L’ultimo di tutti
1. Il mondo, quello che il Salvatore ha maledetto e chiamato «mondo di scandali» (cf. Mt 18, 7), ci avvolge come l'atmosfera e ci penetra con i suoi veleni, come un'epidemia con le sue cariche batteriche.
Niente condiziona tanto fortemente l'uomo quanto il comportamento di chi gli sta accanto. Si dà per scontato che quello che tutti fanno, lo si può fare; e di fronte a un simile principio, per quanto irrazionale, i ragionamenti non contano più nulla.
I santi conoscono bene qual è la potenza del demonio e i suoi intrighi. «Il vostro nemico, il diavolo, - dice s. Pietro - come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare» (1 Pt 5, 8). E s. Paolo esorta gli Efesini a «rivestirsi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo» (Ef 6, 11). Il suo influsso non diventa forse più fatale in coloro che lo sottovalutano?
Ora, non mi è possibile abbandonare il mondo, né tenermi al largo dal demonio. Lo spirito del mondo mi rammollisce e l'astuzia del diavolo spia il momento critico. Complici con le mie inclinazioni, non riuniranno le loro forze per trascinare via la mia ingenua libertà? Che cosa sarà di me, se la superbia mi allontana le attenzioni di Dio e mi ritrovo solo a combattere contro questi due avversari?
2. Arrivano delle combinazioni nelle quali cadrei a terra senza scampo, sebbene in modo libero. Dio le conosce tutte, anche le più temibili; misura il grado di resistenza che posso opporre e conosce in quali circostanze quel grado, sufficiente in se stesso, diventerebbe insufficiente a causa della mia fragilità.
Lascerà che queste angosciose situazioni prevalgano o lo impedirà? Una volta iniziata la battaglia, verrà in mio aiuto o permetterà la mia caduta? Segreto della sua libera volontà. Sia che allontani da me il pericolo, sia che rafforzi la mia resistenza, Egli mi dona una grazia che non mi è dovuta per niente. La mia dipendenza da Lui è, dunque, la più completa!
Mio Dio, tu conosci l'insieme di tutti gli avvenimenti; tu prevedi quei giorni di stanchezza e sfiducia in cui l'anima si abbandona; tu constati le debolezze che si ripetono, togliendo slancio alla volontà. Prima di offrire un aiuto speciale, tu guardi le disposizioni dell'anima in pericolo. Se la vedi umile e sottomessa, tendi la mano ed è salva. Se la vedi irrigidita nella superbia, ti volti dall'altra parte ed eccola perduta.
Padre mio, non ho paura di te, ma di me; tuttavia non avrò paura di me se mi nasconderò nel seno della tua misericordia. Sì, voglio entrarvi e non uscirne più. Ne studierò con amore le benefiche leggi; imparerò a farmi dolce e indulgente con gli altri, come tu lo sei con me, a non pretendere alcuna stima e a lasciare a te la lode del bene che, del resto, non mi appartiene.
Tutte le sofferenze della mia povera vita, tutte le dimenticanze e i disprezzi nei miei riguardi, tutte le delusioni e perfino le umiliazioni più profonde, le accetterò come provenienti insieme dalla tua giustizia e dalla tua misericordia, come elementi provvidenziali di riabilitazione presente e di gloria futura.
Mio Dio e Padre, non mi hai tu dato il tuo Figlio Gesù? Con lui mi sento sicuro di te. Vivendo di lui, sono sicuro di me. O Gesù, vieni nel mio nulla, riempilo, vivificalo; viviamo insieme, insieme amiamoci e camminiamo.
Mio Dio e Padre, tu mi fai sentire vivamente la mia impotenza per attirarmi fra le tue braccia. Dentro le tue braccia e, di continuo, sopra l'abisso: quale sicurezza! Dipendo da te e io mi attacco strettamente al tuo cuore adorato.
Leopold Beaudenom

Nessun commento:
Posta un commento