mercoledì 18 marzo 2026

Come Identificare i Demoni in Amici e Familiari — I Segnali di Cui Nessuno Parla


 

Ricordate che, come l’uomo saggio, vivrà per la sua saggezza, l’uomo stolto morirà per la sua stoltezza.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 15 marzo 2026

Perché vi stupite e vi domandate con gelosia e invidia: “perché alcuni sono gli eletti”?
Per voi che giudicate e che chiedete conto vi dico: sareste esaltati non per amore di Dio, ma per amore di voi stessi, sostituendovi a Colui che è insostituibile.
I baciati da Dio sono quelli che vivono la vita casta, mortificata, amorosa del servo di Dio. Quelli che si perdono nella luce, che è Dio, col cuore pieno di fede e lo spirito di carità, aspiranti da Me la Verità e la cognizione. Non forzatori, non prepotenti, essi accolgono quanto Io do in semplicità, in amore, in onestà. E non pensate che, se è vero che Dio può accogliere il vostro desiderio di sentirlo come Padre è anche vero che a Dio nessuno, dico nessuno, neppure un santo, può imporsi e dirgli: “Vieni. Io te lo comando”? Io vengo quando, dove, come voglio, nell’ora e nell’ambiente che voglio. Io vi parlo per quanto voglio. E fra la semplicità che è il mio segno e l’umiltà semplice che è il segno dei miei servi. Ascoltate, mie creature, sentirete: di qua è Dio e la sua verace verità. Di là è Satana e il suo errore. Perché qua la mia mano è tesa a benedizione sugli umili fiori che accolgono la mia luce, benedicendomi e giudicandosene non degni. Di là, la mia mano è tesa a maledire, perché sono tossici fiori. Ricordate che, come l’uomo saggio, vivrà per la sua saggezza, l’uomo stolto morirà per la sua stoltezza.
Il vostro Gesù.


Commento al messaggio:

Le logiche di Gesù non sono quelle dell’uomo. Lui predilige gli umili, coloro che lo adorano con le tre virtù di religione: fede, speranza e carità.
Essere servi di Dio richiede, da parte nostra, semplicità, onestà, castità e mortificazione. Gesù, inoltre, ci ricorda che è Signore del tempo e dello spazio, per questo parla quando e dove vuole, confondendo le menti di tutti coloro che vogliono imprigionarlo dentro schemi predeterminati.
Gesù non è soggetto ad alcuna legge, è al di sopra di tutto e tutti.
Dobbiamo decidere da che parte stare: tra i fiori umili e profumati oppure tra i fiori tossici.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Recente riaffermazione della verità  delle apparizioni 

Adelaide Roncalli in varie occasioni, da bambina e in età matura, a  voce e per iscritto ha riaffermato la verità delle apparizioni, come  dimostra anche la seguente dichiarazione resa e sottoscritta il 20 febbraio 1989,  davanti al notaio dott. Nicola Grimaldi di Milano. 
Testo della dichiarazione: 

"Io sottoscritta Roncalli Adelaide nata a Ghiaie di Bonate Sopra (BG) il  23 aprile 1937, nel quarantacinquesimo anniversario torno a dichiarare, come  già più volte ho fatto in occasioni precedenti, che sono assolutamente convinta di  aver avuto le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 al 31  maggio 1944 quando avevo sette anni. 
Le vicende da me dolorosamente vissute da allora, le offro a Dio ed alla  legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no  quanto in tranquilla coscienza ed in sicuro possesso delle mie facoltà  mentali ritengo essere Verità". 
In fede Adelaide Roncalli 
20 febbraio 1989. 

Nello stesso foglio vi è la seguente certificazione del notaio:  "Certifico io sottoscritto dott. Nicola Grimaldi, Notaio in Milano, iscritto al  Collegio Notarile di Milano che, previa rinuncia fatta con il mio  consenso all'assistenza dei testimoni, la Signora Roncalli Adelaide  Annunciata, nata a Bonate Sopra il 23 aprile 1937, residente a Milano, Piazza  San Nazaro in Brolo n. 15, infermiera, della cui identità personale io Notaio sono certo, da  me ammonita ai sensi dell'art. 26 della legge 4 gennaio 1968 n. 15, ha reso la su  estesa dichiarazione e l'ha sottoscritta in mia presenza. 
Milano, 28 febbraio 1989. 
Nicola Grimaldi". 

Severino Bortolan

martedì 17 marzo 2026

Dio come “Entità” oppure come “Forza della natura”

 


Dio come Essere e Forza


Per il Cosmo valgono le Leggi divine che sono alla base dell’Opera di Creazione sin dall’Eternità. Nessun potere opposto potrà rovesciare oppure cambiare queste Leggi e questa Regolarità determina sovente l’uomo a rinnegare una Divinità Essenziale. E questo ha il suo motivo che l’uomo stesso come essere è incostante, che cambia sovente la sua volontà, che arbitrariamente fa una volta questa o l’altra cosa secondo il suo pensare che testimonia pure di un certo arbitrio o incostanza. L’uomo che attraverso la sua imperfezione non ha ancora una sicura sensazione, quando il suo agire e pensare è così buono o saggio da non aver più bisogno di nessun miglioramento, usa la stessa misura per il divino Creatore, il Quale riconosce ed ha riconosciuto nella Sua somma Perfezione e Sapienza sin dall’Eternità il senso e lo scopo di ogni Opera di Creazione. Di conseguenza le Sue Creazioni non hanno bisogno di nessun miglioramento, ma sono eternamente sottomesse alle Leggi che Dio ha considerato sagge e buone e le ha poste come fondamento alle Sue Opere di Creazione. L’Eterno Immutabile non corrisponde quindi all’immaginazione umana di una Entità, di conseguenza l’uomo usa quasi sempre l’espressione “Forza della natura” per ciò che s’immagina come “Dio”. Ad una Forza però è sottoposto tutto senza volontà, perché ad una Forza soltanto dev’essere in certo qual modo negata una Volontà determinante, mentre il riconoscere una Forza richiede anche il riconoscere una Entità. Una Forza agisce in modo elementare, ed una Volontà è riconoscibile, quando alla Forza viene imposto un Alt. Quindi sorgerebbero costantemente delle Creazioni che però in sé non cambierebbero se fosse solo attiva la Forza, ma nessuna Volontà. Ma solo la Volontà forma ciò che sorge. La Volontà richiede poi però anche una Entità, come anche l’uomo come tale sarebbe una creatura senza essere, qualcosa di meccanico, se fosse senza volontà benché possa essere attivo. Solo la volontà rende il creato una entità, come anche la Forza del Creatore dev’essere considerata come Entità in collegamento con la Volontà. La regolarità nella natura fa bensì negare all’uomo una Volontà, dato che sin dall’Eternità sono riconoscibili sempre gli stessi effetti della manifestazione di Forza. L’Opera di Creazione uomo però è solo poco toccato da quella regolarità. Le forme esteriori deviano comunque solo poco l’una dall’altra, ma attraverso la volontà ogni uomo forma sia sé stesso, cioè la sua vita interiore, come anche le condizioni esteriori di vita, quando non vuole riconoscere una Entità Che guida ogni destino umano. Allora l’uomo sarebbe più che quella Forza, se può rovesciare la regolarità delle cose attraverso la sua volontà, se può formare sé stesso secondo il suo beneplacito, come anche lui stesso come Opera di Creazione di questa Forza della Natura, se può persino trasformare delle Creazioni della natura attraverso la sua volontà e la sua attività, mediante appunto quella volontà che è il marchio di una entità. La Forza che non viene guidata solo dalla Volontà, avrebbe un effetto senza limite e non farebbe riconoscere nessun Ordine, perché ogni Regolarità dev’essere stata stabilita attraverso una Volontà che è più forte della Forza, cioè che domina la Forza. La Volontà sarebbe ineseguibile senza la Forza, ma la Forza senza la Volontà non avrebbe nessuna origine di una Creazione testimoniando di un Ordine certo, regolare. Volontà e Forza insieme però contrassegnano una Entità che E’ saggia ed onnipotente, la Quale può quindi essere chiamata la Fonte della Forza. La Sapienza e la Volontà ha posto un compito ad ogni Opera di Creazione. La Forza senza la Volontà potrebbe bensì far sorgere delle cose, ma senza un collegamento reciproco e senza una destinazione l’una per l’altra. Una Creazione sorta dalla Forza senza Volontà sarebbe un inimmaginabile caos di cose senza scopo e meta, quindi dev’essere stata attiva una Volontà, che è stata usata nella più sublime Sapienza nel sorgere della Creazione. E dove si riconoscono Volontà e Sapienza, là difficilmente Sarà rinnegabile una Divinità come Entità. Il concetto di una Divinità essenziale rende comprensibile il tendere a Dio, mentre l’immagine di “Forza della Natura” ne esclude un tendere, ma rende anche contemporaneamente caduco la preghiera che è la cosa più importante. Perché una Entità può bensì essere invocata nella preghiera di fede, ma mai una Forza, perché la preghiera e la speranza nell’esaudimento, premette anche la fede in una Entità che può esaudire ogni preghiera. Ma per poter pregare in modo giusto, l’uomo deve sempre essere nella fede in una Divinità essenziale, la Quale non E’ immaginabile dall’uomo, ma la Quale Si manifesta attraverso appunto quella Forza della natura che è una Irradiazione di Dio, il Quale ha fatto sorgere secondo il Suo Piano attraverso la Sua Volontà quelle cose nel Cosmo che rivelano il più saggio Spirito di Creazione, il Marchio di una Divinità esenziale. 

Amen

22. novembre 1941 

CHE COSA ACCADDE A LOT DOPO LA DISTRUZIONE DI SODOMA E GOMORRA?


 

ATTO DI ABBANDONO

 


Mio Dio, credo alla tua infinità bontà, non solo a quella bontà che abbraccia il mondo, ma anche a quella bontà particolare e personale, che raggiunge me, povera creatura, e che dispone tutto per il mio più grande bene. Per questo, Signore, anche quando non vedo, non comprendo, non avverto, credo che lo stato in cui mi trovo e tutto quello che mi capita è opera del tuo amore. Con tutto il mio volere, lo preferisco a qualunque altra situazione, che mi sarebbe più gradita, ma che non viene da te. Mi affido alle tue mani: fa' di me ciò che ti piacerà, non lasciandomi nessuna altra consolazione che quella di obbedirti. Amen.


State vivendo un momento molto serio: convertitevi e salvatevi, non solo il corpo ma soprattutto l’anima.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 14 marzo 2026


Fratelli e figli,
grazie per essere nella preghiera comunitaria.
Fratelli miei, vi chiedo in questo periodo di Passione: pregate, pregate, pregate tanto, soprattutto per il mio Preziosissimo Sangue. Non lasciatemi da solo come hanno fatto i miei apostoli, che prima si sono addormentati e nel momento più grande della storia per la salvezza dell’umanità sono fuggiti per paura, arrivando a vendermi e a rinnegarmi. Amici miei, io devo saper contare sul vostro amore, grande, forte e coraggioso. Vi chiedo di pregare la mia Santissima Madre, la quale è la strada più veloce per arrivare a Dio. Vi dico che Lei supplica Dio per voi e la commozione di Dio fa rimandare il castigo; sì, quel castigo che l’umanità si merita, perché si sta disumanizzando e va ogni momento verso il peccato. Mia Madre amorosa, che ha sofferto tutti i dolori, anche quello della Redenzione, eppure, spesso, molti figli non la amano. Lei, Madre di Misericordia, che vi prende le mani per portarvi dove tutto è perfetto. Fratelli, state vivendo un momento molto serio: convertitevi e salvatevi, non solo il corpo ma soprattutto l’anima.
Ora vi benedico nel nome della Trinità sacrosanta.
Il vostro Gesù.

Commento al messaggio:

Gesù ha a cuore soltanto una cosa: la salvezza della nostra anima. Ecco perché ci indica i mezzi necessari a tale obiettivo:
– la preghiera incessante, specie quella al suo Preziosissimo Sangue;
– la preghiera alla Santissima Vergine, la quale commuove il cuore del Padre;
– un amore impavido per Lui.
Ancora una volta Gesù vuole che questo periodo di Passione non sia una copia di quella da Lui vissuta, fatta di abbandoni, tradimenti, assopimenti dello spirito.
Vigiliamo, perché i tempi non consentono distrazioni.
Possa il Sangue di Gesù proteggere noi e le nostre famiglie da ogni male.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Lucia Dos Santos 

Lucia di Fatima dubitò dell'autenticità delle apparizioni,  dopo che fu interrogata dal parroco del suo paese, alla presenza  della mamma. 
Essa scrive: "L'interrogatorio fu molto minuzioso, quasi  oserei dire, estenuante. Il reverendo mi fece una piccola avvertenza, perché diceva: "Non mi pare una rivelazione del Cielo.  Quando queste cose succedono, di solito il Signore ordina alle  anime a cui si rivela di riferire quanto succede ai loro confessori  o parroci; ma questa, al contrario, si nasconde il più possibile.  Ciò può anche essere un inganno del demonio. Vedremo. Il  futuro ci dirà quel che dobbiamo pensarne". 

Quanto mi fece soffrire questa riflessione, solo nostro  Signore può saperlo, perché solo Lui può penetrare nel nostro  intimo. Cominciai allora a dubitare che le manifestazioni fossero  del demonio, che cercava con quel mezzo di condurmi alla  perdizione. E siccome avevo sentito dire che il demonio porta  sempre la guerra e il disordine, cominciai a pensare che, realmente, da quando vedevo quelle cose, non c'era più stata allegria  né benessere in casa nostra. Che angoscia ne provavo! Manifestai  il mio dubbio ai cugini. Giacinta rispose: "Non è il demonio, no!  Il demonio dicono che è molto brutto e che sta sotto terra, nell'inferno; invece quella signora è così bella, e noi l'abbiamo  vista salire al cielo!". 
Dio si servì di queste parole per dissipare un po' il mio  dubbio. Ma, nel corso di quel mese, perdetti l'entusiasmo per la  pratica del sacrificio e della mortificazione, ed ero in dubbio se  decidermi a dire che avevo mentito, per finirla così del tutto. 
Giacinta e Francesco mi dicevano: "Non fare così! Non  vedi che proprio adesso tu stai per mentire, e mentire è peccato". 
Stando io così, ebbi un sogno che aumentò ancor di più le  tenebre del mio spirito: vidi il demonio che , ridendo perché mi  aveva ingannato, si sforzava di trascinarmi all'inferno... Questo  sogno lasciò nel mio spirito una nuvola di vera paura e preoccupazione. L'unico mio sollievo era rimaner sola, in qualche cantuccio solitario, per piangere liberamente. Cominciai a sentir noia  perfino della compagnia dei miei cugini e perciò cominciai a  schivarmi anche da loro... 
Si avvicinava il 13 luglio e io ero in dubbio se andarci  ancora o no... Giacinta e Francesco facciano quel che vogliono; io  non torno più alla Cova d'Iria. La decisione era presa, e io ben  decisa a metterla in pratica" (v. Memorie di Suor Lucia —Vice —  Postulazione della beatificazione dei veggenti — Fatima maggio  1980, pp. 68-69). 
Lucia, spinta da una forza cui non le era facile resistere, 
andò il 13 luglio all'appuntamento con la Vergine. 
Dopo la lettura di queste pagine delle Memorie di Lucia,  viene alla mente una considerazione ovvia; se il solo dubbio  avanzato dal parroco sull'origine diabolica delle apparizioni, ha  messo in crisi Lucia fino a indurla a chiedersi se fosse il caso di  dire che aveva mentito, e a farla decidere di non andare più alla  Cova d'Iria, non ci si può meravigliare se Adelaide ha negato di  avere visto la Vergine, considerate le condizioni in cui si è trovata, e senza l'aiuto morale che ricevette Lucia dai cugini Giacinta e Francesco. 

Severino Bortolan

lunedì 16 marzo 2026

La Figliolanza di Dio, scopo della vita terrena – La Parola di Dio

 


La Figliolanza di Dio


Il cammino sulla Terra come uomo è un Mio Dono di Grazia ultragrande, dato che vi offre la possibilità, di formarvi a figli Miei, perché una volta siete proceduti da Me come creature della Mia Volontà, del Mio Amore e della Mia Forza. Vi trovavate bensì nella perfezione più sublime, perché da Me non poteva procedere nulla di imperfetto, e ciononostante eravate soltanto un’Opera della Mia Volontà, che non poteva essere diverso, di come l’avevo creato. Ma volevo avere dei figli, che dovevano creare ed operare con Me nella Beatitudine più sublime. E voi stessi dovevate tendere e conquistarvi questa figliolanza nella libera volontà, sottomettendovi totalmente alla Mia Volontà, benché possedevate la libertà, di pensare e volere autonomamente anche contro la Mia Volontà. Dovevate quindi essere messi alla prova, dovevate dimostrare il vostro amore per Me, non lasciando valere nessun’altra Volontà che la Mia. E questa prova di volontà è stata pretesa da voi e non l’avete sostenuta. Avete percorso da voi la vostra via benché stavate nella Luce più chiara della conoscenza. Ma non eravate costretti di pensare e volere come Me. E voi avete abusato di questa libertà della volontà. Una volta siete stati degli esseri auto consapevoli, ma dopo questa errata decisione della volontà avete perduto questa consapevolezza dell’io, perché era il Mio Piano dall’Eternità, che voi dovete una volta comunque di nuovo creare ed agire nella Mia Volontà nella più sublime beatitudine. Dovete poter formarvi a figli Miei e questo ha richiesto un percorso infinitamente lungo dello sviluppo verso l’Alto, dall’abisso più profondo a cui siete andati incontro volontariamente, verso l’Altura più elevata. E voi avete percorso questo cammino, dissolti in piccolissime particelle, attraverso tutte le Creazioni della Terra. Senza consapevolezza dell’io, finché avevate raggiunto un grado di sviluppo, che vi ha di nuovo procurato la consapevolezza dell’io, dato che passate da uomo sulla Terra, per assolvere nuovamente la giusta decisione di volontà nella libera volontà, che però vi fa conquistare anche la figliolanza di Dio, che vi garantisce la più sublime beatitudine. Questa giusta decisione nella vita terrena non vi viene resa troppo difficile da uomo, perché dato che Io Stesso bramo il ritorno delle Mie creature come figli Miei, vi aiuto anche in ogni modo immaginabile purché raggiungiate la meta. Devo soltanto sempre rispettare la vostra libera volontà, che deve produrre questo cambiamento a figlio di Dio. Ma faccio di tutto, affinché la vostra libera volontà si orienti bene. Io Stesso vi parlo, e questo Discorso ha è veramente un grande effetto di Forza, richiede solo anche la vostra libera volontà per essere ascoltato. La Mia Parola è il Dono di Grazia più grande, che voi potete accogliere da Me, perché una volta avete rifiutato questa Parola, quando vi siete volontariamente separati da Me, e vi dovrebbe veramente giungere soltanto nel vostro stato della perfezione. Ma ve la regalo, vi faccio pervenire un Dono di Grazia immeritato e richiedo soltanto la vostra disponibilità di accoglierlo. Ma poi potete essere anche certi, che raggiungete la meta della figliolanza di Dio, perché appena siete volonterosi e Mi fate parlare a voi, la Mia Parola ottiene anche che siete pronti a fare la Mia Volontà e ci provate, anche quando dovete ancora lottare e combattere, perché siete delle creature deboli, finché camminate ancora imperfetti attraverso la vita terrena. Ma da questo potete riconoscere il Mio ultragrande Amore per voi, che non lascia nulla di intentato per riconquistarvi come veri figli, per poter prepararvi anche delle beatitudini illimitate. E quando il Mio Amore per voi è così forte, allora assisterà anche ogni creatura e non la lascia a sé stessa. Soltanto non deve opporsi a Me come una volta, e questo succede, quando non ascolta il Mio Discorso, quando rifiuta i Miei messaggeri oppure passa totalmente indifferente al più grande Dono di Grazia, che può esserle offerto sulla Terra. Perché allora all’essere manca la Forza per la sua ultima risalita, ed allora anche il suo percorso terreno come uomo è senza scopo e può condurlo di nuovo verso l’abisso, se l’uomo non cambia ancora prima della sua morte. Ma quello che può avvenire da Parte Mia per la salvezza di tali anime, viene anche fatto, perché in Verità, non voglio la vostra rovina, voglio che voi tutti diventiate beati. 

Amen

31. dicembre 1962

Quando questo ricchissimo Sposo vuol arricchire l'anima e inondarla di maggiori delizie, l'attira in tal modo da farla rimanere come persona svenuta per l'eccesso del gaudio e del contento,

 


Quando questo ricchissimo Sposo vuol arricchire l'anima e inondarla di maggiori delizie, l'attira in tal modo da farla rimanere come persona svenuta per l'eccesso del gaudio e del contento, onde le pare d'esser sorretta dalle sue braccia divine, appoggiata al suo sacro costato e alle sue divine mammelle. In tal stato non sa far altro che godere, nutrita di quel latte celeste con il quale lo Sposo la va sostenendo e perfezionando per poi concederle altri favori più grandi e darle la possibilità di farsi ogni giorno dei meriti. Perciò mi pare che quando rinviene da quel sonno e da quell'ebbrezza celeste, possa veramente esclamare, attonita, stupita e tutta presa da santa follia: Le tue mammelle sono migliori del vino. 

 Quando era in quell'ebbrezza, non le pareva possibile andar più innanzi. Poi, vedendosi più in alto e sommersa nell'immensurabile grandezza di Dio, da cui si sente abbondantemente nutrita, ricorre al medesimo delicato paragone, e dice ancora: le tue mammelle sono migliori del vino. 

 Qui avviene come di un bambino che cresce e poppa senza intenderne il modo; anzi, molte volte senza nemmeno poppare, perché gli sprizzano il latte in bocca senza che egli si muova. L'anima non sa nulla di sé, non agisce, non comprende, e nemmeno può comprendere in che modo a da chi le venga un tanto bene. Sa soltanto che è il più gran bene che si possa godere in questa vita, superiore a tutti i beni e a tutte le soddisfazioni del mondo presi insieme. Si sente cresciuta e migliorata senza sapere quando abbia ciò meritato; edotta in grandi verità senza aver veduto il Maestro che l'ha istruita; riaffermata nella virtù e inondata di delizie da parte di Colui che può e sa farlo così bene. – Sono dolcezze che non si sanno meglio paragonare che alla tenerezza di una madre, la quale, ardendo di amore per un suo figliuolo, s'indugia ad allattarlo e a coprirlo di carezze. 

SANTA TERESA DI GESÙ 

Chiunque voglia venire dietro a Me deve essere pronto a rinnegare se stesso e seguirmi come nuovo risvegliato.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 12 marzo 2026


Fratelli,
Io sono venuto per essere Via, Verità e Vita.
Vi dò la Verità con ciò che insegno.
Vi spiano la Via col mio sacrificio, ve la traccio, ve la indico.
Ma la Vita ve la dò con la mia Morte.
E ricordate che chiunque risponde alla mia chiamata e cooperera alla redenzione del mondo deve essere pronto a morire per dare ad altri la Vita. Perciò chiunque voglia venire dietro a Me deve essere pronto a rinnegare se stesso e seguirmi come nuovo risvegliato. Prenda ognuno la sua croce come Io la prenderò. La prenda se anche gli sembra troppo infamante. Lasci che il peso della sua croce stritoli il suo se stesso umano per liberare il se stesso spirituale, al quale la croce non fa orrore ma anzi è oggetto di appoggio e di venerazione, perché lo spirito sa. E con la sua croce mi segua. Sia felice e giubili, perché sarà atteso nel Regno di Dio mentre sarà disonore l’essere vili di fronte agli eroismi spirituali. Fratelli dite di volermi seguire allora fatelo per la via più stretta ma santa. Preparatevi con coraggio, non sarete soli, perché il vostro appoggio sarò Io.
Vi lascio la mia pace.


Commento al messaggio:
Essere amici di Gesù ed essere suoi seguaci non è semplice. La via da seguire è quella della croce, delle sofferenze quotidiane, dei dispiaceri, delle malattie fisiche, delle umiliazioni. Seguire Gesù significa mettersi al servizio di chi è nel bisogno, donare tutte le proprie energie a chi è nella prova. Questa è la sola via che porta al Cielo, ma non è una via desolata. C’è un altro viandante con noi, che ci fa compagnia e ci sostiene.
Il suo nome è Gesù di Nazareth.

"Il mio Cuore soffre di nuovo per le anime come nelle ore di agonia sul Monte degli Ulivi, e il mio Sangue scorrerà fino a che l'ultimo peccatore non sia convertito."

 


Oggi, unita a Lui nella S. Comunione, Gesù mi disse: "Il mio Cuore soffre di nuovo per le anime come nelle ore di agonia sul Monte degli Ulivi, e il mio Sangue scorrerà fino a che l'ultimo peccatore non sia convertito." E contemporaneamente vidi in spirito il Suo Cuore aperto e sanguinante; lo vidi chiaramente come la prima volta. Pregai, affinchè scaturissero dalle sue SS. Piaghe torrenti di grazie, supplicandoLo, per la Sua Misericordia, di infiammare con il Suo Amore e di benedire ogni giorno i Sacerdoti, Suoi rappresentanti. E Gesù mi disse di nuovo: "Per te, poichè voglio scegliere coloro che sono deboli, affinchè restino umili".

novembre 1949

DAGLI APPUNTI DI MARIA GRAF – SUTER

CONSACRAZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA

 


(Dell'Associazione delle famiglie consacrate alla S. Famiglia, approvata da Pio lX, 1870)


O Santissima Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, speranza e consolazione delle famiglie cristiane, accogliete la nostra: noi ve la consacriamo interamente e per sempre. Benedite tutti i membri, dirigeteli tutti secondo i desideri dei vostri cuori, salvateli tutti.

Noi ve ne scongiuriamo per tutti i vostri meriti, per tutte le vostre virtù, e soprattutto per l'amore che vi unisce e per quello che portate ai vostri figli adottivi. Non permettete mai che qualcuno di noi abbia a precipitare nell'inferno. Richiamate a voi quelli che avessero la disgrazia di abbandonare i vostri insegnamenti e il vostro amore. Sorreggete i nostri passi vacillanti in mezzo alle prove e ai pericoli della vita. Soccorreteci sempre, e specialmente nel momento della morte, affinché un giorno possiamo trovarci tutti riuniti nel cielo intorno a voi, per amarvi e insieme benedirvi per tutta l'eternità. Amen.


Nella vostra sofferenza vi unirò a me e vi trasformerò in qualcosa di meraviglioso. Sperate e amatemi ed Io vi condurrò sulla strada che porta al Regno di Dio.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 7 marzo 2026


Fratelli miei, ricordate che Io sono qui e siete amati oltre ogni misura. Siete preziosi e siete Miei. Vi chiamo per nome e vi conoscevo prima ancora della vostra nascita. Nessuno può rubare dove Dio ha soffiato con il Suo respiro. Io vi ho segnati per la vita eterna! La Mia Parola ve lo promette. Ho preso e prendo tutto il male per voi per darvi una via per tornare a casa. Il mio disegno per voi è perfetto anche se adesso non comprendete. Il vostro dolore sarà la mia glorificazione e a voi l’ingresso per la vita eterna. Per questo vi chiedo non disperatevi nella sofferenza ma credete in Me, lasciate che vi immerga nella sorgente di acqua viva, lasciate che vi nascondi nelle mie piaghe.
Nella vostra sofferenza vi unirò a me e vi trasformerò in qualcosa di meraviglioso. Sperate e amatemi ed Io vi condurrò sulla strada che porta al Regno di Dio.
Ora vi benedico nel nome della Santissima Trinità.

Commento al messaggio:
Queste parole sono commoventi e fanno emergere la grandezza dell’amore che Gesù ha per noi. È un amore che travalica il tempo, perché Gesù ci ama addirittura prima ancora che veniamo al mondo. Siamo preziosi ai suoi occhi e per questo ci assicura la protezione da ogni male, affinché possiamo fare ritorno alla nostra Patria Celeste.
La sofferenza è un mistero ma Gesù dice di abbandonarci a Lui e di avere fede, perché tutto concorrerà ad un bene maggiore.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


La prova segreta di Bernardetta Soubirous 

Bernardetta, soprattutto negli ultimi anni della sua vita,  temette di essersi ingannata riguardo alle apparizioni. A proposito di questa prova, René Laurentin scrive: 
"La visita di mons. Bourret, vescovo di Rodez, già professore alla Sorbona, ce ne lascia intravedere qualcosa. 
Bernardetta aveva sperato di poter evitare questo incontro... Mons. Bourret non si arrese. Ottenne più di quanto avesse sperato: un incontro privato e anche una confidenza. Lasciamo  che egli stesso ci narri l'incontro di quel sabato 1° settembre  1877. Bernardetta si mostra restia a parlare della visione della  sua giovinezza: "Ormai sono lontane... molto lontane... tutte  quelle cose, non me ne ricordo più, non mi piace parlarne, perché, mio Dio, se mi fossi ingannata..." 
Laurentin aggiunge: "Questa eclisse può stupire solo le  persone prive di ogni esperienza spirituale". (v. Bernardetta vi  parla, Edizioni Paoline, Roma 1983, pp. 413-414). 

Severino Bortolan 

domenica 15 marzo 2026

Il percorso di sviluppo dell’anima prima dell’incorporazione come uomo

 


La dottrina sulla Re-incarnazione conduce nell’errore


Voi uomini siete passati attraverso molte formazioni, cioè il vostro vero io – l’anima – doveva percorrere un percorso di sviluppo infinitamente lungo, prima che avesse il permesso di incarnarsi nel corpo umano. E questo percorso di sviluppo dunque era il percorso attraverso tutte le Opere di Creazione. L’anima doveva – dissolta in innumerevoli particelle, vivificare queste Opere di Creazione e con ciò maturare lentamente, doveva sempre di nuovo dimorare in forme nuove, quando si erano raccolte diverse particelle e tutte le forme, le innumerevoli Opere di Creazione hanno quindi contribuito alla maturazione di queste particelle dell’anima; finché alla fine tutte le particelle possono di nuovo unirsi ed entrare come anima umana nell’ultima forma, il corpo umano e vivificare questo. Quindi voi tutti avete dovuto percorrere questo cammino di sviluppo, perché la distanza da Dio mediante la vostra caduta del peccato primordiale di una volta è stata troppo grande e l’anima non avrebbe mai potuto superare questa grande distanza da Lui per via del suo stato morto, che le aveva procurato la caduta. Doveva prima essere portata alla vita. Ma a quegli esseri diventati peccaminosi non poteva essere regalata la Vita, se la dovevano conquistare mediante il servire. Ma l’essere non avrebbe mai servito volontariamente, perché l’avversario di Dio il quale aveva una volta seguito nell’abisso glielo impediva. Ma non doveva nemmeno rimanere in eterno nella morte, gli doveva essere offerta l’opportunità, di giungere alla Vita. E quest’opportunità era quindi la Creazione. Dio ha sottratto al Suo avversario lo spirituale caduto e lo ha reso servile a Sé Stesso. Egli ha assegnato ad ogni Opera di Creazione una destinazione secondo la legge della natura ed ha lasciato adempiere questa destinazione al caduto nello “stato dell’obbligo”. Di conseguenza doveva servire e con ciò si è conquistato, anche se soltanto dopo un tempo infinitamente lungo, di nuovo una debole vita, che però la rendeva abile ad una costante attività più alta. Perché tutto ciò che una volta era proceduto dall’Amore di Dio come essenziale era la Sua Forza irradiata, che spingeva all’attività. Ma l’essenziale, che ha seguito l’avversario, si è opposto all’Irradiazione dell’Amore di Dio, che è necessaria per la Vita, quindi all’attività di un essere. E perciò cadde nello stato di morte. E non troverebbe mai in eterno il ritorno alla Vita, se fosse lasciata alla Vita stessa, perché è diventato totalmente debole attraverso la caduta in quest’abisso. Per questo Dio ha chiamato in vita un’Opera, che dapprima ha dischiusa la volontà dell’essere all’attività, perché questo era soltanto sottoposto alla Sua Volontà ed ha eseguito secondo la ‘legge della natura’ la destinazione, che Egli ha attribuito a quest’Opera – l’intera Creazione. Il Suo Piano consisteva nel fatto di portare lentamente ciò che era morto alla Vita, di dargli la possibilità di attivarsi. E così è stato assegnato in minuscole particelle alle singole Opere di Creazione, e stimolato all’attività secondo la legge della natura. Era legato in quelle Creazioni e non si poteva opporre, doveva servire, ma così poteva anche raggiungere un grado di sviluppo, che gli procurava sempre maggiore libertà ed alla fine trasporta l’essere anche di nuovo in uno stato di libera volontà, nel quale ora però può decidersi liberamente se vuole di nuovo tendere in Alto, oppure vuole di nuovo scegliere l’abisso. Perché Dio aiuta bensì l’essere a salire in Alto, ma non lo costringe a ciò, quando la sua volontà chiede di scendere verso il basso. Ora la decisione nella libera volontà si svolge nell’ultimo stadio di sviluppo sulla Terra, quando l’anima è incorporata come uomo e può di nuovo usare la libera volontà secondo il proprio benestare. Allora l’uomo deve riconoscere la grande Grazia del percorso di sviluppo effettuato e valutare coscientemente la vita terrena, deve mostrarsene degno e volere, che l’ultimo tratto di tempo oltremodo breve lo porti alla meta, deve tendere all’ultima perfezione con tutti i sensi e dimostrare perciò l’appartenenza a Dio, deve fare di tutto per non cadere di nuovo nelle mani dell’avversario, per cui l’Amore di Dio lo ha aiutato a staccarsi in tempi infiniti. Non deve vivere con leggerezza questo breve tempo, deve sempre soltanto ricordarsi della meta spirituale, la liberazione da ogni legame, che è riunificazione con Dio nella Luce, Forza e Beatitudine. E per questo vi è stata data la vita terrena, affinché le vostre anime diventino libere da una catena, che da tempi Ur le è stata messa dall’avversario di Dio, che è però la sua propria colpa e perciò deve anche portare una parte, per diventare libera e poter vivere nell’Eternità. Amen

29. settembre 1957

Il Documento Segreto di Pilato sulla Morte di Gesù (Sconvolgente)


 

PERCHÉ GESÙ NON HA SALVATO GIOVANNI BATTISTA? (MISTERO BIBLICO)


 

Gesù vuole innamorare l’anima del patire per amore suo: perciò la porta ad immergersi nel mare sconfinato della sua Passione. La prima visione di Gesù

 


Dopo queste cose, un giorno, dopo la Comunione, me lo sentivo in me tutto amore e che tanto mi voleva bene, che io stessa ne restavo tanto meravigliata, perché mi vedevo così cattiva ed incorrispondente, e dicevo dentro di me: “Fossi buona, almeno corrispondessi! Ho timore [che] ancora mi lasci” (Questo timore di lasciarmi l’ho avuto sempre e lo tengo ancora, e delle volte è tanta la pena che sento, che credo che la pena della morte sarebbe minore, e se Lui stesso non viene a quietarmi non so darmi pace) 41. Ed invece vuole stringersi più intimamente a me.  

Mentre così me lo sentivo dentro di me, con voce interna mi disse: “Diletta mia, le cose passate non sono state altro che un preparativo. Adesso [28] voglio venire ai fatti, e per disporre il tuo cuore a fare quello che voglio da te (cioè, l’imitazione della mia vita) voglio che ti interni nel mare immenso della mia passione. E quando tu avrai ben capito l’acerbità delle mie pene, l’amore con cui le soffrii, Chi sono o, che tanto soffrii, e chi sei tu, vilissima creatura, ahi, il tuo cuore non ardirà di opporsi ai colpi, alla croce, che o per solo tuo bene gli tengo preparato; ma anzi, al solo pensare che o, tuo Maestro, ho sofferto tanto, le tue pene ti parranno ombre, confrontate con le mie, ti sarà dolce il patire e giungerai a non poter stare senza patimenti”. 

La natura tremava al solo pensare ai patimenti; lo pregavo che Lui stesso mi desse la forza, ché senza di Lui mi sarei servita dei suoi stessi doni per offendere il Donatore. Onde mi diedi tutta a meditare la passione e fece tanto bene all’anima mia, che credo che tutto il bene mi sia venuto da quella fonte. Mi vedevo la passione di Gesù Cristo come un mare immenso di luce, che [29] coi suoi innumerevoli raggi mi feriva tutta, cioè raggi di pazienza, d’umiltà, d’ubbidienza e di tante altre virtù. Mi vedevo tutta circondata da questa luce e ne restavo annichilita nel vedermi così diversa da Lui. Quei raggi che mi inondavano erano tanti rimproveri per me. Mi sentivo dire: “Un Dio paziente, e tu?...  Un Dio umile e sottomesso anche ai suoi stessi nemici,  e tu?...  Un Dio che soffre tanto per amor tuo, e le tue sofferenze, dove sono, per amor suo?”.  

Lui stesso, delle volte, mi faceva la narrazione delle pene da Lui sofferte, e ne restavo tanto commossa, che piangevo amaramente. 

Un giorno, mentre lavoravo, stavo considerando le pene acerbissime che soffrì il mio buon Gesù. Il mio cuore lo sentivo tanto oppresso dalla pena, che mi mancava la respirazione. Temendo di qualche cosa, volli distrarmi con uscire fuori al balcone. Faccio per guardare in mezzo alla strada, ma che vedo? Vedo la strada tutta piena di gente e, in mezzo, il mio amante Gesù, con la croce sulle spalle [30] –chi lo tirava da una parte e chi dall’altra– tutto affannoso, col volto grondando sangue, che alzò gli occhi verso di me, in atto di chiedermi aiuto.  

Chi potrà dire il dolore che provai, l’impressione che fece sull’anima mia una vista così compassionevole? Subito entrai dentro; non sapevo io stessa dove mi trovavo, il cuore me lo sentivo spezzare per il dolore, gridavo piangendo; gli dicevo: “Mio Gesù, Vi potessi almeno aiutare! Vi potessi liberare da quei lupi così arrabbiati!  Ahi, vorrei almeno soffrire quelle pene in vece vostra, per dare un sollievo al mio dolore! Deh, mio Bene, datemi il patire, che non è giusto che Voi tanto soffriate ed io, peccatrice, stia senza penare!” 42 

D’allora in poi, ricordo, si accese in me tanta brama di patire, che non si è smorzata ancora. Ricordo ancora che dopo la Comunione lo pregavo ardentemente che mi concedesse il patire, e Lui delle volte, per contentarmi, mi pareva che prendesse le spine della sua corona e mi pungeva il cuore; altre volte mi sentivo prendere il cuore tra [31] le sue mani, e me lo stringeva tanto forte che per il dolore mi sentivo perdere i sensi. Quando avvertii che le persone se ne potevano avvertire di qualche cosa, essendo Lui disposto a darmi queste pene, subito gli dicevo: “Signore, che fai? Ti prego di darmi il patire, ma che sia nascosto a tutti”.  

Fino ad un tempo mi contentò 43, ma i miei peccati mi hanno reso indegna di patire di nascosto, senza che nessuno se ne avveda. 

Luisa Piccarreta


È l’Ora di Dio, la scelta vi si impone.

 


Messaggio di Gesù ai Suoi sacerdoti del 17 agosto 2019


Durante l’adorazione del 17 AGOSTO 2019 alle 19:15


Il Signore mi fa leggere nella Bibbia di Gerusalemme il libro del Levitico, 20, 1-7, Castighi: a) Colpe cultuali.


Parola di Gesù Cristo

«Concentrati, scriveremo a più persone contemporaneamente. »

« Figli di Dio che in uno slancio d’Amore avete risposto alla Mia chiamata a diventare pastori e servitori nella Mia Chiesa, ascoltate ora la Mia chiamata a mantenere salda la Mia Chiesa nonostante gli assalti che subisce.

Sapete a che punto è giunto lo scisma che imperversa tra voi. Ahimè, il linguaggio usato di fronte ai fedeli incoraggia e porta l’errore al suo apice. Da un lato, si falsificano le Mie Parole inducendo i figli di Dio su una via errata che li conduce alla loro rovina. D'altra parte, pur vedendo l'abominio, si tace, si nega il «malessere», senza osare la correzione fraterna e soprattutto senza informare onestamente i Miei piccoli dello stato di emergenza della situazione di crisi nella Chiesa e della fine dei tempi.

Guardate il riferimento che ho sottoposto al Mio profeta: Levitico, 20, 1-7. Riflettete.

Sappiate che Dio è Onnipresente, Onnisciente e Onnipotente. Non potrete più tacere le ignominie che sono flagranti, né le pratiche parallele vergognose che contaminano, feriscono e uccidono nel seno stesso della Chiesa, associandosi alla decadenza in cui l’umanità accetta di impantanarsi.

È l’Ora di Dio, la scelta vi si impone. È unica nel vostro libero arbitrio e secondo il vostro cuore. Suonerà per voi la campana a morte di una morte irrimediabile o la tromba dell’Alleluia di una Vita gloriosa nella Luce senza fine?

Guai a coloro che si prendono la libertà di indurre i propri fratelli, figli Miei, all’errore e alla perdizione e/o di martirizzare i Miei dolci e umili fedeli e giusti per soddisfare l’orgoglio e l’odio del caduto.

Considerate, figli Miei servitori nella Chiesa di Cristo, le Mie Parole qui riportate come il preambolo dell’Avvertimento (Illuminazione delle coscienze). Le tribolazioni che si intensificano saranno quelle alle quali vi state preparando. Anche se vi ostinate a negarle, Dio magnanimo, misericordioso e di infinita bontà vi ha preparati a vivere queste tribolazioni che sono state descritte con precisione nelle profezie antiche e contemporanee che la maggior parte di voi, Miei figli sacerdoti, ha rifiutato di ascoltare.

Maria Immacolata, Madre di Dio, Corredentrice, Madre degli uomini e della Chiesa, vi ha anche informati, preparati e accompagnati guidandovi sulla via della preghiera e della resistenza in una fede semplice e solida, in una speranza fiduciosa e nell’amore che unisce. La sua purezza, la sua umiltà e la sua saggezza trionfano su ogni male. Lei è, miei cari figli sacerdoti, la vostra Madre prediletta. La sua sofferenza è grande nella passione e nella crocifissione che vive la Chiesa. Maria Immacolata rimane accanto a voi, salda nel suo amore indefettibile per voi e vi assicura il suo sostegno. Siate con Lei, non è forse questa la mia richiesta dalla Croce?

Gesù Cristo che riunisce il suo popolo. »


Parola di Gesù Cristo ricevuta e trasmessa da Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva di Cristo.


CONSIGLI E RIMEDI PER COMBATTERE LE CATTIVE AMICIZIE

 


Ma che cosa fare per combattere gli amori futili, le stranezze, le pazzie, le brutture cui ho accennato? Appena ne avverti i primi sintomi, volgiti subito dall’altra parte e, respingendo nel modo più assoluto quelle stupidità, corri presso la Croce del Salvatore, afferra la sua corona di spine e cingine il tuo cuore di modo che quelle piccole volpi non possano avvicinarsi.

Sta bene attenta a non scendere a patti con il nemico; non dire: lo ascolterò, ma poi non farò nulla di quanto mi suggerirà; gli presterò orecchio, ma gli rifiuterò il cuore. Filotea, in tali circostanze, devi essere intransigente: il cuore e le orecchie sono collegati, e com’è impossibile arrestare un torrente che scende a valle dalla montagna, così è difficile impedire che l’amore entrato in un orecchio non scenda presto nel cuore.

Secondo Alcmeone le capre respirano per le orecchie e non per le froge; Aristotele lo nega; io non ne so niente, ma di certo so che il nostro cuore respira per l’orecchio, e siccome inspira ed espira i suoi pensieri per mezzo della lingua, respira anche per l’orecchio, per mezzo del quale riceve i pensieri degli altri. Proteggiamo dunque scrupolosamente le nostre orecchie dai colpi d’aria delle parole inutili; in caso contrario ben presto il nostro cuore ne sarà contagiato.

Sotto nessun pretesto devi ascoltare proposte oscene di alcun genere: è questo il solo caso in cui non corri pericolo di essere incivile e scortese.

Ricordati che hai consacrato il cuore a Dio, gli hai dato il tuo amore, e sarebbe un sacrilegio sottrargliene anche una briciola soltanto; rinnova la tua offerta con mille propositi e promesse e rimani in quelle come un cervo nel suo rifugio e poi invoca Dio. Egli ti verrà in aiuto: prenderà il tuo amore sotto la sua protezione, per farlo vivere unicamente in Lui.

Se poi sei già incappata nelle reti di quei futili amori, allora sento l’obbligo di dirti che ti sarà difficile sbarazzartene. Mettiti alla presenza della divina Maestà, riconosci l’enormità della tua miseria, la tua debolezza, la tua vanità; poi con l’impegno massimo di cui sarai capace, detesta quegli amori già iniziati, rinnega la sciocca manifestazione che ne hai fatto, rinuncia a tutte le promesse ricevute e, con una volontà forte e risoluta, decidi nel cuore e risolviti a mai più ricominciare quei giochi e quelle schermaglie d’amore.

Se poi ti è possibile allontanarti fisicamente dalla persona coinvolta, sono d’accordissimo, perché, allo stesso modo che coloro i quali sono stati morsi da un serpente, non possono guarire facilmente in presenza di coloro che già sono stati morsi a loro volta,  la persona ferita d’amore difficilmente riuscirà a guarire da quella passione, finché sarà vicina a quella ferita dallo stesso morso.

Il mutamento del luogo è molto utile per calmare la febbre e l’agitazione causate sia dal dolore che dall’amore. Il ragazzo di cui parla S. Ambrogio nel II libro della Penitenza, ritornò da un lungo viaggio completamente guarito dai futili amori che l’avevano attanagliato prima; alla sciocca amante che, incontrandolo gli disse: Non mi conosci? sono sempre la stessa! Sì, certo, rispose, ma sono io che non sono più lo stesso. La lontananza aveva operato in lui quel felice mutamento.

S. Agostino dice che per alleviare il dolore per la morte dell’amico si allontanò da Tagaste, dove quegli era morto, e se ne andò a Cartagine.

Ma chi non può allontanarsi? Deve troncare ogni conversazione privata, gli incontri segreti, gli sguardi languidi, i sorrisi e in genere tutti gli scambi e gli ammiccamenti che possono nutrire questo fuoco maleodorante e fuligginoso. Se poi le circostanze esigono che si rivolga la parola al complice, deve essere per dichiarare, con una coraggiosa, breve e seria protesta, il divorzio definitivo che abbiamo giurato. Grido a voce alta, a chiunque sia caduto in questi lacci passionali: taglia, tronca, spezza. Non bisogna perdere tempo a discutere queste futili amicizie; bisogna strapparle non perdere tempo a sciogliere i nodi; bisogna spezzarli è tagliarli; tanto quei cordoni e quei legami non hanno alcun pregio.

Non bisogna avere riguardi per un amore che è contrario all’amore di Dio.

Ma, dopo avere in questo modo spezzate le catene di quell’infame schiavitù, è possibile che resti qualche strascico. I marchi e le piaghe dei ferri rimarranno impressi nei piedi, ossia negli affetti. Non fa nulla, Filotea, se tu hai concepito per il tuo male tutto l’orrore che merita; se farai così non sarai più agitata dalle ansie; proverai soltanto un forte orrore per quell’amore infame e per tutto quello ad esso collegato e sarai libera da ogni altro affetto per la persona che hai lasciato; ti rimarrà soltanto un amore purissimo per Iddio.

Se poi, a causa dell’imperfezione del pentimento, rimane in te qualche inclinazione cattiva, procura per la tua anima una solitudine mentale, come ti ho già insegnato, e ritirati in essa con tutte le tue facoltà, e con mille slanci ripetuti dello spirito, rinuncia alle tue inclinazioni, rinnegale con tutte le forze; datti alla lettura dei Libri santi più di quanto non sei solita fare, confessati e comunicati più spesso, con umiltà e sincerità parla di tutte queste suggestioni e tentazioni al tuo direttore spirituale, se ti è possibile; o almeno con qualche anima dalla fede profonda e molto prudente; sta certa che il Signore ti libererà da tutte le passioni, se tu continuerai fedelmente questi esercizi.

Ma, mi dirai, non è ingratitudine rompere così drasticamente un’amicizia? lo ti dico: quant’è bella l’ingratitudine che ti rende accetta a Dio! Filotea, non sarà ingratitudine, ma anzi un’azione meritoria in favore del tuo amante; perché, spezzando i tuoi legami, romperai anche i suoi; e se anche, sul momento, non saprà apprezzare la sua felicità, lo farà ben presto e con te canterà in ringraziamento: 0 Signore, tu hai spezzato i miei legami, io ti sacrificherò la vittima di lode e invocherò il tuo santo Nome.

S. Francesco di Sales


La vostra protezione e la forza della Verità risiedono nella Fede e nell'Amore, che garantiscono la Vita

 


Bretagna – 13 marzo 2026

Riferimenti: immagine della situazione attuale del mondo alla fine dei tempi:

Ezechiele 27, 26; 28

Oracoli contro le nazioni e contro il re di Tiro,

caduta di Tiro.


Parola di Gesù Cristo:

«Ti benedico, mia dolce profetessa, figlia dell’Amore, della Luce e della Santità: del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

A voi, Miei figli attenti alle Mie chiamate, ai Miei consigli e al Mio Amore che, come sempre, vengono a salvarvi, vi dico: siate fiduciosi, conservate la Speranza. I Miei decreti si compiono accompagnando ciascuno di voi secondo la sua posizione e le sue decisioni salde adottate nello spirito e nel comportamento verso Dio e i suoi fratelli.

Tutti voi vivrete la purificazione secondo la vostra fragilità e le vostre debolezze umane, oppure la rovina sarà per coloro che, nella negazione e nell’indifferenza di fronte alla Potenza Divina, credevano di esserne esenti.

Così lo vedete e lo vivete, le profezie vi sono accessibili e volute da Dio affinché siate tutti informati e preparati a questa Fine dei Tempi che chiude la porta all’abominabile e ritira in protezione il Popolo di Dio dalla decadenza che imperversa sulla Creazione.

Certamente, figli Miei, il male, per sua natura, cerca di infiltrarsi nelle Parole e nei Consigli dati da Me, Gesù, e dalla Mia Madre Immacolata ai messaggeri che vi preparano agli eventi e vi esortano a unirvi a Dio. Siate vigili, non sottovalutate l’astuzia del maligno nella sua abilità, così perversa, che vi inganna facilmente. Armatevi della potenza del soprannaturale che offrono la preghiera e i sacramenti. La vostra protezione e la forza della Verità risiedono nella Fede e nell’Amore che assicurano la Vita.

Tuttavia la menzogna e il tradimento sono così diffusi, anche tra i Miei dissidenti ma ben posizionati. Assicuratevi di seguire solo i miti e gli umili di cuore, guardate solo a Dio e a Coloro, i Santi, in Cielo. Evitate questa trappola delle moltiplicazioni di ricerche del sensazionalismo provenienti da ogni parte e sui social network. Evitate soprattutto tutte le discussioni e le argomentazioni inutili e talvolta accese. Esse sono lì per offuscare il vostro giudizio e trascinarvi in errori e calunnie che possono destabilizzarvi. Conservate la vostra dignità.

Nella sua evoluzione e nel suo progredire, il male ha raggiunto un parossismo che travolge la ragione e porta allo scoraggiamento. Nella vostra fiducia in Dio e nel Suo Amore, cercate ora solo la vostra protezione e quella dei più deboli accanto a voi. La Volontà Divina, che è Misericordia e Giustizia, deve compiersi. Essa salva tutti i Suoi figli, coloro che con fiducia si abbandonano al Suo Amore, alla Sua Parola e al Suo Richiamo.

Rallegratevi della Promessa del Padre che finalmente si compie. E comprendete che i giusti e i buoni, tra i vostri fratelli o figli, che se ne vanno in queste tribolazioni, vanno direttamente nel Cuore di Dio.

Gli altri che hanno abusato, tradito, distrutto riceveranno anch’essi le ricompense proporzionali a ciò che hanno cercato e accumulato.

Lasciatevi trasportare dal canto e dalla Luce che instillano in voi la pace e la gioia dell’unificazione. (Salmo 91)

Non lasciate spazio allo scoraggiamento, alla rabbia, all’amarezza né al rimpianto per ciò che finisce. Solo il pentimento sincero e il desiderio di riparare vi liberano, invitandovi a voltare pagina verso la terra nuova, sotto un cielo nuovo.

«Tu sei il mio rifugio, o Eterno». Avvicinatevi, affinché Io vi stringa nei Miei Divini bracci sul Mio Sacro Cuore. Questo Cuore è immenso e ardente d’Amore per ciascuno di voi.

Gesù Cristo»


Maria Caterina dell’Incarnazione Redentrice, umile serva nella Divina Volontà dell’Onnipotente, Dio Unico.


LA FINE DEI TEMPI BIBLICI È Iniziata | I segni a Gerusalemme confermano il ritorno di GESÙ CRISTO!


 

- Confutazione dell'opinione suddetta e soluzione degli argomenti addotti.

 


Codesta opinione deriva in parte dall'abitudine che hanno gli uomini di udire e d'invocare fin da principio il nome di Dio. Ora, le abitudini, e specialmente quelle della prima infanzia, acquistano forza di natura; dal che deriva che le convinzioni acquisite fin dalla fanciullezza si ritengono con tale fermezza come se fossero per natura e per sé note. E in parte l'opinione suddetta deriva dal non distinguere il per sé noto in senso assoluto, dal per sé noto rispetto a noi. Infatti in senso assoluto l'esistenza di Dio è per sé nota, poiché l'essenza di Dio coincide con la sua esistenza. Ma proprio perché noi non possiamo concepire intellettualmente l'essenza di Dio, ciò rimane ignoto rispetto a noi. Che il tutto, p. es. sia maggiore della sua parte è per sé noto in senso assoluto; ma per uno che non avesse il concetto del tutto, tale principio rimarrebbe ignoto. Avviene così che il nostro intelletto rispetto ai princìpi più noti delle cose. si trovi nella condizione del pipistrello rispetto al sole, come si esprime Aristotele (Metaphys, II, let, C. I, n. 2).  

 1. E neppure segue necessariamente che appena compreso il significato del termine Dio, subito si abbia l'idea dell'esistenza di Dio: perché tra quegli stessi che ne ammettono l'esistenza non tutti capiscono che Dio è la cosa di cui non se ne può pensare una maggiore: infatti molti nell'antichità pensarono che Dio fosse il mondo visibile attuale. E del resto tale concetto non risulta da nessuna delle etimologie del termine Dio, riferite dal Damasceno [De Fide Orth., I, c. 9].  

 Dato, inoltre, che tutti col termine Dio intendessero la cosa di cui non è possibile pensarne una più grande, non segue necessariamente che una tal cosa esista nella realtà. La realtà infatti che deriva come logica conseguenza non può esser superiore al valore del termine. Ora, per il fatto che una cosa del genere si concepisce mentalmente nel proferire il termine Dio, non segue che Dio esista, se non come dato intellettivo. Perciò l'essere di cui non se ne può pensare uno maggiore non può non avere l'esistenza: però nell'intelletto. Ma da ciò non segue che codesto essere esista nella realtà. E quindi non sono per questo in contraddizione quelli che negano l'esistenza di Dio: poiché la contraddizione è solo in chi, dopo aver concesso l'esistenza reale di una cosa di cui non se ne può pensare una maggiore, intendesse poi di negarla.  

 2. E neppure segue, come pretendeva il secondo argomento che, ammettendo la possibilità di pensare Dio come non esistente, si possa pensare qualche cosa come superiore a Dio. Infatti la possibilità di pensarlo come non esistente non deriva dall'imperfezione, o dalla mancata certezza della sua esistenza, che in sé è evidentissima; bensì dalla debolezza del nostro intelletto, che è incapace di conoscere Dio in se stesso, ma deve farlo attraverso i suoi effetti, e giungere così a conoscerne l'esistenza mediante il ragionamento.  

 3. Ciò risolve anche la terza argomentazione. Poiché com'è per sé noto che il tutto è maggiore della sua parte, così a chi contempla l'essenza divina è notissimo che Dio esiste, per il fatto che in lui l'essenza s'identifica con l'esistenza. Ma non avendo noi la possibilità di vederne l'essenza, è chiaro che arriviamo a conoscerne l'esistenza non in lui stesso, bensì mediante i suoi effetti.  

 4. È evidente la soluzione anche della quarta argomentazione. L'uomo infatti conosce Dio per natura, come per natura lo desidera. Ebbene, egli lo desidera per natura in quanto per natura desidera la beatitudine, che è una certa somiglianza della bontà di Dio. Perciò non segue necessariamente che all'uomo sia noto per natura Dio stesso in sé considerato, ma solo in sua somiglianza. Ecco perché è necessario che l'uomo arrivi alla conoscenza di Dio mediante le somiglianze che di lui scorge nei suoi effetti, servendosi del raziocinio. 

5. È facile poi risolvere il quarto argomento. Dio infatti è il principio per cui si conoscono tutte le cose, non nel senso che le altre cose non si conoscano se non dopo aver conosciuto lui, come avviene per i primi princìpi di ragione; ma perché dal suo influsso viene causata in noi ogni conoscenza.  

SAN TOMMASO D’AQUINO 


NELLE DIFFICOLTA' DELLA VITA

 


Guai e tribolazioni non mancano nelle vita; la fiducia in Dio addolcisce e rende sopportabile tutto. La preghiera, in questi momenti, da' la possibilità di gettare tutto nel cuore di un Dio "che non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande" (Manzoni).

 

O Dio onnipotente e misericordioso, ristoro nella fatica, sostegno nella salvezza, conforto nel pianto, ascolta la preghiera, che coscienti delle nostre colpe, rivolgiamo a te: salvaci dalle angustie presenti e donaci un sicuro rifugio nella tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Padre onnipotente e misericordioso, guarda la nostra dolorosa condizione: conforta i tuoi figli e apri i nostri cuori alla speranza, perché sentiamo in mezzo a noi la tua presenza di padre. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Signore, fa' che affrontiamo con animo forte e sereno gli impegni e le responsabilità che ci attendono, e, consolati da te, sappiamo confortare i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.