lunedì 8 giugno 2026

I SEGNI DI DIO NELLA VITA DI UN BAMBINO AFRICANO

 


In cosa consisteva il suo lavoro quotidiano presso il Consiglio Cor unum?

La mia missione consisteva nel riuscire a manifestare nel miglior modo possibile la compassione e la vicinanza spirituale e materiale della Chiesa verso gli uomini che subiscono le prove più dure di questo mondo. 

Durante i miei viaggi nei paesi più devastati della nostra epoca non ho tardato a capire che la miseria più grande non è necessariamente la povertà materiale. La miseria più profonda è non avere Dio. 

Dio può essere assente perché gli uomini sono troppo chiusi nel materialismo e profondamente disperati perché lo hanno abbandonato o lo rifiutano. Molte volte c’è fame di pane, ma anche fame di Dio.

Cor unum, in quanto rappresentante della carità del successore di Pietro, era sistematicamente presente in tutti i luoghi colpiti da guerre, catastrofi naturali, carestie ed epidemie. Dietro drammi incommensurabili si cela spesso l’abbandono di Dio da parte degli uomini. 

Cor unum cerca sempre di fornire un aiuto materiale urgente, senza però dimenticare il conforto di Dio. La carità è servizio all’uomo, e non si può servire l’umanità senza parlarle di Dio. In questo senso, la Chiesa non potrà mai svolgere un lavoro paragonabile a quello delle organizzazioni umanitarie, spesso guidate e dominate dalle ideologie.

Non a caso Benedetto XVI ricorda nell’enciclica *Deus caritas est* che «l’attività caritativa cristiana deve essere indipendente da partiti e ideologie. Non è un mezzo per trasformare il mondo in modo ideologico e non è al servizio di strategie mondane, ma è l’attualizzazione qui e ora dell’amore di cui l’uomo ha sempre bisogno». E la fonte di quell’amore è Dio stesso. Dobbiamo compiere una riflessione teologica sulla carità per evitare che le strutture caritative cattoliche cadano nel secolarismo.

La natura della Chiesa risiede nell'amore di Dio e la carità della Chiesa è innanzitutto la carità di Dio.

L’autentica carità non è elemosina, né solidarietà umanitaria, né filantropia: la carità è l’espressione di Dio e un prolungamento della presenza di Cristo in questo mondo.

Non è una funzione puntuale, ma la natura intima della Chiesa, intima Ecclesiae natura.

La carità ci spinge a evangelizzare: la Chiesa, semplicemente, rivela l’Amore di Dio.

Molte volte la radice più profonda della sofferenza umana è l’assenza di Dio. E la Chiesa porta a tutti l’Amore di Dio. Per questo motivo, un cristiano non può praticare la carità solo con i suoi fratelli in Cristo, ma con tutti gli uomini, senza alcuna distinzione.


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