sabato 10 ottobre 2026

I FIORETTI DI SAN GASPARE

 


La folgore


Ben presto la notizia dell' episodio straordinario della colomba misteriosa si sparse ovunque in città, e da Rieti ai paesi vicini, nei villaggi, nelle campagne. Il nome di Gaspare correva su tutte le bocche e le popolazioni accorrevano sempre più numerose, per vederlo, ascoltarlo, toccare il lembo della sua veste e confessarsi proprio da lui. La Missione a Rieti era terminata, ma Gaspare non poté ripartire. Il Vescovo lo scongiurò di rimanere ancora per qualche giorno; non si poteva deludere il desiderio di tanta gente. Quanto bene si poteva fare ancora; quanti peccatori, toccati dalla Grazia, per mezzo della sua calda parola, sarebbero tornati a Dio! No, il desiderio della folla non era dovuto a morbosa curiosità per i fatti prodigiosi; forse c'era anche quella; ma non era forse 1' esca gettata da Dio per richiamare quella gente ad una fede più viva ed ad una maggiore coerenza nella vita cristiana?

I frutti erano davvero strepitosi! Di giorno in giorno le chiese si affollavano sempre di più; i campagnoli si partivano di buon'ora dai loro casolari, sparsi nel vasto territorio reatino, per recarsi ad ascoltare le prediche. Frequentatissime erano anche le belle funzioni delle prime ore del mattino. Incurante del lungo tragitto, la gente tornava poi svelta e soddisfatta ai duri lavori dei campi. A sera folti gruppi giungevano dai paesi più vicini ed era uno spettacolo toccante vedere dall'alto della città le fiammelle delle torce, sparse qua e là nella pianura, portate da questi gruppi che da Rieti tornavano alle loro case.I confessionali erano sempre presi d'assedio. La stampa locale così commentava l'avvenimento: «Non si può bastantemente descrivere il frutto che qui producono le prediche del Can. Del Bufalo e dei suoi compagni in ogni ceto di persone; restituzioni di somme vistose (una addirittura di 74.000 scudi romani, enorme per quei tempi!), riconciliazioni invano da vari anni auspicate, consegna copiosissima di armi proibite, di libri e manoscritti pessimi, cessazione di scandali pubblici, abbandono di pratiche disoneste consolano gli indefessi missionari, il santo Vescovo e i sacerdoti della città e dei paesi vicini». Qualche missionario, intanto, cominciava a sentire le conseguenze del molto lavoro; Gaspare invece non conosce stanchezza, è sempre sulla breccia e rincuora i suoi compagni. La sua parola è medicina che guarisce!

Non erano però tutti fiori! I maligni e quelli che non vedevano di buon occhio il tanto bene compiuto dai Missionari, andavano spargendo la voce che l'apparizione della candida colomba era stato tutto un trucco. Ma arrivò presto la risposta di Dio.

Ecco come narra un testimone oculare, D. Muccioli, un altro episodio straordinario: «Durante il discorso sul Giudizio Universale, tenuto dal Can. Del Bufalo, malgrado il cielo fosse d'un tersore straordinari, una folgore luminosissima entra in chiesa da una finestra e, serpeggiando senza alcun rumore e danno, esce da un'altra, dileguandosi nell'aria! Il popolo abbagliato dalla luce e scosso per 1' inusitato segno, rompe prima in altissime grida, poi si raccoglie come sbigottito in tombale silenzio. Gaspare cade in ginocchio dinanzi al Crocifisso, eccitando tutti a salutare penitenza e termina dando la benedizione col santo legno».

Un fatto così impressionante causa molte e strepitose conversioni, ma i denigratori vanno dicendo in giro che si è ripetuto un trucco volgare da commedianti per ingannare la dabbenaggine d'un popolo credulone. Buon per loro che quel popolo credulone fu ammansito dalle vive raccomandazioni del Santo, altrimenti stava per reagire per vie di fatto contro coloro che avevano osato chiamare ciarlatani e ingannatori quei santi sacerdoti.

Il 4 giugno i missionari stavano partendo nascostamente, ma il popolo avutone sentore, accorse numerosissimo a salutarli. Gaspare fu costretto a parlare ancora una volta all' aperto davanti all' immagine della Vergine, suscitando commozione e pianto in quella popolazione che si mise a correre dietro la carrozza, che si allontanava, gridando: «Padre santo, ritorna, ritorna!».


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