martedì 6 agosto 2024

La Mia Chiesa Cattolica ha il peggiore dei cancri, ha uno spirito refrattario ai Miei Messaggi Divini, che rifiuta la Verità per mezzo diessa.

 


Figli miei, questa mattina sto parlando alle anime speciali, alle anime che Mi servono nella mia Chiesa Cattolica in modo speciale. Ricordate ciò che vi sto dicendo, perché è giunto il momento che comprendiate le Mie Divine Parole di Saggezza e Verità.

Questo è un tempo prezioso nella Chiesa, dove nessuno di voi può permettersi di continuare ad ignorare i Miei Messaggi Divini per la Potenza dello Spirito Santo.

Non avere più uno spirito che resiste al mio Santo Spirito, il tuo cuore chiuso alle mie rivelazioni private e pubbliche! Non rifiutate e non resistete in alcun modo al Potere della Trinità, perché vi dico che potete pentirvene amaramente per la vostra salvezza e per la salvezza di tutte le anime poste sul vostro cammino di vita dal vostro Dio d'amore.

Vi dico, non mancate l'olio di riserva per illuminarvi nel vostro ministero sacerdotale, nella vostra missione di religiosi e religiose, nella vostra missione di fedeli nella mia Chiesa Cattolica. Questo olio del Mio Divino Cuore lo verso ancora in abbondanza, ma voi non volete riempire la vostra lampada per paura di essere considerati pazzi se aveste più fede in Dio Padre, in Me vostro Gesù per mezzo dello Spirito Santo.

Finisce per essere ridicolo alla fine, come nel caso dei bambini testardi che vogliono fare quello che vogliono, secondo le loro opinioni personali, credendo di avere tutta la Verità della fede. Ma voi non avete capito che sono Io che detengo tutta la Verità, per la Potenza dello Spirito Santo, per offrirvela e istruirvi con la Sapienza.

La Mia Chiesa Cattolica ha il peggiore dei cancri, ha uno spirito refrattario ai Miei Messaggi Divini, che rifiuta la Verità per mezzo diessa.

Coloro che hanno rifiutato questa malattia con profonda fede in Me, il loro Dio, sono così spesso considerati stolti in questo mondo corrotto, in questo mondo di iniquità, in questo mondo di vizio, in questo mondo di violenza, in questo mondo che si perde nelle sue profonde tenebre, accecato da Satana con le sue varie seduzioni.

I Miei buoni e pii figli della fede sono così spesso ridicolizzati, ignorati, respinti, anche all'interno della loro Chiesa Cattolica, che sono i membri di Cristo, i Miei soldati degli ultimi tempi.

Dov'è la carità nella Chiesa, dal momento che l'unità per mezzo del Mio Santo Spirito e la carità per amore nella fede sono rifiutate? L'orgoglio divide i miei figli, non lo sapevate?

La battaglia è tra i fedeli, perché non tutti hanno fede nel Mio Santo Spirito di Verità. Così, i miei ultimi soldati soffrono di essere respinti anche da alcuni fedeli praticanti nella Chiesa Cattolica che si credono superiori a loro, credendo solo nel mio Santissimo Vangelo.

Questa è la conseguenza di un falso insegnamento da parte del sacerdozio, dal momento che i fedeli hanno così spesso osato dire con uno spirito refrattario ai messaggi divini dello Spirito Santo questo: che era sufficiente per tutta la loro conoscenza PER FEDE, attenersi soprattutto alla Bibbia e al Vangelo. E c'è anche la paura provocata da Satana che ancora incute in loro paura per non far parlare lo Spirito Santo, che disturba anche le coscienze dei membri della Chiesa attraverso il dono della profezia attraverso i profeti attuali.
 

Questo è CONTRARIO AL MIO VANGELO, AL MIO AMORE E ALLA MIA RISURREZIONE! È persino un tradimento nei Miei confronti! È predicare senza credere nel Mio Santo Spirito, senza credere veramente nell'Eucaristia in voi e negli altri, perché chiunque riceve Me, riceve tutta la Mia Divinità.

Oh! Come sconvolgerà questa Verità alcune persone di poca fede! L'orgoglio arriva anche a questo! Così, Satana guadagna il suo conto, meno anime che saranno in grado di convertirsi un po', molto, profondamente per la loro salvezza e anche sacerdoti, vescovi, ecc...

Non vediamo nemmeno più i suoi trucchi nella Mia Chiesa Cattolica, tanto è forte la cecità!

Quanto sono stati fuorviati i miei figli nella loro fede, rifiutando l'intima conoscenza del mio Santo Spirito anche attraverso gli altri, i miei figli della vera Luce! Lo Spirito Santo è la forza di Dio per guidare abilmente gli altri nella loro fede in tutta la Verità di Dio, perché la Mia Verità è data sopra ogni altra cosa dal Mio Spirito Santo in mezzo a voi, è liberatoria.


Io sono Vivo, smettetela di fare di Me, Un MORTO tra voi!

Smettete di aver paura di farmi conoscere in tutta la Verità attraverso la Mia Verità dello Spirito Santo con il dono della profezia che ho dato al popolo eletto del Mio Cuore in modo speciale.

Voglio che voi, fedeli nella Chiesa, smettiate di credere che automaticamente il mio Santo Vangelo vi condurrà direttamente in cielo, questo non basta.
Dovete credere in Dio Padre, in Gesù, Io vostro Salvatore, nell'Eucaristia, nel Sacrificio della Santa Messa, nello Spirito di Dio santificante, al 100% e non al 10 o al 20%, nella Mia Santa Chiesa Cattolica, una, Santa e apostolica, l'unica, la vera fede, nella Mia Chiesa illuminata dal Mio Santo Spirito.

La fede tiepida, senza un profondo pentimento, non vi porterà facilmente il cielo, figli miei!

Io vi mando i miei fedeli profeti di questi tempi e voi li respingete, rifiutando il mio Santo Spirito di Verità e Saggezza prima del mio Secondo Ritorno.

Voglio dirvi in tutta semplicità:

Voi state già tremando di paura per la Mia dolce venuta attraverso i Miei megafoni. Povero te, reagisci come le foglie spazzate dai venti in autunno quando parlo attraverso i Miei profeti, pochi rimangono davanti a Me ad ascoltarmi.

Cosa farai davanti al tuo Re, a Sua Maestà nell'ora della tua morte, sarà molto più impressionante, ti dico!

Avete tanta paura delle manifestazioni del Mio Santo Spirito e soprattutto della Mia Verità! Eppure, vengo in tuo soccorso, come promesso.

Povero te, cosa farai nell'ora del tuo giudizio, quando ti dirò: Tu, che rifiuti la Verità del Mio Santo Spirito, credi di credere veramente in Me, il tuo Signore?

Pensi di poter entrare subito nel mio Paradiso?

Voi che rattristate il Mio Santo Spirito più o meno profondamente, svegliatevi, ve lo ripeto con Misericordia, RISVEGLIATEVI nella vostra fede prima di perdervi!

Voi che soffrite di cancro con la vostra debole fede, chiedeteMi di guarirvi!

Questo cancro è il peggiore di tutti i tumori per i poveri uomini di questa terra.

È il cancro dell'orgoglio spirituale che vi farà perdere il vostro cielo per l'eternità, se desiderate ancora volontariamente rimanere ciechi per sempre, per scelta nella vostra volontà.

È perché ti amo più di te che ti consiglio ancora una volta; ma presto non mi ripeterò più. Considera la mia mano benevola che si posa ancora una volta su di te.

La libertà che ho dato ad ogni uomo può condurlo in paradiso o scegliere di andare lui stesso all'inferno, dove c'è più che stridore di denti e lamenti, ma un fuoco così divorante che nemmeno i leoni vorrebbero essere lì.

Quindi scegli per te stesso ora, il meglio o il peggio per la tua eternità.

Che il Mio Spirito Santo sia il vostro aiuto nella vostra decisione e che la Mia pace sia con voi.

D'ora in poi Mi servirete nella Mia Chiesa che Mi appartiene, senza danneggiare le manifestazioni del Mio Santo Spirito?

Il tuo Dio, il Salvatore, per la serva del mio Santo Spirito, Lucia di Quebec

Venerdì 16 Marzo 2018

PER QUAL FINE DIO CI HA CREATI? Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e goderlo poi nell'altra in Paradiso.

 


SPIEGAZIONE TEOLOGICA DEL CATECHISMO DI S. S. PIO X


Nella risposta che Gesù Cristo diede a un dottore della legge (cfr. Mc. 12, 28-32), è indicato chiaramente il fine per cui l'uomo è creato: Amare Dio sopra tutte le cose, in modo che a Lui siano indirizzati tutti i pensieri della mente, tutti gli affetti del cuore e tutte le azioni.  

 I. Dio ci ha creati per conoscerlo. - Dio creando le cose ha assegnato ad ognuna un fine particolare (cfr. n. 12): tendendo al loro fine particolare le creature raggiungono anche il fine ultimo, cioè la gloria di Dio, per la quale sono state create. 

Anche l'uomo è stato creato per dare gloria a Dio. Raggiungendo il fine generale della gloria di Dio, l'uomo consegue anche il suo fine particolare, la felicità eterna.  

 Dio non solo assegna all'uomo il fine da raggiungere, ma gli dà anche i mezzi adatti.  

 Il primo di questi mezzi è l'intelligenza, con la quale possiamo conoscere Dio Creatore e Signore. Con il lume dell'intelligenza o ragione naturale possiamo ammirare le perfezioni del mondo creato, adorare in esso l'impronta della sapienza, della bontà e della giustizia infinita di Dio, che risplendono di fulgore inestinguibile nel mondo fisico e morale. Dalla conoscenza delle creature dobbiamo ascendere alla conoscenza del Creatore.  

 Al lume naturale della ragione si aggiunge il lume della fede, per conoscere Dio che si è manifestato nella rivelazione. Conoscere Dio con la scienza e con la fede: ecco il primo dovere, il primo e sommo onore, la prima e somma felicità dell'uomo. Conoscerlo con la scienza e con la fede nelle tenebre di questa vita, per contemplarlo poi senza veli nel lume di gloria, che ce lo farà vedere faccia a faccia, nella vita eterna: ecco il nostro destino.  

 II. ... amarlo.  

 Mentre (Gesù) così parlava, una donna alzò la voce tra la folla e disse: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che ti ha nutrito!» «Anzi - riprese Gesù - beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Lc 9, 27-29).  

 Quella donna era così entusiasta della dottrina del Maestro, da uscire in quel grido di ammirazione, giunto, attraverso le pagine del Vangelo, fino a noi, che lo ripetiamo riverenti e pieni di amore. La conoscenza aveva suscitato l'entusiasmo e l'amore verso Gesù.  

 Dio ci ha creati perché conoscendo Lui e le sue perfezioni (bontà, santità, sapienza, giustizia, bellezza, potenza ...) lo amiamo; ci ha dato la regola, secondo la quale dobbiamo amarlo, la sua legge riassunta nei dieci Comandamenti; ci ha dato la volontà libera perché osserviamo la sua legge e gli dimostriamo con i fatti, e non solo con le parole, che noi veramente lo amiamo. La prova dell'amore sono i fatti. Chiarissima a questo riguardo è la parola infallibile della Sapienza incarnata: Non tutti quelli che mi dicono; «Signore! Signore!» entreranno nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli (Mt 7,21).  

 III... e, servirlo in questa vita. - Amare Dio significa non solo volergli bene con le parole, ma dargli prova di amore con le opere, servendolo: Osservare la legge di Dio, osservarla per amore, osservarla nell'Amore e nella grazia dello Spirito Santo, significa servire Dio. Servirlo non secondo i nostri gusti, servirlo non finché ci fa comodo, o non c'incomoda troppo, ma servirlo nella dedizione più assoluta alla sua volontà, nella conformità più piena al suo divino beneplacito, significa vivere pienamente secondo le parole di Gesù: Padre non la mia volontà sia fatta, ma la tua (Lc, 22, 42). Servire Dio altro non significa che amarlo compiendo la sua adorabile volontà, quale ci è manifestata dalla sua legge, che conosciamo con l'intelligenza nel lume della fede.  

 IV .... e goderlo poi nell'altra in Paradiso. - Chi avrà servito Dio in questa vita, con fedeltà e con amore, avrà il premio. E il premio sarà la visione e il possesso di Dio stesso in Paradiso, visione e possesso, che faranno l'uomo pienamente beato, nel godimento senza fine della più piena felicità. Gesù per far comprendere questa verità raccontò la parabola dei talenti (v. n. 97, I). Al servo che aveva ricevuto cinque talenti e al rendiconto ne consegnava dieci il padrone disse: Servo buono e fedele, poiché sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; entra nella gioia del tuo Signore. Il servo, che aveva ricevuto due talenti e che ne consegnò quattro, ebbe la stessa lode e la stessa ricompensa. Solo il servo infingardo, che aveva sotterrato l'unico talento ricevuto ed ebbe la sfrontatezza di consegnarlo nudo e di dire che non aveva trafficato la somma per il timore di perderla e di incorrere nello sdegno del padrone, ebbe un severo castigo (Mt. 25, 14-31).  

 Riflessione. - Il buon cristiano ha sempre presente lo scopo per cui Dio l'ha creato: conoscerLo, amarLo, servirLo in questa vita, per goderLo poi nell'altra in cielo. La considerazione di queste verità è efficacissima per tenerci lontani dal peccato, per invogliarci a servire fedelmente Iddio e per infonderci forza e coraggio a superare gli ostacoli e le difficoltà che si oppongono.  

 ESEMPI. - 1. Perché la vita? - Un missionario domandò ad un cinese: «Perché sei al mondo?» - «Per mangiar riso!» rispose il poveretto. Quanti cristiani, se fosse loro rivolta la stessa domanda, per essere sinceri dovrebbero dare la stessa risposta!  

Quanti vivono come se non dovessero mai morire! Come se fossero in questo mondo solo per mangiare, bere e divertirsi!  

 2. Pane e Paradiso. - S. Filippo domandò ad alcuni operai perché lavorassero. «Per guadagnarci il pane e mantenere la famiglia» fu la risposta. «Sta bene lavorare per mantenere la famiglia, ma bisogna anche lavorare per guadagnare il Paradiso: pane e Paradiso, se no, voi perdete il frutto principale delle vostre fatiche».  

 3. S. Francesco Saverio. - Il nobile spagnuolo Francesco Saverio studiava con ardore all'Università di Parigi: l'acume d'ingegno e la forza di volontà gli facevano sperare un brillantissimo avvenire. A Parigi Francesco conobbe Sant'Ignazio di Loyola, che, entrato nella sua intimità, dopo aver ascoltato i progetti ambiziosi dell'amico poneva invariabilmente la sconcertante domanda: «Quid prodest? Che ti giova?» Col passar del tempo, il giovane fu impressionato da quella domanda. Che cosa gli avrebbe giovato acquistare tutta la scienza, tutti gli onori e tutte le ricchezze che gli prometteva l'avvenire nel mondo, se poi la sua anima ne avesse sofferto danno? Francesco infine si arrese alla grazia, si fece religioso e missionario e divenne un gran santo.  

Sac. C. T. DRAGONE, P. S. S. P.

Nella festa del Sacro Cuore del 1894

 


Mi è stato dato di sapere che nel mio settantesimo anno di vita (Barbara compirà settant'anni nel dicembre 1915) avrei dovuto iniziare a prepararmi alla mia morte. Voglio sapere a tutti i costi quale voce parla in me. Ma non spetta a me giudicare questo. Perciò, o Dio, dammi un sacerdote con cui possa parlare apertamente. Quando ieri ho saputo che era stato nominato un altro sacerdote, oltre a N., per sostituire don Alfonso, ho avuto molta paura, perché quando N. se n'è andato, questa voce interiore mi ha detto che sarebbe tornato. E in seguito mi è stata fatta la promessa che sarei passato prima sotto la guida di p. Alfonso, e che poi sarei morto sotto N. Per questo oggi mi sono lamentata con il caro Salvatore dopo la Santa Comunione, con molte lacrime. Ma Lui si è comportato con me come uno sposo a volte fa con le apparenze. Quando la sposa ha sopportato tutto per anni solo per fargli piacere, lui si comporta come se non se ne rendesse conto, e addirittura approva il disprezzo degli altri e sembra non volerne sapere nulla.

Ma all'improvviso, dopo la Santa Comunione, ho sentito la voce del mio Signore, ma non mi sono fidata. Mi sono detta: ma è solo un inganno. Io non sono degno che Tu, o mio Gesù, ti accontenti di me e abbia rapporti con me. Ma non c'è inganno nel fatto che Tu sei con me ora, secondo l'insegnamento della Santa Chiesa, attraverso la Santa Comunione.

Perciò ti chiedo, o mio Dio, di prendere questa grande umiliazione, che mi trova ingannato nella mia fede, come espiazione per le imperfezioni del mio defunto N. e di portarlo oggi in cielo da te. Ti offro tutte le Sante Messe che sono state offerte oggi in tutto il mondo, specialmente in questa chiesa dai suoi confratelli, e tutte le Comunioni dei suoi monaci.

Così ho continuato a pregare fino all'ultima Santa Messa, che è stata celebrata all'altare della Madre di Dio. Quando la santa consacrazione fu terminata, vidi improvvisamente il defunto N. accanto al sacerdote, ma non più con l'abito come la settimana precedente, bensì con una veste completamente bianca, non chiaramente, però, ma come attraverso un velo.

Mentre il sacerdote celebrante riceveva la Santa Comunione, ho visto la figura bianca unirsi al sacerdote nell'Ostia. Provai una gioia indescrivibile a questa vista, perché ero convinta che il sacerdote gli avesse dato la Santa Comunione, liberandolo così dal Purgatorio. Il mio spirito esplose in una gioia tale che mi sembrò di essere trasportata in cielo. Ho detto a Gesù nel mio cuore:

Barbara: 

"Posso credere o è di nuovo solo immaginazione?".

Il mio spirito ora seguiva la processione e veniva catturato nella gloria di Dio. Ho sentito una voce che mi parlava: 

Voce: 

"Cerca qui il tuo confessore, ma non lo riconoscerai facilmente, perché ha preso possesso della sua gloria".

Passai da un trono all'altro, perché vidi un numero incalcolabile di figure maestose, sembravano tutti principi della chiesa e tutti avevano lasciato la loro poltrona a forma di trono, che sembrava fatta di puro avorio, ed erano gioiosi come se avessero visto qualcuno.

Lo cercai e lo cercai, e certamente non l'avrei riconosciuto se non si fosse rivolto a me. Mi ringraziò e disse:

Confessore: 

"Vai a dire ai miei confratelli quanto sono felice ora e ringraziali calorosamente per tutto l'aiuto che mi hanno dato. Dì loro anche che la mia ultima predica in cattedrale e la rapida morte che ne è seguita hanno cancellato le pene del mio purgatorio, perché il popolo ne è stato talmente scosso che sono stati presi molti buoni propositi. Dite loro che vale la pena di perseverare fino alla morte".

Questo avveniva l'ottavo giorno dopo la Candelora del 1895.

Barbara Weigand

Rinunciare alle emozioni e ai sentimenti, perseverare nel dare con la forza della volontà.

 


Rinunciare alle emozioni e ai sentimenti, perseverare nel dare con la forza della volontà. Questa è la via dell'unione, come durante la preghiera nell'Orto degli Ulivi.

2 Cor 13,5 "Esaminatevi per vedere se siete nella fede. Mettetevi alla prova. Non sapete che Gesù Cristo è in voi?

 Alice Lenczewska, 1989-2010

IL CUORE IMMACOLATO - "VIA A DIO" 1

 


Una figlia spirituale un giorno chiese a san Pio da Pietrelcina: «Padre, qual è la via più breve per andare in Cielo?». Senza indugiare un solo istante, padre Pio le rispose: «La via più breve è La Madonna».  

In un altro giorno, quando un vescovo presentò a padre Pio un anziano peccatore che voleva sapere se per il Paradiso c'era una "scorciatoia'', padre Pio gli rispose: «La Madonna è la scorciatoia».  

E san Massimiliano M. Kolbe, il martire "folle dell’Immacolata", alla scuola di san Luigi M. Grignion da Montfort, affermava che l'Immacolata è la via «più breve, più facile e più sicura» per raggiungere la santità più alta. 

Orbene, se per salvarmi e santificarmi la via «più breve, facile e sicura» è l'Immacolata con il suo Cuore Immacolato e materno, è ovvio che questa è la via che tutti gli uomini di buona volontà debbono scegliere per arrivare a Gesù-Dio, così come lo stesso Gesù-Dio l'ha scelta per arrivare a noi (e nessuno, certamente, potrebbe preferire un'altra via "più lunga, meno facile e meno sicura”!).  

Ma, concretamente, come si deve cominciare e che cosa fare per iniziare a percorrere questa "Via a Dio" che è il Cuore Immacolato di Maria, secondo l'insegnamento e l'esortazione così viva del beato Gabriele M. Allegra? ...  

La prima cosa è guardare il Cuore Immacolato e pregarlo affinché ci faccia percorrere la "via a Dio", iniziando a purificare la nostra vita quotidiana da tutti i peccati volontari che commettiamo. La prima parte della via da percorrere, infatti, si chiama appunto "via purgativa" proprio perché deve essere "purgata" da tutte le offese grandi e piccole che noi facciamo a Dio con i peccati volontari. E l'Immacolata con il suo Cuore materno è la vera e celeste "Purgatrice" ("Purgatrix"), come la chiama san Bonaventura.  

   Attenti, ricordiamoci bene queste massime per la vita spirituale:  

- la santità è tutta amore di Dio, e niente egoismo;  

- l'egoismo è tutto peccato, e niente amore di Dio;  

- i nostri pensieri, le nostre parole, i nostri affetti, le nostre azioni...: o sono egoismo, o sono amore di Dio; se sono egoismo, sono peccato; se sono amore di Dio, sono santità.  

 

Ciò che vale è soltanto l'Amore divino...  

   Il primo comandamento più grande di tutti che Dio ci ha dato, quale è?...  

Lo sappiamo bene, è il comandamento dell'amore divino: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente» (Mt 22,37).  

Se viviamo di amore a Dio con tutto il cuore, la mente e la volontà, siamo certamente santi. Altrimenti, se non amiamo Dio ma amiamo egoisticamente noi stessi e le creature, siamo certamente peccatori.  

Orbene, soltanto i santi vanno tutti direttamente nell'eterno Paradiso dell'amore divino che è il Regno dei cieli.  

I peccatori che muoiono con il peccato mortale nell'anima, invece, vanno tutti direttamente nell'inferno di satana e dei suoi demoni.  

I peccatori, infine, che muoiono con la grazia di Dio, vanno direttamente in Purgatorio per purgarsi con il fuoco purificatore da tutte le colpe non espiate sulla terra.  

 

   Pensando ai nostri peccati e difetti, allora, anche noi dobbiamo affrettarci a pregare la Madonna con le parole del beato Gabriele Allegra che dice con tutta umiltà:  

   «Ora eccomi, o Madre di misericordia, ai tuoi piedi ... io sono un peccatore insolvibile, sono fango, ma voglio diventare luce! Ed ecco che Maria mi addita il suo Cuore, arca di rifugio, sorgente di luce, di forza, di grazia».  

Sant' Antonio M. Claret, non meno innamorato del Cuore Immacolato, nella dura lotta ascetica per liberarsi da ogni peccato, avverte la sua incapacità nel combattere da solo e si rivolge perciò alla divina Madre con questa invocazione ardente:  

   «O mia Madre! Aiutate la mia debolezza e la mia fragilità affinché io riesca a portare a compimento la mia risoluzione». 

 

   Il Cuore della Madonna, così materno, esorta subito a "purgare" la nostra giornata quotidiana da ogni peccato volontario, ossia da ogni offesa a Dio fatta con «pensieri, parole, opere e omissioni», Sperando che non ci sia il peccato mortale, sappiamo bene di commettere ogni giorno difetti e peccati anche in grande numero: sono tutte offese e dispiaceri a Gesù e alla Madonna!... Si può mai chiamare amore questo modo di vivere...?  

Peccati e difetti contro la carità, l'umiltà, la pazienza, la preghiera, la purezza, la mortificazione, la sincerità, l'obbedienza, e così via ...: sono tutti dispiaceri amari al Signore e alla Madonna.  

Così crediamo di amarli?... Così vogliamo amarli?... No, no: se vogliamo veramente amare Gesù e fare contento il Cuore della Madonna dobbiamo combattere ed evitare tutto ciò che essi non vogliono, tutto ciò che li fa soffrire, impegnandoci quindi seriamente a "purgare" la nostra vita quotidiana da quel brutto "fango" dei nostri difetti e peccati, pentendoci e lottando con ferma e fedele buona volontà di correggersi, aiutati sempre dalla Mamma "Purgatrice".  

  

Gli esempi dei santi ...  

Sappiamo bene, dalla storia dei santi e delle sante, come essi Lottavano contro tutti i difetti e peccati per non offendere più Gesù e non dare più dispiaceri alla Madonna.  

Forse ricordiamo tutti l'esempio di san Luigi Gonzaga, il Santo angelico, che da ragazzo, un giorno, confessandosi, accusò con le lacrime di aver detto una "bugia" e ne provò un così grande dolore per avere offeso Gesù, che "svenne" ai piedi del confessore!  

A san Pio da Pietrelcina, “stigmatizzato" e quasi ottantenne, successe che, confessandosi, un giorno ricordò e riaccusò una bugia detta quando era ragazzo (e già da allora confessata e assolta!) e al solo ricordo di averla commessa ne provò un pentimento e un dolore tale, per aver dato dispiacere a Dio con quella bugia, che non poté frenare un lungo pianto a calde lacrime, ripetendo a se stesso: «Perché feci quel peccato?... Perché dissi quella bugia, dando dispiacere a Dio?... Perché? ... Perché? ...». Santa Bernardetta Soubirous, con quattro "Fiat" si affida tutta al Cuore della Madonna: «o Madre mia, Fiat! Per la vita, Fiat! Per il dolore, Fiat! Per la morte, Fiat! Per L'eternità, o Madre, nel vostro dolce Cuore!».  

Questo dignifica amare davvero e "purgare" la propria vita da ogni difetto.  

CONSACRAZIONE E PREGHIERA PER L'INFANZIA SPIRITUALE

 


Gesù, eccoti dinanzi una povera, piccola anima, per imparare da Te l'infanzia spirituale. II tuo Sangue preziosissimo mi purifichi e mi trasformi, la tua misericordia cancelli ogni mia miseria. Manda anche a me lo Spirito Santo, e fa' che con la sua grazia e l'effusione di tutti i suoi doni, resti particolarmente in me, perché in tutto e sempre io possa essere 'piccolo'. Per la mia debolezza, non Ti faccio alcun voto; ma Ti dono tutto intero il mio cuore, il mio corpo, l'anima mia; disponi di me e delle cose mie come Ti piace. Che io viva ed operi in Te; e portato continuamente a Te da Maria, come un figlio di predilezione, Ti ami e Ti serva nella pace, nella semplicità, nella fiducia, nell'abbandono e nella gioia. Ed accetta anche questa mia ardente preghiera; consacra nella via dell 'infanzia spirituale innumerevoli anime, e dona alla tua Chiesa molti sacerdoti santi, che vivendo le virtù per le quali Tu ami l'infanzia, formino la gioia del tuo Cuore, e compiano prodigi di apostolato per il trionfo del tuo Regno di amore nel mondo intero. Per essi, Signore, Ti dono la mia vita. Rinuncio ad ogni mio ideale, e più ancora a me stesso, per abbandonarmi pienamente a Te e compiere perfettamente la tua santa Volontà.

Vergine Santissima, sii tutto per me, perchè io sia tutto e sempre di Gesù. S. Giuseppe, aiutami a divenire 'bambino': come Te, possa portare Gesù e darLo alle anime. 'Ecco l'ancella del Signore; si faccia di me secondo la tua parola' . 

P. Gioacchino Rossetto

LA RICCHEZZA NON È SULLA TERRA

 


          In nessun momento si può dire: "Oggi siamo liberi da questo o da quello". Potete essere l'uomo più ricco sulla faccia della terra, il vostro denaro vi aiuta, ma non vi compra la morte, né il Regno di Dio; due cose molto importanti per chiunque. La sicurezza di una persona non sta nelle sue ricchezze o nei suoi beni, ma nella sua fede, nel suo amore e nella sua carità. Quelli che hanno queste tre cose sono i figli che possono andare a testa alta e dire: "Mio Dio, come sono felice!", anche se non hanno quasi nulla da mostrare agli altri, perché è l'anima che deve essere curata, non la casa che mantiene il suo lusso. Fino ad oggi, nessuno è morto portando con sé il proprio patrimonio; esso passa di padre in figlio, di figlio in nipote, di nipote in pronipote e così via.

          Bento, mio caro figlio, un po' di preoccupazione non si può evitare, è il tuo sostentamento, ma il resto lascialo andare come cresce durante i tuoi giorni. Nessuno nasce con una collana d'oro al collo, né muore portando la corona nella tomba. Chi pensa alle ricchezze di questa terra ha poco tempo per il suo Dio, e chi accumula grandi ricchezze per sé è molto meno propenso a cercare la conoscenza del suo Creatore per raggiungere il Regno di Dio. Era come il ricco e Lazzaro (Lc 16,19-3l). Milioni di persone sono morte con grandi fortune sulla terra e oggi non hanno nulla. Hanno sprecato il loro tempo sulla terra perché non si sono preoccupati dell'altra parte della vita. Solo chi ha fede, amore e carità entra qui. Questi sono i semi che ho lasciato da piantare. Ora tutti cercano solo di accumulare cose per sé, e poi non possono offrirmi nulla per entrare nel mio Regno, perché non ho bisogno di denaro, oro o argento. Quello che voglio che facciano in pochi: condividere le loro cose con chi ha meno, soprattutto aiutando ad evangelizzare. La messe è molta, ma gli operai sono pochi (Mt 9,37). In questo servizio, pochi mi capiscono, perché non c'è uno stipendio stabilito. Ma alla mia venuta, tutti saranno pagati molto bene. Non ci sarà una sola persona che abbia lottato per amore del Vangelo che non sarà pagata.

          Sia chiaro: chiunque abbia sottratto al fratello con falsi miracoli, o si sia allontanato da un'altra chiesa, non avrà nulla con Me. Pagheranno caro invece di ricevere. Ricordate! Chiunque sia legato alla Chiesa di Pietro è Mio, e chi se ne è allontanato non riceverà altro che una punizione. Le leggi sono state fatte per essere rispettate, ma sono state distorte da falsi profeti e governanti che hanno trasformato la mia legge in percorsi diversi. La loro deve essere giusta, altrimenti vengono etichettati come figli corrotti e infedeli, perché con loro bisogna avere soldi e saper mentire per crescere nella vita. Satana li considera già come suoi seguaci. Ma la Mia Giustizia si compirà presto per purificare la Terra.

          Resta nella mia pace, figlio mio. Ti voglio sempre di più per il servizio che mi dai.

GESÙ

11/09/1995

Castighi divini sull’Italia e sul mondo


Nelle rivelazioni private a suor Elena Aiello


«IL MONDO È IN ROVINA»

12 marzo 1948. Gesù: «Figlia mia, il mondo è in rovina […]; ho bisogno di anime vittime che si uniscano a me e mi aiutino a portare il peso dell’umanità così dissoluta, che dilaga in una marea impressionante. Quanta impurità! Vi è una corruzione sfrenata. Quante lordure! Vi è una epidemia morale che ha inquinato la società. Quante rovine! Il vizio abominevole, non solo nelle anime degli adulti, ma perfino dei fanciulli. Ah, quei fanciulli, dei quali io dicevo: fate che i pargoli vengano a me. Non vi è più purezza. Come mi rattrista il cuore vedere anime a me consacrate che mi maltrattano, mi oltraggiano fino all’altare, che osano accostarsi col peccato mortale nell’anima.
L’uomo è immerso nella morte, nella fangosa marea di corruzione che tenta di sommergere il mondo in un uragano di distruzione e di morte».

15 luglio 1949. Appare la Madonna in lacrime: «L’uomo è immerso nella fangosa marea di corruzione che tenta di sommergere il mondo. Il mondo è in rovina. Aiutami a soffrire. Sai che il mio Figlio ti ha scelta come Vittima».

26 luglio 1950. Gesù: «Il mondo tutto in rovina. Gli uomini cadono nell’inferno. Nessuno si converte.
L’uomo è ostinato. I governanti dei popoli sono accecati, vogliono distruggere, seppellire il cristianesimo. La vita pubblica delle nazioni è guidata con la volontà umana, non con la divina».

16 marzo 1951. Gesù: «Gli uomini hanno scagliato contro Dio un uragano di odio. Il mio Cuore sanguina, perché gli uomini mi oltraggiano. Ovunque cerco il peccatore.

Essi sono accecati dal peccato. Il mondo vive fuori del cristianesimo».

14 settembre 1952. La Madonna: «Salvate le anime perché il mondo è in rovina».

8 aprile 1953. Gesù: «Quanta rovina! Il mondo non vive più nella società della Chiesa».

15 settembre 1953. La Madonna Addolorata: «Una è la cagione di tanta rovina: manca la base solida della fede. È crollata, è scomparsa».

7 agosto 1954. La Madonna: «Poche sono le anime che mi amano, che mi onorano. Gli uomini sono impazziti. La civiltà è sfasciata. Il mondo indietreggia nella barbarie e sta per crollare. Il principio del male trionfa nella perversa umanità. Ogni principio di bontà, religioso, è crollato. Scendono sul mondo le più fitte tenebre di rovina e di morte: è sprofondato nell’iniquità, nel vizio, nel fango».

4 marzo 1955. Gesù: «L’ora presente è una delle più terribili per l’umanità, per la Chiesa, per il Cristo in terra: si può dire proprio l’ora di Satana».

30 marzo 1956. Gesù: «Il peccato d’impurità, già al colmo, ha portato al mondo la rovina».

8 giugno 1957. La Madonna con Gesù Bambino: «Il mondo vive nelle tenebre. Domina il peccato, specie quello d’impurità. Mostro loro la mia misericordia, ma gli uomini non trovano più la via della
salvezza».

27 marzo 1959. La Madonna: «I governatori dei popoli sono fuori della luce di Dio, specie quelli dell’Italia: sono pieni di falsità, si servono del mio nome e di quello del mio Figlio Gesù. Il materialismo avanza veloce su tutte le nazioni e continua la sua marcia segnata di rovina e di morte. Ha il veleno sulle labbra, sul cuore, per avvelenare tante anime. Il peccato di impurità!
Quante stragi tra la gioventù, in mezzo ai fanciulli! Più non esiste la famiglia cristiana. Non fanno più nessun mistero: vogliono cacciare Cristo dalle famiglie, dalle scuole, dalle officine, dalla società, dalle coscienze, dagli uomini».

15 agosto 1959. La Madonna: «Il mondo va precipitando di giorno in giorno. Vive nelle tenebre; è opera del maligno. Vivono nella falsità, resistono alla mia grazia. L’odio riempie il cuore degli uomini. Il fango dell’impurità allaga tutta la terra».

Roberto De Mattei,

lunedì 5 agosto 2024

Perché i castighi sono ritardati

 


Maria 

“Perché aspetto così a lungo? Perché trattengo la mia mano castigatrice?” Queste sono le domande che il Padre celeste si può legittimamente chiedere. Egli vede i peccati degli uomini. Egli li osserva non rispettare le sue leggi e anche negare la sua esistenza. Ha dato agli uomini la bella terra e il cielo splendido. Allora, perché egli non agisce? Questo è il grande mistero, il ritardo, il ritardo costante, lo spingere indietro. 

Il Padre celeste attende con pazienza, sperando che lui non abbia bisogno di agire, sempre sperando che l’umanità si rivolga a lui, in modo da poter agire con la più grande delle misericordie. Egli solleva anche intercessori, che vengono dinanzi di lui notte e giorno. Questi sono gli amici più intimi di Dio, e lo pregano di usare misericordia. In questo modo, può mettere da parte la sua giustizia per un po’. Egli può affermare che queste anime elette sono come Mosè, che ha interceduto presso di lui e gli ha permesso di perdonare gli Israeliti. 

Questo è il dramma che si svolge dietro le quinte che spiegherò in modo che tutti comprendano. Dio ha molti attributi, attributi innumerevoli che l’uomo non può nemmeno comprendere o immaginare. Questi attributi sono i modi in cui agisce con l’umanità. Sono le qualità della sua persona divina. Anche nella Bibbia, Dio sembra avere molte facce. A volte, Egli sceglie Israele, poi castiga, poi promette e poi ripristina. Dio ha una sola faccia, ma ha molte qualità e tutte entrano in gioco nella relazione che Dio ha con l’uomo. La Bibbia cerca di cogliere questa diversità, questa complessità di Dio (anche se è perfettamente semplice). 

Dio non è arbitrario. Tutti questi attributi sono in perfetto equilibrio e armonia. Dio è molto prevedibile. Se si pente l’umanità, Dio perdona. Se l’umanità pecca e persiste nel suo peccato, Dio punirà. 

Ma la domanda qui è circa il momento. Quando Dio castigherà? Quando una persona si pente, Dio perdona subito, ma è molto diverso con i suoi castighi. Li rinvia e li rinvia. Anche le persone si lamentano: “Fino a quando, Signore, prima di rivendicare i nostri diritti?” Questo perché Dio stende la sua misericordia, per quanto può, fino a che mostrare misericordia è sciocco, distruttivo e dannoso per la razza umana. Devo dire: “Abbiamo raggiunto quel punto”, tuttavia egli ritarda ancora solo perché molte anime elette intercedono dinnanzi alla sua divina presenza. Essi ritardano i castighi e guadagnano tempo per il pentimento. Questo è il mio messaggio: “Non rinviate il tempo del pentimento”, altrimenti sarete degni dei castighi di Dio. Mi rivolgo a voi come una madre avverte i suoi figli. 

Commento: Maria dà un quadro chiaro di come Dio agisce, secondo vari attributi. 

16/12/2011 

 


Gesù scaccia i mercanti dal tempio - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anna Caterina Emmerick 


La prima Pasqua a Gerusalemme


Gesù scaccia i mercanti dal tempio


Quando Gesù, accompagnato dai suoi discepoli, arrivò al tempio, chiese gentilmente a molti venditori di lasciare il circolo di preghiera.

Diede loro un posto nell'anticamera, chiamato luogo dei gentili, dove potevano comprare cibo, erbe, pollame e agnelli. Li ammonì in modo amichevole, dicendo loro che il belare degli agnelli e la presenza di animali in quel luogo era molto sconveniente. Aiutò i suoi discepoli a trasportare i tavoli e le casse e fece spazio per loro nel nuovo luogo. Lo stesso giorno guarì molti stranieri malati che erano venuti a Gerusalemme, soprattutto i poveri braccianti malandati che abitavano nei pressi del Cenacolo sul Monte Sion.

A Gerusalemme c'è una straordinaria ricchezza di persone. Tutto intorno alla città si vedono grandi distese di capanne e di negozi, e nelle piazze e nei luoghi aperti file di edifici e lunghi negozi, come strade, dove si può trovare in grande abbondanza il necessario per montare le tende e arredarle e per la vendita degli agnelli pasquali. In questi negozi si comprano alcune cose e altre si affittano. Grandi masse di operai e di poveri provenienti da tutto il Paese sono impegnati a portare dentro e fuori le merci. Questi lavoratori hanno da tempo sgomberato i luoghi e rimosso tutto ciò che poteva ostruire i posti dove vengono montate le tende e le bancarelle; altri lavoratori hanno tagliato e riparato le recinzioni, liberato le strade, preparato i luoghi rimuovendo i detriti e montando casette e tende. Le strade sono state migliorate da settimane. Tutti questi lavori sono legati ai preparativi per la Pasqua ebraica, quando gli agnelli vengono sacrificati, così come i preparativi del Battista erano finalizzati a preparare le strade per l'Agnello di Dio che deve essere sacrificato per i peccati del mondo.

Quando poi Gesù tornò al tempio, dovette scacciare i mercanti che avevano invaso i luoghi proibiti, perché ora che tutti i passaggi e le porte erano aperti a causa del grande affollamento, molti di loro si erano spinti fino al luogo di preghiera. Gesù li scacciò da lì, spingendo i loro tavoli, procedendo con più energia e decisione della prima volta. I discepoli lo aiutavano nell'opera; ma c'erano alcuni maleducati e audaci che, con gesti rabbiosi e alzando il collo contro Gesù, gli facevano resistenza, tanto che Gesù stesso dovette spingere con una mano i tavoli che si vedevano lì. Non poterono fargli nulla, nonostante la loro rabbia contro di Lui. Il luogo di preghiera fu presto liberato. I mercanti furono condotti all'esterno del tempio. Egli disse loro chiaramente che per due volte li aveva allontanati da lì con la forza; che se fossero tornati una terza volta avrebbe proceduto con violenza. Per questo motivo Alcuni dei più audaci gridarono contro di lui: cosa pensava questo galileo, questo discepolo di Nazareth, aggiungendo che non avevano paura di lui? Nonostante ciò, lasciarono il luogo. Intorno c'era una grande folla e i pii Giudei gli davano ragione e lo lodavano, anche se da lontano. Qualcuno gridò anche: "Il profeta di Nazareth". I farisei si scandalizzarono e si vergognarono. Nei giorni precedenti, avevano detto segretamente al popolo di astenersi, durante le feste, dal frequentare questo strano uomo; di non seguirlo e di non parlare tanto di lui e delle sue cose. Ma il popolo mostrava sempre più interesse per lui, soprattutto ora che erano arrivate molte persone che erano state guarite da lui e che avevano sentito i suoi insegnamenti altrove. Mentre Gesù usciva dal tempio, mentre si trovava in un'anticamera, un uomo storpio gridò a lui per essere guarito e, quando lo ebbe guarito, cominciò a gridare con gioia nel tempio, raccontando della sua guarigione, così che si creò un grande tumulto e ammirazione.

Il Battista non viene alle feste pasquali; non si conforma alle esigenze esteriori della legge, come gli altri uomini. È una voce che deve gridare; una voce vestita di carne umana con un destino più alto. Ora c'è di nuovo una grande folla al suo battesimo, perché molti stranieri stanno arrivando per le feste a Gerusalemme. La sera c'era silenzio in città; tutti erano occupati nelle loro case a spazzare il lievito per preparare il pane azzimo; gli oggetti erano coperti da drappi. La stessa cosa accadeva nella casa che Lazzaro aveva sul monte Sion, dove Gesù e i suoi compagni si preparavano a mangiare l'agnello pasquale. Anche Gesù partecipava a questi preparativi, insegnando di sfuggita. Le cose si svolgevano in modo ordinato sotto la sua direzione. Qui non c'era la paura che c'era tra gli altri ebrei. Gesù disse loro cosa c'era di simbolico in questi preparativi e cosa i farisei avevano aggiunto di loro iniziativa.


La fine si avvicina e ogni minuto è importante!

 


Pace! Figlioli, non mettete in discussione il Padre. Fate tutto ciò che vi viene detto di fare, affinché Dio possa agire attraverso di voi. 

( ... ) 

La fine si avvicina e ogni minuto è importante! Vedi, figliolo, la piccola isola che emerge all'orizzonte, tutta illuminata? È la Nuova Terra! Emergerà dalle macerie. Ci sarà pace, armonia, amore e la presenza definitiva di Dio: è il Nuovo Regno! Il Nuovo Cielo e la Nuova Terra! Il Regno sta arrivando! Ma dovrete passare attraverso molte cose per poter vivere in esso. Avrete cuori veramente puri, senza dolore, senza odio, senza disagio, completamente puri e puliti!  Sarete nuovi, sarete purificati, sarete puri. Solo i puri vivranno lì! E non sarà per molto tempo!  Dio, sul Suo Magnifico Trono, osserva tutto e al Suo fianco, l'intera Corte Celeste attende ordini! ... 

Io, Michele, sono in prima linea nella battaglia, perché difendo il mio Signore! Sono uno dell'esercito del Signore! E il Signore mi ha incaricato di difendere i suoi amati figli che abitano questa terra!... È meraviglioso poter servire il Signore! 

Ma la terra tremerà, perché anche le forze del male sono preparate e ogni gesto, ogni parola è a loro nota, a causa dei traditori...  La battaglia sarà sanguinosa, orrenda e terribile. Tutta la terra gemerà e si tingerà di sangue!  Il dito del Signore già si alza! ... 

Quando il Suo dito si muove, tutto il cielo trema di paura! E puntato sulla terra, sarà il segno... sarà la fine... Ma Egli sta ancora riposando sul Trono... ma si sta già muovendo... 

Oh, quanto è potente questa forza che scuote il cielo e la terra! Oh, quanto sono meravigliose le tue opere, mio Dio! Pregate, pregate, pregate!  Figlioli, siete stati scelti come testimoni di questa lotta sanguinosa... L'esercito nemico sta arrivando... L'esercito celeste sta arrivando... Pregate, pregate, pregate Io, Michele, vi supplico ardentemente: siate umili, siate umili, siate umili! 

Obbedite, obbedite, obbedite, pregate, pregate, pregate!  Amen? 

Ecco, il Signore dell'Universo viene a portare la Sua Giustizia... e la Sua Pace! Amen, Amen, Amen!  

Continuate a pregare per i sofferenti, perché migliaia di loro potrebbero rimanere lì fino alla fine del mondo - che non sarà adesso - e dopo l'instaurazione del Nuovo Regno, le vostre preghiere non potranno più raggiungerli! Amen, Amen, Amen!  San Michele Arcangelo, primo compagno di Dio! 

16 settembre 1998 

La tentazione nella forma di divertimenti terreni

 


Non dovete credere che l’avversario vi lasci perdere anche quando tendete verso Dio. Il suo agire è illimitato, finché la volontà dell’uomo è debole. Soltanto una forte volontà può opporgli resistenza, perché lui non la può superare. E’ sempre la volontà che è determinante se lui ottiene il potere sull’uomo. Ma se la volontà cede, allora anche la sua influenza è di nuovo più forte e le tentazioni si presentano all’uomo in differenti modi e perciò deve continuamente lottare, deve sempre pregare per la Forza e per la Grazia, per la fortificazione della sua volontà, deve sempre essere in guardia da non soccombere agli attacchi del maligno, deve vegliare e pregare, perché la lotta vale il prezzo. Il mondo con le sue tentazioni si presenta sempre di nuovo all’uomo e questo è il mezzo più efficace dell’avversario per far cadere l’uomo, perché tutto ciò che appartiene al mondo, separa l’uomo da Dio. Egli non può possedere contemporaneamente Dio ed il mondo, deve sacrificare l’uno, se vuole conquistare l’Altro. Il mondo però offre soltanto dei beni apparenti, degli spettri che rendono l’uomo felice soltanto temporaneamente e che ricadono in un nulla. Non hanno nessun valore stabile, invece distruggono ancora dei valori spirituali, cioè distraggono l’uomo dal tendere spirituale e questo è una retrocessione sulla via dello sviluppo. L’avversario è costantemente intenzionato ad allontanare l’uomo da Dio e perciò gli appare sempre di nuovo nella forma di divertimento mondano, lo attira con le gioie del mondo, cerca di rivolgere a queste i suoi sensi e di renderlo quindi infedele a Dio. E se l’uomo non oppone a ciò nessuna salda volontà, allora ne soccombe e l’avversario ha vinto il gioco. Il corpo dell’uomo gode, l’anima invece si trova nella miseria, perché deve languire nella stessa misura come l’uomo accoglie i godimenti terreni. Se l’anima si può affermare verso il corpo, allora causa all’uomo un umore insoddisfatto; sono gli ammonimenti ed avvertimenti interiori che vengono trasmessi all’uomo tramite la voce interiore, se soltanto vi badasse. Allora ce la metterà tutta pur di vincere l’attaccamento al mondo e con accresciuta volontà si rivolgerà di nuovo al tendere spirituale e la volontà gli apporterà anche la Forza e la Grazia per poterla eseguire. Ma sovente la voce del mondo è più forte che la voce interiore, allora l’ultima risuona senza essere stata sentita, si precipita sempre più profondamente nel vortice dei divertimenti mondani, vuole godere e s’ingarbuglia nelle reti dell’avversario che lo incatena sempre più strettamente a sé, gli offre le gioie del mondo e lo rende assolutamente incapace di ricevere i beni spirituali. Ha legato la sua volontà ed ora potrà liberarsene soltanto con molta difficoltà, perché lui stesso si deve distogliere da costui e chiedere di Dio, prima che la Forza e la Grazia possano diventare efficaci in lui. E perciò guardatevi dagli attacchi attraverso il mondo! Ricordatevi che l’avversario di Dio vi si presenta sempre e sempre di nuovo e che soltanto la vostra volontà può fermarlo. Vegliate e pregate affinché questa volontà abbia la giusta forza. Badate ai pericoli che vi spiano sempre in forma di tentazioni mondane e richiedete ininterrottamente la Forza a Dio per poter resistere, perché ogni caduta è una retrocessione spirituale, ed ogni superamento vi porta più vicino alla meta. Quello che vi offre Dio è incomparabilmente più prezioso e non può mai essere sostituito da beni mondani, da gioie o divertimenti mondani. Siate vigili e sappiate che siete sempre oppressi dall’avversario di Dio che cerca di farvi cadere. E perciò chiedete a Dio la Forza e la fortificazione della vostra volontà, affinché possiate resistere ad ogni tentazione. 

Amen

18 giugno 1943