IL LIBRO DETTATO DALLO SPIRITO SANTO
RIVELAZIONI ALLA LUCE DELLO SPIRITO SANTO
Quando Adamo ed Eva peccarono nel Paradiso mangiando il frutto proibito, il piano di Dio Padre andò in fumo e l'intera umanità cadde nell'abisso del peccato.
Le generazioni future che nacquero furono condannate al peccato originale dei loro genitori, Adamo ed Eva, e tutta l'umanità dovette essere espulsa dal Paradiso a causa del peccato commesso dai propri genitori, e tutto subì una svolta di centottanta gradi.
Il piano di Dio cambiò e gli uomini ricevettero la punizione meritata per il loro peccato di disobbedienza e, soprattutto, per il peccato di superbia, perché Satana aveva promesso loro che se avessero mangiato il frutto proibito sarebbero stati come dei e avrebbero conosciuto il bene e il male. Così la superbia entrò a incidersi nei cuori di Adamo ed Eva.
Perché la superbia è il peccato peggiore?
Perché cerca di far prevalere la volontà dell'uomo su quella di Dio, provando l'orgoglio e la vanità di sentirsi più di Dio, il quale ci ha creati per essere suoi umili servitori. L'umiltà esalta l'uomo, perché lo annulla e quindi lo Spirito Santo può dimorare in lui e crescere sempre più spiritualmente, permettendo alla Santissima Trinità di possederlo e regnare nella sua mente, anima e cuore.
L'orgoglio impoverisce l'uomo, perché lo esalta al di sopra di Dio e lo riempie di sé stesso, senza lasciare spazio affinché Dio dimori in lui. Ecco perché l'orgoglio è il peccato più grave, poiché cerca di prevalere sulla Volontà Divina.
Questo fu il peccato più grave di Adamo ed Eva, che ferì profondamente il Cuore del Padre. Per questo non gli restò altra scelta che espellerli dal Paradiso affinché abitassero la terra, e pose degli Angeli all'ingresso dell'Eden per non permettere il loro ritorno.
Furono diverse le punizioni inflitte per la disobbedienza e la superbia, ma soprattutto per la mancanza di amore verso Dio Padre.
Dio mette alla prova il nostro amore per Lui, e a seconda dell'esito di questa prova siamo chiamati a vivere una vita piena in Cristo Gesù, oppure a condannarci all'esilio lontano dalla grazia di Dio.
Perché quando non lo amiamo per natura, cadiamo costantemente nel peccato, e immersi in esso ci risulta facile vivere in quel pantano di atti abominevoli alla Volontà di Dio Padre e a poco a poco per inerzia ci stiamo dimenticando di Dio e del nostro destino eterno, adeguarci al peccato e viverci comodamente, facendo la nostra volontà, avvilendo il nostro cuore e i nostri sensi, il che porta con sé la sventura dell’uomo e con essa la decadenza dei valori umani e morali che fa sì che la società si corrompa.
Questo male è il male del secolo e lo vediamo nelle alte sfere della società, ma anche in quelle medie e basse.
Ma i vertici hanno il potere di influenzare la popolazione e di muovere le masse, e questo fa sì che si crei una pandemia di crisi di antivalori a livello mondiale, che colpisce la famiglia, principalmente perché è il nucleo della società.
È per questo che il nemico attacca prima la famiglia, in quanto Chiesa domestica di Cristo Gesù, perché sa che se corrompe la società dalle sue fondamenta corromperà l’intera struttura sociale e sarà più difficile redimere l’uomo, all’interno di una società degradata all’estremo.
Adamo ed Eva dovettero essere puniti. Ad Adamo fu detto: «Guadagnerai il pane con il sudore della tua fronte», ed a Eva fu detto: «Partorirai con dolore».
Ecco la storia dell’umanità, che fatica a progredire sotto ogni aspetto: sociale, economico, culturale, religioso, e che lotta per ritrovare il proprio vero io, la propria identità, alla quale è stata chiamata al momento della sua esistenza dal Padre Eterno, poiché Egli, sin dalla nostra nascita, ci ha chiamati a Sé, poiché siamo stati creati a Sua immagine e somiglianza e non troverà riposo finché non tornerà al suo destino, il Cielo, fatto e creato per gli uomini che seguono le vie di Dio Padre e compiono la Sua Volontà.
È un pellegrinaggio nel deserto, tra il sole e la sofferenza. L’uomo non sarà mai sazio finché non ritroverà se stesso conoscendo Dio e i Suoi disegni nella sua vita. Per questo vive indaffarato in cose vane, cercando di avere più denaro, più prestigio, più comodità, più lussi, senza riuscirci, perché non sazierà mai la sua anima finché non la riempirà di Dio.
Egli stesso si è allontanato dal suo fine ultimo, l’amore del Padre in lui, e ha creato di sé stesso un mostro sfigurato, una caricatura di una felicità ambigua e inesistente.
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Lorena

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