IL VANGELO DALLA SINDONE
Gesú crocifisso fu prefigurato nell'esodo degli Ebrei dall'Angelo pasquale, che col suo sangue li liberò dalla morte e con la sua carne diede loro la forza di raggiungere e oltrepassare il Mar Rosso, acquistare la libertà e avviarsi alla Terra Promessa.
Per questo S. Giovanni Battista, quando la prima volta vide Gesú da lontano, disse: « Ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo » (Gv. 1,29). Questo Agnello si immolò nel Calvario e rinnova la sua immolazione nella Messa.
Il cristiano, dopo essersi segnato e purificato col sangue di Gesú nella confessione, deve mangiarlo nella comunione per avere la forza di percorrere la strada del Signore osservando i dieci comandamenti e raggiungere il Paradiso. Non basta fare la comunione una volta tanto; bisogna farla spesso. Dio fece vedere agli Ebrei questa necessità con la manna. Presto ad essi terminarono i viveri nel cammino di 40 anni nel deserto, simbolo del cammino della vita. Allora essi si rivolsero a Mosè, il quale pregò Dio. Dio rispose che nella notte avrebbe fatto piovere una farina bianca dolcissima, che gli Ebrei poi chiamarono: « manna ».
E cosí ogni notte per 40 anni Dio fece piovere la manna nell'accampamento degli Ebrei. Gli Ebrei al mattino la raccoglievano, la mangiavano e poi si mettevano in cammino. Cosí finché raggiunsero la Terra Promessa.
Gesú, 1300 anni dopo, riferendosi a tale miracolo, un giorno disse agli Ebrei: « lo sono il pane di vita. l padri vostri mangiarono la manna nel deserto e morirono. Questo è il pane disceso dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia. Sono io il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo.
Discutevano perciò fra di loro i Giudei dicendo: "Come può darci a mangiare la sua carne?" Gesú disse loro: `In verità, in verità vi dico: se non mangerete la carne del Figlio dell'uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è veramente cibo, e il mio sangue è veramente bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in lui "» (Gv. (,48-56).

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