domenica 14 giugno 2026

IL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI

 


Si espongono i diversi modi con cui opera nelle anime lo spirito del Signore. 


§. I. 

171. Sebbene lo spirito di Dio muova sempre a ciò che è vero, a ciò che è onesto e santo; non muove però tutti all'onesto ed al vero con egual perfezione, a cagione delle indisposizioni che ritrova nel soggetto al ricevimento delle divine influenze. Così in alcuni lo spirito divino opera più nell’intelletto che nella volontà; in altri poi opera più nella volontà che nell'intelletto. Della prima classe, al dir di S. Gregorio sono quelli a cui non manca lume per conoscere le verità di nostra fede, e per intendere tutte le loro obbligazioni ed i modi con cui devono effettuarle: solo manca loro nella volontà un affetto forte che efficacemente li spinga alla esecuzione di ciò che intendono doversi fare (S Greg. In evang. Hom. n. 31). Della seconda classe poi, come espressamente ragiona S. Bernardo, sono quelli a cui non manca volontà per abbracciare il bene. trovandosi pieni di divozione e di santo ardore, solo manca luce per intendere i modi con i quali devono venire alla esecuzione dei loro santi desideri (S. Bern. Serm. 1. in fest. Pentec.). Tale era il celebre Cornelio, che tutto acceso di desiderio della sua salute, non sapeva ciò che avesse a fare per conseguirla. Perciò fu dall'angelo mandato a S. Pietro, per essere istruito (At. 10,7). 

 172. Oltre le indisposizioni morali del soggetto, due altre ragioni vi sono per cui Iddio opera con i suoi istinti sì diversamente in noi. La prima si è la soave disposizione della sua divina Provvidenza per cui accomoda la sua grazia alla nostra natura, e trovando in persone colte e letterate migliore intelletto da questo dà principio all'opera della loro perfezione, con donar loro gran copia di luce per l'intelligenza del vero: viceversa, scorgendo nelle persone semplici e devote migliore la volontà, da questa dà principio alla loro santificazione, accendendole in santi affetti. La seconda ragione si è il nostro maggior profitto: perché quelli che hanno più lume nell'intelletto che vigore nella volontà vedono con chiarezza, le loro mancanze e profondamente si umiliano; e quelli che hanno più affetto nella volontà che luce nell'intelletto, sono costretti a cercare padri spirituali che li dirigano, a sottoporsi al loro magistero, ed a dipendere in tutto dai loro consigli. Così e gli uni e gli altri procedono alla loro perfezione per la strada sicura di una profonda umiltà. Finalmente dona Iddio ad alcune anime e luce per intendere il vero, e forte e vigorosa mozione di affetti per eseguirlo. Questi sono più felici degli altri, perché, come dice S. Bernardo, ricevono con pienezza lo spirito del Signore (S. Bern. Serm. 1. in fest. Pentec .).). 

G. BATTISTA SCARAMELLI SERVUS IESUS 


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