Satana si maschera
Un'anima venne un giorno e mi ordinò: "Non occuparti della prossima anima che verrà". Il mio direttore spirituale mi aveva ordinato di occuparmi di tutte le anime. Allora domandai: "Perché non devo occuparmi di quell'anima?" ''Perché essa ha bisogno che vengano sopportate tali sofferenze di cui tu non sei capace; "In questo caso Dio non la lascerà venire. Fui allora trattata aspramente: "Dio ti proverà sia se tu tu ubbidirai, sia se non ubbidirai". Quando sono incerta e non capisco bene le cose, invoco lo Spirito Santo che non mi ha mai abbandonata. Improvvisamente mi venne l'idea che potesse essere il demonio. La mia decisione fu pronta. Gli ordinai: "Se tu sei il nemico, ti ordino, in nome di Gesù, ritirati!" Segui un grido! L'apparizione era scomparsa. Conobbi allora che era il «nemico» sotto le apparenze di un'anima del purgatorio. Il giorno in cui da noi e e una Messa per i morti alle ore nove, la Comunione viene data alle sette. Uno di quei giorni andai in chiesa alle 6,45. C'erano, di solito, due o tre persone. Ma quel giorno ero sola. Improvvisamente arriva il nostro curato tutto agitato. Nella fretta non fa nemnieno la genuflessione, viene direttamente verso di me dicendomi energicamente: "Oggi lei non può fare la Comunione". Poi se ne va in fretta senza genuflettersi. Io non capivo nulla. Mi misi a recitare il Rosario. Poco prima delle sette il mio direttore spirituale entrò tranquillamente in chiesa. Pensai: "Se ne andrà subito perché non posso fare la Comunione e non c’è nessun altro". Ma, contrariamente alle mie aspettative, andò in sagrestia. Mi guardai attorno per vedere se ci fosse qualcuno. Nessuno! Andai dunque in sagrestia e chiesi: "Perché non posso ricevere la Comunione oggi?" "Chi l'ha detto?" "Me l'ha detto lei". Egli volle sapere chi me l'avesse detto. Gli raccontai ogni cosa. Mi tranquillizzò: "Lasci questa faccenda. Io non ero per niente entrato in chiesa. Era il nemico: faccia tranquillamente la Comunione. In Appenzello conobbi una signora, Maria Graf, una semplice donna di paese che aveva sovente delle apparizioni della Santissima Vergine e ne riceveva i messaggi. La signora Graf venne un giorno da me per chiedermi consiglio. Da un lato si sentiva obbligata a far conoscere questi messaggi al mondo, dall'altro il vescovo desiderava che non dicesse nulla. Le domandai: "Lei parla sovente con la Santissima Vergine?" Avendomi risposto affermativamente, le consigliai di domandare alla Madonna ciò che dovesse fare. La veggente sapeva bene che il vescovo non era d'accordo. Fece alla Madonna la domanda e ricevette la risposta: "Obbedisci al vescovo. Io vigilerò e farò in modo che i messaggi si propaghino". La signora Graf obbedì. In Appenzello quasi nessuno credeva a questi favori straordinari; perfino suo marito non ci credeva. Ma non si poterono intralciare i disegni di Dio. Poco dopo la morte della veggente, avvenuta il 19 febbraio 1964, ci fu una guarigione straordinaria dovuta al suo intervento. Ciò risvegliò l'attenzione di molti i quali andarono da suo marito e lo pregarono di guardare se sua moglie avesse lasciato scritto qualcosa. Si trovarono le sue note in cui la Santa Vergine esprimeva parecchie volte il desiderio che per la conversione dei peccatori si recitasse ogni giorno il Rosario, che è potentissimo contro gli assalti del demonio. Poco dopo questa notizia, ricevetti due lettere il cui contenuto era quasi identico: "Da noi succedono delle cose strane. deve essere il demonio che è all'opera". Pensai: "Voglio scrivere ai due dicendo di recitare ogni giorno il Rosario per la conversione dei peccatori". Era il 16 dicembre 1964, di giorno. Presi due fogli di carta da lettera, li misi in mezzo alla tavola, con due buste a lato. Ho l'abitudine di scrivere prima l'indirizzo sulla busta. D'un colpo un fischio stridente. Fui colpita dal terrore. Il demonio era vicino a me. Mi strappò i due fogli di carta che trascinò fino all'angolo della tavola, lasciando sui fogli un segno di bruciatura. Fu per me una prova della potenza del Rosario contro il demonio.
MARIA SIMMA

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