La doppiezza umana in troppi casi pone ostacolo alla testimonianza che Dio è Amore.
Non basta infatti dire: ”Ti amo Signore!” se poi il vincolo col peccato non viene spezzato.
Nell’articolazione del “sì” l’uomo lega se stesso alla causa divina e ripropone ogni giorno la propria vita, per l’incommensurabile valore della salvezza.
La Parola divina fluisce così di bocca in bocca, di cuore in cuore, per donare continuità all’intendimento umano di agire con fedeltà.
Nella radice della fedeltà ogni opera concorre al dato storico spirituale che affratella e prepara l’uomo all’incontro con Dio.
Nella vita della Chiesa molte sono state e sono le infedeltà, per cui è bene che l’uomo torni alle sorgenti e si lasci rinnovare e ribattezzare in spirito e verità dall’azione diretta dello Spirito Santo Paraclito in preparazione del suo tempo storico, il “Millennio”.
Il millennio concorrerà a far sì che l’uomo conosca finalmente e rimanga fedele alla suprema grazia d’essere figlio di Dio.
Il valore di tale altissima dignità sarà visto, amato e riconosciuto come lo conobbero i progenitori, perciò sia con la vista naturale che soprannaturale.
La fedeltà, se viene amata dalle anime in grazia, oppone riparo alle infedeltà perché nel riequilibrio e nel ritorno alla perfezione si compia il disegno che è nella Volontà di Dio.
La reticenza, l’incomunicabilità, l’arbitrio umano, l’inettitudine, l’inadempienza, oltre che il peccato, manifestano in che misura l’uomo – pur ritenendosi giusto e amante della Volontà Divina – è pur sempre un infedele
Comune infatti è la giustificazione, che evidenzia il limite umano e le sue conseguenze.
La misericordia, infatti, è compassione divina per la creatura che soggiace alla tentazione e neppure s’è resa conto che la fedeltà è la virtù per vincere sia il limite umano che la debolezza.
Se l’uomo fosse sincero almeno con se stesso, capirebbe che la fedeltà è la porta che chiude fuori dalla sua vita ogni mancanza, sia grave che meno grave.
La fedeltà a Dio non solo chiude la porta al peccato, ma apre la porta del cuore umano, la porta del Cuore di Dio, la porta del mistero quale può essere il millennio.
Il millennio sarà tempo di immensi favori divini a coloro che la fedeltà ha condotto ad essere santi.
La civiltà dei consumi mette alla prova e sancisce con netta evidenza la fedeltà di coloro che la praticano, dimostrando distacco da tutto ciò che offende la verità e la carità.
L’annullarsi infatti della creatura è dato dal distacco da ogni bene illusorio, per gioire di possedere l’unico bene che è Dio.
La ricchezza sta proprio nel saperla rifiutare, se induce ad essere infedeli a Dio.
La ricchezza spirituale, infatti, dimostra ciò che vale ai fini della santità ed è l’unico mezzo per procedere senza esitazione incontro a Dio che viene.
La disparità di opinione non deve mai creare frattura con gli intendimenti divini della Sacra Scrittura, nei confronti della pur varia e molteplice varietà di usi e costumi, umani.
La verità è una e la fedeltà ad essa ne convalida la santità. Verità, giustizia, amore nel cuore umano devono poter essere guida e forza alla fedeltà in Dio e per Dio che è verità, giustizia, Amore!
Il millennio non è altro che l’esplosione luminosa della fedeltà delle promesse di Cristo a coloro che lo amano di puro amore. “Il Signore regna” è già certezza nei cuori fedeli che fanno esperienza di verità e di amore.
La gratuità dell’amore di Cristo Gesù è già manifestazione sublime nei cuori che vivono la santità quale cammino di fedeltà e di totale riconoscenza a Dio per tanta bontà.
La conseguenza della fedeltà è la lode manifesta e conclamata che si proietta in ogni direzione quale melodia, luce, esaltazione, incanto e dolce attesa del ritorno del Re delle genti.
1/2/1992
Scritti di Anna Maria Ossi

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