lunedì 15 giugno 2026

LA VERGINE MARIA E GLI EVANGELI

 


CAPITOLO I 

Sommario: Gli addii di Gesù. Un tesoro di Bossuet . “Ecco l'Ancella del Signore” . Il Vangelo orale. Due prove. Obiezioni. Gli antichi Padri e la Vergine. Perché l'umiltà?  

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Il Vangelo orale. - Le opinioni generali concordano nel ritenere che il Vangelo orale deve essere quello rimessoci da S. Marco. Questo evangelista era il segretario di Pietro, abitava in Gerusalemme e come testimonio oculare poteva raccontare un certo numero di fatti dell'ultimo periodo del ministero di Gesù. Non diciamo che il suo Vangelo sia stato scritto per primo: la tradizione colloca l'opera di S. Matteo prima della sua. Ma il testo di S. Marco, meno completo di quello di S. Matteo, è composto soprattutto di notizie vive e pittoresche e, all'infuori dei discorsi del Maestro, rappresenta lo stadio più primitivo della predicazione apostolica.  

Proprio così Pietro raccontava la storia di Cristo, ed è molto probabile che gli Apostoli abbiano imitato da lui i propri racconti, confermando con la loro testimonianza tutte le sue affermazioni. La questione dell'influenza di Maria sulla nascita del Vangelo orale è relativamente facile da risolvere, ed è certo la più semplice tra quella che esamineremo.  

Maria non aveva assistito agli sviluppi della missione del Suo Figlio divino e quindi la sua testimonianza non poteva aggiungere nulla a quelle degli Apostoli. E non poteva nemmeno mettersi alla pari con essi perché non aveva visto né sentito quasi nulla di quello che formava la sostanza della primitiva catechesi.  

Non per questo vogliamo dire che Maria non abbia esercitato nessuna influenza nella preparazione di questa prima forma d'apostolato. Meraviglia invece il fatto che le nozioni relative all'infanzia siano completamente assenti dal Vangelo di S. Marco, il quale s'inizia con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto. Non vi si accenna all'annunciazione, alla nascita in Betlemme, alla vita nascosta di Gesù a Nazaret. Si può credere che soltanto per puro caso sia passato sotto silenzio tutto ciò che concerne la Madonna, ciò che la può mettere in evidenza e può far risaltare la sua dignità di Madre di Dio parlando delle sue eminenti virtù, tutto ciò che in una parola ne può cantare la gloria? Pietro non ebbe alcuna cura di conoscere chi era Gesù prima che questi iniziasse la divina missione della redenzione del mondo? Non sarebbe stato l'amico di Gesù, il discepolo leale e fedele per eccellenza, non sarebbe stato uomo se non avesse tentato d'informarsi intorno alla nascita ed alla giovinezza del Maestro adorato.  

Come prima riga del suo testo S. Marco colloca queste parole: Inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio.  

C'è qui la parola più luminosa fra tutte: quella che proclama la divinità di Gesù. Non c'è alcun dubbio che “il Figlio di Dio ” qui deve essere preso in senso letterale. E' l'atto di fede di Pietro e dopo di lui, di S. Marco (4).  

Non possiamo credere che Pietro sia stato indifferente a qualsiasi minimo particolare che riguardasse il Maestro amatissimo. Né possiamo dubitare che egli non abbia avuto il tempo d'interrogare la Madonna sui trent'anni della vita nascosta che racchiudevano tanti insegnamenti per i discepoli di Cristo. E' il caso di ritenere come certo che Maria sia stata più volte rispettosamente supplicata di manifestare i divini segreti celati nel suo cuore. E da tutti questi fatti e supposizioni possibili possiamo concludere che l'influenza di Maria sul primitivo Vangelo orale si sia esercitata nella profondità, incomprensibile alla natura umana, d'una umiltà senza precedenti.  

“Non parlate affatto dell'Ancella! Non distogliete il vostro sguardo dagli insegnamenti del Maestro. Mirate soltanto alla “buona novella”. Le vostre narrazioni proclamino soltanto senza ritardo la grandezza divina, riferiscano i suoi miracoli, ripetano le sue parole, facciano conoscere le resistenze colpevoli che gli si opposero, mettano in evidenza le leggi dello spirito nuovo che Egli ha voluto propagare sulla terra, si diffondano sui grandi fatti dell'ultima settimana: l'entrata del Messia nella città santa, gli ultimi discorsi, il tradimento, il processo, la morte, la resurrezione, Lui, sempre Lui e Lui solo”!  

Ecco, questa è la consegna data da Maria agli Apostoli mentre si andava formando il Vangelo orale. Non sapremo comprendere diversamente come il periodo dell'infanzia sia stato escluso. Se il silenzio non fu volontario, rimane incomprensibile, Ma volontario da parte di chi? Degli Apostoli? Non si capirebbe perché le notizie dell'infanzia di Gesù siano narrate nei Vangeli di Matteo e di Luca. Da parte di Maria? E' più naturale e ci sarà più facile capire perché esse non risultino neppure nel Vangelo di Giovanni.  

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Can. Leon Cristiani 


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