NESSUNO PUO’ PROIBIRE A DIO DI MANIFESTARSI COME VUOLE
Nel dopoguerra ci sono stati tanti di quei prodigi e tante di quelle apparizioni che hanno allarmato le gerarchie ecclesiastiche ed hanno fatto loro assumere un atteggiamento generale negativo.
Questo atteggiamento prudenziale, se da un lato fa da freno al fervore popolare facile ad accendersi e ad esplodere anche alle minime apparenze di apparizioni e prodigi, ha, dall'altro lato contribuito fortemente a frustrare presso i lontani e i peccatori i tentativi di Dio di convertirli.
Molti sacerdoti rifiutano di andare a controllare la realtà dei prodigi, altri (e fra essi tanti di mia conoscenza), addirittura rifiutano di andare ad osservarli mentre avvengono.
Dicono: « Non abbiamo bisogno dei prodigi per credere ». L'errore è lì.
Il Signore non fa i prodigi per i sacerdoti, bensì per il popolo; ma sono essi che debbono con sapienza e prudenza indagare per vedere qual è il messaggio che Dio vuol dare con quel prodigio agli uomini, e predicarlo a tutti. Non è però escluso che dei messaggi siano anche per i sacerdoti o che siano solo per loro.
Dio non fa mai delle cose inutili.
Quando interviene nella storia ha sempre un motivo grave. Con il prodigio getta un segno di allarme. Vuol attirare la nostra attenzione, farci voltare verso di lui perché ci vuol dire qualcosa di grave. Generalmente egli fa i prodigi o per richiamare i peccatori e convertirli, o per infervorare i giusti, o per entrambe le cose.
Col prodigio Dio ci chiama. Quando il padrone chiama, il servo deve accorrere per vedere cosa egli vuole.
L'unica cosa ragionevole che può e deve fare il cristiano è di vedere se l'apparizione o il prodigio sono reali o pre-fabbricati, se sono frutto di suggestione e se sono da Dio o da Satana.
In tutta questa operazione il cristiano non deve far passare secoli col pretesto della prudenza, perché se Dio vuole qualcosa bisogna che noi la facciamo con la massima urgenza. La lentezza è mancanza di amore e di perfezione e rovina spesso i piani di Dio; invece l'indifferenza è mancanza di religione; e la contestazione, fatta per principio, è peccato.
Chi vuole ergersi a consigliere di Dio o a suo precettore e ordinargli quando o dove deve fare un prodigio o mostrarsi o fare apparire la sua Madre?
Per questo Suor Lucia di Fatima nel 1959 ha scritto al Padre Fuentes, postulatore della Causa di Beatificazione di Giacinta e Francesco: « La Madonna è molto scontenta perché non si è fatta caso al suo messaggio del 1917... Creda, padre, molto presto Iddio dovrà castigare il mondo ... La Madonna mi ha detto che Iddio, esauriti gli altri mezzi disprezzati dagli uomini, ci offre con tremore l'ultima ancora di salvezza: la SS. Vergine in persona, sue numerose apparizioni, sue lacrime, messaggi di veggenti sparsi in tutte le parti del mondo. La Madonna mi disse ancora che se non l'ascoltiamo e continuiamo l'offesa, non saremo più perdonati ».
È sempre difficile stare nel giusto mezzo: nell'esaminare i fatti senza nessun pregiudizio né positivo, né negativo, ma con l'obiettività dello storico e del buon senso.
Intanto non debbono fare meraviglia tutte le apparizioni e i prodigi avvenuti in questi ultimi tempi, perché potrebbero corrispondere a quelli annunziati da Gesù nel suo discorso escatologico sugli ultimi tempi.
«... Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi nel cielo » (Lc. 21, 10).
Non è qui possibile elencare tutti questi prodigi e tutte queste apparizioni, né tanto meno dare un nostro modesto giudizio critico sui singolari fatti; ma è assolutamente impossibile cancellarli tutti con la parola magica « parapsicologia », o con quella insignificante « autosuggestione », o con un radicale giudizio « trucco ».
Già negli anni 40 Don Bernardo Billet aveva fatto un inventario di 102 vere o false apparizioni, avvenute dopo il 1933; ad esse negli anni successivi se ne sono aggiunte moltissime altre.
Il pellegrino P. Arcadio Smolinski, francescano polacco, che per penitenza gira il mondo a piedi, dando un messaggio come quello di Giona, mi ha detto di essere a conoscenza di circa 600 casi fra prodigi di lacrimazioni e fra mistici.
Qui ci limitiamo a elencare alcune apparizioni e alcuni prodigi tra i più noti, rimettendone il giudizio di merito alla gerarchia, alla quale spetta.
Evidentemente né i giudizi degli Ordinari diocesani e neanche quelli della Congregazione della Preservazione della Fede sono infallibili, e quindi possono venire riformati. Ciò, ad es., è avvenuto per il culto all'immagine di Gesù Misericordioso, proscritto da S. Uffizio nel 1959 e autorizzato il 15-4-1978; ed è avvenuto a P. Pio, che ebbe l'interdetto di confessare, e dopo un po' di annui ne riebbe la facoltà. Per evitare facili proibizioni è opportuno ricordare quando avvenne a un sacerdote tedesco. Il suo Vescovo gli aveva proibito di organizzare un pullman di pellegrini per Montichiari (Brescia). Egli rispose: « Senta, tanti nostri sacerdoti organizzano pullman in Italia per andare in montagna o sulle spiagge a divertirsi, e lei li benedice, considerandolo un apostolato. Io organizzo un gruppo che va a pregare e lei vuole proibirlo? Il Vescovo ci ripensò e disse: « Andate pure, e pregate anche per me ».
Tuttavia è dovere di ogni cristiano sottomettersi a tali giudizi e obbedire. Dio, se vuole, farà riformare dall'autorità ecclesiastica tali giudizi.
Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)

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