Regno del Cristo.
Oltre il regno che il Cristo esercita dal cielo in qualità di Figlio di Dio, ei ne ha ancora un altro che ei esercita in qualità di Redentore. E questo è la sua Chiesa, la quale come dice Paolo, il Cristo si acquistò col suo sangue: Ecclesiam quam acquisivit sanguine suo. (Act. XX). Questo regno fu così previsto e predetto da Isaia. E sarà negli ultimi giorni fondato il monte della casa del Signore sopra la cima dei monti, e si alzerà sopra le colline, e correranno a lui le genti. E popoli molti verranno e diranno: venite, andiamo e salghiamo al monte del Signore e alla casa del Dio di Giacobbe, ed ei c'insegnerà le sue vie, e le vie di lui batteremo, perocchè da Sion verrà la legge. Ed ei (il Cristo) sarà giudice delle genti, e la sublimità degli uomini sarà incurvata e umiliata l'altura dei grandi, e il Signore solo sarà esaltato in quel giorno. E tutti gli idoli saranno stritolati, in quel giorno l'uomo getterà via gli idoli e i si mulacri i quali col suo argento e col suo oro si era fatti per adorare le talpe ed i pipistrelli. (C. II).
Sarà preparato il monte, scrive il Lirano, cioè la Chiesa che quivi chiamasi casa del Signore, vuoi perchè fu fondata per la predicazione di Cristo e dei suoi miracoli sul monte Sion, ove era il tempio del Signore; vuoi per chè la Chiesa, che è la casa del Signore, supera in dignità tutte le altre raunanze, dal principio del mondo ordinata al culto di Dio. (Ivi). E Basilio, avvicinandosi la fine del mondo si manifesterà il monte del Signore, e la casa di Dio sulla cima dei monti. Questo non può intendersi nè del tempio, nè della Sinagoga, i quali quando dicea queste cose Isaia già erano visibili. La casa di Dio collocata sulla cima dei monti è la Chiesa, secondo la sentenza di Paolo: osservate come bisogna vivere nella casa di Dio, che è la Chiesa di Dio vivo, i fonda menti della quale sono sopra monti santi; im perocchè è fondata sopra gli Apostoli ed i Profeti, che ne gettarono le basi, il principale dei quali era Pietro, sopra la qual pietra aveva promesso di fondare la sua Chiesa. Domus Dei in sublime vertice montium collocata ecclesia est, iuata Pauli sententiam dicentis: Videte quomodo vos oportet conversari in domo Dei, quae est ec clesia Dei viventis, cuius fundamenta in montibus sanctis; est enim aedificata in Apostolis et Pro phetis, qui eius fundamenta iecerunt, quorum unus erat Petrus, supra quam petram pollicitus fuerat aedificaturum ecclesiam suam.
E prima così era stato il regno del Cristo cantato dal re Davide. Spunterà nei giorni di lui la giustizia e l'abbondanza della pace, fino a tanto che non siavi più luna. Ed ei dominerà da un mare sino all'altro mare e dal fiume sino all'estremità del mondo. Si getteranno ai suoi piedi gli Etiopi, e i nemici di lui bacieranno la terra. I re di Tharsis e le isole a lui faranno offerte; i re degli Arabi e di Saba por teranno i loro doni e lo adoreranno. Tutti i re della terra, e le genti tutte a lui saran serve; imperocchè egli libererà il povero (l'uomo) dal possente (dal demonio) e tal povero che non avea chi lo aiutasse. Avrà pietà del povero e del bisognoso e salverà le anime dei poveri (degli umili). Ed ei vivrà e gli sarà dato dell'oro dell'Arabia e sempre lo adoreranno, e tutto il dì lo benediranno. Sia benedetto il suo nome pei secoli, perchè il suo nome è innanzi al sole. E saranno benedette in lui tutte le tribù della terra, e tutte le nazioni lo magnificheranno, e il nome della sua maestà sarà benedetto in eterno, e tutta la terra sarà ripiena della sua maestà. (Ps. LXXII). E nell'ottantesimo ottavo così fa parlare il Padre al suo Figliuolo: ei mi dirà: tu sei il Padre mio, mio Dio, che hai cura della mia salute. Ed io il porrò per questo il più eccelso ed il primogenito infra i re della terra. ln eterno osserverò con lui la mia misericordia, e sarò fedele al patto fatto con lui. Ed il seme di lui durerà pei secoli dei secoli, ed il trono di lui come i giorni del cielo.
E di nuovo da Isaia al capo nono: Un pargoletto è nato a noi e il Figlio è dato a noi ed ha sopra gli omeri suoi il principato, ed ei si chiamerà per nome l'Ammirabile, il Consigliere, Dio, il Forte, il Padre del futuro secolo, il Principe di pace. L'impero di lui sarà ampliato, e la pace non avrà fine, ei sederà sul trono di Davide, e avrà il regno di lui per assodarlo e corroborarlo rendendo ragione e facendo giustizia, da ora in poi e sino in sempiterno. E Geremia: ecco che vengono dei giorni, dice il Signore, ed io susciterò a Davide un germe giusto, e regnerà come Re, e sarà sapiente e renderà ragione, e farà giustizia in terra, e il nome col quale lo chiameranno sarà il Padrone: et hoc nomine quod vocabunt eum Dominus. (C. 33).
E il Zoar sul foglio LXXI della Genesi cosi ha: quando Dio 0. M. prenderà vendetta delle nazioni idolatre (convertendole al culto del vero Dio) allora s'adempirà quella parola d'I saia XIII farò più prezioso l'uomo dell' oro. Quest'uomo è il Re Messia, il quale sarà in nalzato e sarà fatto onorabile più che tutti gli uomini della terra, e tutti gli uomini serviranno a lui e lo adoreranno, secondo quello che sta scritto nel Salmo LXXII: innanzi a lui genu fletteranno le isole e i re dei mari e delle isole. Quando Deus 0. M. vindictam sumet a reliquis gentibus idolatricis, tunc illud adimplebitur Is. XIII: pretiosiorem faciam hominem auro. Hic est Rea Messias, qui ea tollitur et honorabilis fiet prae monibus hominibus, et omnes homines servient ei, et adorabunt ipsum, secundum id quod scriptum est Ps. LXXII: coram eo genua flectent insulae etc. Reges maris et insularum.
Ma non meno chiaramente il regno del Cristo fu previsto e così predetto dal Profeta Daniele. Avendo Nabucodonosor avuto un sogno, il quale lo avea lasciato molto attonito; non ricordandolo più gli fu presentato Daniele, affinchè glielo richiamasse a memoria, e glielo spiegasse. Come gli fu innanzi, sì gli parlò il re: ti pensi tu veramente di dire a me il sogno, che io vidi, e quello che esso voglia signifi care? Cui Daniele: l'arcano di cui il re va in cerca, nol possono svelare al re i sapienti, i maghi, gl'indovini, gli aruspici. Ma vi è in cielo un Dio che svela i misteri, e questi ha annunziato a te, o re Nabucodonosor, le cose che avverranno negli ultimi tempi. Il tuo sogno, le visioni che avesti sul capo del letto sono tali. Tu, o re, cominciasti nel letto a pen sare quel che dovesse essere per l'avvenire, e colui che svela i misteri ti fa vedere quel che è per avvenire. Ed a me pure è stato svelato questo arcano, non per una sapienza che è in me più che in qualunque altro uomo vivente, ma affinchè avesse il re una evidente interpretazione, e affinchè tu riconoscessi i pensieri della tua mente. (Dan. II).
Tu, o re, avesti una visione: tu vedevi come una grande statua; questa statua grande e di natura sublime stava dirimpetto a te, e terribile era il suo sguardo. Il capo della medesima era d'oro finissimo; il petto poi e le braccia d'argento; ma il ventre e le coscie di bronzo, e le gambe di ferro; dei piedi una parte era di ferro, un'altra parte di creta. Questo vedevi tu, quando non per mano di alcuno si staccò una pietra dal monte, e percossa la statua nei piedi, che avea di ferro e di terra cotta, li ruppe. Allora si spezzarono ugualmente il ferro, la creta, il bronzo, l'argento e l'oro, e si ridussero come i bricioli della paglia all'estate sull'aia, i quali il vento disperge: così non rimase nulla di essi; ma la pietra che avea dato il colpo alla statua diventò un monte grande, e riempiè tutta quanta la terra. Ab scissus est de monte lapis sine manibus et per cussit statuam in pedibus eius ferreis et fictilibus, et comminuit eos. Lapis autem, qui percusserat statuam, factus est mons magnus, et implevit universam terram. Tale è il sogno, e l'interpretazione di lui esporremo ancora innanzi a te, o re. (Dan. Il).
Tu sei il re dei regi, e il Dio del cieto ha dato a te regno, e fortezza e impero e gloria, e al tuo potere ha assoggettati i luoghi tutti dove abitano i figliuoli degli uomini, e le bestie del campo, e gli uccelli dell'aria ha dato in tuo potere, e sotto il tuo dominio ha poste tutte le cose, tu sei dunque il capo d'oro. E un altro reame si alzerà dopo di te da meno di te, che sarà d'argento; e il terzo regno sarà di bronzo e comanderà a tutta la terra. E il quarto regno (quello cioè dei Romani) sarà come il ferro; siccome il ferro spezza e doma tutte le cose, così questo spezzerà tutte queste cose. Ma nel tempo di quel reame farà sorgere il Dio del cielo un regno che non sarà disciolto in eterno, ed il regno di lui non passerà ad altra nazione; ma farà in pezzi e consumerà tutti questi regni, (convertendoli dall'idolatria al culto del vero Dio) ed esso starà immobile in eterno. In diebus autem regnorum illorum, suscitabit Deus coeli regnum, quod in aeternum non dissipabitur, et regnum eius alteri populo non tradetur, com minuet autem, et consummet universa regna haec: et ipsum stabit in aeternum. (Dan. II).
Cerchiamo, scrive Teodoreto, chi sia questa pietra, la quale pria piccola, poscia diventò grande, ed occupò tutta la terra. Ascoltiamo lo stesso Dio che dice per Isaia: ecco che io porrò per fondamento in Sion una pietra provata, angolare, preziosa. E il beato Davide gridante: la pietra che rigettaro gli edificanti restò pietra angolare. Questa testimonianza il Cristo citò ai Giudei di se stesso, e lo stesso fece Pietro, e Paolo ancora chiama pietra il Cristo: Ed Ireneo: una volta il Figlio di Dio fu visto con coloro che erano nella fornace e liberarli dal fuoco; ma un'altra volta qual pietra staccata dal monte, senza opera delle mani e per cuziente i regni temporali, e purgandoli, e riem piendo ei tutta la terra. Ed Agostino: Daniele vidde essere cresciuta una pietra, ed aver riempita tutta la terra; la pietra è tagliata dal monte dei Giudei, onde il Signor nostro Gesù Cristo nacque secondo la carne, e fu tagliato senza opera d'uomo, perchè senza opera d'uomo nacque dalla Vergine. Il monte, onde fu tagliato non avea empita tutta la terra; imperocchè il regno dei Giudei non possedeva tutte le nazioni, ma il regno di Cristo vediamo occupare tutte le nazioni ed il mondo tutto. Daniel vidit lapidem crevisse et implesse totam faciem terrae: lapis praeciditur de monte Iudeorum, unde Do minus noster Iesus Christus secundum carnem na tus est, et praecisus est sine manibus, quia sine opere humano de Virgine exortus est. Mons ille, unde praecisus est, non impleverat universam fa ciem terrae: non enim tenuerat regnum Iudeorum omnes gentes: ut regnum Christi omnes gentes, et universum orbem terrarum canimus occupare. (Tract. 9 in Io.). A questo suo regno il Cristo vi die principio quando si mise a predicare: fate peni tenza: chè s'avvicina il regno dei cieli (Matt. IV). Se lo meritò quando salì sulla croce; e ne prese possesso, dice Paolo, quando risuscitò: In hoc enim Christus mortuus est et resurrea.it, ut et mortuorum et vivorum dominetur (Rom. XIV.) Ed ei lo esercita per mezzo dei Vescovi, ai quali nei loro predecessori gli Apostoli prima di salire al cielo disse: Mi è dato ogni potere in cielo ed in terra, andate ed ammaestrate tutte la nazioni; battezzandole nel nome del Padre, e del Figliuolo e dello Spirito Santo; insegnando loro ad osservare tutte le cose che io ho comandate a voi, ed io sono con voi tutti i giorni sino alla consummazione dei secoli. Et ecce ego vobiscum sum omnibus diebus, usque ad con summationem saeculi. Chi riceve voi riceve me, e chi ascolta voi ascolta me, e chi disprezza voi disprezza me, e chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato. (Matt. XXVII, Luc. X). E specialmente per mezzo del Papa cui in Pietro disse: pasci le mie pecorelle (i Vescovi), pasci i miei agnelli (i fedeli). Ed io ti dico che sei una Pietra e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte d'inferno non prevarranno contro di essa. Ed a te do le chiavi del regno dei cieli, e qualunque cosa legherai sulla terra, sarà legata anche in cielo, e qualunque cosa scioglierai sulla terra, sarà sciolta anche in cielo. Quodcumque ligaveris super ter ram, erit ligatum et in coelis, et quodcumque sol veris super terram, erit solutum et in coelis. (Ioan. XXI, Matt. XVI).
Il regno del Cristo non è temporale sibbene spirituale. Ti ho stabilito, disse il Padre nel mandare il suo Figlio a darvi principio, ti ho stabilito Riconciliatore del popolo, luce delle nazioni, affinchè tu apra gli occhi ai ciechi, e sii salute sino ai confini della terra. E il Cristo di sè diceva: lo Spirito del Signore sopra di me, perchè il Signore mi ha unto, affinchè io annunziassi ai mansueti la buona novella: mi ha mandato a curare quelli che hanno il cuore spezzato, a predicare la franchigia agli schiavi, e ai carcerati la libertà , a predicare l' annoaccettevole del Signore e il giorno di vendetta pel nostro Dio, perchè io consolassi tutti quelli che piangono. Spiritus Domini super me, eo quod una erit Dominus me: ad annuntiandum mansuetis misit me, ut mederer contritis corde, et predicarem captivis indulgentiam, et clausis aperitionem. Ut praedicarem annum placabilem Domino, et diem ultionis Deo nostro: ut consolarem omnes lugentes. (Is. XLII et LXI).
Oltre a ciò esso è universale, onde a ragione scriveva Tertulliano, Salomone regnò ma solo nei confini di Giuda da Dan sino a Bersabea, sui Babilonesi e sui Parti regnò Dario, ma non più in là; agli Egiziani comandò Faraone, ma ad essi soli. Nabucodonosor comandò, ma solo dall'India sino all'Etiopia. Alessandro il Macedone non tenne mai tutta l'Asia, e le altre regioni dopo che le avea vinte, sotto il suo regno. Così parimenti i Germani, i Bretoni, i Mori, i Romani ebbero confini al loro impero. Ma il nome e il regno di Cristo si spande ovunque, dovunque si crede, da tutte le nazioni è adorato , dovunque regna, è a tutti Re, a tutti Giudice, a tutti Dio e Padrone. Christi autem nomen et regnum ubiquè porrigitur, ubique creditur, ab omnibus gentibus colitur, ubique regnat, omnibus Rea, omnibus Iudea, omnibus Deus et Dominus est. (Contra Iudeos).
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DEL PADRE VIATORE C0MBA

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