SPIEGAZIONE DELLA PARABOLA
"Dio creò l'uomo per amore e lo collocò in tale condizione che nulla poteva mancare al suo benessere sulla terra, fino a che non fosse giunto alla felicità eterna nell'altra vita. Ma, per ottenere questa, doveva sottomettersi alla volontà divina, osservando le leggi sapienti e non gravose impostegli dal Creatore.
L'uomo, però, infedele alla legge di Dio, commise il primo peccato e contrasse così quella grave infermità che doveva condurlo alla morte eterna. Per il peccato del primo uomo e della prima donna, tutti i loro discendenti furono gravati dalle più amare conseguenze: tutto il genere umano perdette il diritto che Dio gli aveva concesso, di possedere la felicità perfetta nel Cielo e da allora in poi dovette tribolare, soffrire e morire.
Per essere felice Dio non ha bisogno né dell'uomo né dei suoi servizi, perché basta a se stesso. La sua gloria è infinita e nessuno può diminuirla. Però Dio, che è infinitamente potente e infinitamente buono ed ha creato l'uomo soltanto per amore, come potrà lasciarlo patire e poi morire in quel modo? No! Gli darà un'altra prova di amore e, di fronte a un male infinito, gli offre un rimedio di valore infinito. Una delle tre Divine Persone prenderà la natura umana e riparerà il male causato dal peccato.
Dal Vangelo conoscete la sua vita terrena. Sapete come dal primo momento della sua Incarnazione si sottomise a tutte le miserie della natura umana. Da bambino soffrì il freddo, la fame, la povertà e le persecuzioni. Come lavoratore fu spesso umiliato e disprezzato come il figlio del povero falegname. Quante volte, dopo aver portato il peso di una lunga giornata di lavoro, Lui e il suo Padre putativo si trovarono la sera ad aver appena guadagnato il minimo per sopravvivere. E così visse per trent'anni.
A quell'età abbandonò la dolce compagnia di sua Madre e si consacrò a far conoscere il suo Padre del Cielo, insegnando a tutti che Dio è Amore. Passò facendo solo del bene ai corpi e alle anime; ai malati diede la salute, ai morti la vita e alle anime... alle anime rese la libertà perduta con il peccato ed aprì loro le porte della vera patria: il paradiso.
Venne poi l'ora in cui, per ottenere la loro salvezza eterna, il Figlio di Dio volle dare la sua stessa vita. E in che modo morì? Circondato dagli amici?... Acclamato dalla folla come un bene- fattore?... Anime carissime, voi sapete che il Figlio di Dio non volle morire così. Egli, che non aveva seminato altro che amore, fu vittima dell'odio. Egli che aveva portato la pace nel mondo, fu vittima di una crudeltà feroce. Egli che aveva reso la libertà agli uomini, fu legato, fu imprigionato, fu maltrattato, fu bestemmiato, fu calunniato e morì infine su una croce tra due ladri, disprezzato, abbandonato, povero e spogliato di tutto!
Così si sacrificò per salvare gli uomini. Così compì l'opera per la quale aveva lasciato la gloria del Padre suo. L'uomo era gravemente malato e il Figlio di Dio venne a lui. Non soltanto gli rese la vita, ma gli ottenne la forza e i mezzi necessari per acquistare quaggiù il tesoro dell'eterna felicità.
Come ha risposto l'uomo a questo immenso amore? Si è offerto come il buon servitore della parabola al servizio del suo Signore senza altro interesse che gli interessi di Dio? Qui bisogna distinguere le differenti risposte date dall'uomo al suo Signore.
Alcuni mi hanno veramente conosciuto e, spinti dall'amore, hanno sentito accendersi in cuore il vivo desiderio di dedicarsi completamente e senza interesse al mio servizio, che è quello del Padre mio. Gli hanno chiesto che cosa avrebbero potuto fare di più per Lui e il Padre mio ha loro risposto: 'Lasciate la vostra casa, i vostri beni e voi stessi e venite dietro a me per fare quello che vi dirò'.
Altri si sono sentiti commuovere il cuore alla vista di ciò che il Figlio di Dio ha fatto per salvarli. Pieni di buona volontà, si sono presentati a Lui chiedendogli come avrebbero potuto corrispon- dere alla sua bontà e lavorare per i suoi interessi, senza però abbandonare i propri. A costoro il Padre mio ha risposto: 'Osservate la legge che Io, vostro Dio, vi ho dato. Osservate i miei Comandamenti senza sviarvi né a destra né a sinistra; vivete nella pace dei servi fedeli'.
Altri poi hanno capito ben poco quanto Dio li ami. Tuttavia un po' di buona volontà ce l'hanno e vivono sotto la sua legge, più per l'inclinazione naturale al bene che per amore. Questi però non sono dei servi volontari e volonterosi, perché non si sono offerti con gioia agli ordini del loro Dio; ma siccome in essi non c'è cattiva volontà, in molti casi basta loro un invito perché si prestino al suo servizio.
Altri ancora si sottomettono a Dio più per interesse che per amore e solo nella stretta misura necessaria per la ricompensa finale promessa a chi osserva la sua legge.
E poi ci sono coloro che non si sottomettono al loro Dio, né per amore, né per timore. Molti lo hanno conosciuto e disprezzato... molti non sanno neppure chi sia... A tutti dirò una parola di amore!
Parlerò prima a coloro che non mi conoscono. Sì, a voi figli carissimi, parlo a voi che sin dall'infanzia vivete lontano dal Padre. Venite! Vi dirò perché non lo conoscete e quando comprenderete chi è e quale Cuore amante e tenero ha per voi, non potrete resistere al suo amore. Capita spesso che coloro che crescono lontani dalla casa paterna non provino alcun affetto per i genitori. Ma se un giorno esperimentano la tenerezza del padre e della madre non si staccano più da loro e li amano più di quelli che sono sempre stati con i loro genitori.
Parlo anche ai miei nemici... A voi che non soltanto non mi amate, ma mi perseguitate col vostro odio chiedo soltanto: 'Perché questo odio così accanito? Che male vi ho fatto perché mi maltrattiate così? Molti non si sono mai fatta questa domanda ed ora che Io stesso la rivolgo a loro, forse risponderanno: 'Sento dentro di me questo odio, ma non so come spiegarlo'.
Ebbene, risponderò io per voi.
Se nella vostra infanzia non mi avete conosciuto è stato perché nessuno vi ha insegnato a conoscermi. Mentre voi crescevate, le inclinazioni naturali, l'attrattiva per il piacere, il desiderio della ricchezza e della libertà sono cresciuti con voi. Poi un giorno avete sentito parlare di me; avete sentito dire che per vivere secondo la mia volontà, occorreva sopportare e amare il prossimo, rispettare i suoi diritti e i suoi beni, sottomettere e incatenare la propria natura, insomma, vivere sotto una legge.
E voi che, fin dai primi anni non viveste che seguendo il capriccio della vostra volontà e gli impulsi delle vostre passioni, voi che non sapevate di quale legge si trattasse, avete protestato con forza: - Non voglio altra legge che i miei desideri; voglio godere ed essere libero!: Ecco perché avete cominciato a odiarmi e a perseguitarmi.
Ma io, che sono vostro Padre, vi amavo e, mentre con tanto accanimento lavoravate contro di me, il mio Cuore più che mai si riempiva di tenerezza per voi. Così trascorsero troppi anni della vostra vita...
Oggi non posso contenere più a lungo il mio amore per voi e, vedendovi in guerra aperta contro Colui che tanto vi ama, vengo a dirvi lo stesso chi sono. Figli amatissimi, lo sono Gesù. Il mio nome significa: Salvatore; per questo ho le mani forate dai chiodi che mi tennero confitto in croce, su cui morii per vostro amore; i miei piedi portano i segni delle stesse piaghe e il mio Cuore è stato aperto dalla lancia che lo trafisse dopo la mia morte.
Così mi presento a voi, per insegnarvi chi sono e quale sia la mia legge; non vi intimorite: è legge di amore. Se e quando mi conoscerete, troverete la pace e la felicità. Vivere come orfani è ben triste. Venite, figlioli, venite al Padre vostro. Sono il vostro Dio e il vostro Padre, il vostro Creatore e il vostro Salvatore; voi siete le mie creature, i miei figli ed anche i miei redenti, perché a prezzo del mio sangue e della mia vita vi ho riscattati dalla schiavitù del peccato.
Avete un'anima immortale, dotata delle facoltà necessarie per operare il bene e capace di godere eterna felicità. Forse, all'udire le mie parole voi direte: - Non abbiamo fede, non crediamo alla vita futura!...'. Non avete fede? Non credete in me? Perché allora mi perseguitate? Perché desiderate la libertà per voi, ma poi non la lasciate a coloro che mi amano? Non credete alla vita eterna? Ditemi: siete felici così? Ben sapete che avete bisogno di qualche cosa che non trovate e non potete trovare sulla terra. Il piacere che cercate non vi soddisfa...
Credete nel mio amore e nella mia misericordia. Mi avete offeso? lo vi perdono. Mi avete perseguitato? lo vi amo. Mi avete ferito con le parole e con le opere? lo voglio farvi del bene e offrirvi i miei tesori. Non crediate che lo ignori come siete vissuti finora. So che avete disprezzato le mie grazie e che qualche volta avete profanato i miei Sacramenti. Non importa, lo vi perdono!
Sì, vi voglio perdonare! lo sono la Sapienza, la Felicità, la Pace, sono la Misericordia e l'Amore!"
Ho riportato solo alcuni brani, i più significativi, del messaggio del Sacro Cuore di Gesù al mondo.
Da questo messaggio traspare di continuo il grandissimo desiderio che ha Gesù di convertire i peccatori per salvarli dal fuoco eterno.
Infelici coloro che fanno i sordi alla sua voce! Se non lasciano il peccato, se non si danno all'amore di Dio, per tutta l'eternità saranno vittime del loro odio al Creatore.
Se finché sono su questa terra non accolgono la divina misericordia, nell'altra vita dovranno subire la potenza della giustizia divina. È cosa orrenda cadere nelle mani del Dio vivente!

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