domenica 11 maggio 2025

In Hoc apparuit Charitas Dei in nobis!

 


Conversazioni Eucaristiche


In Hoc: in questo, e per questo Divin Sacramento di amore si manifestò la Somma Carità di Dio verso di noi poveri uomini! Egli mandò nel mondo il suo Figlio Unigenito, onde noi potessimo vivere per Lui; ed il Verbo per questo Eucaristico Sacramento dà a noi realmente la vita di grazia e di amore in pegno della vita eterna di gloria: nobis pignus datur. In questo arde e vive la sua Carità: in Hoc charitas est. Onde noi conoscendo e credendo la carità infinita che Egli ha per noi, vivremo in Lui e nella carità sua, com’Egli con la sua carità vive presente in noi: Et nos cognovimus et credidimus charitati, quam habet Deus in nobis. Deus enim charitas est ; et quì manet in charitate, in Deo manet, et Deus in eo.

Ma Iddio ci diede il Figlio suo, onde per Lui non solo viviam vita spirituale, ma bensì perchè spendiamo questa vita tutta in suo servizio con l’amorevole e fedele osservanza della sua santa legge, legge di carità. Carità verso di lui, carità verso di noi, e carità verso il prossimo nostro: hoc mandatum habemus a Deo, ut quì diligit Deum, diligat et fratrem suum. Onde il distintivo carattere dei veri discepoli di Gesù, è l’amore, la carità vicendevole degli uni verso gli altri: in hoc cognoscent omnes quia discipuli mei estis, si dilectionem habueritis ad invicem.

Dunque, anima mia, vuoi conoscere se ami davvero Gesù Cristo? Ecco, quì dinanzi a Lui Sacramentato, ponti quietamente ad osservare con la maggiore attenzione possibile, se da Lui, specchio di perfetta carità, riflettansi in te e nella tua condotta almeno i principali lineamenti di somiglianza nella tua dilezione e carità pel prossimo. Dilezione e carità non di parole, bensì di opere cordiali e sincere: non diligamus verbo neque lingua; sed opere ed veritate.

O mio Divin Maestro dal cui cuore sgorga e si diffonde la Carità nelle anime vostre, permettemi che accosti le mie labbra all’apertura del vostro costato. Dal SS. Sacramento del vostro Corpo e del vostro Sangue; dall’istesso vostro Sacro Cuore vorrei succhiare la vostra carità. Io voglio essere uno dei Discepoli, più affezionati ed attaccati al Vostro amorosissimo Cuore. Vi amo, Gesù mio; e vorrei farvi conoscere, servire, onorare, adorare ed amare da tutte le creature. Vi amo e vi voglio amare non solo perchè nell’amarvi trovo il mio bene e la mia felicità, ma come il migliore e più degno amico mio; senza interesse, per pura amicizia, per puro amore, per il merito vostro, per corrispondere all’amore del vostro Divin Cuore. Ma non contento di amare Voi solo: voglio amare anche il mio prossimo per amore vostro, e come volete Voi, e quanto volete Voi; anzi come lo amate Voi.

So che la carità vive di semplicità, tutto crede, tutto spera e tutto sopporta: cioè crede del prossimo tutto quello che di bene si può credere; non dispera mai del suo ravvedimento, della sua conversione, del suo progresso nella virtù che conduce i fratelli alla santificazione e perfezione; porta con pazienza e rassegnazione le altrui imperfezioni; tollera i mali che le vengono dagli avversari, e prega per questi: appunto come fate Voi Gesù mio Sacramentato, che portate pazienza e tollerate tante ingiurie, tanti sacrilegi e tante empietà da quegl’istessi che amate, che avete redenti e beneficati, e per i quali vi siete costituito Mediatore presso il Divin Padre in quest’Eucaristico Sacramento.

Ecco lo specchio sul quale ha da comparire se io sono veramente vostro discepolo e seguace. Il vostro amorosissimo e pazientissimo Cuore!… Vorrei che il riverbero delle sue fiamme imprimesse nel mio almeno la sua forma, almeno il carattere della sua inesauribile Carità.

La carità deve sempre andar crescendo in ognuno durante il viver suo, per poi compirsi e perfezionarsi nella vita eterna.

«Impara dunque, anima mia, a conoscere l’amore di Dio nel Sacro Cuore di Gesù. Questo è il libro della vita aperto a tutti, facile da leggersi da tutti. Prendi questo libro di vita, e leggine ogni pagina. È scritto dentro e fuori coi pegni e le promesse dell’amor personale di Dio per gli uomini. Quelli soltanto sono grandi avanti a Dio che hanno gran carità. Re, Imperatori, principi, uomini di Stato, oratori, uomini scienziati non sono se non polvere di terra appetto ad un’anima che è piena d’amor di Dio. Che cosa rese gli Apostoli, gli Evangelisti, i Martiri e i seguaci di Gesù Cristo, re, sacerdoti e principi del Regno di Dio? L’amor di Dio e del prossimo.» (Manning).

Dunque avendo conosciuta la Carità di Gesù Cristo verso di noi nella istituzione di questo suo Divin Sacramento, e dall’avere Egli data la propria vita per noi, onde anche noi ci animiamo di dare, abbisognando, la vita corporale per la salute eterna de’ nostri fratelli. Risolvi adunque tu pure,  anima mia, d’impiegare tutte le tue forze al bene loro, giusta il volere amoroso dello stesso Gesù: quoniam Ille animam suam pro nobis posuit; ed nos debemus pro fratribus animas ponere.

 O dolce Cuore del mio Gesù, che sei l’amore di tutto il Paradiso, e di tutte le anime tue innamorate! O Cuore degno dell’amore di tutte le creature del cielo e della terra, ditemi che cosa io possa e debba fare a salvamento di tante anime che sono schiave del peccato e del Demonio! Oh potessi in questo giorno riamicare a Voi il più perverso ed ostinato dei peccatori!… Se a conseguire questa misericordia fosse necessario e bastasse il sacrificio della miserabile mia vita; io, se Voi l’aggradite, ve lo offerisco, accoppiandolo al sacrificio che anche per lui fu già da Voi consumato. Io vorrei dirvi con l’Apostolo S. Paolo: cupio anathema esse a te pro fratribus meis! Signore, vorrei piuttosto essere separato da Voi come il più indegno, che veder perire i miei fratelli, anch’essi redenti dal Sangue Vostro!… Vorrei avere la carità di Mosè, e ripetervi con lui: O perdonate a questo popolo le sue colpe, o cancellate me dal libro della vita!

Mi sento ripercuotere l’orecchio ed il cuore da quegli accenti dell’Apostolo Giacomo, coi quali ci ammonisce di procurare per la salute altrui anche la nostra: Si quis ex vobis erraverit a veritate, et converterit quis eum; scire debet quoniam, qui converti fecerit peccatorem ab errore viae suae, salvabit animam ejus a morte, et oportet multitudinem peccatorum: Sentenza, cui fa eco il grande Agostino, dicendo: Animam salvasti, animam tuam prædestinasti. Oh potessi avere questa consolazione di salvare, per virtù della carità infinita del Vostro Cuore, o Gesù mio, almeno un’anima di quelle che per gli antichi miei scandali fosse in pericolo di perdersi!

Deh! Gesù mio, quando per l’ultima volta, ancor velato in Sacramento, vi degnerete di essermi Viatico all’Eternità, possa io essere da Voi riconosciuto a vostro vero discepolo per i caratteri della carità vostra. Allora, terminando quì in terra le nostre conversazioni, principierò a gustare quella celeste beatitudine che non avrà mai fine, e che Voi spandete sopra tutti i gloriosi comprensori che godono l’eterna divina conversazione della Maestà vostra in Paradiso; e così sia.

Nostra conversatio in cœlis est, unde Salvatorem expectamus Dominum Nostrum Iesum Christum, qui reformabit corpus humilitatis nostrae, configuratum corpori claritatis suae. Amen.

O Dolce Cuor del mio Gesù

Fa ch’io t’ami sempre più.

Fare la SS. Comunione almeno spirituale e recitare il cantico Nunc dimittis… come se dovesse essere l’ultima ora ora di vostra vita. Deo gratias!

Francesco Spinelli

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