giovedì 2 febbraio 2023

Perché presto vedremo che la luce di Dio prevarrà sulle tenebre sulla terra

 


Come Dio ha portato la luce nell'universo, come ha messo la Luce nelle tenebre.

L'universo è stato creato dal nulla quando Dio ha detto che ci sia luce.

E in cielo tutto è luce, tutto sprigiona la luce di Dio, che è veicolo del suo amore.

E quando una fitta oscurità si è depositata sulla Terra, Gesù Cristo si è incarnato, che è la luce del mondo, per riportarci alla luce.

Sulla Terra, luce e oscurità si mescolano, ma i momenti di maggiore oscurità sono seguiti da quelli di maggiore luminosità.

Qui vedremo perché il veicolo dell'amore di Dio è la luce, come quella luce è arrivata sulla Terra, come ha cominciato a eclissarsi e come Dio sta agendo proprio al centro delle tenebre per trasformarla in luce.

All'inizio del Libro della Genesi si narra come ebbe inizio la creazione: "E Dio disse che sia la luce e la luce fu".

E Benedetto XVI lo ha spiegato: «Dove c'è luce, nasce la vita, il caos può trasformarsi in cosmo.

Nel messaggio biblico la luce è l'immagine più immediata di Dio: Egli è tutta Luminosità, Vita, Verità, Luce".

E continua,

"Nella risurrezione si fa nel modo più sublime. Dio dice ancora: 'Sia la luce', e la risurrezione di Gesù è un'esplosione di luce".

Il Risorto stesso è Luce, la luce del mondo.

E dalla risurrezione la luce di Dio si diffonde nel mondo e nella storia.

La testimonianza più impressionante che abbiamo della risurrezione è la Sindone di Torino.

E il Signore aggiunse a Maria Valtorta:

"La mia Sindone di Torino non è solo una testimonianza che sono veramente morto e risorto, ma testimonia anche il modo in cui sono stato concepito e nato, non secondo le leggi dell'umanità".

E così Valtorta ebbe anche una visione della nascita di Gesù, dove la luce è al centro, come all'inizio della creazione.

Nel descrivere il processo della nascita del Signore, Valtorta scrive:

"La luce si stacca sempre più intensamente dal corpo di Maria.

Sembra attirare a sé tutta la luce che può scendere dal Cielo.

Ora è la Depositaria della Luce.

Deve dare questa luce al mondo".

E continua dicendo:

"La luce aumenta sempre di più.

La Vergine scompare in tanta luce, come se fosse stata assorbita da una tenda incandescente.

E quando la luce torna sopportabile ai miei occhi, vedo Maria con il Figlio appena nato tra le braccia". ?

La descrizione di Maria Valtorta è affiancata da un'altra mistica del XX secolo, la Serva di Dio Luisa Piccarreta, che dice:

"Ho visto la Regina nell'atto di dare alla luce il Bambino Gesù.

Sembrava che sia la Madre che il Figlio fossero trasmutati in pura luce.

Ma in quella luce si poteva vedere molto bene la natura umana di Gesù, che conteneva la Divinità dentro di Sé e serviva come un velo per coprire la Divinità.

Quella stessa luce che viene dal cielo fu mostrata fisicamente agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, che videro Gesù trasfigurato in un corpo luminoso sul monte Tabor, e anche Mosè ed Elia apparvero in corpi gloriosi pieni di luce.

E nella sua risurrezione venne l'apoteosi di quell'energia luminosa.

Che è stato catturato come in un'istantanea fotografica sulla Sindone di Torino, come traccia della sua resurrezione.

Certamente, l'immagine non è un dipinto, come alcuni hanno voluto credere.

Ed è stato certamente lasciato dal cadavere di un uomo flagellato e crocifisso.

E le tracce che mostra sono sangue umano appartenente al gruppo sanguigno AB.

Studi scientifici hanno dimostrato che l'immagine della Sindone era impressa con una sorgente luminosa di intensa radiazione.

L'illustre professor Giulio Fanti afferma che molto probabilmente la formazione dell'immagine è avvenuta per una forma di energia elettromagnetica, ad esempio un lampo di luce di lunghezza d'onda corta.

Un breve e intenso lampo di radiazione UV direzionale può stampare un tessuto per riprodurre le caratteristiche peculiari dell'immagine del corpo della Sindone di Torino.

Ma l'energia necessaria è così grande che rende praticamente impossibile oggi riprodurre l'intera immagine della Sindone.

E d'altra parte, coloro che hanno avuto esperienze di pre-morte, cioè sono morti e sono stati portati in un luogo che sembra essere il paradiso o un preludio ad esso, hanno anche sperimentato quella luce.

Prima nell'esperienza del tunnel quando muoiono.

Queste persone vedono una luce e attraversano un tunnel buio per entrare in quella luce.

E mentre si avvicinano alla luce, dicono che è così potente, così ardente, che non può essere paragonata a nulla e trafigge la carne.

La luce irradia un senso di pace e gioia, e sono molto felici.

Quella luce è descritta come molto più potente della luce solare, ma senza abbagliare.

Ma è abitata, non da una persona visibile, ma da una presenza evidente, che è l'amore.

E allora scoprirete che quell'amore è una persona, Dio.

E quando vengono alla luce incontrano le città di luce che sono lì in Cielo.

Un intero mondo fatto di luce e amore, irradiato da luci multicolori, pieno di esseri di luce costruiti con la luce più pura.

All'interno della città della luce, gli sperimentatori hanno visto scintillanti cattedrali di cristallo.

"Ho visto una città d'oro con torri come castelli europei. Tutta la città sembrava brillare di luce che saliva nel cielo come un gigantesco riflettore", dice uno di quelli portati lì.

Gli stessi muri e le stesse strade brillano.

In effetti, la città e tutto ciò che è in essa sembra essere fatto di luce, così come gli esseri che volano intorno ad essa.

Trasudano una luce quasi brillante come il Natale.

E puoi sentire l'amore che fluisce da loro.

Poi, come abbiamo visto, la luce di Dio che è sorta nella creazione e che è la materia prima del Cielo, è venuta sulla Terra e si è incarnata in Gesù Cristo.

Ma la Terra era ed è il luogo delle tenebre.

Quando Giuda tradisce Gesù e lo arresta, Gesù dice loro: "Questa è la vostra ora e l'ora del potere delle tenebre".

Era l'ora dei nemici di Cristo, che cospiravano contro il Signore, alleando i Gentili e il popolo d'Israele, Pilato ed Erode, insieme al Sinedrio dei sacerdoti, per cadere sul loro Santo Servo.

E da lì vediamo nella storia le zizzanie mescolate al grano.

Il bene e il male, la luce e le tenebre, attraversano tutti i secoli della storia, anche all'interno della Chiesa.

Tuttavia, il mistero è che la nave della Chiesa, fondata da Gesù Cristo, naviga trionfante in mezzo alle tempeste in tutti i tempi, nonostante tutti i mali che sorgono nel mondo e nella Chiesa.

Ma nella storia degli uomini tutto è mescolato.

Non mancano mai le imperfezioni nei periodi di splendore ecclesiastico, ma Dio manda sempre stelle radiose, la cui luminosità non può spegnere le nubi che incombono su di esse.

È che Dio trae beni dai mali o, in altre parole, scrive dritto in linee storte.

Al punto che sant'Agostino vede in questo la più grande indicazione di potenza in Dio.

Estrarre beni dal male richiede più potere che sradicare il male.

E dice che le eresie confermano più con forza la verità nel tempo.

Ad esempio, la storia ha dimostrato che le persecuzioni rafforzano l'adesione dei cristiani alla fede.

In questo modo, tutto ciò che rientra nella qualifica del male, in un modo o nell'altro, finisce per contribuire al trionfo del bene, con l'immensa potenza di Dio.

Alla fine, il piano generale di Dio non può mai essere ostacolato.

E la defezione di alcune creature, anche all'interno della Chiesa, non fa altro che collaborare all'opera di Dio.

Per decenni siamo entrati in un periodo di notte nella vita della Chiesa e del mondo, ultimamente più buio se possibile.

In primo luogo, sperimentiamo una grande oscurità nel giudizio della fede, nella comprensione della Rivelazione, dando una confusione dottrinale generalizzata che può non avere paralleli nella storia ecclesiale.

In secondo luogo, la riluttanza apostolica diventa evidente, essendosi abituati al conforto.

In terzo luogo, abbiamo dimenticato la ricca tradizione spirituale, culturale e politica della Chiesa, che sarebbe un seme potente in mezzo all'aridità, dando preminenza alla materia.

E quarto, tutto ciò porta ad uno stato di tormento interiore in coloro che conservano la fede e amano la Chiesa, che sono attaccati dalla tentazione di abbandonarsi all'impotenza.

Il male particolare è pur sempre il male, ma la storia ci ha mostrato che contribuisce al bene comune, perché Dio guida la storia.

La luce proveniente dal cielo, che ha dato inizio al mondo, non si spegne anche se sembra così, perché le tenebre sembrano più fitte.

Ricordate che Dio sta operando per trasformare il bene in male, e presto vedrete che la luce apparirà più luminosa alla vista di tutti.

Bene, fin qui quello che volevamo parlare del perché la luce è il veicolo dell'amore di Dio, di come quella luce sembra spegnersi oggi sulla Terra, e di come Dio sta trasformando l'oscurità in luce dal cuore delle tenebre stesse.

PER IL DONO DELLA FIDUCIA

 


STATE PER INCONTRARE L’ANTICRISTO…

 


Carbonia 31.01.2023

State per incontrare l’Anticristo…

Amati figli, nel Mio infinito Amore vengo a supplicarvi la conversione; desidero ardentemente strapparvi da questo mondo di male, bramo riavervi Miei, riportarvi a Me per vivere la vera vita in Me.

Il Cancello del mio Giardino è aperto a coloro che seguono la mia Dottrina, …a chi, con tanto amore, si dedica alle Cose del Padre suo che è nei Cieli.

State per incontrare l’Anticristo, figli miei, attenti! … col suo fascino carpirà molte anime.

State vigili!

  • Il vostro cuore sia rivolto a Me, anelante alle Cose di Dio.
  • State nella purezza del cuore, saldi nella fede in Cristo Signore, per non cadere nell’inganno!
  • Non date ascolto alle parole dell’uomo iniquo!
  • Non siate testardi, abbandonate il Male, … tornate al Bene!

Dio vuole salvare i suoi Figli, ma devono abbandonarsi a Lui in anima e corpo.
Figli miei, non il mondo vi darà la vita, ma solo il vostro Dio Amore, il vostro Creatore, l’unico vostro Bene.
Un’infinità di luci, si accendono sulla terra; … brillano, … ma, sono luci false!

Poveri figli miei, oh voi che credete alla Menzogna, in verità vi dico:

  • aprite i vostri occhi,
  • allontanatevi dai luccichii che vi attraggono,
  • Satana è in agguato,
  • cercherà con tutti i mezzi a sua disposizione di portarvi lontano dalla Verità e lo farà con l’inganno.

Richiamo ancora alla vigilanza gli uomini: … attenti a ciò che vi viene mostrato: l’inganno è nel mondo.

Queste sono le ultime suppliche del Padre ad un popolo che si è smarrito, che non trova più la via del ritorno a Casa perché Satana lo ha reso cieco.

È il Dio Creatore che richiama a Sé i suoi Figli per non perderli, perché non cadano nella rete mortale di Satana: … il suo maledetto piano è quello di portarli con sé all’Inferno.

Dio piange la sua creatura caduta nelle miserie di Lucifero, … piange il Dio Amore, il Dio Creatore!

Quale Dio e quale Padre manterrà la Potestà sui suoi Figli: … interverrà per riportarli a Sé.

Tuona la Voce del Creatore dall’alto del suo Cielo!

Dal monte Sion echeggia il suo grido di dolore, la sua collera sarà nei confronti dei traditori.

Convertitevi o uomini! Convertitevi! Convertitevi!

 


martedì 31 gennaio 2023

L'esplosione dei vulcani illuminerà il cielo e attraverso la lava moriranno innumerevoli vittime.



Nostra Madre della Luce Perpetua


Da POLVERE a POLVERE, da CENERE a CENERE


Ciò che ora passa come un lampo al vostro occhio non può ancora vedere, la terra sente l'impatto della sua intensità.

Gli eventi programmati non sono più la norma; le coordinate del luogo sono vicine all'occhio del ciclone.

Presto, cari figli miei, assisterete a una serie di eventi così devastanti che non passeranno.

L'esplosione dei vulcani illuminerà il cielo e attraverso la lava moriranno innumerevoli vittime.

I venti raggiungeranno velocità sconosciute oggi.

Non rallenteranno, ma aumenteranno ancora di più.

I ghiacciai si avvicineranno alla terraferma.

Dove ci sono fiumi profondi, si vedono letti di sabbia

Le maestose montagne che si ergono oggi inizieranno presto a scomparire, riducendosi in polvere.

Innumerevoli terremoti riorganizzeranno il paesaggio come nella preistoria e lo cambieranno di nuovo.

L'aria non sarà respirabile per l'umanità; il processo di tossine e inquinanti lo impedirà.

Non ci sarà alcun luogo dove ricevere aiuto per coloro che hanno scelto di rifiutare il loro creatore.

Oggi gli angeli attendono l'inizio della loro missione per versare le loro coppe su un mondo immerso nel peccato.

Non potete capire, cari figli, la gravità della devastazione una volta che le coppe saranno state svuotate.

Gli eventi cataclismatici non toccheranno un solo capello di coloro che sono fedeli e uniti nella preghiera

Sulla fronte porterete il segno della croce, affinché lo Spirito vi protegga, in modo da non subire alcuna perdita.

Le cupole sono collocate intorno ai luoghi che proteggono gli eletti di Dio, il piccolo residuo

Si aprirà una nuova era di pace in cui Dio sarà adorato al posto degli idoli d'oro.

Che tristezza per tutti coloro che sono ancora tiepidi Non entreranno nelle porte del Regno di Dio

Se non decidete oggi di iniziare una nuova vita, presto sarà troppo tardi per piangere i vostri peccati.

"E così sia"

11 febbraio 2002

Il futuro scisma e la fuga del papa - La Basilica di San Pietro e la Città Eterna saranno distrutte.

 


(…) “Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, posto nel luogo santo (che il lettore comprenda), allora…” (Mt 24, 15).

La distruzione del tempio, nell'anno 70 dC, fu il compimento di questa profezia perché l'autorità giudaica non aveva riconosciuto il Messia in Gesù Cristo e lo aveva fatto crocifiggere.
Le profezie a volte hanno diversi significati e quando la storia si ripete, si ripete anche il compimento di queste profezie.
Ora la Messa Tridentina, che è il rinnovamento del Santo Sacrificio della Croce, è stata appena proibita nella basilica di San Pietro a Roma, sede del Cattolicesimo, e così come è stato distrutto il tempio perché Gerusalemme non ha voluto riconoscete Colui che gli era stato inviato, così la Basilica di San Pietro e la Città Eterna saranno distrutte perché il Mio Santo Sacrificio sarà stato contato a nulla.

Figli miei, non ci prendiamo gioco di Dio impunemente. Ho promesso ai Miei apostoli e discepoli di essere con loro fino alla fine del mondo, ma non l'ho detto loro perché si permettessero di trasmettere una dottrina e un culto che non sarebbero stati Miei.
Una prima grande offesa era stata fatta instaurando un nuovo culto che si ispirava a un culto eretico già praticato dalle sette protestanti, ma il Mio Santo Sacrificio era stato mantenuto qualunque cosa si dicesse.
Oggi il Motu Proprio intitolato “Traditionis Custodes” del 16 luglio, festa della Madonna del Carmine, vieta, sotto copertura di arbitrari permessi, la secolare Santa Messa Tridentina. Questo divieto risuona nel mondo come un nuovo rifiuto del Santo Sacrificio della Croce, cioè di Gesù Cristo stesso, della sua Redenzione e della sua Protezione. È grave, gravissimo e il mondo intero, poiché la religione cattolica è universale, risuonerà del compimento della profezia del profeta Daniele.

Per assistere presto a ciò che abbraccerà il tuo cuore e la tua anima

Siate pronti, figli Miei, a testimoniare presto ciò che attanaglierà il vostro cuore e la vostra anima, ma conservate l'inalterabile fiducia della Mia santissima Madre che ha sofferto, certamente, avendo ricevuto tra le sue braccia il corpo estinto del suo divin Figlio, ma la cui fede, speranza e la carità non hanno mai tremato. Non tremare neanche tu, prega e mantieni la tua fiducia in questo tempo difficile e catastrofico che presto sarà il tuo tempo presente.

Vi do la grazia di avvertirvi come avevo avvertito i Miei apostoli della Mia Passione e Morte in Croce, ed anche della Mia Risurrezione, ma essi non l'hanno capito. (…)

Suor Beghe – mercoledì 21 luglio 2021

IL CURATO D'ARS SAN GIOVANNI MARIA BATTISTA VIANNEY

 


Parroco ad Ars (1818-1859).

***

Nel misero campo a lui affidato dalla Provvidenza l'abate Vianney seppe scoprire il buon grano, che però era così frammischiato con la zizzania da rendergli la prima impressione particolarmente penosa, tanto più che egli si formò la prima idea della parrocchia, guidato dalla delicatezza della sua coscienza e dall'orrore grande che aveva per il peccato. Per questa direttiva egli scoprì delle colpe che sarebbero completamente sfuggite ad un altro sguardo. Senza perdere il suo tempo in inutili e sterili lamenti, si mise tosto all'opera, non con la pretensione di convertire l'universo intero, ma almeno questa piccola parrocchia che la Provvidenza gli aveva affidato. È da questo punto di vista che bisogna giudicare gli insegnamenti e gli atti dell'abate Vianney fin dai primi anni del suo apostolato in Ars. Collocato in Ars, parlerà per gli abitanti di Ars, tuonerà contro gli abusi di Ars, ma non v'è dubbio che se gli si fosse affidato un altro ambiente la sua azione sarebbe stata ben diversa. Si trattava di combattere abusi e colpe che si ripetono ovunque, sia pure con sfumature differenti, ed egli non cercherà nuove vie di risurrezione morale, ma semplicemente applicherà gli antichi rimedi nelle forme tradizionali.  

Il suo programma era stato meditato ai piedi del Tabernacolo, ed era quello di un pastore zelante per la salvezza del suo gregge: prendere contatto col suo popolo al più presto possibile ed assicurarsi la cooperazione delle famiglie migliori; perfezionare i buoni, richiamare gli indifferenti e convertire i peccatori; ma soprattutto pregare Dio, dal quale vengono con abbondanza tutti i doni, e santificare se stesso, per riuscire a santificare gli altri; infine, fare penitenza per i peccatori colpevoli. Prima di cominciare il suo lavoro si sentiva debole ed insufficiente, ma aveva con sé fin da allora la forza misteriosa della grazia, e quella umiltà che Dio sceglie per abbattere le potenze dell'orgoglio: un santo prete compie grandi cose con mezzi apparentemente insufficienti.  

 L'abate Vianney non era che Vicario-Cappellano di Ars, ma i parrocchiani lo chiamavano Curato, come già avevano fatto con i suoi antecessori. Del resto, egli aveva ricevuto l'investitura con questo nome, la domenica 13 febbraio, quando tutta la parrocchia, fatte poche eccezioni, era là riunita. La cerimonia semplice ma significativa, interessò molto i fedeli. Il vecchio parroco di Mizérieux, abate Ducreux, al quale non era sconosciuto l'abate Vianney 34, seguito dalle autorità venne a riceverlo al presbiterio, ed alla porta della chiesa gli consegnò la stola pastorale, simbolo della sua missione e della sua autorità. Indi lo condusse all'altare ove il giovane sacerdote aprì il Tabernacolo; di là si passò al confessionale, al pulpito, al fonte battesimale. Poi il novello pastore disse al popolo le sue prime parole, nelle quali non trascurò di affermare l'amore che loro portava ed il desiderio che sentiva del loro bene: infine cantò la sua prima Messa solenne per il popolo. Nella rustica chiesa risuonarono poveri canti ... ma quel giorno Ars era in festa.  

Durante la funzione i parrocchiani esaminarono con curiosità il loro nuovo parroco, che già avevano visto, - la maggior parte almeno - quando aveva attraversato la piazza e si era fermato davanti al cimitero; era sembrato di mediocre statura, di andatura un poco inclinata verso sinistra, colla sua veste talare di panno ordinario e le rozze scarpe da campagnolo. Ma quando lo contemplarono all'altare, trasfigurato, celebrando con una maestà imprevedibile 35, sentirono nascere nel cuore la più sincera venerazione per lui, ed una voce favorevole fu l'epilogo della funzione: «Abbiamo una povera chiesa - diceva il sindaco di Ars, autorevole e sicuro portavoce di tutti i dipendenti, uomo di distinto buon senso, che fu capo del comune per 20 anni, - abbiamo una povera chiesa, ma abbiamo un santo Curato» 36   

 L'abate Vianney non si curò punto di abbellire o rendere più comoda la sua casa, e per le disposizioni assolutamente necessarie, incaricò la madre Bibost, in quest'opera più esperimentata di lui. L'aveva condotta seco perché fosse la sua domestica, ma non la ritenne molto ad Ars, perché ben presto seppe fare a meno anche della persona di servizio 37.  

Il presbiterio aveva cinque locali, rischiarati ciascuno da una finestra. Al pianterreno vi era la cucina ed una sala; al primo piano, al quale si giungeva per una scala di pietra, erano tre stanze: una per il curato e due per gli ospiti. Il mobilio era sufficiente e buono. L'inventario che fu allestito in quell'epoca 38 ci parla di sei sedie a braccioli, dallo schienale grande e di una poltrona del medesimo stile; di un'altra poltrona coperta di stoffa siamese verde e rossa, di una tavola da sala con quattro assi di aggiunta, di due letti con baldacchino bleu e bianchi, di un piumino di taffetà celeste e bianco, di due materassi di tela nuova a disegni quadrati e di altri oggetti più o meno ordinari, che erano stati posti a disposizione del Curato. Tutto questo era stato portato al presbiterio a prestito affatto gratuito, da parte dei Signori del castello.  

L'abate Vianney, già ricco per il vecchio letto, che aveva ricevuto in eredità dall'abate Balley, non volle conservare se non il necessario, ed approfittò di una visita al castello per dire alla contessa di Garets che volesse riprendersi tutte queste belle cose, di cui egli non sentiva la necessità. Che cosa ne farebbe degli utensili per l'arrosto? Il suo metodo di vita: sarebbe sempre molto semplice. Piuttosto, se si fosse d'accordo, conserverebbe un letto, due vecchie tavole, una modesta biblioteca, qualche armadio, alcune sedie di paglia, una marmitta di terracotta, una pentola ed altri oggetti utili alla sua minuscola azienda domestica.  

Tutta questa semplicità fece al popolo la più felice impressione. Tale povertà cercata era un rimprovero per tutti quegli abitanti più agiati o ricchi possidenti che trovavano penoso dare un soldo ai poveri, e che si meravigliavano che il loro Curato non tenesse nulla per sé: questo solo fatto bastò perché ai loro occhi fosse conosciuto come il vero uomo di Dio. Di più, i mendicanti, ai quali egli distribuiva l'elemosina con somma liberalità, non cessavano di dire le sue lodi. Da Ecully era venuto con una discreta somma di denaro, ma non gli durerà lungo tempo 39.   

 Pure nella sua semplicità, non si adattò a pensare che la sola sua presenza sarebbe stata sufficiente a fare scomparire ogni disordine dalla sua parrocchia, ma subito nelle prime settimane dopo il suo ingresso, vero conquistatore di anime, si mise in cerca delle sue pecorelle; e prima di tutto cercò acquistare la stima di quel popolo dal Cuore duro e rozzo, nel quale, più che la malizia, regnava l'ignoranza, e guadagnarsi gli animi.  

La visita di sessanta focolari era poca cosa, ma egli ne conosceva il segreto. Verso mezzogiorno, col suo grande berretto, che portava quasi sempre sotto il braccio, usciva dal presbiterio, ben sicuro che a quell'ora avrebbe trovato a casa tutti i membri di ciascuna famiglia. L'incontro non fu ovunque egualmente entusiasta, ma alla maggior parte della popolazione, subito in quel primo saluto non sfuggì - secondo la testimonianza di Guglielmo Villiers, contadino di allora diciannove anni 40, - la sua bontà, la sua giocondità, la sua affabilità: tuttavia non lo si avrebbe immaginato così profondamente virtuoso 41. In quella prima visita non parlò quasi che dei loro interessi materiali, dei lavori della stagione, del raccolto che si attendeva... Cercò di conoscere la situazione delle famiglie,  il numero e l'età dei figli, le diverse relazioni di parentela. Prima di partire aggiungeva un richiamo spirituale e la risposta che otteneva gli era sufficiente per farsi un'idea del maggiore o minor spirito religioso che regnava in ciascuna famiglia.  

Ahimè! Quante lacune e quante miserie! Constatò con dolore che in un certo numero di famiglie da lui dipendenti, specialmente fra coloro che erano cresciuti nell'epoca turbinosa della rivoluzione, cioè i giovani e le giovani, gli uomini e le donne dai venticinque ai trentacinque anni, non si conoscevano neppure le più elementari nozioni di religione, e si dava impunemente lo scandalo della corruzione. Né mancavano quelli che giungevano perfino a vantarsene, affermando che nel ballo, nella profanazione della domenica ... non vi era alcun male 42.  

Come richiamare all'ovile queste anime folli? Il giovane pastore sentì tutto il peso della sua impotenza, ma non si perdette di coraggio; gli rimanevano ancora due cose: Dio e l'avvenire ...  

Canonico FRANCESCO TROCHU


IL SAPORE DEL DIVINO

 


IL SAPORE DEL DIVINO

Molte volte ho parlato dell'attuale crisi di fede, di cui è infestata la mia Chiesa; è un male di cui è contagiata l'intera umanità.

La terra si sta sempre più trasformando in un arido deserto nel quale non mancano, qua e là, oasi riposanti che mantengono circolante, nel mio Corpo Mistico, la vita divina della Grazia.

Sì, figlio mio, se in un corpo tutte le varie membra fossero morte, non avremmo più un corpo vivo, ma un cadavere in putrefazione. La Chiesa non potrà mai totalmente morire o inaridire. Questo è garantito dalle mie parole esplicite; nessuno può dubitarne.

È garantito ancora dalla presenza dello Spirito Santo; anche oggi, fra il sudiciume dei cadaveri che la ricoprono, non mancano le anime buone, veramente sante, a cui va il riconoscimento di contribuire alla circolazione della vita divina. Alcuni giorni fa, ti ho parlato dei sacerdoti del Movimento Mariano, milizia eletta, voluta dal mio Cuore Misericordioso e dal Cuore Immacolato della Madre mia a sostegno e difesa della mia Chiesa, del mio Vicario sulla terra, fatto bersaglio di tanti strali. E’$ milizia voluta, benedetta e guidata dalla Madre mia per preparare, con la lotta alla sfacciata e impudente tirannia di Satana, l'ora grande della liberazione, l'ora grande della Regina delle Vittorie.



La nuova primavera

Fra questi sacerdoti, vi è X. Mi è caro per il suo desiderio di perfezione, ed anche per il suo amore per quell'Opera meravigliosa che il mondo ignora, che i superbi rifiutano e che gli umili amano: il “Poema dell'Uomo-Dio”.

È opera voluta dalla Sapienza e Provvidenza divina per i tempi nuovi, è sorgente d'acqua viva e pura. Sono Io, la Parola vivente ed eterna, che mi sono nuovamente donato in cibo alle anime che amo. Io sono Luce, e la luce non si confonde e tanto meno si fonde con le tenebre. Ove Io entro, le tenebre si dissolvono per dare luogo alla luce.

Dove non è vita è morte, e la morte è putredine. Vi è una putredine spirituale nauseante non meno della putredine organica dei corpi in dissolvimento. Io, verità e vita, acqua viva e luce del mondo, come potrei dimorare in anime infette dalle concupiscenze e della carne e dello spirito?

Anche questo, figlio, prova che chi non ha sentito nel « Poema » il sapore del divino, il profumo del soprannaturale, ha l'anima ingombra ed oscurata.

Vi sono vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose che ancora una volta accampano quella prudenza, per loro causa di tante imprudenze. Vi si rifugiano dentro, e non sanno che sono dentro la rocca del demonio. La prudenza è virtù, e la virtù non ha nausea del Divino.

Figlio mio, quanto in basso siamo! Sappia Don X ... che ogni volta che ha riletto il « Poema dell'UomoDio » mi ha dato gioia per tutti coloro che tale gioia mi hanno negato.

Non tema di nulla, se vi è chi rifiuta di comprenderlo.

Siate consapevoli che il bene nostro è ben diverso da quello del mondo. L'amore che noi portiamo alle anime è sempre unito alla sofferenza è legge.

La sofferenza è mezzo non solo utile ma necessario alla trasformazione, alla purificazione e divinizzazione dell'anima.

Figlio, quanto bisogna pregare, mortificarsi e riparare per sé e per i fratelli!

Se l'ora della purificazione è scoccata, anche i germogli vigorosi annuncianti la nuova primavera già sono spuntati.

Coraggio, Io e la Madre mia siamo con voi!

22 gennaio 1976

Confidenze di Gesù a un Sacerdote (Mons. Ottavio Nichelini)


Le Profezie e le Rivelazioni di Santa Brigida di Svezia

 


La risposta di Nostro Signore a un angelo che pregava affinché alla sposa fosse dato un dolore nel corpo e nell'anima, e su come un dolore ancora più grande dovesse essere dato alle anime più perfette.


Capitolo 36

Un angelo stava pregando per la sposa del suo Signore e nostro Signore gli rispose: "Tu sei come un cavaliere del Signore che non si è mai tolto l'elmo per pigrizia e che non ha mai distolto lo sguardo dalla battaglia per paura. Sei saldo come una montagna e ardente come una fiamma. Sei così puro che non c'è macchia in te. Mi supplichi di avere pietà della mia sposa. Tu conosci e vedi ogni cosa in me. Tuttavia, mentre lei sta ascoltando, dimmi che tipo di misericordia stai chiedendo per lei; perché la misericordia è triplice.

Una è la misericordia per cui il corpo viene punito e torturato e l'anima viene risparmiata, come è accaduto al mio servo Giobbe, la cui carne ha dovuto soffrire ogni tipo di dolore e tormento, ma la cui anima è stata protetta. La seconda misericordia è quella per cui l'anima e il corpo sono risparmiati dal tormento, come nel caso del re che viveva in ogni sorta di lussuria e piacere mondano e non aveva alcun dolore né nel corpo né nell'anima mentre viveva nel mondo. La terza misericordia è quella per cui l'anima e il corpo vengono puniti, in modo che abbiano angoscia nella carne e dolore nel cuore, come accadde a Pietro e Paolo e ad altri santi.

Ci sono infatti tre stati per gli uomini nel mondo: Il primo stato è quello di coloro che cadono nel peccato e si rialzano; a questi permetto talvolta di soffrire nel corpo perché si salvino. Il secondo stato è quello di coloro che vivrebbero volentieri in eterno per poter peccare in eterno e che hanno tutta la loro volontà e il loro pensiero rivolti al mondo, e se fanno qualcosa per me in qualsiasi momento, lo fanno con l'intenzione che i loro beni mondani crescano e prosperino. A queste persone non viene data né una punizione del corpo né un grande dolore del cuore, ma viene invece permesso loro di seguire il proprio potere e la propria volontà, perché riceveranno una ricompensa qui per il minimo bene che hanno fatto per me, per poi essere tormentati per tutta l'eternità. Poiché la loro volontà di peccare è eterna, anche il loro tormento sarà eterno. Il terzo stato è quello di coloro che hanno più paura di peccare contro di me e di offendermi, che non di soffrire di alcun tormento. Preferiscono sopportare di essere torturati con dolori insopportabili nell'eternità piuttosto che provocarmi consapevolmente all'ira. Il dolore del corpo e del cuore è dato a questi uomini, come a Pietro e Paolo e ad altri santi, perché possano emendarsi di tutti i loro peccati in questo mondo, o perché siano castigati per un certo tempo per la loro maggiore gloria e come esempio per gli altri. Ho mostrato questa triplice misericordia a tre persone in questo regno i cui nomi vi sono ben noti.

Ma ora, angelo e servo mio, dimmi: per quale tipo di misericordia preghi la mia sposa?". Egli rispose: "Prego per la misericordia della sua anima e del suo corpo, affinché possa emendarsi di tutti i suoi peccati in questo mondo e affinché nessuno dei suoi peccati arrivi davanti al tuo giudizio". Nostro Signore rispose: "Che sia fatto secondo la tua volontà". Poi disse alla sposa: "Tu sei mia e farò di te ciò che mi piace.  Non amare nulla quanto me. Purificati costantemente dal peccato, ogni ora, secondo il consiglio di coloro che ti ho affidato. Non nascondere nessun peccato! Non lasciate nulla di intentato! Non considerare nessun peccato come leggero o degno di essere ignorato!  Per tutto ciò che dimenticherete, ve lo ricorderò e lo giudicherò. Nessuno dei peccati che avete commesso sarà sottoposto al mio giudizio se saranno puniti ed espiati attraverso la vostra penitenza mentre vivete. Ma i peccati per i quali non hai fatto penitenza saranno purificati o nel purgatorio o da qualche mio giudizio segreto, a meno che tu non ne faccia piena soddisfazione ed emenda qui nel mondo".


Ogni anima è preziosa

 

Figli miei, vi vedo in attesa di ciò che accadrà. Sapete che i miei giudizi cadranno presto sulla terra. Dietro le quinte stanno accadendo molte cose che non conoscete (tra i malvagi al potere sulla terra, piani contro i cristiani).

Un evento che attirerà l'attenzione di tutti segnerà la fine di questa tregua. In quel momento, il nemico inizierà a spingere le leggi contro di voi. Rimanete calmi e continuate la Mia opera sulla terra. Continuate a conquistare le anime, indipendentemente da ciò che sentite o vedete, perché quando la tregua finirà, non ci sarete più a lungo. Comincerò a richiamare a casa tutto il mio popolo più rapidamente.

Rendetevi conto, miei preziosi figli, che ogni anima è preziosa per Me come lo è la vostra e più di ogni altra cosa desidero che sia condotta a Me. Desidero che siano condotte al sicuro nel Mio Regno. Mi addoloro per ogni anima persa dal mio nemico, perché conosco il destino che le attende.

Per coloro che lavorano diligentemente per condurre le anime a Me in questo tempo, chiedete ciò che desiderate da Me.

Glynda