sicurezza e per la mia gloria. Infatti, subire una simile prova è spesso a te più utile che godere stabilmente di una situazione tranquilla, secondo il tuo piacere. In verità i meriti non si valutano secondo questo criterio, che uno abbia frequenti visioni, o riceva particolari gioie interiori, o sia posto in un grado più alto. Ma piuttosto secondo questo criterio, che uno sia radicato nella vera umiltà e ripieno dell'amore divino; che ricerchi sempre soltanto e interamente di rendere gloria a Dio; che consideri se stesso un nulla; che si disprezzi veramente e preferisca perfino essere disprezzato ed umiliato dagli altri, anziché essere onorato.