Abbiamo compassione delle povere anime!
Origine della Commemorazione dei defunti: la preghiera per i defunti è antica quanto la Chiesa — o, come è stato dimostrato, risale addirittura all'Antico Testamento. Chi non ricorda le preghiere e i sacrifici disposti da Giuda Maccabeo, e l'affermazione secondo cui «è un pensiero santo e salutare pregare per i defunti»? Nel corso della storia della Chiesa, sono state elevate preghiere ed è stato celebrato il Sacrificio dell'altare — il più augusto dei sacrifici — in suffragio dei fedeli defunti. Tuttavia, non vi è sempre stato un giorno specifico dedicato all'intercessione e al pio ricordo di tutti i fedeli defunti. La commemorazione dei fedeli defunti il 2 novembre risale all'epoca di sant'Odilone, celebre abate di Cluny dal 994 al 1049. Molto tempo prima di questo grande santo, numerosi monasteri osservavano già una giornata specificamente consacrata all'intercessione per i propri monaci defunti, come attestato da vari martirologi e necrologi. Si trattava, però, di commemorazioni private, circoscritte al singolo monastero. L'iniziativa di sant'Odilone consistette nell'estendere tali benefici e preghiere di intercessione — in precedenza riservati soltanto ai monaci di determinati monasteri — a tutti i fedeli defunti.
Secondo il monaco Jotsald, nella sua opera *De vita et virtutibus Beati Odilonis abbatis*, un evento straordinario diede origine a questa commemorazione generale. Un pellegrino originario di Rodez — che ben conosceva le virtù e l'operato di sant'Odilone — fece naufragio mentre tornava da un pellegrinaggio a Gerusalemme, finendo su un'isola deserta. Lì ebbe misteriose visioni di grandi fuochi e udì le grida e i gemiti delle povere anime del Purgatorio, le quali dicevano: «Noi riceviamo sollievo grazie alle preghiere e alla carità del servo di Dio, Odilone, e dei monaci di Cluny». Una volta tratto in salvo, il pellegrino si recò al monastero di Cluny e raccontò quanto aveva udito. Da ciò ebbe inizio la commemorazione dei defunti, poiché sant'Odilone si adoperò in seguito per estendere tale pratica a tutta la Chiesa. Già nell'XI secolo, essa era nota e osservata in tutta la Chiesa d'Occidente. Col passare del tempo, la celebrazione acquisì maggiore solennità, arricchendosi infine dei tesori spirituali delle indulgenze e delle Messe, come precedentemente accennato.
Nella vita di sant’Odilone, tratta dagli *Acta Sanctorum Ordinis Sancti Benedicti*, si trova il decreto che istituisce la Commemorazione dei defunti. Esso recita: «Per volere del nostro beato padre, dom Odilone, e con il consenso e la richiesta di tutti i monaci di Cluny, è stato stabilito... Come nelle chiese di Dio di tutto il mondo si celebra, alle calende di novembre, la festa di Tutti i Santi, così anche noi — seguendo l’uso osservato per altre solennità — terremo una commemorazione per tutti i fedeli defunti, vissuti dall’inizio del mondo fino alla sua fine. Nello specifico: in quel medesimo giorno, dopo la riunione capitolare, verranno distribuite elemosine di pane e vino a tutti i poveri che si presenteranno, secondo la consuetudine in vigore per la Cena del Signore (Giovedì Santo). Sempre in quel giorno, dopo la celebrazione dei Vespri, si suoneranno tutte le campane e si canteranno i Vespri per i defunti. Il giorno seguente, dopo il Mattutino, le campane suoneranno nuovamente e verrà celebrato l’Ufficio per i defunti», e così via. Da quel momento in poi ebbe inizio la solennità della Commemorazione dei fedeli defunti, evolvendosi fino alla forma che osserviamo oggi.
Mons. Ascanio Brandao

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